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Biblioteche digitali come strumento per gli studi filologici

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Presentazione al Convegno Noetica vs. Informatica, Roma 19-20 novembre 2013

Presentazione al Convegno Noetica vs. Informatica, Roma 19-20 novembre 2013

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  • Digital humanities methodological commons (after McCarty & Short (2002); see http://www.allc.org/content/pubs/map.html (last accessed 26 April 2010)).
  • Transcript

    • 1. A.M.Tammaro Roma, 19-20 novembre 2013 1 Noetica vs Informatica Biblioteche digitali come strumento per gli studi filologici Anna Maria Tammaro
    • 2. A.M.Tammaro Roma, 19-20 novembre 2013 2 Sintesi  Filologia digitale  Metateorie e Multidisciplinarietà: Activity Theory  Epistemologia  Modello Biblioteca digitale  Collezione, Ricerca e Servizi della Biblioteca Digitale  Esempi  Conclusioni
    • 3. A.M.Tammaro Roma, 19-20 novembre 2013 3 La comunità dei Filologi
    • 4. A.M.Tammaro Roma, 19-20 novembre 2013 4 Biblioteca di Montaigne: anticipatore dell'ipertesto
    • 5. A.M.Tammaro Roma, 19-20 novembre 2013 5 Pionieri: Roberto Busa (1913-2011)
    • 6. Nel 1946 Busa propose alla IBM l'idea rivoluzionaria di avvalersi dei computer per lo studio del'Opera Omnia di S Tommaso d'Aquino Linguistica computazionale si concentra sullo sviluppo di formalismi descrittivi del funzionamento del linguaggio naturale, tali che si possano trasformare in programmi eseguibili dai computer. Linguistica computazionale Il concetto di "interiorità" è presente in Tommaso nella forma essere in; tuttavia «le ricorrenze della particella in non erano reperibili in alcuna delle tradizionali concordanze dedicate alle opere del teologo aquinate all'epoca disponibili” Prima fase: schede perforate, poi nastri magnetici sempre più capienti. Nel 1980 Busa completa l'edizione a stampa in 56 volumi dopo 30 anni. Seconda fase: nel 1989 Busa produce la prima versione dell'Index sotto forma di ipertesto, consultabile interattivamente e pubblicata su CD- ROM. Terza fase: nel 2005 ha fatto il suo debutto la versione WEB dell' "index"
    • 7. A.M.Tammaro Roma, 19-20 novembre 2013 7 Modello concettuale di Testo, Documento, Opera Blog di Elena Pierazzo Chair di TEI
    • 8. A.M.Tammaro Roma, 19-20 novembre 2013 8 Digital humanities methodological commons (after McCarty & Short (2002); see http://www.allc.org/content/pubs/map.html (last accessed 26 April 2010)). Anderson S et al. Phil. Trans. R. Soc. A 2010;368:3779-3796 ©2010 by The Royal Society
    • 9. A.M.Tammaro Roma, 19-20 novembre 2013 9 Tecnologie che trasformano la ricerca in filologia Bush, Nelson: Ipertesto Licklieder: Procognitive utility net Berners Lee Web e HTTP Engelbart: CSCW Computer supported cooperative work Schneiderman Genex
    • 10. A.M.Tammaro Roma, 19-20 novembre 2013 10 Interdisciplinarietà della linguistica computazionale Il trattamento dell'informazione è divenuto uno degli aspetti centrali della filologia: analisi morfologica, PoS-tagging, parsing, machine translation, information extraction, text summarisation, document retrieval and indexing, speech recognition, production and understanding, natural language interfaces, interactive dialogue systems, semantic Web.
    • 11. Scholarly primitives, scholarly domain model Unsworth (2000) Discovering Referring Sampling Annotating Comparing Illustrating Representing Atkins (2003)
    • 12. Epistemologia G. Bachelard Nuovo spirito scientifico 1934 … bisogna ammettere che esistono due letture: la lettura come animus e la lettura come anima. Non sono lo stesso uomo a seconda che legga un libro di idee in cui l’animus sa di dover essere vigilante, pronto alla critica, pronto alla risposta - o un libro di poesia in cui le immagini devono essere ricevute in una specie di accoglienza trascendentale come doni. K. Popper Logica della scoperta scientifica 1934 La conoscenza umana è di natura congetturale e ipotetica, e trae origine dall'attitudine dell'uomo di risolvere i problemi in cui si imbatte, intendendo per problema la contraddizione tra quanto previsto da una teoria e i fatti osservati.
    • 13. A.M.Tammaro Roma, 19-20 novembre 2013 13 Paradigma generale Activity theory: inizia dalla psicologia, attraverso le scienze dell'educazione, fino ai Sistemi informativi e HCI Interazione Uomo- macchina Applicata allo sviluppo delle biblioteche digitali ed agli studi sul comportamento di ricerca degli utenti (information seeking, information behaviour)
    • 14. A.M.Tammaro Roma, 19-20 novembre 2013 14 Activity Theory La “Teoria dell'attività” inizia con la nozione di attività. Un'attività è vista come il sistema umano di "fare", in base al quale un soggetto lavora su un oggetto per ottenere un risultato desiderato. Per fare questo, il soggetto impiega strumenti, che sono esterni (ad esempio una scure, un computer) o interni (ad esempio, una metodologia, un piano di progetto). Wilson, T. D. (2008). Activity theory and information seeking. Annual Review of Information Science and Technology, 42, 119-161
    • 15. A.M.Tammaro Roma, 19-20 novembre 2013 15 Fasi di svilppo dell'Activity Theory 1 fase Moscow Institute of Psichology: Vygotsky, Leont'ev and Luria mid-1980s Leont'ev, A. Problems of the development of mind. English translation, Progress Press, 1981, Moscow. (Russian original 1947). 2. fase Nazioni Scandinave: Yrjö Engeström: "Learning by expanding"; sviluppo di Cognitive Science, American Pragmatism, Constructivism, Actor-Network Theory. Si combina con studi Human-Computer Interaction Engeström, Y. Learning by expanding http://lchc.ucsd.edu/MCA/Paper/Engestrom/expanding/toc.htm 3. fase Stati Uniti: Bonnie Nardi,Kari Kuutti: by the tools and sign systems we use" "activity theory proposes a strong notion of mediation—all human experience is shaped applicazione ai sistemi informativi Nardi, Bonnie (1995). Context and Consciousness: Activity Theory and Human-Computer Interaction. MIT Press. ISBN 0-262-14058-6.
    • 16. A.M.Tammaro Roma, 19-20 novembre 2013 16 Psicologia cognitiva Una linea di ricerca dell'Activity Theory si basa sullo studio dell'impatto delle tecnologie sui processi cognitivi e di come questi sono cambiati, distrutti, migliorati. La Scienza dell'Informazione usando l'approccio dell'Activity Theory studia il comportamento di ricerca nel “contesto” (information behaviour "in context")
    • 17. A.M.Tammaro Roma, 19-20 novembre 2013 17 Human computer interaction Un'altra linea di ricerca si basa su HCI Interazione Uomo macchina, che ha delle criticità: 1. Si focalizza un utente generico, senza riguardo livello capacità, motivazione, professione etc. 2. Si tende a non comprendere il ruolo del contenuto (manufatto) che sta tra utente e interfaccia 3. Nel testare le interfacce si fa riferimento ad un utente inesperto. 4.Le analisi dei task ed i modelli che sono creati non catturano la complessità della vita reale 5.Non prendono in considerazione abbastanza il lavoro collaborativo. 6. Gli utenti sono visti come oggetto di studio
    • 18. A.M.Tammaro Roma, 19-20 novembre 2013 18 SSAT Systemic-structural activity theory è una sintesi dell'activity theory con la tradizione culturale-storica • la psicologia russa con la psicologia del se occidentale con la psicologia cognitiva • task, strumenti, metodi, prodotti e risultati, esperienza e capacità coinvolte.
    • 19. A.M.Tammaro Roma, 19-20 novembre 2013 19 Scienze dell'educazione Le scienze dell'educazione spesso hanno separato l'apprendimento dall'esperienza. Activity theory corregge questa tendenza. Invece di pensare all'apprendimento come trasmissione, occorre centrare l'apprendimento sugli studenti che sono responsabili del raggiungimento di obiettivi formativi condivisi.
    • 20. A.M.Tammaro Roma, 19-20 novembre 2013 20 Apprendimento Apprendimento avviene in presenza di condizioni esterne ottimali (behaviorism) Apprendimento è legato al problem solving e include la creazione di nuovo contenuto (cognitivism) Apprendimento è limitato da capacità cognitive dell'uomo (experimental psychology, HCI theory)
    • 21. A.M.Tammaro Roma, 19-20 novembre 2013 21 Fasi dell'apprendimento  Bloom taxonomy Stages of reflective learning Bloom’s (1956) taxonomy The student’s task Comprehension Able to demonstrate the meaning of taught material Working with meaning Analysis Able to break down taught material into its component parts Synthesis Able to join taught material to form a whole Evaluation Able to judge and value material, for its own worth and its greater relevance Knowledge Able to recall taught material Able to use taught material in new and concrete situationsApplication Transformative learning Noticing Making sense and making meaning
    • 22. A.M.Tammaro Roma, 19-20 novembre 2013 22 Modello di Biblioteca Digitale Digitalizzare-->Memorizzare---> Distribuire Condividere--->Organizzare--->Accedere--- >Sperimentare Digital Library Channels Files Tools Contribution Contribution M e s s a g i n g Problem Solving/ Construction Problem Solving/ Construction Search/ Discovery Presentation Search/ Discovery Presentation The Sharium Work Space
    • 23. A.M.Tammaro Roma, 19-20 novembre 2013 23 Biblioteconomia Digitale La “biblioteconomia digitale” o il modello "special librarianship" nasce in risposta all'impatto dell'automazione sulla biblioteconomia, a partire dagli anni '60 Il modello si concentra sugli utenti, gli assetti, i flussi di lavoro/attività e i risultati/prodotti perseguiti. Assetti Contenuti (testi, immagini, audio/video, ecc.) Linked Data Risultati/impattoFlussi di lavoro/attività Quello che si fa con il contenuto: anotazioni, collegamenti, trascrizione, ecc.
    • 24. A.M.Tammaro Roma, 19-20 novembre 2013 24 Assetti: Memoria della comunità – Non deposito, ma memoria della comunità, centrale per le organizzazioni che apprendono. – Questo sviluppo trasforma i testi elettronici (le risorse digitali) in testi partecipati e in progress. – Dai metadati agli Open Data
    • 25. A.M.Tammaro Roma, 19-20 novembre 2013 25 Sviluppo della collezione digitale L'ipotesi è che lo sviluppo della collezione digitale deve facilitare l'apprendimento individuale e della comunità. La collezione “partecipata” deve offrire uno spazio interattivo per l'apprendimento e la creazione di conoscenza. Istituzioni culturali devono puntare sulla comunicazione della cultura, rifacendosi alla psicologia culturale, alla psicologia cognitiva, l'antropologia
    • 26. A.M.Tammaro Roma, 19-20 novembre 2013 26 Partecipazione degli studiosi Trascrizione dei testi Indicizzazione (tagging) di immagini per la loro descrizione e preservazione Commentare contenuti o partecipare alla discussione Immissione di dati strutturati e non strutturati
    • 27. A.M.Tammaro Roma, 19-20 novembre 2013 27 Flusso (ciclo) dell'Informazione
    • 28. A.M.Tammaro Roma, 19-20 novembre 2013 28 Conosciamo gli utenti? Comportamento cognitivo Memoria, interpretazione, apprendere Comportamento sociale Risolvere problemi Interazione sociale Comportamento psicofisico Analisi del task Disegno dell'interfaccia
    • 29. A.M.Tammaro Roma, 19-20 novembre 2013 29 Crowdsourcing Surokiewick 2004 Wisdom of Crowds Howe (2006) in un articolo su Wired Rise of crowdsourcing Citizen science, ‘community sourcing’ and crowd-sourcing Wiggins and Crowston identify five areas of application: Action, Conservation, Investigation, Virtual, and Education (2011). ‘constructivist’ approaches, where the public is encouraged to engage with the interpretation of
    • 30. A.M.Tammaro Roma, 19-20 novembre 2013 30 Modelli per il disegno della Biblioteca Digitale Contesto Wilson, Saracevic, Ingwersen, Jarvelin Attività Kulthau e Vakkari: stages of Information Seeking Search/Browse Bates Search tactics, Berrypicking; Marchionini Information search; Ellis Activities Contenuti Guthrie Information Search Sistema informativo Norman, Gulfs: 7 fasi dall'execution all'evaluation
    • 31. A.M.Tammaro Roma, 19-20 novembre 2013 31 Sistema informativo Norman 1986 definisce sette fasi:  Establish a goal  Form an intention  Specify the action sequence  Execute the action  Perceive the system state  Interpret the system state  Evaluate the system state
    • 32. A.M.Tammaro Roma, 19-20 novembre 2013 32 Contenuti  Guthrie (1998) Information Search Model  Esamina le attività dell'utente a livello dei contenuti e identifica le fasi di lettura, estrarre significato, integrare, valutare
    • 33. A.M.Tammaro Roma, 19-20 novembre 2013 33 Search/Browse  Ellis (1989) 7 funzionalità dell'information seeking  Bates (1979) search tactics and berrypicking(1989)  Marchionini (1995)  Schneiderman et al. (1998) Search: information seeking orientato ad uno scopo  Browse: information seeking non orientato ad uno scopo  Regola cognitiva: si riconoscono i concetti (Browse) più che ricercarli (Search)
    • 34. A.M.Tammaro Roma, 19-20 novembre 2013 34 Attività  Kulthau: modello di information seeking da una prospettiva cognitiva  Vakkari: estende il modelloe distingue tra attività della ricerca e attività del lavoro  Quali sono le attività di diversi utenti?  Quale uso fanno dell'informazione?  Molte delle Biblioteche digitali non seguono questo approccio
    • 35. A.M.Tammaro Roma, 19-20 novembre 2013 35 Contesto Wilson (1999) information seeking, Belkin (1996) episodic, Saracevic (1996) stratified are identifying components  Context  Person in the context  Motivation for seeking information  Variables, as individual differences  External activating mechanism  Information seeking
    • 36. A.M.Tammaro Roma, 19-20 novembre 2013 36 Conclusioni  Biblioteconomia digitale ha un diverso paradigma dalla biblioteca tradizionale  Creazione di conoscenza è in partnership con gli utenti  Multidisciplinarietà è insegnata nelle iSchools  Lavoro collaborativo e apprendimento collettivo è la tendenza della ricerca attuale
    • 37. A.M.Tammaro Roma, 19-20 novembre 2013 37 Grazie  Anna Maria Tammaro  Annamaria.tammaro@unipr.it

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