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E' tempo dimisericordia, collana STUPORE, a cura del Centro di Spiritualità "Sul monte"
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“Tutti portiamo in cuore una grande sete di preghiera. I santi hanno sperimentato e vissuto la preghiera come amorosa adesione al Signore e trasformazione della vita in crescente Carità. Anche a loro …

“Tutti portiamo in cuore una grande sete di preghiera. I santi hanno sperimentato e vissuto la preghiera come amorosa adesione al Signore e trasformazione della vita in crescente Carità. Anche a loro come a ciascuno di noi, è stato insegnato a pregare. Oggi, questo esercizio deve diventare un impegno conseguente alla nostra fede e al nostro ‘sacerdozio’ battesimale. Siano chiamati ad uno stile di preghiera e di vita all’altezza del dono ricevuto e delle sfide del nostro tempo. Per arrivare all’altezza contemplativa dei santi, occorre che ognuno di noi, ogni settimana si eserciti negli atteggiamenti di: offerta e adorazione, compassione e intercessione, ricordo e ascolto, lode e ringraziamento”. Questo prezioso libricino di preghiere guiderà il lettore orante, attraverso testi eucologici di profonda spiritualità e brevi brani meditativi (tratti dalla Sacra Scrittura, dal pensiero dei Papi, dalla riflessione di Santa Maria de Mattias, ecc.), alla riscoperta del valore incommensurabile del Sangue Preziosissimo di nostro Signore Gesù Cristo nella storia della salvezza e nella vita quotidiana di ciascuno, per sperimentare “con stupore che vivere tenendo accesa la passione d’amore e di redenzione, nonostante tutto è la più esaltante avventura che ci è data”.





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  • 1. Centro di Spiritualità “Sul Monte” È tempo di Misericordia come vivere dell ’ intercessione reciproca
  • 2. Collana Stupore Altri titoli disponibili: L’estasi della preghiera La conversione del cuore I diamanti dell’amore Il profumo del dono La gioia dell’incontro Centro di Spiritualità “Sul Monte” Via Sabatucci 15 - Castelplanio (AN) www.sulmonte.org Immagini: Fotolia pag.38: Crocifisso ligneo, scolpito da Pierdomenico Nofrischi da Jesi, 1639 Castelplanio (AN) Realizzazione © Editrice VELAR 2014 24020 Gorle (BG) www.velar.it ISBN 978-88-7135-927-4 Esclusiva per la distribuzione in libreria: Editrice ELLEDICI 10142 Torino www.elledici.org ISBN 978-88-01-05626-6 Il coraggio di mettersi in mezzo � Intercedere non vuol dire semplicemente “pregare per qualcuno”, come spesso pensiamo. Etimologicamente significa “fare un passo in mezzo”, fare un passo in modo da mettersi nel mezzo di una situazione. “L’intercessione è il gesto di Gesù Cristo sulla croce, colui che è venuto per porsi nel mezzo di una situazione insanabile, di una inimicizia ormai giunta a putrefazione, nel mezzo di un conflitto senza soluzione umana. La persona che vuole intercedere deve essere accetta al Signore, in un certo qual senso deve sentirsi suo amico, come è detto di Abramo, a cui Dio non volle nascondere nulla di quanto stava per fare (cfr Gen 18,17). L’intercessore è qualcuno che sceglie di vivere secondo il progetto di Dio, che spera fermamente che esso si verifichi anche negli altri. È una persona che ha cura realmente dei suoi fratelli e delle 3
  • 3. sue sorelle e desidera che essi vivano secondo la volontà di Dio. Perciò la presenza di molti intercessori è anche un mezzo per realizzare una comunità che corrisponda al piano di Dio e promuovere il lavoro di riconciliazione tra individui, popoli, culture e religioni e tra l’uomo e il suo Dio” (Carlo M. Martini, 3 gennaio 2008). “Gesù – ha detto Papa Francesco – ha voluto avere sempre le piaghe”, che sono “la sua preghiera di intercessione al Padre... Se noi non riusciamo ad uscire da noi stessi verso il fratello bisognoso [...], verso quelle piaghe, non impareremo mai la libertà che ci porta nell’altra uscita da noi stessi, verso le piaghe di Gesù. Ci sono due uscite da noi stessi: una verso le piaghe di Gesù, l’altra verso le piaghe dei nostri fratelli e sorelle. E questa è la strada che Gesù vuole nella nostra preghiera” (11 maggio 2013). Il venerdì è il giorno privilegiato per la preghiera di intercessione, come prolungamento del grande Venerdì Santo. Può essere fatta comunitariamente, anche all’interno della Celebrazione Eucaristica o subito dopo il canto dei Vespri. È possibile vivere l’atteggiamento di intercessione anche dentro le nostre giornate fatte di sacrificio, di impegni, di solidarietà, di lavoro e di preghiera. Anche nei tempi di doloroso silenzio e solitudine. Quando incontriamo una persona che soffre, che chiede consiglio, che vive nell’oscurità delle scelte, possiamo farci intercessori, fratello o sorella che cammina a fianco e tiene la sua mano sulla spalla dell’altro. Mettiti in preghiera davanti al Crocifisso (in ginocchio o in piedi) e prega così: Signore Gesù Crocifisso qui davanti a te mi ricordo di... (puoi nominare la persona o la situazione per cui preghi) e mi impegno a... (prendi un impegno concreto per porre la tua mano sulla spalla dell’altro)
  • 4. 1. Amate i vostri nemici (Lc 6,27) Quando si è sperimentata la violenza, la sopraffazione, la frode viene spontaneo chiudere la porta di casa e non fidarsi più di nessuno. Si è tentati di credere che l’uomo è un potenziale nemico e il mondo troppo impastato con il male. Pregare per i nemici, gli aggressori, allora diventa il modo migliore per sconfiggere la paura e alimentare la fiducia che si ha nelle persone. 7
  • 5. È scritto � Ma a voi che ascoltate, io dico: amate i vostri nemici, fate del bene a quelli che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi trattano male. A chi ti percuote sulla guancia, offri anche l’altra; a chi ti strappa il mantello, non rifiutare neanche la tunica. Da’ a chiunque ti chiede, e a chi prende le cose tue, non chiederle indietro... Amate invece i vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperarne nulla, e la vostra ricompensa sarà grande e sarete figli dell’Altissimo, perché egli è benevolo verso gli ingrati e i malvagi. Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso. (Lc 6,27-30.35-36) Aiutaci, Signore, ad avere fiducia nelle persone anche quando ci hanno tradito e a credere che l’amore può disarmare la violenza rinnovando il mondo. Il perdono che possiamo offrire sia un farci carico di chi, pur conoscendoti, ti ha emarginato e ha fatto della violenza il suo sistema di vita. Signore Gesù Crocifisso qui davanti a te mi ricordo di... (puoi nominare la persona o la situazione per cui preghi) e mi impegno a... (prendi un impegno concreto per porre la tua mano sulla spalla dell’altro)
  • 6. 2. Signore, io non sono degno... (Lc 7,6) La fede è riconoscere che Gesù può tutto e ama ciascuno, anche coloro che noi consideriamo estranei e lontani, con infinita misericordia. Io non sono degno: ecco il punto di partenza per una guarigione del cuore che cambia la vita. 11
  • 7. È scritto � Quando ebbe terminato di rivolgere tutte le sue parole al popolo che stava in ascolto, Gesù entrò in Cafàrnao. Il servo di un centurione era ammalato e stava per morire. Il centurione l’aveva molto caro. Perciò, avendo udito parlare di Gesù, gli mandò alcuni anziani dei Giudei a pregarlo di venire e di salvare il suo servo. Costoro, giunti da Gesù, lo supplicavano con insistenza: “Egli merita che tu gli conceda quello che chiede – dicevano –, perché ama il nostro popolo ed è stato lui a costruirci la sinagoga”. Gesù si incamminò con loro. Non era ormai molto distante dalla casa, quando il centurione mandò alcuni amici a dirgli: “Signore, non disturbarti! Io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto; per questo io stesso non mi sono ritenuto degno di venire da te; ma di’ una parola e il mio servo sarà guarito. Anch’io infatti sono nella condizione di subalterno e ho dei soldati sotto di me e dico a uno: “Va’!”, ed egli va; e a un altro: “Vieni!”, ed egli viene; e al mio servo: “Fa’ questo!”, ed egli lo fa”. All’udire questo, Gesù lo ammirò e, volgendosi alla folla che lo seguiva, disse: “Io vi dico che neanche in Israele ho trovato una fede così grande!”. E gli inviati, quando tornarono a casa, trovarono il servo guarito. (Lc 7,1-10) Liberaci Signore dalle nostre ristrettezze mentali che ci portano a guardare con diffidenza coloro che sentiamo estranei al nostro mondo. Donaci invece occhi penetranti, capaci di leggere in profondità il cuore di ogni persona. Signore Gesù Crocifisso qui davanti a te mi ricordo di... (puoi nominare la persona o la situazione per cui preghi) e mi impegno a... (prendi un impegno concreto per porre la tua mano sulla spalla dell’altro) 13
  • 8. 3. Figlia, la tua fede ti ha salvata (Lc 8,48) Ancora oggi la fede è quella forza d’animo che fa rifiorire la vita dove il peccato l’ha rovinata. Ogni persona che fa esperienza del limite umano, come il tossicodipendente, l’alcolista, il malato terminale, può riacquistare il senso della lotta per la vita, dopo aver ricuperato il senso di Dio. Noi, costruttori del Regno, non possiamo dimenticarci che Cristo continua a passare tra i problemi dell’uomo proprio attraverso la nostra capacità di ridare speranza a chi l’ha perduta. 15
  • 9. È scritto � Ed ecco, venne un uomo di nome Giàiro, che era capo della sinagoga: si gettò ai piedi di Gesù e lo pregava di recarsi a casa sua, perché l’unica figlia che aveva, di circa dodici anni, stava per morire. Mentre Gesù vi si recava, le folle gli si accalcavano attorno. E una donna, che aveva perdite di sangue da dodici anni, la quale, pur avendo speso tutti i suoi beni per i medici, non aveva potuto essere guarita da nessuno, gli si avvicinò da dietro, gli toccò il lembo del mantello e immediatamente l’emorragia si arrestò. Gesù disse: “Chi mi ha toccato?”. Tutti negavano. Pietro allora disse: “Maestro, la folla ti stringe da ogni parte e ti schiaccia”. Ma Gesù disse: “Qualcuno mi ha toccato. Ho senti- to che una forza è uscita da me”. Allora la donna, vedendo che non poteva rimanere nascosta, tremante, venne e si gettò ai suoi piedi e dichiarò davanti a tutto il popolo per quale motivo l’aveva toccato e come era stata guarita all’istante. Egli le disse: “Figlia, la tua fede ti ha salvata. Va’ in pace!”. (Lc 8,41-48) La forza liberante della tua resurrezione, Signore, passi attraverso la nostra disponibilità a far rifiorire la fede e la speranza dove la degradazione del peccato ha ferito la dignità umana. Signore Gesù Crocifisso qui davanti a te mi ricordo di... (puoi nominare la persona o la situazione per cui preghi) e mi impegno a... (prendi un impegno concreto per porre la tua mano sulla spalla dell’altro) 17
  • 10. 4. Pregate... portate la pace (Lc 10,2-3) Indifesi in mezzo a un mondo spesso ostile, con la sola forza del Vangelo; un Dio vicino a cui rivolgersi e le mani all’opera per curare le ferite dell’umanità. Itinerante verso il Regno un popolo di battezzati cammina verso la meta senza mai stancarsi di chiedere a Dio di realizzare in pienezza il suo progetto di salvezza. 19
  • 11. È scritto � Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada. In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!”. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all’altra. Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: “È vicino a voi il regno di Dio”. Ma quando entrerete in una città e non vi accoglieranno, uscite sulle sue piazze e dite: “Anche la polvere della vostra città, che si è attaccata ai nostri piedi, noi la scuotiamo contro di voi; sappiate però che il regno di Dio è vicino”. (Lc 10,3-11) Non farci dimenticare, Signore, che come battezzati siamo chiamati a portare dovunque ci troviamo l’annuncio di salvezza del Vangelo. La consapevolezza che sei vicino e conduci la storia ci spinga a superare ogni difficoltà con ottimismo fiducioso e fattivo. Signore Gesù Crocifisso qui davanti a te mi ricordo di... (puoi nominare la persona o la situazione per cui preghi) e mi impegno a... (prendi un impegno concreto per porre la tua mano sulla spalla dell’altro) 21
  • 12. 5. Chiedete e vi sarà dato (Lc 11,9) Siamo tentati di credere ad un Dio lontano ed egoista, pronto a punire chiunque sbaglia. Gesù invece ce ne rivela il vero Volto: un Padre premuroso e attento che vuole i figli pienamente realizzati. La sua volontà è ciò che ci rende liberi davvero. Lo Spirito che non dobbiamo mai stancarci di chiedere, ci guiderà con sicurezza verso la maturazione della nostra fede. 23
  • 13. È scritto � Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto. Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pesce, gli darà una serpe al posto del pesce? O se gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione? Se voi dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro del cielo darà lo Spirito Santo a quelli che glielo chiedono! (Lc 11,9-13) Signore, ci capita spesso di pregare con la stessa disposizione con cui compriamo merce al supermercato: chiediamo solo quello che ci piace o ci serve per soddisfare un bisogno immediato. Donaci Tu lo Spirito di Gesù perché ci renda capaci di chiedere, come ad un Padre premuroso, ciò che costruisce davvero. Signore Gesù Crocifisso qui davanti a te mi ricordo di... (puoi nominare la persona o la situazione per cui preghi) e mi impegno a... (prendi un impegno concreto per porre la tua mano sulla spalla dell’altro) 25
  • 14. 6. Ho pregato per te (Lc 22,32) Un mondo alla ricerca del potere può dimenticare i valori del Vangelo. La fede apparentemente baldanzosa rischia di naufragare in subdoli compromessi pur di partecipare ad un successo facile. Farsi carico di questa debolezza e sostenerla con una testimonianza visibile, diventa compito primario del cristiano autentico. 27
  • 15. È scritto � “Simone, Simone, ecco: Satana vi ha cercati per vagliarvi come il grano; ma io ho pregato per te, perché la tua fede non venga meno. E tu, una volta convertito, conferma i tuoi fratelli”. E Pietro gli disse: “Signore, con te sono pronto ad andare anche in prigione e alla morte”. Gli rispose: “Pietro, io ti dico: oggi il gallo non canterà prima che tu, per tre volte, abbia negato di conoscermi”. (Lc 22,31-34) Donaci, Signore, di non scandalizzarci delle cadute dei deboli né di avere paura di avvicinarci a chi vive ai margini della vita cristiana. Dacci la forza di sostenere la fede e il passo vacillante di chi, sulla strada della croce, sta risalendo la china verso di Te. Signore Gesù Crocifisso qui davanti a te mi ricordo di... (puoi nominare la persona o la situazione per cui preghi) e mi impegno a... (prendi un impegno concreto per porre la tua mano sulla spalla dell’altro) 29
  • 16. 7. Io prego per loro (Gv 17,9) In Cristo tutta l’umanità è raccolta dall’amore di Dio. Attraverso un fattivo impegno per la riconciliazione, i cristiani sono chiamati a continuare nella storia l’opera redentiva ed unificante del loro Maestro. 31
  • 17. È scritto � Alzàti gli occhi al cielo, Gesù disse: “Padre, è venuta l’ora: glorifica il Figlio tuo perché il Figlio glorifichi te. Tu gli hai dato potere su ogni essere umano, perché egli dia la vita eterna a tutti coloro che gli hai dato. Questa è la vita eterna: che conoscano te, l’unico vero Dio, e colui che hai mandato, Gesù Cristo. Io ti ho glorificato sulla terra, compiendo l’opera che mi hai dato da fare. E ora, Padre, glorificami davanti a te con quella gloria che io avevo presso di te prima che il mondo fosse. Ho manifestato il tuo nome agli uomini che mi hai dato dal mondo. Erano tuoi e li hai dati a me, ed essi hanno osservato la tua parola. Ora essi sanno che tutte le cose che mi hai dato vengono da te, perché le parole che hai dato a me io le ho date a loro. Essi le hanno accolte e sanno veramente che sono uscito da te e hanno creduto che tu mi hai mandato. Io prego per loro; non prego per il mondo, ma per coloro che tu mi hai dato, perché sono tuoi. Tutte le cose mie sono tue, e le tue sono mie, e io sono glorificato in loro. Io non sono più nel mondo; essi invece sono nel mondo, e io vengo a te. Padre santo, custodiscili nel tuo nome, quello che mi hai dato, perché siano una sola cosa, come noi...”. (Gv 17,1-11) Non lasciare, o Signore, che il poco amore raffreddi l’impegno a superare le divisioni. Donaci la forza di accogliere l’altro come tuo figlio e nostro fratello che Tu ami e vuoi salvo. Signore Gesù Crocifisso qui davanti a te mi ricordo di... (puoi nominare la persona o la situazione per cui preghi) e mi impegno a... (prendi un impegno concreto per porre la tua mano sulla spalla dell’altro) 33
  • 18. 8. Padre, perdona loro (Lc 23,34) Una croce piombata addosso per caso e il pianto impotente di donne dietro ai figli morenti. Una massa eterogenea chiede miracoli che non arriveranno; la fede salva chi è irrimediabilmente perduto. Chi, dietro a Gesù, si fa carico di questa umanità varia e contraddittoria, l’assume e la fa morire in sé per presentarla rinnovata davanti al Padre. 35
  • 19. È scritto � Mentre lo conducevano via, fermarono un certo Simone di Cirene, che tornava dai campi, e gli misero addosso la croce, da portare dietro a Gesù. Lo seguiva una grande moltitudine di popolo e di donne, che si battevano il petto e facevano lamenti su di lui. Ma Gesù, voltandosi verso di loro, disse: “Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli. Ecco, verranno giorni nei quali si dirà: «Beate le sterili, i grembi che non hanno generato e i seni che non hanno allattato». Allora cominceranno a dire ai monti: «Cadete su di noi!», e alle colline: «Copriteci!». Perché, se si tratta così il legno verde, che avverrà del legno secco?”. Insieme con lui ve- nivano condotti a morte anche altri due, che erano malfattori. Quando giunsero sul luogo chiamato Cranio, vi crocifissero lui e i malfattori, uno a destra e l’altro a sinistra. Gesù diceva: “Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno”. Poi dividendo le sue vesti, le tirarono a sorte. (Lc 23,26-34) Donaci, Signore, di vincere l’indifferenza che spesso abbiamo nei confronti di un’umanità sbandata. Aiutaci ad accogliere e portare sulle spalle le contraddizioni degli altri. Signore Gesù Crocifisso qui davanti a te mi ricordo di... (puoi nominare la persona o la situazione per cui preghi) e mi impegno a... (prendi un impegno concreto per porre la tua mano sulla spalla dell’altro) 37
  • 20. 9. Gli colpì il fianco (Gv 19,34) L’apertura del Costato di Cristo è la porta della redenzione. La ferita sanguinante è il sigillo della vita donata con la sua morte in croce. La Chiesa, sposa di Cristo, è chiamata a farsi madre di ogni vivente con il dono della sua stessa vita, la vita di ogni credente in Cristo. 39
  • 21. È scritto � Era il giorno della Parasceve e i Giudei, perché i corpi non rimanessero sulla croce durante il sabato – era infatti un giorno solenne quel sabato –, chiesero a Pilato che fossero spezzate loro le gambe e fossero portati via. Vennero dunque i soldati e spezzarono le gambe all’uno e all’altro che erano stati crocifissi insieme con lui. Venuti però da Gesù, vedendo che era già morto, non gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati con una lancia gli colpì il fianco, e subito ne uscì sangue e acqua. Chi ha visto ne dà testimonianza e la sua testimonianza è vera; egli sa che dice il vero, perché anche voi crediate. Questo infatti avvenne perché si compisse la Scrittura: Non gli sarà spezzato alcun osso. E un altro passo della Scrittura dice ancora: Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto. (Gv 19,31-37) O Signore, Sposo adorabile della Chiesa, dono d’amore del Padre a tutta l’umanità ferita, donaci di entrare nell’intimo della tua offerta d’amore e spingi anche me a farmi carico di chi non sente di appartenere a Te e grida il bisogno di vita e di salvezza. Signore Gesù Crocifisso qui davanti a te mi ricordo di... (puoi nominare la persona o la situazione per cui preghi) e mi impegno a... (prendi un impegno concreto per porre la tua mano sulla spalla dell’altro) 41
  • 22. 10. Ci ha liberati dal potere delle tenebre (Col 1,13) Fede, speranza, carità, ecco i cardini su cui poggia una comunità in cammino. Ma perché la crescita corra veloce verso la speranza promessa, è necessaria una continua ricerca della volontà di Dio. I credenti impegnati in un incessante canto di lode al Signore che li ha salvati, sono esortati a crescere in un impegno di vita sempre più fruttuoso. 43
  • 23. È scritto � Perciò anche noi, dal giorno in cui ne fummo informati, non cessiamo di pregare per voi e di chiedere che abbiate piena conoscenza della sua volontà, con ogni sapienza e intelligenza spirituale, perché possiate comportarvi in maniera degna del Signore, per piacergli in tutto, portando frutto in ogni opera buona e crescendo nella conoscenza di Dio. Resi forti di ogni fortezza secondo la potenza della sua gloria, per essere perseveranti e magnanimi in tutto, ringraziate con gioia il Padre che vi ha resi capaci di partecipare alla sorte dei santi nella luce. È lui che ci ha liberati dal potere delle tenebre e ci ha trasferiti nel regno del Figlio del suo amore, per mezzo del quale abbiamo la redenzione, il perdono dei peccati... È piaciuto a Dio che abiti in lui tutta la pienezza e che per mezzo di lui e in vista di lui siano riconciliate tutte le cose, avendo pacificato con il sangue della sua croce sia le cose che stanno sulla terra, sia quelle che stanno nei cieli. (Col 1,9-14.19-20) Non si spenga mai, Signore, nella nostra consapevolezza di credenti, la spinta vitale e creatrice della redenzione, perché guidati da essa lungo i sentieri del futuro, sappiamo ricercare mezzi nuovi e fruttuosi per costruire un mondo migliore. Signore Gesù Crocifisso qui davanti a te mi ricordo di... (puoi nominare la persona o la situazione per cui preghi) e mi impegno a... (prendi un impegno concreto per porre la tua mano sulla spalla dell’altro) 45
  • 24. “Una comunità cristiana vive dell’intercessione reciproca dei membri o perisce... Intercedere non significa altro che presentare il fratello a Dio, vederlo nella luce della croce di Gesù come povero uomo e peccatore bisognoso di grazia. Con ciò viene a cadere tutto quello che me lo rende antipatico; lo vedo in tutta la sua miseria e pena; nel suo travaglio e peccato che mi si mostrano così grandi e così opprimenti come se fossero i miei; ed allora non posso fare a meno di supplicare: 46 «Signore, opera tu stesso, tu solo in lui, secondo la tua severità e la tua bontà». Intercedere significa: concedere al fratello lo stesso diritto che è stato concesso a noi, cioè di porsi davanti a Cristo ed essere partecipe della sua misericordia” (D. Bonhoeffer) 47
  • 25. “Gesù mostra le sue piaghe, sulle mani e sul costato: queste ferite rappresentano il prezzo della nostra salvezza e la sua preghiera di intercessione al Padre” (Papa Francesco) “Non faccio altro che starmene ai piedi di Gesù Crocifisso, come il povero del Vangelo. Senza perdere la pace del cuore, resto ferma con le mani e le braccia aperte guardando il Signore e gridando: Anime, anime, anime al Paradiso” (Santa Maria De Mattias) ISBN 978-88-01-05626-6 Collana Stupore € 2,50 9 788801 056266

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