201 ambiente e-sicurezza_03_09

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201 ambiente e-sicurezza_03_09

  1. 1. PRIMO PIANOwww.ambientesicurezza.ilsole24ore.com10 febbraio 2009 ­ N. 3 IL SOLE 24 ORE3Tuttigliabbonatichedevonoancoraregistrarsipossonofarlodirettamentenelsitodiambiente&sicu­rezzacliccandosu“registrati”,“nuovoutente”,ericordarsichepercompletarelaregistrazioneoccorreil“codiceutente”stampatosulcellophanedellarivista.PerulterioriInformazioniRivolgersialServizioclienti02o0630225680PREVENZIONE E PROTEZIONEl Focus TU/ApprofondimentiStress: l’intervento psicologicocome fattore di sviluppoARTICOLO A PAG. 15Con il Testo unico più incisività al ruolo del RLSARTICOLO A PAG. 18Le disposizioni del D.Lgs. n. 81/2008sulle tubazioni in pressioneARTICOLO A PAG. 24AMBIENTE E RISORSEl ProrogheDalle discariche ai RAEEtutti i rinvii del D.L. n. 208/2008COMMENTI DA PAG. 70 ­ TESTO A PAG. 72l Tutela ambientaleI nuovi profili penalinella direttiva 2008/99/CEARTICOLO A PAG. 86
  2. 2. NOVITÀwww.ambientesicurezza.ilsole24ore.com 10 febbraio 2009 ­ N. 3IL SOLE 24 ORE 4GAZZETTA UFFICIALE: GLI ULTIMI 15 GIORNIGAZZETTA UFFICIALE REPUBBLICA ITALIANAARGOMENTO PROVVEDIMENTO TITOLO PUBBLICATO INAria Comunicato del Ministerodell’Ambientee della Tuteladel territorio e del mare«Approvazione della deliberazione del Comitato nazionale digestione e attuazione della direttiva 2003/87/CE»Gazzetta Ufficialedell’8 gennaio 2009, n. 5In sintesi a pag. 98Igienedi alimentie bevandeOrdinanza del Ministerodel Lavoro, della Salutee delle Politiche sociali10 dicembre 2008«Misure urgenti in materia di produzione, commercializzazio­ne e vendita diretta di latte crudo per alimentazione umana»Gazzetta Ufficialedel 14 gennaio 2009, n. 10In sintesi a pag. 95Rifiuti Decreto del Presidentedel Consiglio dei Ministri18 dicembre 2008«Dichiarazione dello stato di emergenza nel settore dei rifiutiurbani nel territorio della regione Calabria»Gazzetta Ufficialedel 2 gennaio 2009, n. 1In sintesi a pag. 97Ordinanza del Presidentedel Consiglio dei Ministri29 dicembre 2008,n. 3724«Ulteriori disposizioni urgenti di protezione civile per fronteg­giare l’emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiutinella regione Campania»Gazzetta Ufficialedel 15 gennaio 2009¸ n. 11In sintesi a pag. 97Legge 30 dicembre 2008,n. 210«Misure straordinarie per fronteggiare l’emergenza nel settoredello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania, nonchémisure urgenti di tutela ambientale»Gazzetta Ufficialedel 3 gennaio 2009, n. 2In sintesi a pag. 98TutelaambientaleOrdinanza del Presidentedel Consiglio dei Ministri29 dicembre 2008,n. 3723«Ulteriori interventi diretti a fronteggiare la situazione dicriticità determinatasi a seguito delle esplosioni verificatesinella raffineria “Umbria Olii s.p.a.” sita nel comune diCampello sul Clitumno»Gazzetta Ufficialedel 15 gennaio 2009, n. 11In sintesi a pag. 99GAZZETTA UFFICIALE DELLE COMUNITÀ EUROPEEARGOMENTO PROVVEDIMENTO PUBBLICATO INAria «Direttiva 2008/101/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 19 novembre 2008che modifica la direttiva 2003/87/CE al fine di includere le attività di trasporto aereo nelsistema comunitario di scambio delle quote di emissioni dei gas ad effetto serra»G.U.C.E. L13 gennaio 2009, n. 8In sintesi a pag. 96Igiene di alimentie bevande«Regolamento (CE) n. 1331/2008 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 16dicembre 2008 che istituisce una procedura uniforme di autorizzazione per gliadditivi, gli enzimi e gli aromi alimentari»G.U.C.E. L del31 dicembre 2008, n. 354In sintesi a pag. 91«Regolamento (CE) n. 1332/2008 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 16dicembre 2008 relativo agli enzimi alimentari che modifica la direttiva 83/417/CEE delConsiglio, il regolamento (CE) n. 1493/1999 del Consiglio, la direttiva 2000/13/CE, ladirettiva 2001/112/CE del Consiglio e il regolamento (CE) n. 258/97»G.U.C.E. L31 dicembre 2008, n. 354In sintesi a pag. 91«Regolamento (CE) n. 1332/2008 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 16dicembre 2008 relativo agli additivi alimentari»G.U.C.E. L31 dicembre 2008, n. 354In sintesi a pag. 92
  3. 3. NOVITÀwww.ambientesicurezza.ilsole24ore.com10 febbraio 2009 ­ N. 3 IL SOLE 24 ORE5Igiene di alimentie bevande«Regolamento (CE) n. 1334/2008 del Parlmaneto eropeo e del Consiglio del 16dicembre 2008 relativoagli aromi e ad alcuni ingredienti alimentari con proprietàaromatizzanti destinati ad essere utilizzati negli e sugli alimenti e che modifica ilregolamento (CEE) n. 1601/91 del consiglio, i regolamenti (CE) n. 2232/96 e (CE) n.110/2008 e la direttiva 2000/13/CE»G.U.C.E. L del 31dicembre 2008, n. 354In sintesi a pag. 93Sicurezzadei trasporti«Direttiva 2008/114/CE del Consiglio dell’8 dicembre 2008 relativa alla individuazionee alla designazione delle infrastrutture critiche europee e alla valutazione dellanecessità di migliorarne la protezione»G.U.C.E. L23 dicembre 2008, n. 345In sintesi a pag. 93Sostanzepericolose«Regolamento (CE) n. 1272/2008 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 16dicembre 2008 relativo alla classificazione, all’etichettatura e all’imballaggio dellesostanze e delle miscele che modifica e abroga le direttive 67/548/CEE e 1999/45/CEe che reca modifica al regolamento (CE) n. 1907/2006»G.U.C.E. L31 dicembre 2008, n. 353In sintesi a pag. 94«Direttiva 2009/2/CE della Commissione del 15 gennaio 2009 recante trentunesimoadeguamento al progresso tecnico della direttiva 67/548/CEE del Consiglioconcernente il ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari edamministrative relative alla classificazione, all’imballaggio e all’etichettatura dellesostanze pericolose»G.U.C.E. L16 gennaio 2009, n. 11In sintesi a pag. 95«Decisione della Commissione del 2 dicembre 2008 n. 2009/10/CE che definisce unmodello per la comunicazione degli incidenti rilevanti ai sensi della direttiva 96/82/CEdel Consiglio sul controllo dei pericoli di incidenti rilevanti connessi con determinatesostanze pericolose»G.U.C.E. L10 gennaio 2009, n. 6In sintesi a pag. 96LA SICUREZZADEGLI IMPIANTILa nuova disciplina degli impianti tecnologici el’efficienza energetica degli edificiDi Giulio BenedettiCon il decreto n. 37/2008 in vigore dal 27 marzo 2008 il legislatore,proseguendo sulla linea dei decreti legislativi n. 192/2005 e n. 311/2006,ha posto dei pesanti vincoli al trasferimento del bene energivoro od insicuro,arrivando a prevedere in questi casi addirittura la nullità relativa deicontratti di vendita o di locazione a far data dall1 luglio 2009.Scopo dellopera è di fornire al lettore una sintetica bussola giuridica chegli permetta di apprezzare rapidamente e con assoluta tranquillità ifondamenti delle normative rilevanti nelle materie attinenti agli impianti,al risparmio energetico, alla sicurezza ed alla tutela del consumatore.Pagg. 360 – € 29,00EDILIZIA E URBANISTICAGruppoLa cultura dei fatti.Il prodotto è disponibile anche nelle librerie professionali.Trova quella più vicina all’indirizzo www.librerie.ilsole24ore.comAggiornato al Decreto delMinistero dello Sviluppoeconomico n. 37/2008
  4. 4. SOMMARIOwww.ambientesicurezza.ilsole24ore.com 10 febbraio 2009 ­ N. 3IL SOLE 24 ORE 6SOMMARIOPREVENZIONE E PROTEZIONEl Focus TU/ApprofondimentiLa legge scopre lo stress: l’intervento psicologico come fattore di sviluppodi Simona Fazio e Chiara Montingelli .........................................................................................15Il ruolo più incisivo del RLS rafforza i diritti dei lavoratoridi Mario Gallo ...........................................................................................................................18Tubazioni in pressione: modalità per l’esercizio, classificazione e normativadi Casto Di Girolamo, Mario Di Carlo e Maria Bonacci ...............................................................24l Sicurezza del lavoroUso dei DPI in ambienti severi freddi: dalla teoria normativa alla prassidi Daniela Freda, Michele del Gaudio e Paolo Lenzuni ...............................................................42Il Ministero del Lavoro rilancia la filosofia preventiva in materia di attività ispettivadi Pietro Verna...........................................................................................................................56l Sicurezza in cantiereInterferenze verticali: il caso del grande cantiere per la Regione Lombardiadi Damiano Romeo, Antonio Rognoni e Roberta Pasinetti..........................................................59GRANDI RISCHIl AntincendioAmpliamento di un’attività commerciale/ Idranti UNI 70 soprasuoloa cura di Mario Abate................................................................................................................68RIFIUTI E BONIFICHEl In apertura/ProrogheCon il D.L. n. 208/2008 termini ancora differiti per le discariche di rifiutidi Luciano Butti ........................................................................................................................70Decreto-legge 30 dicembre 2008, n. 208 .................................................................................72Bonifiche e danno ambientale: definite le nuove proceduresu controversie e risarcimentidi Federico Peres ......................................................................................................................76Sistema di gestione dei RAEE: ancora proroghe per l’avviodi Mara Chilosi ..........................................................................................................................79
  5. 5. SOMMARIOwww.ambientesicurezza.ilsole24ore.com10 febbraio 2009 ­ N. 3 IL SOLE 24 ORE7RASSEGNERassegna di legislazionea cura di Sabrina Apicella...................................................................................................91a cura di Marco Fabrizio .....................................................................................................96Rassegna di giurisprudenzaa cura di Pierguido Soprani...............................................................................................100a cura di Maria Melizzi.....................................................................................................105Rassegna di delibere e leggi regionalia cura di Sabrina Apicella.................................................................................................109RUBRICHEUltime in Gazzetta Ufficiale............................................................................................4In sintesi............................................................................................................................9Scadenzarioa cura di Marco Fabrizio.....................................................................................................13Le news di A&Sa cura di Maria Luisa Felici................................................................................................116AMBIENTE E RISORSEl ProrogheAutorità di bacino idrico: il nuovo rinvio dei termini prolunga lo stato di precarietàdi Serena Corbetta.............................................................................................................83l Tutela ambientaleLa tutela penale dell’ambiente nella direttiva 2008/99/CEdi Angelo Merlin................................................................................................................86Norme, progetti, appalti, mercati.Informazioni e abbonamenti al sito http://vetrina.ilsole24ore.com/ediliziaterritorio
  6. 6. SOMMARIOwww.ambientesicurezza.ilsole24ore.com 10 febbraio 2009 ­ N. 3IL SOLE 24 ORE 8www.ambientesicurezza.ilsole24ore.comDirettore responsabile: FRANCESCO DEMUROResponsabile di redazione: Massimo CassaniCoordinamentoeditoriale:Dario DeAndrea(02/57316293)Redazione:Katia Rebucini(02/57316300;fax02/39646926)Proprietario ed editore: IL SOLE 24 ORE S.p.A.Presidente: Giancarlo CeruttiAmministratore Delegato: CLAUDIO CALABIRegistrazione Tribunale di Milano n. 749 del 9 novembre 1998.Sede legale:Via Monte Rosa, 91 ­ 20149 Milano.Amministrazione: Via Monte Rosa, 91 ­ 20149 Milano.Direzione, redazione: Via G. Patecchio, 2 ­ 20141 Milano ­ Fax02/30223992.IL SOLE 24 ORE S.p.A. Tutti i diritti sono riservati. Le fotocopie peruso personale del lettore possono essere effettuate nei limiti del15% di ciascun fascicolo di periodico dietro pagamento alla SIAEdel compenso previsto dall’art. 68, commi 4 e 5, della legge 22aprile 1941, n. 633. Le riproduzioni effettuate per finalità dicarattere professionale, economico o commerciale o comunqueper uso diverso da quello personale possono essere effettuate aseguito di specifica autorizzazione rilasciata da AIDRO, C.so diPorta Romana n. 108, Milano 20122, segreteria@aidro.org e sitoweb www.aidro.org.Servizio clienti periodici: IL SOLE 24 ORE S.p.A. Via TiburtinaValeria (S.S. n. 5) km 68,700 ­ 67061 Carsoli (AQ). Tel. 3022 5680(prefisso 02 oppure 06)Fax 3022 5400 (prefisso 02 oppure 06) I numeri non pervenutipotranno essere richiesti via fax al n. 02­06/30225402­06 o viae­mail a servizioclienti.periodici@ilsole24ore.com entro 2 mesidall’uscita del numero stesso.Abbonamenti: Ambiente&Sicurezza (quindicinale + Tecnolo­gie&Soluzioni per l’ambiente): euro 185,00; Ambiente&Sicurezza(quindicinale + Lavoro Sicuro): euro 186,00; Ambiente&Sicurezza(quindicinale + Tecnologie&Soluzioni per l’ambiente + Lavoro Sicu­ro): euro 199,00; per conoscere le altre tipologie di abbonamentoed eventuali offerte promozionali, contatti il Servizio Clienti (tel.02.3022.5680 oppure 06.3022.5680; mail: servizioclienti.periodi­ci@ilsole24ore.com). Gli abbonamenti possono essere sottoscrittitelefonando direttamente e inviando l’importo tramite assegno nontrasferibile intestato a: Il Sole 24 ORE S.p.A., oppure inviando lafotocopia della ricevuta del pagamento sul c.c.p. n. 31481203. Laricevuta di pagamento può essere inviata anche via fax allo02.3022.5406 oppure allo 06.3022.5406.Pubblicità: Rete Ediltarget ­ Il Sole 24 ORE Business Media S.r.l.;Via Goito 13 ­ 40126 BolognaTel.: 051/6575889, 051/6575859,e­mail: ediltarget@ilsole24ore.comStampa: IL SOLE 24 ORE S.p.A. ­ Via Tiburtina Valeria (S.S. n. 5) km68,700 ­ 67061 Carsoli (AQ).
  7. 7. SINTESIwww.ambientesicurezza.ilsole24ore.com10 febbraio 2009 ­ N. 3 IL SOLE 24 ORE9IN SINTESIPREVENZIONE E PROTEZIONELa legge scopre lo stress: l’intervento psicologico coma fattore di sviluppo ­Tradizionalmente, la normativa in materia di tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori ha sempredisciplinato i rischi di natura chimica, fisica e biologica. Negli ultimi cinquant’anni si sono aggiunti i rischi dinatura ergonomica e psicosociali. Con l’emanazione del D.Lgs. n. 81/2008 è stata sottolineata l’importanza el’urgenza di porre molta attenzione alle modalità di tutela della salute psicologica del lavoratore alla luce,soprattutto, del progressivo aumento delle cause di stress e delle patologie stress-correlate.Articoloa pag. 15Diritti dei lavoratori rafforzati con la maggiore incisività del ruolo del RLS ­ Ildecretolegislativo9aprile2008,n.81,conl’art.50 haripresosostanzialmenteilcontenutodel’art.19,D.Lgs.n.626/1994, confermando i compiti consultivi e di controllo del RLS, con il diritto, da parte di questo soggetto, aricevere le informazioni dagli organi di vigilanza. In particolare, è stato ribadito il diritto del RLS a ricevere copiadel documento di valutazione dei rischi dietro apposita richiesta e questo diritto è stato esteso anche al DUVRI.Sull’attuazione di questo sistema di consultazione e partecipazione sono nate alcune criticità in fase di primaapplicazione del TU sicurezza che è necessario approfondire, soprattutto per quanto riguarda gli adempimentigestionali del datore di lavoro, la questione delle aziende nelle quali il RLS è assente e la comunicazione all’INAIL.Articoloa pag. 18Tubazioni in pressione: modalità per l’esercizio, classificazione e normativa­ Ladirettiva prodotto 97/23/CE ha regolamentato a livello europeo la fabbricazione, la garanzia di conformità deirequisiti essenziali di sicurezza e i vari aspetti della commercializzazione di apparecchiature e di insiemi fissisoggetti a una pressione massima ammissibile superiore ai 50 kPa. Dopo il recepimento di questa direttiva con ilD.Lgs. n. 93/2000 e la pubblicazione del regolamento n. 329/2004 inerente alle norme per la messa in serviziodelle attrezzature in pressione, in seguito all’emanazione del D.Lgs. n. 81/2008, occorre comprendere qualisono, attualmente, le regole fissate per l’esercizio in sicurezza di questi impianti.Articoloa pag. 24Uso dei DPI in ambienti severi freddi: dalla teoria normativa alla prassi­ Definitodalla linea guida del Coordinamento tecnico per la sicurezza nei luoghi di lavoro delle Regioni e delle Provinceautonome e dell’ISPESL, come «il complesso dei parametri fisici ambientali che caratterizzano l’ambiente locale(manonnecessariamenteconfinato)eche,assiemeaparametriindividualiqualil’attivitàmetabolicael’abbiglia-mento, determinano gli scambi termici fra l’ambiente stesso e gli individui che vi operano», il microclima è statoinserito,dall’art.180,TitoloVIII,D.Lgs.n.81/2008,tragliagentifisicidaiqualidevonoessereprotettiilavoratori.L’esposizione ad ambienti freddi può comportare un reale pericolo per il lavoratore, anche con ripercussioni chepossono portare alla morte del soggetto esposto. È necessaria, quindi, una opportuna valutazione del rischio alfine di poter individuare le misure idonee per garantire la tutela della salute del lavoratore.Articoloa pag. 42Il Ministero del Lavoro rilancia la filosofia preventiva in materia di attivitàispettiva­ IlMinisterodelLavoro,conildecreto18settembre2008,inseguitoallaeliminazionedeilibripagae matricola e degli altri libri obbligatori e all’introduzione del libro unico del lavoro, ha voluto rilanciare «lafilosofia preventiva e promozionale» che deve caratterizzare l’attività ispettiva e di vigilanza. Secondo il Dicaste­ro, quest’attività deve prevenire gli abusi e sanzionare le irregolarità sostanziali, tralasciando ogni impostazionedi carattere puramente formale e burocratico di intralcio all’efficienza del sistema produttivo e senza alcuncontributo alla tutela del lavoratore (inGazzetta Ufficiale del 12 novembre 2008, n. 265).Articoloa pag. 56Interferenze verticali: la Regione Lombardia gestisce un grande cantiere ­ LaRegione Lombardia sta realizzando una nuova sede dei propri uffici, una torre di 40 piani per 161 m di altezza, ilgrattacielo più alto di Italia. L’opera è realizzata in ciclo continuo con turni avvicendati e si compone da sei corpibassi che circondano la torre. Una costruzione così complessa comporta molti problemi inerenti agli aspetti dellasicurezza sul lavoro, uno dei quali è certamente la gestione delle interferenze verticali tra le diverse lavorazioni e lediverse imprese esecutrici. È necessaria, quindi, una costante attività di organizzazione e di programmazione chepossa garantire la tutela dei lavoratori impegnati nelle diverse attività del cantiere.Articoloa pag. 59
  8. 8. SINTESIwww.ambientesicurezza.ilsole24ore.com 10 febbraio 2009 ­ N. 3IL SOLE 24 ORE 10Sintesida pag. 91Enzimi, additivi e aromi alimentari ­ I regolamenti (CE) 16 dicembre 2008, n. 1331/2008, n.1332/2008, n. 1333/2008 e n. 1334/2008, hanno stabilito alcune particolari norme relativamente agli enzimi agliadditivi e agli aromi alimentari destinati a essere utilizzati negli e sugli alimenti, al fine di assicurare l’efficacefunzionamento del mercato interno, garantendo al contempo un elevato livello di tutela della salute umana e diprotezione dei consumatori, comprese la tutela dei loro interessi e le prassi leali nel commercio alimentare (inG.U.C.E. L del 31 dicembre 2008, n. 354).Sintesia pag. 93Infrastrutture stradali ­ La direttiva 2008/114/CE del Consiglio 8 dicembre 2008 ha stabilito, per ciascunoStatomembro,unaproceduradiindividuazioneedidesignazionedelleinfrastrutturecriticheeuropeechepermettaildelinearsi di un approccio comune sulla valutazione della necessità di migliorarne la protezione, contribuendo, così,alla tutela delle persone. Il provvedimento ha previsto l’obbligo, per ciascuno Stato membro, di individuare, secondouna apposita procedura specificamente indicata nell’Allegato III alla direttiva, le potenziali ECI e, quindi, comunicareaglialtriStatimembrichepossonoessereinteressatiinmodosignificativodaunapotenzialeECIqualeèl’infrastrutturainquestioneequalileragioniperdesignarlacometale(inG.U.C.E.Ldel23dicembre2008,n.345).Sintesia pag. 95Latte crudo per alimentazione ­ Con l’ordinanza 10 dicembre 2008, il Ministero del Lavoro, dellaSalute e delle Politiche sociali ha dettato alcune disposizioni urgenti in materia di produzione e di commercializza­zione di latte crudo destinato al consumo umano (inGazzetta Ufficiale del 14 gennaio 2009, n. 10).Massima e notaa pag. 100Cantiere: responsabilità di appaltatore e subappaltatore ­ L’appaltatore risponde penalmentedeglieventidannosidipendentidall’attivitàsvoltadalsubappaltatore,quandosisiaingeritonell’esecuzionedell’operamedianteunacondottacheabbiadeterminatooconcorsoadeterminarel’inosservanzadinormeprevenzionistiche.Qualora i lavori di subappalto si svolgano nello stesso cantiere predisposto dall’appaltatore, in esso inserendosianche l’attività del subappaltatore per l’esecuzione di un’opera parziale e specialistica, e non venendo menol’ingerenza dell’appaltatore e la diretta riconducibilità anche a lui dell’organizzazione del comune cantiere, inquanto investito dei poteri direttivi generali inerenti alla propria qualità, sussiste la responsabilità di entrambi talisoggetti in relazione agli obblighi antinfortunistici, alla loro osservanza ed alla dovuta sorveglianza al riguardo.Un’esclusione della responsabilità dell’appaltatore è configurabile solo qualora al subappaltatore sia affidato losvolgimentodilavori,ancorchédeterminatiecircoscritti,chesvolgainpienaedassolutaautonomiaorganizzativaedirigenziale rispetto all’appaltatore, e non nel caso in cui la stessa interdipendenza dei lavori svolti dai due soggettiescluda l’estromissione dell’appaltatore dall’organizzazione del cantiere. Peraltro la cooperazione non può inten­dersi come obbligo del committente di intervenire in supplenza dell’appaltatore tutte le volte in cui costui ometta,per qualsiasi ragione, di adottare misure di prevenzione prescritte a tutela soltanto dei suoi lavoratori, risolvendosiin un’inammissibile ingerenza del committente nell’attività propria dell’appaltatore.Quando, per la natura e le caratteristiche dell’attività commissionata, questa non si può svolgere in una zona o inun settore separato, coinvolgente solo i dipendenti dell’appaltatore (ovvero del subappaltatore), il datore di lavorocommittente, il quale è ex lege il coordinatore della cooperazione, deve essere in grado di rendersi contodell’insufficiente contributo tecnico dell’appaltatore medesimo e cooperare perché, di fatto, le condizioni di lavorosiano sicure; con la conseguenza che, verificatosi un infortunio, l’eventualmente inadeguato apprestamento dellemisure precauzionali non può non essere ascritto ad entrambi, in quanto garanti e destinatari dell’obbligo dipredisporre sicure condizioni di lavoro.Ilpericoloderivantedallamancataprotezionedell’ambientedilavoro(nellaspecie:assenzadeidispositivianticaduta)èriconoscibile da chiunque, senza necessità di una specifica competenza tecnica settoriale, e non attiene alla categoriadei “rischi specifici” propri dell’attività oggetto del subappalto. (Cassazione penale, sez. IV, 9 luglio 2008, n. 27965 enellasezione“Documentazioneintegrativa” delsitowww.ambientesicurezza.ilsole24ore.com)Massima e notaa pag. 103D.Lgs. n. 758/1994: pagamento tardivo ­ In tema di contravvenzioni antinfortunistiche, il paga­mento della somma pari al quarto del massimo dell’ammenda stabilita per la contravvenzione commessa deveessere effettuato, secondo quanto dispone l’art. 21, comma 2, del D.Lgs. n. 758/1994, entro trenta giorni dalladata in cui l’organo di vigilanza ha accertato l’adempimento della prescrizione. Una lettura coordinata dell’articolo24, comma 1, e dell’articolo 21, comma 2, chiarisce che il contravventore può godere solo dello spazio temporaleconcesso dalla legge anche per provvedere al pagamento.Anullarilevachenonsianoprevistesanzioniperilmancatorispettodeltermineinesame,attesochetuttol’ecceziona­le procedimento estintivo disciplinato dal D.Lgs. n. 758/1994 è ispirato a sequele procedimentali aventi il caratteredella perentorietà (la Corte ha ritenuto che «anche la ratio della legge, tendente ad una sollecita rimozione dellasituazione antigiuridica, fa propendere per la interpretazione secondo la quale la estinzione del reato sia collegata alpagamentoeffettuatonelterminenormativamenteprevisto»).(Cassazionepenale,sez.IV,11luglio2008,n.28831enellasezione“Documentazioneintegrativa” delsitowww.ambientesicurezza.ilsole24ore.com)
  9. 9. SINTESIwww.ambientesicurezza.ilsole24ore.com10 febbraio 2009 ­ N. 3 IL SOLE 24 ORE11GRANDI RISCHIAmpliamento di un’attività commerciale/ Idranti UNI 70 soprasuolo ­ In questo numeroAmbiente&Sicurezza propone due chiarimenti in materia di antincendio. Nel primo quesito è presentato il caso diristrutturazione e di ampliamento di un’attività commerciale, contigua ad altre attività commerciali, per la quale ènecessario stabilire le caratteristiche di resistenza al fuoco che devono possedere le strutture di separazione. Ilsecondo chiarimentoèinerente, invece,allecaratteristichedegliidrantiUNI70.Quesitisull’antincendioa pag. 68Sostanze pericolose­ Il regolamento (CE) del Parlamento Europeo e del Consiglio del 16 dicembre 2008,n. 1272/2008, è stato emanato al fine di elevare il grado di protezione della salute umana e dell’ambiente eassicurare la libera circolazione delle sostanze chimiche (in G.U.C.E. L del 31 dicembre 2008, n. 353).Ladirettivan.2009/2/CEdellaCommissione15gennaio2009,haparzialmentemodificatol’AllegatoIalladirettiva67/548/CEE che contiene l’elenco delle sostanze pericolose oltre che le informazioni dettagliate sulla classificazio­ne e l’etichettatura di ognuna di esse (inG.U.C.E. L del 16 gennaio 2009, n. 11).Sintesida pag. 94Comunicazioninazionali­ La decisione della Commissione 2 dicembre 2008, n. 2009/10/CE reca il contenutominimorelativoalleinformazionichegliStatimembridevonoinviareallaCommissioneCEinipotesidiaccadimentodiunincidenterilevanteaisensidell’art.15,paragrafo2,decisionen.96/82/CE(inG.U.C.E.Ldel10gennaio2009,n.6).Sintesia pag. 96RIFIUTI E BONIFICHEGestione emergenziale. Calabria ­ Il D.P.C.M. 18 dicembre 2008 dilaziona al 31 dicembre 2009 ladichiarazionedellostatodiemergenzanelsettoredeirifiutiurbaninelterritoriodellaRegioneCalabria(inGazzettaUfficiale del 2 gennaio 2009, n. 1).Sintesia pag. 97Gestione emergenziale. Campania ­ L’O.P.C.M. 29 dicembre 2008, n. 3724 affronta sotto il profiloeconomico la nota situazione emergenziale in atto nella Regione Campania in materia di smaltimento di rifiuti (inGazzetta Ufficiale del 15 gennaio 2009, n. 11).Sintesia pag. 97Gestione emergenziale. Campania e territorio nazionale ­ Tra le modifiche apportatedallalegge30dicembre2008,n.210,insedediconversionedelD.L.6novembre2008,n.172,relativaall’emergen­za nel settore dello smaltimento dei rifiuti nella Regione Campania e altre misure urgenti di tutela ambientale sisegnalano la previsione dell’avvio di un progetto pilota, il potenziamento degli aspetti informativi relativi allagestionedellanotacrisisocio­economico­ambientaledellaCampaniael’ampliamentodegliincentiviperlarealizza­zionedegli inceneritorisututtoilterritorionazionale(inGazzetta Ufficiale del3gennaio2009,n.2).Sintesia pag. 98Abbandono di rifiuti speciali pericolosi ­ Il reato di abbandono di rifiuti è reato commissivoeventualmente permanente, la cui antigiuridicità cessa con l’ultimo abusivo conferimento di rifiuti (Cassazionepenale, sezione III, 7 novembre 2008, n. 41848/08 e nella sezione “Documentazione integrativa” del sitowww.ambientesicurezza.ilsole24ore.com)Massima e notaa pag. 105AMBIENTE E RISORSEProroghe:conilD.L.n.208/2008nuovidifferimentiinmateriaambientale­Ildecreto-leg-ge 30 dicembre 2008, n. 208 ha introdotto «Misure straordinarie in materia di risorse idriche e di protezionedell’ambiente». In particolare: gli artt. 5 e 6 contengono un’ulteriore proroga sino al 31 dicembre 2009 dei terminiprevisti da alcune disposizioni in materia di discariche di rifiuti, compreso il conferimento di rifiuti con potere calorificoinferiore­PCI­maggioredi13.000kJ/kg;l’art.2dettalaproceduraperlacomposizionedellelitirelativealrisarcimentodel danno ambientale e alla rifusione degli oneri di bonifica e ripristino in relazione ai siti di bonifica di interessenazionale; l’art. 7 ha posticipato al 31 dicembre 2009 il termine per l’avvio del sistema di gestione dei RAEE “nuovi” eha ridefinito la nozione di “produttore”; l’articolo 1 ha stabilito un’ulteriore proroga alle Autorità di bacino di rilievonazionale, protraendo così, di fatto, lo stato di precarietà che fino a ora ha caratterizzato una delicata materia quale èquella della tutela delle risorse idriche e della difesa del suolo. Sul n. 2/2009 è già stato commentato l’art. 5 in meritoall’ennesimoslittamentodell’avviodelpassaggioTARSU­TIA(in GazzettaUfficialedel31dicembre2008,n.304).Commentida pag. 70Testoa pag. 72
  10. 10. SINTESIwww.ambientesicurezza.ilsole24ore.com 10 febbraio 2009 ­ N. 3IL SOLE 24 ORE 12Articoloa pag. 86La tutela penale dell’ambiente nella direttiva comunitaria 2008/99/CE ­Mancando uno standard normativo minimo o un consolidato acquis comunitario relativo ai reatiambientali, soltanto l’introduzione di sanzioni penali può assolvere a un grado sufficiente di deterren­za, in maniera ben più pregnante e qualitativamente diversa rispetto alle sanzioni amministrative o aimeccanismi risarcitori propri del diritto civile. Queste le premesse sulle quali la Commissione haemanato la direttiva 2008/99/CE del 19 novembre 2008, con l’obiettivo dichiarato di ottenere che gliStati membri introducano, nel proprio diritto penale interno, disposizioni che possano garantire una piùefficace tutela dell’ambiente. Tra i reati sanzionabili lo scarico, l’emissione o l’immissione illecitinell’aria, nel suolo o nelle acque, di un quantitativo di sostanze o radiazioni ionizzanti, fino allaproduzione, l’importazione, l’esportazione, l’immissione sul mercato o l’uso di sostanze che riducanolo strato di ozono.Sintesia pag. 96Emissioni di gas ad effetto serra. Settore aereo ­ La direttiva 2008/101/CE delParlamento europeo e del Consiglio del 19 novembre 2008 amplia notevolmente il campo applicativodella celebre direttiva 2003/87/CE istitutiva di un sistema comunitario per lo scambio di quote diemissioni dei gas a effetto serra, includendo nella stessa anche le emissioni provenienti da parte di unaeromobile esercente una delle attività di trasporto aereo elencate nell’Allegato I alla direttiva (inG.U.C.E. L del 13 gennaio 2009, n. 8).Sintesia pag. 98Emissioni di gas a effetto serra. Autorizzazioni ­ Il comunicato del Ministero dell’Am-biente e della Tutela del territorio e del mare dà notizia dell’avvenuta pubblicazione sul sito web delMinistero dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del mare (http://www.minambiente.it) delledeliberazioni nn. 021/2008 e 022/2008 del Comitato nazionale di gestione e attuazione della direttiva2003/87/CE (in Gazzetta Ufficiale dell’8 gennaio 2009, n. 5).Sintesia pag. 98Decreto “milleproroghe” ­ Tra le numerose proroghe introdotte dal decreto legge 30 dicembre2008, n. 207 si segnala, a valenza ambientale, il rinvio al 31 dicembre 2009 del termine relativoall’emanazione di un decreto interministeriale di fissazione dei limiti di riferimento per individuare lecondizioni di qualità delle acque tali da imporre il divieto di balneazione (in Gazzetta Ufficiale del 31dicembre 2008, n. 304).Sintesia pag. 99Gestione emergenziale ­ L’O.P.C.M. 29 dicembre 2008, n. 3723 identifica il 30 settembre 2009quale termine finale entro il quale il presidente della Regione Umbria ­ Commissario delegato exO.P.C.M. n. 3558/2006 ­ dovrà provvedere al completamento delle iniziative programmate e già incorso di attuazione per il definitivo superamento del contesto di criticità determinatosi a seguito delleesplosioni verificatisi nella raffineria “Umbria Olii S.p.A.” nel Comune di Campello sul Clitumno (inGazzetta Ufficiale del 15 gennaio 2009, n. 11).Massima e notaa pag. 106Acque reflue da impianto sportivo­ Nella nozione di acque reflue industriali rientrano tutti ireflui derivanti da attività che non attengono strettamente al prevalente metabolismo umano ed alleattività domestiche (Cassazione penale, sezione III, 7 novembre 2008, n. 41850/08 e nella sezione“Documentazione integrativa” del sito www.ambientesicurezza.ilsole24ore.com)Massima e notaa pag. 107Acque reflue da attività di allevamento ­ Lo scarico non autorizzato di reflui provenientidal laboratorio di trasformazione del latte, anche se annesso all’azienda di produzione, costituiscesenza alcuna incertezza scarico di ”acque reflue industriali” in quanto i caseifici sono consideratiinsediamenti produttivi (Cassazione penale, sezione III, 7 novembre 2008, n. 41845/08 e nella sezione“Documentazione integrativa” del sito www.ambientesicurezza.ilsole24ore.com)
  11. 11. SCADENZARIOwww.ambientesicurezza.ilsole24ore.com10 febbraio 2009 ­ N. 3 IL SOLE 24 ORE13OBBLIGHI, ADEMPIMENTI, SCADENZEa cura di Marco Fabrizio, avvocato in RomaCarni bovine: etichettaturaLe organizzazioni in possesso di disciplinari di etichettatura delle carni bovine, approvati ai sensi dell’art. 9,decreto ministeriale 30 agosto 2000, devono trasmettere entro il 28 febbraio 2009, al Ministero dellePolitiche agricole e forestali, i dati sintetici della banca dati e gli elenchi dei partecipanti ai diversi segmentidella filiera. (Art. 3, decreto del Ministero delle Politiche agricole e forestali 13 dicembre 2001)SOGGETTO PERIODICITÀ PROSSIMA SCADENZAOrganizzazioni autorizzate all’etichettatura delle carni bovine Annuale 28 febbraio 201028FEBBRAIOInvio della relazione annuale degli utilizzatori di amiantoIl 28 febbraio 2009 è il termine entro il quale le imprese che utilizzano amianto, anche indirettamente, neiprocessi produttivi, o che svolgono attività di smaltimento o di bonifica dell’amianto, devono inviare alleRegioni o alle Province autonome territorialmente competenti, nonché alle relative AUSL, una relazioneindicante: 1) i tipi e i quantitativi di amianto utilizzati e dei rifiuti di amianto che sono oggetto di attività dismaltimento o di bonifica; 2) le attività svolte, i procedimenti applicati, il numero e i dati anagrafici degliaddetti, il carattere e la durata delle loro attività e le esposizioni all’amianto alle quali sono stati esposti; 3) lecaratteristiche degli eventuali prodotti contenenti amianto; 4) le misure adottate ai fini della tutela dellasalute dei lavoratori e dell’ambiente. A carico dei trasgressori è prevista la sanzione amministrativa pecuniariada euro 2.582,28 a euro 5.164,57. (Art. 9, comma 1, legge 27 marzo 1992, n. 257; circolare 17 febbraio1993, n. 124976)SOGGETTO PERIODICITÀ PROSSIMA SCADENZATitolari di imprese che utilizzano amianto, anche indirettamente,nei processi produttivi, o che svolgono attività di smaltimento o dibonifica dell’amiantoAnnuale 28 febbraio 2010Dichiarazione annuale delle emissioni di anidride solforosa e di ossidi di azotoIl 28 febbraio 2009 è il termine entro il quale gli esercenti dei Grandi Impianti di Combustione (GIC, secondole definizioni di cui all’art. 17, comma 29, legge n. 449/1997, ed ex art. 1, D.P.R. n. 416/2001) devonopresentare agli Uffici tecnici di finanza, competenti per territorio, la dichiarazione annuale contenente i datirelativi alle emissioni di anidride solforosa (SO2) e di ossidi di azoto (NOx) dell’anno precedente. In particolare,la dichiarazione dovrà contenere: a) la denominazione della ditta, la sede sociale, la partita IVA, il codicefiscale e le generalità di chi la rappresenta legalmente e negozialmente;b) il comune, la via e il numero civico ola località in cui si trova l’impianto; c) la costituzione di grande impianto di combustione nonché la descrizionee le caratteristiche dei singoli impianti; d) la qualità e quantità complessiva di ciascun combustibile utilizzato,anche risultante dalla documentazione fiscale; e) la quantità complessiva rispettivamente di SO2 e NOxemessa e la relativa metodologia di calcolo. L’esercente dovrà conservare per almeno cinque anni ladocumentazione attestante la veridicità della dichiarazione. A carico dei trasgressori è previsto: a) per ilritardato versamento, l’indennità di mora e gli interessi ex art. 3, comma 4, D.Lgs. n. 504/1995; b) perl’omesso pagamento, oltre l’indennità di mora e gli interessi di cui al precedente punto, anche la sanzioneamministrativa pecuniaria dal doppio al quadruplo della tassa dovuta; c) per gli ulteriori tipi di inosservanza, lasanzione amministrativa pecuniaria da euro 258,23 a euro 1.549,37. (Art. 17, commi 29 e 30, legge 27dicembre 1997, n. 449; D.P.R. 26 ottobre 2001, n. 416)SOGGETTO PERIODICITÀ PROSSIMA SCADENZAEsercenti dei grandi impianti di combustione (GIC, secondo ledefinizioni di cui all’art. 17, comma 29, legge n. 449/1997, ed exart. 1, D.P.R. n. 416/2001)Annuale 28 febbraio 2010Rapporto annuale dei gestori del servizio di acquedotto e di fognaturaIl 28 febbraio 2009 è il termine entro il quale il gestore del servizio di acquedotto e/o di fognatura devetrasmettere all’Osservatorio dei servizi idrici il rapporto annuale relativo ai dati sul volume d’acqua degliimpianti di acquedotto e di fognatura nonché il valore dei parametri di valutazione delle perdite. Il rapportodeve essere redatto secondo gli standard indicati nel punto 4, Allegato al D.M. n. 99/1997. (Art. 3, D.M. 8gennaio 1997, n. 99)SOGGETTO PERIODICITÀ PROSSIMA SCADENZAGestore del servizio di acquedotto e/o di fognatura Annuale 28 febbraio 2010
  12. 12. SCADENZARIOwww.ambientesicurezza.ilsole24ore.com 10 febbraio 2009 ­ N. 3IL SOLE 24 ORE 1428FEBBRAIOOsservatorio nazionale rifiuti: invio della relazione annualeIl 28 febbraio 2009 scade il termine entro il quale l’Osservatorio nazionale sui rifiuti deve approvare etrasmettere, al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del mare, dello Sviluppo economico,della Salute e a quello dell’Economia e delle Finanze, la relazione annuale sulle attività svolte, i risultaticonseguiti e le risorse impegnate nel corso dell’anno precedente, sulla base dei dati forniti dal dirigente dellastruttura del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del mare, competente al supportoamministrativo e contabile dell’Osservatorio medesimo. (Art. 4, comma 3, D.M. 18 aprile 2000, n. 309)SOGGETTO PERIODICITÀ PROSSIMA SCADENZAOsservatorio nazionale sui rifiuti Annuale 28 febbraio 2010Invio delle schede informative sui dati di produzione e di vendita dai titolari di stabilimenti diproduzione, di autorizzazioni e di esercizi di vendita di prodotti fitosanitari e di coadiuvanti diprodotti fitosanitari, destinati all’uso agricolo o all’esportazioneI titolari degli stabilimenti di produzione, delle autorizzazioni e degli esercizi di vendita di prodotti fitosanitari edi coadiuvanti di prodotti fitosanitari, destinati all’uso agricolo o all’esportazione, devono inviare, entro il 28febbraio 2009, all’autorità regionale territorialmente competente, le schede informative sui dati di produzio­ne e di vendita relativi all’anno precedente. Queste “schede informative” dovranno contenere almeno: a) leinformazioni relative al dichiarante (ragione sociale o cognome e nome, se si tratta di persona fisica, partitaIVA e codice fiscale, sede e recapito telefonico o fax o e-mail) nonché la specificazione se si tratta diintestatario della registrazione o di intermediario o di terzista o di assimilato; b) le informazioni relative aiprodotti fitosanitari o ai coadiuvanti di prodotti fitosanitari, quali denominazione, numero di registrazione,quantità espresse in chilogrammi o litri, acquirenti. Dovrà essere utilizzata la modulistica allegata alla circolaredel Ministero delle Politiche agricole e forestali 30 ottobre 2002, compilata secondo le istruzioni descritte.(Art. 42, D.P.R. 23 aprile 2002, n. 290; circolare 30 ottobre 2002)SOGGETTO PERIODICITÀ PROSSIMA SCADENZATitolari degli stabilimenti di produzione, delle autorizzazioni edegli esercizi di vendita di prodotti fitosanitari e di coadiuvanti diprodotti fitosanitari, destinati all’uso agricolo o all’esportazioneAnnuale 28 febbraio 2010Gas a effetto serra: assegnazione delle quoteIl 28 febbraio 2009 scade il termine entro il quale il comitato nazionale di gestione e attuazione della direttiva2003/87/CE deve rilasciare le quote di emissioni di gas a effetto serra a favore dei gestori di ciascun impiantoautorizzato che, al 1° gennaio dell’anno in corso, non si trovi in stato di chiusura o di sospensione ai sensidell’art. 21, D.Lgs. n. 216/2006 (Art. 11, comma 2, D.Lgs. n. 216/2006).SOGGETTO PERIODICITÀ PROSSIMA SCADENZAComitato nazionale di gestione e attuazione della direttiva2003/87/CEAnnuale 28 febbraio 2010Relazione mensile sull’inquinamento acustico aeroportualeEntro il 28 febbraio 2009 le Regioni devono trasmettere al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del territorioe del mare nonché al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, la relazione mensile sul monitoraggio delrumore aeroportuale. Questo al fine di verificare il rispetto da parte degli eventuali voli notturni compresi nellafascia oraria dalle ore 23.00 alle ore 6.00 locali, dei requisiti acustici previsti dal capitolo 3, parte II, volume I,Allegato XVI alla Convenzione relativa all’aviazione civile internazionale, stipulata a Chicago il 7 dicembre1944 e ratificata in Italia con legge n. 561/1956. Da queste prescrizioni risultano esentati, comunque, i voli diStato, sanitari e di emergenza. (Art. 1, D.P.R. 9 novembre 1999, n. 476)SOGGETTO PERIODICITÀ PROSSIMA SCADENZARegioni Mensile 31 marzo 2009
  13. 13. PREVENZIONE E PROTEZIONEFocus TU ­ Articolowww.ambientesicurezza.ilsole24ore.com10 febbraio 2009 ­ N. 3 IL SOLE 24 ORE15Negli ultimi anni anche in Italia è aumentato l’interesse verso la tematica dello stress inambito occupazionale e la nuova normativa in materia di tutela della salute e dellasicurezza nei luoghi di lavoro (D.Lgs. n. 81/2008) ha esplicitato in modo incisivo l’obbligodi valutare i rischi «anche quelli collegati allo stress lavoro-correlato». Lo stress legato all’attivitàlavorativa è un rischio reale e di impatto crescente per la salute e la sicurezza dei lavoratori. Inquesto contesto si definisce l’importanza di affiancare ai tradizionali interventi strutturati in otticaorganizzativa l’intervento dello psicologo clinico, quale figura competente della salute e delbenessere della persona.l di Simona Fazio, psicologa, e Chiara Montingelli, psicologaAll’attività lavorativa sono stati tradizional­mente collegati rischi di natura chimica, fisicae biologica. A questi si sono aggiunti, nel cor­so degli ultimi cinquant’anni, i rischi di naturaergonomica e psicosociale, cioè legati all’orga­nizzazione del lavoro e alle relazioni umane,che possono influire negativamente sulla sta­bilità psicofisica del lavoratore.Oggi giungono da molte direzioni segnali cheindicano l’importanza e l’urgenza di porre at­tenzione alla strategia di tutela della salute edella sicurezza psicologica del lavoratore an­che in ragione del progressivo aumento dellecause di stress e delle patologie stress­correlate.I problemi riguardanti lo stress investono inmaniera sempre più consistente il mondo dellavoro ed è aumentata la consapevolezza deilavoratori nei confronti dei rischi connessi.Sono più di 40 milioni i lavoratori dell’Unioneeuropea affetti da stress, con costi annui sti­mati di circa 20 miliardi di euro secondo levalutazioni dell’European Foundation for theImprovement of Living and Working Condition.La revisione legislativaAnche in Italia negli ultimi anni è aumentatol’interesse verso questa tematica, atteggia­mento che trova un recente riscontro anche inambito legislativo attraverso il nuovo Testounico sicurezza (D.Lgs. n. 81/2008). Nelcomma 1, art. 28 (si veda il riquadro 1), aitradizionali rischi per la salute dei lavoratori siaggiungono, infatti, quelli collegati allo stresslavoro­correlato, secondo i contenuti dell’ac­cordo europeo 8 ottobre 2004.La legge riflette una nuova concezione delrischio sul lavoro, consolidatasi a livello inter­nazionale, che si allarga a comprendere an­che i fattori che incidono sul benessere psico­fisico della persona, nonché, di conseguenza,sul raggiungimento degli obiettivi lavorativi.Questa nuova concezione si pone alla basel Igiene del lavoro. Nel TU anche i fattori che incidono sul benessere psicofisicoLa legge scopre lo stress:l’intervento psicologicocome fattore di sviluppo
  14. 14. PREVENZIONE E PROTEZIONEFocus TU ­ Articolowww.ambientesicurezza.ilsole24ore.com 10 febbraio 2009 ­ N. 3IL SOLE 24 ORE 16dell’accordo siglato a Bruxelles nel 2004 daCes (sindacato europeo), Ueapme (associazio­ne europea artigianato e Pmi), Ceep (associa­zione europea delle imprese partecipate dalpubblico e di interesse economico generale).Nel documento è stato riconosciuto che lostress, potenzialmente, può colpire in qualun­que luogo di lavoro e qualunque lavoratore aprescindere dalle dimensioni dell’azienda, dalcampo di attività, dal tipo di contratto o dirapporto di lavoro e si accompagna a malesse­re e disfunzioni fisiche, psicologiche o sociali.L’accordo europeo è il risultato della ricerca diuna nuova strategia comunitaria per la salutea la sicurezza condotta dalla Commissionedelle Comunità europee che, già nel 2002,aveva sottolineato che «I cambiamenti nellor­ganizzazione del lavoro, in particolare le moda­lità più flessibili di organizzazione dellorario dilavoro e una gestione delle risorse umane piùindividuale e maggiormente orientata al risulta­to hanno unincidenza profonda sui problemilegati alla salute sul luogo di lavoro o, più ingenerale, sul benessere sul luogo di lavoro».Le malattie considerate emergenti quali lostress, la depressione o lansia, nonché la vio­lenza sul luogo di lavoro, le molestie e lintimi­dazione, rappresentano ben il 18% dei pro­blemi di salute legati al lavoro, un quarto deiquali comporta unassenza dal lavoro pari osuperiore alle due settimane[1].All’accordo europeo seguono ulteriori comu­nicazioni che hanno evidenziato la relazionefra la salute mentale e la produttività; mentrela salute mentale incentiva la capacità lavora­tiva e la produttività, cattive condizioni dilavoro, comprese le intimidazioni da parte deicolleghi, comportano problemi psichici, as­senze per malattia e maggiori costi. Fino al28% dei lavoratori dipendenti europei segna­la situazioni di stress sul lavoro[2].Sulla stessa linea l’OMS ha segnalato che,entro il 2020, la depressione diventerà lacausa principale di inabilità al lavoro; pertan­to, il luogo di lavoro costituisce l’ambienteprivilegiato per la prevenzione dei disturbipsicologici. Interventi volti a promuovere lacapacità individuale e a ridurre i fattori distress nell’ambiente di lavoro migliorano lasalute e favoriscono lo sviluppo economico.L’intervento psicologicoLa novità dell’accento posto sulla salute psico­fisica del lavoratore e la complessità delletematiche affrontate in termini di rischio psi­cosociale e di stress hanno chiamato in causaconoscenze e competenze che coincidonocon quelle dello psicologo clinico, in quantofigura tradizionalmente impegnata nella pro­mozione del benessere della persona attra­verso l’attenzione ai processi emotivi, motiva­zionali e alle dinamiche relazionali.1) Comunicazione della Commissione 11 marzo 2002, COM(2002) 118, «Adattarsi alle trasformazioni del lavoro edella società: una nuova strategia comunitaria per la salute e sicurezza 2002­2006».2) Documento della Commissione 18 ottobre 2005, COM(2005) 484, «Libro verde. Migliorare la salute mentale dellapopolazione. Verso una strategia sulla salute mentale per l’Unione europea».l Decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, art. 28, commi 1 e 2, lettera a)«Oggetto della valutazione dei rischi1. La valutazione di cui all’articolo 17, comma 1, lettera a), anche nella scelta delle attrezzature di lavoro e delle sostanze odei preparati chimici impiegati, nonché nella sistemazione dei luoghi di lavoro, deve riguardare tutti i rischi per lasicurezza e la salute dei lavoratori, ivi compresi quelli riguardanti gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari, tra cuianche quelli collegati allo stress lavoro­correlato, secondo i contenuti dell’accordo europeo dell’8 ottobre 2004, e quelliriguardanti le lavoratrici in stato di gravidanza, secondo quanto previsto dal decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151,nonché quelli connessi alle differenze di genere, all’età, alla provenienza da altri Paesi.2. Il documento di cui all’articolo 17, comma 1, lettera a), redatto a conclusione della valutazione, deve avere data certa econtenere:una relazione sulla valutazione di tutti i rischi per la sicurezza e la salute durante l’attività lavorativa, nella quale sianospecificati i criteri adottati per la valutazione stessa».Riquadro 1
  15. 15. PREVENZIONE E PROTEZIONEFocus TU ­ Articolowww.ambientesicurezza.ilsole24ore.com10 febbraio 2009 ­ N. 3 IL SOLE 24 ORE17In un’ottica multidisciplinare, la figura dellopsicologo clinico si affianca ad altre professio­nalità già impegnate nella tutela dello sviluppoorganizzativo e della qualità dei servizi offertidall’organizzazione. In altri termini, al fine disalvaguardare il buon funzionamento del­l’azienda, occorre concepire un’azione sinergi­ca fra chi si occupa essenzialmente di salute edi efficienza dell’organizzazione e chi si occu­pa di prevenzione del rischio psicosociale e,quindi, di tutela della salute dei lavoratori.L’esperienza e la ricerca internazionale solle­citano da tempo a porre l’attenzione su inter­venti di tipo psicologico centrati sul singololavoratore e il suo benessere, evidenziandocome intervenire sulla persona non solo pre­venga e riduca i fattori di stress a livello indivi­duale, aumentando l’efficienza e l’efficacia,ma abbia una ricaduta significativa sull’azien­da in termini di maggiore produttività, minoreassenteismo, minore numero di errori in favo­re di una migliore qualità dei beni o dei servizie di una buona immagine dell’azienda stessa.In termini operativi, la figura professionale del­lo psicologo clinico può fornire, alle aziende e aisingoli dipendenti, un servizio avente lo scopodi monitorare il grado di disagio e di stress inambito professionale e poter fornire immediatee specifiche possibilità di intervento quali:l formazione/informazione di gruppo;l valutazione del rischio psicosociale;l colloqui individuali o di gruppo;l sostegno psicologico;l diagnosi e invio a strutture e a servizi com­petenti.L’attuazione di queste azioni di prevenzione edi intervento permette all’azienda, quindi, diacquisire vantaggi in termini aziendali, indivi­duali e di adempimenti legislativi.Una corretta valutazione del ruolo di unaprofessione d’aiuto come quella dello psicolo­go clinico comporta, pertanto, considerarla apieno titolo fattore di sviluppo, di competizio­ne e di crescita.La revisione legislativa ha offerto, dunque,un’importante occasione per concepire e at­tuare un nuovo modello di intervento, ancorapoco presente nella realtà aziendale italiana,che individua nel benessere psicofisico delsingolo una delle chiavi fondamentali per losviluppo organizzativo. ll Stralcio dell’accordo europeo 8 ottobre 2004«2. ObiettivoL’obiettivo di questo accordo è di offrire ai datori di lavoro e ai lavoratori un modello che consenta di individuare e di prevenire ogestire i problemi di stress da lavoro.5. ResponsabilitàIn base alla direttiva quadro 89/391, tutti i datori di lavoro sono obbligati per legge a tutelare la sicurezza e la salute deilavoratori. Questo dovere riguarda anche i problemi di stress da lavoro in quanto costituiscono un rischio per la salute e lasicurezza. Tutti i lavoratori hanno il dovere generale di rispettare le misure di protezione decise dal datore di lavoro. I problemiassociati allo stress possono essere affrontati nel quadro del processo di valutazione di tutti rischi, programmando una politicaaziendale specifica in materia di stress e/o attraverso misure specifiche mirate per ogni fattore di stress individuato.6. Prevenire, eliminare o ridurre i problemi di stress da lavoroPer prevenire, eliminare o ridurre questi problemi si può ricorrere a varie misure. Queste misure possono essere collettive,individuali o tutte e due insieme. Si possono introdurre misure specifiche per ciascun fattore di stress individuato oppure lemisure possono rientrare nel quadro di una politica anti­stress integrata che sia contemporaneamente preventiva e valutabile.Dove l’azienda non può disporre al suo interno di competenze sufficienti, può ricorrere a competenze esterne in conformità alleleggi europee e nazionali, ai contratti collettivi e alle prassi. Una volta definite, le misure anti­stress dovrebbero essereriesaminate regolarmente per valutarne l’efficacia e stabilire se utilizzano in modo ottimale le risorse disponibili e se sono ancoraappropriate o necessarie. Queste misure possono comprendere ad esempio:l misure di gestione e di comunicazione in grado di chiarire gli obiettivi aziendali e il ruolo di ciascun lavoratore, di assicurare unsostegno adeguato da parte della direzione ai singoli individui e ai team di lavoro, di portare a coerenza responsabilità econtrollo sul lavoro, di migliorare l’organizzazione, i processi, le condizioni e l’ambiente di lavoro;l la formazione dei dirigenti e dei lavoratori per migliorare la loro consapevolezza e la loro comprensione nei confronti dellostress, delle sue possibili cause e del modo in cui affrontarlo, e/o per adattarsi al cambiamento;l l’informazione e la consultazione dei lavoratori e/o dei loro rappresentanti, in conformità alla legislazione europea enazionale, ai contratti collettivi e alle prassi».Riquadro 2
  16. 16. PREVENZIONE E PROTEZIONEFocus TU ­ Articolowww.ambientesicurezza.ilsole24ore.com 10 febbraio 2009 ­ N. 3IL SOLE 24 ORE 18Nel processo di riforma dell’obbligazione di sicurezza operata attraverso il D.Lgs. 9 aprile2008, n. 81, il legislatore ha tentato di rafforzare i meccanismi di compartecipazionepuntando, soprattutto, su un ruolo più incisivo del rappresentante dei lavoratori per lasicurezza (RLS). Questa figura della prevenzione appare ora dotata di nuovo vigore per effettodi alcune importanti innovazioni introdotte nell’art. 47 e seguenti e la sua funzione primaria èquella di garantire ai lavoratori l’esercizio dei diritti di partecipazione e di controllo in materia disalute e di sicurezza sul lavoro, con particolare riferimento alle scelte fondamentali da parte deldatore di lavoro.l di Mario Gallo, professore di Diritto del Lavoro nell’Università degli Studi di CassinoL’art. 50, D.Lgs. n. 81/2008, ha ripresosostanzialmente il contenuto dell’art. 19,D.Lgs. n. 626/1994, e ha confermato i com­piti consultivi e di controllo, con il diritto, daparte del RLS, a ricevere le informazionidagli organi di vigilanza (si veda il riquadro1); in particolare, è stato ribadito il dirittodel RLS a ottenere una copia del documentodi valutazione dei rischi (DVR) previsto da­gli artt. 17 e 28, D.Lgs. n. 81/2008, previaapposita richiesta.Il comma 5 ha esteso questo diritto anche aldocumento unico di valutazione dei rischida interferenze (DUVRI), disciplinato oradall’art. 26, la cui copia potrà essere richie­sta sia dal RLS dell’impresa committente siadal RLS delle imprese appaltatrici. Questoquadro normativo è integrato dalla previsio­ne di un ruolo attivo della contrattazionecollettiva che può introdurre ulteriori attri­buzioni e una disciplina particolare perquelle elencate nell’art. 50.Di questo sistema di consultazione e di par­tecipazione, che cerca di dare attuazioneanche ai principi contenuti nell’art. 46,Cost., e nell’art. 9, legge n. 300/1970 (co­siddetto Statuto dei lavoratori)[1], appare op­portuno approfondire alcune criticità emer­se in sede di prima applicazione del cosid­detto Testo unico sicurezza, per quantoriguarda gli adempimenti gestionali del da­tore di lavoro, la questione delle aziendenelle quali il RLS è assente e la comunica­zione all’INAIL (art. 18, comma 1, letteraaa), anche alla luce delle disposizioni dell Sicurezza del lavoro. In tutte le aziende deve essere eletto il rappresentanteIl ruolo più incisivo del RLSrafforza i diritti dei lavoratori1) L’art. 9 della legge n. 300/1970 stabilisce che i lavoratori, mediante loro rappresentanze, hanno diritto di controllarel’applicazione delle norme per la prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali e di promuovere la ricerca,l’elaborazione e l’attuazione di tutte le misure idonee a tutelare la loro salute e la loro integrità fisica.
  17. 17. PREVENZIONE E PROTEZIONEFocus TU ­ Articolowww.ambientesicurezza.ilsole24ore.com10 febbraio 2009 ­ N. 3 IL SOLE 24 ORE19D.L. 30 dicembre 2008, n. 207 (cosiddetto“milleproroghe”) che ha concesso solo unaparziale proroga di alcuni delicati obblighiprevisti dal D.Lgs. n. 81/2008 che non era­no ancora entrati in vigore il 15 maggio2008.L’elezione del RLS:il ruolo del datore di lavoroL’art. 47, comma 2, ha stabilito che in tutte leaziende, o unità produttive, è eletto o designatoil rappresentante dei lavoratori per la sicurezza.In particolare, in quelle nelle quali sono occu­l D.Lgs. n. 81/2008, art. 50«Attribuzioni del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza»1. Fatto salvo quanto stabilito in sede di contrattazione collettiva, il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza:a) accede ai luoghi di lavoro in cui si svolgono le lavorazioni;b) è consultato preventivamente e tempestivamente in ordine alla valutazione dei rischi, alla individuazione, programma­zione, realizzazione e verifica della prevenzione nella azienda o unità produttiva;c) è consultato sulla designazione del responsabile e degli addetti al servizio di prevenzione, alla attività di prevenzioneincendi, al primo soccorso, alla evacuazione dei luoghi di lavoro e del medico competente;d) è consultato in merito all’organizzazione della formazione di cui all’articolo 37;e) riceve le informazioni e la documentazione aziendale inerente alla valutazione dei rischi e le misure di prevenzionerelative, nonché quelle inerenti alle sostanze ed ai preparati pericolosi, alle macchine, agli impianti, alla organizzazione eagli ambienti di lavoro, agli infortuni ed alle malattie professionali;f) riceve le informazioni provenienti dai servizi di vigilanza;g) riceve una formazione adeguata e, comunque, non inferiore a quella prevista dall’articolo 37;h) promuove l’elaborazione, l’individuazione e l’attuazione delle misure di prevenzione idonee a tutelare la salute el’integrità fisica dei lavoratori;i) formula osservazioni in occasione di visite e verifiche effettuate dalle autorità competenti, dalle quali è, di norma, sentito;l) partecipa alla riunione periodica di cui all’articolo 35;m) fa proposte in merito alla attività di prevenzione;o) avverte il responsabile della azienda dei rischi individuati nel corso della sua attività;p) può fare ricorso alle autorità competenti qualora ritenga che le misure di prevenzione e protezione dai rischi adottatedal datore di lavoro o dai dirigenti e i mezzi impiegati per attuarle non siano idonei a garantire la sicurezza e la salutedurante il lavoro.2. Il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza deve disporre del tempo necessario allo svolgimento dell’incarico senzaperdita di retribuzione, nonché dei mezzi e degli spazi necessari per l’esercizio delle funzioni e delle facoltà riconosciute­gli, anche tramite l’accesso ai dati, di cui all’articolo 18, comma 1, lettera r), contenuti in applicazioni informatiche. Nonpuò subire pregiudizio alcuno a causa delle svolgimento della propria attività e nei suoi confronti si applicano le stessetutele previste dalla legge per le rappresentanze sindacali.3. Le modalità per l’esercizio delle funzioni di cui al comma 1 sono stabilite in sede di contrattazione collettiva nazionale.4. Il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, su sua richiesta e per l’espletamento della sua funzione, riceve copia deldocumento di valutazione dei rischi di cui all’articolo 17, comma 1, lettera a).5. I rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza dei lavoratori rispettivamente del datore di lavoro committente e delleimprese appaltatrici, su loro richiesta e per l’espletamento della loro funzione, ricevono copia del documento divalutazione dei rischi da interferenze (DUVRI) di cui all’articolo 26, comma 3.6. Il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza è tenuto al rispetto delle disposizioni di cui al decreto legislativo 30giugno 2003, n. 196 e del segreto industriale relativamente alle informazioni contenute nel documento di valutazione deirischi e nel documento di valutazione dei rischi di cui all’articolo 26, comma 3, nonché al segreto in ordine ai processilavorativi di cui vengono a conoscenza nell’esercizio delle funzioni.7. L’esercizio delle funzioni di rappresentante dei lavoratori per la sicurezza è incompatibile con la nomina di responsabileo addetto al servizio di prevenzione e protezione.Riquadro 1
  18. 18. PREVENZIONE E PROTEZIONEFocus TU ­ Articolowww.ambientesicurezza.ilsole24ore.com 10 febbraio 2009 ­ N. 3IL SOLE 24 ORE 20pati fino a 15 lavoratori, il rappresentante deilavoratori per la sicurezza è di norma elettodirettamente dai lavoratori al loro interno op­pure è individuato, per più aziende, nell’ambitoterritoriale o del comparto produttivo, secondoquanto previsto dall’art. 48. Invece, in quellenelle quali sono occupati più di 15 lavoratori, ilrappresentante dei lavoratori per la sicurezza èeletto o designato dai lavoratori nell’ambitodelle rappresentanze sindacali in azienda(RSA) e, qualora le stesse siano assenti, il rap­presentante è eletto dai lavoratori della aziendaal loro interno. Spetta alla contrattazione collet­tiva stabilire il numero[2][3], le modalità di desi­gnazione o di elezione, nonché il tempo di lavo­ro retribuito e gli strumenti per l’espletamentodelle funzioni, e il comma 6 ha introdotto an­che l’election day stabilendo, appunto, che l’ele­zione deve avvenire di norma in corrisponden­za della giornata nazionale per la salute e lasicurezza sul lavoro, individuata, nell’ambitodella settimana europea per la salute e sicurez­zasullavoro,condecretodelMinistro delLavo­ro, sentite le confederazioni sindacali dei datoridilavoroedeilavoratoricomparativamentepiùrappresentative sul piano nazionale. Pertanto,appare evidente che questi adempimenti sonoposti a carico della collettività dei lavoratori enon del datore di lavoro che, viceversa, consi­derando anche la disciplina contenuta nellacontrattazione collettiva, è tenuto solo a infor­mare gli stessi in ordine alla disciplina in mate­ria di consultazione e di partecipazione (art. 36,comma 2, lettera a) e, successivamente, a ga­rantirealRLSlaformazione(art.37,commi10,11 e 12), l’esercizio delle attribuzioni stabilitedall’art.50(art.18,comma1,letteras)oltrechea comunicare annualmente all’INAIL il nomi­nativo. Questi obblighi sorgono in capo al dato­re dal momento in cui lo stesso è venuto aconoscenza dell’avvenuta elezione.Le incompatibilitàRispetto al D.Lgs. n. 626/1994, che avevaintrodotto un modello prevezionistico basatosul principio della cooperazione pura tra lediverse figure della prevenzione, il D.Lgs. n.81/2008, invece, sembra proporre un mo­dello tendenzialmente conflittuale, di con­trapposizione tra i diversi soggetti interessati;esempi emblematici, in tal senso, sono i rinno­vati ruoli del preposto e del medico compe­tente, l’esaltazione dell’esercizio del poteredisciplinare e le nuove incompatibilità dettateper l’elezione a RLS. Infatti, riprendendo undiscutibile orientamento espresso dalla Cortedi Cassazione[4], il legislatore ha stabilito, alcomma 7, art. 50, che l’esercizio delle funzio­ni di rappresentante dei lavoratori per la sicu­rezza è incompatibile con la nomina di re­sponsabile del servizio di prevenzione e pro­tezione (RSPP) e con quella di addetto alservizio di prevenzione e protezione (ASPP).Pertanto, a titolo esemplificativo, un lavorato­re designato dal datore di lavoro come addet­to all’antincendio o al primo soccorso azien­l Nota INAIL 18 luglio 2008Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza: comunicazioni all’INAILIl D.Lgs. n. 81/2008 (art. 18, comma 1, lettera aa), impone di comunicare annualmente all’INAIL i nominativi deirappresentanti dei lavoratori per la sicurezza.I datori di lavoro non devono ancora effettuare alcun adempimento in quanto sono in corso di definizione le modalità e itermini di comunicazione.Non appena possibile saranno rese note tutte le indicazioni utili, per le quali si assicura fin da ora la massimasemplificazione operativa.Riquadro 22) Si osservi che l’art. 47, comma 7, fissa il numero minimo dei rappresentanti dei lavoratori: a) un rappresentante nelleaziende ovvero unità produttive sino a 200 lavoratori; b) tre rappresentanti nelle aziende ovvero unità produttive da 201a 1.000 lavoratori; c) sei rappresentanti in tutte le altre aziende o unità produttive oltre i 1.000 lavoratori. In tali aziendeil numero dei rappresentanti è aumentato nella misura individuata dagli accordi interconfederali o dalla contrattazionecollettiva.3) Cfr. Accordo Interconfederale del 22 giugno 1995, Confindustria e CGIL­CISL­UIL.4) Corte di Cassazione, sez. Lavoro, sentenza n. 19965 del 15 settembre 2006.
  19. 19. PREVENZIONE E PROTEZIONEFocus TU ­ Articolowww.ambientesicurezza.ilsole24ore.com10 febbraio 2009 ­ N. 3 IL SOLE 24 ORE21dale (artt. 43 e seguenti) può legittimamenteessere eletto come RLS, invece, l’elezione diun RSPP o di un ASPP determina un’ipotesidi decadenza dalla nomina.La mancata elezionedel RLS internoQualora i lavoratori non eleggano il proprioRLS, le funzioni saranno esercitate dai rap­presentanti territoriali o di sito (artt. 48 e49), salvo diverse intese tra le associazionisindacali dei lavoratori e dei datori di lavorocomparativamente più rappresentative sulpiano nazionale, e in questo caso il datore dilavoro dovrà anche contribuire all’appositofondo previsto dall’art. 52, istituito pressol’INAIL (art. 48, comma 3). In particolare,per quanto riguarda la figura del rappresen­tante dei lavoratori per la sicurezza territo­riale (RLST), i criteri per l’elezione sonoindividuati dagli accordi collettivi nazionali,interconfederali o di categoria, stipulati alleassociazioni dei datori di lavoro e dei lavora­tori comparativamente più rappresentativesul piano nazionale; in mancanza di questiaccordi, le modalità di elezione o di designa­zione sono individuate con decreto del Mi­nistro del Lavoro.Una questione molto delicata riguarda lemicro imprese che occupano un solo lavora­tore; in queste fattispecie, molto diffuse, ènecessario comprendere se lo stesso possaassumere l’incarico di rappresentante o se,invece, debba necessariamente realizzarsil’intervento del RLST. In effetti, bisognaconsiderare che il RLS ha, per sua natura,funzioni di rappresentanza di una collettivi­tà definita, come emerge anche dalla stessadefinizione contenuta nell’art. 2, comma 1,lettera i), che parla di «persona eletta o desi­gnata per rappresentare i lavoratori per quan­to concerne gli aspetti della salute e dellasicurezza durante il lavoro», con una caratte­rizzazione in senso non conflittuale e parte­cipativa[5] e, nel caso estremo in questione,non sussistendo alcun divieto o vincolo nelD.Lgs. n. 81/2008[6], in linea di principioappare ammissibile che l’unico lavoratoreassuma il ruolo di rappresentante, fermorestando l’assolvimento da parte del datoredi lavoro di tutti gli obblighi in materia e nelrispetto di quanto previsto dalla contratta­zione collettiva in quanto applicabile.Sarebbe auspicabile, tuttavia, un interventocorrettivo del legislatore per disciplinarequesta ipotesi e rendere più agevole l’assol­vimento degli obblighi da parte delle microimprese.Il potere di accessodel RLST in aziendaPer l’esercizio delle proprie attribuzioni, ilRLST può accedere ai luoghi di lavoro nelrispetto delle modalità e del termine di pre­avviso individuati dagli accordi di cui alcomma 2, art. 48. Il termine di preavvisonon opera in caso di infortunio grave. Inquesta ultima ipotesi, l’accesso avviene pre­via segnalazione all’organismo paritetico.Qualora il datore di lavoro impedisca l’ac­cesso del RLST, quest’ultimo lo comunicaall’organismo paritetico o, in sua mancanza,all’organo di vigilanza territorialmente com­petente (ASL o Direzione provinciale dellavoro).La VdR nelle aziende senza RLSL’articolato quadro delle attribuzioni deline­ato dall’art. 50 comporta anche molteplicidifficoltà operative per quelle aziende nellequali i lavoratori non hanno eletto il propriorappresentante e l’organismo paritetico (ilFondo previsto dall’art. 52 non è ancoraoperante) non ha ancora comunicato il no­minativo del RLST; queste difficoltà rischia­no di amplificarsi ulteriormente a causa del­la mancata proroga dell’obbligo di valuta­zione dei rischi secondo il D.Lgs. n.81/2008, che non è stata inserita nel D.L. n.207/2008. Questa situazione risulta molto5) In tal senso si veda Biagi, Dalla nocività conflittuale alla sicurezza partecipata: relazioni industriali e ambiente dilavoro in Europa verso il 1992, in Biagi (a cura di), Tutela dell’ambiente di lavoro e direttive CEE, 1991. Si vedaanche Viscomi, Cresce la partecipazione con le norme sulla sicurezza, in Lav. Inform., 1995, n. 11.6) Infatti, come già rilevato gli unici vincoli in tal senso posti dal D.Lgs. n. 81/2008 sono contenuti nell’art. 47 che alcomma 4 prevede che solo nelle aziende o unità produttive con più di 15 lavoratori il RLS è individuato prioritariamentenell’ambito delle RSA.
  20. 20. PREVENZIONE E PROTEZIONEFocus TU ­ Articolowww.ambientesicurezza.ilsole24ore.com 10 febbraio 2009 ­ N. 3IL SOLE 24 ORE 22diffusa nelle piccole imprese a causa siadell’atteggiamento particolarmente osticoche si rileva ultimamente tra i lavoratori ­che spesso, nel timore d’incorrere in respon­sabilità penali, non sono disponibili a rico­prire l’incarico ­ sia degli inevitabili tempi dimessa a regime del nuovo sistema impernia­to sulla figura del RLST, in molti casi ancoraallo stato embrionale.Poiché la consultazione e la partecipazioneda parte del rappresentante dei lavoratori èconsiderata determinante in numerose deci­sioni prevenzionistiche da parte del datoredi lavoro come, per esempio, la valutazionedei rischi o le nomine del RSPP e del medicocompetente, l’effetto immediato che sembraricavarsi da una prima lettura della norma èche, qualora questa figura sia mancante perle predette ragioni, il datore di lavoro nonpotrebbe procedere agli adempimenti attri­buiti allo stesso e a quelli ulteriori previstidall’art. 50.Tuttavia, un’interpretazione del genere sa­rebbe in netto contrasto sia con i principicostituzionali di tutela del diritto alla salutedel lavoratore (artt. 32 e 41, Cost.) sia conquello sancito dall’art. 2087, c.c., oltre checon le stesse misure di tutela definite dal­l’art. 15, D.Lgs. n. 81/2008.Pertanto, vista la natura della figura del rap­presentante dei lavoratori per la sicurezza,appare lecito ritenere, invece, che in questafattispecie il datore di lavoro, preso attodella mancata elezione del RLS e della man­cata comunicazione del RLST, deve comun­que procedere a osservare gli adempimentiprevisti dal D.Lgs. n. 81/2008 e, sotto ilprofilo procedurale, dovrà garantire la par­tecipazione e la consultazione di tutti i lavo­ratori in sede di riunione periodica previstadall’art. 35, verbalizzando sia la situazioneche si è venuta a creare sia le osservazionidei partecipanti, rinviando a un successivoatto di ratifica delle decisioni adottate daparte del rappresentante non appena lo stes­so sarà eletto o comunicato.Il contributo obbligatorioper le imprese senza RLS internoLa mancata elezione da parte dei lavorato­ri del RLS comporta anche l’obbligo, acarico del datore di lavoro, del versamentodel contributo annuale a un apposito Fon­do di sostegno alla PMI, ai RLST e allapariteticità, la cui gestione è affidata al­l’INAIL e opera per tutte quelle “realtà”nelle quali i CCNL e la contrattazione inte­grativa «non preveda o costituisca sistemi dirappresentanza dei lavoratori e di paritetici-tà migliorativi o, almeno, di pari livello».La norma è poco chiara e ha individuato gliobiettivi del fondo nel finanziamento delleattività dei RLST, della formazione dei da­tori di lavoro delle PMI e del sostegno alleattività degli organismi paritetici. L’importoche deve essere versato è pari a due orelavorative annue per ogni lavoratore occu­pato presso l’azienda ovvero l’unità produt­tiva; sarà un apposito decreto interministe­riale a stabilire la modalità di funziona­mento del fondo.La comunicazione annualeall’INAILUn altro aspetto controverso della nuovadisciplina è l’introduzione dell’obbligo, peril datore di lavoro e il dirigente, di comuni­care annualmente all’INAIL i nominatividei rappresentanti dei lavoratori per la si­curezza (art. 18, comma 1, lettera aa). Negliultimi mesi si è molto discusso circa l’esten­sione di questo adempimento, in particola­re per quanto riguarda sia la scadenza ­secondo alcuni la prima coincideva con il31 dicembre 2008 ­ sia il contenuto dellacomunicazione da presentare e alla sedeINAIL destinataria.Un esempio emblematico, in tal senso, è lamodulistica proposta da qualche softwarehouse che prevede uno schema di comuni­cazione che, tuttavia, non appare in sinto­nia con le finalità della norma. Infatti, pre­messo che l’adempimento ha natura pretta­mente amministrativa ed è, pertanto,sanzionato non penalmente ma con unasanzione amministrativa pecuniaria di euro500 (art. 55, comma 4, lettera o), la suaratio è quella sia di monitorare la presenzadegli RLS nelle aziende, anche ai fini dialtri interventi, sia di costruire nel tempoun banca dei RLS.Per evitare inutili allarmismi e soluzioni“fantasiose”, occorre ricordare che lo stes­so INAIL, con nota 18 luglio 2008 (si veda
  21. 21. PREVENZIONE E PROTEZIONEFocus TU ­ Articolowww.ambientesicurezza.ilsole24ore.com10 febbraio 2009 ­ N. 3 IL SOLE 24 ORE23il riquadro 2), ha precisato che i datori dilavoro non devono ancora effettuare alcunadempimento in quanto sarà lo stesso Isti­tuto assicuratore a stabilire le modalità e itermini di comunicazione in un’ottica dimassima semplificazione operativa.Probabilmente, questo adempimento saràinserito nella procedura di autoliquidazio­ne annuale del premio o sarà attratto dalnuovo sistema informativo nazionale per laprevenzione (SINP) nei luoghi di lavoro,che dovrebbe prendere il via prossimamen­te (art. 8).ConclusioniNel nuovo sistema di consultazione e di par­tecipazione definito dal D.Lgs. n. 81/2008si annidano diverse anomalie che rischianodi avere ricadute negative soprattutto sullemicro e piccole imprese. In particolare, laprevisione generalizzata di figure esterne alcontesto aziendale, pur se funzionale in am­biti particolari come il settore dell’edilizia, inmolti altri rischia, invece, di generare nuovecontrapposizioni senza considerare, poi, inuovi costi a carico delle aziende ­ come, peresempio, il contributo al Fondo ex art. 52 ela formazione ­ che appaiono sempre piùpoco sostenibili.A questo si aggiunge un meccanismo di com­partecipazione eccessivamente frastagliatoche per i suddetti motivi deve essere necessa­riamente rivisto, e in tal senso la sede naturaleappare l’emanazione del decreto correttivo alD.Lgs. n. 81/2008 che dovrebbe essere pub­blicato nei prossimi mesi. lSICUREZZA SUL LAVORO:OBBLIGHI E RESPONSABILITÀdi M. VigoneLimpresa, sia di grandi che di piccole dimensioni, ha una serie diadempimenti che consistono, fra gli altri, in denunce, registrazioni,collaudi, verifiche, richieste di autorizzazioni.Il volume analizza, sotto forma di schede, ogni argomento trattato dalnuovo Testo unico sulla sicurezza, Dlgs n. 81 del 9 aprile 2008,riportando: il testo di legge da rispettare, lindicazione degliadempimenti, le modalità pratiche utili al perseguimento del fine voluto,nonché le sanzioni previste per le eventuali inadempienze.Completa l’opera un CD-Rom contenente tutta la normativa e la prassidi riferimentoPagg. 784 – € 79,00I LIBRI DI AMBIENTE & SICUREZZAGruppoLa cultura dei fatti.Il prodotto è disponibile anche nelle librerie professionali.Trova quella più vicina all’indirizzo www.librerie.ilsole24ore.com
  22. 22. PREVENZIONE E PROTEZIONEFocus TU ­ Articolowww.ambientesicurezza.ilsole24ore.com 10 febbraio 2009 ­ N. 3IL SOLE 24 ORE 24Una delle direttive di maggiore interesse per la sicurezza dei prodotti nell’ambito delmercato UE-27 è sicuramente la direttiva di prodotto 97/23/CE. Il provvedimentocomunitario ha regolamentato, a livello europeo, la fabbricazione, la garanzia diconformità ai requisiti essenziali di sicurezza e i vari aspetti della commercializzazione, in sensolato, di apparecchiature e di insiemi fissi soggetti a una pressione massima ammissibile superioreai 50 kPa quali i serbatoi, le caldaie, le tubazioni e le condotte forzate, gli scambiatori di calore, leparti pressurizzate di impianti chimici e farmaceutici, i componenti in pressione di macchine tessiliecc. Dopo il recepimento della direttiva con il D.Lgs. n. 93/2000 e la pubblicazione delregolamento n. 329/2004, inerente alle norme per la messa in servizio delle attrezzature inpressione, in seguito all’emanazione del D.Lgs. n. 81/2008, occorre comprendere quali sianoattualmente le regole fissate per l’esercizio in sicurezza di questi impianti.l di Casto Di Girolamo, docente a contratto nell’Università dell’Insubria,Mario Di Carlo, direttore di Agrolinz Melamine International Italia S.p.A.,e Maria Bonacci, docente a contratto nelle Università di Torino e PerugiaÈ necessario sottolineare che, nell’ambitoUE, l’Italia si colloca tra i maggiori produt­tori di attrezzature a pressione, facendoregistrare in questo settore, nell’anno2007, un fatturato dell’ordine di 7.800milioni di euro, con un incremento del 4%rispetto al 2006, e una previsione di 8.200milioni di euro per il 2008, impegnandocirca 147 milioni di euro di investimenti edando occupazione, a vario titolo, a circa30.000 addetti[1].Le esportazioni hanno rappresentato un ele­mento chiave per questa categoria, che hamostrato un rapporto export/fatturato convalori prossimi al 59%.Il legislatore italiano, sensibile all’esigenza dinon frapporre ostacoli alla libera commercia­lizzazione di questi prodotti e conscio dell’im­portanza di attuare il processo di armonizza­zione dettato dalle disposizioni europee in ma­teria di attrezzature a pressione con quellenazionali, ha recepito, in una prima fase, con ill Sicurezza degli impianti. Con il TU, le regole per l’utilizzo in sicurezzaTubazioni in pressione:modalità per l’esercizio,classificazione e normativa1) Fonte Anima (Federazione delle Associazioni Nazionali dell’Industria Meccanica varia ed Affine), dati presentatiall’assemblea dei soci in data 16 luglio 2008.
  23. 23. PREVENZIONE E PROTEZIONEFocus TU ­ Articolowww.ambientesicurezza.ilsole24ore.com10 febbraio 2009 ­ N. 3 IL SOLE 24 ORE25D.Lgs n. 93/2000[2], la direttiva europea 97/23/CE[3] e, successivamente, tentato di com­pletare questo processo con la pubblicazionedel decreto del Ministero delle Attività Produt­tive 1° dicembre 2004, n. 329[4], riguardantele norme per la messa in servizio delle attrez­zature in pressione o degli insiemi e le prescri­zioni volte ad assicurare la permanenza deirequisiti di sicurezza durante il loro utilizzo.Una delle principali novità di quest’ultimo re­golamento è sicuramente quella concernentele modalità procedurali, organizzative e ge­stionali volte ad assicurare l’esercizio in sicu­rezza delle tubazioni[5] di nuova installazione edi quelle già in servizio al 29 maggio 2002,non sottoposte ad alcun controllo di legge,Tabella 1•Tubazioni in esercizio rientranti nell’art. 16, D.M. n. 329/2004AttrezzaturaFluidoCaratteristiche** Fluido (tipo)Stato fisico Gruppo*TubazioniGas, vapori(Pref_Pa > 50 kPag)j DN > 80Ossigeno, metano, acetilene,butano, ossido di carbonio, aci­do solfidrico, anidride solforosa,ecc.k DN > 250 e PS x DN > 5.000 Aria, azoto, argon, elio, ecc.Liquidi surriscaldati(Pref_Pa > 50 kPag)j DN > 80Fluidi frigorigeni pericolosi (R32, R 50, R 143a, ecc.)k DN > 250 e PS x DN > 5.000Acqua surriscaldata con T >110 °C, fluidi frigorigeni nonpericolosi (R 22, R 134a, ecc.)Liquidi (non surriscaldati)(Pref_Pa > 50 kPag)j DN > 80 e PS x DN > 2.000Olio diatermico e altri liquidiinfiammabili con flash point a T< TS*** della tubazionek ­ ­Legenda* I fluidi sono suddivisi in due gruppi, i fluidi pericolosi j, tutti gli altri k, secondo quanto stabilito dalla direttiva PED all’art. 9, punti 2.1 e2.2.** PS individua la pressione massima ammissibile per la quale l’attrezzatura è progettata (espressa in bar); DN rappresenta la dimensionenominale che caratterizza la sezione della tubazione.*** TS rappresenta la temperatura massima ammissibile di progetto della tubazione, specificata dal fabbricante, DN è la dimensionenominale.2) In S.O. n. 62 alla Gazzetta Ufficiale del 18 aprile 2000, n. 91. Questo regolamento dispone, tra l’altro, che, a partire dal29 maggio 2002, possono essere immesse sul mercato apparecchiature a pressione o insiemi di apparecchiature apressione che soddisfino i requisiti essenziali di sicurezza di cui all’Allegato I alla direttiva PED, che siano oggetto divalutazione di conformità e di marcatura CE.3) Si fa riferimento alla cosiddetta direttiva PED (Pressure Equipment Directive), emanata il 27 maggio 1997, entrata invigore in regime facoltativo sino al 29 novembre 1999 e la cui applicazione, nell’ambito UE, è divenuta obbligatoria dal30 maggio 2002; a partire da quest’ultima data sono cessate tutte le operazioni di omologazione di apparecchi apressione di nuova costruzione.4) In S.O. n. 10 alla Gazzetta Ufficiale del 28 gennaio 2005, n. 22.5) Per tubazioni si intendono «i componenti di una conduttura destinati al trasporto dei fluidi, allorché essi sonocollegati al fine di essere inseriti in un sistema a pressione. Le tubazioni comprendono in particolare un tubo o uninsieme di tubi, condotti, accessori, giunti a espansione, tubi flessibili o altri eventuali componenti sottoposti apressione. Gli scambiatori di calore costituiti da tubi per il raffreddamento o il riscaldamento di aria sono parificatialle tubazioni» (definizione di cui all’art. 1, comma 2.1.2, direttiva 97/23/CE).
  24. 24. PREVENZIONE E PROTEZIONEFocus TU ­ Articolowww.ambientesicurezza.ilsole24ore.com 10 febbraio 2009 ­ N. 3IL SOLE 24 ORE 26ricadenti nel campo di applicazione del prece­dente regolamento. Infatti, tra i compiti deldatore di lavoro, vi è quello di mettere a dispo­sizione dei lavoratori questi prodotti industria­li, destinati a contenere fluidi pressurizzati,verificandone l’esercizio in sicurezza a unadeterminata pressione e temperatura. Saran­no analizzate le regole fissate per l’esercizio insicurezza delle tubazioni di un impianto pres­surizzato alla luce delle disposizioni dettatedal decreto ministeriale 1° dicembre 2004, n.329, e di quanto ora previsto dal Titolo II,D.Lgs 9 aprile 2008, n. 81[6], relativamentealla gestione delle attrezzature di lavoro.Requisiti di sicurezzae modalità d’usoIl datore di lavoro ha l’obbligo di mettere adisposizione dei lavoratori attrezzature di la­voro conformi ai requisiti di sicurezza di cuiall’art. 70, D.Lgs. n. 81/2008 (cosiddetto Te­sto unico sicurezza), idonee ai fini della salutee della sicurezza e adeguate al lavoro da svol­gere o adattate a questi scopi. Le attrezzaturea disposizione del datore di lavoro possonorisultare, alternativamente:l conformi alle specifiche disposizioni legi­slative e regolamentari derivanti dalle nor­me di recepimento delle direttive comuni­tarie riguardanti i prodotti;l costruite in assenza delle disposizioni legi­slative e regolamentari esposte al puntoprecedente, ovvero messe a disposizionedei lavoratori antecedentemente alle me­desime disposizioni di recepimento delledirettive comunitarie di prodotto.Nel caso di attrezzature che risultino conformiai requisiti di sicurezza, idonee ai fini della sicu­rezza e della salute dei lavoratori, adeguate allavoro da svolgere ovvero opportunamenteadattate a questi scopi, deve essere verificato,da parte del datore di lavoro, che le stesse sianoutilizzate conformemente a quanto riportatodalle disposizioni di recepimento delle direttivedi riferimento comunitarie.In assenza, invece, di specifiche norme e perTabella 2•Frequenze di riqualificazione periodica delle tubazioniAttrezzaturaFluidoCategoria *Verifica di riqualificazioneStato fisico GruppoVerificadi funzionamento(in anni)Verificadi integrità(in anni)TubazioniGas, vaporij I, II, III 5 10k III ** 5 *** 10Liquidi surriscaldatij I, II, III 5 10k III ** 5 *** 10Liquidi(non surriscaldati)j I, II, III 5 10k I, II - -Legenda:* Si riferisce alla classificazione delle tubazioni per categoria, in base all’Allegato II al D.Lgs. n. 93/2000, in ordine crescente di rischio (da I aIII). Le tubazioni per cosi dire “meno pericolose”, in relazione al rischio derivante dall’energia immagazzinata, appartengono alla categoria I.** Le tubazioni contenenti i fluidi classificati nella I e II categoria sono escluse, ai sensi dell’art. 11, comma 1, lettera h), D.M. n. 329/2004,dalla riqualificazione periodica.*** È richiesta la verifica quinquennale solo nel caso in cui la tubazione sia destinata a contenere fluidi la cui temperatura massimaammissibile TS supera i 350 °C. In caso contrario non è richiesta la verifica di funzionamento.6) In S.O. n. 108 alla Gazzetta Ufficiale del 30 aprile 2008, n. 101.
  25. 25. PREVENZIONE E PROTEZIONEFocus TU ­ Articolowww.ambientesicurezza.ilsole24ore.com10 febbraio 2009 ­ N. 3 IL SOLE 24 ORE27Tabella3•Elenco delle principali tipologie di discontinuità rilevabili nell’esame visivo di tubazioni1) 2)Descrizione DefinizioneAbrasione Danneggiamento della superficie per asportazione meccanica di particelle metallicheAmmaccatura Depressione accidentale di superficieBolla Sollevamento locale di uno strato di metallo con formazione alla superficie di una protuberanzasotto la quale è rilevabile una cavitàCorrosione Fenomeno di natura chimico­fisica che provoca il graduale decadimento delle caratteristiche delmateriale con il concorso (sfavorevole) dell’ambiente che lo circondaCorrosione puntiforme Corrosione diffusa che si manifesta con piccoli crateri di corrosione isolati tra loroCorrosione sotto pelle Corrosione in cui l’attacco ha inizio sulla superficie esposta e si propaga al di sotto della superficieCratere di corrosione Cavità prodotta sulla superficie del materiale metallico da fenomeno di corrosione, qualora laprofondità di essa risulti del medesimo ordine di grandezza delle sue dimensioniCricca Discontinuità prodotta da una rottura locale allo stato solidoCricca affiorante Discontinuità prodotta da una rottura locale che si manifesta con una sottile linea di fratturasulla superficieErosione Fenomeno di danneggiamento superficiale dovuto all’azione meccanica di un fluidoErosione/corrosione Danno locale ovvero generalizzato prodotto dall’azione combinata dell’attacco di agenti chimiciambientali con caratteristiche di aggressività e di elevata velocità all’interfaccia fluido­superficieFessurazione caustica,fragilità causticaFessurazione intercristallina dovuta agli effetti combinati di sollecitazioni e di corrosione insoluzioni alcalineFilature, venature Piccoli solchi longitudinali e sottiliGraffi e rigature Lacerazioni superficiali di estensione limitata, di origine meccanica, senza asportazione di materialeIncrostazioni Depositi di vario tipo che aderiscono alle superficiPaglie Squame di metallo, derivanti dal processo di fabbricazione, che restano aderenti alla superficiePustola di corrosione,pittingRilievo sulla superficie del materiale metallico, derivante dall’accumulo di precipitati esovrastante un cratere di corrosioneRipiegature Porzioni di materiale che nella laminazione si sovrappongono senza saldarsi completamenteRugosità Stato della superficie presentante lievi depressioni e sporgenze di varia forma e dimensioneoriginate da cause diverseScaglia Strato di ossido ricoprente la superficieScheggia Distacco di zone corticali sulla superficieSdoppiatura, apertura Fessurazione alle estremità o lungo i bordi di un laminato, che talvolta può portare al distacco totaleSfaldatura Distacco di zone corticali sugli spigoli e smussiSfogliatura Distacco di frammenti dalla superficie, a volte accompagnati da corrosione degli stratisuperficiali
  26. 26. PREVENZIONE E PROTEZIONEFocus TU ­ Articolowww.ambientesicurezza.ilsole24ore.com 10 febbraio 2009 ­ N. 3IL SOLE 24 ORE 28le attrezzature già utilizzate prima dell’ema­nazione di questi provvedimenti di recepi­mento, le attrezzature di lavoro dovranno es­sere conformi ai requisiti generali di sicurezzadi cui all’Allegato V al D.Lgs. n. 81/2008. Inquest’ultimo ambito, per l’esercizio delle at­trezzature si deve far riferimento innanzituttoalla parte I, riguardante i requisiti generaliapplicabili a tutte le apparecchiature in rela­zione ai diversi rischi connessi con l’uso. Laseconda parte dell’Allegato V, invece, ha det­tato le prescrizioni supplementari applicabiliad attrezzature specifiche come, per esempio,quelle esercite a pressione. In particolare, se­condo quanto riportato al punto 1.1, parte II,«Le attrezzature, insiemi ed impianti sottopostia pressione di liquidi, gas, vapori, e loro miscele,devono essere progettati e costruiti in conformi-tà ai requisiti di resistenza e idoneità all’usostabiliti dalle disposizioni vigenti in materia,valutando in particolare i rischi dovuti allapressione ed alla temperatura del fluido nei ri-guardi della resistenza del materiale della at-trezzatura e dell’ambiente circostante alla at-trezzatura stessa». Inoltre, in relazione all’uti­lizzazione, il datore di lavoro, per l’art. 71,comma 8, deve provvedere affinché:l le attrezzature di lavoro, la cui sicurezza di­penda dalle condizioni di installazione, sianosottoposte a un controllo iniziale (dopo l’in­stallazione e prima della messa in esercizio)e a un controllo dopo ogni montaggio in unnuovo cantiere o in una nuova località diimpianto,alfinediassicurarnel’installazionecorretta e il buon funzionamento;l le attrezzature soggette a fluidi di processoche possono provocare deterioramenti su­scettibili di dare origine a situazioni perico­lose, siano sottoposte:­ a controlli periodici, secondo frequenze sta­bilite in base alle indicazioni fornite dai fab­bricanti, ovvero dalle norme di buona tecnica,o, in assenza di queste ultime, desumibili daicodici di buona prassi[7];­ a controlli straordinari al fine di garantire ilmantenimento di buone condizioni di sicu­rezza, ogni volta che intervengano eventi ec­cezionali che possano avere conseguenze pre­giudizievoli per la sicurezza delle attrezzaturedi lavoro, quali riparazioni, trasformazioni,Solchi, ripiegature Si formano prevalentemente quando alcuni difetti del semilavorato vengono allungati ed estesidurante il processo di laminazioneStrappo Rottura del metallo, che appare durante la lavorazione plastica, dovuta ad eccessivasollecitazione o a caratteristiche inadatte del materialeTaglio o scanalatura Impronta di taglio dove il metallo è stato rimosso o ridistribuitoTensocorrosione Danno prodotto da sforzi di tensione in specifici ambienti corrosivi. Gli sforzi possono esseregenerati dall’applicazione di carichi, da tensioni residue generate dai processi di lavorazione, odalla combinazione di entrambiTrafilamento Fuoriuscita, perdita di fluidoTubercolo Accumulo di aspetto tondeggiante sulla superficie del materiale metallico di precipitati dovutialla corrosioneUlcera di corrosione Cavità prodotta dalla corrosione sulla superficie del materiale metallico, qualora la profonditàdella cavità sia piccola in confronto alle sue dimensioni trasversaliVaiolature Piccole cavità superficiali a forma di calotte sfericheLegenda:1) Tabella tratta dall’Appendice C, linea guida per l’esame visivo su attrezzature a pressione ai fini delle verifiche di costruzione e di esercizio,edizione ISPESL, 2006.2) La lista deve essere presa in considerazione a titolo puramente indicativo; non è, quindi, esaustiva di tutte le tipologie di discontinuitàrilevabili in sede di esecuzione dell’esame.7) Ovvero controllieffettuatisecondolafrequenzadettatadallamanutenzionepreventiva,predittivaedalcondition­monitoring.
  27. 27. PREVENZIONE E PROTEZIONEFocus TU ­ Articolowww.ambientesicurezza.ilsole24ore.com10 febbraio 2009 ­ N. 3 IL SOLE 24 ORE29incidenti, fenomeni naturali o periodi prolun­gati di inattività;l i controlli di cui ai precedenti due puntisiano volti ad assicurare il buono stato diconservazione e l’efficienza ai fini di sicu­rezza delle attrezzature di lavoro e debba­no essere effettuati da persona competente.Nel nuovo TU, all’art. 71, comma 11, è statoconfermato, rispetto al sistema previgente, l’ob­bligo per il datore di lavoro di far sottoporre leattrezzaturedilavororitenutearischiomaggioreper gli operatori durante il loro esercizio[8], pun­tualmente riportate nell’Allegato VII, alle verifi­chedimessainservizioeperiodichedapartedeisoggetti pubblici quali l’ISPESL o l’ASL, ovverodi soggetti pubblici o privati abilitati a supportodi questi ultimi. Il datore di lavoro ha l’onere,quindi, di far sottoporre le apparecchiature, conspese a suo carico, a verifica obbligatoria secon­do le periodicità previste dall’Allegato VII alD.Lgs. n. 81/2008. Di particolare importanza,sotto quest’ultimo profilo, l’introduzione di alcu­ne tipologie di tubazioni in pressione quali at­trezzature da sottoporre alle verifiche periodi­che, non riportate in precedenza nell’elenco del­l’Allegato XIV[9] al D.Lgs. n. 626/1994, cheaveva elencato le apparecchiature consideratecritiche per la sicurezza dei lavoratori e assog­gettate a verifiche di prima installazione, succes­sive o periodiche, da parte del datore di lavoro,8) Deve essere inteso come uso di una attrezzatura di lavoro «qualsiasi operazione lavorativa connessa ad unaattrezzatura di lavoro, quale la messa in servizio o fuori servizio, l’impiego, il trasporto, la riparazione, latrasformazione, la manutenzione, la pulizia, il montaggio, lo smontaggio» (art. 69, comma 1, lettera b), D.Lgs. n.81/2008).9) Allegato aggiunto dall’art. 7, D.Lgs. 4 agosto 1999, n. 359, pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 19 ottobre 1999, n. 246.Tabella4•Modalitá per la classificazione delle discontinuitá *ClassificazioneTipologia delladiscontinuitàEvoluzionedella discontinuitàTipologiadi intervento richiestoi Alcuna discontinuità n.a. Non è richiesto alcun intervento specificoj Discontinuità non ri­levanten.a. Non è richiesto alcun intervento specificok Discontinuità con ca­ratteristiche di stabili­tàNon può evolvere verso condi­zioni di rischio significativo sinoalla successiva ispezione pro­grammataÈ obbligatoria la registrazione della disconti­nuità rilevata ma non è richiesto alcun inter­vento specificol Discontinuità con ca­ratteristiche di insta­bilitàPuò evolvere verso condizioni dirischio non trascurabili primadella successiva ispezioneMonitoraggio continuo, ispezioni di tipostraordinario, ulteriori accertamenti mediantealtri metodi di prova non distruttivi (NDC)m Discontinuità con ca­ratteristiche di insta­bilitàPuò evolvere nell’immediato ver­so condizioni di rischio non tra­scurabiliIspezione immediata e obbligo di ulterioriaccertamenti mediante altri metodi di provanon distruttivi, nel caso intervento di ripara­zionen Discontinuità rilevan­te con caratteristichedi instabilitàPuò evolvere nell’immediato ver­so condizioni di rischio non tra­scurabiliMessa fuori servizio dell’attrezzatura, del com­ponente o dell’elemento interessatoLegenda:* Tabella tratta dall’Appendice D, linea guida per «L’esame visivo su attrezzature a pressione ai fini delle verifiche dicostruzione e di esercizio», edizione ISPESL, 2006.

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