Your SlideShare is downloading. ×
187   atti decreto-del_fare_roma_slides_masciocchi
187   atti decreto-del_fare_roma_slides_masciocchi
187   atti decreto-del_fare_roma_slides_masciocchi
187   atti decreto-del_fare_roma_slides_masciocchi
187   atti decreto-del_fare_roma_slides_masciocchi
187   atti decreto-del_fare_roma_slides_masciocchi
187   atti decreto-del_fare_roma_slides_masciocchi
187   atti decreto-del_fare_roma_slides_masciocchi
187   atti decreto-del_fare_roma_slides_masciocchi
187   atti decreto-del_fare_roma_slides_masciocchi
187   atti decreto-del_fare_roma_slides_masciocchi
187   atti decreto-del_fare_roma_slides_masciocchi
187   atti decreto-del_fare_roma_slides_masciocchi
187   atti decreto-del_fare_roma_slides_masciocchi
187   atti decreto-del_fare_roma_slides_masciocchi
187   atti decreto-del_fare_roma_slides_masciocchi
187   atti decreto-del_fare_roma_slides_masciocchi
187   atti decreto-del_fare_roma_slides_masciocchi
187   atti decreto-del_fare_roma_slides_masciocchi
187   atti decreto-del_fare_roma_slides_masciocchi
187   atti decreto-del_fare_roma_slides_masciocchi
Upcoming SlideShare
Loading in...5
×

Thanks for flagging this SlideShare!

Oops! An error has occurred.

×
Saving this for later? Get the SlideShare app to save on your phone or tablet. Read anywhere, anytime – even offline.
Text the download link to your phone
Standard text messaging rates apply

187 atti decreto-del_fare_roma_slides_masciocchi

36

Published on

Published in: Education
0 Comments
0 Likes
Statistics
Notes
  • Be the first to comment

  • Be the first to like this

No Downloads
Views
Total Views
36
On Slideshare
0
From Embeds
0
Number of Embeds
0
Actions
Shares
0
Downloads
0
Comments
0
Likes
0
Embeds 0
No embeds

Report content
Flagged as inappropriate Flag as inappropriate
Flag as inappropriate

Select your reason for flagging this presentation as inappropriate.

Cancel
No notes for slide

Transcript

  • 1. SALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO Strumenti a supporto dell’organizzazione
  • 2. Normativa di sicurezza e profili di rischio Ancora oggi l’articolazione adempimentale prevista dal D.Lgs 81/08 è cadenzata in relazione alla numerosità dei lavoratori presenti in azienda e non, invece, alla rischiosità specifica dell’attività economica. Riporto tre esempi:  uno studio professionale con due soci  un esercizio commerciale di semplice vendita al dettaglio con un solo dipendente  un ufficio con 100 dipendenti che lavorano alla scrivania. ____________________________________ Ebbene in tutti e tre questi casi gli adempimenti generali di sicurezza saranno gli stessi di un’industria manufatturiera!
  • 3. Normativa di sicurezza e profili di rischio La vigente normativa sulla sicurezza sul lavoro è infatti interamente applicabile ogniqualvolta vi sia un datore di lavoro, pubblico o privato, e almeno un lavoratore. La conseguenza è che il datore di lavoro che si avvalga anche di un solo lavoratore, pur non esercitando attività pericolose, dovrà assolvere a tutti gli adempimenti generali di sicurezza cui è sottoposta una grande industria. ____________________________________
  • 4. I costi degli adempimenti burocratici Tale connotazione della normativa produce ovviamente un impatto rilevante sui costi aziendali. Riprendendo alcuni dati pubblicati dall’Ocse, si può stimare che per i vari adempimenti burocratici in materia di sicurezza sul lavoro mediamente ciascuna impresa sostiene un costo annuale che varia dal 5 al 20 per cento del proprio bilancio, corrispondente a circa l’8% del costo del lavoro per il personale dipendente. ________________________________
  • 5. I costi degli adempimenti burocratici Un recente studio condotto da Confcommercio ha evidenziato che una impresa con 10 dipendenti spende mediamente 9.800 € in adempimenti burocratici di sicurezza, di cui:  2.000 € per l’adeguamento strutturale;  5.000 € per l’adeguamento gestionale;  1.200 € per la manutenzione annuale per gli aspetti gestionali;  1.600 € per la manutenzione annuale di macchine e strutture. A questo devono aggiungersi altri costi indiretti, tra cui evidenzio: 1. Le spese legali per far fronte ad eventuali controversie con le autorità pubbliche deputate ai controlli. 2. Le giornate/uomo di lavoro perse per l’assolvimento ai vari adempimenti burocratici. 3. Le eventuali consulenze esterne. ________________________________
  • 6. Una soluzione possibile La soluzione, a nostro avviso, sta nel riorientare e riorganizzare i livelli generali di tutela, associando a ciascuna attività economica specifici standards di sicurezza graduati in relazione al rischio infortunistico peculiare di quell’attività. _____________________
  • 7. Una soluzione possibile Proprio in questa direzione si era mosso il Decreto del Fare che aveva introdotto, nella sua originaria formulazione, una norma (Art. 32, comma 1, lett. b) che prevedeva una semplificazione del processo di valutazione dei rischi per quelle imprese rientranti nei settori di attività a basso rischio infortunistico, proprio in ragione della constatata limitata pericolosità delle attività svolte. Pur essendo stata fortemente limitata in fase di conversione in legge, la portata di questa innovazione è comunque degna di nota. Per la prima volta nel nostro Paese si riconosce il principio di dover graduare i livelli di tutela in relazione alle specificità delle singole aziende - e quindi alla pericolosità delle attività esercitate - piuttosto che al numero di dipendenti impiegati. _____________________
  • 8. Il progetto Confederale La Confederazione ha avviato un progetto per consentire alle imprese di assolvere, con semplicità e sicurezza, alle nuove procedure standardizzate previste per le aziende fino a 10 lavoratori. L’iniziativa si tradotta nella predisposizione di una piattaforma integrata di strumenti e azioni di supporto e di assistenza al sistema associativo, che si fonda su due diverse linee di intervento: 1. semplificare e, se volgiamo, standardizzare, l’attività di valutazione dei rischi per le imprese appartenenti ai settori rappresentati 2. orientare il legislatore e gli organi di controllo verso comportamenti adeguati e coerenti con la rischiosità specifica delle singole attività economiche. _____________________
  • 9. Il progetto Confederale: primo obiettivo Metodo di lavoro e risultati E’ stato costituito un Gruppo di lavoro interassociativo - partecipato da esperti delle associazioni territoriali e di categoria - che ha elaborato, sulla falsariga della modulistica allegata alle procedure standardizzate:  una Guida all’applicazione delle nuove procedure  Schede analitiche contenenti i principali profili di rischio nei settori del terziario di mercato  un software «Provisio» che permette la compilazione “guidata” e assistita delle procedure ____________________________________
  • 10. Il progetto Confederale: primo obiettivo____________________________________
  • 11. Il progetto Confederale: primo obiettivo____________________________________
  • 12. Il progetto Confederale: primo obiettivo____________________________________
  • 13. Il progetto Confederale: primo obiettivo____________________________________
  • 14. Il progetto Confederale: primo obiettivo____________________________________ Primo passo: Individuazione delle principali attività economiche riferibili al sistema confederale Secondo passo: Suddivisione di ciascuna attività in fasi lavorative Terzo passo: Associazione, per ciascuna fase, dei rischi e delle misure Quarto passo: Individuazione dei pericoli
  • 15. ProVisio, per ciascuna attività economica presa in considerazione:  Evidenzia tutte le fasi e le sotto-fasi lavorative  Associa a ciascuna fase i rischi e i pericoli tipici  Indica tutte le misure tipiche di prevenzione e tutela  Genera, in automatico, il documento standardizzato di valutazione dei rischi ___________________________________Il progetto Confederale: primo obiettivo
  • 16. ___________________________________ Nel corso del 2014, sempre in relazione a questo primo asse del progetto confederale, si intende implementare la piattaforma di servizio, attraverso: • L’ampliamento dei profili di rischio ad altri settori merceologici • L’integrazione delle funzioni operative e degli strumenti di supporto già presenti nel software ai nuovi a rischi specifici (rumore, rischio chimico, MMC; ecc.); • La ricomprensione della valutazione dei rischi per le attività a basso indice infortunistico che dovranno essere individuate da apposito decreto ministeriale; • La gestione degli aspetti relativi agli obblighi di formazione e aggiornamento professionale (tempistica, scadenze, ecc.); • L’inserimento di ulteriori materiali di supporto (check-list, formulario, scadenze, procedure di sicurezza, ecc.) Il progetto Confederale: ulteriori sviluppi
  • 17. _______________________Il progetto Confederale: ulteriori sviluppi__ Check-up aziendale Fasi lavorative Profili di rischio Chek-List Formazione SOFTWARE PROVISIO Procedure di sicurezza Modelli DVR Formulario Sanzioni Adempimenti
  • 18. _____________________________________Il progetto Confederale: secondo obiettivo Il secondo asse del progetto Confederale - che verrà avviato nel corso del prossimo anno - si propone di costruire le basi per una validazione, sotto forma di buona prassi, dei profili di rischio messi a punto dalla Confederazione relativamente ai settori rappresentati, al fine di uniformare i comportamenti degli enti di controllo.
  • 19. _____________________________________Il progetto Confederale: secondo obiettivo Il difficile funzionamento della normativa della sicurezza sul lavoro in Italia è dipeso in larga misura anche da alcune pesanti disfunzioni dell’apparato di controllo amministrativo. Lo strutturale sottodimensionamento organizzativo e finanziario delle amministrazioni competenti, la notevole frammentazione delle competenze e una difficile ripartizione delle funzioni tra lo Stato e gli Enti competenti nei controlli hanno creato, fino ad oggi, un contesto di riferimento per le imprese quanto mai incerto e disomogeneo. Ciò è il risultato di una legislazione nazionale alquanto complessa che ripartisce tale autorità tra ministero, regioni, province e comuni cui si aggiunge la magistratura, che opera autonomamente.
  • 20. _____________________________________Il progetto Confederale: secondo obiettivo Allo stato attuale la vigilanza sull’osservanza delle norme del decreto è svolta dalla azienda sanitaria locale competente per territorio e, per quanto di specifica competenza, dal Corpo nazionale dei vigili del fuoco, nonché per il settore minerario, dal Ministero dello sviluppo economico, e, per le industrie estrattive di seconda categoria e le acque minerali e termali, dalle Regioni e Province autonome di Trento e di Bolzano. Esistono poi le competenze del personale ispettivo del Ministero del Lavoro, dell’Inail, delle Autorità marittime a bordo delle navi ed in ambito portuale, degli uffici di sanità aerea e marittima, alle autorità portuali ed aeroportuali.
  • 21. _____________________________________Il progetto Confederale: secondo obiettivo L’obiettivo è quello di favorire il coordinamento e l’uniformazione dei comportamenti degli organi di controllo in sede di verifiche ispettive. Lo strumento è giungere alla validazione/riconoscimento, eventualmente anche sotto forma di buone prassi, dei profili di rischio definiti dalla Confederazione. Funzionale, a tale scopo, sarà:  La ricognizione di eventuali forme di cooperazione già poste in essere a livello locale  La sensibilizzazione degli interlocutori istituzionali a tutti i livelli con iniziative di comunicazione anche a livello nazionale  La presentazione dei profili di rischio alla Commissione Consultiva ai fini di un loro possibile riconoscimento

×