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  • 1. Esposizione al Rumore - Vibrazioni Rischio rumore nell’ambiente di lavoro
  • 2. Agenti Fisici Riferimenti NormativiIl Decreto Legislativo 81/08 come modificato da D. Lgs. 106/09 tratta gli AgentiFisici nel TITOLO VIII così suddiviso: Capo I Disposizioni Generali Capo II Protezione dei Lavoratori contro i Rischi di Esposizione al Rumoredurante il Lavoro Capo III Protezione dei Lavoratori dai Rischi di Esposizione a Vibrazioni Capo IV Protezione dei Lavoratori dai Rischi di Esposizione a CampiElettromagnetici Capo V Protezione dei Lavoratori dai Rischi di Esposizione a Radiazioni OtticheArtificiali Capo VI Sanzioni
  • 3. Agenti Fisici Riferimenti Normativi Art. 180 DefinizioniPer agenti fisici si intendono il rumore, gli ultrasuoni, gli infrasuoni, le vibrazionimeccaniche, i campi elettromagnetici, le radiazioni ottiche, di origine artificiale, ilmicroclima e le atmosfere iperbariche che possono comportare rischi per la salutee la sicurezza dei lavoratori. Art. 181 Valutazione dei rischiIl datore di lavoro valuta tutti i rischi derivanti da esposizione ad agenti fisici inmodo da identificare e adottare le opportune misure di prevenzione e protezionecon particolare riferimento alle norme di buona tecnica ed alle buone prassi.La valutazione dei rischi derivanti da esposizioni ad agenti fisici é programmata edeffettuata, con cadenza almeno quadriennale, da personale qualificato nell’ambitodel servizio di prevenzione e protezione in possesso di specifiche conoscenze inmateria.
  • 4. Agenti Fisici Riferimenti Normativi Art. 181 Valutazione dei rischiLa valutazione dei rischi é aggiornata ogni qual volta si verifichinomutamenti che potrebbero renderla obsoleta, ovvero, quando i risultatidella sorveglianza sanitaria rendano necessaria la sua revisione.I dati ottenuti dalla valutazione, misurazione e calcolo dei livelli diesposizione costituiscono parte integrante del documento di valutazionedel rischio.Il datore di lavoro nella valutazione dei rischi precisa quali misure diprevenzione e protezione devono essere adottate.La valutazione dei rischi é riportata sul documento di valutazione dei rischi
  • 5. Esposizione al rumore nell’ambiente di lavoro Rumore-Riferimenti NormativiDecreto Legislativo 81/2008 come modificato da D. Lgs. 106/09 TITOLO VIII CapoII “PROTEZIONE DEI LAVORATORI CONTRO I RISCHI DI ESPOSIZIONE AL RUMOREDURANTE IL LAVORO” Art. 188 Definizioni pressione acustica di picco (ppeak): valore massimo della pressione acusticaistantanea ponderata in frequenza «C» livello di esposizione giornaliera al rumore (LEX,8h): valore medio, ponderato infunzione del tempo, dei livelli di esposizione al rumore per una giornata lavorativanominale di otto ore livello di esposizione settimanale al rumore (LEX,w): valore medio, ponderato infunzione del tempo, dei livelli di esposizione giornaliera al rumore per unasettimana nominale di cinque giornate lavorative di otto ore
  • 6. Esposizione al rumore nell’ambiente di lavoro Rumore-Riferimenti Normativi Art. 189 Valori limite di esposizione e valori di azioneI valori limite di esposizione e i valori di azione, in relazione al livello diesposizione giornaliera al rumore e alla pressione acustica di picco, sono fissati a:• valori limite di esposizione rispettivamente LEX = 87 dB(A) e ppeak = 200 Pa(140 dB(C) riferito a 20 μPa);• valori superiori di azione: rispettivamente LEX = 85 dB(A) e ppeak = 140 Pa(137 dB(C) riferito a 20 μPa);• valori inferiori di azione: rispettivamente LEX = 80 dB(A) e ppeak = 112 Pa(135 dB(C) riferito a 20 μPa).
  • 7. Esposizione al rumore nell’ambiente di lavoro Rumore-Riferimenti Normativi Art. 190 Valutazione del rischioIl datore di lavoro valuta lesposizione dei lavoratori al rumore durante il lavoroprendendo in considerazione in particolare:a) il livello, il tipo e la durata dellesposizione, ivi inclusa ogni esposizione arumore impulsivo;b) i valori limite di esposizione e i valori di azione;c) tutti gli effetti sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori particolarmentesensibili al rumore, con particolare riferimento alle donne in gravidanza e i minori;d) per quanto possibile a livello tecnico, tutti gli effetti sulla salute e sicurezza deilavoratori derivanti da interazioni fra rumore e sostanze ototossiche connesse conlattività svolta e fra rumore e vibrazioni;
  • 8. Esposizione al rumore nell’ambiente di lavoro Valutazione del rumore Art. 190 Valutazione del rischioIl datore di lavoro valuta lesposizione dei lavoratori al rumore durante il lavoroprendendo in considerazione in particolare:e) tutti gli effetti indiretti sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori risultanti dainterazioni fra rumore e segnali di avvertimento o altri suoni che vanno osservati alfine di ridurre il rischio di infortuni;f) le informazioni sullemissione di rumore fornite dai costruttori dellattrezzaturadi lavoro in conformità alle vigenti disposizioni in materia;g) lesistenza di attrezzature di lavoro alternative progettate per ridurrelemissione di rumore;h) il prolungamento del periodo di esposizione al rumore oltre lorario di lavoronormale, in locali di cui è responsabile;i) le informazioni raccolte dalla sorveglianza sanitaria;j) la disponibilità di DPI delludito con adeguate caratteristiche di attenuazione.
  • 9. Esposizione al rumore nell’ambiente di lavoro Cos’ è il rumore?Non si percepisce un rumore ma la PRESSIONESONORA, ossia la variazione di pressione atmosfericadovuta all’onda sonora.La pressione sonora è caratterizzata dalle seguentigrandezze: • frequenza: numero di oscillazioni complete nell’unità di tempo (Hz). • periodo: durata di un ciclo completo di oscillazione; è l’inverso della frequenza. • velocità di propagazione: velocità con la quale la perturbazione si propaga nel mezzo, in aria è pari a circa 340 m/s. • lunghezza d’onda: distanza percorsa dall’onda sonora in un periodo • ampiezza: valore massimo dell’oscillazione di pressione.
  • 10. Esposizione al rumore nell’ambiente di lavoro Effetti dannosi del rumoreL’esposizione a forti rumori può produrre, nel tempo, dei danni più o meno gravi acarico dell’orecchio interno, in funzione soprattutto del tempo di esposizione edell’intensità sonora.Gli effetti nocivi del rumore sull’uomo si dividono in:• uditivi diretti sull’organo dell’udito vanno ad incidere negativamente a caricodellorgano delludito provocando all’inizio fischi e ronzii alle orecchie con unainiziale riduzione della capacità uditiva e successiva sordità, che in genere èbilaterale e simmetrica;• extra uditivi che possono interessare vari organi ed apparati, possibili ancheper esposizioni inferiori a quelli considerate dannose per l’udito, si manifestanoanche sulla base di una maggiore o minore sensibilità individuale, possono colpireil sistema nervoso, l’apparato gastrointestinale, l’apparato cardio-circolatorio.
  • 11. Esposizione al rumore nell’ambiente di lavoro Livello EquivalentePer quantificare l’esposizione di un lavoratore al rumore si utilizza:Livello equivalente, espresso in dB, di un ipotetico rumore costante che, sesostituito al rumore reale per lo stesso intervallo di tempo T, comporterebbe lastessa quantità totale di energia sonora. VALORE ENERGETICO MEDIO LAeq,Te
  • 12. Esposizione al rumore nell’ambiente di lavoro Livello di Esposizione Giornaliera LIVELLO DI ESPOSIZIONE GIORNALIERA AL RUMOREValore medio, ponderato in funzione del tempo, dei livelli diesposizione al rumore per una giornata lavorativa nominale di 8 ore,definito dalla norma internazionale ISO 1999:1990 punto 3.6.Si riferisce a tutti i rumori sul lavoro, incluso il rumore impulsivo.
  • 13. Esposizione al rumore nell’ambiente di lavoro Pressione Acustica di PiccoAccanto al livello sonoro continuo equivalente viene infine utilizzato un secondoparametro, comunemente noto come livello di picco.Tale livello è definito come:PRESSIONE ACUSTICA DI PICCO (Ppeak): valore massimo della pressione sonoraacustica istantanea ponderata in frequenza C.N.B. E’ molto importante nella valutazionedel rumore impulsivo. PpeakÈ noto infatti che a parità di contenutoenergetico medio, un rumore che presentacaratteristiche di impulsività costituisce unfattore di rischio aggiuntivo per la salute dicui bisognerebbe tenere conto nellavalutazione del rischio.
  • 14. Esposizione al rumore nell’ambiente di lavoro Rumore-Obblighi del datore di lavoro Valutazione del rischio: prendere in considerazione tutti i rischipotenziali derivanti dal rumore Predisporre un programma di misure per: eliminare le fonti di rumore, se possibile; controllare il rumore alla fonte; ridurre l’esposizione del lavoratore grazie a misure di riorganizzazionedel lavoro e del luogo di lavoro, inclusa la segnalazione e la limitazionedell’accesso alle aree del luogo di lavoro nelle quali i lavoratori hannomaggiore probabilità di essere esposti a livelli di rumore superiori a 85dB(A);
  • 15. Esposizione al rumore nell’ambiente di lavoro Rumore-Obblighi del datore di lavoro Fornire dispositivi di protezione individuale ai dipendenti; Fornire informazione e formazione ai lavoratori, in meritoai rischi che affrontano, alle misure operative a bassorumore e sui metodi di impiego delle protezioni dal rumore; Monitorare i rischi e riesaminare le misure preventive,includendo anche misure di sorveglianza sanitaria.
  • 16. Esposizione al rumore nell’ambiente di lavoro Rumore-I principi della prevenzione Ridurre i livelli di rumore Ridurre il rumore alla fonte, cioè progettare ed acquistare macchine con la più bassa emissione di rumore Limitare il tempo di esposizione del lavoratore Protezione del lavoratore o con ambienti cabinati o mediante protezioni individuali quali cuffie I lavoratori esposti ad un livello sonoro elevato devono essere sottoposti a sorveglianza sanitariaI lavoratori la cui esposizione quotidiana personale al rumore supera gli 85 decibel, indipendentemente dalluso dei mezzi individuali di protezione, sono sottoposti a visita medica preventiva integrata dallesame della funzione uditiva (per valutare lidoneità del lavoratore alla mansione), da ripetere periodicamenteI locali, in cui le lavorazioni comportano unesposizione personale superiore a 87 decibel, sono provvisti di apposita segnaletica ed eventualmente, qualora il rischio lo giustifichi, sono perimetrati per una limitazione daccesso
  • 17. Esposizione al rumore nell’ambiente di lavoro Interventi Tecnici per Ridurre il RumoreIsolamento della sorgente conopportuni materialifonoisolantiSmorzamento delle vibrazionimediante idonei materiali(gomme, ammortizzatori amolle e tappeti di feltro)Rivestimento dei diversi localicon specifici pannellifonoassorbenti • corretta lubrificazione delle macchine;Idonea manutenzione delle • tempestiva sostituzione dei componenti usurati;macchine attraverso: • attento controllo che assicuri il serraggio delle varie parti, evitando così eventuali vibrazioni.
  • 18. Esposizione al rumore nell’ambiente di lavoro Rumore-Classe di rischio e Misure di Tutela Classe di Rischio Misure di Tutela Individuare immediatamente le cause dell’esposizione eccessiva. Adottare misure opportune per riportare l’esposizione al di sotto del valore Inaccettabile limite. LEX,8h ≥87 dB(A) Modificare le misure di prevenzione e protezione per evitare che la Ppeak ≥140 dB(C) situazione si ripeta. Calcolare l’attenuazione introdotta dai DPI per verificare la loro reale efficacia Elaborazione di un programma di misure tecnico-organizzative per ridurre al minimo l’esposizione ed i rischi che ne seguono Alto Obbligo di indossare i DPI. 85≤LEX,8h<87dB(A) Sorveglianza sanitaria obbligatoria.137≤Ppeak<140dB(C) Segnaletica obbligatoria. Aree di lavoro ad accesso limitato. Mettere a disposizione dei lavoratori DPI adeguati. Medio Formazione/Informazione dei lavoratori 80<LEX,8h<85 dB(A) Sorveglianza sanitaria su richiesta del lavoratore o prescritta dal medico135<Ppeak <137dB(C) competente. Basso LEX,8h≤ 80dB(A) Nessuna Ppeak≤ 135dB(C)
  • 19. Esposizione al rumore nell’ambiente di lavoro Rumore-Valori di azione e la valutazioneSotto i valori inferiori di azione LEX,8h 80 dB(A) e Ppeak 135 dB(C)Relazione sulla valutazione dell’esposizione dei lavoratori al rumore, da rinnovareogni quattro anni ed ogni qualvolta vi è un mutamento nelle lavorazioni cheinfluisce in modo sostanziale sul rumore prodotto. I risultati devono essere residisponibili ai lavoratoriD.P.I.Nessuna indicazioneSorveglianza sanitariaConsigliata come visita preassuntiva generale attitudinaleInformazione, formazione, addestramentoConsigliata la distribuzione di materiale informativo sul rischio rumore.
  • 20. Esposizione al rumore nell’ambiente di lavoro Rumore-Valori di azione e la valutazioneTra i valori inferiori e superiori d’azione 80 < LEX,8h < 85 dB(A) e 135 < Ppeak <137 dB(C)Relazione sulla valutazione dell’esposizione dei lavoratori al rumore, da rinnovareogni quattro anni ed ogni qualvolta vi è un mutamento nelle lavorazioni cheinfluisce in modo sostanziale sul rumore prodotto. I risultati devono essere residisponibili ai lavoratoriD.P.I.Il datore di lavoro mette a disposizione i dispositivi di protezione individualeSorveglianza sanitariaConsigliata come visita preassuntiva generale attitudinale, inoltre può esseredisposta dal medico competente o eseguita su richiesta del lavoratoreInformazione, formazione, addestramentoObbligatoria la formazione e informazione dei lavoratori
  • 21. Esposizione al rumore nell’ambiente di lavoro Rumore-Valori di azione e la valutazioneTra il valore superiore d’azione ed il valore limite d’esposizione 85 < LEX,8h < 87dB(A) e 137 < Ppeak < 140 dB(C)Relazione sulla valutazione dell’esposizione dei lavoratori al rumore, da rinnovareogni quattro anni ed ogni qualvolta vi è un mutamento nelle lavorazioni cheinfluisce in modo sostanziale sul rumore prodotto. I risultati devono essere residisponibili ai lavoratoriD.P.I.Il datore di lavoro mette a disposizione i dispositivi di protezione individuale, chedevono obbligatoriamente essere indossatiSorveglianza sanitariaE’ obbligatoria la visita preventiva e la visita periodica, con cadenza stabilita dalmedico competenteInformazione, formazione, addestramentoObbligatoria la formazione ed informazione dei lavoratori
  • 22. Esposizione al rumore nell’ambiente di lavoro Rumore-Valori di azione e la valutazioneTra il valore superiore d’azione ed il valore limite d’esposizione 85 <LEX,8h < 87 dB(A) e 137 < Lpeak,max <140 dB(C)Il datore di lavoro elabora ed applica un programma di misuretecniche e organizzative volte a ridurre l’esposizione al rumorePerimetrazione: i luoghi di lavoro dove i lavoratori possono essereesposti ad un rumore al di sopra dei valori superiori di azione sonoindicati da appositi segnali; dette aree sono delimitate conlimitazione d’accesso, ove ciò sia tecnicamente possibile egiustificato dal rischio d’esposizione.
  • 23. Esposizione al rumore nell’ambiente di lavoro Rumore-Valori di azione e la valutazioneSopra i valori limite di esposizione LEX,8h > 87 dB(A) o Lpeak,max > 140dB(C)Tali valori non devono essere superati.Nel caso venissero oltrepassati, il datore di lavoro:• adotta misure immediate per riportare l’esposizione al di sotto deivalori limite d’esposizione;• individua le cause dell’esposizione eccessiva;• modifica le misure di protezione e di prevenzione, per evitare che lasituazione si ripeta.
  • 24. Esposizione al rumore nell’ambiente di lavoro Dispositivi di Protezione dell’uditoIl datore di lavoro, qualora i rischi derivanti dal rumore non possonoessere evitati con le previste misure di prevenzione e protezione, ètenuto a fornire dispositivi di protezione individuali per ludito.Nel caso che l’esposizione al rumore superi i valori inferiori di azione,80 dB(A) o 135 dB(C), il datore di lavoro mette a disposizione idispositivi di protezione individuale dell’udito.Nel caso che l’esposizione al rumore sia pari o al di sopra dei valorisuperiori di azione, 85dB(A) o 137 dB(C)], il datore di lavoro oltre afornire i DPI fa “tutto il possibile perché questi vengano utilizzati”.
  • 25. Esposizione al rumore nell’ambiente di lavoro Come scegliere i DPII mezzi di protezione dell’udito sono di varie tipologie ed è necessario identificarequello più adatto alle necessità del singolo lavoratore.I principali fattori da considerare per un’ottimale scelta degli otoprotettori sono: marcatura di certificazione la tipologia lavorativa (polvere, umidità, alte temperature, utilizzodi altri DPI per la testa, necessità di trasmissione di segnali verbali,ecc) la tipologia di rumore e l’attenuazione sonora il confort del DPI disturbi per la salute dell’utilizzatore
  • 26. Esposizione al rumore nell’ambiente di lavoro Come utilizzare i DPINell’utilizzo dei mezzi di protezione per l’udito è necessario seguire i seguenticomportamenti: pulire costantemente le protezioni secondo le modalità indicate dalproduttore; la sostituzione delle protezioni deve essere effettuata secondo le modalitàindicate dal produttore; conservare le protezioni in luogo opportuno; controllare l’integrità delle protezioni prima dell’utilizzo; fare un utilizzo sistematico delle protezioni.E’ molto importante indossarli per tutto il periodo dell’esposizione: se i protettorivengono tolti dall’utilizzatore anche per un breve periodo, la protezione effettiva sipuò ridurre sensibilmente.
  • 27. Esposizione al rumore nell’ambiente di lavoro DPI: Obblighi del Datore di LavoroIl Datore di Lavoro deve addestrare il personale sulla utilizzazionedei dispositivi di protezione delludito.Il Datore di Lavoro deve aggiornare la scelta dei DPI in ogni caso divariazione del rischio nei luoghi di lavoro.Il DPI non deve intralciare i movimenti ed in particolare deve essereindossato in permanenza, per tutto il tempo in cui è presentelesposizione al rischio da cui deve proteggere.
  • 28. Esposizione al rumore nell’ambiente di lavoro DPI: Obblighi dei LavoratoriI Lavoratori e/o i loro Rappresentanti sono sempre informati dalDatore di Lavoro sulle misure adottate a tutela della loro salute esicurezza con limpiego dei DPI e sono consultati in ordine allemodalità di applicazione più efficaci delle disposizioni previste dalleprocedure interne rivolte a tutelare la sicurezza dei Lavoratori.I Lavoratori hanno lobbligo di utilizzare correttamente i DPI, diaverne cura e di non apportare modifiche, segnalando difetti oinconvenienti specifici.I Lavoratori devono sottoporsi al programma di formazione e diaddestramento quando necessario.
  • 29. Esposizione al rumore nell’ambiente di lavoro Informazione e formazione dei lavoratoriIl datore di lavoro garantisce che i lavoratori esposti a valori uguali o superiori aivalori inferiori di azione vengano informati e formati in relazione ai rischiprovenienti dallesposizione al rumore, con particolare riferimento:• alla natura di detti rischi;• alle misure adottate volte ad eliminare o ridurre al minimo il rischio derivantedal rumore;• ai valori limite di esposizione e ai valori di azione;• ai risultati delle valutazioni e misurazioni del rumore, insieme con unaspiegazione del loro significato e dei rischi potenziali;• alluso corretto dei dispositivi di protezione individuale delludito;• allutilità e ai mezzi impiegati per individuare e segnalare sintomi di dannialludito;• alle circostanze nelle quali i lavoratori hanno diritto a una sorveglianza sanitariae allobiettivo della stessa;• alle procedure di lavoro sicure per ridurre al minimo lesposizione al rumore.
  • 30. Esposizione al rumore nell’ambiente di lavoro Sorveglianza SanitariaLA SORVEGLIANZA SANITARIA deve Individuare ed evidenziare la sensibilità al rumore Scoprire eventuali danni genetici all’apparato uditivoIl lavoratore NON può sottrarsi alla Sorveglianza Sanitaria, ove prevista.Il datore di lavoro sottopone a sorveglianza sanitaria i lavoratori la cui esposizioneal rumore eccede i valori superiori di azione.La sorveglianza viene effettuata periodicamente, di norma una volta lanno o conperiodicità diversa decisa dal medico competente, con adeguata motivazioneriportata nel documento di valutazione dei rischi e resa nota ai rappresentanti perla sicurezza di lavoratori in funzione della valutazione del rischio.La sorveglianza sanitaria è estesa ai lavoratori esposti a livelli superiori ai valoriinferiori di azione, su loro richiesta e qualora il medico competente ne confermilopportunità.
  • 31. Esposizione al rumore nell’ambiente di lavoro Il Documento di Valutazione Rischio RumoreIl Documento che riporta la Valutazione del rischio rumore va sostanzialmenteinteso come una parte del più complessivo Documento (scritto) di valutazione ditutti i rischi per la salute e sicurezza.Deve essere accompagnato dalla Relazione tecnica (con o senza misurazioni,redatta dal personale qualificato) e deve essere conservato in azienda anche adisposizione dell’organo di vigilanza.Il documento deve contenere: data/e di effettuazione della valutazione, con o senza misurazioni; dati identificativi del personale qualificato che ha provveduto alla valutazionee del datore di lavoro; dati identificativi del medico competente (se ed in quanto previsto) del RSPPche hanno partecipato alla valutazione del rischio;
  • 32. Esposizione al rumore nell’ambiente di lavoro Il Documento di Valutazione Rischio Rumore dati identificativi del/i RLS , o, in sua/loro assenza, dei lavoratoriconsultati con modalità della loro consultazione e informazione;dati identificativi della Relazione tecnica allegata programma delle misure tecniche e organizzative ritenute opportuneper eliminare o ridurre il rischio da esposizione al rumore individuate aseguito della valutazione, con l’indicazione della tempistica, delle modalitàe delle figure aziendali preposte alla loro attuazione.
  • 33. Esposizione al rumore nell’ambiente di lavoro Relazione TecnicaRelazione Tecnica contiene il calcolo del livello di esposizione al rumore, redatta dapersonale qualificato, normalmente tramite misurazioni, impiegando metodi estrumentazioni adeguate, secondo le indicazioni delle norme tecniche e tenendoconto dellincertezza delle misure.La Relazione Tecnica deve contenere: Calcolo dei livelli di esposizione quotidiani o settimanali al rumore; quadro di sintesi degli esposti articolato per fasce di rischio e individuazione supiantina delle aree a rischio; valutazione della presenza di rischi potenzianti (ototossici, vibrazioni) valutazione dell’efficienza e dell’efficacia dei DPI uditivi; valutazione dei rischi legati alla presenza di lavoratori particolarmentesensibili, alla differenza di genere, all’età, alla provenienza da altri paesi.
  • 34. Esposizione al rumore nell’ambiente di lavoro Rischi PotenziantiLa valutazione del rischio rumore comprende e comporta tanto laraccolta di informazioni acustiche quanto di informazioni più generalisulla condizione espositiva del lavoratore.Nella valutazione occorre indicare (con un dato solo qualitativo) lemansioni per le quali è presente una concomitante esposizione asostanze ototossiche (indicando il nome della sostanza) e/o a vibrazioni(precisando se HAV o WBV).Il datore di lavoro, quindi, deve porre ancor maggiore attenzione allabonifica di questi rischi per la salute dei lavoratori e il medicocompetente deve illustrare individualmente le indicazioni particolari perquesti esposti.
  • 35. Esposizione al rumore nell’ambiente di lavoro Valutazione senza misurazioniSi ammette la possibilità di non ricorrere a misurazioni, qualora si possa“fondatamente” ritenere che i livelli di esposizione personali al rumore nonsuperino gli 80 dB(A).Per decidere sul non superamento o meno degli 80 dB(A), il datore di lavoro deveutilizzare criteri da riportare poi nella Relazione Tecnica.I criteri comunemente raccomandati sono:• i risultati di misurazioni, anche estemporanee;• i risultati di precedenti misurazioni;• la disponibilità di specifiche acustiche dei macchinari in uso;• i confronti con situazioni analoghe;• i dati di Letteratura;• la manifesta assenza di fonti di rumorosità significative.
  • 36. Esposizione al rumore nell’ambiente di lavoro Valutazione con misurazioniIn tutti i casi in cui non si possa fondatamente escludere che vi sianoesposizioni inferiori a 80 dB(A) occorre provvedere alla valutazione delrischio mediante misurazioni.I Livelli di Esposizione devono essere definiti con precisione in quanto, inrelazione ad essi viene classificato il rischio e adottate conseguenti especifiche misure di prevenzione e di protezione.Il mancato ricorso ai rilievi fonometrici può quindi portare a risultati nonsufficientemente precisi date le molteplici variabili che possonoinfluenzare le emissioni acustiche: tipologia delle macchine, loro vetustà,condizioni di manutenzione, organizzazione del lavoro, caratteristicheambientali del luogo di lavoro, ecc.
  • 37. Esposizione al rumore nell’ambiente di lavoro Misura Livelli di RumoreSe, a seguito della valutazione del rischio, può fondatamente ritenersi che ivalori inferiori di azione possono essere superati, il datore di lavoro misurai livelli di rumore cui i lavoratori sono esposti, i cui risultati sono riportati neldocumento di valutazione.I metodi e le strumentazioni utilizzati devono essere adeguati allecaratteristiche del rumore da misurare, alla durata dellesposizione e aifattori ambientali secondo le indicazioni delle norme tecniche.I metodi utilizzati possono includere la campionatura, purché siarappresentativa dellesposizione del lavoratore.Il datore di lavoro tiene conto dellincertezza delle misure determinatesecondo la prassi metrologica.
  • 38. Esposizione al rumore nell’ambiente di lavoro Misura Livelli di RumoreSulla base delle informazioni raccolte e/o fornite dal datore dilavoro devono essere pianificati: la strumentazione da utilizzare le posizioni di misura il numero delle misure i tempi di misura, in modo da ottenere unarappresentazione significativa delle condizioni diesposizione dei lavoratori
  • 39. Esposizione al rumore nell’ambiente di lavoro Incertezze di MisuraDEFINIZIONE DI INCERTEZZA“ Parametro, associato al risultato di una misurazione o di una stima di unagrandezza, che ne caratterizza la dispersione dei valori ad essa attribuibilicon ragionevole probabilità. ” Incertezza da campionamento (ambientale): legata alla durata delcampionamento rispetto all’effettivo tempo di esposizione Incertezza sui tempi di esposizione Incertezza strumentale: legata all’errore dello strumento
  • 40. Esposizione al rumore nell’ambiente di lavoro FonometroLe misurazioni possono essere eseguite mediante unfonometro integratore, è ammesso l’uso di unmisuratore personale dell’esposizione sonora.L’uso di un fonometro integratore è generalmentepreferibile. Deve essere effettuata la Calibrazioneacustica dell’intera catena di misura prima e dopoogni serie di misurazioniSe lo strumento mostra uno scostamento dal valoredi taratura del calibratore di oltre 0,5 dB, i risultatiottenuti dopo la precedente calibrazione non devonoessere considerati validi.
  • 41. Esposizione al rumore nell’ambiente di lavoroA marzo 2011 è stata pubblicata la revisione della norma UNI9432:2008, e l’emanazione della nuova UNI EN ISO 9612,complementare ad essa.Le norme sono le seguenti:• UNI 9432:2011 “Acustica ‐ Determinazione del livello diesposizione personale al rumore nellambiente di lavoro”,• UNI EN ISO 9612:2011 “Acustica ‐ Determinazione dellesposizioneal rumore negli ambienti di lavoro ‐ Metodo tecnico progettuale”Le norme sono finalizzate a valutare i livelli di esposizione al rumorenell’ambiente di lavoro su scala giornaliera, settimanale e di picco.
  • 42. Esposizione al rumore nell’ambiente di lavoroLa UNI 9432:2011 mantiene le puntualizzazioni in merito a:• metodi semplificati per la valutazione dei livelli sonori diesposizione;• metodi di calcolo della protezione offerta dai DPI uditivi ed allaloro efficacia nelle situazioni reali di utilizzo;• metodo per valutare il superamento o meno delle soglie previstedalla legislazione vigente.Rimanda alla UNI EN ISO 9612 per tutti gli argomenti comuni.
  • 43. Esposizione al rumore nell’ambiente di lavoroLe norme si applicano a tutti gli ambienti di lavoro, a esclusione di quelli percui sono previste normative specifiche.Le norme non possono essere utilizzate per valutare esposizioni adinfrasuoni e ultrasuoni.Le norme non si applicano inoltre alla valutazione dell’esposizione alrumore prodotto da sorgenti poste in prossimità dell’orecchio (per esempiocuffie, cornette, ecc.) pela quale si deve invece fare riferimento alle normeUNI EN ISO11904-1 e UNI EN ISO 11904-2 o ad altre norme tecnicheapplicabili come la ETSI EG 202 518 V1.1.1.
  • 44. Esposizione al rumore nell’ambiente di lavoroPRINCIPALI CAMBIAMENTI INTRODOTTI DALLA NORMA 9612:2011• Ammessi i fonometri di classe 2 e i dosimetri• Durata misure indefinita per rumori costanti e 5’ per ciclici e fluttuanti• Almeno 3 misure sempre, anche per rumori stazionari e ciclici• Obbligo a sotto-dividere il periodo se dB > 3 (e non 5)• I Tempi di esposizione vanno ottenuti dal “valutatore” con metodi soggettivi ooggettivi• Va calcolata l’incertezza sui Te• Presenza di un criterio di verifica dei GAO (incertezza di campionatura<3,5 dB)• LEX dei GAO è il valor medio energetico e non quello al 95%• Rivoluzionato il calcolo dell’incertezza• Non sono considerati i DPI-uditivi.GAO (Gruppo acusticamente omogeneo) ossia gruppi di lavoratori che svolgono lo stessolavoro e che verosimilmente sono sottoposti a simili esposizioni sonore nell’arco della giornatalavorativa. Un GAO deve essere chiaramente identificato indicando i nominativi dei lavoratoriche lo compongono.