Your SlideShare is downloading. ×
02  infortunio per scarica elettrica
02  infortunio per scarica elettrica
02  infortunio per scarica elettrica
02  infortunio per scarica elettrica
02  infortunio per scarica elettrica
Upcoming SlideShare
Loading in...5
×

Thanks for flagging this SlideShare!

Oops! An error has occurred.

×
Saving this for later? Get the SlideShare app to save on your phone or tablet. Read anywhere, anytime – even offline.
Text the download link to your phone
Standard text messaging rates apply

02 infortunio per scarica elettrica

281

Published on

0 Comments
0 Likes
Statistics
Notes
  • Be the first to comment

  • Be the first to like this

No Downloads
Views
Total Views
281
On Slideshare
0
From Embeds
0
Number of Embeds
0
Actions
Shares
0
Downloads
3
Comments
0
Likes
0
Embeds 0
No embeds

Report content
Flagged as inappropriate Flag as inappropriate
Flag as inappropriate

Select your reason for flagging this presentation as inappropriate.

Cancel
No notes for slide

Transcript

  • 1. Cassazione Penale, Sez. 4, 20 settembre 2012, n. 36262 - Infortunio per scarica elettrica e responsabilità di un datore di lavoro e di un preposto REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE QUARTA PENALE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. BRUSCO Carlo G. - Presidente Dott. FOTI Giacomo - Consigliere Dott. MASSAFRA Umberto - Consigliere Dott. CIAMPI F. - rel. Consigliere Dott. VITELLI CASELLA Luca - Consigliere ha pronunciato la seguente: SENTENZAsul ricorso proposto da:1) (Omissis) N. IL (Omissis);2) (Omissis) N. IL (Omissis);3) (Omissis) N. IL (Omissis);4) (Omissis) S.R.L. responsabile civile;5) (Omissis) S.P.A. responsabile civile;avverso la sentenza n. 3362/2010 CORTE APPELLO DI PALERMO del 9/11/2010;sentita la relazione fatta dal Consigliere dott. FRANCESCO MARIA CIAMPI;sentite le conclusioni del PG in persona della dott.ssa Maria Giuseppina Foderaro che haconcluso per la inammissibilità dei ricorsi (Omissis) e (Omissis).Rigetto degli altri ricorsi. FattoCon sentenza in data 9 novembre 2010, la Corte dAppello di Palermo, in parziale riforma della
  • 2. sentenza del Tribunale di Palermo, sezione distaccata di Partinico in data 27 giugno 2008,appellata dagli imputati (Omissis), (Omissis), (Omissis), nonchè dai responsabili civili (Omissis)S.p.A. e (Omissis) S.r.l. dichiarava non doversi procedere nei confronti degli imputati suddettiin ordine al reato loro ascritto perchè estinto per intervenuta prescrizione; confermava nel restofa sentenza impugnata relativamente alle statuizioni civili.Agli imputati era stato contestato il reato di cui agii articoli 113 e 590 c.p., il (Omissis) nellaqualità di legale rappresentante della ditta omonima e come tale datore di lavorodellinfortunato (Omissis) ed appaltatore nellambito del contratto di appalto stipulato con l(Omissis); il (Omissis) quale designato per conto dell(Omissis). Il (Omissis) nella qualità dipreposto per conto della (Omissis) S.r.l., società alla quale la ditta di (Omissis) aveva ceduto ilramo di azienda inerente gli appalti elettrici con l(Omissis), perchè in cooperazione colposa traloro contribuivano a causare linfortunio occorso a (Omissis) il quale-raggiunto lultimo palodella tratta interessata ai lavori di ristrutturazione della linea MT-procedeva ad infiggere i palettidella messa a terra nel terreno salendo su detto palo, così venendo ad essere colpito da unascarica elettrica e provocandosi lesioni personali gravi allarto superiore destro edemitorace eemiaddome destro comportanti una malattia ed incapacità di attendere alle ordinarieoccupazioni per un tempo superiore ai quaranta giorni.2. Avverso tale decisione hanno proposto ricorso il difensore dell(Omissis) e di (Omissis),ricorso cui hanno successivamente rinunciato, nonchè i difensori di (Omissis) e (Omissis)lamentando, quanto al (Omissis):2.1 la violazione dellarticolo 606 c.p.p., lettera e), per carenza assoluta di motivazione inrelazione ai punti 1 e 2 esposti nei motivi di appello (insussistenza del nesso di causalità inrelazione al Documento di valutazione dei rischi che sarebbe stato prodotto dalla difesaalludienza del 6 luglio 2007 ed alla liquidazione della provvisionale in favore della parte civile;quanto al (Omissis):2.2 parimenti la violazione dellarticolo 606 c.p.p., lettera e), per carenza assoluta dimotivazione in relazione ai punti 1 e 2 esposti nei motivi di appello (insussistenza del nesso dicausalità in relazione al Documento di valutazione dei rischi che sarebbe stato prodotto dalladifesa alludienza del 6 luglio 2007 ed alla liquidazione della provvisionale in favore della partecivile). Diritto3. Va preliminarmente osservato che limputato (Omissis) e l (Omissis) S.p.A., che avevanointerposto ricorso per cassazione contro la sentenza in data 9 novembre 2010 della CortedAppello di Palermo hanno successivamente presentato dichiarazione di rinuncia.I ricorsi presentati dalle suddette parti sono, pertanto, da dichiararsi inammissibili, ex articolo591 c.p.p., comma 1, lettera d).4. Quanto al ricorso presentato da (Omissis), osserva la Corte: limputato è stato tratto agiudizio in qualità di legale rappresentante della ditta individuale omonima e come tale datoredi lavoro dellinfortunato (Omissis) e di appaltatore nellambito del contratto di appalto stipulatocon l(Omissis) DISTRIBUZIONE S.p.A., committente, avente ad oggetto lo svolgimento deilavori su impianti a media e bassa tensione sulla linea MT (Omissis). In particolare è stato
  • 3. contestato al (Omissis) di aver omesso di redigere il documento di valutazione dei rischi, dinominare il medico competente, di informare e formare i lavoratori esposti ai rischi connessialle mansioni proprie, di nominare il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, di redigere ilpiano operativo di sicurezza, di non aver formato i lavoratori sui rischi specifici a cui sonoesposti e di non aver conseguentemente controllato il rispetto delle norme di sicurezza daparte dei lavoratori nonchè luso dei mezzi di protezione.La Corte territoriale ha affermato - dopo aver ritenuto linsussistenza delle condizioni per unadeclaratoria ex articolo 129 c.p.p., comma 2 - la responsabilità ai fini civilistici del (Omissis)sulla base delle conclusioni della disposta indagine peritale e ritenendo accertato il mancatorispetto delle previsioni di cui al Decreto Legislativo n. 626 del 1994. In particolare secondo laCorte territoriale "è emerso che egli non ha nominato il medico competente (articolo 4 comma4), non ha trasmesso agli organi competenti quanto previsto dallarticolo 10 comma 2 e conogni probabilità ha redatto solo successivamente allincidente il documento di valutazione deirischi (articolo 4); non ha curato in alcun modo la formazione del personale della ditta (articoli21 e 22 e CEI EN 50110-1 Decreto del Presidente della Repubblica n. 547 del 1955, articolo 4,comma 2 e 4. Inoltre ai momento della esecuzione dei lavori ha redatto presente il POS,previsto dal Decreto Legislativo n. 523 del 1999, articolo 8. Anche lui non ha rispettato quantoprevisto dal Decreto Legislativo n. 626 del 1994, articolo 4, comma 5 e del Decreto delPresidente della Repubblica n. 547 del 1955, in quanto ha ordinato lesecuzione del lavoro al(Omissis) pur essendo questi una persona scarsamente formata ed inadeguata percompetenze allesecuzione di quel lavoro, non avendone i requisiti richiesti dalla CEI EN50110-1 articolo 4.2..."5. In merito al ricorso proposto da (Omissis), questi è stato tratto a giudizio nella qualità dipreposto per conto della (Omissis) S.r.l., società alla quale la ditta omonima era stato cedutodalla ditta del (Omissis) il ramo aziendale inerente gli appalti elettrici con l(Omissis). è statocontestato al (Omissis) di aver omesso di accordarsi prima dellinizio dei lavori sulla lineaelettrica interessata con il designato per conto dell(Omissis) ( (Omissis)) sullassetto della reteelettrica sulla quale intervenire e sulla descrizione e modalità di svolgimento dellattività diformare i lavoratori sui rischi specifici cui sono esposti, portando loro a conoscenza dellenorme di prevenzione e di non aver consequenzialmente controllato il rispetto delle norme disicurezza da parte dei lavoratori nonchè luso dei mezzi di protezione ed infine di aver dispostolinizio dei lavori prima di aver ricevuto il modello S8 da parte del (Omissis). Secondo la gravatasentenza "a carico di costui, in qualità di preposto della (Omissis) deve essere ravvisata taleidentica (rispetto a quanto evidenziato in ordine alla posizione del (Omissis)) omissione e diaver dato lordine dei lavori prima dello scambio del modulo S8 firmato dal (Omissis) e dellapreventiva riunione con costui, condotta da porsi in stretto nesso causale con lincidenteverificatosi, in quanto la corretta verifica della disalimentazione delle tratte interessate avrebbecertamente evitato il grave incidente occorso al (Omissis), nè il (Omissis), come sostenutodalla sua difesa, avrebbe dovuto limitarsi a fare affidamento su quelle mere comunicazionitelefoniche ed Indirette con il (Omissis). Lincontro preliminare tra i due imputati (Omissis) e(Omissis), nelle rispettive qualità, avrebbe certamente consentito di fare chiarezza sulleffettivostato delle linee elettriche da demolire ed in particolare su un punto rilevatosi fatale, ovveroche limpianto da dimettere era costituito da due linee separate dal selezionatore aperto sulpalo 3011833 e che vi era la necessità di interrompere lalimentazione elettrica da due diversecabine e ciò avrebbe potuto evitare quanto accaduto".5. I ricorsi di entrambi gli imputati che possono essere trattati congiuntamente-sonomanifestamente infondati. Da un lato infatti essi - che si risolvono in una reiterazione dei motividi appello- contengono mere censure di merito afferenti la valutazione dei mezzi di prova che
  • 4. sfuggono al sindacato di legittimità, in quanto la motivazione in proposito fornita dal giudice dimerito appare logica e congruamente articolata.Nella specie, la responsabilità degli imputati, nelle loro rispettive qualità è stata correttamentericondotta dai giudici di merito, valorizzando gli elementi probatori in atti e gli esiti delladisposta CTU, le cui conclusioni "oltre ad apparire del tutto convincenti, disinteressate edimmuni da censure, hanno ricevuto ulteriore conferma nelle conclusioni dei consulenti diparte... nonchè nelle deposizioni testimoniali rese da (Omissis), dalla persona offesa, daidipendenti della (Omissis) e dal teste (Omissis)". Dallaltro le censure sollevate da entrambi gliimputati, peraltro assolutamente generiche, soprattutto con riferimento al nesso di causalità,tema approfonditamente trattato nella gravata sentenza, non riguardano tutti gli aspettisottolineati dalla Corte territoriale e come sopra riportati in ordine alla posizione dei singoliricorrenti e posti a base dellaffermata responsabilità degli stessi. In particolare la sentenzaimpugnata evidenzia tra laltro sulla base delle risultanze probatorie la totale carenza diformazione del (Omissis), "considerando anche lassenza di documenti comprovanti la effettivapartecipazione delloperaio ai corsi indetti dalla (Omissis)".6. In ordine alla doglianza concernente lentità della provvisionale, anche la stessa presentaevidenti profili di inammissibilità, tenuto conto del condivisibile e consolidato indirizzointerpretativo di questa Corte secondo cui (cfr. ex plurimis n. 34791/2010) non è deducibile conil ricorso per cassazione la questione relativa alla pretesa eccessività della somma di denaroliquidata a titolo di provvisionale.7. Quanto comunque alla censura secondo cui limpugnata sentenza non avrebbe tenuto contodella responsabilità dei (Omissis) nella causazione dellevento ("nel caso di specie il (Omissis)non rispettò le istruzioni impartite dal preposto, non utilizzò i mezzi di protezione messi adisposizione tra i quali il fioretto che gli avrebbe consentito di accorgersi che la linea non erastata disalimentata"), la decisione è in linea, in punto di diritto, con la giurisprudenza costantedi questa Corte secondo la quale è principio non controverso quello secondo cui il datore dilavoro deve sempre attivarsi positivamente per organizzare le attività lavorative in modo sicuro,assicurando anche ladozione da parte dei dipendenti delle doverose misure tecniche edorganizzative per ridurre al minimo i rischi connessi allattività lavorativa: tale obbligodovendolo ricondurre, oltre che alle disposizioni specifiche, proprio, più generalmente, aldisposto dellarticolo 2087 c.c., in forza del quale il datore di lavoro è comunque costituitogarante dellincolumità fisica e della salvaguardia della personalità morale dei prestatori dilavoro, con lovvia conseguenza che, ove egli non ottemperi allobbligo di tutela, levento lesivocorrettamente gli viene imputato in forza del meccanismo previsto dallarticolo 40 c.p., comma2, (tra le tante, Sezione 4, 8 luglio 2009, n. 34351 Fontanella). La gravata sentenza ha peraltroa riguardo sottolineato, oltre quanto già ricordato, che secondo quanto accertato dal CTU il(Omissis) non aveva ricevuto alcuna preparazione in merito alle attività che doveva eseguire enemmeno il minimo di formazione previsto dal Decreto Legislativo n. 626 del 1994 e che "allaluce di tali risultanze appare quanto meno dubbia la configurazione di un contributo causaledelloperaio alla verificazione dellincidente occorsogli, poichè è vero che egli, in qualità didipendente aveva lobbligo ai sensi del Decreto Legislativo n. 626 del 1994, articolo 5 diprendersi cura della propria sicurezza e della propria salute, ma la legge citata prevede ancheche tale obbligo sia adempiuto conformemente alla sua formazione ed alle Istruzioni ed aimezzi forniti dal datore di lavoro".Alla declaratoria di inammissibilità dei ricorsi consegue, a norma dellarticolo 616 c.p.p., lacondanna di ciascun ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma, che siritiene equo liquidare in euro 500,00 (cinquecento), a titolo di sanzione pecuniaria, in favore
  • 5. della cassa delle ammende, non ravvisandosi assenza di colpa in ordine alla determinazionedella causa di inammissibilità. P.Q.M.dichiara inammissibili i ricorsi e condanna i ricorrenti al pagamento delle spese processuali eciascuno a quello della somma di euro 500,00 in favore della cassa delle ammende.

×