Fattore D: lesson learnt e proposte del focus Group
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    Fattore D: lesson learnt e proposte del focus Group Fattore D: lesson learnt e proposte del focus Group Presentation Transcript

    • Focus Group di progettazione Il ruolo delle DONNE nella crescita economica del territorio Ravenna, 5 dicembre 2011Camera di Commercio di Ravenna Lidia MarongiuComitato di promozione dell’imprenditoria Studio Giaccardi & Associaticon il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio l.marongiu@giaccardiassociati.itdi Ravenna
    • FOCUS GROUPdi progetto e orientamento pernuove politicheistituzionali, economiche e socialiObiettivoelaborare in modo partecipato con gli stakeholder istituzionali e con leimprese nuove proposte di policy istituzionali, economiche e sociali finalizzatea incentivare un maggior ricorso al talento femminile, inteso come risorsa perlo sviluppo e la crescita del territorio.
    • MACRO ARGOMENTI DI CONFRONTO RISULTATI DELLA RICERCA FATTORE D L’IMPRESA FEMMINILE DONNE E LAVORO DONNE E LEADERSHIP ACCESSO AL CREDITO SERVIZI ALLA FAMIGLIA (ASILO, ASSISTENZA, ETC) ALTA FORMAZIONE CONCILIAZIONE FAMIGLIA QUOTE ROSA RETI DI COLLABORAZIONE LAVORO FISCO E AGEVOLAZIONI PER PROGETTI INTERASSOCIATIVI DI CHI ASSUME DONNE FORMAZIONE INCENTIVI PER LE START-UP FEMMINILI CULTURA DI GENERE MENTORSHIP (BILINGUISMO) IN AZIENDA E NELLA SOCIETA’) BLOG DI CONFRONTO PROGETTI DI INNOVAZIONE PERMANENTE E SVILUPPO CARTA PARI OPPORTUNITA’ OSSERVATORIO PERMANENTE SUL FATTORE D RAVENNA3
    • Tre tavoli di CONFRONTO e PROGETTO Tavolo 1 Tavolo 2 Tavolo 3L’IMPRESA FEMMINILE DONNE E LAVORO DONNE E LEADERSHIP PROPOSTE DI PROPOSTE DI POLICY E AZIONI PROPOSTE DI POLICY E POLICY E AZIONI AZIONICONFRONTO E DISCUSSIONE TRA I PARTECIPANTI DEL FOCUS GROUP ELABORAZIONE DOCUMENTO PROGRAMMATICO E SOTTOSCRIZIONE MEMORANDUM DI INTENTI4
    • IL PUNTO DI PARTENZA:LA TEORIA WOMENOMICS Il lavoro delle donne costituisce oggi uno dei più importanti fattori dello sviluppo mondiale 5
    • LA WOMENOMICS FUNZIONA ANCHE A RAVENNA?FATTORE D RavennaÈ un progetto di ricerca voluto dal Comitatodell’Imprenditoria Femminile per misurarecome e in che misura il Fattore D, cioè lapresenza e le competenze delle donne,influisce sulle performance delle imprese equindi contribuisce allo sviluppo e allacrescita del territorio Obiettivi • Conoscere e misurare numeri, trend, performance e potenzialità dell’imprenditoria femminile della provincia di Ravenna • Capire come e in che misura il Fattore D influisce nelle performance economiche delle imprese • Far emergere proposte, idee, e progetti che possano essere applicate da imprese, istituzioni e associazioni per fare del Fattore D un asset strategico per la crescita del territorio 6
    • PIANO DELLE AZIONI 1. Analisi di scenario sul Fattore D (analisi statistica, benchmark, casi di successo internazionali) 2. Indagine sull’influenza del Fattore D nelle performance di un campione qualitativo di imprese società di capitali della Provincia di Ravenna  Analisi dei bilanci 2004-2009  Interviste di approfondimento 3. Apertura e gestione del Blog Fattore D a Ravenna 4. Focus group di progetto e orientamento per nuove politiche istituzionali, economiche e sociali 7
    • Lesson 1A confronto con l’Europa,abbiamo un ritardo di 23 anni: ilnostro attuale tasso di inattivitàdelle donne è uguale a quelloregistrato nel 1987 dai Paesidell’allora Comunità Europea.Siamo ultimi in quasi tutte leclassifiche che misurano lapartecipazione femminile allavoro
    • Statistiche – Italia a confronto con l’Europa dei 15% di donne che partecipano al mercato del lavoro – 2006 e 2010 90 77 76 76 2006 2010 80 74 74 71 69 69 68 70 65 64 63 63 61 59 59 59 57 56 56 55 55 60 53 51 50 52 48 50 45 44 45 43 37 40 30 20 10 0 rgo di a ito llo na ia a ia a lia o cia gia ia si ia lgi arc nd st r an as Un ga Ita ec ag ez bu lan an rve Be Irla Au rm Gr nim iB rto Sv Sp em o Fr Fin No gn Ge es Po Da ss Pa Re Lu Ns. Elaborazioni su fonte “Rapporto Gender Gap Index 2010” del World Economic Forum Italia è ultima 9
    • Le donne che lavorano fanno più figliStatistiche – Italia a confronto con l’Europa dei 15*Correlazione tra partecipazione femminile al mercato del lavoro e tasso di fertilità 90 Tasso di partecipazione femminile al mercato del lavoro Islanda 80 Danimarca Svezia Paesi bassi Germania Norvegia Portogallo Finlandia 70 UK Austria Spagna Francia Irlanda 60 Belgio Grecia Lussemburgo Italia 50 40 1 1,2 1,4 1,6 1,8 2 2,2 Tasso di fertilità Ns. Elaborazioni su fonte “Rapporto Gender Gap Index 2010” del World Economic Forum *NB. Per queste statistiche, oltre ai 15 paesi storici dell’UE abbiamo voluto aggiungere, in considerazione delle loro elevate performance su questi temi, anche altri due paesi europei, lslanda e Norvegia 10
    • Lesson 2L’ effettiva eguaglianza sulmercato del lavoro dei duegeneri (parità di livellioccupazionali, parità disalario e stessa percentualedi contratti part time)potrebbe portare unacrescita media del PIL degliStati membri fino al 27%
    • I «numeri» delle donne in Italia, il 51,4%della popolazione46,2% delle donne tra i 15 e i 64 anni lavora Su 100 laureati, 60 sono donne• siamo al penultimo posto in Europa Ma a un anno dalla laurea (dati Alma Laurea): (media 58,6% UE) • 32,4% delle donne ha un lavoro stabile• 56,5% media nelle regioni del Nord • 45,1% degli uomini ha un lavoro stabile• 52% nel Centro • 49, 3% delle femmine ha un lavoro atipico• 30,6% nel Sud • 37,1% dei maschi ha un lavoro atipico• 27,1% delle donne abbandona il lavoro • 984 euro mensili il guadagno di una dopo la maternità. donna• 12% delle donne è occupato con un • 1263 euro mensili il guadagno di un contratto atipico contro il 7,6% degli uomo uomini A cinque anni dalla laurea • 78,4% delle donne lavora • 86% degli uomini lavora 12
    • Statistiche – Italia a confronto con l’Europa dei 15Rapporto % tra reddito medio femminile e maschile – 2006 e2010 2006 2010 100 100 93 80 78 75 77 73 74 72 73 69 71 69 69 68 62 64 64 59 60 53 54 54 54 55 53 50 51 50 44 45 46 41 llo da lia ia na ia ia ca ia o da cia o o gia ia i ss lgi nit an nd rg str ec ga Ita an ez ag ar an an Ba rve Be bu oU Gr nla rm Au nim rto Irl Sv Sp Isl Fr em No i Ge Po Fi gn es Da ss Pa Re Lu Ns. Elaborazioni su fonte “Rapporto Gender Gap Index 2010” del World Economic ForumItalia è ultima: i valori medi dei redditi percepiti delle donne sono la metà diquelli maschiliSolo Norvegia e Lussemburgo mantengono la parità di reddito tra uomini e donne 13
    • Lesson 3Nella provincia diRavenna le impresefemminili crescono dipiù rispetto alle impresetotali anche in settorieconomici«tradizionalmente» nonfemminili
    • Le imprese femminili a Ravenna crescono di più Trend 2005 - 2009 (I semestre) Trend imprese femminili in Provincia di Ravenna8.9008.850 8.847 +2,4% la crescita delle8.800 8.711 imprese femminili dal 2005 al8.750 +1,6%8.700 2009 8.642 8.623 8.6178.650 +1,1%8.6008.5508.500 -0,2% -0,1% - 0,3% il calo delle8.450 imprese totali nello stesso 2005 2006 2007 2008 2009 (I sem.) periodo Trend Imprese totali in provincia di Ravenna42.70042.650 +0,3% 42.680 -0,2% +0,2% Tassi di femminilizzazione42.600 42.640 (percentuale di imprese femminili rispetto al totale)42.550 42.576 -0,4% 42.572 2005 20,3%42.500 2006 20,2%42.450 42.469 2007 20,2%42.400 2008 20,4%42.350 2005 2006 2007 2008 2009 (I sem.) 2009 (I sem) 20,8% Ns elaborazioni su dati Camera di Commercio Ravenna, Comitato Imprenditoria Femminile, Unioncamere Emilia-Romagna, Unioncamere, Osservatorio imprenditoria Femminile 15
    • Imprese femminili a confronto con il totale delle imprese registrate in provincia di Ravenna Trend 2009 – 201050.000 - 0,1% 42.387 42.333 8.734 imprese femminili40.000 +1,1% rispetto al 200930.000 2009 201020.000 + 1,1% 8.734 Tassi di femminilizzazione 8.64310.000 (percentuale di imprese femminili rispetto al totale) 2009 20,4% 0 2010 20,6% Imprese femminili Imprese totali Ns elaborazioni su dati Registro delle imprese della Camera di commercio di Ravenna – Banca dati Stockview e Osservatorio Imprenditoria Femminile Unioncamere/Retecamere 16
    • Lesson 4A Ravenna le impresefemminili hannoperformance economichemigliori di quelle nonfemminili: dimostrato coni dati oggettivi di 720bilanci analizzati con laricerca Fattore D
    • LEGENDA: = valori più elevati = valori più che doppiQuadro sinottico per le IF rispetto alle NF = valori più elevati per le IF rispetto alle NF = valori più che doppiRisultati per tipologia d’impresa per le NF rispetto alle IF per le NF rispetto alle IFFatturato Immobilizzazioni immateriali + 3,7% - 1,4%Variazione media annua Variazione media annua + 24% - 1,2%Costi del personale Rapporto % rispetto al totale 14,1% 13,2% + 9,1% + 4% delle immobilizzazioniVariazione media annuaValore aggiunto + 7,8% + 3,4% ROI (Return On Investment) 6% 6,4%Variazione media annua Valore medio annuoReddito operativo ROE (Return On Equity) 10,7% 10,4%Rapporto % rispetto al valore 5,8% 3,8% Valore medio annuodella produzione 84,4% 80,7% Leverage (rapporto di indebitamento)* 11,3 11,7Imprese con valore positivo Valore medio annuo * In questo caso un valore più basso è migliore rispetto al più altoRisultato ante imposteMedia annua su valore della 4% 1,5%produzione Per le imprese femminili risultatiImprese in utile 83,4% 77% e performance migliori rispetto a quelle maschili per 11 voci su 13 ***Immobilizzazioni materiali + 17% + 19%Variazione media annua In 5 casi la differenza è più che doppia. 18
    • = valori più elevati = valori più che doppi LEGENDA:Quadro sinottico per le IF rispetto alle NF per le IF rispetto alle NF = valori più elevati = valori più che doppiRisultati per settore di attività per le NF rispetto alle IF per le NF rispetto alle IF Fatturato - Variazione media annua Costi del personale - Variazione media annua Valore aggiunto - Variazione media annua Reddito operativo - Rapporto % rispetto al valore della produzione - Imprese con valore positivo Risultato ante imposte - Media annua su valore della produzione - Imprese in utile Immobilizzazioni materiali - Variazione media annua Immobilizzazioni immateriali - Variazione media annua - Rapporto % rispetto a tot. Immob. ROI (Return On Investment) - valore medio annuo ROE (Return On Equity) - valore medio annuo Leverage (rapp. di indebitamento) - valore medio annuoImprese femminili al TOP in 7 settori su 12,in particolare in alcuni ritenuti «maschili» come:- Costruzioni (valori superiori in 13 casi su 14);- Attività finanziarie, assicurative e immobiliari (12 casi)- Trasporti e magazzinaggio (11 casi). 19
    • Lesson 5Le politiche diconciliazione attuateriguardano soprattuttoflessibilità e part time.Sono soprattuto ledipendenti a richiederle.
    • Quali politiche di conciliazione vita-lavoro ha realizzato l’impresa?Flessibilità degli orari di lavoro (in ingresso o in 64,3%% uscita) e possibilità di orario continuato 73,7% Possibilità di contratti part-time 57,1% 65,8% Banca delle ore (possibilità di convertire i compensi di eventuali ore di straordinario in 26,2% Sono soprattutto le 13,2% IF donne dipendenti a ore di permesso) NF chiedere l’attuazione di Possibilità di lavorare da casa (telelavoro) 9,5% 10,5% politiche di conciliazione vita- Asilo aziendale - interaziendale - convenzioni 2,4% lavoro con asili - In 1/3 dei casi la Altri servizi per i figli (centri estivi, vacanze richiesta proviene - etc…) 2,6% direttamente dal management. 21
    • Lesson 6Poche le imprese cheadottano misurespecifiche per le pariopportunità ma nelleimprese femminili è piùfrequente che in quellenon femminili
    • Avete adottato misure specifiche per favorire le pari opportunità tra uomini e donne? TOTALE 16,7% 7,9% 12,5%• L’87,5% delle aziende intervistate non ha mai adottato misure specifiche per sostenere le pari opportunità• IF che adottano misure di pari opportunità più del doppio delle NF• Il 78% dichiara che non adotterà misure di questo tipo nemmeno in futuro 23
    • Lesson 7Le imprese non hannomolte idee per valorizzare iltalento femminile.La cultura di genere?Scarsa, anche nelle impresefemminili.
    • Quali provvedimenti ritiene necessariper valorizzare il talento femminile(domanda a risposta aperta) • Ad esempio: adeguato numero di asili o creazione di asili interaziendali su modello svedese, flessibilità negli orari di ingresso e di uscita dei servizi allinfanzia e della scuola primaria, servizio post-scuola, condividere con i mariti la possibilità di accedere a opportunità di conciliazione lavoro- famiglia, eliminazione della burocrazia ("cè troppa rigidità") 25
    • Lesson 8Sul territorio crescono icontratti a tempoindeterminato, ma soloper gli uomini. Per ledonne aumentanoinvece i contratti atempo determinato oatipici.
    • Come si sono modificate le tipologie di contratto per gli addetti nel triennio 2008-2010? (b) Il numero di uomini conVariazione % 2008-2010 contratto a tempo indeterminato cresce ad tasso doppio rispetto alle donne (+74% contro + 38%) + 145% le forme contrattuali atipiche per le donne contro il + 40% dei colleghi uomini uomini donne 27
    • Lesson 9Nei CDA gli uomini sono inmedia il doppio delledonne.Tanti (quasi il 70%) sono afavore della legge sullequote di genere: chi non èd’accordo ne fa unaquestione di merito.
    • C’è il Consiglio d’Amministrazione? Come è composto? • Il CdA è presente nel 52% delle IF e nel 68% delle NF • In media nelle IF le donne sono più degli uomini Presente nel Presente nel • Nelle NF gli uomini sono più delle 52,4% 68,4% donne, ma con una differenza molto più consistente (quasi 1 donna ogni quattro uomini) • In totale, in media gli uominiComposizione media di un CdA sono circa il doppio delle donne 3,0 2,7 2,5 2,1 1,9 2,0 1,5 1,3 1,2 media uomini 1,0 0,7 media donne 0,5 - IF NF Totale 29
    • Come valuta la proposta di legge che dal 2015 obbligherà le aziende quotate in borsa a riservare nei CdA almeno il 30% dei posti al genere meno rappresentato?67% delle IF e 68% delle NF è d’accordo, per 26% delle IF e 29% delle NF NON èqueste ragioni: d’accordo perché:• Pari opportunità – "è una questione di merito e non di sesso", – "bisogna dare più opportunità alle donne, il nostro – "si entra nel cda per merito e non per legge" mondo è troppo vecchio e ci sono troppi uomini", – "obbligare è quasi offensivo per le donne " – "è utile per combattere la diffusa mentalità maschilista", – "vorrei che le donne entrassero nei cda senza vincoli", – "limportante è che la quota sia paritaria per uomini e – "obbligare è sbagliato" donne" – "se lo possono conquistare da sole",• Capacità – "se le donne non avanzano di carriera è colpa loro" – "le donne hanno grandi capacità", – "le donne sono competenti e allavanguardia", – "lesperienza femminile è laltro lato della società", – "le donne possono svolgere un ruolo fondamentale nella gestione della società"• Estrema ratio: – "è lunico modo per forzare un po’ la cosa", – "è una corsia obbligatoria", – "altrimenti alle donne non viene dato potere" 30
    • Lesson 10Pochissime aziendeintervistate hannorealizzato iniziative dicomunicazione rivolte altarget femminile puressendo consapevoli che ledonne decidono lamaggior parte deiconsumi.
    • Avete realizzato iniziative di marketing e comunicazione orientate a una clientela femminile? TOTALE 2,4% 23,7% 12,5%Alcune motivazioni sui NO …• Il nostro settore (i nostri prodotti-servizi) si rivolgono solo a uomini oppure a uomini e donne senza distinzioni: "non abbiamo (o non saprei) identificare una clientela specificatamente femminile", "le donne non sono il nostro target", "la tipologia di mercati a cui si rivolge lazienda non permette iniziative di questo tipo»• Non riteniamo necessario svolgere iniziative di marketing dedicate specificatamente alle donne, non ne abbiamo il tempo, non è di nostra competenza Eppure … il 53% delle imprese intervistate (soprattutto quelle femminili, con il 62%) sa che le donne decidono l’80% dei consumi! 32
    • Dieci lezioni + unaLe ricerche sono utili solo se leinformazioni assunte vengonoutilizzate per prenderedecisioni orientate allasoluzioni dei problemi emersi.
    • Focus Group di progettazione Le proposte emerse dai tre tavoli di lavoro Ravenna, 5 dicembre 2011Camera di Commercio di Ravenna Lidia MarongiuComitato di promozione dell’imprenditoria Studio Giaccardi & Associaticon il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio l.marongiu@giaccardiassociati.itdi Ravenna
    • Tavolo 1 IMPRESA FEMMINILE1. Recuperare il ritardo di conoscenza riguardo le possibilità per l’accesso al credito esistenti per le imprese femminili• Obiettivo: diffondere la conoscenza su strumenti e agevolazioni già esistenti a favore delle imprese femminili, superando lo spreco di risorse, talenti e opportunità - Azioni di sensibilizzazione e comunicazione sul tema presso imprese e sportelli di consulenza delle associazioni di categoria2. Istituire fondi di rischio ad hoc per l’impresa femminile• Obiettivo: fornire strumenti dedicati alle imprese condotte da donne - Fondi rischio di co-garanzia e contro-garanzia, anche in settori diversi dall’artigianato (che già ne beneficia)3. Sollecitare e supportare nuove idee, sostenendo la fantasia delle donne imprenditrici• Obiettivo: creare le condizioni favorevoli alla nascita di aziende innovative4. Sollecitare le banche ad imparare a valutare le nuove idee imprenditoriali• Obiettivo: sostenere un modello di approccio più diretto alla profittabilità dell’idea, non solo alle condizioni finanziarie della neo-imprenditrice5. Valorizzare e far conoscere il senso e il contributo dell’impresa femminile nella crescita economica• Obiettivo: diffondere il valore del ruolo delle imprese femminili come asset strategico di sviluppo economico6. Intervenire sulle norme locali ed extra locali che frenano/minacciano il “fare impresa” e, in particolare, la nascita e losviluppo di imprese con prodotti innovativi• Obiettivo: adeguare la condizione del fare impresa ai bisogni di innovazione della società7. Eliminare la tassa camerale, le tasse locali e le quote associative nel primo anno di nascita delle start-up• Obiettivo: realizzare soluzioni che incentivino e agevolino il desiderio di imprenditorialità delle donne
    • Tavolo 1 IMPRESA FEMMINILE8. Consolidare/rafforzare i collegamenti tra associazioni, consorzi fidi, gruppi di piccole imprese e tra questi e le istituzioni• Obiettivo: creare collegamenti virtuosi ed efficienti tra le diverse realtà e aumentare il potere di negoziazione delle imprese – Progetti volti a creare reti di collaborazione, ad es: la rete dei Confidi9. Favorire la riflessione delle associazioni di categoria su un rinnovato ruolo di sindacato d’impresa più che di fornitrici diservizi• Obiettivo: ridare alle associazioni di categoria forza del proprio ruolo10. Organizzare percorsi di formazione sulla cultura d’impresa per le donne• Obiettivo: rafforzare la figura della donna imprenditrice, dotandola di tutti gli strumenti necessari a ricoprire il suo ruolo – Progetti di formazione su tematiche finanziarie ed economiche – Altri corsi di formazione rivolti alla figura dell’imprenditrice e alla sua capacità di comunicare (es: come ci si presenta di fronte ad un istituto bancario)11. Migliorare e strutturare il rapporto imprese-scuola per offrire contenuti formativi utili a sostenere l’imprenditorialità• Obiettivo: supportare e favorire l’educazione all’imprenditorialità – Corsi di formazione e Incontri che favoriscono lo scambio di esperienze tra imprenditrici e studenti12. Mettere in atto modelli e servizi istituzionalizzati di mentorship• Obiettivo: affiancare il percorso imprenditoriale delle donne attraverso la condivisione di modelli ed esperienze – Percorsi di affiancamento tra imprenditrici di successo e neo-imprenditrici e Incontri di confronto13. Definire e rendere operanti servizi di affiancamento simili ai Business Angel• Obiettivo: contribuire alla creazione di condizioni favorevoli alla nascita e alla crescita delle imprese femminili
    • Tavolo 2Donne e lavoro1. Creare una piattaforma partecipativa aperta a enti pubblici, associazioni di categoriae imprese private• Obiettivo: colmare il gap di informazione tra imprese private ed enti e associazioni ed educare sulla cultura di genere – Condivisione di conoscenza, dati e esperienze sul tema della conciliazione – Informazioni specifiche (scadenze, risorse economiche disponibili etc…) sui contenuti delle leggi già in vigore – Proposte di discussione e confronto sulla cultura di genere – Progetto trasversale (per enti, associazioni e imprese) e multisettoriale2. Organizzare e promuovere un seminario gratuito per le imprese sull’importanza delbilinguismo di genere• Obiettivo: fare formazione perché sia le imprese femminili che maschili acquisiscano consapevolezza sul tema della conciliazione – Progetto interassociativo – incontri da Febbraio 20123. Progettare e realizzare un sistema di premialità per le imprese che investono nelFattore D e che sostengono il reinserimento delle donne nel lavoro• Obiettivo: riconoscere e premiare chi investe nel talento femminile per crescere – Premialità di tipo economico, fiscale o reputazionale – Progetto interaziendale
    • Tavolo 2 Tavolo 2Donne e lavoro Donne e lavoro4. Incentivare lo sviluppo di reti tra aziende e associazioni che, supportate dagli entilocali, realizzino progetti di supporto alla maternità• Obiettivo: favorire la conciliazione lavoro famiglia in particolare nei primi anni di maternità – Progetto interaziendale, favorito da associazioni e enti pubblici, per la realizzazione di servizi integrativi sulle strutture per la cura dell’infanzia già attive: voucher, flessibilità degli orari (anche a pagamento), asili nido interaziendali5. Acquistare servizi interaziendali per sostenere la flessibilità• Obiettivo: supportare le aziende nel momento in cui devono fare fronte a una sostituzione per maternità – Mutuare l’esperienza del co-manager fatta in Trentino Alto Adige adattandola alla provincia di Ravenna (contratti a tempo determinato di professionisti regolarmente registrati etc…)6. Orientare i fondi di assistenza integrativa e la contrattazione nazionale di secondolivello perché sostengano economicamente la conciliazione• Obiettivo: Sostenere economicamente le donne in maternità – Contributo economico una-tantum a sostegno delle donne che hanno avuto un figlio da poco e lavorano – Progetto nazionale e interaziendale, per settori specifici
    • Tavolo 3DONNE E LEADERSHIP1. Creare una “Banca dati del talento territoriale” per le candidature allecariche di organi camerali, enti e istituzioni, CDA delle imprese.• Obiettivo: passare dalla scelta per cooptazione alla scelta su criteri di merito – Profilo e requisiti richiesti – Aperto a uomini e donne – Dati «open» visibili e consultabili – Curriculum e profili possono ricevere «referenze»2. Organizzare incontri di formazione per donne manager e imprenditrici sultema della leadership per affrontare difficoltà di «ruolo»• Obiettivo: fare formazione per evolvere e potenziare competenze «tacite» – Progetti interassociativi – Argomenti: autostima, capacità di delegare, gestione delle emozioni, consapevolezza competenze di genere, lavoro in team, guidare un team3. Realizzare incontri con «donne e manager» italiane che raccontano leloro testimonianze• Obiettivo: affrontare con la tecnica della mentorship i temi della leadership femminile – 4 incontri l’anno aperti a 25/30 partecipanti – Progetto interassociativo
    • Tavolo 3DONNE E LEADERSHIP4. Allevare Leadership: progetto di formazione per le scuole superiori euniversità• Obiettivo: rendere consapevoli anche le nuove generazioni delle diversità e qualità delle competenze di genere – Seminari-incontri nelle scuole per individuare e capire diversità e qualità delle competenze di genere  lavoro sull’autostima – Simulazioni di progetti di impresa ed esercizi di linguaggio di genere giochi di ruolo per capire il diverso approccio alle «problematiche aziendali»5. Fare del blog Fattore Donna Ravenna la piattaforma di comunicazione econdivisione delle iniziative, azioni, idee ed esperienze sul Fattore Dproposte dal territorio• Obiettivo: stimolare l’interesse, il confronto e la partecipazione attorno al tema del Fattore D – Valorizzazione del blog esistente – Partecipazione aperta e interassociativa
    • Grazie dell’attenzione e buon lavoro Fattore D è un prodotto originale di G&M Network Srl in collaborazione con Studio Giaccardi & Associati – Consulenti di Direzione © All Rights Reserved, Ravenna dicembre 2011 www.gemnetwork.it www.giaccardiassociati.itCamera di commercio di RavennaComitato di promozione dell’imprenditoriacon il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna 41