UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PADOVA

                            Facoltà di Ingegneria
       Dipartimento di Tecnica e Gesti...
Indice



                                                                               Indice



SOMMARIO..................
Indice

   4.3.1   Definizione ..............................................................................................
Indice

        4.12.3           Fattori che il sistema (o il pannello) soddisfa.............................................
Sommario


                                            Sommario


       L’evoluzione dell’edilizia ed il bisogno di spost...
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Introduzione


                                           Introduzione




        I cambiamenti che si sono verificati ne...
Introduzione

           •   sicurezza in caso d'incendio;
           •   igiene, salute, ambiente;
           •   sicurez...
Introduzione



        L’elaborato risulta strutturato in cinque capitoli più un’appendice.
        Nel primo capitolo si...
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L’innovazione nell’edilizia


1       L’innovazione nell’edilizia


            Il principale “motore” dell’innovazione è ...
L’innovazione nell’edilizia

d’Italia, 65 nel centro e solamente 50 nel sud e nelle isole. Tali numeri fanno riferimento a...
L’innovazione nell’edilizia

       Oltre alla diminuzione delle vendite di immobili, altro dato rilevante è la dimensione...
L’innovazione nell’edilizia




                                                    6,10%
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L’innovazione nell’edilizia




                  Figura 6: Dimensione delle abitazioni (n. vani) dimensioni delle famigli...
L’innovazione nell’edilizia

    •   Principio di flessibilità. Gli edifici devono poter essere adattati alla modifiche de...
L’innovazione nell’edilizia

elementi costruttivi, infatti, si chiedono continuamente miglioramenti nel campo delle presta...
L’innovazione nell’edilizia

       Nonostante la comune abitudine di pensare che una innovazione tecnologica in edilizia ...
L’innovazione nell’edilizia


1.6 Le certificazioni e l’informazione/disinformazione

        Le costruzioni derivate dall...
L’innovazione nell’edilizia

chi teme una temporanea sospensione della fornitura dell’energia. Viste queste conoscenze,
pe...
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       Il comfort ambientale si identifica con il benessere psicofisico della persona che v...
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Storia di Policase e Partner


2        Storia di Policase e Partner

            L’azienda che utilizza il sistema Costru...
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•   impegno nella costruzione di edifici di 5.000 mc in 11 mesi, chiavi in mano;
•   2000 ri...
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                                    Foto 2: Agriturismo ristrutturato
                   ...
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già presenti dalla fine degli anni ottanta, è stata giustamente imposta. Ciò ha comportato u...
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           arrivare fino alle strutture reticolari in legno lamellare molto apprezzate per l...
Sistema costruttivo con elementi normalizzati


3 Sistema costruttivo con elementi normalizzati

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3.1.1 Il pannello peassemblato: caratteristiche fisiche



3.1.1.1 Material...
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       •   emissioni di CO2 come dal grafico 1.




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3.1.1.2 Dimensioni e forma



        Il collegamento di legno e calcestruz...
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3.1.2 Il pannello: caratteristiche termiche



3.1.2.1 Definizioni


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        La zona climatica è definita sulla base dei gradi/giorno come da...
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       •     LASmax il livello massimo di pressione sonora;
       •     LA...
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3.1.3.3 Confronto con struttura tradizionale latero – cementizia


        ...
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3.1.4.2 Antisismico


        Il pannello in fase di assemblaggio viene dot...
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3.1.5 Il pannello: caratteristiche di accoppiamento


       Accoppiamento ...
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                                                   Figura 9



       Pe...
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        Gli impianti sono posizionati nello spazio interno rimanente dal la...
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        I vantaggi del preassemblaggio industriale e montaggio, rispetto al...
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                                   Figura 11: percorso delle camere d’ar...
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3.2.3 Certificazioni e verifiche


       Le certificazioni obbligatorie pe...
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Analisi di un sistema costruttivo bioclimatico con elementi normalizzati

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  1. 1. UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PADOVA Facoltà di Ingegneria Dipartimento di Tecnica e Gestione dei sistemi industriali Tesi di Laurea ANALISI DI UN SISTEMA COSTRUTTIVO BIOCLIMATICO CON ELEMENTI NORMALIZZATI Relatore: Laureando: Prof. Ing. Cipriano Forza Biancon Luisa Anno Accademico 2007/2008
  2. 2. Indice Indice SOMMARIO..................................................................................................................................................................... 1 INTRODUZIONE............................................................................................................................................................. 3 1 L’INNOVAZIONE NELL’EDILIZIA .................................................................................................................. 7 1.1 LA SFIDUCIA DELL’ACQUIRENTE E I SUOI BISOGNI ............................................................................................ 7 1.2 DECALOGO DEI PRINCIPI DI INNOVAZIONE EDILIZIA........................................................................................ 11 1.3 SPINTE ALL’INNOVAZIONE TECNOLOGICA ...................................................................................................... 12 1.4 MODALITÀ CON CUI SI MANIFESTA L’INNOVAZIONE TECNOLOGICA................................................................ 13 1.5 STRATEGIE IN ATTO ........................................................................................................................................ 14 1.6 LE CERTIFICAZIONI E L’INFORMAZIONE/DISINFORMAZIONE ........................................................................... 15 1.7 IL CONCETTO DI COMFORT .............................................................................................................................. 16 2 STORIA DI POLICASE E PARTNER............................................................................................................... 19 2.1 POLICASE S.R.L............................................................................................................................................... 19 2.2 WOOD BETON S.P.A. E GRUPPO NULLI ........................................................................................................... 22 3 SISTEMA COSTRUTTIVO CON ELEMENTI NORMALIZZATI ............................................................... 25 3.1 IL NUOVO PANNELLO: CARATTERISTICHE TECNICHE ....................................................................................... 25 3.1.1 Il pannello peassemblato: caratteristiche fisiche...................................................................................... 26 3.1.2 Il pannello: caratteristiche termiche......................................................................................................... 29 3.1.3 Il pannello: caratteristiche acustiche ....................................................................................................... 30 3.1.4 Il pannello: caratteristiche strutturali ...................................................................................................... 32 3.1.5 Il pannello: caratteristiche di accoppiamento .......................................................................................... 34 3.2 IL SISTEMA COSTRUTTIVO BASATO SUL MODULO............................................................................................ 36 3.2.1 Costruzione artigianale vs industriale ...................................................................................................... 36 3.2.2 Effetto polmone e microclima ................................................................................................................... 37 3.2.3 Certificazioni e verifiche........................................................................................................................... 39 3.2.4 Caratteristiche strutturali dell’involucro.................................................................................................. 39 3.2.5 Classe energetica ...................................................................................................................................... 41 3.3 LE PARTIZIONI DELL'EDIFICIO ......................................................................................................................... 43 3.3.1 Muri portanti............................................................................................................................................. 44 3.3.2 Solai piani di calpestio.............................................................................................................................. 44 3.3.3 Muri divisori ............................................................................................................................................. 45 3.3.4 Solai inclinati di copertura ....................................................................................................................... 47 3.3.5 Impiantistica ............................................................................................................................................. 48 3.3.6 Fondazioni ................................................................................................................................................ 49 4 SCHEDE UTENTI DEL SISTEMA .................................................................................................................... 51 4.1 CLIENTI FINALI CON ATTIVITÀ COMMERCIALI/INDUSTRIALI ........................................................................... 51 4.1.1 Definizione ................................................................................................................................................ 51 4.1.2 Fattori chiave di interesse ........................................................................................................................ 51 4.1.3 Fattori che il sistema (o il pannello) soddisfa .......................................................................................... 52 4.1.4 Come si ottiene il soddisfacimento di tali fattori nello specifico .............................................................. 53 4.1.5 Fattori che il sistema (o il pannello) sembra non sia in grado di soddisfare ........................................... 54 4.1.6 Perchè tali fattori non sono percepiti come soddisfatti ............................................................................ 54 4.2 CLIENTE FINALE CIVILE / RESIDENZIALE ......................................................................................................... 54 4.2.1 Definizione ................................................................................................................................................ 54 4.2.2 Fattori chiave di interesse ........................................................................................................................ 54 4.2.3 Fattori che il sistema (o il pannello) soddisfa .......................................................................................... 55 4.2.4 Come si ottiene il soddisfacimento di tali fattori nello specifico .............................................................. 56 4.2.5 Fattori che il sistema (o il pannello) sembra non sia in grado di soddisfare ........................................... 57 4.2.6 Perchè tali fattori non sono percepiti come soddisfatti ............................................................................ 57 4.3 PRODUTTORE DEI COMPONENTI O ASSEMBLATORE ......................................................................................... 58
  3. 3. Indice 4.3.1 Definizione ................................................................................................................................................ 58 4.3.2 Fattori chiave di interesse ........................................................................................................................ 58 4.3.3 Fattori che il sistema (o il pannello) soddisfa .......................................................................................... 58 4.3.4 Come si ottiene il soddisfacimento di tali fattori nello specifico .............................................................. 59 4.3.5 Fattori che il sistema (o il pannello) non è in grado di soddisfare........................................................... 59 4.4 PROGETTISTA EDIFICI ..................................................................................................................................... 60 4.4.1 Definizione ................................................................................................................................................ 60 4.4.2 Fattori chiave di interesse ........................................................................................................................ 60 4.4.3 Fattori che il sistema (o il pannello) soddisfa .......................................................................................... 60 4.4.4 Come si ottiene il soddisfacimento di tali fattori nello specifico .............................................................. 61 4.4.5 Fattori che il sistema (o il pannello) sembra non sia in grado di soddisfare ........................................... 62 4.4.6 Perchè tali fattori non sono percepiti come soddisfatti ............................................................................ 62 4.5 DITTE APPALTATRICI E SUBAPPALTATRICI...................................................................................................... 62 4.5.1 Definizione ................................................................................................................................................ 62 4.5.2 Fattori chiave di interesse ........................................................................................................................ 62 4.5.3 Fattori che il sistema (o il pannello) soddisfa .......................................................................................... 63 4.5.4 Come si ottiene il soddisfacimento di tali fattori nello specifico .............................................................. 63 4.5.5 Fattori che il sistema (o il pannello) sembra non sia in grado di soddisfare ........................................... 63 4.5.6 Perchè tali fattori non sono percepiti come soddisfatti ............................................................................ 63 4.6 IMPRESA GESTIONE EDIFICI............................................................................................................................. 64 4.6.1 Definizione ................................................................................................................................................ 64 4.6.2 Fattori chiave di interesse ........................................................................................................................ 64 4.6.3 Fattori che il sistema (o il pannello) soddisfa .......................................................................................... 64 4.6.4 Come si ottiene il soddisfacimento di tali fattori nello specifico .............................................................. 64 4.6.5 Fattori che il sistema (o il pannello) sembra non sia in grado di soddisfare ........................................... 65 4.7 SOCIETÀ IMMOBILIARI, FINANZIARIE, ASSICURATIVE E FONDI COMUNI .......................................................... 65 4.7.1 Definizione ................................................................................................................................................ 65 4.7.2 Fattori chiave di interesse ........................................................................................................................ 65 4.7.3 Fattori che il sistema (o il pannello) soddisfa .......................................................................................... 65 4.7.4 Come si ottiene il soddisfacimento di tali fattori nello specifico .............................................................. 66 4.7.5 Fattori che il sistema (o il pannello) sembra non sia in grado di soddisfare ........................................... 66 4.7.6 Perchè tali fattori non sono percepiti come soddisfatti ............................................................................ 67 4.8 ENTI PUBBLICI ................................................................................................................................................ 67 4.8.1 Definizione ................................................................................................................................................ 67 4.8.2 Fattori chiave di interesse ........................................................................................................................ 67 4.8.3 Fattori che il sistema (o il pannello) soddisfa .......................................................................................... 67 4.8.4 Come si ottiene il soddisfacimento di tali fattori nello specifico .............................................................. 68 4.8.5 Fattori che il sistema (o il pannello) sembra non sia in grado di soddisfare ........................................... 69 4.8.6 Perchè tali fattori non sono percepiti come soddisfatti ............................................................................ 69 4.9 COMMERCIALI EDILI ....................................................................................................................................... 69 4.9.1 Definizione ................................................................................................................................................ 69 4.9.2 Fattori chiave di interesse ........................................................................................................................ 69 4.9.3 Fattori che il sistema (o il pannello) soddisfa .......................................................................................... 69 4.9.4 Come si ottiene il soddisfacimento di tali fattori nello specifico .............................................................. 70 4.9.5 Fattori che il sistema (o il pannello) sembra non sia in grado di soddisfare ........................................... 70 4.9.6 Perchè tali fattori non sono percepiti come soddisfatti ............................................................................ 70 4.10 ATTIVITÀ RICETTIVE / TURISTICHE ................................................................................................................. 70 4.10.1 Definizione ........................................................................................................................................... 70 4.10.2 Fattori chiave di interesse.................................................................................................................... 71 4.10.3 Fattori che il sistema (o il pannello) soddisfa...................................................................................... 71 4.10.4 Come si ottiene il soddisfacimento di tali fattori nello specifico ......................................................... 71 4.10.5 Fattori che il sistema (o il pannello) sembra non sia in grado di soddisfare....................................... 72 4.10.6 Perchè tali fattori non sono soddisfatti ................................................................................................ 72 4.11 IMPIANTISTA E PROGETTISTA IMPIANTI .......................................................................................................... 73 4.11.1 Definizione ........................................................................................................................................... 73 4.11.2 Fattori chiave di interesse.................................................................................................................... 73 4.11.3 Fattori che il sistema (o il pannello) soddisfa...................................................................................... 73 4.11.4 Come si ottiene il soddisfacimento di tali fattori nello specifico ......................................................... 73 4.11.5 Fattori che il sistema (o il pannello) sembra non sia in grado di soddisfare....................................... 74 4.12 COOPERATIVE ................................................................................................................................................ 74 4.12.1 Definizione ........................................................................................................................................... 74 4.12.2 Fattori chiave di interesse.................................................................................................................... 75
  4. 4. Indice 4.12.3 Fattori che il sistema (o il pannello) soddisfa...................................................................................... 76 4.12.4 Come si ottiene il soddisfacimento di tali fattori nello specifico ......................................................... 76 4.12.5 Fattori che il sistema (o il pannello) sembra non sia in grado di soddisfare....................................... 79 4.12.6 Perchè tali fattori non sono percepiti come soddisfatti........................................................................ 79 5 STRUMENTI DI COMUNICAZIONE............................................................................................................... 81 5.1 COSTRUZIONE DEL PIEGHEVOLE ..................................................................................................................... 82 5.2 COSTRUZIONE DEL SITO INTERNET ................................................................................................................. 85 5.3 COSTRUZIONE DI UNA BROCHURE................................................................................................................... 86 CONCLUSIONI.............................................................................................................................................................. 99 BIBLIOGRAFIA .......................................................................................................................................................... 101 APPENDICE: INTERVISTE ...................................................................................................................................... 103 RINGRAZIAMENTI
  5. 5. Sommario Sommario L’evoluzione dell’edilizia ed il bisogno di spostarsi verso una maggiore industrializzazione nel settore, giustifica la ricerca di nuove soluzioni e materiali che meglio possano soddisfare l’innalzamento delle prestazioni richiesto dalle leggi e il contenimento dei costi di produzione. Nella presente tesi si analizza un sistema costruttivo innovativo, caratterizzato da un involucro bioclimatico, realizzato con elementi normalizzati, i quali costituiscono dei moduli portanti, basandosi su considerazioni generali sull’innovazione nell’edilizia. L’analisi del sistema viene finalizzata alla costruzione di strumenti di comunicazione, partendo da interviste a persone del settore, e non, ed individuando i loro bisogni e le loro richieste. 1
  6. 6. 2
  7. 7. Introduzione Introduzione I cambiamenti che si sono verificati nel mondo dell’edilizia soprattutto nell’ultimo anno, e la velocità con cui la tecnologia entra nella vita di tutti, hanno evidenziato quanto l’abitazione sia un bene essenziale, che dovrebbe essere in grado di rispondere sempre meglio alle esigenze di oggigiorno. In questa ottica l’azienda Policase s.r.l. opera nella ricerca e nello sviluppo di tecnologie costruttive innovative per ottenere costruzioni ad alto risparmio energetico, e ad alto grado di benessere oggettivo, a costi contenuti. La realizzazione di tutto ciò è basato sull’utilizzo del sistema Costructure: un sistema costruttivo bioclimatico che utilizza elementi normalizzati. L’idea è nata dal bisogno di costruire in, primo luogo, un involucro in grado di mantenersi salubre nel tempo e capace di non far risalire all’interno dell’abitazione i gas nocivi provenienti dal sottosuolo. In concomitanza sono state studiate soluzioni per renderlo ecosostenibile ed economico, senza venir meno a quanto disposto dalle leggi vigenti in campo edilizio. I sistemi costruttivi noti sono caratterizzati dai seguenti materiali: • laterizio e cemento; • legno; • acciaio e vetro. Il nuovo Sistema è derivato, invece, dall’associazione di legno lamellare e calcestruzzo, mediante connessioni meccaniche e acciaio - resina, al fine di conferire agli edifici le caratteristiche tecnologiche strutturali, di isolamento e microclima. L’elemento principale del sistema è un pannello modulare verticale, per le pareti, e inclinato, per la copertura. L’insieme dei moduli costituisce un involucro che fornisce isolamento termico e acustico, ed al suo interno è posta una camera di ventilazione che determina flussi d’aria che beneficiano dell’apporto igrotermico, dell’atmosfera e del vespaio, così da realizzare un sistema microclimatico di geotermia superficiale aria-aria. Il modulo è sostanzialmente preassemblato, in quanto esso è un elemento strutturale di piccole dimensioni, composto dall’assemblaggio di più elementi normalizzati, tale da non condizionare l’edificio dal punto di vista costruttivo. L’elemento modulare descritto ricalca le caratteristiche dettate dalla direttiva CEE 89/106 sui prodotti da costruzione, che impone una innovazione tecnologica radicale, attraverso sei semplici principi: • resistenza meccanica e stabilità; 3
  8. 8. Introduzione • sicurezza in caso d'incendio; • igiene, salute, ambiente; • sicurezza nell'impiego; • protezione acustica; • risparmio energetico ed isolamento termico. Concentrarsi sulle possibili prestazioni dell’involucro permette di spostare l’attenzione di chi si interessa al risparmio energetico dalle pure soluzioni impiantistiche, le quali comunque manifestano notevoli problematiche nell’applicazione alle strutture tradizionali. L’obiettivo che ci si pone, infatti, è quello di una costruzione dotata di un involucro multifunzione: protezione dall’esterno e resistenza all’usura, ignifugo, termicamente isolante, protezione dall’umidità e, se possibile, con apporti termici gratuiti per la stagione estiva. Tutto ciò è possibile solo grazie a: • elevata quantità di isolanti termici; • creazione di un percorso d’aria in parete in grado di mantenere un microclima equilibrato in tutto l’involucro; • creazione di un compromesso tra la leggerezza della struttura in legno e la massa del calcestruzzo, che permette di ottenere importanti apporti legati all’inerzia termica. Nella ricerca di soddisfare tutte queste esigenze, si è scelta la via dei sistemi a secco perché il sistema di assemblaggio e montaggio a secco è versatile e permette di stratificare una parete con materiali scelti ad hoc a seconda delle prestazioni ricercate. Inoltre, esso permette di: • industrializzare il settore, abbreviando tempi di lavorazione e riducendo i costi di produzione; • eliminare ponti termici nelle costruzioni; • eliminare problematiche relative alla produzione in situ, che è realizzata in base alle conoscenze e capacità personali del lavoratore in cantiere; • recuperare i materiali in fase di demolizione. Oggetto della tesi è l’analisi delle specifiche del sistema e la produzione di documenti a scopo commerciale. La realizzazione di tali documenti è stata possibile grazie ad una serie di interviste che hanno evidenziato i diversi vantaggi e svantaggi che il sistema presenta in relazione al ruolo della persona a cui lo si sottopone. 4
  9. 9. Introduzione L’elaborato risulta strutturato in cinque capitoli più un’appendice. Nel primo capitolo si affronta l’evoluzione di cui è stata protagonista l’edilizia negli ultimi anni, le spinte che l’hanno motivata, le modalità con cui essa si presenta e la criticità del mercato a cui si propone. Il secondo capitolo descrive brevemente l’azienda ideatrice e i suoi partner, mentre nel terzo viene definito il sistema costruttivo in tutte le sue specifiche, a partire dagli elementi normalizzati di cui è costituito. Il quarto capitolo è semplicemente l’individuazione dei soggetti possibili clienti del sistema e dei relativi bisogni soddisfatti o meno dal sistema, utilizzati come base per il quinto capitolo, dedicato alla produzione di strumenti e documenti di comunicazione. In appendice è riassunto l’insieme delle interviste effettuate ad architetti, ingegneri, agenti immobiliari, impiantisti, venditori di materiale edile e abitanti in costruzioni già realizzate. 5
  10. 10. 6
  11. 11. L’innovazione nell’edilizia 1 L’innovazione nell’edilizia Il principale “motore” dell’innovazione è la spinta a soddisfare un’esigenza o a contrastare una difficoltà. Questo è vero anche per il settore dell’edilizia. Pertanto prima di analizzare le innovazioni che stanno emergendo nel settore edile ci si sofferma brevemente su fattori che spingono in modo sempre più pressante verso l’innovazione in questo settore. Uno degli elementi che può essere considerato come decisivo per l’innovazione in edilizia è la domanda di abitazioni e la sua evoluzione nel tempo. Da questo punto di vista il ciclo edilizio italiano è stato caratterizzato negli ultimi cinquanta anni da tre periodi ben distinti, anche se parzialmente intrecciati e sovrapposti tra loro. Ricorrendo ad una immagine, è come se il settore fosse stato attraversato da tre “ondate” molto diverse tra loro nella sostanza, nelle motivazioni che le hanno prodotte e nelle conseguenze che hanno provocato nella società, nell’economia e nel territorio. Tre “ondate” che sono state diverse per l’atteggiamento con cui la società italiana ha guardato a quello che, con parole oggi quasi desuete, potremmo definire come quot;il problema della casaquot;. La prima di queste “ondate” corrisponde agli anni della ricostruzione, caratterizzati da una domanda prevalentemente quantitativa, la seconda al periodo che ha avuto il suo apice tra gli anni settanta e gli anni novanta, nel corso del quale ha preso il sopravvento una domanda di tipo qualitativo e la terza, infine, che riguarda gli anni attuali e che è parzialmente sovrapposta a quella precedente, caratterizzata da quella che viene oggi definita come domanda “sostenibile” (Sinopoli e Tatano, 2002). L’odierna fase di domanda “sostenibile” implica il ricorso a numerose innovazioni tecnologiche, molte delle quali sono ancora in corso di sviluppo. L’innovazione tecnologica che sta interessando l’edilizia si sta manifestando sotto molteplici forme quali, ad esempio, certificazioni, energia solare, metano, idrogeno, energia eolica, high tech, geotermia e ricerca di altre fonti rinnovabili, finanza e legislazione. Tutto questo non si ferma ad un interesse manifestato dal pubblico o dalla ricerca ma sta coinvolgendo sempre più anche il settore privato sia in termini di utenti finali che in termini di operatori economici attivi nel settore dell’edilizia. 1.1 La sfiducia dell’acquirente e i suoi bisogni Nel corso dell’ultimo anno si sono viste affiorare velocemente problematiche economico- sociali che hanno messo in crisi le famiglie italiane e, conseguentemente, il mercato dell’edilizia. Se nel mese di luglio (2007) venivano sottoscritti 100 impegni di acquisto, ad ottobre, secondo un’indagine condotta dall’istituto indipendente Scenari Immobiliari, sono diventati 80 nel nord 7
  12. 12. L’innovazione nell’edilizia d’Italia, 65 nel centro e solamente 50 nel sud e nelle isole. Tali numeri fanno riferimento ai cosiddetti acquisti su carta, cioè gli impegni a comprare a una data certa, stabilita la cifra, un immobile che sarà pronto dopo qualche anno. Le cifre sono interessanti perché spesso le percentuali sui compromessi anticipano le tendenze più marcate che poi si amplificano nei mesi successivi. I compratori risultano molto più cauti nell’acquisto e fanno lunghe trattative prima di sottoscrivere l’impegno, mentre i venditori tentano di diversificare le loro strategie commerciali accontentandosi spesso di percentuali inferiori. La causa è da ricercarsi prima di tutto nel rialzo dei tassi di interesse interbancari che si riflettono in un aumento del costo dei prestiti a tasso variabile, che rappresentano tre quarti del totale dei prestiti a medio e lungo termine, e determinano, assieme alla crescita del numero di pignoramenti, l’alto grado di sfiducia degli acquirenti del settore immobiliare e il cambiamento della composizione media della cifra d’acquisto di una casa (Figure 1 e 2). 10,20% 14,40% 75,40% Mutuo Rivendita altro immobile/aiuto dei genitori Risorse proprie Figura 1: Composizione media del valore d’acquisto di una casa Terzo trimestre 2006 21,80% 52,80% 25,40% Mutuo Rivendita altro immobile/aiuto dei genitori Risorse proprie Figura 2: Composizione media del valore d'acquisto di una casa Terzo trimestre 2007 8
  13. 13. L’innovazione nell’edilizia Oltre alla diminuzione delle vendite di immobili, altro dato rilevante è la dimensione delle case acquistate, che sono in media più piccole. Ciò significa che spesso si sacrifica una stanza pur di riuscire ad acquistare casa (Figure 3 e 4). 7% 26,50% 31,20% 35,30% <80 mq 80 - 100 mq 101 - 120 mq >120 mq Figura 3: dimensioni medie della abitazioni acquistate nel terzo trimestre 2006 5,20% 24,80% 34,20% 35,80% <80 mq 80 - 100 mq 101 - 120 mq >120 mq Figura 4: dimensioni medie della abitazioni acquistate nel trezo trimestre 2007 Preoccupa inoltre la drastica riduzione dei lavoratori immigrati, che costituivano circa un terzo delle persone che si affacciavano agli uffici vendita dei cantieri (De Stefano, 2007), oltre all’aumento della sfiducia e dell’incertezza di famiglie ed imprenditori che nella nuova produzione avevano sempre orientato risparmi ed investimenti (Figura 5). Si ha infatti che in corrispondenza della riduzione dell’acquisto di immobili lo scenario elaborato dal CRESME (Centro Ricerche Economiche Sociali di Mercato per l’Edilizia ed il Territorio) indica una crescita del rinnovo residenziale dell’1,2% nel 2007. Il tramonto dei bassi tassi di interesse che permettevano di collocare la propria abitazione sul mercato per acquistarne una migliore posticipando a momenti successivi le operazioni di ristrutturazione e la comparsa di agevolazioni fiscali, spostano l’attenzione verso interventi di riqualificazione e ristrutturazione del patrimonio abitativo (Bennici, 2008). 9
  14. 14. L’innovazione nell’edilizia 6,10% Altro 7,40% 3,20% Investimento 9,20% 44,20% Mobilità (lavoro/studio) 37,50% 32,30% Matrimonio/convivenza 28,40% 14,20% Miglioramento abitativo 17,50% 0% 10% 20% 30% 40% 50% III trimestre 2006 III trimestre 2007 Figura 5: confronto delle motivazioni principali per l'acquisto di una casa Altra problematica emersa in maniera piuttosto prepotente è la necessità di abbassare il costo della fornitura e del consumo dell’energia delle abitazioni, accompagnata dal bisogno di rispettare nuove norme nel campo della sostenibilità ambientale. Infatti, gli elevati costi di fornitura e gestione dell’energia induco al bisogno di dare edifici con prestazioni elevate soprattutto ai meno abbienti (che meno si possono permettere elevati costi di fornitura di energia), ed in questo senso si ricorre sempre più spesso alla prefabbricazione, che permette di ottenere standard di qualità industriale di isolamento, impossibile da raggiungere con costruzioni in situ. Le soluzioni adottate, come le tipologie edilizie ad alta densità, comunque, spesso si scontrano con le esigenze abitative e le tradizioni culturali legate molto, ad esempio, alle case singole (Gaspari, 2008). Pur richiedendo al mercato abitazioni più contenute nelle dimensioni, e quindi più contenute nel prezzo, gli acquirenti rimangono legati al trend degli anni passati, in cui le dimensioni delle case è costantemente cresciuto. La dimensione media delle abitazioni, infatti, era di poco più di tre stanze negli anni ‘50, ed è cresciuta in modo turbolento nei due decenni successivi fino a stabilizzarsi sulla dimensione appena superiore a 4 stanze per abitazione negli anni ‘90. Contemporaneamente la dimensione media della famiglia, stabile attorno alle quattro persone fino agli anni ‘50, è bruscamente scesa fino a sotto le tre persone negli anni ’90 (Figura 6). L’andamento opposto di questi due indicatori non è casuale: ciò significa che la domanda qualitativa si è espressa non solo come richiesta di maggiori prestazioni, ma anche, come richiesta di maggiori quantità di spazio all’interno dell’abitazione (Sinopoli e Tatano, 2002). 10
  15. 15. L’innovazione nell’edilizia Figura 6: Dimensione delle abitazioni (n. vani) dimensioni delle famiglie (n. persone). Possiamo, quindi, individuare i fondamentali bisogni “dell’uomo di strada”, che l’innovazione tecnologica nell’edilizia deve tentare soddisfare, in: abbassamento dei costi di filiera e di produzione degli edifici e riduzione dei costi di gestione e consumo dell’energia nelle abitazioni. In ordine d’importanza, un terzo bisogno si manifesta nella ricerca di tipologie abitative legate alla propria cultura in grado di rispondere ad esigenze di benessere e comfort. 1.2 Decalogo dei principi di innovazione edilizia Con uno sguardo più ampio rispetto ai bisogni espressi dagli acquirenti, possiamo dire che un edificio, in generale, dovrebbe rifarsi ai seguenti dieci principi (Turchini, 2007): • principio dell’efficienza energetica. Gli edifici devono sempre più risparmiare e ricorrere a energie rinnovabili. Inoltre, gli edifici possono, e quindi devono, diventare produttori di energia. • Principio di non dannosità. Gli edifici devono controllare la produzione, l’emissione e lo scarico di tutti i prodotti e sottoprodotti che conferiscono all’ambiente sia naturale che costruito, durante il processo di fabbricazione, durante l’uso e quando vengono demoliti. • Principio di rispetto delle risorse. Gli edifici devono prevedere per la propria realizzazione e per il proprio funzionamento il minor ricorso possibile a risorse di materie prime e materiali non rinnovabili. • Principio dell’acqua. Gli edifici, in tutte le loro fasi di vita, devono non solo consentire il minor consumo possibile di acqua, ma anche collaborare a raccoglierla e conservarla. • Principio della luce. Gli edifici devono consentire il miglior sfruttamento possibile della luce naturale. • Principio di qualità. Gli edifici devono soddisfare, con le proprie prestazioni, le esigenze degli utenti presenti e future per il tempo di vita previsto. 11
  16. 16. L’innovazione nell’edilizia • Principio di flessibilità. Gli edifici devono poter essere adattati alla modifiche del quadro esigenziale degli utenti, in condizioni compatibili con l’economia. • Principio di non invasività. Gli edifici devono occupare la minor quantità possibile di territorio e alla fine della vita lo devono restituire pronto per altri usi. • Principio di sviluppo. Gli edifici devono contribuire allo sviluppo della produzione di beni e servizi per settori industriali che ad essi conferiscono prodotti. • Principio di innovazione. Gli edifici devono diventare elementi traenti, come altri prodotti evoluti, dello sviluppo tecnologico delle società. Come evidenziato è di fondamentale importanza il ruolo dell’energia e delle risorse energetiche, citato come primo principio, che è una delle priorità di tutti i paesi dell’Unione Europea, in quanto il comparto che maggiormente causa il consumo energetico è il settore dell’edilizia. In particolare il settore residenziale e terziario assorbono oltre il 40% dei consumi energetici europei. In questo senso l’acquirente tende a fare sempre più attenzione ai differenti materiali, alle soluzioni progettuali e costruttive, ma non trascura nemmeno temi quali la produzione di energia elettrica in impianti solari, la bioclimatica e l’inquinamento acustico oltre che atmosferico. Di conseguenza il settore delle costruzioni si sente spinto verso la ricerca di soluzioni nuove, in grado di soddisfare i bisogni sempre più complessi degli acquirenti, specialmente per quanto riguarda l’edilizia residenziale. 1.3 Spinte all’innovazione tecnologica L’innovazione tecnologica in atto nell’edilizia, alimentata dall’ambiente operativo della concorrenza, è spinta e motivata da: • qualità ambientale, igiene e sicurezza (antincendio, salubrità, acustica, luminosità, ecc..); • qualità funzionale e tecnologica (aumento tipologico e quantitativo delle prestazioni attese); • qualità energetica ed ecologica; • qualità nella fase operativa (facilità di messa in opera, montaggio, manutenzione e, soprattutto, reversibilità). Per quanto riguarda la qualità ambientale, l’igiene e la sicurezza, si nota che l’aumento progressivo del benessere è genericamente il primo motivo di innovazione che abbia come riferimento l’utente diretto di un edificio. Il secondo punto, qualità tecnologica e funzionale, che va di pari passo con le normative che avanzano, interessa invece all’utente costruttore, che ricerca l’efficacia costruttiva. Agli 12
  17. 17. L’innovazione nell’edilizia elementi costruttivi, infatti, si chiedono continuamente miglioramenti nel campo delle prestazioni e, talvolta, anche funzionamenti aggiuntivi come la captazione di energia solare termica di una finestra. La serie dei dispositivi dedicati al raggiungimento degli obiettivi prestazionali citati è molto ricca e sicuramente costosa e, quindi, giustifica importanti sforzi di ricerca e sperimentazione. L’utente delle qualità energetica ed ecologica è l’intera società, in quanto l’edilizia influenza fortemente la progressiva diminuzione della materia prima e le gravi conseguenze del suo consumo, tra le quali si posiziona l’inquinamento atmosferico. Purtroppo, dal momento che ciò che interessa a tutti non modifica il comportamento del singolo, è solo attraverso l’intervento dello stato e delle sue leggi che si può trasformare questa spinta potenziale in un fattore reale. Un movente fondamentale di innovazione ha come riferimento l’impresa e ha come obiettivo una realizzazione facile e veloce e, quindi, economica. L’aspetto innovativo della qualità operativa è da ricercare non solo all’interno della fase di costruzione, ma anche in quella della dismissione; tali fasi sono caratterizzati dalla reversibilità che tende ad opporsi alla coesione stabile della costruzione tradizionale. L’innalzamento del livello di qualità della fase operativa comporta la negazione, quindi, della prassi della demolizione che comporta la produzione di detriti più o meno inquinanti ed inutilizzabili (Zambelli, 2006). 1.4 Modalità con cui si manifesta l’innovazione tecnologica I processi, o le modalità, mediante le quali si manifesta l’innovazione tecnologica possono essere classificati sotto due principali categorie: tecniche o organizzative. Le modalità tecniche corrispondono a manifestazioni nuove della materia, della sua consistenza fisica, della sua forma, disposizione e stratificazione. Con materiali compositi e stratificati, infatti, si possono incrementare specifiche caratteristiche meccaniche, antincendio, di stabilità rispetto a variazioni temperatura e umidità o di isolante termico o acustico, attraverso semilavorati specializzati. Le modalità tecniche precisamente sono: nuovi materiali e componenti, tecnologie miste (combinazione ottimale di prestazioni di pacchetti tecnologici integrati), trasferimenti e ampliamenti funzionali (es. rivestimento che funziona anche come pavimento incrementando la resistenza all’usura), connessioni a secco e ampliamento del campo di impiego di un prodotto esistente. Questi processi tendono rendere possibili ampliamenti di impiego dei prodotti esistenti o intensificazione di prestazioni nello specifico. Le modalità organizzative invece si identificano nelle integrazioni aziendali, information technology e servizi ai clienti (es. progettazione su misura) e non sembrano diverse dai processi che si attuano negli altri settori tecnologici. 13
  18. 18. L’innovazione nell’edilizia Nonostante la comune abitudine di pensare che una innovazione tecnologica in edilizia sia ben visibile e comporti una immagine nuova, questo tipo di innovazioni sono spesso poco appariscenti, e ne risulta una diffusione nell’apparato costruttivo fatta di piccoli miglioramenti. Le piccole innovazioni diventano, quindi, fondamentali per l’organizzazione dei produttori, non solo in funzione dell’integrazione tecnologica del prodotto, ma soprattutto ai fini della sua commercializzazione (Zambelli, 2006). 1.5 Strategie in atto Le strategie che vengono messe in atto per ottenere gli obiettivi conseguenti alle spinte all’innovazione citate, sono sostanzialmente la tecnologia stratificata a secco e le costruzioni ecocompatibili a basso consumo (iperisolamento e ventilazione, integrazione di dispositivi di sfruttamento delle energie rinnovabili). La prima strategia, che premette l’analisi di tutte le componenti, permette di gestire le componenti stesse al fine di portarle ai massimi limiti in maniera puntuale ed armonica, con costi compatibili rispetto al ciclo di vita dei prodotti. La seconda strategia, che costituisce oggi la caratterizzazione più importante, è la fonte dello sviluppo della prima. Tali strategie presumono che l’attuale tradizione costruttiva sia al più presto abbandonata e rimpiazzata da tecniche capaci di rispondere alle spinte citate ed alle pressioni normative. Per ottenere, quindi, edifici ecosostenibili, antisismici ed economici nella costruzione e nella gestione si sono sviluppate realtà come il Progetto ESI (edilizia sostenibile innovativa) che utilizza la tecnologia S/R (struttura e rivestimento) tipica dei sistemi a secco, la costruzione di case in legno prefabbricate ad alte prestazioni e le cosiddette Passive house, che sfruttano il calore fornito dagli elettrodomestici e dall’irraggiamento solare per compensare le perdite dell’involucro nella stagione invernale e che nascono sul concetto dell’ermeticità dell’involucro edilizio. Questi tipi di costruzioni, con pochissime dispersioni ed elevato isolamento, permettono consumi contenuti di energia e l’installazione di impianti a basso voltaggio e che sfruttino fonti rinnovabili (solare, geotermia, ecc..). 14
  19. 19. L’innovazione nell’edilizia 1.6 Le certificazioni e l’informazione/disinformazione Le costruzioni derivate dalle nuove tecnologie giustificano talvolta il loro costo, superiore rispetto al costo degli edifici di “ieri”, con le elevate prestazioni ottenute. Nascono quindi, non solo norme derivate dal protocollo di Kyoto, ma anche certificazioni non obbligatorie che attestano consumi e comfort e che sono di fatto la leva più efficace per promuovere in modo concreto l’efficienza energetica nel settore edilizio. La certificazione della classe energetica degli edifici (legge 91/02, obbligatoria in Italia dal 1 Gennaio 2008) è sempre più spesso accompagnata da certificazioni volontarie o, come succede per Casaclima, rilasciate da un ente autorizzato e indipendente, poichè considerate un valido strumento di determinazione del valore dell’immobile e un messaggio fortemente commerciabile. Per quanto riguarda Casaclima si può dire che il suo certificato, valido solo per gli edifici di nuova costruzione, risponda alle seguenti quattro domande: • L’isolamento termico è di buona qualità, cioè protegge la casa dalle temperature esterne? • Quanto consuma l’impianto di riscaldamento e quindi quanto costerà ai proprietari il comfort termico invernale ed estivo, con l’evoluzione che stanno subendo i costi dei combustibili fossili? • Quanta anidride carbonica metterà in atmosfera? • Di quanta energia primaria avrà bisogno l’edificio e quanta sarà la sua dipendenza dai combustibili fossili? (Archinnova, 2007) Come esempio delle certificazioni volontarie invece, possiamo citare la certificazione Leed (Leadership in energy and environmental design), promosso sul mercato statunitense dall’Us Green building council allo scopo di sostenere la costruzione di edifici ex novo, il recupero di quelli esistenti o pianificazioni di interventi a scala urbana, nell’ottica del conseguimento di elevate performance ambientali. In questo senso tale certificazione stabilisce anche l’energia e le conseguenze ambientali, come l’inquinamento, derivate dal ciclo di lavorazione dei materiali da costruzione (Angelini, 2008). Vista l’elevata commerciabilità del messaggio e la facilità di comprenderne il vantaggio, le certificazioni e il concetto di classe energetica sono in grado di arrivare senza difficoltà agli acquirenti, già abituati a trattare con elettrodomestici e le relative certificazioni. Ma, quanto sono informate realmente le persone che si apprestano a ristrutturare casa o a cercarne una di nuova? La maggior parte degli italiani (più dell’80%) è consapevole che una costruzione ben coibentata permette di risparmiare energia e diminuire l’inquinamento acustico e molti giudicano importante anche la riduzione dell’inquinamento atmosferico a favore della collettività. Le migliorie apportate oggi dall’innovazione tecnologica nell’edilizia sono percepite, in ordine d’importanza, come: utili per risparmiare sul consumo di energia e un modo per diminuire l’inquinamento. C’è poi chi è desideroso di difendere il valore della propria abitazione nel tempo e 15
  20. 20. L’innovazione nell’edilizia chi teme una temporanea sospensione della fornitura dell’energia. Viste queste conoscenze, perché l’Italia rimane comunque tra gli ultimi posti in Europa, soprattutto per quanto riguarda la coibentazione degli edifici? La maggior parte delle volte ciò è imputabile alla disinformazione, in quanto si pensa che isolare sia troppo costoso e, quindi, non gli si da importanza, oppure non si sa a chi rivolgersi o si pensa che ottenere detrazioni fiscali sia troppo complicato. È da sottolineare che anche chi vorrebbe intraprendere lavori di ristrutturazione, spesso non si fida dei tecnici, ed emerge quindi la necessità di formazione adeguata di nuove figura professionali, oltre che di informazione. Complessivamente si può rilevare una sensibilità diffusa, ma anche un problema di operatività e necessità di informazione e semplificazione e, soprattutto, la possibilità di risparmiare e rendere l’ambiente più vivibile (Dalzero, 2008). 1.7 Il concetto di comfort Si definisce comfort ambientale quella particolare condizione di benessere determinata, in funzione delle percezioni sensoriali di un individuo inserito in un ambiente, da temperatura, umidità dell’aria e livello di rumorosità e luminosità rilevati all’interno dell’ambiente (Figura 7). Da tale definizione si ha una distinzione tra benessere termo-igrometrico, benessere acustico e benessere luminoso. Figura 7: Temperatura di benessere 16
  21. 21. L’innovazione nell’edilizia Il comfort ambientale si identifica con il benessere psicofisico della persona che vive un ambiente (casa, ufficio) ed è una sensazione che dipende da determinate condizioni ambientali che sono in gran parte pianificabili e quindi rientranti nella responsabilità del progettista. Nell’ambito di un progetto sostenibile dove l’obiettivo è creare condizioni di vivibilità e comfort massimizzando l’uso di risorse naturali e minimizzando la compensazione degli impianti, ci rendiamo conto che è difficile individuare dei parametri universali validi per definire le condizioni di comfort. Tra gli anni ’60 e ’70 il professor Fanger introdusse degli indici statistici di “discomfort” come equazione del benessere, basandosi su temperatura dell’aria, temperatura media radiante, umidità relativa e velocità dell’aria. Secondo la norma introdotta in Italia Uni En Iso 7730/97 si è in condizioni di benessere qualora la percentuale di insoddisfatti sia minore del 10%, con alcune correzioni per possibili disagi da disuniformità di temperatura o fluttuazioni di velocità dell’aria. La costruzione di edifici ecosostenibili basati sull’uso della ventilazione naturale, sta portando verso un ripensamento degli indici adottati, in quanto offrono risultati apprezzabili solo per edifici climatizzati per il controllo della temperatura interna. Altri dubbi sono sorti nel 2002 dall’introduzione del concetto di comfort adattivo, in base al quale quando interviene un cambiamento nel microclima che causa una sensazione di discomfort, le persone reagiscono tentando di ripristinare la sensazione di comfort, ossia si adatta alle nuove condizioni climatiche interne. Secondo questa teoria la temperatura di comfort percepita dipende dalla temperatura esterna dell’aria, con indice di accettabilità del 90% con temperatura interna che si discosta di 2,5° da quella di comfort teorica. L’applicazione di questa teoria sul clima italiano C ha evidenziato che in molte parti del nostro paese la temperatura di comfort estiva in edifici con ventilazione naturale è superiore al limite normativo di 26° (Naboni, 2008). C 17
  22. 22. 18
  23. 23. Storia di Policase e Partner 2 Storia di Policase e Partner L’azienda che utilizza il sistema Costrutture, e da cui ne deriva l’ideazione, è in collaborazione con partner per la parte tecnico – ingegneristica. Le aziende coinvolte risultano quindi essere: Policase s.r.l. e Wood Beton s.p.a. 2.1 Policase s.r.l. Policase è una società che sviluppa il sistema Costructure per la realizzazione di edifici ad elevate prestazioni energetiche, operando in tutti i campi dell’edilizia residenziale, commerciale, alberghiera, terziaria, scolastica. Il team di Policase è costituito da professionisti con formazione e competenze eterogenee, in grado di coniugare nelle soluzioni proposte alla clientela aspetti quali: alte prestazioni energetiche, acustiche e antisismiche, benessere nel vivere l’edificio, attenzione ai temi della sostenibilità ambientale. La grande professionalità e le elevate competenze tecnologiche permettono di gestire sia progetti complessi che progetti “ one shot” mantenendo una costante visione strategica che consente l’utilizzo delle migliori innovazioni nelle costruzioni. Anche se di recente costituzione, Policase vanta soci con notevole esperienze che arrivano da settori diversi: • Biancon Gian Francesco, costruttore, ideatore del progetto e amministratore della società; • Argenti Ettore, ingegnere; • Montini Guido, geometra; • Favretto Stefano, tecnico informatico; • Ghedin Umberto, costruttore. L’azienda è gestita dall’amministratore unico, che ha alle spalle una esperienza di imprenditore edile trentennale che inizia nel 1976, anno di iscrizione alla facoltà di architettura di Venezia. Tra le realizzazioni degli ultimi anni ne possiamo individuare alcune che aiutano a definire il percorso maturato da Biancon nell’utilizzo dei materiali e nella soluzione del problema della salubrità degli edifici: • 1997 primo fabbricato con vespaio aerato contro terra con ingressi d’aria a marciapiede ed espulsione a tetto (Piombino Dese – PD); • 1997 primo utilizzo dei solai di copertura legno–calcestruzzo della Wood Beton; • 1998 avvia la verifica acustica misurata in cantiere per tutti i fabbricati; 19
  24. 24. Storia di Policase e Partner • impegno nella costruzione di edifici di 5.000 mc in 11 mesi, chiavi in mano; • 2000 ristrutturazione di un palazzo nel centro storico di Treviso e riqualificazione di un edificio, inizialmente struttura alberghiera al grezzo ora condominio, con l’utilizzo del cartongesso per la divisione delle unità (Treviso e Dosson – TV); • 2001 primi fabbricati con piastri cavi in ferro riempiti di calcestruzzo (sistema francese). • 2003 fabbricato con struttura in ferro, tamponato in calcestruzzo, di 7.000 mc (Foto 1); Foto 1: Fabbricato con struttura in ferro (Piombino Dese – PD) • 2003 fabbricato con solaio in calcestruzzo reodinamico (Loreggia – PD); • 2004 realizzazione di fabbricato con sistema Peri (Scorzè – VE); • 2004 quartiere con solaio con sistema Peri e pareti in termolaterizio rettificato (Zero Branco – TV); • 2004 ristrutturazione con realizzazione di pavimenti sollevati e pareti interne in cartongesso, per verifica del comfort dei cuscinetti d’aria (Piombino Dese – PD - Foto 2); 20
  25. 25. Storia di Policase e Partner Foto 2: Agriturismo ristrutturato (Piombino Dese - PD) Alcune realizzazioni sono da ricordare per le caratteristiche urbanistiche di divisione degli spazi di quartiere, come le case di Zero Branco (TV), Piombino Dese (TV) e Loreggiola (PD) (Foto 3). Foto 3: Quartiere a Zero Branco (TV) Negli anni si è occupato soprattutto di edilizia residenziale, puntando il suo interesse, dagli anni novanta, sulla protezione dell’involucro edilizio dagli aspetti invasivi di gas provenienti dal sottosuolo come il radon, nocivi per l’uomo. In questa direzione si è impegnato nell’ideazione di un sistema di camere d’aria che potesse espellere i gas direttamente in atmosfera. La spinta all’innovazione in edilizia è stata forte in quegli anni anche per la crisi della manodopera, che ha portato sul territorio una massiccia presenza di manovalanza straniera, la quale ha permesso un notevole contenimento dei costi a scapito degli aspetti organizzativi e qualitativi delle costruzioni. Passato questo periodo di crisi della manodopera ci si è scontrati con l’amento dei costi di costruzione, che è andato a sommarsi all’aumento dei costi energetici, e da qui nasce l’interesse generale delle persone per la sostenibilità ambientale, che negli ultimi anni, sulla scia di normative 21
  26. 26. Storia di Policase e Partner già presenti dalla fine degli anni ottanta, è stata giustamente imposta. Ciò ha comportato una riconsiderazione del ruolo dell’isolamento termico ed acustico. Perciò nella sua esperienza Biancon ha dovuto prendere atto dell’inadeguatezza del sistema costruttivo tradizionale, il quale non riesce ad assicurare contemporaneamente il contenimento dei costi ed il risparmio energetico. Da questo si è sviluppata l’idea di un sistema più industrializzato che garantisse a bassi costi tutta una serie di prestazioni energetiche, nel rispetto della salubrità dell’involucro e contenendo la quantità di materiali utilizzati. Materialmente l’opportunità di realizzare questa idea è derivata dalla visualizzazione di un solaio prefabbricato con travetti e cappa in calcestruzzo (Wood Beton) posto in posizione verticale anziché orizzontale. Ciò ha permesso di arrivare all’ideazione di moduli conformati, delimitati da una struttura in legno e con una cappa in calcestruzzo con proprietà diverse da quelle tradizionali, in quanto non portante e presente in quantità minima. È importante sottolineare che l’idea è arrivata in un momento in cui la tecnologia legata ai materiali è a livelli molto elevati per calcestruzzo, ferro, legno e isolanti, permettendo prestazioni elevate anche in termini di resistenza e durata. Premesso tutto ciò Biancon, con la società di famiglia ha deciso negli ultimi anni di dismettere tutta l’attività precedente, comprese attrezzature legate all’edilizia tradizionale, per dedicarsi ad una attività totalmente nuova ed innovativa, completamente slegata dalle logiche precedenti. Dopo la prima realizzazione di un edificio con il nuovo sistema costruttivo e visto l’incessante aumento dei costi legati all’energia, si è pensato di costituire (2006) una squadra in grado di occuparsi contemporaneamente delle diverse problematiche legate alle connessioni, alla salubrità e all’impiantistica. Ciò ha permesso, in collaborazione con la Wood Beton, la realizzazione di quattro alloggi a Quinto di Treviso (TV) e tre a Pravisdomini (PN) procedendo di volta in volta nell’evoluzione del modulo. 2.2 Wood Beton s.p.a. e Gruppo Nulli Il Gruppo, che prende il nome dal suo fondatore Vigo Nulli, occupa uno spazio importante a livello nazionale nel campo delle strutture in legno grazie alla continua ricerca e sperimentazione e con l'immutato spirito d'innovazione che lo accompagna dal 1953. Nasce come azienda esclusivamente improntata al commercio di legname per l'edilizia e si dota di una struttura tecnica per fornire un servizio sempre più completo. È un momento fondamentale nell'ambito delle strutture in legno: i solai e le coperture, oltre ad assolvere le loro funzioni strutturali, diventano elementi di notevole pregio per l'edilizia residenziale. A tal proposito, 22
  27. 27. Storia di Policase e Partner nel rispetto degli ambiti normativi, si comincia a progettare, disegnare, produrre ed in ultimo posare l'intera struttura in legno. Nascono la Wood Engineering, un vero e proprio studio tecnico all'interno del Gruppo, e la Wood Beton, azienda esclusivamente deputata a produrre e sviluppare le strutture miste quot;legno- calcestruzzoquot;. Attualmente il Gruppo Nulli è in grado di soddisfare una produzione giornaliera di circa 3000 mq fra coperture e solai: questa cifra, che si commenta da sola, è il risultato di una rete commerciale radicata nel territorio, di una ricerca costante della qualità e di un servizio tecnico e di consulenza che accompagna il progettista sia nella fase preventivistica che nella fase progettuale ed esecutiva. Il crescente impiego dei materiali lignei in concomitanza con l'industrializzazione dell'edilizia, mercato in permanente evoluzione, hanno dato un notevole impulso alla ricerca che continua nel tempo e che la struttura tecnica interna di WOOD BETON sviluppa da oltre 10 anni. L'azienda, ora diventata S.p.A., appartiene al gruppo Nulli di Iseo e si è inserita a pieno titolo in questo filone tecnico scientifico diventando leader nel settore delle strutture miste quot;legno- calcestruzzoquot; tramite il sistema di connessione brevettato WOOD BETON per solai di calpestio e di copertura. L’azienda propone un prodotto che si presenta sotto forma di pannelli preassemblati in stabilimento e resi monolitici tra loro in opera oppure, nel caso di scarsa accessibilità in cantiere, gettati direttamente in opera. La monoliticità tra i materiali è ottenuta senza l'impiego di connettori metallici, infatti, è il calcestruzzo stesso che, nella fase di getto della caldana, si innesta in apposite cavità (antiscorrimento) realizzate all'estradosso del travetto in legno. Si ottiene in questo modo un solaio dalle prestazioni eccezionali, ma con un peso proprio che è circa la metà di un solaio in laterocemento. Confrontato invece con un solaio classico in legno, consente notevoli riduzioni in altezza ed un'economia di materiale di circa il 50%. (http://www.woodbeton.it) Le caratteristiche dei prodotti e servizi dell’azienda Wood Beton sono rappresentate da: • un sistema costrittivo per i solai che consente di sfruttare la rapidità di posa (350/400 mq al giorno), l’elevata rigidezza delle strutture miste legno-calcestruzzo, l’ottimo potere isolante ottenuto grazie all’abbinamento del polistirene (isolamento termico) e del calcestruzzo (inerzia termica) ed infine, ma non meno importante, la produzione in stabilimento con cicli controllati allo scopo di garantire la qualità del manufatto finito; • il supporto dell’esperienza e della competenza di Wood Engineering nella progettazione, abituata a prevedere l’impiego di grandi strutture con funzione di orditura primaria che vanno dalla semplice trave in legno lamellare, alla capriata classica o realizzata mediante l’utilizzo di tiranti in acciaio di grande effetto architettonico, per 23
  28. 28. Storia di Policase e Partner arrivare fino alle strutture reticolari in legno lamellare molto apprezzate per la loro leggerezza concettuale e per l’elevato grado tecnologico espresso; • uno staff tecnico-commerciale qualificato in grado, grazie all’esperienza acquisita, di analizzare tutte le problematiche e di proporre una serie di soluzioni al committente. Quest’ultimo avrà la possibilità di scegliere la soluzione che più risponde alle proprie esigenze e di mantenere comunque il controllo del risultato finale dell’opera, avvalendosi in ogni momento di un consulente competente; • la professionalità delle squadre di montaggio che, oltre a garantire la qualità dell’opera finale, viene dimostrata attraverso il costante impegno profuso in termini di sicurezza. L’esperienza della Wood Beton ha portato verso la progettazione e la realizzazione di diverse tipologie di edifici: scuole, unifamiliari, bifamiliari, centri commerciali, attività ricettive e opere pubbliche come il teatro La Fenice di Venezia e La Scala di Milano (Foto 4 e 5). L’azienda e i sui prodotti è inoltre presente sul mercato estero in maniera crescente, soprattutto verso l’est Europa e la Russia. Foto 4: Entrata del un factory outlet Franciacorta Foto 5: Vista dei portici dell'outlet Franciacorta 24
  29. 29. Sistema costruttivo con elementi normalizzati 3 Sistema costruttivo con elementi normalizzati Per sistema costruttivo si intende una serie organizzata di conoscenze tecniche e di fasi esecutive, per mezzo delle quali si può realizzare una costruzione caratterizzata da precise strategie tecnologiche, strutturali e materiche. Il sistema costruttivo è inteso come strategia di modificazione capace di interpretare le nuove esigenze di temporaneità, di flessibilità, di rinnovamento degli spazi e di riconversione delle funzioni loro assegnate. La continua esigenza di avere a disposizione sistemi ampi e leggeri ha innescato la ricerca di innovazioni tecnologiche in grado di superare il vincolo del peso, attraverso l’ottimizzazione dei materiali, delle connessioni, del montaggio e dell'assemblaggio. Gli elementi normalizzati sono materiali lavorati nell’ottica di ottenere un oggetto o elemento conforme ad un criterio di regolarità preciso. Si tratta quindi di una sorta di standardizzazione dei vari pezzi componenti, i quali dovranno di conseguenza rispondere a caratteristiche di dimensioni predeterminate, aumentando la velocità di progettazione e produzione. Il sistema costruttivo con elementi normalizzati che sarà descritto è costituito da pannelli portanti modulari, di dimensioni contenute, per pareti e coperture, che utilizzano le tecniche di assemblaggio a secco. Il sistema Costructure risulta composto da: • lastra in calcestruzzo esterna (antintrusione, massa e barriera acustica); • telaio ligneo portante che deriva direttamente dall’assemblaggio dei moduli; • isolamento termico in parete, fondazione e copertura. 3.1 Il nuovo pannello: caratteristiche tecniche All’interno delle caratteristiche tecniche, per quanto riguarda i singoli pannelli, sono definiti: • materiali e dimensioni specifiche; • prestazioni termiche e acustiche; • caratteristiche di sicurezza (antincendio, antisismico e portate), estetica e smaltimento; • caratteristiche di accoppiamento tra pannelli e con le altre strutture. 25
  30. 30. Sistema costruttivo con elementi normalizzati 3.1.1 Il pannello peassemblato: caratteristiche fisiche 3.1.1.1 Materiali Il modulo Costructure è costituito dall’assemblaggio di diversi materiali a secco: travi in legno lamellare alle estremità, sormontate da una caldana in calcestruzzo, in esterno, e lo spazio restante tra i travetti, riempito in parte di coibente in parte costituito da una camera d’aria. L’assemblaggio di travi e calcestruzzo è una caratteristica fissa ed irrinunciabile, mentre la scelta dei materiali dei pacchetti di riempimento e la variazione ad hoc delle prestazioni composite termoacustiche è potenzialmente infinita. Nel caso che intendo descrivere prendo in considerazione un pacchetto di isolamento formato da polistirene espanso con grafite, che presenta le seguenti caratteristiche tecniche: • massimo potere isolante (conducibilità termica pari a 0,0299 W/mK); • autoestinguente; • non attaccabile da funghi, batteri e animali; • proprietà inalterate nel tempo; • leggero, atossico e riciclabile al 100%. Il calcestruzzo (maggiore RCK 400) utilizzato per l’irrigidimento, ma non portante, ha le seguenti caratteristiche: • antintrusione; • controventamento e stabilità; • resistenza e solidità conosciute. Il legno lamellare deriva da una serie di operazioni di riduzione del tronco in assi e la loro ricomposizione, tramite incollaggio. In questo caso prendo in considerazione travi in legno lamellare portanti in abete rosso, che hanno le seguenti caratteristiche: • leggerezza (meno di 500 kg/mc contro i 7.800 kg/mc dell’acciaio e 2.500 kg/mc del cemento armato); • resistenza strutturale simile a quella dell’acciaio; • innesco della combustione a 200 gradi centigradi; • lo strato carbonizzato protegge la parte di sezione resistente; • il lamellare è un materiale igroscopico che assorbe velocemente e cede lentamente l’umidità prodotta nell’ambiente; • fabbisogno energetico per la produzione di travi (luce 20 m) in media di circa 35 kWh/mq, contro 165 kWh/mq delle travi in acciaio e 62 kWh/mq in cemento armato; 26
  31. 31. Sistema costruttivo con elementi normalizzati • emissioni di CO2 come dal grafico 1. Grafico 8: Emissioni di CO2 Le pareti risultanti dal montaggio dei moduli, all’interno possono essere rivestite da 2 lastre in cartongesso, oppure una lastra in celenit e una in cartongesso. Il celenit è costituito per il 65% di fibre di abete lunghe e resistenti e dal 35% di leganti minerali (principalmente cemento) e presenta le caratteristiche di: • assorbimento acustico; • insensibilità ad acqua, gelo ed umidità; • pietrificazione progressiva delle fibre; • annullamento dei processi di deterioramento biologico del legno; • resistenza al fuoco. Infine, il cartongesso Knauf è: • protezione passiva al fuoco; • antiumidità; • comfort termico e acustico; • fissaggio a secco. 27
  32. 32. Sistema costruttivo con elementi normalizzati 3.1.1.2 Dimensioni e forma Il collegamento di legno e calcestruzzo attribuisce al modulo “nudo” una caratteristica forma ad “U”, all'interno della quale va a posizionarsi la coibentazione. Il pannello Costructure, di modulo standard 120÷240 cm di larghezza per circa 300 cm in altezza, risulta di spessore pari a 33 cm allo stato rustico, derivati dall’assemblaggio, dall’esterno verso l’interno, di: • una caldana di irrigidimento in calcestruzzo di 5 cm che sormonta i travetti e costituisce la parte esterna del pannello; • due travi portanti verticali in legno lamellare (spessore 28 cm, larghezza 10 cm) alle estremità; • una camera d’aria di 3 cm, ricavata gratuitamente dal posizionamento del coibente e che, se collegata con un sistema di prelievo dell'aria dal vespaio, abbassa la temperatura della lastra in calcestruzzo in estate e fa da barriera alle temperature rigide invernali ; • il coibente frapposto nello spazio rimanente tra i travetti, formato da uno spessore di 20 cm di polistirene espanso con grafite; • una camera d’aria sigillata rispetto all'ambiente abitato di 3 cm, ricavata gratuitamente dal posizionamento del catongesso interno e posta con lo scopo di mitigare il calore estivo, se collegata con un opportuno sistema di prelievo dell'aria dal vespaio, mentre d'inverno tale camera viene chiusa; • due lastre in cartongesso da 1,25 cm ciascuna che sormontano le travi all’intradosso, oppure una lastra in celenit da 3 cm e una lastra da 1,25 in cartongesso. Nella versione standard il pannello è caratterizzato a un intaglio “a elle” nella parte superiore interna di 5/6 cm per permettere la posa del solaio. Il modulo è assemblato attraverso le cosiddette tecnologie stratificate a secco e rientra, “in un certo senso”, nella famiglia di prodotti S/R (struttura – rivestimento), dove gli elementi costruttivi esistono già, sono stati prodotti per la quasi totalità industrialmente ed in cantiere essi devono essere connessi gli uni agli altri a secco, seguendo il progetto architettonico – tecnologico. Comunque è da tener presente che le proprietà del modulo sono notevolmente migliorabili utilizzando materiali diversi, aggiungendo ad esempio dei riflettenti, coibenti diversi e isolanti acustici. 28
  33. 33. Sistema costruttivo con elementi normalizzati 3.1.2 Il pannello: caratteristiche termiche 3.1.2.1 Definizioni La trasmittanza delle strutture rappresenta il flusso di calore che passa attraverso un m2 di parete per ogni grado di differenza tra le superfici. Essa è un fattore proprio del tipo di materiale e ne riassume l’attitudine a trasmettere il calore. Un valore basso di trasmittanza ha indica che l’edificio presenta un buon isolamento termico. Si definisce ponte termico la parte della struttura di un edificio che presenta caratteristiche termiche significativamente diverse da quelle circostanti e consente, quindi, flussi di calore più rapidi. Le cause principali di un ponte termico sono: discontinuità tra materiali, discontinuità geometriche, discontinuità nell'isolamento. 3.1.2.2 Norme Come si può vedere dalle tabelle 1 e 2, in allegato al D. lgs 311, la trasmittanza data dall’involucro abitativo dovrà essere al di sotto di quella limite per ciascuna zona climatica. Tabella 1: trasmittanza termica delle strutture opache verticali (fonte: gazzetta ufficiale) Tabella 2: trasmittanza termica delle strutture opache orizzontali e inclinate (fonte: gazzetta ufficiale) 29
  34. 34. Sistema costruttivo con elementi normalizzati La zona climatica è definita sulla base dei gradi/giorno come da Decreto del Presidente della Repubblica 26/08/1993 n. 412. 3.1.2.3 Confronto con struttura tradizionale latero – cementizia Dalla verifica termografica il pannello cieco (senza presenza di fori), coibentato con polistirene espanso con grafite (da scheda tecnica con conduttività pari a 0.029 W/mK), risulta avere una trasmittanza complessiva intorno alle 0.12 kcal/m2h° ben al di sotto dei valori limite C, dettati dal decreto citato. Il modulo ottiene queste prestazioni calibrando isolamento, ventilazione e la risorsa “inerzia termica”. A parità di spessore (circa 33 cm), per una parete con muratura in blocchi più intonaco interno ed esterno, possiamo stimare una trasmittanza termica teorica tra 0.61 e 0.45 kcal/m2h° C. Per raggiungere i valori del pannello Costructure servirebbe un aumento dello spessore di materiale isolante fino a 20 cm in più. Questo vuol dire che su una superficie di 20*10 m = 200 m2 si risparmiano 20cm*(20*2+10*2)m = 12m2. Equivale ad aumentare del 6% la superficie calpestabile a parità di tutto il resto! Inoltre, le strutture in laterocemento presentano sempre vulnerabilità nel comportamento termico (ponti termici) a causa delle connessioni perenni e rigide, ottenute a umido (Imperadori, 2006; p. XIX). I sistemi a secco, come in questo caso, in generale trovano svariate soluzioni in grado di ovviare al gravoso problema dei ponti termici. 3.1.3 Il pannello: caratteristiche acustiche 3.1.3.1 Definizioni Definisco: • Rw l’indice mononumerico di valutazione del potere fonoisolante apparente (UNI EN ISO 717-1 1997); • D2m,nT l’indice monomunerico di valutazione delll’isolamento acustico standardizzato di facciata (UNI EN ISO 717-1 1997); • Ln,w l’indice monomumerico di valutazione del livello di rumore di calpestio normalizzato (UNI EN ISON 717-1 1997); 30
  35. 35. Sistema costruttivo con elementi normalizzati • LASmax il livello massimo di pressione sonora; • LAeq il livello continuo equivalente di pressione sonora. 3.1.3.2 Norme Il d.p.c.m. del 5 Dicembre 1997 regola i valori massimi attribuibili ai rumori aerei e da calpestio, e i valori minimi di isolamento acustico delle pareti divisorie tra le diverse unità. Precisamente sono definiti Rw e D2m,nT con valori limite minimi dalla norma, mentre Ln,w, LASmax e LAeq sono definiti con valori massimi, per i diversi ambienti abitativi (Tabella 3 e 4). Dati in dB(A). Categoria Rw D2m,nT,w Ln,w LASmax LAeq D 55 45 58 35 25 A, C 50 40 63 35 35 E 50 48 58 35 25 B, F, G 50 42 55 35 35 Tabella 3: requisiti acustici degli edifici. Tabella 4: classificazione degli ambienti abitativi. 31
  36. 36. Sistema costruttivo con elementi normalizzati 3.1.3.3 Confronto con struttura tradizionale latero – cementizia Nelle strutture latero - cementizie il potere fonoisolante di una parete (Rw) ottiene valori di 50 ÷ 52 dB per il tamponamento esterno in muratura (forati esterni 15 cm, intercapedine d’aria ferma, forati interni 8 cm) e 45 dB circa per la struttura portante in cemento armato. Il comportamento acustico complessivo di queste strutture deve, inoltre, tenere presente di tutte le situazioni di discontinuità, di permeabilità e dei difetti dovuti alla realizzazione “in situ”. Per quanto riguarda le pareti divisorie interne di tali strutture (mattoni forati 12-15 cm), il loro potere fonoisolante è deputato alla loro massa che non consente di raggiungere i livelli di isolamento imposti dalla normativa. Nelle strutture S/R, in generale, l’omogeneità dei materiali e l’esattezza delle connessioni offrono una perfetta corrispondenza tra i calcoli e le effettive prestazioni dopo la messa in opera. Tali prestazioni si raggiungono con rivestimenti e materassini che pesano circa otto volte in meno rispetto alle soluzioni a umido e il cui ingombro in pianta è estremamente contenuto (Imperadori, 2006, p. 111 – 115). Il modulo, pur non essendo dotato di materiali fortemente isolanti dal punto di vista acustico (facendo riferimento alla parete cieca finita con le sole lastre in cartongesso), ottiene valori che rispettano la normativa, con isolamento pari a 55 dB per esterno e tra gli alloggi, e quindi di molto cautelativo rispetto ai 42 dB di limite inferiore richiesti. Infatti va precisato che i serramenti costituiscono sempre dei punti con valori valutabili a sé. 3.1.4 Il pannello: caratteristiche strutturali 3.1.4.1 Antincendio Trattandosi di parete interrotta da travi in legno lamellare e da camera d’aria, si realizza l’effetto di compartimentazione che riduce la propagazione del fuoco e lo veicola verso l’alto grazie al tiraggio della camera d’aria. Verso l’interno la parete va ovviamente protetta con idonei cartongessi o pannellatura adeguata. 32
  37. 37. Sistema costruttivo con elementi normalizzati 3.1.4.2 Antisismico Il pannello in fase di assemblaggio viene dotato di opportuni attacchi a terra in acciaio zincato, che andranno poi fissati sul calcestruzzo di fondazione con la funzione di dissipamento delle vibrazioni. 3.1.4.3 Portate La portanza del muro si misura in kg/cm2 (peso/superficie). La portanza della muratura in generale non è mai eccezionale: al massimo 8 ÷ 10 kg/cm2, rispetto ai 40 kg/cm2, che può sostenere un muro in blocchi di granito a secco o rispetto ai 60 ÷ 70 kg/cm2 del cemento armato. La portanza massima dei pannelli – parete è approssimabile intorno ai 50 kg/cm2, data dalle caratteristiche delle travi verticali in legno lamellare. 3.1.4.4 Estetica Il calcestruzzo in esterno può essere portato a un grado di finitura di buon livello direttamente in fase di produzione, grazie ad additivi che conferiscono esteticamente caratteristiche simili al marmo o a pietre lavorate. Per quanto riguarda il pannello di copertura è utile sottolineare che è possibile mantenere le travi a vista all’intradosso, creando un ricercato effetto estetico. 3.1.4.5 Smaltimento La produzione del pannello produce una quantità minima di scarto. Per quanto riguarda, invece, il recupero del modulo in fase di demolizione dell’edificio, si presentano varie possibilità. Infatti il pannello può essere disassemblato, recuperando singolarmente il legno, il coibente e il calcestruzzo, oppure può esser disconnesso e riutilizzato in blocco per un’altra costruzione. Questo principio vale sia per il pannello parete che per il pannello di copertura. 33
  38. 38. Sistema costruttivo con elementi normalizzati 3.1.5 Il pannello: caratteristiche di accoppiamento Accoppiamento dei materiali: i materiali componenti del pannello sono uniti a secco attraverso unione acciaio resina. Accoppiamento al suolo: in corrispondenza di ogni doppia trave verticale sono posizionate 5 barre in acciaio con diametro di 1,60 cm, immerse in parte nel calcestruzzo di fondazione, in modo da passare per 5 punti diversi di una carpenteria (piastra zincata quadrata) in acciaio. Questo sistema in acciaio permette di tenere staccato il legno dalle fondazioni, mantenendolo salubre (Figura 8). Tale aggancio permette, inoltre, di dissipare le sollecitazioni derivate da eventuali vibrazioni del terreno. Figura 8: Collegamento alle fondazioni Accoppiamento tra pannelli: i pannelli sono legati da un profilo in acciaio 9 x 12 cm posto all’estremità superiore in corrispondenza dell’intaglio che permette il posizionamento del solaio (Figura 9). 34
  39. 39. Sistema costruttivo con elementi normalizzati Figura 9 Per riempire la fessura verticale presente tra i moduli e dovuta ad una piccola tolleranza di misura, basta un semplice profilo di spugna. Accoppiamento pannelli di copertura: la copertura è connessa ai pannelli – parete grazie a un dormiente, posto sulla sommità della parete, a cui è avvitata (Figura 10). Figura 10: Sezione verticale appoggio solaio di copertura 35
  40. 40. Sistema costruttivo con elementi normalizzati Gli impianti sono posizionati nello spazio interno rimanente dal lato interno della coibentazione (o da ciò che la copre all’interno), e poi coperto da due lastre in cartongesso da 1,25 cm posato all’intradosso sulle travi. 3.2 Il sistema costruttivo basato sul modulo Il Sistema è stato ideato al fine di conferire le seguenti caratteristiche agli edifici: • rispetto delle normative italiane ed europee sul risparmio energetico degli edifici; • benessere degli ambienti abitativi; • sicurezza in cantiere; • velocità e facilità d’esecuzione. Come visto, l’elemento principale del sistema è un pannello modulare da posizionare in verticale, per le pareti, e inclinato, per la copertura. L’insieme dei pannelli costituisce un involucro che fornisce isolamento termico e acustico, ed al suo interno è posta una camera di ventilazione che determina flussi d’aria che beneficiano dell’apporto igrotermico, dell’atmosfera e del vespaio, così da realizzare un sistema microclimatico di geotermia superficiale aria-aria. Di seguito sono approfonditi: • l’industrializzazione della produzione; • effetti del sistema a camere d’aria; • certificazioni; • caratteristiche strutturali derivare dall’assemblaggio dei moduli; • classi energetiche. 3.2.1 Costruzione artigianale vs industriale Il pannello preassemblato mira alla standardizzazione per ovvi motivi di produzione logistica, ma si adatta alla dimensionalità progettuale proprio perchè preassemblato e non prefabbricato, e perchè la progettazione architettonica ed esecutiva via software permette di trasferire i dati informatici di produzione e composizione (assemblaggio). 36
  41. 41. Sistema costruttivo con elementi normalizzati I vantaggi del preassemblaggio industriale e montaggio, rispetto alla costruzione sul posto, sono: velocità di produzione, certezze del prodotto assemblato, minor incidenza dei trasporti, caratteristiche di qualità del lavoro in cantiere, progettualità. Le tecniche di assemblaggio a secco rappresentano un punto di riferimento per dare risposte concrete alle esigenze del moderno costruire chiamato a confrontarsi con problematiche come la riduzione dei tempi di costruzione, la sovrapposizione della fase di progettazione con quella di costruzione e il raggiungimento di un alto livello di flessibilità d’uso dell’edificio realizzato. La possibilità di progettare e realizzare le parti dell’edificio in luoghi differenti, per assemblarle successivamente in cantiere in tempi brevi, caratterizza non tanto le fasi esecutive, ma soprattutto le fasi di ideazione dell’opera da realizzare. L’introduzione di tecniche costruttive a secco consente di prevedere con buona approssimazione i tempi e le fasi produzione e di lavoro in cantiere, favorendo una programmazione più puntuale delle operazioni da effettuare e limitando al massimo i tempi morti nella realizzazione, i quali provocano l’innalzamento dei costi di costruzione. 3.2.2 Effetto polmone e microclima La parete risultante dal montaggio dei moduli non costituisce una parete ventilata disperdente in facciata, in quanto il flusso d’aria che proviene dalle fondazioni (coibentate ambo i lati) e dal vespaio (con solaio coibentato), passa nei pannelli parete a camino, nei pannelli di copertura ed esce dal colmo d’espulsione dell’aria, o dalle torrette per aumentare il tiraggio, seguendo il seguente principio: l’aria scambia il calore con il terreno nel vespaio (che si trova sempre tra gli 8 e i 18 gradi centigradi), dove aumenta la propria temperatura d’inverno e la riduce d’estate, e prosegue nelle pareti e nella copertura, mediando la differenza di temperatura tra l’ambiente interno dell’edificio e l’atmosfera (Figura 11). 37
  42. 42. Sistema costruttivo con elementi normalizzati Figura 11: percorso delle camere d’aria Una parete interna raffrescata contribuisce a ridurre la temperatura dell’aria interna ma soprattutto aumenta il senso di benessere: con una temperatura superficiale di 18 gradi la temperatura ambientale può variare dai 20 ai 29 gradi mantenendo una sensazione di benesse, se invece la temperatura superficiale è di 25 gradi c’è una sensazione di eccessivo calore già ad una temperatura ambientale di 24 gradi. In realtà non ci sono ancora dati precisi sull’andamento dell’aria, in quanto esso si presenta incostante nel tempo e con flusso in entrambe le direzioni tra i punti di ingresso e di uscita. Questo flusso, quindi, sembra comportarsi come una pompa naturale, la quale agisce come un polmone, crea un microclima ed espelle in atmosfera gas che risalgono dalla crosta terrestre, tipo il radon, dannosi per l’uomo. È stato comunque dimostrato che l’effetto “polmone” permette alle pareti di essere uniformi termicamente su ogni lato dell’edificio. Con questi moduli si presenta la possibilità di creare due camere d'aria, quella più esterna funzionante tutto l'anno e quella più interna solamente d'estate; così facendo si potrebbe ottenere un sistema-parete traspirante unico nel suo genere e una climatizzazione a costo zero. 38
  43. 43. Sistema costruttivo con elementi normalizzati 3.2.3 Certificazioni e verifiche Le certificazioni obbligatorie per quanto riguarda gli edifici abitativi sono: • verifica geologica e delle falde; • collaudo statico dell’edificio; • certificazione della classe energetica (dal 1 Gennaio 2008); • dichiarazione di conformità dell’impianto elettrico e idraulico; • certificazioni di livelli acustici entro le norme. Mentre tra quelle non obbligatorie, ma certamente utili troviamo, ad esempio, la certificazione ambientale (emissioni di gas nell’atmosfera e uso di materiali riciclati o riciclabili). 3.2.4 Caratteristiche strutturali dell’involucro 3.2.4.1 Antincendio La resistenza al fuoco va riferita al ruolo di difesa passiva svolto dal sistema strutturale e di compartimentazione dell’edificio. La fase progettuale deve prevenire lo sviluppo e la propagazione delle fiamme e assicurare l’evacuazione e l’operatività delle squadre di soccorso. I materiali scelti per la produzione del pannello sono generalmente di classe zero o uno; il legno lamellare presenta caratteristiche antincendio, come alcuni tipi di polistirolo e di gesso, di grande valore. Unico punto da valutare è costituito dalle camere d’aria, le quali, se non sigillate a dovere, potrebbero costituire un problema. 3.2.4.2 Antisismico La particolarità degli attacchi a terra, barre in acciaio inserite in parte nel calcestruzzo e fissate nel legno, e il bassissimo peso delle strutture derivate dal pannello, permettono di smorzare gran parte delle sollecitazioni provenienti dalle vibrazioni del terreno. Lo scopo delle verifiche sismiche è valutare il grado di sicurezza della struttura, in relazione al raggiungimento di stati limite predefiniti, quando viene assoggettata a forze statiche equivalenti al sisma di progetto. 39

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