Internet TV: trend a cui dare un senso

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Slide della lezione di Antonio Pavolini al Corso di Tecnologie per la Comunicazione d'Impresa (AA 2010-2011)

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Internet TV: trend a cui dare un senso

  1. 1. Internet TV: trend a cui dare un senso
  2. 2. Il ruolo del Prosumer Content nei trend emergenti del consumo video online 2 La creazione e il consumo di video online è una delle principali attività in rete, e con il più alto tasso di crescita, a causa: Del crollo dei costi di produzione e distribuzione Del fatto che la fruizione/condivisione dei contenuti è ormai parte della nostra vita quotidiana, diventando mainstream non solo sul desktop, ma anche sul mobile e (presto) sullo schermo del salotto) La cattura e la pubblicazione di contenuti protetti da diritto d’autore pubblicati su YouTube, e la condivisione in P2P delle serie TV è una delle principali fonti di traffico e attenzione sul Web Netflix (online video rentals) genera il 20% del traffico internet negli USA UGC and Prosumer content creators non sono motivati in via principale dalla monetizzazione, dato che un business model è ancora da consolidare. Piuttosto, la leva principale è la condivisione (per gli UGC) e il self marketing (per i prosumer) I broadcaster tradizionali vedono la distribuzione web come una opportunità di diversificare la propria offerta e di estendere il pubblico dei singoli programmi oltre il limite del palinsesto (catchup tv) ma… ...la vedono anche come una minaccia per i loro usuali business model (Pay e Adv).
  3. 3. 3 L’assalto allo schermo del salotto BB STB Apple TV Game console Es: xBos 360, PS3 Lettori Blu-ray/ DVD Broadcast: Satellite, Cable BroadBand Network Internet IP (Unmanaged) BB STB “Ibrido” (DTT, Sat, Cable, IP) Es: Tivo, CuboVision Traditional Set Top Boxes: Cable, Sat, DTT , hybrid,IPTV BB STB Open Es: Roku TV set Internet-enabled Es: Sony Bravia, Philips Net TVTV set DTT Embedded TELCO IPTV OTT TV BOXES IP (Managed)
  4. 4. Le soluzioni Over the Top TV e di Video Sharing rubano eyeballs all’IPTV 4 Cost & Complexity of distribution solution AudiencexSingoloContenuto Block busters Managed Distribution Video Sharing Platforms Mainstream Web TV Best effort Independent Content Providers IPTV OTT Video Streaming PlatformsUGC Online Stores
  5. 5. 5 Google TV ruberà tutto il divano? *Source: The New York Times
  6. 6. L’ascesa della Middle Tail 6 2012?
  7. 7. Una soluzione distributiva per ogni contenuto 7 Broadcast Peer-2-Peer Client/Server Hi-End CDN Low-End CDN
  8. 8. Fattori di Successo: un mix basato sui modelli di fruizione 8 Long Form/Short Form Lean Back/Lean Forward Discovery/Search Pay per View/Pay To Own Audio/Video La crescente interazione con il contenuto e la conseguente scarsità dell’attenzione determinano una sofferenza dei contenuti di lunga durata a vantaggio dello “short form” Il long form si “rifugia” in UX coinvolgenti (Blu-Ray, Sale, 3D) Per TV e Radio mainstream, la conseguenza è una frammentazione dei palinsesti Per i Content Provider Indipendenti, svincolati da logiche di palinsesto, si offre l’opportunità di sfruttare segmenti della quotidianità che precedentemente non erano dedicati alla fruizione di media Cresce la sfida di rendere appetibili contenuti nati per una fruizione desktop, ad alta interazione con l’utente (Lean Forward) anche sullo schermo del salotto (Lean Back - interazione limitata) (Yankee Group, 2010) La soluzione non è ergonomica (telecomando), ma in una migliore UX complessiva (OVEC, 2009) Dai palinsesti alle playlist personalizzate o orientate dai motori di recommendation Il desktop rimane l’ambiente ideale di configurazione dei connected devices dedicati alla fruizione lean back, ma cresce il ruolo del mobile per le applicazioni social Sullo schermo del salotto (TV), o alla guida dell’auto (Radio) l’utente preferisce ancora “imbattersi” (stumble upon) in un contenuto, secondo la modalità “Discovery” per anni governata dai responsabili dei palinsesti… …ma non è più la televisione e la radio lineare a decidere il “Discovery”. Nella creazione delle playlists è sempre maggiore il ruolo dei “friends”, dei motori di reccomendation Il Search rimane ancora la modalità di accesso al contenuto preferita sui supporti Desktop e Mobile. L’Italia è il paese dove il PTO è meno preferito per i contenuti (OVUM) In Italia vi è una willingness to pay più elevata per la fruizione, quindi il PPV o il noleggio (Yankee Group, 2010) Gli italiani sono i meglio disposti verso il pre-roll advertising , a causa della lunga e prevalente abitudine alla televisione commerciale (OVUM) L’Italia è il paese con la migliore opportunità di inserire le nuove funzionalità OTT-TV in una offerta “tiered”, in cui l’accesso all’application store è condizionato al pagamento di un premium. (Yankee Group) Text/StillPics La digitalizzazione trasferisce i contenuti testuali su connected devices Tali device si specializzano per tipologia: ebook (long) tablet (short + medium) tutti gli altri (short) I tablet creano ulteriori “aree di fruizione” nell’ambiente domestico (quarto schermo) Sia in mobilità che sul “quarto schermo domestico” i contenuti testuali long form rimangono sostanzialmente lean back, non richiedendo una frequente interazione col fruitore Gli short/medium form (giornali, blog, e-magazine, pics) sono più engaging, e si prestano meglio al target/context based adv Nel mondo dei testi, il search – magari coadiuvato da un potente motore di reccommendation (Kindle Amazon, iTunes) governa ancora la decisione d’acquisto Gli editori di ebook non concedono l’accesso agli stores con canone I giornali e i magazine, invece, “sono applicazioni “(Luca de Biase) a premium mensile Lo short form (blog, redazioni online, ecc.) si regge su ADV o sul personal branding dell’autore
  9. 9. Grazie! 9 Antonio Pavolini antoniocontent@yahoo.it www.conversational.it

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