Stili di Attaccamento. Metacognizione e Sistemi Motivazionali: uno studio Correlazionale

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LA PRESENTE RICERCA SI SVOLGE SEGUENDO DUE VIE SINERGICHE CHE DA UN LATO APPROFONDISCE I RAPPORTI FRA GLI ASPETTI PSICOPATOLOGICI , L’ ATTACCAMENTO E LE DIMENSIONI METACOGNITIVE, DALL’ALTRO STUDIA LE CORRELAZIONI FRA QUESTE ULTIME ED I SISTEMI MOTIVAZIONALI

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Stili di Attaccamento. Metacognizione e Sistemi Motivazionali: uno studio Correlazionale

  1. 1. STILI DI ATTACCAMENTO,METACOGNIZIONE ESISTEMI MOTIVAZIONALI :UNO STUDIOCORRELAZIONALECafari Maurizio*, Calabrò Gabriella*, Castaldo Giovanna*, Gallo Emanuela*,Ganucci Cancellieri Uberta*, Giordano Francesca*, Impiduglia Giovanna*,Mangano Piera*, Marino Iolanda*, Minutolo Fabiana*, Montesanti Marzia*,Morabito Simona*, Patti Luciana*, Pitasi Antonia*, Sarcone Fiorella*, TimpanoFrancesco*, Zaccone Sabrina*.* Scuola di Psicoterapia Cognitiva di Reggio Calabria
  2. 2. XVI CONGRESSONAZIONALE SITCC Roma 4 - 7 Ottobre 2012
  3. 3. PRESENTAZIONE LA PRESENTE RICERCA SI SVOLGESEGUENDO DUE VIE SINERGICHE CHE DA UN LATO APPROFONDISCE I RAPPORTI FRA GLI ASPETTIPSICOPATOLOGICI , L’ ATTACCAMENTO E LE DIMENSIONI METACOGNITIVE,DALL’ALTRO STUDIA LE CORRELAZIONI FRA QUESTE ULTIME ED I SISTEMI MOTIVAZIONALI
  4. 4. QUADRO TEORICO Nel corso degli anni sono statecondotte alcune ricerche con lo scopo di indagare la correlazione frametacognizione e stili di attaccamento e metacognizione e stati mentali
  5. 5. QUADRO TEORICO METACOGNIZIONE E PSICOPATOLOGIADiversi autori hanno evidenziato come un malfunzionamento metacognitivo contribuisca allesordio ed al mantenimento della sintomatologia
  6. 6. QUADRO TEORICO- nei disturbi di personalità (Fonagy, 1991,2001; Semerari, 1999; Di Maggio e Semerari,2003);- nella schizofrenia (Frith, 1992; Brune, 2003);- nellautismo (Baron - Cohen, 1985, 1995);- nell’ansia (Wells – 2005);- nella depressione (Teasdale. 2002).
  7. 7. QUADRO TEORICO ATTACCAMENTO E PSICOPATOLOGIA Ulteriori studi più recenti hanno indagato la relazione tra il disturbo d’ansia generalizzato (DAG) e stati mentali relativi allattaccamento,evidenziando una maggiore vulnerabilità socialee cognitiva nei soggetti con DAG derivante da un attaccamento infantile insicuro. (Cassidy et al., 2009)
  8. 8. QUADRO TEORICO ATTACCAMENTO E PSICOPATOLOGIA Un serio deficit nel monitoraggio metacognitivo, ovvero della capacità di osservare le operazioni mentali del pensiero e dell’affettività mentre si svolgono, così da poterne controllare il decorso, sembra essere caratteristico delle relazioni al cui interno compare la disorganizzazionedell’attaccamento (Main, 1991; Main, 1995; Main & Hesse, 1992; Main & Morgan, 1996).
  9. 9. METACOGNIZIONE Capacità dell’ individuo di compiere attività cognitive euristiche sulle proprie ed altrui condotte psicologiche, nonché la capacità diutilizzare tali conoscenze a fini strategici per la soluzione di compiti e per padroneggiare specifici stati mentali, fonte di sofferenza soggettiva” (Carcione et al., 1997 e Semerari,1999 - 2003).
  10. 10. METACOGNIZIONEPer contenuti metacognitivi intendiamo le idee e le convinzioni con cui vengono interpretati e valutati i contenuti e i processi mentali. Per funzioni metacognitive, intendiamo quell’insieme di abilità che ciconsentono di comprendere i fenomeni mentali e di operare su di essi per la risoluzione di compiti e per padroneggiare gli stati mentali
  11. 11. OBIETTIVI DI RICERCADeterminati aspetti sintomatici sono correlabili a specifiche funzioni metacognitive e particolari stili d’attaccamento.Le dimensioni metacognitive sono correlabili all’attivazione di sistemi motivazionali
  12. 12. CAMPIONE DI RICERCA 30 soggetti di entrambi i sessi di età compresa tra i 25 e i 60 anni
  13. 13. METODO DI RICERCA Ad ogni soggetto sono statisomministrati i seguenti strumenti di indagine: SCL-90R ASQ AAI SVaM 4.0
  14. 14. METODO DI RICERCA I dati sono stati codificati ed analizzatiARC90 per la gestione dello strumento SCL- 90R Cryteria Technologies Matrice proprietaria per ASQ SPSS Statistic Standard versione 19 IBM
  15. 15. METODO DI RICERCA Il campione è stato suddiviso in duesottogruppi per ciascuna variabile indipendente (VI = valori ottenuti alle diverse scale della SCL-90R), che è stata codificata come variabile dicotomica: 1 = valori < 60 (assenza di patologia) 2 = valori > 60 (presenza di patologia) VD : punteggi ottenuti alla SVaM e ASQ
  16. 16. METODO DI RICERCALe analisi statistiche sono statecondotte alfine di verificareun effetto diretto significativo della VI(= sintomatologia) sulle diverse VD (=stili di attaccamento e funzionimetacognitive).
  17. 17. RISULTATI- Scala Sensibilità Interpersonale : i soggetti consintomatologia positiva mostrano una significativaminore fiducia nelle relazioni d’attaccamento, comeevidenziato da tutte le scale ASQ (“Fiducia” p < .019,“Disagio Intimità” p < .007, “Secondarietà Relazioni” p< .019, “Bisogno Approvazione” p < .001,“Preoccupazione Relazioni” p < .012).- Non si evidenziano invece correlazioni significativetra punteggi SVaM e scala IS
  18. 18. SensibilitàInterpersonale
  19. 19. RISULTATIScala Ossessione-Compulsione: si evidenziano, per isoggetti patologici, punteggi relativi alla scalaASQ-”Disagio Intimità” significativamente più elevatirispetto ai soggetti appartenenti al campione nonpatologico (ASQI p < .026).- Scala Depressione: i soggetti con sintomatologiadepressiva presentano una configurazione dello stiledi attaccamento di tipo ansioso più marcata e lafunzione di monitoraggio/autoriflessività risultamaggiormente attivata rispetto ai soggetti nondepressi (ASQA p < .025, ASQP p < .016);SVaMam<.048.
  20. 20. Ossessione-Compulsione
  21. 21. Depressione
  22. 22. RISULTATI- Scala ANX: i soggetti con sintomatologia ansiosaevidenziano punteggi significativamente maggiori nellasottoscala “Bisogno di Approvazione” dello strumentoASQ (p < .011). La funzione metacognitiva diautoriflessività risulta maggiormente ingaggiata in tuttele sottoscale rispetto ai soggetti non patologici(SVaMam p < .005, SVaMad p < .052, SVaMai p < .053).
  23. 23. Ansia
  24. 24. RISULTATI- Scala HOS: permette di evidenziare che i soggetticon punteggi elevati in questa scala mostrano minoripunteggi nella scala “Fiducia” dell’ASQ rispetto aisoggetti non patologici (p > .051).- Inoltre differenze significative di punteggio nelladirezione dell’insicurezza si evidenziano nella scalaASQI (p < .009), ASQR (p < .012), ASQP (p < .020), incui presentano punteggi maggiori rispetto ai nonpatologici.
  25. 25. Ostilità
  26. 26. RISULTATI- Scala PHOB: non sono emerse differenzesignificative;- Scala PAR: per i soggetti con sintomatologiaparanoica, si evidenzia una differenza significativaalle scale “Secondarietà delle Relazioni” e“Preoccupazione delle Relazioni”( rispettivamentecon p < .050 e p < .022) dove ottengono punteggi piùalti.
  27. 27. IdeazioneParanoide
  28. 28. RISULTATI- Scala PSY: i soggetti con punteggi elevatievidenziano significative differenze nella direzionedell’insicurezza, in particolare nelle scale “Disagioper l’Intimità” (p < .002), “Bisogno di Approvazione”(p< .013) e “Preoccupazione delle Relazioni” (p < .001).
  29. 29. Psicoticismo
  30. 30. CONCLUSIONI Una tendenza ad una maggiore insicurezza nellerelazioni di attaccamento nei soggetti con punteggielevati nelle singole dimensioni rilevate dalla SCL- 90R, nello specifico pressoché tutte le suddette dimensioni correlano in maniera altamente significativa alle scale della ASQ, questo dato che viene inoltre confortato dalle precedenti ricerchecondotte in quest’ambito (Shaver e Cassidy, 1999)
  31. 31. CONCLUSIONII soggetti con sintomatologia depressivapresentano una configurazione più marcatadello stile di attaccamento di tipo ansioso,inoltre risulta positivamente ingaggiata lafunzione metacognitivamonitoraggio/autoriflessività rispetto aisoggetti non depressi (SVAMAM p < 0,048).
  32. 32. CONCLUSIONII soggetti con sintomatologia ansiosaevidenziano punteggi significativamentemaggiori nella sottoscala “Bisogno diApprovazione” dello strumento ASQ (p < .011).La funzione metacognitiva di autoriflessivitàrisulta maggiormente ingaggiata nelle sottoscaleMonitoraggio, Differenziazione ed Integrazionerispetto ai soggetti non patologici (SVAMAM p< .005, SVAMAD p < .052, SVAMAI p < .053).
  33. 33. CONCLUSIONIUna correlazione lineare negativa esignificativa ( p < 0,036 ; r = - 0,385)tra la ASQR ( preoccupazione dellerelazioni ) e la sottoscalametacognitiva della Differenziazione
  34. 34. SISTEMI MOTIVAZIONALI «L’uomo ha una vita di relazione fondata su alcune forme basilari, cui è predisposto per via innata; queste forme direlazione appaiono come condotte soggette a regole, ogni sistema di regolazione di una data forma di relazionecorrisponde a un valore evoluzionistico di sopravvivenza edi successo riproduttivo per tutti i contraenti della relazione. Ogni forma di relazione dunque può essere considerato come un insieme o sistema di regole di condotta sociale che è comodo chiamare per brevità, “sistema comportamentale” o “sistema motivazionale interpersonale”» (Liotti, 1994)
  35. 35. SISTEMI MOTIVAZIONALI I sistemi motivazionali (SMI) fondano sudisposizioni innate, selezionate dai processi evoluzionistici. Queste tendenze sono universali ed operano in tutti gli individui della specie anche se le loro espressioni concrete nel comportamento variano in funzione dell’esperienza del singolo individuo, particolarmente per l’uomo.
  36. 36. SISTEMI MOTIVAZIONALI SCHEMA DI RICERCA E’ STATO ESEGUITO UNO STUDIO PILOTA SU 10 DEI 30 SOGGETTIPRIMA CONSIDERATI, UTILIZZANDO GLI ITEMS 6-11 INCLUSI DELLA ADULT ATTACHMENT INTERVIEW. SONO STATI APPLICATI COME STRUMENTI DI ANALISI SIA LA SVAM CHE L’AIMIT
  37. 37. SISTEMI MOTIVAZIONALI SCHEMA DI RICERCAITEMS AAI6. Da bambino quando era preoccupato cosa faceva? Quando era preoccupatoemotivamente. Può illustrarlo con episodi specifici?Può ricordare cosa capitava quando ai faceva un po male fisicamente? Ancora,le vengono in mente episodi specifici?E stato mai malato da piccolo? Ricorda cosa succedeva?Come si comportavano i suoi genitori? (Indagare come ogni genitore trattavatali disagi)7. Qual è stata la prima volta che ricorda di essere stato separato dai suoigenitori? Come ha risposto e come hanno risposto loro? Ci sono altreseparazioni che le vengono in mente?8. Si è mai sentito rifiutato quando era piccolo? Naturalmente, guardandoindietro adesso, può rendersi conto che non era realmente in rifiuto, ma quelloche voglio chiederle è se si ricorda di essersi mai sentito rifiutato nellinfanzia.E ricorda sensazioni di rifiuto da parte di altre persone (altri adulti significativi ocompagni)?
  38. 38. SISTEMI MOTIVAZIONALI SCHEMA DI RICERCAITEMS AAI9. Alcune persone ricordano episodi di maltrattamento allinterno della propria famiglianella loro infanzia. E capitato qualcosa di simile nella sua famiglia? Che gravità haavuto? Con che frequenza accadeva?10. Come pensa che queste esperienze con i suoi genitori abbiano influenzato la suapersonalità adulta? Pensa che possano avere rappresentato un ostacolo o unadifficoltà per lei?Cosa pensa sul perché i tuoi genitori si sono comportati come hanno fatto, durante latua infanzia?Ci sono stati dei cambiamenti nei rapporto con i suoi genitori dallinfanzia ad oggi?Come vive il rapporto con i suoi genitori ora che è adulto?11. Ci sono stati adulti a cui era legato quando era bambino? (Adulti importanti, anchese non parenti.) Che età avevano? Vivevano nella sua casa? Avevano qualcheresponsabilità nei suoi confronti? Si prendevano cura di lei in qualche modo? Perchéritiene che fossero importanti?
  39. 39. SISTEMI MOTIVAZIONALI SCHEMA DI RICERCAMON = Monitoraggio (Autoriflessività)DIF = Differenziazione (Autoriflessività)INT = Integrazione (Autoriflessività)CMD = Decentramento (ComprensioneMente Altrui)CMM = Monitoraggio (ComprensioneMente Altrui)MA = Mastery per la Svam
  40. 40. SISTEMI MOTIVAZIONALI SCHEMA DI RICERCAAT = ATTACCAMENTOAC = ACCUDIMENTORA = RANGO-AGONISTICOGIO = GIOCOAF = AFFILIAZIONEDIF = DIFESAPA = PARITETICO-COOPERATIVOSEX = SESSUALEper l’ AIMIT
  41. 41. SISTEMI MOTIVAZIONALI SCHEMA DI RICERCAE’ stata utilizzata una codifica binaria sia per la Svamche per l’AIMIT e precisamente : 0 = non ingaggiata 1= ingaggiata per la SvAM 0 = SMI assente 1 = SMI presente per l’AIMIT
  42. 42. SISTEMI MOTIVAZIONALI SCHEMA DI RICERCA I DATI OTTENUTI SONO STATIANALIZZATI SEGUENDO L’IPOTESI DI UNA CORRELAZIONE TRA DIMENSIONI ATTIVATE DELLA METACOGNIZIONE E SISTEMI MOTIVAZIONALI.
  43. 43. SISTEMI MOTIVAZIONALI RISULTATICORRELAZIONE LINEARE MODERATA POSITIVA ADALTISSIMA SIGNIFICATIVITA’ (p< 0,001)TRA ILSISTEMA MOTIVAZIONALE DELL’ATTACCAMENTOSEGUENTI DIMENSIONI DELLA METACOGNIZIONE : AUTORIFLESSIVITA’ : MONITORAGGIO DIFFERENZIAZIONE INTEGRAZIONE COMPRENSIONE MENTE ALTRUI : MONITORAGGIO
  44. 44. ATTACCAMENTO
  45. 45. SISTEMI MOTIVAZIONALI RISULTATI CORRELAZIONE LINEARENEGATIVA MODERATA ADALTA SIGNIFICATIVITA’ (p< 0,05) TRA I SISTEMIMOTIVAZIONALI RANGO E PARITETICO
  46. 46. SISTEMI MOTIVAZIONALI RISULTATI
  47. 47. SISTEMI MOTIVAZIONALI RISULTATI
  48. 48. SISTEMI MOTIVAZIONALI RISULTATISI E’ ANCHE CONSIDERATA L’IPOTESI CHE LEDOMANDE STIMOLO POSSANO ELICITARE UN PARTICOLARE SISTEMA MOTIVAZIONALE RISPETTO AD UN ALTRO. CONSEGUENTEMENTE SI SONO ANALIZZATELE CORRELAZIONI DELLE DOMANDE STIMOLO INDIPENDENTEMENTE DAI SOGGETTI
  49. 49. SISTEMI MOTIVAZIONALI CONCLUSIONI A) IL SISTEMA MOTIVAZIONALEDELL’ATTACCAMENTO ELICITA LE FUNZIONI DI AUTORIFLESSIVITA’ DELLA METACOGNIZIONEB) AUMENTO DELLA CAPACITA’ DI INTEGRAZIONE
  50. 50. SISTEMI MOTIVAZIONALI CONCLUSIONI C) NON PRIVILEGIA IL DECENTRAMENTOD) LO SMI RANGO E PARITETICO SONO NEGATIVAMENTE CORRELATI

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