Ws2011 sessione6 calabrese_coccia_manieri_mondauto

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A Measurement of Workers’ Geographical Mobility. Calabrese S., Coccia G., Manieri M., Mondauto L.

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  • 1.
    • Gruppo Valorizzazione delle Statistiche Pubbliche
    • Workshop
    • Enhancement and Social Responsibility of Official Statistics
    • Principles - Methods and Techniques –
    • Applications for the Production and Dissemination
    A Measurement of Workers’ Geographical Mobility S.Calabrese, G.Coccia, M.Manieri, L.Mondauto Rome April 28 – 29 2011
  • 2. L’indagine continua sulle forze di lavoro come uno straordinario patrimonio informativo, attraverso il quale supportare ed orientare le strategie decisionali in materia di politiche del lavoro; “ Tesaurizzare ” la variabile “ residenza ” per definire una geografia dei mercati del lavoro diversa, caratterizzata da aspetti utili ad arricchire il quadro fenomenologico di riferimento; Inserire una prospettiva “ dinamica ” nella lettura del MdL, utile ad esplicitare la capacità di un determinato territorio di attrarre lavoratori provenienti da contesti diversi. Obiettivo
  • 3. Confronto tra le variabili “ residenza ” e “ luogo di lavoro ”; Le principali statistiche sul MdL sono riferite al luogo di residenza dell’individuo e non al luogo (abituale) di lavoro. Strategia d’analisi
  • 4. Osservazioni
    • Che tipo di distorsione introduce tale elemento nella lettura dei fenomeni?
    • Che impatto determinerebbe dal punto di vista delle politiche e delle indicazioni che la statistica ufficiale potrebbe fornire al decisore politico?
    • Un occupato, residente in una regione A, che perde il proprio posto di lavoro in una regione B, dovrà essere “preso in carico” dai servizi per l’impiego della regione A o B?
  • 5. Quesito? E’ possibile arricchire l’informazione restituita attraverso l’introduzione di opportuni indicatori, capaci di cogliere il livello di mobilità territoriale dei lavoratori e ponendo pertanto l’accento sulla distinzione tra residenza del lavoratore e luogo effettivo di lavoro ?
  • 6. Trasposizione al MdL dell’indicatore definito dall’Istat per valutare la mobilità territoriale dei laureati: Indicatore di Mobilità territoriale Lavoratori residenti nella regione “i” che lavorano fuori regione; Lavoratori che lavorano nella regione “i” ma risiedono fuori regione; Lavoratori che lavorano e risiedono nella regione “i” ; L’indice rapporta il numero di entrate ed uscite di occupati di una determinata regione al numero di occupati che lavorano nella regione di residenza; cioè gli occupati che “ si muovono ” su quelli che non lo fanno.
  • 7. La mobilità è contraddistinta maggiormente da un flusso in entrata o in uscita? Indicatore di “Attrazione occupazionale” Lavoratori residenti nella regione “i” che lavorano fuori regione; Lavoratori che lavorano nella regione “i” ma risiedono fuori regione; Lavoratori che lavorano e risiedono nella regione “i” ; Un valore positivo indica una prevalenza delle entrare sulle uscite e quindi una maggiore attrattività del contesto occupazionale regionale.
  • 8. I RISULTATI Tav. 1 - Origine - destinazione (occupati per regione di residenza e regione del luogo di lavoro; valori percentuali di riga)*- 2009
  • 9. I RISULTATI Tav. 2 - Origine - destinazione (occupati per regione di residenza e regione del luogo di lavoro; valori percentuali di colonna)* - 2009
  • 10. Le regioni che presentano il valore più alto dell’indice sono: Molise (15,7), Basilicata (13,9), Valle d’Aosta (10,6), Umbria (8,6); Le regioni con valori bassi dell’indice sono: Sardegna (1,4), Sicilia (2,7), Trentino Alto Adige (3,3). I dati mostrano come non vi sia una classica differenziazione territoriale dell’indice tra Nord e Sud del Paese, ma una situazione piuttosto diversificata all’interno delle singole ripartizioni territoriali. I RISULTATI – Indice di mobilità occupazionale
  • 11. Presentano un valore negativo dell’indice , in particolare: Umbria (-3,5), Campania (-2,8) e Sicilia (-1,9) L’unica regione del Nord a presentare un valore negativo dell’indice è il Veneto . I valori più elevati si registrano, invece, in Valle D’Aosta (6,14), Emilia Romagna (2,26), Liguria (1,7) e Lazio (1,53). Al contrario dell’indice di mobilità territoriale, quello di attrazione evidenzia una più delineata distinzione tra le regioni del Sud e il resto del Paese, come risulta evidente dal cartogramma I RISULTATI – Indice di attrazione occupazionale
  • 12. I RISULTATI