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  • Psicologia delle comunicazioni sociali La comunicazione pubblicitaria
  • La comunicazione pubblicitariaLa pubblicità"La pubblicità consiste di qualsiasi forma di presentazione opromozione impersonale di idee, beni o servizi da parte di unpromotore ben identificato, effettuata a titolo oneroso" (PhilipKotler, Walter G. Scott).Spesso si identifica nel conseguimento di vendite dirette. Altrevolte è utilizzata per attirare i consumatori presso i luoghifisici in cui il prodotto può essere acquistato. Altre volte,infine, persegue l’obiettivo di creare una immagine aziendale.
  • La comunicazione pubblicitariaLa pubblicità “E’ una pratica sociale volta all’esibizione di contenuti simbolici, con funzioni di persuasione e socializzazione, solitamente realizzata nel contesto di un più vasto scambio di stampo economico e/o comunicativo” A.Abruzzese, F.Colombo, Dizionario della pubblicità, Zanichelli, 1994
  • La comunicazione pubblicitariaIstanze della comunicazione pubblicitaria Per un dato prodotto possono valere, anche dal punto di vista temporale, tre differenti istanze pubblicitarie: • di riconoscimento ed accettazione: cruciale per i nuovi prodotti, impone che i potenziali acquirenti possano conoscere il prodotto e le sue caratteristiche più salienti superando la resistenza al nuovo e la modificazione dei comportamenti precedenti. • di supremazia competitiva; riguarda prodotti ormai noti che si contendono una stessa fetta di mercato • di conservazione dell’immagine e di rinforzo mnestico al fine di rinnovare il tacito contratto di disponibilità con i consumatori fidelizzati
  • La comunicazione pubblicitaria La dinamica degli atteggiamenti dei consumatori B Personalità ed Credenze ed autostima atteggiamentiA Mass media C D Credenze sul E Opinion prodotto e la Percezione Atteggiamento leaders marca delle Gruppi di generale verso informazioni Valenza delle appartenenza sul prodotto e credenze sul il prodotto e la e riferimento la marca marca prodotto e la Esperienza marca diretta Struttura dei Sistema dei bisogni valori
  • Il modello AIDARisale al 1898, ed è l’acronimo di quattro parole che richiamano le quattro fasi attraverso le quali un acquirente passa. Azione Desiderio Interesse Attenzione E. St. Elmo Lewis (1872-1948)
  • La comunicazione pubblicitariaIl modello AIDA • L’Attenzione per le informazioni che soddisfano le proprie esigenze (Stadio conoscitivo); • L’Interesse (Stadio affettivo); • Il Desiderio di possedere quel determinato bene/servizio (Stadio affettivo); • L’Azione quando il desiderio diventa un vero e proprio bisogno (Stadio dell’azione). Successivamente è stato aggiunto il livello della "soddisfazione".
  • gli elementi della Gerarchia degli Effetti e le relative variabili •Cognition: variables of this element include attention, awareness, comprehension, and learning (think) •Affect: variables comprise of interest, evaluation, attitude, feeling, conviction, and yielding (feel) •Conation: variables include intention, behavior, and action (do)Palda, Kristian (1966) ʻThe Hypothesis of a Hierarchy of Effects: A Partial Evaluationʼ , Journal of Advertising Research 3 (February): 13–24
  • La comunicazione pubblicitariaIl modello della gerarchia degli effetti •La Consapevolezza dell’esistenza di un determinato prodotto quantomeno a livello di nome del bene e/o servizio. •La Conoscenza delle caratteristiche distintive del prodotto offerto, in termini di immagine e notorietà. •Il Gradimento è la risposta affettiva ai benefits conseguenti all’adozione del prodotto e al suo uso. •La Preferenza significa il gradimento del proprio pubblico di riferimento in termini di qualità, valore, prestazioni e su altre caratteristiche del bene (design, stile, colori, packaging, etc.). •La Convinzione di acquistare il prodotto. •L’Acquisto.
  • La comunicazione pubblicitaria Il modello di VaughnR. Vaughn (1980), riconduce ilcoinvolgimento a caratteristicheoggettive del prodotto quali il costo ela sua innovatività ma anche a riflessisoggettivi quali il grado diesposizione al rischio e il livello diautostima richiamati.La dimensione razionalità/emozionalità riflette il modo dicomunicare il prodotto, in terminilogici e linguistici ovvero in terminidi sensazioni ed iconicità.
  • La comunicazione pubblicitariaIl modello di Vaughn
  • •Vaughn (1980) offered a practical framework that organized the hierarchy of effects model and its variations in terms of involvement and left/right brain specialization. The model - identified as the FCB Grid - also helped to structure and to condense "almost three decades of consumer behavior theory" (Vaughn, 1984, p. 62).• The FCB Grid (please refer to the grids illustration):• Quadrant 1 - INFORMATIVE: The learning hierarchy. The sequence "learn-feel-do" is the same as the traditional "cognition-affect-conation." The author maintains that quadrant 1 is reserved for highly involving products/services linked with economic considerations (1986, p. 57).• Quadrant 2 - AFFECTIVE: Even though the sequence here is not a part of Rays "three order hierarchy", quadrant 2 illustrates "feeling purchases" which is an important element of Vaughns communication model. Self-esteem related products, such as cosmetics and clothing, play a huge role in this quadrant (1986).• Quadrant 3 - HABITUAL: The low involvement hierarchy. The sequence "do-learn-feel" is the same as "conation-cognition-affect." Vaughn reserves this quadrant to low thinking and involvement products such as household cleaners and gasoline (1986, p. 57).• Quadrant 4 - SATISFACTION: Ray (1973) named this sequence the dissonance attribution hierarchy. The sequence "do-feel-learn" is the same as the "conation-affect-cognition" of Rays hierarchy. The satisfaction quadrant entails low involvement products of personal taste, what Vaughn calls "lifes little pleasures". Products such as beer, cigarettes, and candy belong to this quadrant (1986, p.58). Vaughn, Richard. 1980. How advertising works: A planning model. Journal of Advertising Research. 20(5): 27-33.
  • La comunicazione pubblicitariaOtto bisogni segreti Per Vance Packard (1958), la comunicazione pubblicitaria consegue la sua efficacia perché è capace di far leva su otto bisogni a cui le persone non possono rinunciare: • Sicurezza emotiva • Stima e considerazione • Esigenze dell’ego • Impulsi creativi • Speculazione sull’affetto • Senso di potenza • Legami familiari • Bisogno di immortalità
  • La comunicazione pubblicitariaComportamento informativo e comportamento d’acquisto Fonti Prodotto stesso Marketing Contatto Uso Altrui uso Pubblicità Distribuzione personale Mediatori Noi Opinion leaders Testimonials VenditoriTipologia contatto Esperienza Esperienza Esperienza Dichiarazioni diretta indiretta ideale di vendita Esito conoscitivo Impressioni, assunti, conoscenze, immagini, atteggiamentiFattori di ricettività Bisogni, motivazioni, contesti Comportamenti Rifiuto Esitazione Acquisto Proselitismo
  • La comunicazione pubblicitariadalla réclame alla metapubblicità Per Vanni Codeluppi (1996) l’evoluzione della pubblicità può essere così delineata:• fine ‘800 - prima metà del ‘900: réclame con funzione di denominazione ed identificazione• anni ‘50 - anni ‘80 - pubblicità di prodotto con funzione di valorizzazione del benefit di prodotto; in subordine: valorizzazione della marca• anni ‘80 - metapubblicità: primato del plusvalore di tipo simbolico e comunicativo della marca 15
  • La comunicazione pubblicitariaForme e generi della comunicazione pubblicitaria In relazione alla molteplicità e varietà di prodotti che devono essere promossi, la stessa comunicazione pubblicitaria evidenzia varietà di canoni espressivi per quel che attiene sia alla forma esteriore e all’organizzazione concettuale del messaggio pubblicitario sia all’approccio narrativo complessivamente inteso. Così come avviene per la letteratura, il cinema e la televisione, si possono riconoscere dei veri e propri generi che caratterizzano peculiarmente e canonicamente le strategie di pubblicizzazione dei prodotti anche in relazione alla loro collocazione merceologica.
  • La comunicazione pubblicitariaForme e generi della comunicazione pubblicitaria Nella pubblicità su rotocalco così come nella pubblicità televisiva si colgono - anche intuitivamente - evidenti differenze di format e genere
  • La comunicazione pubblicitariaFattori, forme e generi della comunicazione pubblicitaria Le diverse forme e generi della comunicazione pubblicitaria sono identificati dal fattore strategico - narrativo ed espressivo - su cui si incentra la costruzione del messaggio stesso. E’ a questi fattori che si attribuisce il potere di pre-persuasione
  • La comunicazione pubblicitariaIl potere del simbolo La comunicazione ricorre ad un oggetto o personaggio simbolico ovvero caricato di significato espressivo sino a costituire l’alter ego del marchio. Talvolta è il marchio stesso ad identificarsi con o ad essere costruito sul principio del potere del simbolo.
  • La comunicazione pubblicitariaIl potere del simbolo Si possono riconoscere straordinari esempi di cannibalismo simbolico che portano a identificare un colore attraverso la marca (il rosso ferrari) e la marca attraverso il suo simbolo (la casa del cavallino rampante).
  • La comunicazione pubblicitariaIl potere della musica Il format jingle consiste in un richiamo essenzialmente affidato alla musica. Questo genere, particolarmente in voganegli anni pionieristici, appare oggi poco compatibile con la tendenza al consumo rapido di generi musicali sicchè, piuttosto che imporre propri motivi musicali, in pubblicità si tende ad adottare, importandoli, motivi musicali di successo in grado di essere favorevolmente associati al prodotto.
  • La comunicazione pubblicitariaIl potere della musica
  • La comunicazione pubblicitariaIl potere della musica
  • Come quello che i tormentoni riprodotti dalla cortecciauditiva del cervello (senza coinvolgimento alcunodellapparato auricolare) possono durare più a lungorispetto alla capacità della nostra memoria uditiva, checonsiste nel saper ripetere (questa volta in manieraconsapevole e controllata) un brano appena ascoltato."Probabilmente - spiegano i due psicologi - i tormentoniscattano riattivando dei meccanismi della memoria alungo termine e non semplicemente facendo ricorso allamemoria uditiva". Che ricade invece fra i sistemi dimemorizzazione a breve termine.Questa spiegazione concorda anche con unaltraosservazione degli psicologi di Reading, secondo cui nonbasta che il motivetto sia accattivante e ben congegnato.Affinché diventi un "baco" deve essere anche moltofamiliare. E così, fra gli adulti intervistati nel parco e nellastazione della città inglese, non è mancato chi abbia citatofilastrocche per bambini o canzoni di Natale fra i 24tormentoni ripescati da chissà quale anfratto delliPod delnostro cervello.
  • La comunicazione pubblicitariaIl potere del coloreLe variazioni cromatiche dipendono dal targeta cui ci si rivolge e dal tipo di impostazioneche si vuole dare al messaggio.I colori caldi e vivaci in genere sono adatti perbambini e famiglie, arrivano all’emisferodestro e richiamano i sentimenti; i colorifreddi arrivano a quello sinistro predispostoper l’analisi razionale.
  • La comunicazione pubblicitariaIl potere del lettering PESANTEZZALe scelte stilistiche, leggerezzapeculiarmente dicompetenza del graficoanche per quel che folliaattiene al lettering,contribuiscono alla decisionecostruzione di uncontesto espressivo ed stileemozionale. spontaneità
  • La comunicazione pubblicitariaIl potere dell’umoreIl format umoristico sitraduce in spot che mirano asuscitare un’attenzionebenevola per effetto di frasiumoristiche, situazionidivertenti e personaggibuffi. Si tratta di spot chehanno una forte presa sulpubblico infantile ma che siimpongono anche presso glispettatori adulti.
  • La comunicazione pubblicitariaIl potere dell’umore buonaseeraa! Un significativo esito sociale di questo tipo di comunicazione si osserva allorchè le persone adottano le modalità espressive proposte dal messaggio pubblicitario, favorendone la propagazione.
  • La comunicazione pubblicitariaSlogan: il potere dei tormentoniSlogan è una parola che viene dalontano e che significava, in origine,qualcosa come “urlo di guerra”. Loslogan si ripete ossessivamente perincrementare la propria forza ed ilcoraggio. liberté, egalité, fraternité Eventi storici, ideologie e culture possono essere facilmente richiamati da slogans particolarmente efficaci
  • La comunicazione pubblicitariaSlogan: il potere dei tormentoni• Nuovo? No lavato con Perlana.• Cosa vuoi di più dalla vita? Un Lucano.• Liscia, gassata o Ferrarelle?• Denim. Per luomo che non deve chiedere mai.• Chiamami Peroni. Sarò la tua birra.• Luomo Del Monte ha detto sì.• Scavolini. La più amata dagli italiani.
  • La comunicazione pubblicitariaIl potere dell’identificazione: effetto realtàLa comunicazione incentrata sulledimensioni realistiche della vitaquotidiana può essere privilegiata perprodotti che riguardano problemi emalesseri diffusi tra la gente o ancheesigenze di consumi essenziali. In talicasi la serietà dello spot tende asignificare la serietà della propostacommerciale. Il format realistico creaidentificazione tra l’interprete delloannuncio e il probabile acquirente.
  • La comunicazione pubblicitaria Il potere del testimonialUna persona famosa oppure anonimatestimonia a favore del prodotto,dichiarando le sue virtù. Tra itestimoni famosi i più richiesti sonogli attori, le modelle, i campionisportivi, i personaggi televisivi anchenon viventi, entrati nel mito.I testimoni anonimi sono utilizzatinella pubblicità commercialesoprattutto per i prodotti per la casa oper ligiene.
  • La comunicazione pubblicitariaIl potere del testimonial I testimonial sono dei modelli ad elevata riconoscibilità perché in possesso di un significativo credito pubblico derivante da competenza, abilità, qualità morali riconosciute e, più generalmente, dal successo, tout court.
  • La comunicazione pubblicitariaIl potere del testimonial Il fattore più importante di efficacia nella scelta del testimonial è rappresentato dalla possibilità di incrociare la forza dell’immagine pubblica e privata del testimonial e l’immagine del prodotto.
  • La comunicazione pubblicitariaIl potere del testimonial
  • La comunicazione pubblicitariaIl potere del testimonial L’adozione della strategia basata sul testimonial comporta l’assunzione del rischio di associare le sorti del prodotto alle oscillazioni del valore d’immagine del testimonial stesso.
  • La comunicazione pubblicitariaFunzioni dei modelli In senso generale, l’efficacia comunicativa dei modelli sta nel fatto che, essi ci dicono: • cosa fare in determinate circostanze: cosa è legittimo e adeguato • quali sono i risultati che possiamo attenderci dall’adozione di un certo comportamento: riduzione dell’incertezza decisionale
  • La comunicazione pubblicitaria Effetto pulpito Da quale pulpito viene la predica? In termini di persuasione l’effetto di convincimento è massimo se la fonteadotta il comportamento che suggerisce e non lo teorizza soltanto. Allora è essenziale che il testimonial possa dimostrare di usare personalmente un certo prodotto. E’ questo il caso tipico dei prodotti sportivi, testimoniati dai grandi campioni.
  • La comunicazione pubblicitariaIl potere della dimostrazione Si ricorre a prove di diverso genere (anche richiamandosi al contributo della scienza) per affermare le qualità del prodotto. La tecnica è quella del confronto tra il prima e il dopo luso o anche del confronto con prodotti concorrenti anonimi o effettivi.
  • La comunicazione pubblicitariaIl potere della magia Il prodotto è presentato come una specie di oggetto magico che risolve in un istante il problema del consumatore. Prima si espone un desiderio che sembra irrealizzabile o una difficoltà che sembra insuperabile e poi interviene il prodotto miracoloso, che sistema tutto.
  • La comunicazione pubblicitariaIl potere dell’imbarazzo Gli spot che sispirano all’imbarazzo sociale, apparentemente anche innocenti e superficiali, cercano di mettere a disagio lo spettatore attaccando i suoi più profondi valori morali e affettivi. Questo modello è riproducibile per qualsiasi prodotto, basta poter costruire un confronto colpevolizzante e gli spettatori cadranno nella trappola del social embarrassment.
  • La comunicazione pubblicitariaIl potere del sesso Il potere del sesso non lo scopre certo la pubblicità. E’ una forma di potere inscindibilmente associata alle basi evolutive della specie. La sessualità è una forza della natura. Più che scontato dunque che messaggi erotici, soprattutto immagini del corpo femminile siano costantemente proposte per promozionare i prodotti più disparati.
  • La comunicazione pubblicitariaIl potere delle buone ragioni Le motivazioni si impongono ogni qual volta la decisione è onerosa ed impegnativa, sicchè il cliente ricerca informazioni e garanzie sulle caratteristiche del prodotto. In questo caso si usano sempre dei bodycopy molto precisi con i dati tecnici e lannuncio punta tutto sullargomentazione e su un offerta economica vantaggiosa.
  • La comunicazione pubblicitariaIl potere delle novità Quando un prodotto nuovo deve essere lanciato sul mercato, tutto il messaggio pubblicitario è costruito sullidea e sulle caratteristiche di novità del prodotto.
  • La comunicazione pubblicitariaIl potere della tenerezza Si fa leva sui sentimenti per promuovere il prodotto. Presenta situazioni come: incontri romantici tra fidanzati, momenti di gioia in famiglia, tenerezze con i bambini piccoli o gli animali, momenti piacevoli o emozionanti nella natura. Immagini, musica e parole creano intorno al prodotto unatmosfera rassicurante e attraente.
  • La comunicazione pubblicitaria Il potere dei fumetti Anche un fumetto può essere un ottimo testimonial. E’ possibile adottare personaggi tratti da fumetti e cartonianimati già noti oppure creare dei nuovi personaggi e delle piccole storie appositamente per la pubblicità. Può anche capitare che la fortuna del personaggio sopravviva alla memoria del prodotto.
  • La comunicazione pubblicitariaIl potere del comparire- consiste nella pura esposizione del nome odel marchio, senza niente apparentementesuggerire (né prodotto né comportamento).l’efficacia è massima nel caso dimanifestazioni ed eventi a carattereinternazionale, soprattutto sportivi- effetto Zajonc di mera esposizione)- la leva è basilare per alcuni prodotti,considerati nocivi per la salute, di cui inalcuni paesi è vietata la pubblicità.
  • La comunicazione pubblicitariaIl potere del disinteresse: no profit Le campagne di interesse pubblico e a fini umanitari utilizzano un linguaggio peculiare. Queste campagne propongono un linguaggio fatto di immagini forti, solitamente ripudiate dalla pubblicità commerciale. L’obiettivo è produrre disagio, scioccare per provocare la reazione di chi guarda in termini di motivazione all’azione.
  • La comunicazione pubblicitariaIl potere del disinteresse: no profit Ovviamente il disinteresse può essere relativo: una buona azione si merita la simpatia e la simpatia è un buon viatico delle pratiche commerciali. Anche perchè la campagna sociale richiama e rinforza la comunicazione pubblicitaria vera e propria.
  • La comunicazione pubblicitaria Il potere degli indovinelliLa curiosità è una leva universale cheè tipicamente sfruttata laddove appareun annuncio misterioso dove non cisono il marchio e il nome delprodotto, a volte non cè nemmeno ilprodotto stesso. Poi a distanza ditempo, nelle affissioni, o a distanza diqualche pagina, su giornali e riviste,appare la seconda parte dellannuncioche rivela il prodotto e il marchio.
  • 51
  • La comunicazione pubblicitaria Il potere dell’ironiaL’ironia nella pubblicità si esprime attraverso la proposizionedello slogan, ovvero di un gioco di parole che è frequentementeassociato al visual in modo da rafforzare reciprocamenteimmagine e parole. Può esprimersi attraverso la rielaborazioneironica di un modo usuale di dire, di un’espressione comuneinterpretata con la forza dell’originalità e dell’umoralità, talvoltain stile inglese e talvolta con un linguaggio di più larga presa. io ce lho profumato...lalito!
  • La comunicazione pubblicitariaIl potere delle storieIntorno al prodotto, si costruiscono delle storie che impegnano un personaggio famoso o comunque dei personaggi fissi.Sul modello del serial televisivo, la ripetizione aggancia la memoria e lattenzione dello spettatore, che segue l’evoluzione delle vicende affezionandosi ai personaggi e al prodotto. Le storie possono trasformarsi in saghe.
  • La comunicazione pubblicitariaRipetizione variataLa ripetizione di un messaggioincrementa la familiarità e ilgradimento.Tuttavia un possibile effettoindesiderato è l’irritazione dalogoramento.Da qui l’opzione di un messaggioripetuto sotto forma di varianti ingrado di ribadire la formula magicasottostante.
  • http://www.scribd.com/doc/13495752/Alastair-Clarke-The-Eight-Patterns-Of-Humour 55
  • The eight patterns of humour• "ripetizione positiva", ovvero la ripetizione continua di una frase, un gesto o unintera scena. In una parola, un tormentone.• "qualificazione", dove una parola familiare è detta in modo non altrettanto familiare (un esempio per tutti laccento dellispettore Clouseau nel film "La pantera rosa").• "ricontestualizzazione qualitativa", quando qualcosa che conosci bene viene stravolto o ridicolizzato. Lo schema dell"applicazione" è quello del doppio senso.• gli schemi della "fine", quando cioè è il pubblico a dover completare con la propria immaginazione il senso di una frase o di uno scenario,• gli schemi della "divisione", quando una situazione viene interrotta e ripresa da più persone,• l"opposizione", che include tutto ciò che è riconducibile allironia e al sarcasmo.• la “distorsione” quale è quella che uno specchio dà delle immagini, proprio perché in questo caso si ha il riflesso di unimmagine che si "oppone" a se stessa in modo simmetrico ma per noi estraniante.• lo schema della "scala" che si incontra quando prendiamo qualcosa e lo riproponiamo in dimensioni totalmente diverse. Loggetto rimane lo stesso ma è appunto la scala dimensionale a cambiare, creando un disorientamento che stimola il nostro cervello. 56
  • La comunicazione pubblicitariaLa pubblicità produce assuefazione La pubblicità interviene capillarmente nella nostra vita saturando i molteplici canali delle comunicazioni di massa. Si può ritenere che questa sua presenza invasiva è alla base di una sostanziale assuefazione del pubblico che per essere persuaso abbisognerebbe di messaggi sempre più carichi e sofisticati.
  • La comunicazione pubblicitariaIl potere della sensazioneIn pubblicità diventa essenziale lasciare il segno: fare sensazione,ovvero, accogliendo la metafora psicofisiologica, produrre unasensazione differenziale nel pubblico onde attivare i processi diattenzione e di pre-persuasione.
  • La comunicazione pubblicitaria Il pugno nello stomaco Il pugno nello stomaco serve atogliere il fiato, turbando la nostra sensibilità ed attivando la nostra reazione. E se qualcuno si schiererà contro questo tipo di campagne, qualcuno sarà incentivato a difenderla; comunque se ne parlerà e si sarà agitato il mar morto della comunicazione pubblicitaria.
  • La comunicazione pubblicitaria Il potere del subliminaleL’accusa di aver adottato strategie subliminali è stata rivolta all’attuale presidenteGeorge W. Bush durante la campagna elettorale del 2000 per la corsa alla Casa Bianca.La parola "rats” si intravede per una frazione di secondo mentre si ricomponevelocemente nella parola "Bureaucrats", in una pubblicità televisiva volta a svalorizzareil piano di assistenza sanitaria del rivale democratico Al Gore.Il messaggio subliminale è stato considerato ingannevole dalla Commissione federale chevigilia sulla comunicazione dei partiti in campagna elettorale.
  • La comunicazione pubblicitariaIl potere del subliminale
  • La comunicazione pubblicitariaIl potere del subliminale
  • La comunicazione pubblicitariaIl potere del subliminaleQuesto genere di pubblicità è illegale, perché siritiene possa condizionare il comportamento delconsumatore inconsapevole.Sull’efficacia reale del subliminale esistono Limmagine di F. Mitterand nel logo del Tg dellemittenteposizioni contrapposte ma scarsi argomenti. Antenne 2 (1988)Molte pubblicità utilizzano questo espediente informa paludata, soprattutto con fotogrammi arapida incursione che propongono stimolisessuali. Fotogramma dello spot Aperol (2001)
  • La comunicazione pubblicitariaL’efficacia della pubblicità Quando si parla dell’efficacia della pubblicità dal punto di vista dell’uomo della strada, bisogna distinguere due prospettive interpretative: 1. quanto egli crede che la pubblicità abbia effetto su di lui 2. quanto egli crede che la pubblicità influenzi comunemente la gente
  • La comunicazione pubblicitaria Il successo non fa l’efficacia Uno spot di successo non significa necessariamente il successo dell’azione dimarketing. Fattori esterni (quali le situazioni del mercato) o interni (una pubblicità che oscura il prodotto) possonoimpedire che all’efficacia dello spot corrisponda l’efficacia Campagna dell’iniziativa commerciale. pubblicitaria Fiat: Cogli l’attimo!
  • La comunicazione pubblicitariaDisposizione delle merci I prodotti in vendita, se disposti opportunamente, influenzeranno la propensione all’acquisto per la loro stessa disposizione. Nei supermercati la collocazione ottimale è nella fila di centro degli scaffali d’esposizione e, anche, vicino alle casse.
  • La comunicazione pubblicitariaEffetto pubblico La nostra sensibilità di spettatori è fortemente influenzata dalla reazione degli altri componenti del pubblico, ovvero del consenso sociale che percepiamo sussistere in relazione ad un qualche evento mass-mediatico. La claque degli spettacoli di varietà, teatrali e televisivi, lo scroscio preregistrato dei battimani e delle risate convinte che accompagnano le vicende delle sit-comedy o di altri programmi d’intrattenimento, tendono a canalizzare i nostri sentimenti di spettatori, incrementando il destino dell’umore.
  • La comunicazione pubblicitariaInfluenza degli stimoli secondari I fattori che ci rendono inclini a privilegiare aspetti periferici rispetto agli aspetti principali (di sostanza e contenuto) della comunicazione persuasiva, per Pratkanis (1989) sono: • Disponibilità limitata di tempo per riflettere • Sovraccarico di informazioni • Bassa rilevanza personale percepita • Conoscenze o informazioni alternative insufficienti • Disponibilità immediata dello stimolo secondario