Fiducia e Capitale sociale

   Università di Urbino “Carlo Bo”
       Facoltà di Sociologia

   Lezione a cura di Sergio R...
Tratteremo di:
•   Rischio
•   Fiducia
•   Diffusori di fiducia
•   Cooperazione
•   Capitale Sociale
Bibliografia ordinat...
Al termine della lezione dovreste:
• Conoscere una                       • Conoscere il concetto di
  definizione di risch...
Rischio
• Il rischio è un concetto connesso con le
  aspettative umane di continuità di
  condizioni di benessere e tranqu...
Rischio
• Nella quotidianità si confonde tra rischio e
  pericolo, ma vi sono pericoli che non
  costituiscono più rischi ...
Rischio
• Molti pericoli sono messi sotto controllo
  dall’uomo attraverso l’uso della
  tecnologia e dell’organizzazione ...
Rischio
• Oltre ai rischi naturali come lo tsunami, i
  terremoti, le carestie, le pandemie, ecc.
  l’uomo si espone a ris...
Rischio
• I rischi prodotti sono ancor più difficili da
  mettere sotto controllo di quelli naturali
  (es. scorie radioat...
La percezione soggettiva dei rischi è…
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Per una valutazione oggettiva del
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• Il rischio è la probabilità che si verifichino
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Fiducia
• Centrale è il rapporto esistente tra rischio
  e fiducia, ossia tra pericoli dell'ambiente
  di vita e le strate...
Fiducia
• La fiducia è quindi una strategia di
  sicurezza psicologica che l’uomo attua a
  causa di una sua inadeguatezza...
Visione d’insieme, l’edificio della fiducia (p.144)




                                                                  ...
Tipi di fiducia in base all’oggetto
•   Fiducia interpersonale (p.35)
•   Fiducia sistemica (p.31)
•   Fiducia istituziona...
Fiducia fondamentale
• La fiducia fondamentale (p.42-44) o
  ontologica è una sensazione di sicurezza
  interiore che risi...
Fiducia fondamentale
• A praticare questa iniezione è dapprima la
  figura primaria che si prende cura del
  bambino duran...
Fiducia fondamentale
• Il ritorno del proprio genitore: l'idea
  dell'affidabilità degli altri è fondamentale
  per il sen...
Fiducia fondamentale
• “La fiducia getta quindi un ponte sulla
  distanza nel tempo [ritorno] e nello spazio
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Sfiducia fondamentale
• La sfiducia, al livello di sicurezza interiore
  dell’individuo, può produrre come risultato uno
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Diffusori di fiducia
• I diffusori di fiducia (Mutti, 1998) sono
  particolari figure d’interfaccia, portatrici di
  fiduc...
Diffusori di fiducia
• La diffusione della fiducia a livello istituzionale,
  economico, politico e sociale, può avvenire ...
Diffusori di fiducia
             • Mediatori sociali e politici che fungono da “agenti di
               integrazione” di...
Diffusori di fiducia
     – b) O per tramite di istituzioni private o pubbliche che
       ricevono e distribuiscono preva...
Diffusori di fiducia
             • i media, che producono anch’essi interpretazioni e
               valutazioni del gene...
Qualità della fiducia e trigger che
                l’attivano
• Aspetti che attivano la fiducia di una
  persona verso l’...
Fiducia strumentale
• La fiducia strumentale muove da calcoli di
  probabilità in base alle precedenti
  esperienze person...
Fiducia valoriale
• Il carico emotivo, mette in opera una fiducia
  valoriale che è influenzata dai simboli, valori,
  aff...
Fiducia cognitiva
• Il carico cognitivo, attiva la fiducia
  cognitiva che è strettamente legata alle
  conoscenze sull’og...
Fiducia e meccanismi di
                condizionamento
• L'aspettativa fiduciaria produce
  meccanismi di condizionamento...
Esercitazione
• Individuare i tipi di fiducia presenti in due
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http://www.youtube.com/watch?v=T7udFR289ZA
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Teorie sulla cooperazione
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• Cooperazione accidentale à la Bateson in
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Cooperazione su base cognitiva
• Nel Modello cognitivo della fiducia di
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Cooperazione su base cognitiva
• In questa teoria l’azione sociale (p.67) è
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Cooperazione interpersonale
• La credenza dell’agente di dipendere da un altro
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Cooperazione interpersonale
• L’adozione di scopi è dunque la chiave di volta
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Capitale sociale
• Secondo Putnam (1993) e Fukuyama (1996) la
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Capitale sociale
• “Per capitale sociale si intende […] una
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Capitale sociale
• queste relazioni sociali di un individuo
  sono soggette ad accumularsi ma anche
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Capitale sociale di tipo culturale
• Max Weber fa per primo un uso implicito del
  concetto di capitale sociale. Il focus ...
Capitale sociale di tipo culturale
     – la funzione delle reti è quella di far circolare
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Capitale sociale di tipo strutturale
• Per Coleman (1990), il capitale sociale si può
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• Tecnologie che sposano questo modello
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Riassumendo abbiamo trattato
• La differenza tra                 • Diffusori di fiducia
  pericolo e rischio              ...
Approfondimenti
• Le trappole della fiducia
• Sfiducia
• Diffusori di sfiducia
• La fiducia attraverso la crisi finanziari...
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Fiducia Cooperazione e Capitale Sociale - Sergio Rossi

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Lezione sulla Fiducia, Cooperazione e Capitale Sociale presso Università di Urbino

autore: Sergio Rossi, 2009

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  • Un intervento chiaro che invoglia ad approfondire la tematica.
    Sorprendente la classificazione dei diversi livelli e modelli di fiducia.
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  • Gli argomenti proposti dal Dott. Rossi sono molto interessanti, ben esposti e di sicuro interesse. Quello che mi ha colpito maggiormente nelle slide sono l'esposizione chiara degli argomenti, e la professionalità del relatore nel portare avanti un discorso su un argomento di sicuro interesse ma di difficile spiegazione. questo presuppone una grande conoscenza della materia, che si acquisisce solo dopo anni di studi e ricerche. Complimenti
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Fiducia Cooperazione e Capitale Sociale - Sergio Rossi

  1. 1. Fiducia e Capitale sociale Università di Urbino “Carlo Bo” Facoltà di Sociologia Lezione a cura di Sergio Rossi 17 novembre 2009
  2. 2. Tratteremo di: • Rischio • Fiducia • Diffusori di fiducia • Cooperazione • Capitale Sociale Bibliografia ordinata per data: Rossi, S., “Fiducia e cooperazione”, Edizioni Goliardiche, Trieste, 2008 - (testo di riferimento) Mutti, A., “Capitale sociale e sviluppo”, Il Mulino, Bologna, 1998; “I diffusori della fiducia”, in Rassegna Italiana di Sociologia, n.4 1998, Bologna Giddens, A., “Oltre la destra e la sinistra”, Il Mulino, Bologna, 1997; “Le conseguenze della modernità”, Il Mulino, bologna,1994 Conte, R. e Castelfranchi, C., “La società delle menti, azione cognitiva e azione sociale”, Utet, Torino, 1996 Coleman, J.S., “Foundations of Social Theory”, Harward University Press, Cambridge, 1990 Simmel, G., “Sociologia”, Utet, Torino, 1989 17/11/2009 Università di Urbino - Sociologia 2 Lez. sulla Fiducia - Sergio Rossi
  3. 3. Al termine della lezione dovreste: • Conoscere una • Conoscere il concetto di definizione di rischio diffusore di fiducia • Saper declinare una • Esemplificare situazioni in definizione sociologica di cui la cooperazione fiducia interpersonale emerge • Distinguere tipi e qualità • Conoscere le differenze della fiducia tra Capitale sociale • Conoscere l’importanza “strutturale” e “culturale” del concetto di fiducia fondamentale 17/11/2009 Università di Urbino - Sociologia 3 Lez. sulla Fiducia - Sergio Rossi
  4. 4. Rischio • Il rischio è un concetto connesso con le aspettative umane di continuità di condizioni di benessere e tranquillità, indica un potenziale effetto negativo su un bene o su se stessi che può derivare da determinati eventi controllabili solo in parte. 17/11/2009 Università di Urbino - Sociologia 4 Lez. sulla Fiducia - Sergio Rossi
  5. 5. Rischio • Nella quotidianità si confonde tra rischio e pericolo, ma vi sono pericoli che non costituiscono più rischi per l’uomo. 17/11/2009 Università di Urbino - Sociologia 5 Lez. sulla Fiducia - Sergio Rossi
  6. 6. Rischio • Molti pericoli sono messi sotto controllo dall’uomo attraverso l’uso della tecnologia e dell’organizzazione delle persone – Ad es. il rischio alluvioni esiste ancora, mentre il rischio tubercolosi nelle società occidentali è praticamente inesistente grazie alla tecnologia dei vaccini. 17/11/2009 Università di Urbino - Sociologia 6 Lez. sulla Fiducia - Sergio Rossi
  7. 7. Rischio • Oltre ai rischi naturali come lo tsunami, i terremoti, le carestie, le pandemie, ecc. l’uomo si espone a rischi prodotti cioè generati da lui stesso più o meno consapevolmente ma sempre in vista di obiettivi di sicurezza, progresso, benessere e potere. 17/11/2009 Università di Urbino - Sociologia 7 Lez. sulla Fiducia - Sergio Rossi
  8. 8. Rischio • I rischi prodotti sono ancor più difficili da mettere sotto controllo di quelli naturali (es. scorie radioattive, inquinamento dell’ecosistema, crisi economiche e finanziarie, guerre, ecc.) a causa del loro alto grado di complessità. 17/11/2009 Università di Urbino - Sociologia 8 Lez. sulla Fiducia - Sergio Rossi
  9. 9. La percezione soggettiva dei rischi è… problematica… Vs. 6.000 morti anno 1.000 morti l’anno nella guerra in Iraq Adattata con dati propri da:http://www.zeusnews.it/immagini/006865- Foto http://farm4.static.flickr.com/3081/2345723918_85f87da6c2.jpg?v=0 limite_velocita_2.jpg Di Andrea Trapani Cit. da: CoaloaLAB di Roberto Coaloa; dati propri 17/11/2009 Università di Urbino - Sociologia 9 Lez. sulla Fiducia - Sergio Rossi
  10. 10. Per una valutazione oggettiva del rischio • Il rischio è la probabilità che si verifichino eventi che producano danni a persone o cose per effetto di una fonte di pericolo. – Esso è definito dal prodotto tra la Frequenza di accadimento e la Gravità delle conseguenze R=F*G 17/11/2009 Università di Urbino - Sociologia 10 Lez. sulla Fiducia - Sergio Rossi
  11. 11. Fiducia • Centrale è il rapporto esistente tra rischio e fiducia, ossia tra pericoli dell'ambiente di vita e le strategie di sicurezza psicologica che l'attenuano – I rapporti fiduciari interpersonali nascono in un'ottica di protezione dai pericoli soggettivamente sentiti. 17/11/2009 Università di Urbino - Sociologia 11 Lez. sulla Fiducia - Sergio Rossi
  12. 12. Fiducia • La fiducia è quindi una strategia di sicurezza psicologica che l’uomo attua a causa di una sua inadeguatezza di fronte a situazioni pericolose o incerte che deve o vuole affrontare. • Caratteristiche e meccanismi della fiducia… 17/11/2009 Università di Urbino - Sociologia 12 Lez. sulla Fiducia - Sergio Rossi
  13. 13. Visione d’insieme, l’edificio della fiducia (p.144) Complessità! Fonte: “Fiducia e cooperazione”, S.Rossi, 2008 17/11/2009 Università di Urbino - Sociologia 13 Lez. sulla Fiducia - Sergio Rossi
  14. 14. Tipi di fiducia in base all’oggetto • Fiducia interpersonale (p.35) • Fiducia sistemica (p.31) • Fiducia istituzionale (p.32) • Fiducia nei sistemi esperti (p.33) • Fiducia autoriflessiva (p.36) • Fiducia fondamentale (p.42) 17/11/2009 Università di Urbino - Sociologia 14 Lez. sulla Fiducia - Sergio Rossi
  15. 15. Fiducia fondamentale • La fiducia fondamentale (p.42-44) o ontologica è una sensazione di sicurezza interiore che risiede nel “confidare sulla continuità della propria identità e nella costanza dell’ambiente sociale e materiale in cui si agisce” (Giddens, 1997) 17/11/2009 Università di Urbino - Sociologia 15 Lez. sulla Fiducia - Sergio Rossi
  16. 16. Fiducia fondamentale • A praticare questa iniezione è dapprima la figura primaria che si prende cura del bambino durante l'infanzia, in genere la madre. • Di primaria importanza è la continuità spazio-temporale e la sensazione di non abbandono da parte dei genitori. 17/11/2009 Università di Urbino - Sociologia 16 Lez. sulla Fiducia - Sergio Rossi
  17. 17. Fiducia fondamentale • Il ritorno del proprio genitore: l'idea dell'affidabilità degli altri è fondamentale per il senso di continuità dell'identità e si fonda sulla convinzione che l'assenza della madre non rappresenta una sottrazione d'amore. 17/11/2009 Università di Urbino - Sociologia 17 Lez. sulla Fiducia - Sergio Rossi
  18. 18. Fiducia fondamentale • “La fiducia getta quindi un ponte sulla distanza nel tempo [ritorno] e nello spazio [distanza] e blocca così le ansie esistenziali che se riuscissero a concretizzarsi, potrebbero diventare fonte di continui travagli emotivi e comportamentali per tutta la vita” (Giddens,1994) 17/11/2009 Università di Urbino - Sociologia 18 Lez. sulla Fiducia - Sergio Rossi
  19. 19. Sfiducia fondamentale • La sfiducia, al livello di sicurezza interiore dell’individuo, può produrre come risultato uno stato persistente di ansia esistenziale. • Nel suo significato più profondo, quindi, l'antitesi della fiducia rispetto alla fiducia fondamentale non è la sfiducia ma uno stato mentale che potremmo definire come paura esistenziale. (p.49) 17/11/2009 Università di Urbino - Sociologia 19 Lez. sulla Fiducia - Sergio Rossi
  20. 20. Diffusori di fiducia • I diffusori di fiducia (Mutti, 1998) sono particolari figure d’interfaccia, portatrici di fiducia attiva (p.75) , frapposte tra individuo ed istituzioni in corrispondenza dei punti di interazione istituzionali (“nodi di accesso”). • Il loro impiego è fondamentale per permettere di focalizzare la fiducia delle persone verso istituzioni, enti, sistemi esperti, gruppi, altre persone. (p.77) 17/11/2009 Università di Urbino - Sociologia 20 Lez. sulla Fiducia - Sergio Rossi
  21. 21. Diffusori di fiducia • La diffusione della fiducia a livello istituzionale, economico, politico e sociale, può avvenire per tramite di: – a) individui che, secondo Giddens (1994) possono essere: • Responsabili-esperti che, operando nei punti o nodi di accesso dei sistemi esperti, rassicurano sul buon funzionamento di tali sistemi grazie alla fiducia e alla buona reputazione di cui godono come persone competenti. La riflessività crescente e i dissensi tra gli esperti rendono, però, precaria e costantemente rivedibile la conoscenza da essi offerta. La rassicurazione cognitiva fornita da tali esperti tende perciò a produrre una fiducia di tipo debole. 17/11/2009 Università di Urbino - Sociologia 21 Lez. sulla Fiducia - Sergio Rossi
  22. 22. Diffusori di fiducia • Mediatori sociali e politici che fungono da “agenti di integrazione” di settori della popolazione con le istituzioni locali e centrali. Essi agiscono quali elementi di mediazione tra potere pubblico e privato, tra regole formali e informali. Forniscono un carico cognitivo limitato e fiducia di tipo debole. • Leader carismatici che forniscono un carico emotivo rassicurante (fiducia di tipo forte) in quanto portatori di simboli e valori ad alto contenuto espressivo. Essi riverberano la fiducia di cui beneficiano sulle istituzioni pubbliche e private che rappresentano. A livello periferico, la presenza di queste personalità può rendere ancora più vicine e legittime le istituzioni locali. 17/11/2009 Università di Urbino - Sociologia 22 Lez. sulla Fiducia - Sergio Rossi
  23. 23. Diffusori di fiducia – b) O per tramite di istituzioni private o pubbliche che ricevono e distribuiscono prevalentemente fiducia cognitiva di debole intensità: • vari tipi di autorità indipendenti dallo Stato, come le “authorities” (es. Autorità per la concorrenza, per le comunicazioni, per i prezzi, ecc.), associazioni di consumatori, Banca Mondiale, Fondo Monetario Internazionale, SEC, ecc. che emettono continuamente pareri nei confronti di prezzi, organizzazioni, monete; • agenzie di valutazione nazionali ed internazionali, come Moody’s e Standard and Poor’s, che emettono costantemente pareri di affidabilità economico-finanziaria nei confronti di prodotti industriali e finanziari, e nei confronti di mercati e interi paesi. (vd. il caso di studio “La fiducia attraverso la crisi finanziaria”, S.Rossi, 2008) 17/11/2009 Università di Urbino - Sociologia 23 Lez. sulla Fiducia - Sergio Rossi
  24. 24. Diffusori di fiducia • i media, che producono anch’essi interpretazioni e valutazioni del genere suddetto; essi, a differenza delle istituzioni, possono giocare su elementi emotivi legati all’effetto di seduzione dei messaggi emessi. Tuttavia, tale effetto non è in grado di garantire la stabilizzazione della fiducia nel medio e lungo periodo; • infine, anche lo Stato ed alcuni dei suoi apparati, come il sistema scolastico e la magistratura, possono sostenere o rafforzare l’affidabilità di altre istituzioni pubbliche e private. 17/11/2009 Università di Urbino - Sociologia 24 Lez. sulla Fiducia - Sergio Rossi
  25. 25. Qualità della fiducia e trigger che l’attivano • Aspetti che attivano la fiducia di una persona verso l’oggetto (persona, istituzione, sistema, ecc): – Probabilità di successo fiducia strumentale – Carico emotivo fiducia valoriale – Carico cognitivo fiducia cognitiva Spesso la fiducia riposa su più di un aspetto qualitativo 17/11/2009 Università di Urbino - Sociologia 25 Lez. sulla Fiducia - Sergio Rossi
  26. 26. Fiducia strumentale • La fiducia strumentale muove da calcoli di probabilità in base alle precedenti esperienze personali o da dati acquisiti attraverso l’inferenza statistica e il calcolo delle probabilità, si trova più spesso in ambito economico o finanziario (p.37) 17/11/2009 Università di Urbino - Sociologia 26 Lez. sulla Fiducia - Sergio Rossi
  27. 27. Fiducia valoriale • Il carico emotivo, mette in opera una fiducia valoriale che è influenzata dai simboli, valori, affetti posseduti da una persona. • Si trova più spesso nei rapporti con le istituzioni, nelle reti di solidarietà, nelle comunità confessionali, nelle organizzazioni di volontariato, nelle ONG (ambiente, diritti umani, pacifiste, ecc.) e nelle Onlus (p.37, 52-58) 17/11/2009 Università di Urbino - Sociologia 27 Lez. sulla Fiducia - Sergio Rossi
  28. 28. Fiducia cognitiva • Il carico cognitivo, attiva la fiducia cognitiva che è strettamente legata alle conoscenze sull’oggetto e alla capacità di discernimento della persona (p.38). • Si basa sulla percezione “qui ed ora”, sui ricordi evocati, sul ragionamento e sulle euristiche di pensiero della persona nei confronti dell’oggetto. 17/11/2009 Università di Urbino - Sociologia 28 Lez. sulla Fiducia - Sergio Rossi
  29. 29. Fiducia e meccanismi di condizionamento • L'aspettativa fiduciaria produce meccanismi di condizionamento reciproco. La fiducia che riceviamo deve essere onorata in quanto "contiene un pregiudizio quasi coercitivo, e deluderla richiede già una cattiveria positiva (Simmel, 1989). • Ma una cooperazione automatica non è assolutamente scontata, come vedremo. 17/11/2009 Università di Urbino - Sociologia 29 Lez. sulla Fiducia - Sergio Rossi
  30. 30. Esercitazione • Individuare i tipi di fiducia presenti in due cortometraggi della campagna promozionale “PerFiducia” di Banca Intesa-San Paolo (2009): – “Stella” di Gabriele Salvatores – “Il Premio” di Ermanno Olmi 17/11/2009 Università di Urbino - Sociologia 30 Lez. sulla Fiducia - Sergio Rossi
  31. 31. http://www.youtube.com/watch?v=2efufJ2UpQQ http://www.youtube.com/watch?v=zReSsTGjO7w 17/11/2009 Università di Urbino - Sociologia 31 Lez. sulla Fiducia - Sergio Rossi
  32. 32. http://www.youtube.com/watch?v=T7udFR289ZA http://www.youtube.com/watch?v=YQNdho_nR8E&NR=1 17/11/2009 Università di Urbino - Sociologia 32 Lez. sulla Fiducia - Sergio Rossi
  33. 33. Teorie sulla cooperazione interpersonale • Cooperazione accidentale à la Bateson in biologia (p.62) • Cooperazione accidentale à la Axelrod: “vivi e lascia vivere” (p.62) • Cooperazione conservativa al ribasso per mancanza di comunicazione (Gambetta), il Dilemma del Prigioniero (p.59) • Cooperazione su base cognitiva (Conte e Castelfranchi) 17/11/2009 Università di Urbino - Sociologia 33 Lez. sulla Fiducia - Sergio Rossi
  34. 34. Cooperazione su base cognitiva • Nel Modello cognitivo della fiducia di Conte e Castelfranchi (1996), soltanto un agente cognitivo può fidarsi di un altro agente, dove per agente cognitivo, si intende un agente dotato di scopi e proprie credenze, dove le azioni sono governate da scopi che sono attivati dalle sue proprie credenze. p.63 17/11/2009 Università di Urbino - Sociologia 34 Lez. sulla Fiducia - Sergio Rossi
  35. 35. Cooperazione su base cognitiva • In questa teoria l’azione sociale (p.67) è rappresentata completamente e non solo nei suoi aspetti strategici contingenti come nel Dilemma del Prigioniero: l’agente persegue i suoi scopi finali e per realizzarli può decidere di dipendere da un altro agente con il quale deve necessariamente comunicare. 17/11/2009 Università di Urbino - Sociologia 35 Lez. sulla Fiducia - Sergio Rossi
  36. 36. Cooperazione interpersonale • La credenza dell’agente di dipendere da un altro agente per realizzare il suo scopo, attiva in lui un nuovo scopo strumentale, ossia che Alter faccia l'azione dalla quale dipende l’ottenimento del suo scopo. • Il fatto che Alter compia realmente la data azione non è tuttavia automatico: il “meccanismo coercitivo” comporta che il concedente fiducia agisca verso Alter per disporlo ad agire in suo favore, come? Adottando a sua volta lo scopo del fiduciario. (p.64) 17/11/2009 Università di Urbino - Sociologia 36 Lez. sulla Fiducia - Sergio Rossi
  37. 37. Cooperazione interpersonale • L’adozione di scopi è dunque la chiave di volta per mettere a frutto la fiducia nella cooperazione tra persone. (p.73) • Le forme di cooperazione possono a loro volta essere: – Deliberata (p.69), gli attori collaborano su scopi ultimi palesi integrandosi orizzontalmente tra pari; – Orchestrata (p.71) gli attori collaborano su obiettivi che con conoscono completamente integrandosi solo verticalmente col leader. 17/11/2009 Università di Urbino - Sociologia 37 Lez. sulla Fiducia - Sergio Rossi
  38. 38. Capitale sociale • Secondo Putnam (1993) e Fukuyama (1996) la produzione della fiducia rimanda a dinamiche storiche di lungo periodo. (p.90) • Viceversa, secondo altri autori, la fiducia è un bene che può essere creato intenzionalmente e razionalmente, ma questa posizione va incontro a tutta una serie di difficoltà logiche perché “sconta i limiti di ogni prospettiva fondata esclusivamente sulla decisione individuale”. 17/11/2009 Università di Urbino - Sociologia 38 Lez. sulla Fiducia - Sergio Rossi
  39. 39. Capitale sociale • “Per capitale sociale si intende […] una struttura di relazioni tra persone, relativamente durevole nel tempo, atta a favorire la cooperazione e perciò a produrre, come altre forme di capitale, valori materiali e simbolici. Questa struttura di relazioni consta di reti fiduciarie formali ed informali che stimolano la reciprocità e la cooperazione.” (Mutti 1998) 17/11/2009 Università di Urbino - Sociologia 39 Lez. sulla Fiducia - Sergio Rossi
  40. 40. Capitale sociale • queste relazioni sociali di un individuo sono soggette ad accumularsi ma anche a deteriorarsi e possono essere considerate alla stessa stregua di altre risorse soggette ad accumulo, come quelle finanziarie, in particolare sotto il profilo della loro “spendibilità”per ottenere altri risultati. (p.87) 17/11/2009 Università di Urbino - Sociologia 40 Lez. sulla Fiducia - Sergio Rossi
  41. 41. Capitale sociale di tipo culturale • Max Weber fa per primo un uso implicito del concetto di capitale sociale. Il focus è sulle origini e sui primi sviluppi del capitalismo liberale ottocentesco. Nel suo famoso saggio, Le sette protestanti e lo spirito del capitalismo si riconoscono gli elementi essenziali del concetto – si tratta di un reticolo di relazioni personali di natura extra economica che fa leva sull'identità culturale, valori, norme e sanzioni palesi di una comunità; 17/11/2009 Università di Urbino - Sociologia 41 Lez. sulla Fiducia - Sergio Rossi
  42. 42. Capitale sociale di tipo culturale – la funzione delle reti è quella di far circolare informazioni di controllo sulle qualità morali dei soggetti capaci di indurre fiducia interpersonale e ridurre i rischi di opportunismo nelle transazioni (economiche) che ne risultano incentivate; – la fiducia interpersonale può facilitare la circolazione di conoscenze non codificate, legate alla produzione di beni e servizi, e l’intrapresa in progetti rischiosi; 17/11/2009 Università di Urbino - Sociologia 42 Lez. sulla Fiducia - Sergio Rossi
  43. 43. Capitale sociale di tipo strutturale • Per Coleman (1990), il capitale sociale si può considerare come l'"insieme delle relazioni sociali" di cui un soggetto individuale o collettivo dispone in un determinato momento. • Il capitale di relazioni sociali consiste in una rete di comunicazione tra soggetti, singoli e collettivi, che consente di mantenere "connessi" tra loro individui più o meno vicini e familiari tra loro (attraverso meccanismi di "passa parola", di "adozione" e di "somma degli universi" delle conoscenza e tra comunicanti). (p.93) 17/11/2009 Università di Urbino - Sociologia 43 Lez. sulla Fiducia - Sergio Rossi
  44. 44. Capitale sociale di tipo strutturale • "Attraverso il capitale di relazioni si rendono disponibili risorse cognitive (informazioni) o normative (fiducia), che permettono agli attori di realizzare obiettivi che non sarebbero altrimenti raggiungibili, o lo sarebbero a costi molto più alti". • Al livello aggregato quello che conta è il grado di diffusione delle reti di relazioni in un dato contesto spaziale. (p.93) 17/11/2009 Università di Urbino - Sociologia 44 Lez. sulla Fiducia - Sergio Rossi
  45. 45. Capitale sociale di tipo strutturale • La metafora dei geopiani • Tecnologie che sposano questo modello Linkedin, Facebook, Twitter, ecc. 17/11/2009 Università di Urbino - Sociologia 45 Lez. sulla Fiducia - Sergio Rossi
  46. 46. Riassumendo abbiamo trattato • La differenza tra • Diffusori di fiducia pericolo e rischio • Due diversi esempi in cui la fiducia si trasforma in • Una definizione cooperazione sociologica di fiducia • Definizione sociologico- • Casi di fiducia forte e psico-cognitiva di debole cooperazione • Tipi di destinatari di • Capitale sociale “strutturale” e “culturale” fiducia 17/11/2009 Università di Urbino - Sociologia 46 Lez. sulla Fiducia - Sergio Rossi
  47. 47. Approfondimenti • Le trappole della fiducia • Sfiducia • Diffusori di sfiducia • La fiducia attraverso la crisi finanziaria • L’influenza dell’ambiente nella cooperazione • Esempi di cooperazione tra imprese del Made in Italy • Situazioni di capitale sociale “appropriabile” • Fiducia e social forum 17/11/2009 Università di Urbino - Sociologia 47 Lez. sulla Fiducia - Sergio Rossi
  48. 48. Domande ? Discussioni, approfondimenti e materiali sul gruppo informale Facebook: “Fiducia e cooperazione – Il libro di Sergio Rossi” e-mail:sr.sergiorossi@gmail.com Grazie per l’attenzione ☺ 17/11/2009 Università di Urbino - Sociologia 48 Lez. sulla Fiducia - Sergio Rossi
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