• Share
  • Email
  • Embed
  • Like
  • Save
  • Private Content
Taranto citta' piu' inquinata d'europa
 

Taranto citta' piu' inquinata d'europa

on

  • 824 views

Massafresi, questi dati non vi spaventano? Non vi sembra il momento di svegliarvi? Perchè il Comune non ha mai attivato le centraline (che ci sono) per la verifica on line dei livelli di ...

Massafresi, questi dati non vi spaventano? Non vi sembra il momento di svegliarvi? Perchè il Comune non ha mai attivato le centraline (che ci sono) per la verifica on line dei livelli di inquinamento?

Statistics

Views

Total Views
824
Views on SlideShare
823
Embed Views
1

Actions

Likes
0
Downloads
3
Comments
0

1 Embed 1

http://www.slideshare.net 1

Accessibility

Categories

Upload Details

Uploaded via as Adobe PDF

Usage Rights

© All Rights Reserved

Report content

Flagged as inappropriate Flag as inappropriate
Flag as inappropriate

Select your reason for flagging this presentation as inappropriate.

Cancel
  • Full Name Full Name Comment goes here.
    Are you sure you want to
    Your message goes here
    Processing…
Post Comment
Edit your comment

    Taranto citta' piu' inquinata d'europa Taranto citta' piu' inquinata d'europa Document Transcript

    • Rapporto 2008 Emissioni industrialicancerogene, mutagene, teratogene e neurotossicheMappa dellItalia inquinata dalle ciminiere www.peacelink.it 1
    • Indice generaleCome abbiamo elaborato il rapporto.................................................................................................... 3 Gli indicatori scelti...........................................................................................................................3 La fonte dei dati............................................................................................................................... 3 Lelaborazione statistica: i criteri..................................................................................................... 3 I limiti e i punti di forza della classifica.......................................................................................... 4 Il registro INES................................................................................................................................ 4 La tabella in ordine alfabetico......................................................................................................... 4 La graduatoria.................................................................................................................................. 6Gli inquinanti scelti per la graduatoria................................................................................................. 7 Diossine e furani.............................................................................................................................. 7 Mercurio...........................................................................................................................................7 IPA................................................................................................................................................... 8 Benzene............................................................................................................................................8 Piombo............................................................................................................................................. 8 Arsenico........................................................................................................................................... 9Quanti macroinquinanti per ogni tarantino?.........................................................................................9 2
    • Come abbiamo elaborato il rapportoGli indicatori sceltiE stato scelto il seguente “paniere” di inquinanti considerati cancerogeni, mutageni, teratogeni eneurotossici inventariato fra le emissioni del registro INES (Inventario Nazionale Emissioni e loroSorgenti): ● Diossine e furani: emissioni in aria ● Mercurio: emissioni in aria e acqua ● IPA (Idrocarburi Policiclici Aromatici): emissioni in aria e acqua ● Benzene: emissioni in aria e acqua ● PCB (Policlorobifenili): emissioni in aria ● Piombo: emissioni in aria e acqua ● Arsenico: emissioni in aria e acquaTali inquinanti sono stati considerati degli indicatori della potenziale compromissione ambientaleper la loro pericolosità. Spesso le emissioni di questo tipo sfuggono alle misurazioni delle centralineurbane di monitoraggio che rilevano solitamente i “macroinquinanti”. Le emissioni cancerogene,mutagene, teratogene e neurotossiche richiedono a volte analisi complesse e non possono esseremonitorate in continuo con sistemi “in automatico”. Ad esempio le diossine e i furani sono“microinquinanti” per eccellenza: richiedono attrezzature specializzate e non possono esseremonitorati dalle classiche “centraline” per il traffico.La fonte dei datiI dati sono stati tratti da http://www.eper.sinanet.apat.it e sono stati utilizzati gli ultimi disponibili.Lelaborazione statistica: i criteriE stata realizzata unelaborazione statistica con lobiettivo di creare una graduatoria nazionale delleprovince più inquinate partendo dai dati delle emissioni industriali del registro INES.Tali inquinanti sono stati elaborati statisticamente nel seguente modo: ● sono stati sommati i valori annui di emissione (valori assoluti) di ogni specifico inquinante per ogni provincia; sono state sommate le emissioni che INES offriva solo disaggregate impianto per impianto, che tra laltro risulterebbero “autorizzate”; ● la somma dei valori assoluti così ottenuta per ogni provincia è stata rapportata al totale nazionale ed è stato ottenuto il dato percentuale di quel tipo inquinante per quella provincia; ● i dati percentuali di emissione in aria e in acqua sono stati mantenuti separati anche se il Corriere della Sera, per esigenze editoriali, ci ha chiesto laggregazione dei dati di emissione in aria e acqua per ogni singolo inquinante (il dato percentuale aggregato aria+acqua non è riportato in questa relazione); ● sommando in verticale i dati percentuali per ogni singolo inquinante si ha il 100% (qualche 3
    • lieve scostamento è dovuto agli arrotondamenti e alle omissioni di percentuali non rilevanti); ● sommando invece in orizzontale i dati percentuali di ogni provincia, si ha un macro- indicatore statistico con cui si ottiene, mediante un arrotondamento allunità più vicina, la graduatoria pubblicata di seguito. In essa risultano classificate, sulla base dei dati disponibili per questa elaborazione, le province con emissioni più significative. Ogni macro-indicatore fornisce un dato numerico unico con valore sintetico ed è frutto di algoritmi (ad esempio lindice del costo della vita). Quello da noi elaborato è una semplice sommatoria di valori relativi e ha un valore essenzialmente statistico-sociologico, collegato al “paniere” degli indicatori statistici che somma e incorpora.I limiti e i punti di forza della classificaLimiti. I limiti della classifica risiedono principalmente nel fatto che essa contempla le fonti diemissione legalmente comunicate al Ministero dellAmbiente. Si noterà che città come Napoli oCaserta non sono neppure menzionate nella graduatoria. Le emissioni illegali pertanto non rientranoin questa ricerca. Altro limite è la fonte: sono le aziende stesse che comunicano i propri dati.Benché esista una procedura di validazione a livello istituzionale, ci si deve accontentare di quantodichiarato dalle aziende. Tali dati sono forniti dalle stesse aziende al Ministero dellAmbiente e sonofrutto a volte di stime, a volte di calcoli e a volte di misurazioni.Inoltre, data la laboriosità delle procedure di validazione, sono disponibili ufficialmente allo statoattuale solo i dati del 2006. Infine bisogna saper rintracciare allinterno della provincia in comune incui si trova lo stabilimento che è fonte di emissione, scaricando la tabella analitica di tutte leemissioni da http://www.eper.sinanet.apat.itPunti di forza. Uno dei punti di forza di questa classifica sta invece nel porre al centrodellattenzione un dato che spesso rimane marginale: limpatto inquinante dellindustria. Inoltrevengono esaminate emissioni ad altissimo rischio per la salute della popolazione di cui si parlamolto poco ma che stanno entrando in modo subdolo nei polmoni, nella falda e nella catenaalimentare. Infine una focalizzazione dellattenzione su queste emissioni può consentire ai cittadinidi partecipare con proprie richieste di riduzione degli inquinanti nella procedura di AutorizzazioneIntegrata Ambientale (AIA) partendo da informazioni che non possono essere sottaciute.Il registro INESDa pochi giorni sono disponibili sul registro INES i dati relativi alle emissioni industriali in Italia.Il registro INES è lequivalente italiano del registro europeo EPER ed è una database a disposizionedel pubblico in attuazione di quel diritto allinformazione ambientale che è uno degli assi portantidella Convenzione di Aarhus, divenuta operativa con la legge 108/2001.La tabella in ordine alfabeticoLa tabella che presentiamo contiene dati statistici derivanti da informazioni su emissioni in aria e inacqua di specifici inquinanti provenienti dai principali settori produttivi e da stabilimentigeneralmente di grossa capacità presenti sul territorio nazionale. I dati sono presentati ordinandoalfabeticamente i capoluoghi di provincia ma le emissioni possono derivare da impianti collocati incomuni della provincia stessa. 4
    • Dati in % Diossina Mercurio Mercurio IPA IPA Benzene Benzene PCB Piombo Piombo Arsenico Arsenico PUNTI Aria Aria Acqua Aria Acqua Aria Acqua Aria Aria Acqua Aria Acqua totaleAgrigento 0,5 0,1 1Alessandria 3,1 0,2 3Ancona 0,1 0Aosta 0,5 0Bergamo 1,2 5,1 0,1 1,0 0,4 0,3 0,2 3,9 0,6 13Bologna 0,5 0,1 1Brescia 1,9 1,7 3,6 0,1 7Brindisi 0,7 0,2 2,1 0,5 0,2 1,6 1,5 7Cagliari 2,0 0,6 4,5 0,4 4,5 12Caltanissetta 1,5 1,4 7,7 33,4 29,0 1,7 3,4 78Campobasso 1,5 0,2 0,1 2Carbonia 3,2 1,9 16,3 21Caserta 0,4 0Catania 3,9 4Cosenza 0,4 0Cremona 0,8 0,7 0,3 1Crotone 0,1 0Cuneo 0,2 0,2 0Ferrara 0,1 0Firenze 4,4 4Forlì 0,1 0,1 0Frosinone 0,6 1Genova 0,2 0,5 1,3 2Gorizia 3,7 0,1 4Grosseto 1,4 0,3 1,3 3LAquila 0,5 0,2 0,3 1,0 0,1 2Latina 0,5 1Lecco 1,2 0,4 0,1 2Livorno 2,1 14,2 0,9 1,2 0,3 0,4 32,2 8,3 41,5 101Macerata 2,0 2Mantova 1,8 1,0 2,4 5Matera 0,2 0,3 0,2 0,1 0,4 1Messina 0,2 0Milano 0,1 1,7 1,4 3Novara 1,5 0,2 0,2 2,4 4Nuoro 0,1 85,3 7,3 93Pavia 0,7 6,6 0,2 0,7 0,2 4,0 12Perugia 1,4 0,4 5,5 7Pescara 1,0 1,1 2Piacenza 0,5 0,5 1Pisa 1,3 1Pordenone 0,5 1Potenza 1,0 1Ravenna 2,4 0,2 11,6 1,1 1,5 17Roma 1,1 0,2 0,3 0,1 2Salerno 1,2 0,2 1Sassari 3,6 1,7 0,1 1,8 10,0 17Savona 0,2 2,8 0,5 0,1 4Siracusa 6,9 0,1 0,3 19,1 1,2 0,3 15,7 1,3 45Taranto 92,0 57,2 34,3 95,8 91,0 44,8 13,7 78,3 4,7 15,8 528Terni 3,0 1,5 0,7 0,3 0,9 6Torino 0,7 1Trento 1,6 1,0 9,4 12Trieste 1,1 36,2 5,6 0,2 0,3 6,9 50Udine 3,2 0,2 0,2 1,2 2,5 1,9 4,2 13Varese 0,3 0Venezia 5,7 0,2 0,3 1,4 47,2 0,9 2,3 23,9 0,9 83Verbania 0,9 0,2 1Verona 1,4 1,1 0,6 3Vicenza 0,2 0,4 2,9 1,5 0,2 5Villacidro 4,0 4Fonte: dati INES 2006 5
    • La graduatoriaSu tutte svetta Taranto che, con il suo macro-indicatore statistico, accumula ben 528 punti. E ilrisultato della sommatoria in orizzontale del 92% di emissioni di diossine e furani in aria, del 57,2%del mercurio in aria, del 34,3% del mercurio in acqua, del 95,8% di IPA in aria, ecc. ecc. PROVINCIA Punti 1 Taranto 527,61 2 Livorno 101,20 3 Nuoro 92,73 4 Venezia 82,79 5 Caltanissetta 78,11 6 Trieste 50,29 7 Siracusa 44,97 8 Carbonia Iglesias 21,40 9 Sassari 17,06 10 Ravenna 16,80 11 Udine 13,40 12 Bergamo 12,72 13 Pavia 12,31 14 Trento 11,97 15 Cagliari 11,97 16 Brescia 7,35 17 Perugia 7,28 18 Brindisi 6,89 19 Terni 6,33 20 Mantova 5,24 21 Vicenza 5,12 22 Firenze 4,40 23 Novara 4,22 24 Villacidro Sanluri 3,99 25 Catania 3,86 26 Gorizia 3,82 27 Savona 3,58 28 Alessandria 3,34 29 Verona 3,20 30 Milano 3,19 31 Grosseto 3,04 32 LAquila 2,11 33 Pescara 2,06 34 Macerata 1,98 35 Genova 1,97 36 Campobasso 1,87 37 Roma 1,74 38 Lecco 1,73 39 Cremona 1,43 40 Salerno 1,35 41 Matera 1,26 42 Pisa 1,25 43 Verbania 1,01 44 Piacenza 1,00 45 Potenza 1,00 46 Torino 0,70 47 Frosinone 0,64 48 Agrigento 0,55 49 Bologna 0,54 50 Latina 0,53 51 Pordenone 0,51Il macro-indicatore statistico, studiato appositamente per rendere omogenee le grandezze da 6
    • sommare (modificazione da valori assoluti a lavori relativi), ci consente di elaborare unagraduatoria. Come si può notare le altre città seguono, con grande distacco, la “perla dello Jonio”.Al secondo posto troviamo Livorno con 101 punti, in buona parte frutto delle emissioni in acqua diarsenico (2930 chili allanno) e piombo (5945 chili allanno).Al terzo cè Nuoro nella cui provincia cè Ottana (con la sua industria petrolchimica e la produzionedi fibre tessili sintetiche) e il comune di Siniscola con il suo cementificio.Al quarto posto di posiziona Venezia, già nota per gli storici processi per inquinamento promossidal giudice Felice Casson.Al quinto posto troviamo Caltanissetta per via delle emissioni della zona industriale Gela.Trieste, al sesto posto, si distingue per il mercurio in acqua (489 chili allanno) e, sempre in acqua,per il piombo scaricato: ben 1168 chili annui.Siracusa si classifica al settimo posto per le emissioni degli stabilimenti di Augusta e Priolo.A Carbonia Iglesias, provincia che si posiziona allottavo posto, si concentrano diversiinsediamenti, dagli stabilimenti di Portovesme a quelli del Sulcis.Nella provincia di Sassari, nona in classifica, troviamo gli insediamenti di Porto Torres e dellacentrale termoelettrica sul fiume Santo.Mentre Ravenna si posiziona al decimo posto per l11,6% di tutto il benzene italiano scaricato inacqua.Gli inquinanti scelti per la graduatoriaLe sostanze scelte per costruire la graduatoria sono inquinanti ● cancerogeni: inducono il cancro o sono in grado di aumentarne la frequenza di insorgenza in una popolazione esposta; ● mutageni: causano delle mutazioni o delle alterazioni a carico del materiale genetico; ● teratogeni: sono grado di modificare o alterare il normale sviluppo del feto; ● neurotossici: sono nocivi al sistema nervoso.Diossine e furaniLe emissioni di diossine (PCDD) e i furani (PCDF) sono concentrate a Taranto e, sulla base dellestime contenute nel registro INES, sono collegate alle emissioni in aria dellIlva. La maggiore fontedi emissione è limpianto di agglomerazione che immette diossina nellatmosfera tramite il caminoE312.Il calcolo statistico ci offre un dato impressionante: il 92% del totale nazionale inventariato nelregistro INES sarebbe emesso a Taranto. E infatti a Taranto la regione Puglia ha chiesto chevengano abbattute 1200 pecore e capre contaminate dalla diossina. La diossina è una "famiglia". Iltermine “diossine” indica un gruppo di 75 congeneri di policlorodibenzodiossine (PCDD) e 135congeneri di policlorodibenzofurani (PCDF), 17 dei quali sono tossici, e di questi una diossina(TCDD, teraclorodibenzodiossina) è un carcinogeno del gruppo A (il più potente), così comedefinito dallo IARC (Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro).MercurioIl mercurio è neurotossico e su http://www.tarantosociale.org/tarantosociale/a/21803.htmlTaranto si piazza in cima alla graduatoria per le emissioni in aria e sono in corso ricerche per 7
    • verificare se queste emissioni di mercurio siano in qualche modo da porre in relazione allaumentodei casi di autismo in città.PeaceLink ha realizzato un dossier sulle emissioni di mercurio che ha provocato una querela daparte di Emilio Riva. Querela archiviata dalla Procura della Repubblica di Taranto in quanto, hadichiarato il magistrato, “la notizia di reato è manifestamente infondata e i chiarimenti forniti dagliindagati appaiono pienamente condivisibili in punto di fatto e di diritto”.IPAAnche con gli IPA (Idrocarburi Policiclici Aromatici) Taranto svetta a livello nazionale. LIlva è ungrande produttore di IPA, che vengono spigionati in particolare nella cokeria.Con il termine di Idrocarburi Policiclici Aromatici viene definito un complesso di compostichimici di cui il benzo(a)pirene è uno dei più conosciuti: queste sostanze si trovano in atmosferacome prodotto di processi pirolitici e di combustioni incomplete, con formazione di particellecarboniose che li adsorbono e li veicolano, da impianti industriali, di riscaldamento e dalleemissioni di autoveicoli.Alcune di queste sostanze (benzo(a)pirene, benzo(a)antracene, dibenzo(a,h)antracene, benzo(b,j,k)fluorantene) vengono classificate, analogamente al benzene, come cancerogene di categoria 1, R45dalla C.E., nel Gruppo 1 (sostanze per le quali esiste una accertata evidenza in relazioneall’induzione di tumori nell’uomo) dalla International Agency for Research on Cancer.In particolare una esposizione diretta e prolungata agli Idrocarburi Policiclici Aromatici può indurrela formazione di neoplasie a livello polmonare, della cute, laringe, esofago e stomaco.Il benzo(a)pirene, oltre ad essere uno di quelli dotati di maggiore potenza cancerogena, risulta unindicatore attendibile del rischio cancerogeno complessivo associato alla presenza in atmosfera diIPA. 1BenzeneE classificato come cancerogeno di categoria 1, R45 dalla C.E., nel Gruppo 1 (sostanze per le qualiesiste una accertata evidenza in relazione all’induzione di tumori nell’uomo) dalla InternationalAgency for Research on Cancer (I.A.R.C) che lo definisce probabile ed importante causa nell’uomodi leucemia mielogena acuta e forse anche di leucemia di altro tipo ed anche l’AssociazioneAmericana degli Igienisti Industriali lo riconosce cancerogeno accertato per l’uomo.2PiomboE neurotossico e per questo è stato eliminato dalle benzine. Circa il 90% del piomboimmagazzinato nel corpo della madre può attraversare la placenta. Si ritiene che circa il 16% deibambini abbia livelli di piombo superiori al normale. Tra i sintomi dell’intossicazione da piomboricordiamo la depressione, l’emicrania, l’irrequietezza, l’irritabilità, la difficoltà di concentrazione,l’indebolimento della memoria, l’insonnia, le allucinazioni, la debolezza e i dolori muscolari, lanausea e le indigestioni.3I lavoratori esposti al piombo in maniera costante per motivi professionali hanno un rischio di1 Fonte: www.arpa.fvg.it2 Fonte: www.arpa.fvg.it3 Fonte: www.laleva.cc/almanacco/piombo.html 8
    • sviluppare un tumore cerebrale superiore a quello delle persone che entrano in contatto con ilminerale solo occasionalmente. Da tempo si sospettava che il piombo fosse “collegato” alleneoplasie del cervello (oltre a quelle di stomaco, polmone e cistifellea), perché questo metalloriesce a oltrepassare la barriera emato-encefalica, cioè la delicata ma efficiente struttura cheprotegge il sistema nervoso centrale dalle aggressioni delle sostanze tossiche. Questo effetto nocivodel piombo, però, non era mai stato dimostrato in modo inequivocabile. Dalle paginedell’International Journal of Cancer, uno studio su ben 318.000 lavoratori sembra fugare ognidubbio. Gli epidemiologi dell’Università di Rochester, negli Stati Uniti, hanno infatti verificatol’incidenza del tumore cerebrale in un vasto gruppo di lavoratori, dei quali erano stati censiti i datiprofessionali tra il 1979 e il 1981. Esaminando il loro stato di salute nell’arco dei nove annisuccessivi, sono stati riscontrati complessivamente 119 casi di decessi per un tumore al cervello,cioè una percentuale superiore del 50 per cento rispetto a quella attesa in base ai dati sulla mediadella popolazione. Le diverse tipologie di occupazione considerate sono state classificate in basealla probabilità e all’intensità dell’esposizione al piombo.4Taranto svetta per le emissioni di piombo in aria.ArsenicoLarsenico assorbito per via inalatoria, come avviene nei luoghi di lavoro, sembra favoriresoprattutto lo sviluppo di carcinomi polmonari.5La dispersione di arsenico nellacqua è fonte di contaminazione e costituisce un motivo di seriapreoccupazione a livello nazionale.Quanti macroinquinanti per ogni tarantino?Lelaborazione statistica fin qui condotta ha tralasciato volutamente i “macroinquinanti”. In questosettore tuttavia Taranto, la capolista, eccelle egualmente in negativo. Se si sommano i dati INES deivari impianti dellIlva di Taranto - relativi alle emissioni di anidride carbonica (di cui si sta parlandoin questi giorni per via del Protocollo di Kyoto), di ossido di carbonio, di ossido di azoto e ossido dizolfo – si ottengono dei valori impressionanti. Li abbiamo suddivisi per il numero di abitanti diTaranto ed ecco cosa otteniamo. tonnellate/anno Anidride carbonica Ossido di carbonio Ossido di azoto Ossido di zolfo Abitanti del Comune di Taranto Fonte Wikipedia Vari impianti dellIlva Taranto 5447935 102686,7 6384,7 12570,9 199.012 2501605 14437,6 4693,1 6096,4 2306205 393529,5 10619,9 15973,6 805557,8 8729,4 7519,9 8160,8 13025 13,1 86,7 428,6 410943 21218,1 378 302,5 10383,5 33,6 Totale stabilimento ILVA di Taranto 11495654,3 540614,4 29715,9 43532,8 tonnellate pro capite per anno 57,764 2,716 0,149 0,219 chili pro capite per anno 57764 2716 149 219 Fonte INES 20064 Fonte: www.corriere.it/sportello-cancro/news/2006/10_Ottobre/25/piombo.shtml5 Fonte: www.eurom.it/medicina/um/um13_2_21.html 9
    • 21 ottobre 2008 versione 2Per contatti e informazioni: PeaceLink www.peacelink.it cell. 3471463719 10