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    Righetto.Isolato.Retidistazioni Righetto.Isolato.Retidistazioni Document Transcript

    • Nuovi Abitanti www.nuoviabitanti.it associazione culturale L’ISOLATO E’ UNA RETE DI STAZIONI (torri, antenne, tralicci, fiumi sotterranei, corridoi ecologici, interruttori, flussi di traffico, reti di condotte underground) Gabriele Righetto1 Un tempo era quasi autosufficiente L’isolato è un luogo di convergenza in cui giungono reti e servizi. Un isolato di un tempo somigliava maggiormente ad “un’isola“ perché ben poco vi arrivava e quasi tutto era prodotto direttamente in loco, non aveva insomma numerose connessioni esterne e le cose che vi giungevano percorrevano le strade oppure i canali, nel caso in cui l’isolato fosse lambito da corsi d’acqua. Le risorse dirette di un isolato stavano nelle dotazioni interne ad esso: gli orti, i giardini, i canali per la pesca (se questi c’erano), le attività artigianali (anche se esse per lo più avevano bisogno che le materie prime fossero trasportate attraverso carri o a spalle). Luogo di stazioni Oggi un isolato può essere visto in modo più esteso come una stazione o meglio un insieme di stazioni. Si dice stazione ‘un luogo dove ci si ferma, ma anche il complesso degli edifici e degli impianti nei quali si svolgono le operazioni di arrivo e partenza di merci e passeggeri con utilizzo di mezzi di trasporto. Ed ancora si dice stazione qualsiasi edificio o impianto fisso attrezzato per l’espletamento di un determinato servizio.” In questo senso un isolato non è la stazione di un solo servizio, ma di una pluralità, per cui sarebbe più esatto definirlo un complesso di stazioni. Infatti è una stazione per le strade che giungono e partono da lui. 1 CEU – Università di Padova righetto.g@libero.it 1
    • Nuovi Abitanti www.nuoviabitanti.it associazione culturale E’ una stazione per l’acqua che vi arriva e fuoriesce. E’ una stazione per la corrente elettrica che vi passa. Per le onde elettromagnetiche che vi giungono o vi partono con dispositivi radio, televisivi, telefonici. Per le merci che entrano e per i residui-rifiuti che ne ripartono. Nel suo insieme un isolato è un piccolo ‘tecnosistema’ Esso funziona almeno a tre livelli: - presenta stazioni sotterranee - ha dei terminali dentro gli edifici - riceve e invia elementi per via aerea E’ una stazione plurima di Tecnosistemi, ma se gli elementi base dell’ecosistema (aria, acqua, suolo, energia) non gli arrivano e si mantengono a livello sano, anche il tecnosistema decade. Ha allora bisogno di avere - elementi vivi (flora e fauna), - suolo permeabile - suolo fertile - falde freatiche - aria ventilata - luoghi soleggiati Un isolato vivo è un giusto equilibrio di - stazioni tecnologiche 2
    • Nuovi Abitanti www.nuoviabitanti.it associazione culturale - stazioni naturali. Un isolato, in termini ambientali, è un luogo sostenuto da proprie dotazioni 1– o secondo la natura del suolo e dell’ambiente fisico Questo costituisce il sostrato primario dell’isolato. 2- o secondo processi costruiti sul luogo e qui collocati[edifici, macchine, impianti]. Questa costituisce la parte stabile di un isolato 3- o secondo presenze che vengono dall’esterno o da lontano e trovano alcune strutture di supporto per giungere-sostare-agire-ripartire. Questa costituisce la parte mobile dell’isolato. Essa è costituita da veicoli che vengono, sostano, vanno. Ma è anche animato da dotti e condotte che “portano e rinviano” altri elementi: a) in forma energetica (rete elettrica, rete del metano, distribuzione di carburanti ed altri elementi energetici, impianti di riscaldamento e uso del fuoco. b) in forma elettromagnetica per scopi informativi e comunicativi (rete telefonica fissa-mobile-telematica, rete televisiva, rete radiofonica). c) in forma materica, riferita a costituenti elementari (aria, acqua, suolo) che si caratterizzano soprattutto come rete idrica, rete fognaria, impianti di condizionamento d’aria, sistemi di raccolta e smaltimento di residui solidi (carta, vetro, metalli, tessuti, frazione umida, materiali/oggetti inerti, ecc.) Quando elementi energetici, informativi elettromagnetici e materici entrano-sostano- escono, secondo - un’organizzazione unitaria, - coordinata 3
    • Nuovi Abitanti www.nuoviabitanti.it associazione culturale - con valenza territoriale allora siamo in presenza di tecnosistemi a rete (elettrodotti, reti distributive, antenne rice-trasmittenti, acquedotti, reti reflui, ecc.) Un isolato è pertanto un luogo-stazione in cui confluiscono elementi naturali (ed è allora da intendere come ecosistema) oppure in cui confluiscono elementi artificiali ed allora è da intendersi come tecnosistema. E’ un ecosistema 4
    • Nuovi Abitanti www.nuoviabitanti.it associazione culturale In un isolato le parti “naturalistiche” (es. un giardino presentano una articolazione a strati, ma anche le componenti ‘naturalistiche possono essere lette come ‘stazini’ degli elementi aria-acqua-suolo-energia-florofauna Come ecosistema è da intendersi soprattutto nel senso di territorio aperto su cui non sovrastano elementi costruiti (o almeno non in conformazioni rilevanti). L’ecosistema è costituito: - dalla porzione di aria e atmosfera poste nella dimensione superiore - dal suolo su cui insiste e sul quale si innestano forme viventi vegetali ed animali - dal sottosuolo in cui è coinvolto e che si distingue per le sue parti componenti (strato fertile, falde freatiche, strati sedimentari, roccia madre, ecc.) L’ecosistema è allora leggibile come un sistema a strati: 1– Il livello esogeo (atmosferico ed extratmosferico) che comprende l’atmosfera nelle sue componenti (troposfera, stratosfera, mesosfera, termosfera) e la dimensione extratmosferica che lo interessa (esosfera, magnetosfera, magnetopausa, eliospazio) 2– Il livello perigeo che interessa gli aspetti a ridosso e in prossimità della superficie del suolo che è interessato da: - acque superficiali - forme viventi vegetali (erbacee, arbustive, arboree, microfiti, saprofiti, licheni) - forme viventi animali (di terra, aria, acqua) 5
    • Nuovi Abitanti www.nuoviabitanti.it associazione culturale 3– Il livello ipogeo sottostante la superficie del suolo e che comprende lo strato fertile con la presenza di bioriduttori, elementi merologici, parti radicali delle piante, acque sotterranee e tutte le stratificazioni geologiche. Anche l’ecosistema è da intendersi come sistema di stazioni, ossia luogo in cui giungono- sostano-transitano elementi. giunge la luce solare e l’insieme di raggi cosmici   arrivano gli elementi meteorici (pioggia, neve, grandine, nebbia, rugiada, ecc. che vanno ad interessare i viventi stanziali, la fertilità del suolo e il regime delle acque superficiali e sotterranee.  vi giungono i venti e si realizzano i fenomeni di ventilazione, con andamenti di aria calda, fredda, umida, stagnazioni, ecc.  con la fluitazione, le correnti d’acqua o le geodinamiche possono essere spostati materiali (depositi, decantazioni, deiezioni, interramenti, allagamenti, soprassidenze e sussidenze, ecc.) Un ecosistema mantiene i suoi caratteri sani se si configura come sistema aperto, cioè tale da permettere ricambio e rinnovo degli elementi costitutivi (aria, acqua, suolo, energia e presenza di esseri viventi) E’ un Tecnosistema Anche un tecnosistema è un sistema di stazioni, solo che gli elementi (aria, acqua, suolo, energia ed esseri viventi) dipendono da modalità di erogazione-manutenzione- di tipo tecnologico, espresse da un insieme artificiale di: - edifici, - oggetti/strumenti - macchine 6
    • Nuovi Abitanti www.nuoviabitanti.it associazione culturale - impianti - infrastrutture - reti. Alcuni di questi sono statici e stanziali, ossia sono tendenzialmente stabili. Sono stabili gli edifici, le strutture che consentono la recezione e il rinvio di materiali, di elementi informativi ed energetici (rubinetti, sanitari, interruttori, lampade, spine; scolmatori, televisori, radio, recettori telefonici, postazioni informatiche, ecc.). Appartengono ancora al Tecnosistema stanziale gli elementi che “accolgono” i sistemi mobili e veicolari: sedi stradali, parcheggi, fermate di mezzi pubblici, garages, ecc. Esiste poi una Parte Mobile del Tecnosistema, costituita da: - reti infrastrutturali - reti distributive - reti energetiche - reti delle telecomunicazioni. Tale aspetto più propriamente forma il Tecnosistema a rete. 7
    • Nuovi Abitanti www.nuoviabitanti.it associazione culturale Un isolato si configura anche come tecnosistema dove confluiscono più reti locali: la stradale, la elettrica, l’energetica, la smaltitrice, l’idrica, la fognaria, la radiotelevisiva, la postale, la telefonica fissa-mobile-telematica, la distributiva commerciale, ecc. Il Tecnosistema a Rete 8
    • Nuovi Abitanti www.nuoviabitanti.it associazione culturale Un isolato è luogo in cui confluiscono elementi che vengono da lontano per mezzo di elettrodotti, flussi elettromagnetici, connessioni satellitari, condotte territoriali. N questo senso partecipa ad un Tecnosistema a Rete. Negli isolati esso presenta: - elementi stanziali - elementi territoriali. Degli elementi “stanziali” abbiamo già parlato, anche se in maniera succinta: essi costituiscono i punti-luogo del Tecnosistema in cui si rice-trasmettono elementi di materia-energia- informazione, trattati tecnologicamente. Forse però “gli elementi territoriali” del Tecnosistema richiedono qualche parola in più. Quando un interruttore (che è un elemento stanziale del tecnosistema elettrico) consente o interrompe il passaggio di corrente elettrica per un certo uso, la questione elettrica ovviamente non si risolve tutta lì e neppure nell’edificio di riferimento e neppure ancora nell’isolato di appartenenza. La questione è molto più vasta e riguarda l’intero insediamento o la città (se l’isolato è relativo ad un contesto urbano), di fatto interessa un territorio. Ossia una parte di regione, organizzata in modo coordinato e unitario. Ecco allora che più propriamente un isolato va inteso come una stazione territoriale che ha: 1– come luogo generatore la centrale elettrica, erogatrice di energia specifica 2– gli elettrodotti come strade elettriche di collegamento trasporto 3– le centrali di trasformazione (o distribuzione) dell’alta tensione in media tensione e tensione di consumo. 9
    • Nuovi Abitanti www.nuoviabitanti.it associazione culturale Le centrali di distribuzione dove avviene la rottura del carico e la ripartizione in porzioni medie per raggiungere poi il consumatore-utente in porzioni piccole seguono lo stesso criterio per la diffusione dei materiali e sta alla base del sistema commerciale che ha stazioni distributive generali (mercati generali), medie (ipermercati), piccole (esercizio commerciale) 4– le stazioni in cui “il traffico di energia” elettrica “entra (come una stazione generale) in un territorio insediato o città, le centraline locali o rionali, le fermate locali (della corrente elettrica) costituiscono i nodi della rete distributiva dei rioni e isolati 5– infine gli edifici o appartamenti, filtrati da contatori specifici che attestano la proprietà o assegnazione di utenza (e di fatto sono le porte di entrata di una stazione erogatrice), quantificano un consumo e costituiscono il capolinea o stazione terminale di un Tecnosistema a rete (elettrico, nell’esempio di riferimento che qui usiamo) Questo andamento territoriale: a) centrale di produzione b) sistemi di conduzione territoriale (dotti, condotte, assi viari, canali, frequenze, ecc.) c) stazioni territoriali e locali d) fermate locali costituiscono nell’insieme l’Impianto Generale e strutturale di un Tecnosistema a Rete. Senza dilungarci troppo possiamo allora dire che questo ragionamento” funziona per analogia per molti altri Tecnosistemi a Rete:  per il Tecnosistema idrico  per il Tecnosistema fognario  per il Tecnosistema telefonico fisso e mobile  per il Tecnosistema energetico e gas – metano  per il Tecnosistema smaltimento residui 1
    • Nuovi Abitanti www.nuoviabitanti.it associazione culturale  per il Tecnosistema della posta  per il Tecnosistema radio-televisivo  per il Tecnosistema distributivo-commerciale (produzione-distribuzione-utenza)  per il Tecnosistema trasportistico di passeggeri Va forse precisato (perché c’è il pericolo che li si sottovaluti) che i Tecnosistemi telefonico e radiotelevisivo hanno una dimensione territoriale impropria o meglio assai specifica, perché per funzionare hanno bisogno di supporti a livello satellitare e quindi appartengono alla sfera esogea. Possiamo allora dire sinteticamente che un isolato è un Tecnosistema Locale Complesso, collegato a Reti, in cui opera una molteplicità di subsistemi tecnici. Sistema Glocale Complesso Un isolato è un sistema complesso che ha dotazioni locali e partecipa a sistemi globali e lontani. In tale senso è definibile come Sistema Glocale (Globale + Locale). Per comprendere la dimensione strutturale di un isolato occorre essere in grado di: 1
    • Nuovi Abitanti www.nuoviabitanti.it associazione culturale - analizzare - interpretare - connettere - gestire - mantenere - sostenere un sistema glocale (ossia locale connesso ad un insieme vasto di relazioni globali che si articola almeno in : ecosistema e le sue stazioni  Tecnosistema locale e le sue stazioni stanziali  Tecnosistema a Rete Territoriale con le sue Stazioni Estese.  A mo’ di conclusione della parte analitica è bene ricordare che si possono capire in modo semplice le questioni affrontate in precedenza se le questioni complesse vengono affrontate passando per gli elementi essenziali del Tecnosistema: 1- se si considerano i tetti, le grondaie e i sistemi di scorrimento pluviale, allora si può considerare il rapporto/confine tra ecosistema e tecnosistema riferito ad un singolo edificio; 2- analogo discorso può essere articolato per finestre, porte, imposte e aperture per considerare nel Tecnosistema i fattori dell’ecosistema e cioè: - Soleggiamento - Ventilazione - Umidità - Microclima 1
    • Nuovi Abitanti www.nuoviabitanti.it associazione culturale - ecc. 3- il sistema idrico locale ha bisogno di applicare leggi fisiche dei vasi comunicanti e della pressione. Tali fattori, presenti nell’ecosistema sono riconoscibili nel tecnosistema idrico per mezzo delle torri piezometriche, dei serbatoi, delle autoclavi e della rete distributiva. 4- Ogni edificio è luogo di stazioni materiali, energetiche ed informative e appartiene ad un Tecnosistema prossimo (antenne, ripetitori, trasmettitori) e a punti di ricetrasmissione interna agli edifici. 5- Ogni Tecnosistema ha una dimensione attraverso la quale appartiene ai vari livelli: a) esogeo (aria, atmosfera ed extratmosferico) b) perigeo (gli alzati mediamente modesti degli edifici – eccetto le dimensioni abnormi dei grattacieli – stanno a ridosso della superficie del suolo. C) ipogeo (le fondazioni, le condotte sotterranee, l’insediamento cablato dei vari tecnosistemi specialistici) 1
    • Nuovi Abitanti www.nuoviabitanti.it associazione culturale Tecnosistema parziale da cui si individuano alcuni punti di “stazione” delle reti e l’interfaccia tra tecnosistema ed ecosistema Valenza pedagogico-didattica L’argomento presenta indiscutibilmente alcune difficoltà e complessità. Malgrado questo non si tratta di questioni che non possono essere affrontate con i bambini e i ragazzi. Si tratta intanto di introdurre alcune idee semplici o idee chiave con cui avviare l’indagine. La prima idea-chiave è che ogni luogo è A- la destinazione di qualcosa. 1 – La luce del sole è orientata in modo da colpire i corpi che può raggiungere. Se li colpisce in maniera diretta la luce li illumina e li riscalda. Se la luce non raggiunge un luogo (o un oggetto) esso è in ombra. Gli oggetti (e l’isolato è un oggetto) presenta parti direttamente esposte alla luce ed altre che non lo sono o lo sono in modo mediato. In ogni caso ogni oggetto presenta caratteristiche simili 1
    • Nuovi Abitanti www.nuoviabitanti.it associazione culturale alla Terra: ha alcune parti a giorno e parti a notte e parti che prendono luce di striscio (luce di alba e luce di tramonto) Un isolato è una stazione di luce del sole. Siccome appartiene al moto della Terra, non è un oggetto fermo, ma risente della rotazione (conosce gli effetti del giorno e della notte) e della rivoluzione attorno al sole (e quindi è stazione solare che risente dei cambiamenti stagionali e del posizionamento rispetto all’emisfero terrestre sud o nord). 2 – la pioggia (come la rugiada, la neve, la grandine, la nebbia e tutti i fenomeni meteorologici) sono destinati a scendere e colpire il suolo. L’isolato è una stazione di questo movimento meteorologico. 3 – l’acqua non si ferma sulla superficie se questa è porosa e permeabile allora l’acqua di un isolato trova la sua stazione nel sottosuolo. Le parti dell’isolato che sono impermeabili e non lasciano attraversare i liquidi costringono gli stessi a scorrere altrove, seguendo le pendenze. Ogni isolato ha quindi anche delle stazioni sotterranee. 4- se l’acqua viene riscaldata (come ogni elemento che raggiunga un determinato stato gassoso), essa tende ad evaporare, cioè passa dallo stato liquido a quello gassoso, divenendo più leggera dell’aria, galleggia sulla stessa e sale. Un isolato è allora una stazione di partenza dei gas dal suolo all’aria e all’atmosfera. Se gli elementi non compromettono la composizione standard dell’aria l’assetto rimane sano, se l’aria si arricchisce di elementi in quantità anomale allora l’isolato diviene stazione di partenza di inquinanti 5 – L’aria (con la molteplicità di gas che la compongono) tende a scaldarsi e raffreddarsi. Sui fronti in cui l’aria è fredda e calda si manifestano dinamiche che portano al miscelamento e allo spostamento. In tal modo si generano i venti e i processi di ventilazione. Un isolato pertanto è una stazione di transito di gas sotto forma di vento. 6 – I luoghi vivi (cioè dove stanno vegetali e animali) hanno vocazione ad accogliere forme viventi che si comportano da stanziali o da nomadi o in forma mista. Perché i viventi siano destinazione di un luogo (e quindi anche di un isolato) gli elementi costitutivi devono avere una composizione fisico-chimica adatta alla vita. 1
    • Nuovi Abitanti www.nuoviabitanti.it associazione culturale Se si immettono sostanze non adatte alla vita (inquinanti) queste possono direzionarsi verso un luogo, ma se esse permangono in percentuali anomale, allora la vita entra in difficoltà o deve andarsene (migrazione da fattori tecnologici), sempre che sia possibile un’altra destinazione. B) La seconda idea-chiave è quella di trasformazione. Gli ecoidi umani sono esseri viventi che 1- trasformano i luoghi secondo le loro esigenze, bisogni e desideri. Si tratta di trasformazione antropica 2- L’isolato è un luogo di destinazione delle azioni trasformative dei luoghi. Le azioni degli uomini arrivano, modificano, restano, recuperano- riparano/distruggono, se ne vanno altrove e abbandonano. L’isolato è luogo di destinazione delle azioni delle persone. Queste si distinguono dalle azioni della Terra e degli altri esseri viventi; tali azioni diverse si definiscono azioni tecniche. L’insieme delle azioni dei diversi esseri viventi, umani e non e delle dinamiche della Terra producono un oggetto complessivo che si chiama Paesaggio. L’isolato è un luogo di destinazione delle azioni tecniche ed una componente del Paesaggio. 3- Dal punto di vista didattico quello che conta è attivare un lavoro con i bambini- ragazzi sull’idea di sostenibilità (ambientale, culturale, socioeconomica) ossia di azioni che non degradano l’ambiente, anzi semmai lo valorizzano, rafforzando identità e risorse. Occorre metterli in condizione di acquisire una mentalità progettuale. Essa si gioca nella polarizzazione dominio/estromissione dell’uomo. Entrambi i poli dell’endiade conducono a conseguenze deleterie: a- gli isolati ridotti a solo tecnosistema estromettono la vita e si trasformano in deserti tecnologici b- gli isolati non messi in condizione di acquisire 1
    • Nuovi Abitanti www.nuoviabitanti.it associazione culturale le nuove potenzialità consentite dai cambiamenti culturali, sociali e tecnologici, si trasformano in luoghi sopravvissuti o diventano cristalli senza vita o decadono a condizioni senza funzione, cioè socialmente inerti. Agire con mentalità progettuale significa prendersi cura dell’isolato (caring) sia come luogo dei viventi sia come luogo dei tentativi degli ecoidi umani per inventare la loro condizione di esistenza in termini più significativi (tecnosistema sostenibile) Un isolato vive se le sue dimensioni (vita e progettazione) trovano un sistema di convivenza che elabori una procedura avanzata di evoluzione. - Scheda operativa – I servizi – la città come risorsa - la scoperta delle reti nell’isolato come fatto urbano e come fenomeno interno alle case: - la rete elettrica e la centralina di trasformazione più vicina – di rione o quartiere, il traliccio di elettrodotto più vicino - la rete telefonica fissa (i cavi, le centraline di controllo), la rete mobile e le antenne di ripetizione - la rete idrica e i pozzetti di accesso per manutenzione sulle strade – la torre idrica di sollevamento più vicina - la rete fognaria: la fossa di casa o di condominio, le condotte sotterranee, il sistema di depurazione più vicino, il fiume su cui si scarica - la rete televisiva: le antenne di recezione e il ripetitore regionale di riferimento 1
    • Nuovi Abitanti www.nuoviabitanti.it associazione culturale - i corridoi ecologici: le fasce di verde che s’incuneano dentro la città in collegamento al territorio aperto e che consentono il mantenimento di un’adeguata biodiversità florofaunistica – concetti di green belt e green ring - la rete trasportistica (treni, bus, taxi, auto private, natanti, aerei) - ecc. Didattica. La città sostenibile e l’impronta ecologica della città - educazione alla valorizzazione della risorsa e disincentivo allo spreco - comprensione della catena energetica dell’insediamento - lettura dell’insediamento come sistema comunicativo Attività: - storie di esperienze o racconti in cui siano implicati aspetti della città organizzata della città (es. Marcovaldo di Calvino e altri testi letterari più aggiornati) - reportages fotografici sulle reti presenti negli isolati scelti per il laboratorio urbanistico - modellini delle reti riferite ad isolati - modellino sulla distribuzione energetica o comunicativa dell’isolato di studio - modellino dei collegamenti aerei e ferroviari - modellino del collegamento della scuola con il centro storico 4– La città organizzata in funzioni - le funzioni interne all’isolato. - Le parti edificate 1
    • Nuovi Abitanti www.nuoviabitanti.it associazione culturale - Le parti scoperte - Le parti dedicate ai servizi - L’organizzazione degli spostamenti: pedonali, ciclabili, motorizzati - Le parti dedicate al verde - Le parti dedicate all’informazione - Ecc. - dall’idea delle funzioni presenti in un isolato alle funzioni urbane: - zona residenziale - zona produttiva - zona dei servizi - zona commerciale - zona attrezzature sportive - zone ricreative - zone naturalistiche - scoprire che la città è organizzata per parti e zone significa scoprire anche che l’urbanistica usa (o ha usato) lo zoning, ossia la definizione e regolamentazione delle zone - uno zoning troppo rigido e meccanico ha provocato talvolta dei guai al funzionamento e vivibilità della città Didattica: - Vivendo assieme in modo coordinato, collaborativo ed evolutivo ci si esprime e si vive meglio 1
    • Nuovi Abitanti www.nuoviabitanti.it associazione culturale - La città è una grande macchina, però bisogna stare attenti a non far crescere una macchina che ci sottrae la qualità del vivere e cioè aumentare i nostri rapporti di solidarietà, affetti, emozioni, immaginazioni, progettazioni, assieme ad un forte senso della natura e dei rapporti con essa. - riflessioni con i bambini sul concetto di città sana - scoperta con loro delle parti degli isolati che funzionano e non funzionano - scoperta assieme agli allievi delle parti della città che funzionano e non funzionano – per quanto naturalmente è possibile fare con loro - introduzione elementare all’idea di Piano Regolatore Generale Attività: - Colorare la tavola di un isolato distinguendo, con il metodo dello zoning, le parti con funzioni diverse - Costruzione di un modello planivolumetrico di un isolato - Costruzione di una pianta viabilistica che comprenda la scuola e l’area centrale locale di appartenenza del rione - Riflessioni e valutazione sullo stato della mobilità - Ipotesi di Piano particolareggiato del traffico 2