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Issues cannot be tackled in isolation as they are all interconnected
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L’analisi per distretto idrografico   PRELIEVI DI ACQUA PER TIPOLOGIA DI                           STAZIONI IDROMETRICHE  ...
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Distretto Padano
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Distretto padanoP, Etr e Q (2000 - 2010)
Distretto padanoQ e P (2001 - 2010) - Anomalie mensili rispetto al periodo 1971-2000
Distretto padano                       Bilancio idrologico (106 m3)                                   1971-2000     2001-2...
Strategie nazionali di adattamentoEU27 (situazione a gennaio 2013)                                          - Comunicazion...
Scenari futuri       - Il cambiamento climatico può         provocare un aumento consistente         della temperatura med...
Scenari futuri                             Scenario Economy First con una                             forte crescita econo...
Conclusioni• …• L’Istat potrebbe (dovrebbe) svolgere il ruolo di garante della  comparabilità (tra i distretti) e della co...
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  • Rilevazione dei Numeri Civici (RNC) - Roma 7, 8 ottobre 2010
  • S. Tersigni, F. Puma, J. Mysiak - Risorse idriche e cambiamenti climatici. Il caso del distretto Padano

    1. 1. Risorse idriche e cambiamenti climatici.Il caso del distretto Padano “Climate change is real. It is here, and it is happening now, in our backyards and around the globe”. Jane Lubchenco (NOAA Administrator)Jaroslav Mysiak Centro mediterraneo per i cambiamenti climatici (CMCC)Francesco Puma Autorità di Bacino del PoStefano Tersigni Istat
    2. 2. IndiceI cambiamenti climatici Problema complesso e interconnessione di problemiIl ruolo della statistica nello studio dei cambiamenti climatici Il contributo della statistica ufficialeCambiamenti climatici e disponibilità idriche L’impatto dei cambiamenti climaticiL’Istat e le attività su cambiamenti climatici e risorse idriche Indicatori Eurostat/OCSEIl distretto Padano Indicatori del bilancio idrologicoStrategia nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici Scenari futuri
    3. 3. I CAMBIAMENTI CLIMATICI – considerazioni generali• Sono un problema complesso che ha conseguenze su ogni sfera del pianeta. Hanno impatto sul benessere e sullo sviluppo dell’attività umana, in quanto costituiscono una minaccia per la salute dell’uomo, sulla disponibilità idrica e la produzione di cibo. Sono numerosi anche gli effetti indiretti: sulla modifica di biodiversità, sull’integrità degli ecosistemi e sulle opportunità sociali ed economiche.• Gli effetti dei cambiamenti climatici vanno oltre l’incremento della temperatura. Limpatto e i fattori di vulnerabilità per la natura, per leconomia e per la nostra salute variano a seconda delle regioni, dei territori e dei settori economici.• Tra le cause dei cambiamenti climatici, l’attività umana alterando, direttamente o indirettamente, la composizione dell’atmosfera si aggiunge alla naturale variabilità climatica.• La lotta ai cambiamenti climatici impone due tipi di risposta. La prima, più importante, consiste nel ridurre le emissioni di gas serra (intervento di mitigazione) e la seconda nell’intervenire in termini di adattamento per affrontarne gli impatti inevitabili.
    4. 4. Issues cannot be tackled in isolation as they are all interconnected
    5. 5. Il ruolo della statistica nello studio dei cambiamenti climatici Per ottenere un quadro completo del fenomeno e per valutare le variazioni che possono attribuirsi ai cambiamenti climatici ed elaborare degli scenari futuri, sono necessarie numerose informazioni e dati. Gli ambiti di studio delle statistiche connesse ai cambiamenti climatici comprendono dati ambientali, sociali ed economici che possono misurare le cause dei cambiamenti climatici e l’impatto sui sistemi umani e naturali, gli sforzi per evitare o mitigare le conseguenze e l’adattamento ad esse. La statistica ufficiale ha un ruolo importante in questa sfida.
    6. 6. Il ruolo della statistica nello studio dei cambiamenti climatici Il contributo dell’Istituto nazionale di statisticaLa domanda di informazione sulla tematiche connesse ai cambiamenticlimatici è sempre crescente.È una tematica che non appartiene alla produzione di informazione statisticadell’Istat, ma che coinvolge direttamente o indirettamente quasi ogniambito della produzione statistica ufficiale. L’Istat ed il sistema statisticonazionale già producono una considerevole quantità di dati rilevanti per CC,benchè prodotti con differenti finalità.Non solo in Italia, ma in molti altri paesi, è frequente che diversi enti, ministerie altre agenzie si occupino con obiettivi diversi di questa tematica.C’è necessità di “fare rete”, coordinare, ottimizzare, standardizzare earmonizzare in ambito nazionale e internazionale rafforzando il ruolo degliistituti nazionali di statistica, potenziando le statistiche esistenti (qualità deidati, maggiore dettaglio territoriale, confini territoriali diversi da quelliamministrativi, georeferenziazione,…) e integrandole con altri indicatorispecifici.
    7. 7. Il contributo della statistica pubblica nella produzione dei dati su CC1. Coordinamento nazionale ed internazionale per la raccolta di dati omogenei e comparabili2. Armonizzazione dei sistemi informativi di riferimento economico, sociale e ambientale3. Riorganizzazione delle basi di dati disponibili al fine di rispondere alle richieste di informazioni quanto più disaggregate4. Definizione della metodologia di stima più efficiente per il calcolo di indicatori in quei settori o contesti dove l’indisponibilità di archivi o l’impossibilità di utilizzare le indagini correnti sia più rilevante5. Calcolo di Indicatori sintetici più efficaci che permettano di misurare e monitorare i cambiamenti climatici in riferimento al conseguimento degli obiettivi di politica ambientale prefissati
    8. 8. Cambiamenti climatici e disponibilità idriche • I cambiamenti climatici hanno un fortissimo impatto sulla disponibilità d’acqua. • È fondamentale promuovere un uso efficiente delle risorse idriche, limitando la pressione su di esse (water stress) e preservare la disponibilità per i diversi usi (civile, agricolo, industriale, energetico) e per l’ambiente. • Per fare ciò è necessario avere una informazione statistica aggiornata e con un maggior dettaglio territoriale, a livello nazionale ed internazionale.
    9. 9. L’ Istat e le attività su CC e risorse idricheProgetti PSNRilevazione dati meteoclimatici ed idrologiciCensimento delle acque per uso civileUso delle risorse idrichePrincipali attività internazionaliUNECE Task Force on Climate Change related StatisticsCreated in November 2011 by UNECE Conference of European StatisticiansWorking Group “Statistics of the Environment” / Sub-Group "WaterStatistics“Task Force on Water AccountsQuestionariJQ OECD/ Eurostat - INLAND WATERSEurostat - Regional Environmental StatisticsREQ - REGIONAL ENVIRONMENTAL DATA COLLECTION "INLAND WATER"
    10. 10. INDICATORI Eurostat/Ocse Freshwater resources Precipitation Actual evapotraspitration Actual external inflow of which: into the sea of which: into neighbouring territories Recharge into the aquifer Groundwater available for annual abstraction Freshwater resources 95 % of years, LTAA
    11. 11. INDICATORI Eurostat/OcseIndicatori su prelievi di acqua per tipologia di corpo idrico eduso  Approvvigionamento pubblico  Agricoltura, foreste, pesca di cui per irrigazione  Attività estrattive  Industria manifatturiera di cui per raffreddamento  Produzione di elettricità di cui per raffreddamento  Servizi  Altre attività (ad es. edilizia)  Abitazioni private (auto-approvvigionamento)
    12. 12. INDICATORI Eurostat/OcseConsumo di acqua per tipologia di approvvigionamento e diversiusi  Approvvigionamento pubblico  Auto-approvvigionamento  Agricoltura, industria, produzione di energia  Dispersioni Produzione e trattamento delle acque reflue Qualità dei corpi idrici (fiumi, laghi, acque sotterranee)
    13. 13. L’ Istat e le attività su CC e risorse idricheRilevazione dati meteoclimatici ed idrologici • Enav • Cra-Cma • Servizio meteo Aeronautica militare Reti a carattere nazionale • 1 Rete meteo • Reti regionali nazionale (Corpo dell’ex Servizio Forestale dello idrografico Stato): circa 100 stazioni (ISPRA) • 200 Consorzi di • Enti regionali per Bonifica lo sviluppo • 70 Consorzi di Difesa agricolo Banca dalle Avversità Meteoriche dati • • 20 Autorità di Bacino 70 Istituti del CRA Reti di Istat • • 20 Istituti del CNR 10 Osservatori (es. interesse Reti minori Ecologici, Geo-fisici, regionale etc.) • 170 Scuole agrarie e/o tematico • 20 Università • …. Altri enti minori a carattere pubblico • ENEL, ENI, AGIP, …
    14. 14. L’ Istat e le attività su CC e risorse idriche Consistenza attuale della banca dati idro-meteorologicaStazioni meteo-climatiche6.194 stazioni, di cui 5.889 stazioni per le precipitazioni Stazioni idrometriche 935, di cui 612 per le portate
    15. 15. Censimento delle acque per uso civileUnità rispondenti: Enti gestori dei servizi idrici 1999 PERIODO DI RIFERIMENTO 2005 DELLE ULTIME EDIZIONI DEL 2008 CENSIMENTO Distribuzione dell’acqua potabile 2012  22 FEBBRAIO 2013 • Acqua immessa nelle reti comunali di distribuzione • Acqua erogata • Acqua fatturata per i diversi usi ( civile, agricolo industriali e altre attività economiche) • Popolazione e utenti serviti • Caratteristiche strutturali della rete Acquedotti Distribuzione Prelievo Impianti di Trasporto depurazione Prelievo e trasporto di acqua Reti fognarie • Acqua prelevata Reti fognarie • Acqua potabilizzata • Tipologia delle reti Impianti di depurazione delle • Acqua addotta • Popolazione acque reflue urbane • Acqua scambiata tra servita • Comuni serviti diversi gestori • Destinazione dello • Abitanti equivalenti civili • Acqua addotta scarico • Abitanti equivalenti industriali all’ingrosso per i diversi • Parametri delle acque in ingresso usi (agricoltura, • Parametri delle acque in uscita industria) • Fango prodotto e destinazione
    16. 16. L’analisi per distretto idrografico PRELIEVI DI ACQUA PER TIPOLOGIA DI STAZIONI IDROMETRICHE FONTE NEI DISTRETTI IDROGRAFICI NEI DISTRETTI IDROGRAFICI - Anno 2008 -In attuazione della direttiva quadro sulle acque 2000/60/CE, larticolo 64 del decretolegislativo 3 aprile 2006, n.152 prevede la ripartizione del territorio nazionale in ottodistretti idrografici.
    17. 17. Il distretto idrografico padano: qualche numero 3.164 Comuni: 39% dei comuni italiani 16,7 milioni di residenti: 28% della popolazione italiana 2,48 miliardi di metri cubi d’acqua per uso potabile prelevata: 27% dei prelievi nazionali 2,31 miliardi di metri cubi d’acqua per uso potabile consumata: 42% dell’acqua consumata in Italia
    18. 18. Distretto Padano
    19. 19. Distretto padano
    20. 20. Distretto padano
    21. 21. Distretto padano
    22. 22. Distretto padano
    23. 23. Distretto padanoPortate a Pontelagoscuro (1971 - 2010)
    24. 24. Distretto padanoP, Etr e Q (2000 - 2010)
    25. 25. Distretto padanoQ e P (2001 - 2010) - Anomalie mensili rispetto al periodo 1971-2000
    26. 26. Distretto padano Bilancio idrologico (106 m3) 1971-2000 2001-2010 % differencePrecipitation 64.772 58.843 - 9,2Actual evapotranspiration 40.547 33.771 - 16,7Actual external inflow 4.561 4.060 -11,0Total actual outflow 50.158 44.164 -12,0Recharge into aquifer 33.383 26.462 -20,7Groundwater available for annual 26.706 21.170 -20,7abstraction
    27. 27. Strategie nazionali di adattamentoEU27 (situazione a gennaio 2013) - Comunicazione CE sulla Strategia comunitaria attesa per il 2013. - Strategia Nazionale di Adattamento ai cambiamenti climatici adottata in 14 paesi UE. In Italia la Strategia è in fase di elaborazione. - Delibera CIPE «Linee strategiche per l’adattamento ai cambiamenti climatici, la gestione sostenibile e la messa in sicurezza del territorio» attesa a breve. Strategia adottata - Distretto Idrografico Padano un Strategia non adottata caso speciale – pilota per favorire una attuazione uniforme in tutti distretti.
    28. 28. Scenari futuri - Il cambiamento climatico può provocare un aumento consistente della temperatura media (da +2 a +4 °C) e indurre una diminuzione delle precipitazioni medie annuali ed estive (fino al 20 per cento) ed un lieve aumento nella stagione invernale (5 per cento circa). - La previsione dell’uso delle risorse idriche tiene conto dello tendenze demografiche, tecnologiche, economiche, sociali/ comportamentali, e delle politiche gestionali europee e nazionali. - I diversi scenari valutano variazioni nei prelievi di acqua tra -18 a +15% sulla base annua.
    29. 29. Scenari futuri Scenario Economy First con una forte crescita economica con aumento delle pressioni antropiche sull’ambiente. Per questo scenario i prelievi annuali di acqua nel distretto Padano aumentano del 15%, mentre i prelievi primaverili raggiungono +20%.Fonte: Floerke et al, 2012
    30. 30. Conclusioni• …• L’Istat potrebbe (dovrebbe) svolgere il ruolo di garante della comparabilità (tra i distretti) e della coerenza degli scenari climatici e socio-economici, soprattutto quando questi diventino la base delle politiche di gestione delle risorse idriche.
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