S. De Francisci: visualizzazione per la conoscenza

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  • In questi 5 minuti parleremo di dati, informazioni e conoscenza e soprattutto come le rappresentazioni grafiche entrano in gioco in questo ambito Vorrei iniziare la mia presentazione intaccando un problema che è da tempo nella discussione degli esperti. dietro e dopo i dati c’è sempre la conoscenza dei fenomeni? e se sì come facciamo a renderle esplicita? Come possono i racconti di storie aiutarci a farlo? Dietro il titolo ci potrebbe essere
  • Tutti sono d’accordo nel considerare la conoscenza molteplice e sfaccettata… cioè multidimensionale, che noi sappiamo trattare con i data warehouse In secondo luogo, se vi è una certezza a proposito della conoscenza è che essa si basa su due condizioni tipiche: molteplicità e sfaccettatura. E in questo senso, una buona organizzazione dei dati aiuta. Perché si può dar loro una forma multidimensionale che consente agevoli operazioni di analisi e sintesi Multimensionale con variabili indicatore= gli indicatori possono essere conseiderati come parametri di distribuzioni uniidimensionali eventualment econdizionati (qui al territorio) Multimensionale con variabili congiunte (matrimoni x età, stato civile, anno celebrazione, rito) Nel DW: matrimoni = fatto, stato civile + rito + anno celebrazioni = dimensioni, età = misura, prod. Cartes = ipercubo In stat.: matrimoni = collettivo (insieme u. statistiche), stato civile + rito + anno celebrazioni = caratteri ualitativi che danno luogo a una distribuz qualitat. Congiunte, età = car. Quantitat che dà luogo a una distribuz quantiva condizionata, che nella tabella aggragata diventa un parametro (media) della var.. Questo può essere calcolato (se collettivo è esaustivo) o stimato (se deriva da campione) Multivariato solo quantitativo:
  • Tutti sono d’accordo nel considerare la conoscenza molteplice e sfaccettata… cioè multidimensionale, che noi sappiamo trattare con i data warehouse In secondo luogo, se vi è una certezza a proposito della conoscenza è che essa si basa su due condizioni tipiche: molteplicità e sfaccettatura. E in questo senso, una buona organizzazione dei dati aiuta. Perché si può dar loro una forma multidimensionale che consente agevoli operazioni di analisi e sintesi Multimensionale con variabili indicatore= gli indicatori possono essere conseiderati come parametri di distribuzioni uniidimensionali eventualment econdizionati (qui al territorio) Multimensionale con variabili congiunte (matrimoni x età, stato civile, anno celebrazione, rito) Nel DW: matrimoni = fatto, stato civile + rito + anno celebrazioni = dimensioni, età = misura, prod. Cartes = ipercubo In stat.: matrimoni = collettivo (insieme u. statistiche), stato civile + rito + anno celebrazioni = caratteri ualitativi che danno luogo a una distribuz qualitat. Congiunte, età = car. Quantitat che dà luogo a una distribuz quantiva condizionata, che nella tabella aggragata diventa un parametro (media) della var.. Questo può essere calcolato (se collettivo è esaustivo) o stimato (se deriva da campione) Multivariato solo quantitativo:
  • Gorgia era un sofista ( Gorgia, V sec. A.C. ). La creazione principale dei sofisti fu l’ eristica , l’arte di vincere nelle discussioni confutando le affermazioni dell’avversario senza riguardo alla loro verità o falsità… persuadere, indipendentemente dalla validità delle ragioni addotte. Nella citazione riportata c’è la tesi principale di Gorgia: tutto è falso . Noi, con l’esperienza che abbiamo condotto, sappiamo
  • Perché, se sul passaggio dai dati alla conoscenza si discute da sempre Per prima cosa occorre sottolineare che questa storia della progressiva trasformazione dei dati in conoscenza ha molti sostenitori e alcuni scettici. Chissà perché i sostenitori sono gli esperti e gli scettici i poeti 23,81cm
  • Perché, se sul passaggio dai dati alla conoscenza si discute da sempre Per prima cosa occorre sottolineare che questa storia della progressiva trasformazione dei dati in conoscenza ha molti sostenitori e alcuni scettici. Chissà perché i sostenitori sono gli esperti e gli scettici i poeti 23,81cm
  • Scegliendo di volta in volta i dati e i grafici che mi servono a raccontare la mia storia
  • E dentro ci possono mettere mappe tematiche, diagrammi che si muovono, grafici integrati, serie storiche… ma tutto avendo dietro i dati delle nostre tabelle multidimensionali http://vita.itn.liu.se/gav?l=en GeoAnalytics Visualization (GAV) is a component toolkit for dynamically exploring time-varying, geographically referenced and multivariate attributes simultaneously AND to enable the capture of the interactive visual process into information packages that allow the analysts to communicate their discovery and decision recommendations http://vita.itn.liu.se/research/information-and-geo-visualization/projects-list/geoanalytics-visualization-gav-framework?l=en . . . it allows the analyst to extract complex patterns in large information spaces via visual interaction, inquiry and thinking, and then communicate assessment and gained knowledge for action The GAV Framework integrates data transformation tools with innovative interactive techniques and visual representations to enable human-information communication, where design of the interaction and visual inquiry techniques is based on cognitive and perceptual principles and finally communicate any discovery effectively for action through interactive documents and integrated storytelling. I framework GAV integrano strumenti di analisi dei dati con innovative tecniche interattive e rappresentazioni visuali. Favoriscono una efficace interazione uomo-informazione, Nei GAV, l’interazione e le tecniche di interrogazione visuale sono basate su principi cognitivi e percettivi e consente di comunicare in modo efficace qualsiasi scoperta attraverso documenti interattivi e meccanismi di storytelling integrati. Integrano strumenti di analisi dei dati con innovative tecniche interattive e rappresentazioni visuali L’interazione e le tecniche di interrogazione visuale sono basate su principi cognitivi e percettivi consente di comunicare in modo efficace le scoperte cognitive attraverso documenti interattivi e meccanismi di storytelling integrati. http://senna184.pc.istat.it/istatexplorer/ http://vitagate.itn.liu.se/GAV/development/istat/ http://www.dps.tesoro.it/DPSeXplorer
  • Picture theory of language (Wikipedia) The picture theory of language, also known as the picture theory of meaning, is a theory of linguistic reference and meaning articulated by Ludwig Wittgenstein in the Tractatus Logico-Philosophicus. Wittgenstein suggested that a meaningful proposition pictured a state of affairs or empirical fact.[1][2] Wittgenstein compared the concept of logical pictures with spatial pictures.[3] The picture theory of language is considered an early correspondence theory of truth.[4] 3. A logical picture of facts is a thought. The central thesis of 1., 2., 3. and their subsidiary propositions is Wittgenstein’s picture theory of language. This can be summed up as follows: * The world consists of a totality of interconnected atomic facts, and propositions make "pictures" of the world. * In order for a picture to represent a certain fact it must in some way possess the same logical structure as the fact. The picture is a standard of reality. In this way, linguistic expression can be seen as a form of geometric projection, where language is the changing form of projection but the logical structure of the expression is the unchanging geometric relationships. * We cannot say with language what is common in the structures, rather it must be shown, because any language we use will also rely on this relationship, and so we cannot step out of our language with language.
  • E avendo combinato i dati di esperienza con le nostre astrazioni, visuali o verbali, le manipoliamo, con o senza ulteriore riferimento ai dati stessi, e ne facciamo sistemi.
  • Gli strumenti grafici sono – pure loro – tanti, troppi. Hanno dietro le teorie della visione che va oltre la percezione dell’occhio, della smaterializzazione-rimaterializzazione della reltà e dei fenomeni da rappresentare
  • Ma quale grafica ci serve? Quella dei simboli (segnali stradali), quella dei segni immediati (che tempo fa?) o quella dei grafici complessi? Il suo scopo è di consentire una percezione rapida e una memorizzazione dell’informazione d’insieme Ma quale grafica? Grafica d’arte? Graphic design? Visual communication? Trattamento grafico dell’informazione?
  • http://www.fulltable.com/iso/IS07.htm http://it.wikipedia.org/wiki/Isotype http://it.wikipedia.org/wiki/Otto_Neurath
  • E quindi devo utilizzarli con criterio: fa’ una panoramica, zoomma e filtra, poi dettagli a richiesta 1 Come analizzare le serie di dati singolarmente e in complesso? Come metterle in relazione tra loro nello spazio e nel tempo? Come interpretare i fenomeni? Come visualizzare in modo efficace i dati? 2 Le tecniche classiche di analisi e visualizzazione non sembrano più rispondere ai requisiti di complessità che la vasta offerta di informazione statistica possiede. 3 Le nuove tecniche di visualizzazione dinamica di dati statistici, assieme all’uso di ambienti collaborativi e all’adozione di nuovi approcci al disegno dell’informazione e all’organizzazione della conoscenza aprono, per i produttori di informazione statistica e per gli utilizzatori, prospettive nuove nel campo dell’integrazione e della produzione di conoscenza.
  • E quindi devo utilizzarli con criterio: fa’ una panoramica, zoomma e filtra, poi dettagli a richiesta 1 Come analizzare le serie di dati singolarmente e in complesso? Come metterle in relazione tra loro nello spazio e nel tempo? Come interpretare i fenomeni? Come visualizzare in modo efficace i dati? 2 Le tecniche classiche di analisi e visualizzazione non sembrano più rispondere ai requisiti di complessità che la vasta offerta di informazione statistica possiede. 3 Le nuove tecniche di visualizzazione dinamica di dati statistici, assieme all’uso di ambienti collaborativi e all’adozione di nuovi approcci al disegno dell’informazione e all’organizzazione della conoscenza aprono, per i produttori di informazione statistica e per gli utilizzatori, prospettive nuove nel campo dell’integrazione e della produzione di conoscenza.
  • E ancora una volta da soli non bastano. Occorre raccontarli, come a dire con un altro mantra . . . “se questi dati potessero parlare” Non solo, ma ecco l’importanza della narrazione, perché, dietro la scena dei dati, ci può essere uno storyteller dei dati, che magari ci racconta una cosa che comincia con “se questi dati potessero parlare” a storyteller tells us more about their subjects, the ‘hero’ in the center of each story, than any product of human hands ever tells us about the master who produced it behind the scene stands the storyteller, but behind the storyteller stands a community of memory http://books.google.it/books?id=90tJ3XmG0OUC&pg=PA231&lpg=PA231&dq=%22teoria+della+narrazione%22&source=bl&ots=PycimT-9cs&sig=liQFvh_rWTykEqjZGvTJ99ijTeY&hl=it&ei=nd2qTIrSLoigOoXTuakH&sa=X&oi=book_result&ct=result&resnum=6&ved=0CCsQ6AEwBQ#v=onepage&q=story-telling&f=false Allo storytelling chiede solo di conservare la memoria di ciò che è accaduto, perché nulla è più fragile dell’azione compiuta e delle parole pronunciate. Spetta allora alla memoria, e dunque al racconto della storia, conservare e tramandare il significato degli avvenimenti. E come l’opera garantisce la permanenza del mondo, così la storia è quel particolare tipo di artificio che, testimoniando dell’esistenza di un passato, diventa condizione della permanenza di unmondo comune http://plato.stanford.edu/entries/arendt/ Storytelling, or the weaving of a narrative out of the actions and pronouncements of individuals, is partly constitutive of their meaning, because it enables the retrospective articulation of their significance and importance, both for the actors themselves and for the spectators Storytelling, o la tessitura di una narrazione fuori delle azioni e pronunciamenti degli individui, è in parte costitutiva del loro significato, perché consente l'articolazione retrospettiva del loro significato e importanza, sia per gli attori stessi e per gli spettatori behind the actor stands the storyteller, but behind the storyteller stands a community of memory http://www.raccontamiunastoria.com/festival-storytelling-internazionale/
  • E ancora una volta da soli non bastano. Occorre raccontarli, come a dire con un altro mantra . . . “se questi dati potessero parlare” Non solo, ma ecco l’importanza della narrazione, perché, dietro la scena dei dati, ci può essere uno storyteller dei dati, che magari ci racconta una cosa che comincia con “se questi dati potessero parlare” a storyteller tells us more about their subjects, the ‘hero’ in the center of each story, than any product of human hands ever tells us about the master who produced it behind the scene stands the storyteller, but behind the storyteller stands a community of memory http://books.google.it/books?id=90tJ3XmG0OUC&pg=PA231&lpg=PA231&dq=%22teoria+della+narrazione%22&source=bl&ots=PycimT-9cs&sig=liQFvh_rWTykEqjZGvTJ99ijTeY&hl=it&ei=nd2qTIrSLoigOoXTuakH&sa=X&oi=book_result&ct=result&resnum=6&ved=0CCsQ6AEwBQ#v=onepage&q=story-telling&f=false Allo storytelling chiede solo di conservare la memoria di ciò che è accaduto, perché nulla è più fragile dell’azione compiuta e delle parole pronunciate. Spetta allora alla memoria, e dunque al racconto della storia, conservare e tramandare il significato degli avvenimenti. E come l’opera garantisce la permanenza del mondo, così la storia è quel particolare tipo di artificio che, testimoniando dell’esistenza di un passato, diventa condizione della permanenza di unmondo comune http://plato.stanford.edu/entries/arendt/ Storytelling, or the weaving of a narrative out of the actions and pronouncements of individuals, is partly constitutive of their meaning, because it enables the retrospective articulation of their significance and importance, both for the actors themselves and for the spectators Storytelling, o la tessitura di una narrazione fuori delle azioni e pronunciamenti degli individui, è in parte costitutiva del loro significato, perché consente l'articolazione retrospettiva del loro significato e importanza, sia per gli attori stessi e per gli spettatori behind the actor stands the storyteller, but behind the storyteller stands a community of memory http://www.raccontamiunastoria.com/festival-storytelling-internazionale/
  • E ancora una volta da soli non bastano. Occorre raccontarli, come a dire con un altro mantra . . . “se questi dati potessero parlare” Non solo, ma ecco l’importanza della narrazione, perché, dietro la scena dei dati, ci può essere uno storyteller dei dati, che magari ci racconta una cosa che comincia con “se questi dati potessero parlare” a storyteller tells us more about their subjects, the ‘hero’ in the center of each story, than any product of human hands ever tells us about the master who produced it behind the scene stands the storyteller, but behind the storyteller stands a community of memory http://books.google.it/books?id=90tJ3XmG0OUC&pg=PA231&lpg=PA231&dq=%22teoria+della+narrazione%22&source=bl&ots=PycimT-9cs&sig=liQFvh_rWTykEqjZGvTJ99ijTeY&hl=it&ei=nd2qTIrSLoigOoXTuakH&sa=X&oi=book_result&ct=result&resnum=6&ved=0CCsQ6AEwBQ#v=onepage&q=story-telling&f=false Allo storytelling chiede solo di conservare la memoria di ciò che è accaduto, perché nulla è più fragile dell’azione compiuta e delle parole pronunciate. Spetta allora alla memoria, e dunque al racconto della storia, conservare e tramandare il significato degli avvenimenti. E come l’opera garantisce la permanenza del mondo, così la storia è quel particolare tipo di artificio che, testimoniando dell’esistenza di un passato, diventa condizione della permanenza di unmondo comune http://plato.stanford.edu/entries/arendt/ Storytelling, or the weaving of a narrative out of the actions and pronouncements of individuals, is partly constitutive of their meaning, because it enables the retrospective articulation of their significance and importance, both for the actors themselves and for the spectators Storytelling, o la tessitura di una narrazione fuori delle azioni e pronunciamenti degli individui, è in parte costitutiva del loro significato, perché consente l'articolazione retrospettiva del loro significato e importanza, sia per gli attori stessi e per gli spettatori behind the actor stands the storyteller, but behind the storyteller stands a community of memory http://www.raccontamiunastoria.com/festival-storytelling-internazionale/
  • Lo storytelling ha radici antiche, quasi come le fiabe o i poemi epici, e ora serve a scrivere sui fenomeni statistici, o a spiegare come si muovono i fenomeni nello spaziotempo, o a raccontare la crisi economica su youtube http://books.google.it/books?id=90tJ3XmG0OUC&pg=PA231&lpg=PA231&dq=%22teoria+della+narrazione%22&source=bl&ots=PycimT-9cs&sig=liQFvh_rWTykEqjZGvTJ99ijTeY&hl=it&ei=nd2qTIrSLoigOoXTuakH&sa=X&oi=book_result&ct=result&resnum=6&ved=0CCsQ6AEwBQ#v=onepage&q=story-telling&f=false Allo storytelling chiede solo di conservare la memoria di ciò che è accaduto, perché nulla è più fragile dell’azione compiuta e delle parole pronunciate. Spetta allora alla memoria, e dunque al racconto della storia, conservare e tramandare il significato degli avvenimenti. E come l’opera garantisce la permanenza del mondo, così la storia è quel particolare tipo di artificio che, testimoniando dell’esistenza di un passato, diventa condizione della permanenza di unmondo comune http://plato.stanford.edu/entries/arendt/ Storytelling, or the weaving of a narrative out of the actions and pronouncements of individuals, is partly constitutive of their meaning, because it enables the retrospective articulation of their significance and importance, both for the actors themselves and for the spectators Storytelling, o la tessitura di una narrazione fuori delle azioni e pronunciamenti degli individui, è in parte costitutiva del loro significato, perché consente l'articolazione retrospettiva del loro significato e importanza, sia per gli attori stessi e per gli spettatori behind the actor stands the storyteller, but behind the storyteller stands a community of memory
  • E dentro ci possono mettere mappe tematiche, diagrammi che si muovono, grafici integrati, serie storiche… ma tutto avendo dietro i dati delle nostre tabelle multidimensionali http://vita.itn.liu.se/gav?l=en GeoAnalytics Visualization (GAV) is a component toolkit for dynamically exploring time-varying, geographically referenced and multivariate attributes simultaneously AND to enable the capture of the interactive visual process into information packages that allow the analysts to communicate their discovery and decision recommendations http://vita.itn.liu.se/research/information-and-geo-visualization/projects-list/geoanalytics-visualization-gav-framework?l=en . . . it allows the analyst to extract complex patterns in large information spaces via visual interaction, inquiry and thinking, and then communicate assessment and gained knowledge for action The GAV Framework integrates data transformation tools with innovative interactive techniques and visual representations to enable human-information communication, where design of the interaction and visual inquiry techniques is based on cognitive and perceptual principles and finally communicate any discovery effectively for action through interactive documents and integrated storytelling. I framework GAV integrano strumenti di analisi dei dati con innovative tecniche interattive e rappresentazioni visuali. Favoriscono una efficace interazione uomo-informazione, Nei GAV, l’interazione e le tecniche di interrogazione visuale sono basate su principi cognitivi e percettivi e consente di comunicare in modo efficace qualsiasi scoperta attraverso documenti interattivi e meccanismi di storytelling integrati. Integrano strumenti di analisi dei dati con innovative tecniche interattive e rappresentazioni visuali L’interazione e le tecniche di interrogazione visuale sono basate su principi cognitivi e percettivi consente di comunicare in modo efficace le scoperte cognitive attraverso documenti interattivi e meccanismi di storytelling integrati. http://senna184.pc.istat.it/istatexplorer/ http://vitagate.itn.liu.se/GAV/development/istat/ http://www.dps.tesoro.it/DPSeXplorer
  • Un po’ cantastorie, un po’ artista concettuale E come tutte le vicende raccontate dai cantastorie o le opere d’arte fatte con le cose di tutti i giorni, vivremo tutti felici e contenti
  • Un po’ cantastorie, un po’ artista concettuale E come tutte le vicende raccontate dai cantastorie o le opere d’arte fatte con le cose di tutti i giorni, vivremo tutti felici e contenti
  • Un po’ cantastorie, un po’ artista concettuale E come tutte le vicende raccontate dai cantastorie o le opere d’arte fatte con le cose di tutti i giorni, vivremo tutti felici e contenti
  • Un po’ cantastorie, un po’ artista concettuale E come tutte le vicende raccontate dai cantastorie o le opere d’arte fatte con le cose di tutti i giorni, vivremo tutti felici e contenti

Transcript

  • 1. Decima Conferenza nazionale di statistica SCENARI Visualizzazione per la conoscenza Stefano De Francisci Istat – Direzione centrale per le esigenze degli utilizzatori, integrazione e territorio
  • 2. Quanta conoscenza c’è dentro i dati?
  • 3. Intanto, come sono fatti i dati? Anni Valori Regioni Indicatori
  • 4. Multidimensionalità Saldo Migratorio Interregionale Saldo popolazione straniera Indice di vecchiaia Indice di indipendenza economica Tasso di natalità Numero asili nido x 1000 ab. Indice di percezione criminalità Piemonte Sardegna . . . . . . . . . . . . . 2009 1999 INDICATORI TERRITORIO TEMPO
  • 5. Multidimensionalità Saldo Migratorio Interregionale Saldo popolazione straniera Indice di vecchiaia Indice di indipendenza economica Tasso di natalità Numero asili nido x 1000 ab. Indice di percezione criminalità “ Possiamo legittimamente supporre che la conoscenza comporti in sé diversità e molteplicità. . . . . . La conoscenza è quindi proprio un fenomeno multidimensionale ” (E. Morin) Piemonte Sardegna . . . . . . . . . . . . . 2007 1999 INDICATORI TERRITORIO TEMPO
  • 6. Tanto, troppo, anzi troppo poco “ Ciò che succede qui è che si ha un'enorme massa di informazioni, anzi non soltanto una massa, un flusso di informazioni, ma un vero e proprio diluvio. Ho un amico, Royan Scott, che dice: stiamo vivendo il secondo diluvio. Il primo diluvio è stato di acqua, il secondo è il diluvio dell'informazione ” P. Lèvy, “Il diluvio informazionale” Ci inondano e scivolano via, come un diluvio Sono difficili da trovare, come un ago in un pagliaio Jessica Hagy “Needles and haystacks and such.” http://thisisindexed.com/2009/10/needles-and-haystacks-and-such/
  • 7. Tanto, troppo, anzi troppo poco “ Gli intasamenti di informazione sono assai più gravi di quelli di macchine e utensili. . . . . .Le indigestioni di segni sono più gravi delle intossicazioni alimentari” (R. Ruyer ) http://www.edge.org/3rd_culture/schirrmacher09/schirrmacher09_index.html The term informavore characterizes an organism that consumes information. It is meant to be a description of human behavior in modern information society, in comparison to omnivore, as a description of humans consuming food. Sono troppi e ci intossicano, come il troppo mangiare Non ci bastano mai, come una bulimia informativa
  • 8. Forse ha ragione Gorgia O potremmo dire le parole di Atahualpa quando ricevette dagli spagnoli una cosa che non aveva mai visto… un libro “ Nulla c’è; se anche qualcosa c’è, non è conoscibile all’uomo; se anche è conoscibile, è incomunicabile all’altro” “ A me non dice nulla. Non mi parla” Tanto, troppo, anzi troppo poco
  • 9. Ma allora la conoscenza cos’è? E cosa c’entra con la visualizzazione? Che succede quando le mettiamo insieme? Può uno strumento software dare una risposta a domande alle quali intere generazioni di pensatori e filosofi hanno dibattuto e stanno ancora dibattendo? Di certo non può rispondere ma altrettanto certamente può offrire un contributo… … se da una parte vediamo la produzione grafica come la possibilità di superamento di immagini cliché , di stereotipi e soprattutto di staticità informativa; … se dall'altra parte vediamo il racconto di storie come una delle basi tradizionali della trasmissione del sapere Dati da raccontare, storie da vedere
  • 10. Cominciamo con la conoscenza “ La nozione di conoscenza ci sembra Una ed evidente. Ma non appena la si interroga, ecco che esplode, si diversifica, si moltiplica in innumerevoli nozioni, ognuna delle quali pone un nuovo interrogativo ” (E. Morin) Conoscenza
  • 11. Wordcloud della conoscenza
  • 12. “ Si può mangiare senza conoscere le leggi della digestione, respirare senza conoscere le leggi della respirazione, pensare senza conoscere le leggi e la natura del pensiero, conoscere senza conoscere la conoscenza. Ma mentre l’asfissie e l’intossicazione si fanno immediatamente sentire […] l’errore e l’illusione […] non si manifestano [e restano] errore e illusione ” (E. Morin) I rischi
  • 13.
    • Accettiamo lo smembramento e la sclerotizzazione della conoscenza in punti di vista chiusi?
    • Che ne fanno…
    • un prodotto sociale (il sociologo )
    • un prodotto psicologico (lo psicologo )
    • un puro prodotto del cervello (il neuro-scienziato )
    • una tecnica di indagine su un oggetto (il filosofo )
    • l’ arte del classificare e la classificazione come forma della conoscenza
    • (il classificatore )
    • una tecnica di deduzione… induzione, abduzione, ecc. (il logico )
    • azione e informazione agita (l’ ingegnere della conoscenza )
    I punti di vista
  • 14. S. Wurman http://www.jonkolko.com/projectFiles/scad/IACT370_04_InformationAnxiety.pdf H. Cleveland "Information as Resource", The Futurist, December 1982 http://www.nwlink.com/~donclark/performance/understanding.html E oltre la saggezza? DIKW G. Bellinger et al. Data, Information, Knowledge, and Wisdom http://www.systems-thinking.org/dikw/dikw.htm dati informazioni conoscenza saggezza
  • 15. “ Information is not knowledge. Knowledge is not wisdom. Wisdom is not truth. Truth is not beauty. Beauty is not love. Love is not music. Music is THE BEST. ” Oltre il DIKW
  • 16. Il mondo perduto dell’informazione “ Dov’è la saggezza che abbiamo perduto nella conoscenza, dov’è la conoscenza che abbiamo perduto nell’informazione? ” (T. S. Eliot ) “ L’informazione diviene informazione solo in rapporto ad una computazione ed è, altrimenti, solo un segno o una traccia ” (E. Morin ) “ Il sapere può circolare nei nuovi canali solo, e divenire operativo, solo se si tratta di conoscenza traducibile in quantità di informazione ” (J-F. Lyotard ) “ Our networks are awash in data. A little of it is information. A smidgen of this shows up as knowledge. Mix in experience, context, compassion, discipline, humor, tolerance, and humility, and perhaps knowledge becomes wisdom” ( Jonathan G. Koomey)
  • 17. (W. Playfair) (Axiom Systems) (E.Tufte) Grafici in miniatura 2003 1786: Il primo (forse) grafico statistico della storia Small multiple 1990 2003: L’era (estinta) dei cruscotti Il trattamento grafico dell’informazione 1983: Il primo (o meglio il secondo) teorico della grafica statistica
  • 18. http://www.visual-literacy.org/periodic_table/periodic_table.html Il trattamento grafico dell’informazione
  • 19. Chartjunk, ovvero come non fare i grafici
  • 20. Statistics eXplorer: GAV e Storytelling GAV = GeoAnalytics Visualization Framework … it is a component toolkit for dynamically exploring time-varying, geographically referenced and multivariate attributes simultaneously AND to enable the capture of the interactive visual process into information packages that allow the analysts to communicate their discovery and decision recommendations http://vita.itn.liu.se/gav?l=en
  • 21. Statistics eXplorer: Storytelling e Vislet Storytelling Grafica dinamica Cartografia interattiva Grafici integrati Vislet
  • 22. Statistics eXplorer: GAV e Storytelling Motore spaziale Storytelling Strumenti di pubblicazione Motore multidimensionale Dati
  • 23. Statistics eXplorer
  • 24. Statistics eXplorer: Vislet e Storytelling Vislet: embeddable interactive motion visual representations based on statistical data including choropleth map, scatter plot, parallel coordinates (profile plot), table lens and metadata for publishing in blog, wikis etc. HTML code that characterizes the story-to-be-told is automatically created by the eXplorer authoring tool http://ncva.itn.liu.se/explorer/vislets?l=en
  • 25.
    • Linguaggio della visione (rappresentazioni del mondo)
    • Analisi vs. sintesi
    • Storytelling, agire comunicativo, la crisi delle metanarrazioni
    • Realtà e virtualità, materialità e immaterialità, dinamismo e interazione
    Alla base dei GAV Ciò che può fare delle tecnologie per il trattamento grafico dell’informazione, in particolare nel campo dei tool di visualizzazione geo-analitica, strumenti per produrre conoscenza, può essere ritrovato attingendo ad aree disciplinari diverse. Se lo si fa, si scoprono connessioni sorprendenti
  • 26. Il nodo semiotico La semiotica è lo studio del linguaggio in termini di significazione comunicazione rappresentazione visiva
  • 27.
    • “ Si possono quindi individuare due sensi della rappresentazione:
    • un senso indicativo e strumentale in cui predomina l’idea di segno
    • un senso evocatorio e concreto in cui predomina l’idea di simbolo ”
    Il linguaggio visivo (E. Morin) “ La mente umana abita il linguaggio, vive di linguaggio e si nutre di rappresentazioni” “ Le parole e le immagini sono a un tempo indicatori, che designano le cose, ed evocatori, che suscitano la rappresentazione della cosa indicata”
  • 28. “ Questi sistemi di astrazioni, prodotti della nostra mente, li chiamiamo spiegazioni o filosofie quando sono verbali, rappresentazioni del mondo quando sono visivi.” “ Il linguaggio è uno strumento che ci permette di ordinare la nostra esperienza , combinando i dati dal fluire della realtà circostante con unità linguistiche: parole, frasi, proposizioni” (s. i. hayakawa) Il linguaggio visivo “ Ciò che è vero per i linguaggi verbali lo è anche per i linguaggi visuali: combiniamo i dati derivanti dall’esperienza visiva con immagini-clichés , con stereotipi di un tipo o dell’altro a seconda del modo in cui ci è stato insegnato a vedere.”
  • 29. Vedere l’invisibile Scatter plot Diagrammi in serie storica Cartografia tematica “ Nella visione vi è molto di più di quanto non colpisca l’occhio ” (N. R. Hanson) “ Prima che ci partiamo dal ragionamento del veder l’imagine pendente nell’aria, insegnaremo come si possa fare che veggiamo le imagini pendenti nell’aria di qualsivoglia cosa; il che sarà cosa mirabile più di tutte le meravigliose,principalmente senza specchio, e senza l’ogetto visibile ” (G. B. Della Porta, 1589)
  • 30. L’informazione è una relazione L’informazione utile alla decisione è quella ricavata dall’esame delle relazioni intercorrenti dentro l’insieme da analizzare per generare una riduzione pertinente della dimensione dell’insieme Non è un aumento della quantità di informazione ma al contrario una riduzione di questa quantità in raggruppamenti pertinenti La lezione di Bertin
  • 31. Grafica d’arte? Graphic design? Visual communication? Trattamento grafico dell’informazione? Di cosa parliamo? La lezione di Bertin
  • 32. La lezione di Bertin (J. Bertin) “ La grafica di comunicazione è un mezzo per fissare e per dire agli altri ciò che si è scoperto... Il suo imperativo è la semplicità ” “ Contrariamente al grafismo , la grafica non è un arte: è un insieme di segni, rigoroso, semplice e facile da imparare, che permette di capire meglio per decidere meglio. ” “ La grafica di elaborazione serve per trovare le relazioni in un insieme di dati – ancora sconosciute – ‘per scoprire cosa si deve dire e fare’ ”
  • 33. metadati e contesto La lezione di Bertin Informazione interna (relazioni interne che l’immagine rivela) Informazione esterna (la natura del problema e le relazioni che l’informazioni interna ha con tutto il resto esterno) In un grafismo tutta l’informazione utile è percepita senza la necessità di una decodifica esplicita W. Kandinsky, 9 punti in ascesa Cosa manca qui?
  • 34. Isotype ( International System of Typographic Picture Education ) è un sistema basato su pittogrammi. Ideato da Otto Neurath come un vero e proprio linguaggio visivo internazionale è stato alla base dei metodi formativi visuali e delle moderne icone al tratto. I linguaggi visivi
  • 35. Analisi - sintesi Sono quindi le qualità organizzatrici ( stabilità, coerenza, costanza ) che permettono allo sguardo, cioè alla mente, […] di effettuare a ogni istante delle analisi ( distinzioni, selezioni, focalizzazioni ) e delle sintesi ( totalizzazione, globalizzazione, contestualizzazione ) (E. Morin)
  • 36. Il mantra dell’analista dati “ Overview first, zoom and filter, then details-on-demand” (Ben Shneiderman)
  • 37. Lo storytelling
    • Arendt e la condizione umana
    • Lyotard e il postmoderno
    • Habermas e l’agire comunicativo
  • 38. Lo storytelling , o la tessitura di una narrazione “ Io spero che ogni cortese uomo leggendo il libro non mancherà di riconoscere, che l'Autore può affermare col buon Petrarca: Io parlo per ver dir, Non per odio d'altrui ne per disprezzo “ (Stefano Franscini, Statistica della Svizzera, 1827) “ Originariamente la scienza è in conflitto con le narrazioni. Misurate col suo metro, la maggior parte di queste si rivelano favole. Il sapere non si identifica con la scienza e non si riduce alla scienza, né alla conoscenza, in esso convergono le idee di saper fare, saper vivere, saper ascoltare.” (J-F. Lyotard)
  • 39. Lo storytelling , o la tessitura di una narrazione “ Lo storytelling, o la tessitura di una narrazione fuori dell’azione degli individui, è parte del senso stesso dell’azione, perché consente l’articolazione retrospettiva della sua significazione e importanza” “… dietro la scena c’è lo storyteller, ma dietro lo storyteller c’è una comunità di memorie” (H. Arendt)
  • 40. Lo storytelling , o la tessitura di una narrazione Hans Rosling e Gapminder Istat e NoiItalia Oecd e Young people and the jobs crisis in numbers “ La condizione decisiva perché un’analisi dinamica sia buona, è che in essa ogni problema venga continuamente e sistematicamente riferito allo stato del sistema considerato come una totalità” (Talcott Parsons)
  • 41. Estrazione dati spazio-temporali Grafici Percorsi di analisi (storie) Data Warehouse Ipercubi NoiItalia.eXplorer Every picture tells a story Regioni Anni Indicatori Valori INDICATORI TERRITORIO TEMPO
  • 42. Conclusioni “ Overview first, zoom and filter, then details-on-demand” Authoring tool Vislet Storytelling Ready-made Joseph Cornell, Cassiopea (assemblage) La Storia di un Emigrante “ I dati non sono intrinsecamente noiosi. Né intrinsecamente interessanti.” ( S. Few )
  • 43. Conclusioni Dove risiede la vera democrazia della conoscenza? Negli hard-disk? Nelle biblioteche? Nella società? Nella storia? (E. Morin) “ La cosa più straordinaria sta nel constatare che il cervello, che ci sembra essere il governatore autocratico dell’organismo, è, come dice Von Foerster, un “organo democratico”. … Tutto si produce e di decide per assemblee di neuroni”
  • 44. Conclusioni (E. Morin) “ Dobbiamo entrare nel regno del pensiero complesso e abbandonare lo sguardo semplificatore che acceca la conoscenza”.
  • 45. Conclusioni “ “