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M. Ricci, M. Savioli - IL RAPPORTO URBES LE PROSPETTIVE DEL PROGETTO URBES
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M. Ricci, M. Savioli - IL RAPPORTO URBES LE PROSPETTIVE DEL PROGETTO URBES

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  • “Nasce” per le città metropolitane, ma poi tende ad estendersi anche ad altre
    Oltre a declinare (gli indicatori provinciali e comunali) anche promuovere (le iniziative comunali di consultazione dei cittadini)
  • Par condicio per evidenziare i promotori…
  • Ho tolto il discorso sindaci e istat-anci già citato nella precedente:
    p.s. la cosa da sottolineare nel commento è che gli attori di urbes hanno uno status diverso da quelli del Bes (Istat e cnel, che sono in posizione di terzietà rispetto alle funzioni di governo)ir
    Può anziché potrebbe: l’ha già assunta nei punti a e b in alcune realtà
  • FINORA, LA NOTIZIA E I DOCUMENTI DEL RAPPORTO SONO PRESENTI NEI SITI WEB DI 7 DEI 15 COMUNI PARTECIPANTI
    innescare una dinamica di incremento della base informativa a livello centrale e locale
    OCCORRE RAGIONARE TANTO SULLE MODALITA’ QUANTO SUI CONTENUTI
  • 15 COMUNI: 13 CITTà METROPOLITANE E BRESCIA E PESARO
  • Ho aggiunto chi ha attivato la consultazione
  • NON E’ UNA GARA TRA CHI STA MEGLIO E CHI STA PEGGIO, E’ UNA DOCUMENTAZIONE DEL PERCORSO CHE OGNI TERRITORIO COMPIE IN DIREZIONE DEL BES, CON PUNTI DI FORZA E CRITICITA’/AREE DI MIGLIORAMENTO: UNA SFIDA PER GLI UDS a fornire un autoritratto “equilibrato”
    Commento molto descrittivo, partendo da una traccia redazionale standard, ma con la possibilità di personalizzazione e arricchimento dei commenti
    E’ stato un esercizio di forte oggettività; nessuno si è ingegnato di mettere in luce il bicchiere mezzo pieno o in ombra quello mezzo vuoto.
    Il nucleo centrale del Rapporto è costituito dai capitoli redatti dai Comuni, con i quali si è voluto fornire una prima descrizione delle tendenze e dei livelli di benessere nelle città italiane, applicando in termini omogenei i concetti e le metodologie del Bes.
    Ogni città è stata chiamata a leggere i dati che la riguardano, in modo da fornire una rappresentazione multidimensionale dello stato del benessere nella propria realtà locale e delle linee di evoluzione che si sono manifestate nel periodo dal 2004 al 2011-2012, in modo da includere anche la crisi economica iniziata nel 2008.
    Il volume scaturisce dal progetto UrBes, coordinato dall'Istat, cui ha partecipato una rete costituita principalmente dai Comuni capofila delle città metropolitane.
  • La presentazione a pesaro un sabato mattina di giugno non ha favorito la partecipazione dei comuni
    Alcuni più attivi (evidenza nei siti istituzionali, incontri con la cittadinanza (a Bs), altri meno
    C’è un lavoro di condivisione culturale da proseguire:
    I dati di Urbes sono molto eloquenti sulle dinamiche evolutive di ogni territorio (andamento mercato del lavoro dopo il 2008) e anche sulle differenze territoriali
    (ad es stato di conservazione degli edfici storici o bambini che usufruiscono dei servizi per l’infanzia)
    Come collocarli rispetto agli obiettivi di mandato delle amministrazioni comunali e ai documenti programmatici? Come parametri di riferimento entro i quali si svolge l’azione politico-amministrativa? Come obiettivi diretti dell’azione amministrativa?
  • Da ts a re a cz…
    Consoldamento ed estensione della rete… per andare oltre il numero zero: più comuni, più ricadute territoriali, ma anche più indicatori e forse anche diversi e nuovi indicatori
  • Tre interrogativi
    Quali possibilità per dare dettaglio provinciale o comunale?
    Introduzione nuovi aspetti specifici della dimensione urbana
  • Per visualizzare le questioni
  • Possibilità di territorializzare i tasselli vuotI?
    Utilizzo dei dati censuari 2011 per alcuni indicatori
    Sperimentazione di stime ad hoc di indicatori da indagini campionarie, non previste dal disegno campionario? (Un tentativo che si può fare (abbiamo una settantina di indicatori potenzialmente interessati), ma la cosa va valutata con il necessario rigore)
    Più in prospettiva:
    utilizzo di output del progetto ARCHIMEDE che sta sperimentando l’integrazione di archivi ammniitrativi (ad es. Inps, Inail, Anagrafe tributaria) e fonti statistiche sulla popolazione
    Output del censimento permanente che dovrebbe partire dal 2016…
  • Oltre all’approccio top-down , un approccio bottom-up? Nel n. zero, contributio propositivo dei comuni sugli indicatori Bes non disponibili per tutti e su altri indicatori attigui..
    IN GIALLO:
    13 DI DISAGGREGAZIONE COMUNALE + 26 VERAMENTE AGGIUNTIVI
    Gli aggiuntivi si collocano concettualmente in un rapporto di maggiore/minore vicinanza con gli indicatori BES:
    Dalla sovrapposizione o forte correlazione (tasso di disoccupazione, vittimizzazione per scippi o aggressioni, possessori di pc o utenti internet…)
    ad una maggiore “additività” : piste ciclabili, incidenti stradali
    Configurano uno “stato informativo” ulteriore rispetto alla struttura del Bes
    Nel progetto BES province di Pesaro e urbino questo strato è sviluppato in modo sistematico con gli indicatori tratti dagli archivi amministrativi della Provincia, collegando le policies nei vari settori ai domini BES.
  • Esempio di problematica di standardizzazione: le spese per il personale nell’indicatore sulla spesa comunale destinata alla gestione del patrimonio culturale
  • Contiguità, ovvero parziale sovrapposizione o convergenza tra concetti nati in contesti diversi per rispondere a diverse esigenze -> rischio di confusione
    BES: contesto statistico, esigenza di misurazione del benessere oltre il PIL
    SC: contesto IT e della pianificazione urbana, esigenze e opportunità di misurazione statistica sorte di conseguenza
    Evoluzione del concetto di citta smart dall’inizio del secolo ad oggi:
    Dalla città digitale (infrastrutture tecnologiche ICT) alla città inclusiva (capitale sociale e umano, partecipazione) Alla città con più qualità della vita
    ADI 2012: Smart City o Community un luogo dove l’utilizzo sapiente e pianificato delle risorse umane e naturali, gestite tramite tecnologie ICT già disponibili, consente di … fornire servizi integrati e sempre più intelligenti. Condizioni essenziali sono la connettività diffusa e la digitalizzazione delle comunicazioni e dei servizi.
    Assi delle azioni di SC:
    Mobilità ambiente ed energia qualità edilizia economia e capacità di attrazione di talenti
    sicurezza dei cittadini e delle infrastrutture partecipazione e coinvolgimento dei cittadini
    Il decreto agenda digitale non trascura gli aspetti tecnologici nel monitoraggio delle comunità intelligenti
    Una definizione recente poco tecnologica:
    "Una città smart è uno spazio urbano, ben diretto da una politica lungimirante, che affronta la sfida che la globalizzazione e la crisi economica pongono in termini di competitività e di sviluppo sostenibile con un’attenzione particolare alla coesione sociale, alla diffusione e disponibilità della conoscenza, alla creatività, alla libertà e mobilità effettivamente fruibile, alla qualità dell’ambiente naturale e culturale." (C.M. Sismondi - ForumPA, 2010)
    Molto simile al tema degli hub dell’innovazione (la nuova geografia del lavoro)
  • Abbiamo diversi esercizi di misurazione della Smartness attraverso sistemi di indicatori e graduatorie sintetiche
    Utili perlomeno ad esplorare le possibilità informative attuali
    Abbiamo un sistema di monitoraggio europeo dei progressi in termini di digitalizzazione sui paesi membri
    Abbiamo progetti comunali avviati di varia natura in comuni grandi e meno grandi, di agenda digitale comunale che costituisce la componente IT delle SC
    Da tutto ciò la constatazione che molti indicatori Bes sono già a pieno titolo dentro il discorso delle SC, e che si possono ricavare ulteriori suggerimenti di misure che possono arricchire i domini Bes: esempi da 2 domini.
    Nuovi indicatori di “comportamento” degli individui, delle imprese, dell’organizzazione urbana, così come in altri domini (salute) possono affiancare gli indicatori di descrizione dello stato del benessere
    Oppure nel dominio della qualità dei servizi, ma sono di diretto impatto ambientale
    Misure efficientamento in relazione agli obiettivi ambientali di Europa 2020: anche emissioni co2 da edifici residenziali e non
    3. Cambiamenti climatici e sostenibilità energetica
    riduzione delle emissioni di gas serra del 20% (o persino del 30%, se le condizioni lo permettono) rispetto al 1990 (ITA: 13%) AMB13
    20% del fabbisogno di energia ricavato da fonti rinnovabili (ITA:17%) AMB12
    aumento del 20% dell'efficienza energetica (ITA ???)
  • Dominio Bes particolarmente significativo per le criticità della qualità della vita in ambito urbano e per l’attinenza ai temi SC
    Può essere arricchito con indicatori sulla presenza di servizi IT attinenti a vari ambiti Bes: dalla salute all’istruzione, dalla sicurezza all’ambiente, alla partecipazione civica
    Grande prevalenza di potenziali fonti comunali …
    Ma gli strumenti informativi tradizionali della statistica comunale non hanno ancora recepito
    Molte soluzioni dall’Osservatorio Dati ambientali nelle città ..
  • Sull’ultimo punto: necessario il passaggio alla costruzione dei sistemi informativi, requisito vitale per la rete UrBes:
    per rendere gestibili le attività di UrBes, con più indicatori e più Comuni
    Con livelli di differenziazione tra indicatori generalizzati e non, tra indicatori Bes e SC
    Il tutto sempre finalizzato ad un uso intelligente e partecipato dei risultati
  • Transcript

    • 1. IL RAPPORTO URBES LE PROSPETTIVE DEL PROGETTO URBES Marco Ricci, Istat – Responsabile Ufficio territoriale Emilia-Romagna e Marche Miria Savioli, Istat - Progetto Misure del benessere Convegno Quando il Bes approda sul territorio diventa urBES Bologna, 16-18 ottobre 2013
    • 2. Il progetto UrBes Nasce con l’intento di declinare e promuovere il sistema informativo del benessere equo e sostenibile (BES) a livello di città metropolitana. È incentrato sul ruolo delle città e dei sistemi urbani (altro progetto territoriale è quello del Bes delle Province condotto in collaborazione con Provincia di Pesaro e Urbino e CUSPI) 2
    • 3. Il progetto UrBes Avviato con una lettera del sindaco di Venezia (coordinatore rete città metropolitane dell’ANCI) e del Presidente dell’Istat nel febbraio 2012 ai Sindaci dei Comuni delle aree metropolitane e di Roma Capitale. Fa riferimento alla proposta del Comune di Bologna e di Laboratorio Urbano di creare una rete di città metropolitane per la sperimentazione e il confronto di indicatori di benessere urbano equo e sostenibile. 3
    • 4. Specificità di UrBes rispetto al Bes  Ruolo diretto delle amministrazioni di governo  Può assumere una valenza politico-amministrativa: a) attraverso il coinvolgimento dei cittadini nella definizione del benessere urbano b) come tema innovativo di comunicazione con i cittadini c) come strumento di misurazione dei risultati dell’amministrazione comunale e del conseguimento dei propri obiettivi di mandato 4
    • 5. Caratteristiche del primo Rapporto UrBes Presentato a Pesaro il 15 giugno 2013 E’ un numero zero, utile e necessario per:  innescare una dinamica di incremento della base informativa a livello centrale e locale  alimentare il dibattito e le iniziative di consultazione  sperimentare un metodo di lavoro cooperativo tra Istat e Uffici di statistica del Sistan sul territorio 5
    • 6. Caratteristiche del primo Rapporto UrBes I protagonisti sono stati gli Uffici di statistica del Sistan dei 15 comuni partecipanti, i quali hanno fatto propri gli schemi concettuali del Bes e hanno proposto ulteriori misure pertinenti e disponibili a livello locale Il ruolo dell’Istat è stato quello di coordinamento, in termini di: • • • • fornitura di dati e di standard redazionali armonizzazione dei capitoli delle città raccordo tecnico-scientifico con gli altri progetti in materia di sviluppo del Bes progettazione e realizzazione grafica La fase operativa della cooperazione Istat-Comuni è partita con una riunione in web conference l’11 marzo 2013. Il supporto tecnico-metodologico per la redazione dei singoli capitoli è stato assicurato dalle rispettive sedi territoriali Istat. 6
    • 7. Caratteristiche del primo Rapporto UrBes  Una prima analisi dei dati sul benessere nelle città e la presentazione dei risultati delle consultazioni dei cittadini in quattro città (Bo, Ge, Mi, Ve)  Formato molto agile, per rendere i messaggi del rapporto Urbes fruibili anche da un pubblico non specializzato  Pubblicato solo in formato elettronico 7
    • 8. Caratteristiche del primo Rapporto UrBes Il nucleo centrale del Rapporto è costituito dai 15 capitoli delle città, nei quali gli Uffici di statistica del comune raccontano il Bes del proprio territorio -> ciascun territorio ha il proprio Rapporto UrBes Filo conduttore delle analisi: il percorso dei territori in direzione degli obiettivi del Bes, i punti di forza e gli spazi di miglioramento che ogni territorio deve affrontare La base informativa: un set di indicatori comuni a tutte le città forniti dall’Istat, con la possibilità per ciascun ente di aggiungere indicatori locali per approfondire alcuni temi E’ il Rapporto della rete che Comuni e Città Metropolitane costituiscono in materia di Bes con il supporto dell’Istat 8
    • 9. Struttura del Rapporto Introduzione Il Bes dei territori  Torino  Genova  Milano  Brescia  Venezia  Bologna  Firenze  Pesaro e Urbino  Roma  Napoli  Bari  Reggio di Calabria  Palermo  Messina  Cagliari 9 Appendice A - Gli indicatori Bes del Rapporto Appendice B - Gli indicatori aggiuntivi dei Comuni Appendice C – La consultazione dei cittadini sui temi del Bes: le iniziative di alcuni Comuni All’indirizzo http://www.istat.it/it/archivio/92375 sono scaricabili tutte le parti del Rapporto, le tavole statistiche complete e le schede metadati degli indicatori aggiuntivi dei Comuni
    • 10. Oltre il “numero zero”: possibili linee di sviluppo A) Promozione di nuovi momenti di informazione, dibattito e consultazione dei cittadini nelle città FINORA, LA NOTIZIA E I DOCUMENTI DEL RAPPORTO SONO PRESENTI NEI SITI WEB DI 7 DEI 15 COMUNI PARTECIPANTI Occorre approfondire la consapevolezza delle valenze informative di UrBes, in termini di: a) monitoraggio dei percorsi di miglioramento di aspetti fondamentali del benessere delle comunità locali b) confronto con altre realtà territoriali c) lettura contestuale con i documenti di programmazione e gli obiettivi di mandato delle amministrazioni comunali POTENZIALITA’ DA SPERIMENTARE CONCRETAMENTE 10
    • 11. Oltre il “numero zero”: possibili linee di sviluppo B) Estensione territoriale ad altre città, anche non metropolitane Stanno pervenendo richieste di adesione da comuni capoluoghi di regione e provincia C) Rafforzamento della partecipazione dei Comuni nella fase di progettazione metodologica e di prodotto: gli uffici di statistica, ma anche le altre istanze territoriali e associative che possono contribuire alla definizione del Bes territoriale (ANCI, Laboratorio Urbano ecc..) D) RIMODULAZIONE E SPECIFICAZIONE CONCETTUALE DEL BES URBANO 11
    • 12. Rimodulazione e specificazione concettuale del Bes Urbano a) ulteriore territorializzazione degli indicatori Bes prodotti dall’Istat? b) indicatori aggiuntivi proposti dai comuni: quali possibilità di generalizzazione? c) una ridefinizione del Bes urbano: nuova attenzione ai temi delle Smart Cities? 12
    • 13. Dai 129 indicatori del primo Rapporto Bes …. LU SA TE EE ION E UZ ZION R I S T RM A O F I DE E ONE RO ZI VO IA TA LA NCILDI VI CO MPI TE E ER SS ICO NE M BE ONO C E I ION AZ I L RE IAL C SO E ICA I LIT ZION PO I T U IST RE SE ES TTIVO N BE GE G SO E E CA ER ZION RIC OVA INN UR SIC 13 ZA EZ E IO GG NIO A ES O PA TRIM ALE PA LTUR CU AM E NT B IE A’ LIT IZI UA ERV Q IS DE
    • 14. … ai 25 indicatori Bes nel primo Rapporto Urbes… LU SA TE Speranza di vita EE ION E UZ ZION R I S T RM A O F I DE E ONE RO ZI VO IA TA LA NCILDI VI CO MPI TE Occupazione Mancata partecip lav Mortalità infantile E ER SS ICO NE M BE ONO C E I ION AZ I L RE IAL C SO E ICA I LIT ZION PO I T U IST Partecip elettorale Reddito disponibile Mortalità per incidente Mortalità per tumore Mortalità malattie cron Infortuni mortali Rappresentanza femm Competenza alfabetica Competenze numerica Età rappresentanza Omicidi Acqua potabile Brevetti Qualità aria urbana RE SE ES TTIVO N BE GE G SO A E NE RC ICE VAZIO R O INN Verde storico Tess urbano storico UR SIC 14 ZA EZ Servizi infanzia Verde urbano E IO GG SA ONIO E PA TRIM ALE PA LTUR CU B AM TE IEN Racc differenz rifiuti ’ I ITA AL RVIZ QU SE I DE
    • 15. … più gli indicatori aggiuntivi prodotti dai Comuni TE LU SA E NE ZIOIONE RU Z IST RMA FO DEI NE OE OR LIAZIO A LAVNCI I VIT CO MPI D TE TASSO DISOCCCUPAZIONE RE SE ES M I CO N BE NO O EC ADEGUATEZZA SALARIO REDDITO IMPONIBILE INSICUREZZA POSTO LAV. SPESA MEDIA FAMILIARE PART. CICLO PRIMARIO INSICUREZZA RICERCA OCC. ABITAZIONE PROPIRETA’ PART. SCUOLA SEC. Occupazione GIORNI VACANZA DISPERSIONE SC. ELEM.. Speranza di vita E I CA NI L IT PO TUZIO I IST Mancata partecip lavoro INTENZIONI VACANZA Mortalità infantile Scuola infanzia Mortalità per incidente ASTENSIONISMO ELETT. ETA’ ORG. DECISIONALI Partecip elettorale Diploma superiore Mortalità per tumore I ION AZ I L RE CIAL SO Reddito disponibile Titolo universitario Mortalità malattie cron Infortuni mortali Rappresentanza femm Competenza alfabetica Donne in org. decisionalie Competenze numerica Età rappresentanza Omicidi Acqua potabile Furti in abitazione Spesa pubbl gest patrim Brevetti Qualità aria urbana Servizi infanzia Verde urbano E ER SS VO NE ETTI BE GG SO ADI anziani Aree problemi geologici POSSESSORI DI PC Percezione sicurezza Verde storico UTENTI INTERNET SCIPPI AGGRESSIONI IN STRADA INCIDENTI STRADALI (4) SIC 15 ZA EZ UR E IO GG SA ONIO E PA RIM LE A T PA TUR L CU Raccolta differenziata rifiuti A E NE RC ICE VAZIO R O INN Tessuto urbano storico BIE AM E NT SPESA ADI ANZIANI SPESA SOCIALE PER ETA’ ACCESSIBILITA’ OSPEDALI PISTE CICLABILI A’ LI T I ZI UA ERV Q IS DE
    • 16. Generalizzare gli indicatori prodotti dai Comuni? Premessa: non si tratta di alterare la struttura concettuale condivisa del Bes, semmai di arricchire la base informativa, anche con uno strato informativo supplementare rispetto agli indicatori BES  Alcuni indicatori derivano da elaborazioni su fonti nazionali (Anagrafe tributaria, MIUR, dati elettorali) -> elaborazioni centralizzate o coordinate tra Comuni  Altri derivano da fonti amministrative proprie (Bilancio, SIT…) -> standardizzazione dei dati e delle elaborazioni  Altri derivano da indagini proprie (forze di lavoro, consumi) -> richiedono investimenti ad hoc dei Comuni… 16
    • 17. La ridefinizione del Bes Urbano e la tematica delle Smart Cities La tematica delle SC presenta una forte contiguità rispetto alla concettualizzazione del Bes ALCUNI ASPETTI DEFINITORI DELLE SMART CITY: ambiente urbano in grado di agire attivamente per migliorare la qualità della vita dei propri cittadini -> RAPPORTO CAUSALE CON IL BES URBANO … grazie all’ impiego diffuso e innovativo delle TIC, in particolare nei campi della comunicazione, della mobilità, dell'ambiente e dell'efficienza energetica. (o altri ambiti applicativi) = I FATTORI COSTITUTIVI DI UNA SMART CITY Importanza del capitale umano, relazionale, sociale ed ambientale per la crescita economica -> MOLTI PARAMETRI DEL BES COSTITUISCONO I FATTORI DI CONTESTO DI UNA SMART CITY 17
    • 18. Alcune ipotesi per nuovi indicatori smart del Bes urbano, tratte da diverse fonti (*). DOMINIO BES “AMBIENTE” INDICATORI BES IPOTESI NUOVI INDICATORI SMART? ACQUA POTABILE Certificazioni ambientali imprese QUALITA’ ACQUE COSTIERE MARE …. QUALITA’ ARIA URBANA …. VERDE URBANO Traffico individuale non motorizzato AREE PROBLEMI IDROGEOLOGICI …. SITI CONTAMINATI …. AREE TERRESTRI PROTETTE Misure di efficientamento: AREE MARINE PROTETTE a ) del riscaldamento AREE INTERESSE NATURALISTICO b) della mobilità PREOCC. PERDITA BIODIVERSITA’ c) dell’illuminazione pubblica FLUSSI MATERIA …. ENERGIA FONTI RINNOVABILI …. EMISSIONI CO2 …. (*) Centre of Regional Science, “Smart cities – Ranking of European medium-sized cities”, Icity Lab “Rapporto annuale Icity rate 2012” , Commissione Europea “Digital Agenda Scoreboard”, progetti Smart City di alcuni Comuni italiani 18
    • 19. Alcune ipotesi per nuovi indicatori smart del Bes urbano, tratte da diverse fonti (*). DOMINIO BES “QUALITA’ DEI SERVIZI” INDICATORI BES POSTI LETTO PRESIDI RESIDENZIALI …. LISTE D’ATTESA SANITARIE Servizi di e-health SERVIZI COMUNALI INFANZIA …. ADI ANZIANI Aule scolastiche in rete LAN IRREGOLARITA’ SERVIZIO ELETTRICO Aule scolastiche in rete wifi ALLACCIAMENTI GAS METANO Hotspot wifi IRREGOLARITA’ ACQUA Open data RIFIUTI URBANI IN DISCARICA …. RACCOLTA DIFF. RIFUTI URBANI …. SOVRAFFOLLAMENTO ISTITUTI DI PENA …. TEMPO ALLA MOBILITA’ Servizi per la mobilità (varchi ZTL, car sharing, piano spostamenti casa-lavoro, mobility manager, parcheggi di corrispondenza…) DENSITA’ TRASPORTO PUBBLICO LOCALE Piste ciclabili e altri servizi per la ciclabilità ACCESSIBILITA’ ALCUNI SERVIZI 19 IPOTESI NUOVI INDICATORI SMART? …. (*) idem
    • 20. Conclusioni L’evoluzione della tematica del Bes urbano, facendo leva anche sul forte interesse che si sta concentrando su quella delle Smart Cities e sui considerevoli punti di contatto tra le due, dovrà considerare molteplici linee d’azione, tra le quali:  il consolidamento della rete UrBes  l’elaborazione condivisa tra gli attori istituzionali e scientifici di un concetto specifico di benessere equo e sostenibile delle città  la ricerca di fonti accurate e il più possibile generalizzabili  la continua verifica e discussione in itinere della capacità e dei limiti informativi degli indicatori concretamente calcolabili e calcolati  la sperimentazione di sistemi informativi di monitoraggio del Bes urbano e delle comunità intelligenti, al fine di costituire piattaforme condivise per i progetti e iniziative di analisi e diffusione sia in ambito locale sia in ambito coordinato 20
    • 21. Grazie per l’attenzione