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AREA TECNOLOGICA                 Usi e consumi energeticiCB SGESez. 1 – Ed. 1
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SIGNIFICATIVITA DEGLI USI E CONSUMI                 ENERGETICICB SGESez. 1 – Ed. 1
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EN 16001 vs ISO 50001CB SGESez. 1 – Ed. 1
EN 16001 vs ISO 50001CB SGESez. 1 – Ed. 1
Sommario ISO 50001CB SGESez. 1 – Ed. 1
Sommario ISO 50001CB SGESez. 1 – Ed. 1
Sommario ISO 50001CB SGESez. 1 – Ed. 1
Sommario ISO 50001CB SGESez. 1 – Ed. 1
Sommario ISO 50001CB SGESez. 1 – Ed. 1
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4.4.3 RIESAME DELLA PRESTAZIONE                 ENERGETICA       ESEMPIO DI PROFILO DI CONSUMOCB SGESez. 1 – Ed. 1
4.4.3 RIESAME DELLA PRESTAZIONE                        ENERGETICA          ESEMPI DI FONTI DI DATI PER I CONSUMI          ...
4.4.3 RIESAME DELLA PRESTAZIONE                         ENERGETICA          IPOTESI DI DOCUMENTO DI ANALISI INIZIALE      ...
4.4.3 RIESAME DELLA PRESTAZIONE                    ENERGETICA          IPOTESI DI DOCUMENTO DI ANALISI INIZIALECB SGESez. ...
4.4.3 RIESAME DELLA PRESTAZIONE                    ENERGETICA          IPOTESI DI DOCUMENTO DI ANALISI INIZIALECB SGESez. ...
4.4.3 RIESAME DELLA PRESTAZIONE                              ENERGETICA          Le opportunità di risparmio energetico po...
4.4.4 LIVELLO DI RIFERIMENTO DEI CONSUMI                       – ENERGY BASELINE           Lorganizzazione deve stabilire...
4.4.5 INDICATORI DI PRESTAZIONE                           ENERGETICA - EnPI                 SCELTA DEGLI INDICATORI ENERGE...
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4.4.6 OBIETTIVI, PROGRAMMI E TRAGUARDI                          ENERGETICI           Lorganizzazione deve stabilire e man...
4.4.6 OBIETTIVI, PROGRAMMI E TRAGUARDI                        ENERGETICI           Obiettivi, traguardi e programmi posson...
4.4.6 OBIETTIVI, PROGRAMMI E TRAGUARDI                        ENERGETICI           Alcune aree di intervento            O...
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4.5.2 COMPETENZA, FORMAZIONE,                       CONSAPEVOLEZZA            Lorganizzazione deve assicurare che il prop...
4.5.2 COMPETENZA, FORMAZIONE,                        CONSAPEVOLEZZA           Devono essere pianificate e attuate azioni a...
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4.5.3 COMUNICAZIONE           Comunicazione esterna           Lorganizzazione deve definire e documentare la propria posiz...
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4.5.4.2 CONTROLLO DEI DOCUMENTI           Lorganizzazione deve tenere sotto controllo i documenti richiesti dalla         ...
4.5.5 CONTROLLO OPERATIVO           Lorganizzazione deve effettuare in modo controllato le              operazioni che det...
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4.6.1 MONITORAGGIO, MISURAZIONE, ANALISI           Lorganizzazione deve definire e attuare un                          PIA...
4.6.1 MONITORAGGIO, MISURAZIONE, ANALISI            Monitoraggi e misurazioni, laddove necessario per assicurare risultat...
4.6.2 VALUTAZIONE DEI RISPETTO DELLE                        PRESCRIZIONI            Lorganizzazione deve valutare periodi...
4.6.3 AUDIT INTERNO           Ad intervalli pianificati, devono essere condotti audit interni al fine di assicurare che il...
4.6.4 NON CONFORMITA’, CORREZIONI, AZIONI                        CORRETTIVE E PREVENTIVE           Lorganizzazione deve tr...
4.6.4 NON CONFORMITA’, CORREZIONI, AZIONI                       CORRETTIVE E PREVENTIVE       ESEMPI DI NON CONFORMITA’   ...
4.6.5 CONTROLLO DELLE REGISTRAZIONI            Lorganizzazione deve stabilire e mantenere attive le registrazioni        ...
4.7 RIESAME DELLA DIREZIONE            Lalta direzione dellorganizzazione ha la responsabilità di riesaminare e          ...
4.7 RIESAME DELLA DIREZIONE           OUTPUT           Il Riesame della Direzione dovrebbe evidenziare le decisioni e le a...
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Sgs auditor iso 50001 2 area tecnologica e norma iso

  1. 1. AREA TECNOLOGICA Definizioni e concetti baseCB SGESez. 1 – Ed. 1
  2. 2. ENERGIA - Definizioni  ENERGIA: è la capacità di un corpo a compiere un lavoro. • Esempi: Energia cinetica di unauto in corso, Energia chimica contenuta in un accumulatore al Pb, Energia elastica di una molla compressa. • Unità di misura: nel Sistema Internazionale delle Unità di Misura (SI) lenergia si misura in Joule (J). altre unità di misura sono la kcal, il kWh, ecc.  POTENZA: è il flusso di energia nellunità di tempo • Esempi: Potenza erogata da un pannello fotovoltaico, Potenza termica erogata dalla caldaia • Unità di misura: nellSI la potenza di 1 Joule/secondo è definito Watt (W). Altre unità di misura sono la kcal/h, il cavallo vapore (CV), lhorse power (HP), ecc.CB SGESez. 1 – Ed. 1
  3. 3. ENERGIA – Definizioni  I principio della termodinamica: stabilisce la conservazione nel tempo della quantità totale di energia. • Esempio: una pallina fatta rotolare su un pendio aumenta progressivamente la sua velocità, in quanto trasforma lenergia potenziale (altezza del punto iniziale) in energia cinetica. La somma delle due energie è costante.  II principio della termodinamica: stabilisce che lentropia (= disordine) di un sistema chiuso aumenta al passare del tempo. In termini energetici questo significa che lenergia si trasforma spontaneamente dalle forme più “nobili” in calore (la forma di energia meno sfruttabile). • Esempio: la velocità di unauto viene progressivamente ridotta dallattrito, quindi lenergia cinetica si trasforma in calore ceduto allambiente.CB SGESez. 1 – Ed. 1
  4. 4. ENERGIA – Definizioni • Vettore energetico: è un qualunque composto che trasporta lenergia da un punto a un altro. Il concetto è particolarmente usato in ambito produttivo, dove i vettori sono necessari per distribuire lenergia ai vari utilizzatori • Esempio: il vapore di rete è solitamente usato come vettore energetico per distribuire il calore alle utenze. Laria compressa è usata per distribuire energia meccanica. Lidrogeno è un vettore energetico (non una fonte)CB SGESez. 1 – Ed. 1
  5. 5. AREA TECNOLOGICA Cenni sulla produzione e utilizzo dell’energiaCB SGESez. 1 – Ed. 1
  6. 6. ENERGIA - Definizioni  Il rendimento più basso è di solito quello di conversione del calore in altre forme di energia. Esiste un limite teorico (1-T2/T1) dettato dal II principio della termodinamica.CB SGESez. 1 – Ed. 1
  7. 7. ENERGIA – Definizioni  Principali “forme” di energia: • Energia potenziale • Energia cinetica Energia meccanica • Energia elastica • Energia elettrica Energia • Energia radiante elettromagnetica • Energia chimica • Energia nucleare • Calore • NB: diciture come “energia eolica”, “energia solare”, ecc. denotano la sorgente, non la forma dellenergiaCB SGESez. 1 – Ed. 1
  8. 8. ENERGIA - Definizioni  Trasformazione dellenergia: lenergia può essere trasformata nelle varie forme con un rendimento sempre <= 1. Il prodotto dei rendimenti di tutte le trasformazioni dà il rendimento totale della conversione. • Esempio: nel disegno seguente si schematizza lutilizzo di un combustibile per produrre energia elettrica con un ciclo Rankine Ƞ totale = Ƞ caldaia x Ƞ turbina x Ƞ alternatoreCB SGESez. 1 – Ed. 1
  9. 9. AREA TECNOLOGICA Produzione di energia da fonti tradizionali e da fonti rinnovabiliCB SGESez. 1 – Ed. 1
  10. 10. ENERGIA – Fonti di energia  Fonti di energia: Sono le sorgenti primarie di energia per i vari utilizzi. Le fonti utilizzate oggi per la produzione di energia elettrica sono essenzialmente i combustibili fossili (carbone o idrocarburi), lidroelettrico, lenergia atomica da fissione, leolico, la geotermia e lenergia solare.CB SGESez. 1 – Ed. 1
  11. 11. ENERGIA – Fonti di energia • I dati IEA (International Energy Agency) mostrano per il 2009 un consumo mondiale di 12.150 MTEP. • Tale consumo è originato per oltre il 70% da fonti fossili e solo per il 12,8% da fonti rinnovabili. Il 5,8 % rimanente è prodotto dalla fissione nucleare delluranio.CB SGESez. 1 – Ed. 1
  12. 12. ENERGIA – Fonti di energia • Il consumo è fortemente sbilanciato tra le varie parti del mondo. I paesi OEDC consumano oltre un terzo dellenergia totale.CB SGESez. 1 – Ed. 1
  13. 13. ENERGIA – Produzione di energia • La disparità ancora più netta se si osserva il consumo di energia elettrica, dove i paesi OEDC producono per propri usi metà dellenergia mondiale.CB SGESez. 1 – Ed. 1
  14. 14. ENERGIA – la prospettive mondiali • Dopo le crisi energetiche degli anni 70 (che avevano creato un grande interesse per lefficienza energetica) il panorama energetico mondiale degli anni 80 e 90 è stato caratterizzato da: • - forte aumento del consumo energetico complessivo, coperto essenzialmente da fonti fossili; • - stabilità dei prezzi. • Solo laumento dei prezzi a partire del 2000 e lintreccio con il tema del riscaldamento globale ha riacceso linteresse per le fonti rinnovabili.CB SGESez. 1 – Ed. 1
  15. 15. ENERGIA – Combustibili fossili  Combustibili fossili: sono tutte quelle materie prime originate dalla trasformazione di resti organici intrappolati nel suolo. Si distinguono per stato fisico a temperatura ambiente: • Gas naturale (stato gassoso), miscela di gas diversi ma composto essenzialmente da metano. E utilizzato per la produzione di energia elettrica, riscaldamento e per alcuni usi petrolchimici. • Petrolio (stato liquido), nome che include materie prime con caratteristiche diversissime a seconda del luogo di estrazione. Il petrolio è fondamentale per il settore del trasporto (soprattutto su strada e aereo) ma anche per tutta la petrolchimica. • Carbone (stato solido), anche questo nome generico che comprende materiali estremamente diversi. In alcuni paesi (Cina) è la fonte prevalente di energia elettrica.CB SGESez. 1 – Ed. 1
  16. 16. ENERGIA – Produzione da fonti tradizionali  Produzione di energia termica da fonti tradizionali: per produrre energia termica da fonti fossili devo necessariamente passare per l combustione dalla materia prima. • Produzione di calore: utilizzo forni e caldaie di vari tipi (a tubi di fumo, rotanti, a griglia) a seconda dello stato fisico del combustibile. Il calore della combustione viene ceduto a un vettore energetico (p.e. vapore) e distribuito agli utilizzatoriCB SGESez. 1 – Ed. 1
  17. 17. ENERGIA - Produzione da fonti tradizionali  Produzione di energia meccanica / elettrica: la produzione di energia elettrica da fonti fossili richiede dei tipi di impianti completamente diversi. • Cicli Rankine: utilizzano il vapore prodotto in caldaia per far girare una turbina. Possono usare qualunque combustibile. • Turbogas: il fluido termovettore è direttamente la miscela aria/combustibile che viene espansa in turbina. Sono spesso di derivazione aeronautica e possono funzionare essenzialmente con combustibili gassosi. • Motori a ciclo otto/diesel: lespansione della miscela aria/combustibile avviene internamente alla camera di un pistone. Possono lavorare con combustibili gassosi o liquidi.CB SGESez. 1 – Ed. 1
  18. 18. ENERGIA – energie rinnovabili  Energie rinnovabili: sono definite come fonti rinnovabili di energia tutte quelle fonti che sono soggette a continua rigenerazione, spontanea (p.e. sole, vento) o voluta (biomasse da coltivazione). Le fonti alternative sono complessivamente caratterizzate da : • una bassa “intensità energetica” rispetto alle fonti tradizionali e per questo risultano quindi più difficili da raccogliere e trasformare; • un elevato costo dinstallazione e (in alcuni casi) anche di esercizio; • una bassa emissione di CO2 per unità di energia prodotta; • lintermittenza di produzione di alcune fonti, che deve essere gestita a livello di rete distributiva. Complessivamente questi problemi portano alla necessità di incentivare la produzione da fonti rinnovabili, per esempio con il meccanismo dei “certificati verdi”.CB SGESez. 1 – Ed. 1
  19. 19. ENERGIA – Energia fotovoltaica  Energia fotovoltaica: promossa a partire dagli anni 70 il fotovoltaico sta vivendo un boom a partire dal 2000. • Punti di debolezza: Linstallazione ha un costo €/kW elevato, anche se in forte discesa. • Punti di forza: il FV permette la produzione di EE in ogni situazione e in ogni range, anche su piccolissima scala . Dà inoltre certezza di ritorno economico per i suoi bassissimi costi di esercizio (manutenzione, ecc.). • Prospettive: Gli esperti prevedono la “parity grid” cioè la parità di costo dellenergia FV con quella da fonti fossili per il 2015-17. Da quel momento non sarà più necessario per gli stati incentivare linstallazione di impianti.CB SGESez. 1 – Ed. 1
  20. 20. ENERGIA – Energia eolica  Energia eolica: è una delle fonti energetiche storiche dellumanità. • Punti di debolezza: I siti con ventosità interessante sono pochi, spesso poco raggiungibili e/o di valore paesaggistico. • Punti di forza: leolico ha un ritorno economico elevato che permette (nei periodi di alto costo del petrolio) di fare a meno dellincentivazione statale. • Prospettive: Il calo dei prezzi continuerà per i prossimi anni. Sono inoltre possibili dei “break- through” tecnologici nel campo delleolico di alta quota (in Italia il progetto Kitegen) che potrebbero rendere leolico uno dei migliori sostituti del petrolio.CB SGESez. 1 – Ed. 1
  21. 21. ENERGIA – Energia da biomasse  Energia da biomasse: è un campo sterminato che comprende legno, biogas, biocarburanti, ecc.. • Punti di debolezza: le applicazioni che utilizzano biomasse pregiate (p.e. olio) sono esposte a fiammate dei prezzi. • Punti di forza: esistono quantità enormi di scarti e residui agricoli che si prestano alla produzione energetica. Spesso sono un problema di smaltimento • Prospettive: La grande incognita è il mercato delle materie prime agricole che sta vivendo momenti altalenanti. Sono comunque vicine delle nuove tecnologie (p.e. produzione di bioetanolo da lignina) che potrebbero favorire luso delle biomasse.CB SGESez. 1 – Ed. 1
  22. 22. ENERGIA – Energia geotermica  Energia geotermica: è lo sfruttamento a fini energetici del calore presente sotto la terra. • Punti di debolezza: pochi siti hanno le caratteristiche per permettere lutilizzo del calore. Limpatto ambientale è spesso elevato • Punti di forza: nei siti adatti la resa energetica è molto elevata e linvestimento si ripaga rapidamente. • Prospettive: grandi opportunità saranno date dal geotermico off-shore. LItalia dispone di grandi “giacimenti geotermici” al centro del Tirreno.CB SGESez. 1 – Ed. 1
  23. 23. ENERGIA – energia idroelettrica  Energia idroelettrica: è un settore maturo, nei paesi OEDC è sviluppato quasi completamente. • Punti di debolezza: la sua applicazione è possibile solo per configurazioni orografiche particolari. • Punti di forza: lidroelettrico ha una produttività e un fattore di servizio molto elevati rispetto alle altre fonti rinnovabili. • Prospettive: se nei paesi in via di sviluppo la prospettive sono di forte aumento (la Cina ha completato limpianto idroelettrico più grande del mondo) in Europa è prevedibile il recupero produttivo di tantissimi piccoli salti, anche nelle pianure.CB SGESez. 1 – Ed. 1
  24. 24. ENERGIA – Energia nucleare  Energia nucleare: si intende con questo nome la produzione di energia da fenomeni di trasformazione del materiale fissile (soprattutto Uranio 235). Attualmente viene utilizzata esclusivamente la fissione, lo sfruttamento commerciale della fusione dovrebbe arrivare verso il 2050. • Punti di forza: è una tecnologia consolidata e relativamente economica. Ha un elevato contenuto tecnologico e si presta ad una integrazione stretta con lindustria militare. • Punti di debolezza: forti dubbi dellopinione pubblica sui rischi e sui problemi ambientali connessi. • Prospettive: le risorse sfruttabili di U235 garantiscono solo alcuni decenni di autonomia. Sono comunque allo studio dei reattori che utilizzano torio (molto più comune delluranio) e che moltiplicherebbero la disponibilità di combustibile nucleare.CB SGESez. 1 – Ed. 1
  25. 25. AREA TECNOLOGICA Usi e consumi energeticiCB SGESez. 1 – Ed. 1
  26. 26. SIGNIFICAT IVITA DEGLI USI E CONSUMI ENERGETICI  Risulta chiaro che il consumo energetico correlato agli usi e consumi è misurato in maniera molto diversa (p.e kWh del consumo elettrico contro Nmc del consumo di gas).  E necessario utilizzare una base comune che renda confrontabili questi dati. Un criterio semplice e riconosciuto in Italia è la trasformazione in Tonnellate Equivalenti di Petrolio (TEP).  Lequivalenza tra questi combustibili è ottenuta a partire dal Potere Calorifico di ciascuno ed è stabilito nella TABELLA A, Circolare Ministeriale n. 219/F del 2 marzo 1992 (conversioni valide per il parco generativo italiano).CB SGESez. 1 – Ed. 1
  27. 27. SIGNIFICATIVITA DEGLI USI E CONSUMI ENERGETICICB SGESez. 1 – Ed. 1
  28. 28. USI E CONSUMI ENERGETICI  Uso e consumo energetico elemento delle attività, beni o servizi dell’Organizzazione che può influenzare l’uso o il consumo dell’energia. Un uso e consumo energetico è significativo se incide per una quota elevata del consumo totale di energia e ha potenziale in uno o più dei seguenti campi: – un più efficiente uso dell’energia, – un maggiore utilizzo di energia rinnovabile locale, – un maggiore scambio di energia con il resto della società;  esempio: in unindustria manifatturiera gli usi e consumi energetici possono essere le linee produttive, i servizi ausiliari, il riscaldamento degli uffici, la logistica interna, ecc. Il criterio di significatività deve essere definito allinterno del SGE.CB SGESez. 1 – Ed. 1
  29. 29. USI E CONSUMI ENERGETICI: ESEMPIOCB SGESez. 1 – Ed. 1
  30. 30. EQUIVALENZA TEP (TABELLA A, Circolare Ministeriale n. 219/F del 2 marzo 1992) • Gasolio 1 t = 1,08 tep • Olio combustibile 1 t = 0,98 tep • Gas di petrolio liquefatto (GPL) 1 t= 1,10 tep • Benzine 1 t = 1,20 tep • Carbon fossile 1 t = 0,74 tep • Carbone di legna 1 t = 0,75 tep • Antracite e prodotti antracinosi 1 t = 0,70 tep • Legna da ardere 1 t = 0,45 tep • Lignite 1 t = 0,25 tep • Gas naturale 1000 Nm3 (*) = 0,82 tepCB SGESez. 1 – Ed. 1
  31. 31. EQUIVALENZA TEP (TABELLA A, Circolare Ministeriale n. 219/F del 2 marzo 1992)  La stessa circolare stabilisce anche i coefficienti di valorizzazione dellenergia elettrica.  Consumo in tep = 0,23 x consumo in MWh (*) se in alta o media tensione  Consumo in tep = 0,25 x consumo in MWh (*) se in bassa tensione La differenza del fattore compendia le maggiori perdite di trasporto nelle reti Bassa TensioneCB SGESez. 1 – Ed. 1
  32. 32. Esempio di contabilizzazione usi e consumi energetici • Nellindividuazione degli usi e consumi energetici i bilanci devono essere chiari: • - è possibile conteggiare il metano bruciato in caldaia (ma non il vapore utilizzato nelle linee) • - è possibile ripartire il consumo di metano tra le linee che usano vapore. • ATTENZIONE: Se non si chiariscono questi criteri si rischia di conteggiare due volte lo stesso consumo.CB SGESez. 1 – Ed. 1
  33. 33. Esempio di contabilizzazione usi e consumi energetici Uso Consumo Consumo Consumo Consumo Totale EE metano gasolio pellet (TEP/a incidenza (TEP/anno) (TEP/anno) (TEP/anno) (TEP/anno) nno) Produzione 3,4 75,6 79,0 40,7% vapore ---- ---- Produzione 40,9 40,9 21,1% Linea 1 ---- ---- ---- Produzione 38,0 38,0 19,6% Linea 2 ---- ---- ---- Produzione 23,0 23,0 11,9% Linea 3 ---- ---- ---- Logistica 6,7 6,7 3,5% ---- ---- ---- Uffici 2,1 4,3 6,4 3,3% ---- ----CB SGE Totale 194,0 100%Sez. 1 – Ed. 1
  34. 34. Esempio di contabilizzazione usi e consumi energetici  Un uso e consumo energetico deve essere considerato significativo: - quando incide in maniera rilevante sul consumo di energia - quando ha un potenziale elevato margine di miglioramento delle prestazioni energetiche L’organizzazione deve darsi criteri di significatività di ciascun uso e consumo.CB SGESez. 1 – Ed. 1
  35. 35. Individuazione degli usi e consumi energetici • L’individuazione e l’esame degli usi e consumi energetici devono comprendere:  l’indicazione dei consumi energetici passati e presenti;  l’individuazione dei settori caratterizzati da consumi energetici rilevanti;  una stima dei consumi energetici previsti per il periodo successivo;  l’individuazione delle opportunità di miglioramento della performance energetica;  l’individuazione di tutte le persone che lavorano per l’organizzazione e le cui attività possono dar luogo a un cambiamento dei consumi energetici rilevanti;  una valutazione dei risultati del precedente programma di gestione energetica;  l’individuazione delle modifiche che è necessario apportare al programma di gestione energeticaCB SGE per il periodo successivo.Sez. 1 – Ed. 1
  36. 36. Variabili rilevanti  Le variabili rilevanti sono ogni determinante fisica quantificabile e ricorrente di consumo energetico (temperatura, stagionalità, cicli produttivi, ecc.)  Le variabili rilevanti sono fondamentali per poter analizzare e prevedere i consumi energetici.  La correlazione tra “usi e consumi” e “variabili rilevanti” può essere di vari tipi, ad esempio: • statistica; • tramite modello; • ecc.CB SGESez. 1 – Ed. 1
  37. 37. Correlazione tramite modello  Correlazione tramite modello: ho una correlazione di questo tipo quando è possibile costruire un modello fisico (anche semplice) che correli l‘uso e consumo alle variabili rilevanti di riferimento. Per esempio è possibile modellare con buona precisione le dispersioni di un edificio a partire dalle caratteristiche costruttive (involucro, infissi, distribuzione del calore, ecc.). In questo modo si viene a disporre di un modello semplice ma sufficientemente preciso che correla la variabile rilevante “Temperatura esterna” con l‘utilizzo “Consumo per riscaldamento”.CB SGESez. 1 – Ed. 1
  38. 38. Correlazione tramite modello Correlazione tramite modello: Vantaggi: le correlazioni che si trovano sono chiaramente correlate a fenomeni fisici, chimici, ecc. Questo rende i modelli comprensibili e molto utili per estrapolare le correlazioni anche fuori dellintervallo in cui ho testato il modello. • Nellesempio precedente il modello delle dispersioni termiche mi permette di testare preventivamente leffetto apportato da un miglioramento dellisolamento e valutarne costi/benefici. Svantaggi: la costruzione del modello è molto impegnativa e spesso richiede delle grandi semplificazioni che impoveriscono i risultati ottenuti.CB SGESez. 1 – Ed. 1
  39. 39. Correlazione statistica  Correlazione statistica: cercando di correlare statisticamente usi e consumi energetici e variabili rilevanti energetiche ci si deve accontentare di un approccio “black box”. La correlazione che si trova è esclusivamente “matematica” e può essere anche ingannevoleCB SGESez. 1 – Ed. 1
  40. 40. Correlazione statistica  Correlazione statistica: la correlazione più semplice da cercare è quella lineare tra un uso e consumo e ua variabile rilevante. Anche solo riportare i dati su un grafico permette di valutare se la correlazione esiste. 4 3,5 4 3.5 3 3 Consumo energetico 2,5 COnsumo energetico 2.5 2 2 1,5 1.5 1 1 0.5 0,5 0 0 0 0.2 0.4 0.6 0.8 1 1.2 0 0,2 0,4 0,6 0,8 1 1,2 Fattore energetico Fattore energeticoCB SGESez. 1 – Ed. 1
  41. 41. Correlazione statistica  Correlazione statistica: la correlazione può essere 4 interpolata con il metodo 3.5 dei minimi quadrati. Oltre 3 allequazione della retta Consumo energetico 2.5 otteniamo anche un 2 coefficiente di 1.5 f(x) = 2.39x + 1.35 determinazione R2 che 1 R² = 0.82 può variare tra 0 (totale 0.5 dispersione dei dati) e 1 (perfetto allineamento dei 0 0 0.2 0.4 0.6 0.8 1 1.2 dati alla retta interpolata) Fattore energeticoCB SGESez. 1 – Ed. 1
  42. 42. Correlazione statistica Correlazione statistica: Vantaggi: Questo tipo di correlazione è facile da trovare e testare e non richiede approfondimenti concettuali sul processo. • In una linea di produzione è probabile che esista una correlazione lineare tra consumo energetico e n° di pezzi prodotti. Svantaggi: è necessaria una grande prudenza nellestrapolare i dati fuori dellintervallo in cui sono stati studiati. • In uno scambiatore esiste una buona linearità tra velocità del fluido e calore scambiato solo finché il moto del fluido è turbolento. Se lo rallento troppo ed il fluido passa a regime laminare assisterò a un crollo dello scambio termico nellapparecchiatura.CB SGESez. 1 – Ed. 1
  43. 43. AREA TECNOLOGICA Utilizzo efficiente dell’energia ed aspetti economici correlatiCB SGESez. 1 – Ed. 1
  44. 44. Efficienza energetica  efficienza energetica: rapporto tra un risultato delle attività, dei beni o dei servizi di un’Organizzazione, e una immissione di energia;  Per esempio lefficienza è tanto più alta quanta più prodotto lorganizzazione riesce ad ottenere per unità di energia consumata dal processo produttivo. Oppure quanto meno energia viene utilizzato a parità di riscaldamento di un ambiente;  Lefficienza non va confusa con il risparmio energetico: il risparmio è solo il minor consumo ed è ottenibile anche solo spegnendo le apparecchiature e annullando loutput dellorganizzazione.CB SGESez. 1 – Ed. 1
  45. 45. Misure di efficienza energetica - esempi  interventi sugli usi elettrici nel settore civile (sostituzione di lampadine ed elettrodomestici con modelli a basso consumo, ecc.),  riduzione dei fabbisogni termici nel settore civile (installazione di dispositivi per la riduzione dei consumi idrici, sostituzione di caldaie e scaldabagno con modelli ad alto rendimento, interventi sull’involucro edilizio, ecc.),  interventi su sistemi di distribuzione di energia in ambito civile (impianto di cogenerazione, sistemi di teleriscaldamento, ecc.),  miglioramento dellefficienza nellilluminazione pubblica (lampade ad alta efficienza, sistemi di regolazione automatica dei livelli di illuminazione, ecc.),CB SGESez. 1 – Ed. 1
  46. 46. Aspetti economici  Spesso il ritorno economico di un intervento di aumento dellefficienza energetica può sembrare molto appetibile. Ma oltre a un giudizio si fattibilità tecnica occorre valutare anche la fattibilità economica di un intervento.  Lottimo economico è sempre un ottimo intermedio tra i costi di investimento e i risparmi che si Esempio di valutazione di unapparecchiatura di possono ottenere. scambio termico: traguardando uno scambio a DT = 0 si ottiene un minimo costo energetico a spese di superfici di scambio (=investimento) altissime. Lottimo economico è in un punto intermedio.CB SGESez. 1 – Ed. 1
  47. 47. Aspetti economici  Leconomicità di un intervento deve essere spalmata su più anni. I metodi di valutazione della convenienza possono essere vari, ad esempio:  Flusso di cassa attualizzato (in inglese: Discounted cash flow): sfrutta lattualizzazione dei flussi associati al progetto. La somma algebrica delle entrate ed uscite attualizzate rappresenta il Valore Attuale Netto – VAN;  Tasso interno di rendimento (TIR): si basa sullindividuazione del tasso di attualizzazione che azzera algebricamente le entrate ed uscite associate al progetto;  Periodo di rimborso (Pay Back Period): calcolo del numero di anni necessario per compensare linvestimento attraverso flussi positivi.CB SGESez. 1 – Ed. 1
  48. 48. Aspetti economici  Il metodo più completo per valutare linvestimento è comunque la stesura di un “business plan” che permetta di visualizzare landamento dei flussi di cassa negli anni. Anno Investimento Rata finanz. Potenza Produzione annua Contributo CE Valore kW ENEL Vendita EE Totale ricavi Flussi di cassa 0 € - € - 1.000,000 € 0,10 € - 1 -€ 453.781,98 991,907 1.091.098 € 436.439,07 € 0,10 € 103.654,28 € 540.093,35 € 68.811,37 2 -€ 453.781,98 983,879 1.082.267 € 432.906,96 € 0,10 € 102.815,40 € 535.722,36 € 64.440,39 3 -€ 453.781,98 975,917 1.073.509 € 429.403,44 € 0,10 € 101.983,32 € 531.386,75 € 60.104,78 4 -€ 453.781,98 968,019 1.064.821 € 425.928,27 € 0,10 € 101.157,96 € 527.086,23 € 55.804,25 5 -€ 453.781,98 960,185 1.056.203 € 422.481,22 € 0,10 € 100.339,29 € 522.820,51 € 51.538,53 6 -€ 453.781,98 952,414 1.047.655 € 419.062,07 € 0,10 € 99.527,24 € 518.589,31 € 47.307,34 7 -€ 453.781,98 944,706 1.039.176 € 415.670,59 € 0,10 € 98.721,77 € 514.392,36 € 43.110,38 8 -€ 453.781,98 937,060 1.030.766 € 412.306,56 € 0,10 € 97.922,81 € 510.229,37 € 38.947,39 9 -€ 453.781,98 929,477 1.022.424 € 408.969,76 € 3.000.000,00 € 0,10 € 97.130,32 € 506.100,07 € 34.818,10 10 -€ 453.781,98 921,954 1.014.150 € 405.659,96 € 0,10 € 96.344,24 € 502.004,20 € 30.722,22 11 -€ 453.781,98 914,493 1.005.942 € 402.376,94 € 2.000.000,00 € 0,10 € 95.564,52 € 497.941,47 € 26.659,49 12 -€ 453.781,98 907,092 997.801 € 399.120,50 € 0,10 € 94.791,12 € 493.911,62 € 22.629,64 13 -€ 453.781,98 899,751 989.726 € 395.890,41 € 0,10 Progressivo 15 anni € 94.023,97 € 489.914,38 € 18.632,40 € 1.000.000,00 14 -€ 453.781,98 892,469 981.716 € 392.686,46 € 0,10 Progressivo 20 anni € 93.263,03 € 485.949,49 € 14.667,51 15 -€ 453.781,98 885,246 973.771 € 389.508,44 € 0,10 Progressivo 10 anni € 92.508,25 € 482.016,69 € 10.734,72 €- 16 -€ 453.781,98 878,082 965.890 € 386.356,14 € 0 1 2 3 4 0,105 6 7 € 8 9 10 91.759,58 11 12 13 14 15 16 € 17 478.115,72 18 19 20 € 6.833,74 17 -€ 453.781,98 870,976 958.073 € 383.229,35 € 0,10 € 91.016,97 € 474.246,32 € 2.964,34 18 -€ 453.781,98 863,927 950.320 € 380.127,87 -€ 1.000.000,00 € 0,10 € 90.280,37 € 470.408,24 -€ 873,74 19 -€ 453.781,98 856,935 942.629 € 377.051,49 € 0,10 € 89.549,73 € 466.601,21 -€ 4.680,76 20 -€ 453.781,98 850,000 935.000 € 374.000,00 -€ 2.000.000,00 € 0,10 € 88.825,00 € 462.825,00 -€ 8.456,98 € - -€ 9.075.639,54 20.222.939 € 8.089.175,48 € 1.921.179,18 € 10.010.354,65 € 584.715,11 -€ 3.000.000,00CB SGESez. 1 – Ed. 1
  49. 49. Life-Cycle Cost Analysis  La Life-Cycle Cost Analysis è uno strumento di analisi economica che permette di valutare tutti i costi relativi ad un determinato progetto, dalla “culla” alla “tomba”. Non va confusa con la LCA che, partenda da un approccio simile rendiconta gli impatti abientali di un progetto.  La LCCA permette al decisore di compiere scelte più oculate, in particolare:  accettare o rifiutare un determinato progetto (ad esempio decidere se installare o meno un inverter);  specificare il valore ottimale di un progetto che generi il maggior ritorno economico (ad esempio selezionare il valore ottimale delle perdite di un trasformatore).CB SGESez. 1 – Ed. 1
  50. 50. AREA TECNOLOGICA La norma ISO 50001:2011CB SGESez. 1 – Ed. 1
  51. 51. Compatibilità con altre norme ISO 9001:2008 ISO 22000:2005 ISO 50001:2011 OHSAS 18001:2007 ISO 14001:2004CB SGESez. 1 – Ed. 1
  52. 52. La Norma ISO 50001  L’ obiettivo generale della norma è quello di aiutare le organizzazioni a definire i sistemi ed i processi necessari al miglioramento della propria prestazione energetica, al fine di: • ridurre i costi energetici • ridurre le emissioni di gas ad effetto serra e gli altri impatti ambientali correlati.  E’ applicabile alle organizzazioni di ogni tipologia e dimensione e si adatta alle differenti situazioni geografiche, culturali e sociali.  Si applica alle attività che sono sotto il controllo dell’organizzazione.CB SGESez. 1 – Ed. 1
  53. 53. Modello del sistema di gestione energeticaCB SGESez. 1 – Ed. 1
  54. 54. EN 16001 vs ISO 50001CB SGESez. 1 – Ed. 1
  55. 55. EN 16001 vs ISO 50001CB SGESez. 1 – Ed. 1
  56. 56. EN 16001 vs ISO 50001CB SGESez. 1 – Ed. 1
  57. 57. Sommario ISO 50001CB SGESez. 1 – Ed. 1
  58. 58. Sommario ISO 50001CB SGESez. 1 – Ed. 1
  59. 59. Sommario ISO 50001CB SGESez. 1 – Ed. 1
  60. 60. Sommario ISO 50001CB SGESez. 1 – Ed. 1
  61. 61. Sommario ISO 50001CB SGESez. 1 – Ed. 1
  62. 62. 4.1 REQUISITI GENERALI L’organizzazione deve:  stabilire, documentare, attuare, mantenere attivo un documentare sistema di gestione per l’energia (SGE) in conformità ai requisiti della norma;  Definire e documentare lo scopo ed il confine (campo di applicazione) del proprio SGE;  Determinare come il SGE soddisfa i requisiti della norma per conseguire il miglioramento continuo della prestazione energetica dell’organizzazione e del SGE.CB SGESez. 1 – Ed. 1
  63. 63. 4.1 REQUISITI GENERALI (definizioni)  SCOPO estensione delle attività, infrastrutture e aspetti che lorganizzazione considera nel Sistema di Gestione dellEnergia. Lo scopo può includere diversi confini.  CONFINE limiti fisici o del sito, i limiti organizzativi, come definiti dallorganizzazione (esempi: un processo, un gruppo di processi, un sito, unintera organizzazione, più siti sotto il controllo di unorganizzazione). Quando il «trasporto» è una delle attività svolte dallorganizzazione, luso e il consumo di energia nel trasporto può essere incluso nello scopo e nel confine del SGE (Annex A.3).CB SGESez. 1 – Ed. 1
  64. 64. 4.1 REQUISITI GENERALI (definizioni)  ENERGIA: elettricità, combustibile, vapore, calore, aria compressa e altri vettori simili Lenergia si riferisce alle varie forme di energia, tra cui rinnovabili, che possono essere acquistate, conservate, trattate, utilizzate in apparecchiature o in un processo, o recuperate.  USO DI ENERGIA: modo di utilizzo dell’energia.  CONSUMO DI ENERGIA: quantità di energia utilizzata.  SISTEMA GESTIONE DELL’ENERGIA: insieme di elementi correlati o interagenti, per stabilire la politica e gli obiettivi per l’energia e processi e procedure per raggiungere tali obiettivi.CB SGESez. 1 – Ed. 1
  65. 65. 4.2.1 RESPONSABILITA’ DELL’ALTA DIREZIONE LAlta Direzione deve dimostrare il proprio impegno nellattuare e migliorare con continuità il SGE:  Definendo, attuando e mantenendo attiva una politica per lenergia;  Nominando un Rappresentate della Direzione (§ 4.2.2) dì adeguata competenza (§ 4.2.2) e approvando la costituzione di un team per la gestione dellenergia;  Mettendo a disposizione le risorse necessarie ad attuare e migliorare il SGE e le prestazioni energetiche  Identificando lo scopo e i confini del SGE;  Comunicando allorganizzazione limportanza della gestione dellenergia;CB SGESez. 1 – Ed. 1
  66. 66. 4.2.1 RESPONSABILITA’ DELL’ALTA DIREZIONE  Assicurando che siano definiti obiettivi e traguardi per lenergia;  Assicurando che gli indicatori della prestazione energetica siano appropriati allorganizzazione;  Considerando la prestazione energetica nella pianificazione di lungo periodo;  Assicurando che i risultati raggiunti siano misurati e riferiti a intervalli prestabiliti;  Effettuando il riesame della direzione. L’alta direzione dovrebbe integrare le proprie attività di pianificazione, anche a lungo termine, con considerazioni relative alla gestione dellenergia, quali ad es. fonti energetiche, performance energetiche, miglioramenti di prestazioni energetiche.CB SGESez. 1 – Ed. 1
  67. 67. 4.2.2 RAPPRESENTANTE DELLA DIREZIONE  assicura che il SGE sia attuato e migliorato in modo continuo in conformità alla norma ISO 50001;  individua le persone che, autorizzate dagli appropriati livelli gerarchici, collaborano con il Rappresentante della direzione nellattuare il SGE;  riferisce allalta direzione sulle prestazioni energetiche e del SGE;  assicura che siano pianificate le attività di gestione dellenergia necessarie ad attuare la politica energetica dellorganizzazione;  definisce e comunica responsabilità e autorità al fine di favorire lefficace gestione dellenergia;  definisce i criteri e metodi necessari ad assicurare un efficace attuazione e controllo del SGE;  promuove a tutti i livelli dellorganizzazione la consapevolezza della politica energetica e degli obiettivi per lenergia.CB SGESez. 1 – Ed. 1
  68. 68. EN 16001 – rappresentante della direzione  L’ Alta Direzione deve nominare un Rappresentante della Direzione, il quale deve avere ruoli, responsabilità e autorità per: - Assicurare che il SGE sia stabilito, attuato e mantenuto attivo in conformità ai requisiti della norma, - Riferire all’Alta Direzione sulle prestazioni del SGE  La persona designata come Rappresentante della Direzione deve essere competente e qualificata nel campo dell’energia e dei miglioramenti dell’efficienza energetica (requisito 3.4.2) Il rappresentante della direzione può essere nominato Esperto in gestione dell’energia.CB SGESez. 1 – Ed. 1
  69. 69. 4.3 POLITICA PER L’ENERGIA  L’Alta Direzione deve definire la Politica per l’energia e comunicarla a tutti i livelli dell’organizzazione.  La politica deve essere appropriata alla natura, alla dimensione ed all’incidenza degli usi e consumi energetici dell’organizzazione.  La politica energetica deve comunicare limportanza di acquistare prodotti e servizi secondo criteri di efficienza energetica e di considerare criteri di efficienza energetica nella progettazione di impianti, processi, infrastrutture. La politica per l’ Energia deve essere documentata, attuata e mantenuta attiva, riesaminata ed aggiornata se necessario.CB SGESez. 1 – Ed. 1
  70. 70. 4.3 POLITICA PER L’ENERGIA CONTENUTI DELLA POLITICA PER L’ENERGIA  impegno per il miglioramento continuo della performance energetica.  impegno a garantire la disponibilità delle informazioni e di tutte le risorse necessaria per raggiungere gli obiettivi e i traguardi energetici,  impegno al rispetto di tutte le prescrizioni legali applicabili e delle altre prescrizioni che lorganizzazione ha sottoscritto, che riguardano luso, il consumo di energia e lefficienza energetica,  riferimento agli obiettivi energetici che lorganizzazione intende perseguire.CB SGESez. 1 – Ed. 1
  71. 71. 4.4 PIANIFICAZIONE ENERGETICA Lorganizzazione deve attivare un processo documentato di pianificazione energetica. La pianificazione energetica deve:  Prevedere attività che consentano un continuo miglioramento della prestazione energetica.  Includere un riesame delle attività che influenzano la prestazione energetica.CB SGESez. 1 – Ed. 1
  72. 72. 4.4 PIANIFICAZIONE ENERGETICACB SGESez. 1 – Ed. 1
  73. 73. 4.4.2 PRESCRIZIONI LEGALI ED ALTRE PRESCRIZIONI Lorganizzazione deve:  identificare e accedere agli obblighi legislativi applicabili e agli altri requisiti che sottoscrive che riguardano luso, il consumo di energia e lefficienza energetica,  valutare gli adempimenti per lorganizzazione derivanti dagli obblighi legislativi e dagli altri requisiti sottoscritti,  riesaminare ad intervalli definiti gli obblighi legislativi applicabili,  assicurare che obblighi legislativi e altri requisiti siano tenuti in considerazione nella definizione e attuazione del SGE.CB SGESez. 1 – Ed. 1
  74. 74. 4.4.2 PRESCRIZIONI LEGALI ED ALTRE PRESCRIZIONI L’organizzazione dovrebbe tenere sotto controllo:  La pubblicazione di nuove prescrizioni legali nel campo dell’energia (europea, nazionale, regionale, provinciale e comunale) o di modifiche delle prescrizioni in essere;  Le modifiche del processo produttivo o delle infrastrutture che possano comportare nuovi adempimenti cogenti per l’organizzazione.CB SGESez. 1 – Ed. 1
  75. 75. 4.4.3 RIESAME DELLA PRESTAZIONE ENERGETICA  Lorganizzazione deve sviluppare un riesame energetico (analisi delle prestazioni energetiche)  I risultati di tale riesame devono essere registrato.  I criteri e la metodologia utilizzati per sviluppare tale riesame devono essere documentati.  Il riesame energetico deve essere aggiornato a intervalli definiti, coerentemente con eventuali cambiamenti nelle strutture, apparecchiature, sistemi o processi.CB SGESez. 1 – Ed. 1
  76. 76. 4.4.2 PRESCRIZIONI LEGALI ED ALTRE PRESCRIZIONI FONTI per l’aggiornamento normativo possono essere.  GAZZETTA UFFICIALE nazionale/europea,  Bollettini regionali (BUR),  Regolamenti e Piani comunali (es. Regolamento edilizio, Piano Energetico Comunale)  Delibere AEEG  Riviste specializzate  Siti internetCB SGESez. 1 – Ed. 1
  77. 77. 4.4.3 RIESAME DELLA PRESTAZIONE ENERGETICA - Definizioni  riesame energetico: Valutazione della performance energetica basata su dati e altre informazioni per l’identificazione delle opportunità di miglioramento  uso significativo di energia: • quando incide in maniera rilevante sul consumo di energia • quando ha un potenziale elevato margine di miglioramento delle prestazioni energetiche I criteri di significatività sono determinati dall’organizzazione.  efficienza energetica rapporto o altra relazione quantitativa tra un risultato di performance, attività, beni o di servizi di un’Organizzazione, e una immissione di energia; ESEMPIO: efficienza di conversione; energia richiesta/energia utilizzata; output/input; consumo teorico di energia/consumo effettivo. Sia input ed output devono essere chiaramente specificati in quantità e qualità, ed essere misurabili  prestazione energetica risultato misurabile correlato all’efficienza energetica, all’uso energetico, al consumo energetico Nel contesto dell’EMS, i risultati possono essere misurati in relazione alla politica, obiettivi, traguardi e altri requisiti di prestazione dell’organizzazione.CB SGESez. 1 – Ed. 1
  78. 78. 4.4.3 RIESAME DELLA PRESTAZIONE ENERGETICA - Definizioni  uso significativo di energia: riferimenti nello Standard • Introduzione • Definizione, [3.27] • Riesame energetico, [4.4.3 b)] • Obiettivi, target, programma d’azione [4.4.6] • Competenza, formazione, consapevolezza [4.5.2] • Controllo operativo [4.5.5] • Progettazione, (impatto significativo sulle prestazioni energetiche) [4.5.6] • Acquisti [4.5.7] • Monitoraggi, misurazioni, analisi [4.6.1]CB SGESez. 1 – Ed. 1
  79. 79. 4.4.3 RIESAME DELLA PRESTAZIONE ENERGETICA - Definizioni PRESTAZIONE ENERGETICACB SGESez. 1 – Ed. 1
  80. 80. 4.4.3 RIESAME DELLA PRESTAZIONE ENERGETICA CONTENUTI DEL RIESAME DELLA PRESTAZIONE ENERGETICA  analizzare luso e il consumo di energia passati e presenti basati su misure o altre fonti di dati  identificare le attuali fonti energetiche;  sulla base dellanalisi dell’uso e consumo energetico, identificare le aree di consumo energetico significativo,  individuare le strutture, le attrezzature, sistemi, processi e persone che lavorano per o per conto dellorganizzazione che influenzano significativamente l’uso ed il consumo energetico;  identificare altre variabili rilevanti che possono interessare gli usi significativi di energia;  determinare le attuali prestazioni energetiche degli impianti, attrezzature, sistemi e processi relativi agli usi energetici significativi identificati come tali;  stima del futuro uso e consumo di energia;  individuare, classificare e registrare le opportunità per migliorare le prestazioni energetiche; le opportunità possono riguardare le potenziali fonti di energia, l’utilizzo di energie rinnovabili o altre fonti energetiche alternative come ad es. la produzione di energia dai rifiuti.CB SGESez. 1 – Ed. 1
  81. 81. 4.4.3 RIESAME DELLA PRESTAZIONE ENERGETICA ESEMPI DI AREE DI CONSUMO DELL’ENERGIA  Impianto di riscaldamento luoghi di lavoro,  Impianto di raffrescamento estivo luoghi di lavoro,  Impianti, macchine, apparecchiature per la produzione,  Servizi ausiliari (ad esempio aria compressa),  Automezzi per il trasporto di bene e persone,  Illuminazione.CB SGESez. 1 – Ed. 1
  82. 82. 4.4.3 RIESAME DELLA PRESTAZIONE ENERGETICA ESEMPIO DI RIPARTIZIONE DEI CONSUMICB SGESez. 1 – Ed. 1
  83. 83. 4.4.3 RIESAME DELLA PRESTAZIONE ENERGETICA ESEMPIO DI PROFILO DI CONSUMOCB SGESez. 1 – Ed. 1
  84. 84. 4.4.3 RIESAME DELLA PRESTAZIONE ENERGETICA ESEMPI DI FONTI DI DATI PER I CONSUMI  Dalle fatture emesse dalle società di distribuzione dell’energia elettrica e del gas,  Dalla lettura diretta dei contatori,  Dai misuratori di consumo appositamente installati, relativi ad impianti, aree e linee di produzione specifiche,  Dai dati di targa di macchine ed impianti,  Mediante l’uso di misuratori portatili degli assorbimenti elettrici (ad es. pinze amperometriche)CB SGESez. 1 – Ed. 1
  85. 85. 4.4.3 RIESAME DELLA PRESTAZIONE ENERGETICA IPOTESI DI DOCUMENTO DI ANALISI INIZIALE  sito, edificio, reparto.  usi di energia (macchina, impianto, attività).  fonti energetiche / vettori energetici.  unità di misura.  consumo (stimato o misurato) e periodo di riferimento.  fattore conversione in TEP e consumo in TEP.  tonnellate di CO2 equivalenti corrispondenti al consumo.  Variabili/fattori energetici (determinante fisico, quantificabile e ricorrente del consumo di energia; esempio: livello produttivo, temperatura, umidità, velocità del vento, tasso di occupazione).  consumo di energia rapportato al pertinente e rilevante fattore energetico (EnPI)  spesa energetica €.CB SGESez. 1 – Ed. 1
  86. 86. 4.4.3 RIESAME DELLA PRESTAZIONE ENERGETICA IPOTESI DI DOCUMENTO DI ANALISI INIZIALECB SGESez. 1 – Ed. 1
  87. 87. 4.4.3 RIESAME DELLA PRESTAZIONE ENERGETICA IPOTESI DI DOCUMENTO DI ANALISI INIZIALECB SGESez. 1 – Ed. 1
  88. 88. 4.4.3 RIESAME DELLA PRESTAZIONE ENERGETICA Le opportunità di risparmio energetico possono includere:  Approccio di mercato; Contrattazione con il fornitore  Interventi strutturali (edifici, impianti, attrezzature),  Utilizzo di FER  Attività di sensibilizzazione del personale ad adottare comportamenti più attenti ad evitare/ridurre i consumi. ESEMPI uso di lampade a risparmio energetico, Motori elettrici ad alta efficienza, uso di impianto solare termico per l’ ACS, Sostituzione degli infissi, rifacimento dell’involucro edilizio Uso di apparecchiature elettriche a basso consumo di energia, Installazione di impianti termici a condensazioneCB SGESez. 1 – Ed. 1
  89. 89. 4.4.4 LIVELLO DI RIFERIMENTO DEI CONSUMI – ENERGY BASELINE  Lorganizzazione deve stabilire e registrare il livello di riferimento dei propri consumi energetici, utilizzando le informazioni derivanti dallanalisi iniziale della propria prestazione energetica e considerando i dati inerenti ad un periodo di tempo adeguato  Il miglioramento della prestazione energetica deve essere misurato in relazione al livello di riferimento stabilito  Il livello di riferimento deve essere riesaminato periodicamente e aggiornato qualora si verifichino numerosi cambiamenti dei processi e delle attività operative o del sistema energetico e/o gli indicatori di prestazione energetica non riflettano più adeguatamente usi e consumi di energia dellorganizzazione.CB SGESez. 1 – Ed. 1
  90. 90. 4.4.5 INDICATORI DI PRESTAZIONE ENERGETICA - EnPI SCELTA DEGLI INDICATORI ENERGETICICB SGESez. 1 – Ed. 1
  91. 91. 4.4.5 INDICATORI DI PRESTAZIONE ENERGETICA - EnPI  Lorganizzazione deve identificare appropriati Indicatori di Prestazione Energetica per monitorare e misurare la propria prestazione energetica.  La metodologia per determinare e tenere aggiornati gli indicatori di prestazione energetica deve essere registrata e riesaminata ad intervalli regolari.  Gli indicatori di prestazione energetica possono essere espressi in forma più o meno complessa purché siano rappresentativi dalla prestazione energetica dellorganizzazione. DEFINIZIONE EnPI: Valore quantificato o misura di performance energetica come definito dall’organizzazione. Può essere espresso in valore assoluto, come rapporto o con algoritmi più complessi.CB SGESez. 1 – Ed. 1
  92. 92. BASELINE -> EnPICB SGESez. 1 – Ed. 1
  93. 93. 4.4.6 OBIETTIVI, PROGRAMMI E TRAGUARDI ENERGETICI  Lorganizzazione deve stabilire e mantenere attivi obiettivi e traguardi energetici per i pertinenti livelli gerarchici e funzioni, fissando i termini temporali per il loro conseguimento.  Gli obiettivi e traguardi energetici devono essere documentati.  Gli obiettivi e traguardi devono essere coerenti con limpegno al miglioramento della prestazione energetica espresso nella politica per lenergia.  Nello stabilire i propri obiettivi e traguardi, lorganizzazione deve prendere in considerazione: • gli obblighi legislativi, • le prescrizioni eventualmente sottoscritte in forma volontaria dallorganizzazione, • il sistema tecnico disponibile, • le condizioni finanziarie, operative e commerciali, • il punto di vista delle parti interessate, • gli usi significativi di energia e le opportunità di miglioramento evidenziate dal riesame della prestazione energetica.CB SGESez. 1 – Ed. 1
  94. 94. 4.4.6 OBIETTIVI, PROGRAMMI E TRAGUARDI ENERGETICI Obiettivi, traguardi e programmi possono riguardare  La riduzione dei consumi di energia,  La riduzione delle emissioni di CO2,  L’incremento nell’uso di energia da FER prodotta nel sito  L’acquisto di energia certificata prodotta mediante FER  Il miglioramento di parametri specifici, quali il rendimento degli impianti termici, la trasmittanza dell’involucro edilizio, il rifasamento (cos φ)  la riduzione dell’inquinamento termico generato dagli scarichi;  la promozione dell’uso consapevole dell’energia tra i dipendenti e nella società.  la progettazione dei prodotti in maniera che la loro produzione, utilizzo e dismissione siano caratterizzati da aspetti energetici ottimali;  la minimizzazione dei principali effetti negativi nello sviluppo di nuovi prodotti e servizi nel settore del consumo di energia;CB SGESez. 1 – Ed. 1
  95. 95. 4.4.6 OBIETTIVI, PROGRAMMI E TRAGUARDI ENERGETICI Alcune aree di intervento  Ottimizzazione dei contratti di fornitura dell’energia,  Installazione di apparecchiature energy saving,  Installazione di impianti di produzione dell’energia da fonti rinnovabili,  Miglioramento della prestazione energetica degli edifici,  Miglioramento del rendimento degli impianti termici,,  Miglioramento delle manutenzioni,  Miglioramento nella conduzione degli impianti.CB SGESez. 1 – Ed. 1
  96. 96. 4.4.6 OBIETTIVI, PROGRAMMI E TRAGUARDI ENERGETICI Per raggiungere i propri obiettivi e traguardi, lorganizzazione deve stabilire e attuare uno o più programmi che devono includere:  lindicazione delle posizioni organizzative che hanno la responsabilità per il raggiungimento degli obiettivi e dei traguardi stabiliti,  le risorse disponibili (finanziarie e organizzative),  i termini temporali entro i quali i singoli traguardi devono essere raggiunti,  il metodo per verificare il miglioramento della prestazione energetica e i risultati raggiunti. I programmi energetici devono essere documentati e aggiornati a intervalli predefiniti.CB SGESez. 1 – Ed. 1
  97. 97. 4.5.2 COMPETENZA, FORMAZIONE, CONSAPEVOLEZZA  Lorganizzazione deve assicurare che il proprio personale e tutte le persone che lavorano per suo conto, le cui azioni possono determinare un uso significativo dellenergia, siano competenti sulla base di una appropriata istruzione, formazione e/o esperienza.  Lorganizzazione deve identificare le esigenze di formazione associate al controllo degli usi significativi di energia e al funzionamento del proprio sistema di gestione dellenergia.  Lorganizzazione deve assicurare la formazione per rispondere a tali necessità.  Devono essere conservate registrazioni della formazione.CB SGESez. 1 – Ed. 1
  98. 98. 4.5.2 COMPETENZA, FORMAZIONE, CONSAPEVOLEZZA Devono essere pianificate e attuate azioni adeguate ad assicurare che le persone che lavorano per lorganizzazione o per conto di essa, siano a conoscenza e consapevoli:  dellimportanza della conformità alla politica per lenergia, alle procedure e ai requisiti del SGE.  del proprio ruolo, responsabilità e autorità nellattuazione dei requisiti del Sistema di Gestione dellEnergia.  dei benefici dì una migliore prestazione energetica.  dellimpatto delle proprie attività sul consumo di energia e di come le loro attività e comportamenti contribuiscano al conseguimento degli obiettivi e dei traguardi energetici e delle conseguenze potenziali derivanti dallo scostamento dalle procedure stabilite.CB SGESez. 1 – Ed. 1
  99. 99. 4.5.3 COMUNICAZIONE Comunicazione interna  L’Organizzazione deve comunicare in merito al SGE e alle prestazioni energetiche, in modo coerente alle proprie dimensioni.  Lorganizzazione deve stabilire e attuare un processo mediante il quale ogni persona che lavora per lorganizzazione o per conto di essa, possa fare commenti o suggerire miglioramenti del SGECB SGESez. 1 – Ed. 1
  100. 100. 4.5.3 COMUNICAZIONE Comunicazione esterna Lorganizzazione deve definire e documentare la propria posizione in merito allopportunità o meno di attivare comunicazioni verso lesterno relativamente alla propria politica energetica, alle proprie prestazioni energetiche e al proprio SGE. Se decide di comunicare allesterno, deve essere definita la metodologia da seguire per la comunicazione. La metodologia dovrebbe includere  responsabilità di comunicazione, dati e informazioni,  destinatari,  periodicità,  mezzi (sito internet, notiziari, etc.)CB SGESez. 1 – Ed. 1
  101. 101. 4.5.4.1 REQUISITI RELATIVI ALLA DOCUMENTAZIONE L’organizzazione deve stabilire, implementare e mantenere informazioni, in forma cartacea o elettronica, per descrivere gli elementi chiave del SGE e le loro interazioni. Il grado di dettaglio che deve avere la documentazione del SGE dovrebbe essere sufficiente a descrivere il sistema e le correlazioni tra processi, sistemi ed attività. Dovrebbe anche provvedere indicazioni su dove ottenere informazioni più dettagliate circa l’operatività di tali elementi del sistema. Questa documentazione può essere integrata nella documentazione di altri sistemi di gestione implementati dall’organizzazione. L’entità della documentazione del SGE può differire da un’organizzazione all’altra, in considerazione di:  dimensione e tipologia di organizzazione e delle sue attività, prodotti o servizi  complessità dei processi e loro interazioni  competenza del personale.CB SGESez. 1 – Ed. 1
  102. 102. 4.5.4.1 REQUISITI RELATIVI ALLA DOCUMENTAZIONE La documentazione del sistema di gestione dellenergia deve includere:  Scopo e confine del Sistema di Gestione dellEnergia (4.1).  Politica per lenergia (4.3).  Obiettivi, traguardi e programmi per lenergia (4.4 6).  I documenti, incluse le registrazioni, richiesti dalla norma.  Altri documenti che lorganizzazione ritiene necessari (ad esempio documentazione tecnica, quali disegni di apparecchiature ed impianti, schemi della distribuzione dellenergia e delle utenze, manuali operativi delle macchine, piani di manutenzione degli impianti).CB SGESez. 1 – Ed. 1
  103. 103. 4.5.4.2 CONTROLLO DEI DOCUMENTI Lorganizzazione deve tenere sotto controllo i documenti richiesti dalla norma, dal SGE, inclusa la documentazione tecnica, in modo che:  siano rintracciabili e sia noto il luogo di archiviazione,  siano periodicamente riesaminati e, qualora necessario, aggiornati;  la versione corrente sia disponibile in tutti i luoghi duso pertinenti;  siano conservati e mantenuti in modo tale che siano facilmente accessibili e protetti contro danneggiamenti, smarrimenti o distruzione;  sia stabilito e documentato il tempo di conservazione;  i documenti di origine esterna siano identificati e la loro distribuzione controllata;  i documenti obsoleti se conservati per ragioni legali e / o a fini di conoscenza, siano opportunamente identificati, altrimenti siano rimossi.CB SGESez. 1 – Ed. 1
  104. 104. 4.5.5 CONTROLLO OPERATIVO Lorganizzazione deve effettuare in modo controllato le operazioni che determinano un uso significativo di energia, al fine di prevenire situazioni che possono portare energia a scostamenti dalla politica energetica e dagli obiettivi e traguardi energetici. Effettuare le operazioni in modo controllato comporta:  definire criteri per lesercizio e la manutenzione degli impianti di processo e a servizio degli edifici.  comunicazioni appropriate inerenti al controllo operativo al personale e alle persone che lavorano percento dellorganizzazione.CB SGESez. 1 – Ed. 1
  105. 105. 4.5.6 PROGETTAZIONE  Lorganizzazione deve considerare le opportunità di miglioramento della prestazione energetica e i controlli operativi nella progettazione, modifica e ristrutturazione di impianti, attrezzature, sistemi e processi che possono avere un impatto significativo sulla propria prestazione energetica. Ad esempio nel caso di: ristrutturazione dellinvolucro edilizio, costruzione di un nuovo sito produttivo, industrializzazione del processo produttivo.  I risultati della valutazione della prestazione energetica devono essere inclusi nelle specifiche di progettazione e acquisto.  I risultati dellattività di progettazione devono essere registrati.CB SGESez. 1 – Ed. 1
  106. 106. 4.5.7 APPROVVIGIONAMENTO DI SERIZI ENERGETICI, IMPIANTI, PRODOTTI, ENERGIA  Quando si acquistano servizi, prodotti o impianti che consumano energia e che hanno un impatto significativo sul consumo di energia complessivo, lorganizzazione deve informare i fornitori che lacquisto è valutato anche sulla base della prestazione energetica.  Lorganizzazione deve stabilire e attuare i criteri per valutare il consumo di energia e lefficienza energetica durante tutto il ciclo di vita atteso quando acquista: • Prodotti che consumano energia, • Apparecchiature, • Servizi i quali possono avere un impatto significativo sulle prestazioni energetiche dell’organizzazione  Lorganizzazione deve definire e documentare le specifiche dacquisto dì carattere energetico ai fini di un uso efficiente dellenergia.CB SGESez. 1 – Ed. 1
  107. 107. 4.5.7 APPROVVIGIONAMENTO DI SERIZI ENERGETICI, IMPIANTI, PRODOTTI, ENERGIA ELEMENTI DI APPROFONDIMENTO • Life Cycle Cost Analysis (LCCA) • Programma Europeo Motor Challenge • Criteri efficienza motori elettrici CEMEP • Direttiva 2009/125/CE “EuP”-“ErP” -> D.lgs. 15/2011 • Direttiva 2010/30/CE “Informazioni collegate al consumo energetico di prodotti” • UNI CEI 11339 “Esperti Gestione Energia” • UNI CEI 11345 “ESCo”CB SGESez. 1 – Ed. 1
  108. 108. 4.6.1 MONITORAGGIO, MISURAZIONE, ANALISI Lorganizzazione deve assicurare il monitoraggio, la misurazione e lanalisi dei seguenti elementi chiave:  usi significativi dellenergia e degli altri elementi in uscita dall’analisi della prestazione energetica;  variabili rilevanti inerenti agli usi significativi di energia;  indicatori di prestazione energetica;  efficacia delle azioni pianificate per conseguire obiettivi e traguardi energetici;  consumi energetici effettivi rispetto ai consumi previsti I risultati del monitoraggio e della misurazione devono essere registrati.CB SGESez. 1 – Ed. 1
  109. 109. 4.6.1 MONITORAGGIO, MISURAZIONE, ANALISI Lorganizzazione deve definire e attuare un PIANO di MONITORAGGIO dellENERGIA appropriato alle proprie dimensioni, alla propria complessità e ai propri equipaggiamenti di monitoraggio e misurazione.  ll consumo di energia dovrebbe essere misurato con una periodicità tale da consentire di individuare e correggere prontamente leventuale peggioramento dellefficienza energetica.  Lorganizzazione dovrebbe motivare la periodicità di misurazione adottata.  Lorganizzazione deve analizzare tutti gii scostamenti rilevanti dalla prestazione energetica attesa.  I risultati di tale attività devono essere conservati.CB SGESez. 1 – Ed. 1
  110. 110. 4.6.1 MONITORAGGIO, MISURAZIONE, ANALISI  Monitoraggi e misurazioni, laddove necessario per assicurare risultati validi, devono essere effettuate con apparecchiature verificate o tarate  Le apparecchiature utilizzate per monitoraggi e misurazioni devono avere una accuratezza e ripetibilità adeguate allo scopo.  Lorganizzazione deve conservare le registrazioni dellaccuratezza e ripetibilità delle apparecchiature di misura utilizzate. Le misure possono essere effettuate sia con semplice strumentazione nel caso delle piccole organizzazioni sia con sistemi complessi di monitoraggio e misurazione collegati ad un software in grado di consolidare i dati e la restituzione automatica dei risultati. Spetta allorganizzazione determinare i mezzi e metodi di misura.CB SGESez. 1 – Ed. 1
  111. 111. 4.6.2 VALUTAZIONE DEI RISPETTO DELLE PRESCRIZIONI  Lorganizzazione deve valutare periodicamente se sta rispettando gli obblighi legislativi relativi alluso e al consumo di energia applicabili alle proprie attività e gli altri requisiti che ha sottoscritto.  Lorganizzazione deve conservare le registrazioni dei risultati delle valutazioni periodiche. L’organizzazione dovrebbe stabilire, implementare e mantenere attive procedure per il monitoraggio della conformità del SGE alle disposizioni di legge e di altri accordi sottoscritti, in relazione al consumo energetico significativo. Registrazioni di questi risultati dovrebbero essere conservati per dimostrare la conformità.CB SGESez. 1 – Ed. 1
  112. 112. 4.6.3 AUDIT INTERNO Ad intervalli pianificati, devono essere condotti audit interni al fine di assicurare che il SGE:  sia conforme alla politica energetica, agli obiettivi, traguardi e programmi energetici,  sia conforme ai requisiti della norma ISO 50001,  sia conforme agli obblighi legislativi e agli altri requisiti che lorganizzazione ha sottoscritto,  sia efficacemente attuato e migliori la prestazione energetica. I risultati degli audit devono essere documentati e riportati all’Alta Direzione Nel definire il programma di audit dovrebbero essere tenuti in debita considerazione: • usi energetici significativi, • obiettivi e programmi per lenergia, • obblighi-legislativi e altri requisiti sottoscritti • risultati degli audit precedenti, • non conformità.CB SGESez. 1 – Ed. 1
  113. 113. 4.6.4 NON CONFORMITA’, CORREZIONI, AZIONI CORRETTIVE E PREVENTIVE Lorganizzazione deve trattare le non conformità reali o potenziali e intraprendere correzioni, azioni correttive e azioni preventive. Il SGE deve assicurare le seguenti azioni organizzative:  Riesame delle non conformità e delle non conformità potenziali;  Identificazione della/e causa/e delle non conformità e delle non conformità potenziali;  Valutazione della necessità di azioni tese ad assicurare che le non conformità non accadano o non si ripetano;  Attuazione delle appropriate azioni;  Registrazione delle azioni correttive e preventive intraprese;  Riesaminare dellefficacia delle azioni correttive e delle azioni preventive intraprese.CB SGESez. 1 – Ed. 1
  114. 114. 4.6.4 NON CONFORMITA’, CORREZIONI, AZIONI CORRETTIVE E PREVENTIVE ESEMPI DI NON CONFORMITA’ Non Conformità maggiore Rif. 4.4.2 Il rendimento dell’impianto termico matr. 12345 risulta inferiore al valore limite previsto di 5 punti (vedere registrazione su libretto centrale del 10.10.08). L’impianto termico risulta ad oggi in funzione. L’Energy Manager dichiara che non risultano pianificate azioni correttive. Non conformità minore Rif. 4.7.2 Il Riesame della Direzione del 20.09.10 non considera tra gli input lo stato delle azioni correttive pianificate. Aree di miglioramento Rif. 4.6.1 Si raccomanda di migliorare la presenza di contatori dei consumi di energia elettrica.CB SGESez. 1 – Ed. 1
  115. 115. 4.6.5 CONTROLLO DELLE REGISTRAZIONI  Lorganizzazione deve stabilire e mantenere attive le registrazioni necessarie a dimostrare la conformità ai requisiti del proprio SGE.  Le registrazioni devono dimostrare le prestazioni energetiche raggiunte.  Lorganizzazione deve definire i controlli necessari per la gestione delle registrazioni, al fine di assicurare che le registrazioni siano e rimangano leggibili, identificabili e rintracciabili per il periodo di conservazione stabilito. Dovrebbero essere definiti almeno:  criteri di identificazione delle registrazioni,  luoghi di archiviazione,  tempi di archiviazione,  responsabilità di archiviazione.CB SGESez. 1 – Ed. 1
  116. 116. 4.7 RIESAME DELLA DIREZIONE  Lalta direzione dellorganizzazione ha la responsabilità di riesaminare e valutare periodicamente, ad intervalli definiti, ladeguatezza e lefficacia del SGE. INPUT • Risultati delle azioni dei precedenti riesami • Politica per lenergia. • Prestazione energetica e indicatori correlati. • Risultati della valutazione della conformità legislativa e modifiche agli obblighi legislativi e agli altri requisiti che lorganizzazione ha sottoscritto. • Grado di raggiungimento degli obiettivi e traguardi per lenergia. • Risultati degli audit interni del SGE. • Azioni correttive e preventive pianificate. • Prestazione energetica prevista per il periodo successivo. • Raccomandazioni per il miglioramento.CB SGESez. 1 – Ed. 1
  117. 117. 4.7 RIESAME DELLA DIREZIONE OUTPUT Il Riesame della Direzione dovrebbe evidenziare le decisioni e le azioni in merito a: • modifica della prestazione energetica, • modifiche della politica per lenergia, • modifica degli indicatori di prestazione energetica, • modifiche degli obiettivi, traguardi e programmi per lenergia coerentemente con limpegno al miglioramento continuo, • modifica delle risorse allocate  Le registrazioni del Riesame della Direzione devono essere conservate.CB SGESez. 1 – Ed. 1

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