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Senza pensieri ottobre 2010
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Senza pensieri ottobre 2010

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GIornale scolastico ottobre 2010

GIornale scolastico ottobre 2010

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  • 1. Notiziario Scolastico I.S.I.S Oscar Romero Anno 20102011 N° 1 Sciopero Studentesco p. 2 Bergamo Scienza p.14 Intervista a Laura Presti p.7-8
  • 2. Il ministro dell’istruzione Maria Stella Gelmini, lo scorso anno, sosteneva di voler ascoltare i suoi cittadini per soddisfare le esigenze degli studenti italiani. Per chi non se ne fosse ancora accorto, una delle finalità della riforma Gelmini, applicata in tutte scuole d’Italia, sembra non essere quella di migliorare un sistema scolastico con urgente bisogno di innova- zioni, bensì di tagliare i già miseri finanziamenti dati ogni anno alle scuole STATALI. Sembra, nonostante le buone intenzioni del ministro, che le parole di protesta di studenti e insegnanti siano rimaste inascoltate. Cosa vogliono gli studenti italiani? Noi glielo abbiamo chiesto ma, soprat- tutto, li abbiamo ascoltati! Anche a Bergamo, come in tutte le altre città italiane, l’8 ottobre 2010 è stata organizzata una protesta che ha coinvolto più di tremila studenti provenienti da tutte le scuole della bergamasca. Ragazze con i capelli raccolti, ragazzi con lo zaino… quella di venerdì 8 ottobre non è un occasione per fare nuovi incontri: gli studenti vogliono protestare in modo forte e convinto contro la nuova riforma! Si parte alle 9.30 dalla stazione di Bergamo e, attraverso via Papa Giovanni XXIII, si arriva in centro città. Dalle fine- stre qualche impiegato nascosto dietro le tende degli uffici incita la protesta e gli studenti rispondono con cori, applausi e grida, citando una delle più famose canzoni del movimento Unidad Popular: “EL PUEBLO UNITO JAMÀS SERÀ VEN- CIDO!”. Il corteo è guidato da un camion preso in affitto da alcuni studenti dell’ UDS (Unione Degli Studenti) che sventolano uno striscione con scritto: “Gioventù in ribellione a causa di uno stato in confusione”. Mentre si cammina i ragazzi prendono la parola e ognuno racconta la sua rabbia in modi diversi: c’è chi protesta contro le cattive condizioni della propria scuola urlando o con la voce rotta dal pianto, chi con un rap improvvisato grida “non ci sono i soldi, e noi siamo molti”. Durante la manifestazione viene bruciato un orologio con la foto del ministro, simbolo del “tempo che viene portato via agli studenti”. Si arriva in Città Alta accompagnati dalle testimonianze di alunni e docenti; stranamente non c’è il solito muro invalicabile tra professori e ragaz- zi, si percepisce che tutti combattono per lo stesso scopo. Il corteo si ferma, i ragazzi si siedono e seguono una serie di interventi da parte dei rappresentanti delle diverse scuole, dei docenti precari, degli universitari, dei membri di sindacati e partiti politici: “Dobbiamo essere uniti” dichiara un professore “e combattere con- tro una riforma che non è fatta per la scuola ma per la politica, per risanare il bilancio statale!”. Viene espres- sa solidarietà verso i docenti di tutta Italia, vittime della riforma e dei tagli alla scuola e agli stipendi. La manifestazione si conclude citando Che Guevara: “HASTA LA VICTORIA SIEMPRE, HASTA LA VICTORIA SIEMPRE, HASTA LA VICTORIA SIEMPRE!” ALESSANDRA CROTTI Gli studenti italiani gridano contro la riforma, NOI li abbiamo ascoltati! Senza pensieri a colori L’istituto Oscar Romero ha convenuto con la società “PIX MEDIA GROUP”, alla quale è stato affidato l’incarico di effettuare le foto di classe per l’anno scolastico in corso, la stampa dei primi due numeri di Senza Pensieri per l’anno 2010 2011. Ogni numero verrà stampato in 300 copie a totale carico della socie- tà. È stato così possibile migliorare la veste grafica grazie all’inserimento di quattro pagine a colori, le prime due e le ultime due, di ciascuno dei due numeri. Questo primo si presenta anche con una fogliazione mag- giore passando da dodici a sedici pagine. La stampa risulta, nel suo complesso, più nitida. Speriamo che tutto questo contribuisca a rendere Senza Pensieri ancora più piacevole e leggibile. 2
  • 3. Cosa ne pensa il nostro preside? Preside, in generale cosa ci può dire a proposito della nuova riforma dell’Istruzione? Preside: Bisogna innanzitutto premettere che c’era sicuramente bisogno di dare una svolta all’istruzione italiana, una svolta che mancava da almeno quarant’anni. L’ approccio degli studenti nei confronti della scuola ogni anno cam- bia mentre l’ Istituzione rimane piuttosto statica. Tuttavia questa riforma, come tutte le altre riforme, trova resistenza da parte di chi coinvolge perché il cambia- mento e l’abbandono di una certezza crea sempre e timore. Quali sono a suo parere gli elementi ne- gativi di questa riforma che ci coinvolge così da vicino? P: Innanzitutto devo precisare che essa non presenta solo elementi negativi ma anche positivi; sicuramente però quelli negativi prevalgono e sono: 1.Come ormai ben si sa, l’orario settima- nale di lezione è diminuito in quasi tutti gli indirizzi e ciò non grava tanto sulle conoscenze degli studenti, essendo il programma di studio rimasto pressoché invariato, quanto sulle loro competenze in quanto ora gli insegnanti avranno me- no tempo per approfondirle e migliorarle. 2. Sempre a causa delle modifiche all’orario scolastico, in questo primo me- se di scuola si sono ricevute numerose lamentele a causa dei disagi con i tra- sporti ancora non completamente adat- tatisi alle modifiche orarie delle scuole. 3. Altro fatto negativo è che prima della riforma, l’indicatore massimo di studenti in una classe era di ventisette alunni ora invece è di trenta; questo dato sicura- mente non agevola né i professori né gli studenti . Questi sono solo i principali problemi fino ad ora riscontrati. Tutto ciò, a mio avviso, è dovuto al fatto che si è messo come base della riforma il taglio dei fondi da impiegare nell’istruzione pubblica, limi- tando così le risorse di cui essa necessita. Secondo lei, ha senso protestare? P: Ha sempre senso protestare per una causa giusta, in questo caso da una parte bisogna lasciare il tempo a tutti di abi- tuarsi ai nuovi cambiamenti dall’ altra parte bisogna lavorare per gestire al me- glio questo momento di transizione cer- cando di costruire una scuola che rispon- da sempre di I PRO E I CONTRO DELLA NUOVA RIFORMA DELL’ISTRUZIONE. 3
  • 4. più alle nuove richieste della società e del- le giovani generazioni. Sono però d’accordo sul fatto che il Ministro Gelmini poteva ascoltare di più le richieste di do- centi e studenti rendendoli più partecipi dei cambiamenti in atto. Cosa dice la Prof.ssa Ferraris? Prof.ssa, può esprimere un giudizio com- plessivo su questa riforma? Prof: La riforma ci voleva proprio ma poteva essere organizzata meglio; ad e- sempio doveva essere valida solo per le prime di quest’anno le quali sapevano a cosa andavano incontro scegliendo una data scuola piuttosto che un’altra, mentre non doveva coinvolgere le seconde, le terze, le quarte e le quinte che avevano già iniziato un percorso di studi per loro del tutto soddisfacente; così facendo, queste classi adesso si ritrovano a fare i conti con una realtà non prevista e non del tutto gradita. Secondo lei, è giusto protestare? Prof.: Eccome! E’ giusto protestare ma solo al fine di migliorare una situazione di disagio, non di creare disordini. Inoltre, chi sciopera deve andare in piazza a mani- festare con i suoi compagni non approfit- tare della situazione per oziare a casa. E ora sentiamo anche il parere di uno stu- dente: Daniele Cugini. (5^E) Che giudizio dai alla riforma Gelmini? So di andare controcorrente ma io non posso che averne un giudizio positivo! Impossibile! Dunque non hai proprio nul- la da ridire in proposito? Bé, anche se sono a favore ritengo che forse poteva essere imposta gradualmen- te, una novità alla volta, non tutto insie- me: questo ha costretto docenti e studen- ti a confrontarsi con una realtà nuova im- provvisamente, creando così rancori e proteste. Ovviamente dispiace anche per la progressiva abolizione delle gite d’istruzione come forma di protesta verso il recente taglio dei fondi destinati a tali attività. Qual è la novità che più ti entusiasma? Anche se è una novità riguardante solo il nostro istituto, sicuramente è il doppio intervallo! E’ una grande agevolazione per chi ogni giorno ha lezione fino alle 14.00 perché rende l’intera mattinata meno pe- sante! Che ci dici delle proteste? Sei a favore? No, protestare non ha senso e non porta mai a nessun risultato a nostro favore. KHADIJA EL OUARDY E BOUCHRA RAFIQ 4
  • 5. I docenti dell’ ISIS “O. Romero” di Albino (BG), riuniti in assemblea sindacale in data 5 ottobre 2010, esprimono il loro netto dissenso verso una politica scolastica che depotenzia e dequalifica la scuola pubblica quale luogo privilegiato di formazione per i giovani, futuro del nostro Paese. Come già preannunciato a genitori e studenti nel documento diffuso nel mese di aprile scorso, gli effetti più immediati del riordino degli indirizzi di studio (riforma Gelmini) e dei provvedimenti ad esso collegati sono stati: In seguito a tutto ciò, i docenti dell’ ISIS “O. Romero” denunciano la loro crescente difficoltà 1. L’aumento del numero di studenti per classe fino a punte di 31-32 (anche in presenza di si tuazioni di disagio); 2. Il radicale ridimensionamento orario di molte discipline nelle prime di tutti i corsi di studi ed addirittura la scomparsa di alcune di esse anche qualificanti per l’indirizzo di studi; emblemati- co è il caso di musica eliminata completamente dal piano di studi del liceo delle scienze uma- ne, così come di diritto e legislazione sociale, eliminata dal quinto anno dello stesso liceo; 3. La diminuzione delle ore di lezione settimanali (comprese le ore di lingua straniera) anche per le classi seconde, terze e quarte ITC e IPC del vecchio ordinamento che ha cambiato in corso d’opera il percorso scolastico già intrapreso dai ragazzi; 4. L’impossibilità di conseguire la qualifica professionale alla fine del terzo anno per che inizia a frequentare l’istituto professionale; 5. La riduzione del numero dei docenti, inclusi gli insegnanti di sostegno, e del personale non docente quando il numero degli studenti è aumentato rispetto allo scorso anno scolastico; 6. La costante riduzione delle risorse finanziarie destinate alla scuola pubblica che determina l’impoverimento dell’offerta formativa. 1.Nell’affrontare quotidianamente il compito sempre più arduo di attuare il proprio progetto didattico, visto che il numero degli alunni che un docente deve seguire è ormai giunto media- mente ben oltre i 100 ed è destinato ad aumentare ancora nei prossimi anni; 2.Nel mantenere il numero e la qualità delle attività complementari che arricchiscono il Piano dell’Offerta Formativa e che caratterizzano l’Istituto da molti anni (stage linguistici, certifica- zioni linguistiche, stage aziendali, teatro, riorientamento al biennio ed orientamento in uscita, sportello di primo ascolto, visite e viaggi d’istruzione, Coro Romero, portale web, patente ECDL, patentino per ciclomotore, laboratorio interculturale, campionati sportivi studenteschi, Olimpiadi di matematica… ) perché il tempo impiegato al di fuori delle aule scolastiche per la loro organizzazione e realizzazione è sempre più ignorato o disconosciuto; 5
  • 6. Contestualmente, i docenti sottolineano come, penalizzando ulteriormente stipendi che sono già fra i più bassi in Europa, i provvedimenti finanziari dispongono per il personale della scuola: Si aggiunga il fatto che all’ Istituto “O.Romero”: Nel documentare la situazione i docenti intraprendono, con profonda amarezza, le seguenti ini- ziative di protesta chiedendo il sostegno di famiglie e studenti, con l’obiettivo di richiamare con forza l’attenzione di tutta la società civile sulla politica di impoverimento ormai costante dell’offerta scolastica pubblica che si sta già traducendo in una minore qualità della formazione dei nostri ragazzi. Si decide quindi per l’anno scolastico in corso: In ogni caso, i docenti dell’ ISIS “O. Romero” vogliono sottolineare che, nonostante tutto, senza com- pensi aggiuntivi o con compensi inadeguati rispetto all’impiego di energie, tempo e all’assunzione di responsabilità civile e penale che queste richiedono, continuano a dare il loro indispensabile contributo al mantenimento di tutte le restanti attività integrative previste per gli studenti dell’Istituto. Albino, 5 ottobre 2010 Documento sottoscritto da 64 docenti dell’istituto ISIS “O. Romero” Due docenti hanno firmato con riserva: uno perché avrebbe voluto anche la sospensione di Comenius e Otzenhausen, l’altro perché il documento non specifica che non sono sospese le attività Learning week, progetto la cui assegnazione all’Istituto da parte dell’Ente erogante non era ancora certa al momento in cui il documento è stato sottoposto per la sottoscrizione. 1.Non sono ancora stati erogati i fondi per il pagamento delle supplenze per l’a.s. 2009/2010: 2.Non è ancora stato erogato il credito di oltre 250.000 euro che l’Istituto vanta nei con- fronti dell’Amministrazione statale; 3.Resta da verificare la sicurezza delle aule scolastiche che si trovano ad ospitare un nu- mero di alunni superiore a quello per cui sono state progettate. 1.La sospensione delle visite e dei viaggi di istruzione di uno o più giorni sia in Italia che all’estero; 2.La sospensione degli stage linguistici, salvo le attività multiculturali già avviate in se- guito ad accordi con altre scuole europee (progetto Comenius, Accademia europea di O- tzenahausen) 3.Di non dare disponibilità ad effettuare supplenze per la sostituzione dei colleghi assen- ti; 1.Il blocco del rinnovo contrattuale per il triennio 2010-2012 con pesante ricaduta econo- mica in termini retributivi e contributivi non recuperabili; 2.Il blocco economico e giuridico degli scatti di anzianità con conseguente e ulteriore rica- duta sugli importi di pensione e liquidazione; 3.L’eliminazione dell’indennità di missione per viaggi di istruzione e stage linguistici all’estero, che nega ogni valore al tempo che i docenti hanno sempre dedicato a queste 6
  • 7. 1. Come hai saputo della possibilità di effettuare uno scambio all'estero? Lo scorso anno una mia amica ha fatto uno scambio di un anno in Cina e anche mio fratello è stato per due mesi in Su- dafrica, me ne hanno parlato e così ho deciso di partire. 2. Come mai una decisione del genere? ti mancano la tua famiglia e i tuoi ami- ci? Ho deciso di fare quest’esperienza per- chè volevo conoscere una nuova cultura e avere un diverso punto di vista. In più credo che a quest’età un'esperienza del genere aiuti molto a crescere. Fortuna- tamente per ora non sento molto la mancanza di casa, famiglia e amici. 3. Cosa hai dovuto fare per prepararti allo scambio? Nel mese di maggio ho avuto delle riu- nioni chiamate “Orientations” in cui vo- lontari di questa associazione mi hanno dato alcuni consigli su come comportar- mi e come riuscire ad instaurare un rap- porto con la famiglia ospitante: cercare subito di chiarire le regole della casa (per esempio se si deve aiutare a pulire o cose del genere), chiedere il permesso per uscire e iniziare a capire come fun- ziona la vita in casa. 4. Quali sono state le tue prime impres- sioni quando sei arrivata? L'Honduras è un paese sottosviluppato e vedere le baracche ai lati della strada in cui vivono delle persone fa veramente impressione. La cosa veramente positiva è l'amore che le persone danno, credo sia qualcosa di magnifico; tutti sono gentili: anche se non hanno niente fan- no di tutto per aiutare. 5. Descrivici la tua giornata tipo ( cosa fai a scuola, nel week end, cosa studi etc)? Qui il sole sorge più o meno tra le 5.00 e le 6.00. Verso le 6.30 mi alzo e mi pre- paro per andare a scuola: doccia, cola- zione e uniforme. Il mio “papà ospitan- te” mi accompagna a scuola con mia sorella, che però non frequenta il mio stesso istituto. Le lezioni iniziano alle 7.20, ci sono 9 ore da 40 minuti, alle 10.00 si fa un piccolo intervallo di 20 minuti e alle 12.20 si va a pranzare. Alle 14.20 esco da scuola, dopodiché torno a casa, faccio i compiti e a volte esco con i compagni di scuola o con mia sorella. Di seguito l’ intervista a Laura Presti, una studentessa di 4^M che, in questo momento, essendo coinvolta in un’attività di scambio, si trova in Honduras. 7
  • 8. Alle le 18.30 la cena è pronta, solita- mente si mangia pollo con riso e tortil- las; la dieta non è molto variegata, la maggior parte dei cibi non sono fritti, però si sopravvive! Durante il sabato non si va a scuola mentre nel week-end, come in Ita- lia, si esce, si va in discoteca, oppu- re a una festa a casa di qualche amico! 6. Quali sono le difficoltà più gran- di che hai dovuto affrontare du- rante questa esperienza? La difficoltà maggiore è stata la lingua, soprattutto durante i primi giorni, ma anche il fatto di dover cono- scere nuove persone che fanno sempre le stesse domande. È un’esperienza dav- vero stancante perché in classe i compa- gni parlano inglese, visto che quella che frequento è una scuola bilingue (ci sono lezioni in spagnolo e altre in inglese), mentre in casa nessuno lo parla, quindi, la prima settimana, è stato davvero diffi- cile capirsi. Ora anche in classe con i miei compagni cerco di parlare spagno- lo. 7. Quali sono le differenze principali tra il sistema scolastico italiano e quello dell’ Honduras? Una delle differenze principali è l'unifor- me che, tutto sommato, non è poi così male: non si perde tempo a pensare co- sa indossare se si è obbligati a metterla! Rispetto all’Italia ci sono molte attività differenti; io, per esempio, essendo all'ultimo anno durante la mattina del sabato devo fare un’attività chiamata “lavoro sociale” che consiste nel pianta- re alberi; trovo che sia curiosa, anche se ancora non ne ho capito bene la finalità. 8. Cosa dovrai fare per poter frequen- tare la quinta una volta tornata in Ita- lia? Dovrò fare un esame sulle le materie che in Honduras mancano e recuperare tutto il programma dell'anno; non credo sarà una cosa facile, intanto ho portato da casa il programma di quarta e i libri di arte e storia che posso iniziare a stu- diare qui ricavando qualche informazio- ne da internet. 8
  • 9. Da dove vieni? Vengo da Hong Kong, in Cina Perché hai scelto proprio l’Italia come meta del tuo scambio? Perché, non essendo mai andata all’estero, penso che l’Italia sia un paese rappresentativo dell’Europa per la cultura, le mete turistiche, la lingua … Quale è la cosa che ti ha colpito di più quando sei arrivata in Italia? La cosa che più mi ha colpita è stata la cordialità e la confidenza con cui voi italiani accogliete gli ospiti, in particolare il fatto che vi salutate con due baci. Per noi, in Cina, sarebbe un gesto di gran maleducazio- ne, soprattutto fatto verso una persona più anziana a cui bisogna sempre portare molto rispetto, però mi piace! Ti trovi bene con la famiglia che ti ospita? Sì, sono veramente gentili mi aiutano a risolvere i problemi e ad affrontare le difficoltà che inevitabil- mente mi si presentano ogni giorno. Spesso mi portano a fare delle passeggiate; domenica, per esempio, siamo andati in montagna a fare un picnic, un’altra volta invece abbiamo visitato Bergamo. Ovviamente non posso ancora uscire da sola, altri- menti mi perderei sicuramente! Come ti è sembrata l’Italia fin ora? Piena di chiese!!!! È impressionante quante ce ne sono ma soprattutto è impressionante il numero di capolavori che c’è all’interno! Quali sono le principali difficoltà a scuola? Ovviamente la lingua è un problema enorme perché devo costantemente pensare ed esprimermi in inglese … è davvero stancante! Ci sono anche mate- rie che in Cina non avevo mai studiato come filosofi- a, latino e chimica e penso che siano veramente complesse! In più c’è il problema della scrittura: cerco di copiare il più possibile ciò che viene scritto alla lavagna ma a volte non riesco a decifrare la calligrafia degli insegnanti!!! Quali sono le principali differenze fra la scuola italiana e quella cinese? Innanzitutto in Cina siamo molti di più in classe e poi facciamo molti esercizi di copiatura. L’interazione con gli insegnanti qui per me è stata sconvolgente! Per quanto rimarrai in Italia? Rimarrò per undici mesi, da settembre a luglio. Non ti mancano i tuoi amici e i tuoi genitori? Sì è naturale,però sono partita da casa con impressa nella mente l’idea che non li avrei rivisti per molto tempo quindi diciamo che mi ero preparata! ANNA DIABATE / ALESSANDRA CROTTI 9. Cosa cambieresti del mondo scolastico italia- no rispetto a quello della tua attuale scuola? Come sistema scolastico credo che sia migliore quello italiano; l’Honduras è un paese sottosvilup- pato però la mia scuola è una della migliori della città e, per questo, è bilingue! Il fatto che alcune lezioni siano in inglese è un dettaglio interessante e penso che questa cosa sarebbe molto utile an- che in Italia visto che il nostro inglese non è dei migliori! 10. Cosa ti mancherà di più quando dovrai torna- re in Italia? Penso che la cosa che mi mancherà di più sarà il clima, fa un caldo spettacolare e siamo in inver- no! Adesso siamo nella stagione delle piogge, nonostante ciò non fa per niente freddo! Ovvia- mente mi mancheranno le persone che ho cono- sciuto e che conoscerò e credo anche tutte le abitudini, le usanze, le tradizioni che qui ci sono e che purtroppo in Italia mancano! ASIA ACQUAROLI DIRETTAMENTE DALLA TERRA DEL SOLE NASCENTE… ECCO A VOI YUNG SIN HANG!!! Ecco l’ intervista a Yung Sin Hang, diciassettenne di Honk Hong, ospite della 3^ T. 9
  • 10. La città di Honk Hong è diversa dal resto della Cina: in passato era stata in- fatti una colonia Britannica per circa un secolo e ciò ha comportato la presenza di un gran numero di tradizioni tipicamente inglesi. Anche la lingua è differente: ad Honk Hong si parla Cantonese mentre nel resto della nazione si parlano un gran numero di altre lingue tutte, naturalmente, derivanti dal cine- se. In cinese non ci sono tempi passati o futuri come in Italiano o in Inglese. Semplicemente, per espri- mere un azione avvenuta in precedenza o che de- ve accadere, si aggiunge “ieri” o “domani” alla fra- se. Il verbo “andare” in cinese si scrive: 我去 Io vado 你去 Tu vai 他去 Egli va Ad ogni simbolo corrisponde un gruppo di suoni. Per esempio: 美 麗si usano questi simboli per dire “bello” mentre questo 丽ha lo stesso significato ma è più semplice da scrivere 烏 龜significano “tartaruga” 山 vuole dire “montagna” 我在做功課 significa “sto facendo i compiti” 愛 vuole dire “amore” 亞歷山德拉 (Alessandra) Crotti 10
  • 11. ll 18 settembre 2010 in Piazza del Plebiscito a Napoli si è tenuta, come ormai tradizione dal 2007, l’assegnazione della canzone dell’estate. Il concorso, le cui votazione sono iniziate il 15 luglio, ha visto numerosi partecipanti, ma solo dieci sono arrivati in finale: il duo dei Sonohra con “Good luck my friend” , “Stanco (Deeper inside) di Marco Mengoni, i Dari con la loro “Più di te”, l’eccentrica Katy Perry con “California Gurls”, i Finley con “Un’altra come te”, “Il cantante” dei Lost, la sensuale Shakira con il tormentone “Waka waka”, Mika con “Kick Ass”, la coppia Broken Heart College con “Io voglio te” e Cheryl Cole con “Fight for this love”. Durante l’evento musicale si sono esibiti i cantanti in gara e non solo loro: sul palco di MTV The sum- mer song sono saliti grandi cantanti internazionali tra i quali i Due di picche, Maroon 5, Giuliano Palma, N.E.R.D e Mads Langer. Al termine dello show sono stati assegnati, oltre al premio “The Summer Song”, anche altri due premi : quello della critica e quello di Mtv Italia asse- gnato da una giuria interna. Il premio della critica è stato assegnato a Cesare Cremonini con l’ascoltatissima “Mondo”, canzone scritta e arrangiata insieme a Jovanotti, mentre il premio Mtv Italia se lo sono aggiudicato N.E.R.D e Nelly Furtado. I vincitori di MTV The Summer Song infine sono stati i Sonohra seguiti da Marco Mengoni e dall’eclettico gruppo dei Dari. Il prossimo appuntamento con la Music Tv sarà il 7 novembre 2010 con gli Europe Music Awards a Madrid a cui parteciperanno anche molti artisti di casa nostra tra cui Malika Ayane, Nina Zilli e Marco Mengoni. Che anche questa volta vinca il migliore, e se il migliore sarà italiano ben venga! Good luck singers! CRISTINA PALAMINI Shrek è un film di animazione Dreamworks. Shrek è un orco solitario che vive nella sua palude. Nel primo capitolo Shrek conosce Ciucchino (doppiato da Eddie Murphy) e insieme affrontano Dragona per liberare la principessa Fiona. Shrek e Fiona si innamorano, ma Fiona ha un segreto: al calar del sole la principessa si trasforma in un orchessa, al sorgere del sole torna ad essere una bellissima ragaz- za. Col primo bacio di vero amore Fiona assume la sua vera forma ovvero quella di orchessa. Nelle avventure successive i due innamorati dovranno difendere il loro amore aiutati da tutti i loro amici. In questo periodo possiamo vedere l’ultimo capitolo della saga al cinema in 3D. Buona visione! MARCO PALAZZI 11
  • 12. Nascosti nel nostro istituto ci sono molti “piccoli talenti” che cantano, suonano e compongono canzoni. Quest' anno ve ne faremo conoscere alcuni: Intervista a Lorenzo Pasini, classe 3^E Che strumento suoni? Suono la chitarra elettrica, più precisamente una Jackson. Da quanto tempo suoni? Da circa quattro anni. Che genere suoni? Metal Come hai studiato il tuo strumento fin ora? Ho studiato per tre anni chitarra classica mentre ora mi sono dedicato alla chitarra elettrica come au- todidatta. Suoni altri strumenti? No, mi voglio dedicare solo alla chitarra anche perché il percorso per diventa- re veramente bravi è lungo e non si smette mai di imparare. Come mai hai scelto proprio la chitarra? Perché secondo me è uno strumento molto versatile e quindi adatto a coprire una vasta gamma di gene- ri, ha una sonorità fantastica e inoltre contribui- sce a costruire atmosfera in un brano. Gli altri strumenti, come il basso o la batteria, danno invece il ritmo che, nel metal, è l' essenza della canzone. Come mai proprio il metal? Perché trovo sia un genere molto vario che regala qualsiasi tipo di emozione a seconda del sottoge- nere e dal momento in cui lo si ascolta. Qual' è il tuo gruppo preferito? Mi piaccio- no molto i Children of Bodom Quali sono i migliori chitarristi dai quali trai ispirazione? Que- sta è una domanda veramente difficile perché di chitarristi in gamba ce ne sono a bizzeffe in ogni genere musicale. Quelli che prediligo sono Alexi Laiho, Muhammed Suiçmez, Jeff Loomis e Dimebag Darrell. Suoni in qualche gruppo? Sì, suono nei “With Out” Avete già alcune date di concerti? Per ora no, anche perché i nostri brani sono ancora in fase di composizione, ma appena saranno pronti certa- mente faremo sentire la nostra musica! SARA EPIS Finally, we can tell all the school about our Exchange week!!! Last year, thanks to the Comenius’ project we did a language exchange with Hungarian stu- dents. It was a very exciting, fantastic and useful experience that we won’t never forget be- cause we improved our English a lot and now we can speak English more fluently! We also knew a lot of nice Hungarian people, not only our partners. Moreover, we had a great time doing trips, parties and enjoying our selves during the exchange week!!!! SO, IT’S AN UNFORGETTABLE EXPERIENCE THAT YOU MUST TRY BECAUSE IT’S WORTH IT!!! BOUCHRA RAFIQ / KHADIJA EL QUARDY 12
  • 13. Le origini di Halloween sono antichissime: risalgono ai tempi in cui il Regno Unito era dominato dai celti, prima ancora della comparsa dell’ Impero Romano. Secondo la tradizione celta l’anno nuovo non inizia l’1 gennaio, ma il primo giorno di novembre, considerato il termine della stagione calda e l’inizio di quella del freddo e delle tenebre. I celti alla fine del mese di ottobre concludevano il lavoro nei campi e si preparavano a passare l’inverno chiusi al caldo delle loro case, preparando utensili e raccontandosi storie e leggende da- vanti al fuoco. Ciò era il pretesto per organizzare la festa più importante dell’anno: la vigilia del primo di novem- bre, che consisteva in una sorta di Capodanno dedicato al dio “Samhain”, considerato il Principe delle Tenebre e il Signore della Morte. Si credeva che alla vigilia di ogni nuovo anno, il 31 ottobre, Samhain chia- masse a sé tutte le anime dei morti che vivevano in una landa di eterna giovinezza e felicità; si temeva che, in questa giornata, tutte le leggi del tempo e dello spazio fossero sospese, permettendo al mondo degli spiriti di unirsi a quello dei viventi. Nell’ultima notte dell’anno, i celti si riunivano nei boschi e sulle colline per la cerimonia di accensione del Fuoco Sacro e facevano sacrifici animali; poi ritornavano al villaggio vestiti con maschere bizzarre, facendosi luce con lanterne costruite con cipolle intagliate contenenti le braci del Fuoco Sa- cro. Dopo questi riti si travestivano con le pelli degli animali uccisi per spaventare gli spiriti. Durante il periodo di cristianizzazione dell’Europa, la Chiesa tentò di sradicare i culti pagani, ma l’influenza di quello di Samhain sopravvisse. La religione cristiana celebra il 2 novembre, Giorno dei Morti, dedicato alla memoria delle anime delle persone scomparse”. In inglese Ognissanti si chiama “All Hallows’ Day”, mentre la vigilia “All Hallows’ Eve”; con il passare dei secoli, queste parole si sono trasformate in “Hallows’ Even” e successivamente in “Halloween”. Nel 1800 migliaia di irlandesi furono costretti ad emigrare negli Stati Uniti d’America portando con sé numerose usanze, compreso il festeggiamento di Halloween. Con il passare degli anni questa celeberrima festa ha perso i suoi significati rituali e religiosi, divenendo un’occasione per organizza- re divertentissimi “party”. L’abitudine di mascherarsi ad Halloween deriva probabilmente dall’usanza dei celti di ricoprirsi con le pelli degli animali sacrificati per spaventare gli spiriti e allontanarli dai villaggi. La tradizione dei bambini di bussare alla porta delle case chiedendo: “Trick or Treat?” (“dolcetto o scherzetto?”), deriva sempre da una consuetudine celtica, quella di lasciare cibo e latte fuori dalle porte delle case, sperando di evitare le malefatte degli spiriti e di mandarli via. Due secoli fa, quando gli irlandesi sbarcarono in America, scoprirono che per costruire le lanterne, le zucche erano molto più adatte di rape e cipolle; quindi la famosissima “Jack o’Lantern” viene ricavata da una zucca da soli 100 anni! Negli ultimi anni anche in Italia si è diffusa la festa di Halloween, che ha assunto un tono prevalen- temente scherzoso, tralasciando i caratteri culturali e simbolici per soffermarsi invece sull’uso delle maschere, dei travestimenti e soprattutto al divertimento fine a se stesso. ALICE ROTA 13
  • 14. Quello a cui hai preso parte è un laboratorio ludico: in cosa consiste e in che modo il gioco avvicina i bambini alle scienze? Nel corso del laboratorio i bambini partecipano sia passivamente che attivamente alla presenta- zione dei diversi oggetti: dapprima si mostra loro il giocattolo e come funziona, poi si svelano con semplici parole le leggi fisiche che vi sono celate e successivamente si consolidano le conoscenze giocando. (ARIANNA NICOLI) Quanto è importante secondo te avvicinare i giovani alle materie scientifiche? Iniziare fin dai primi anni della scuola materna e elementare a dare delle basi scientifiche ai bambi- ni è fondamentale anche se bisogna comunque fare molta attenzione a come ci si pone nei loro confronti: per potere iniziare sin da piccoli a dare loro una formazione scientifica è bene assumere un linguaggio semplificato e selezionare argomen- ti che anche i più piccini, a modo loro, siano in grado di capire. (CLAUDIA MELONI) È stato difficile giocare con i bambini spiegando loro principi fisici anche se elementari? All’inizio pensavamo che fosse la cosa più difficile perchè dovevamo esprimerci con parole semplici, ma nello stesso tempo spiegare cose non del tutto banali. Fin dall' inizio però i bambini ci sono sembrati molto preparati e pronti a sperimentare cercando di trovare da soli le risposte alle doman- de che ponevamo loro. (CHIARA AZZOLA E CLAU- DIA MELONI) Timori e perplessità iniziali? Inizialmente quando il Professor Cavagna mi ha spiegato in cosa consisteva questo laboratorio ero un po’ preoccupata perché era la mia prima espe- rienza pedagogica, ma dopo avere partecipato alla formazione che mi ha reso le idee più chiare, ho abbandonato questo timore e mi sono buttata. A questo proposito ringrazio il professore che ci ha trasmesso tutto il suo entusiasmo, e che ci ha dato utilissimi consigli di didattica e non solo. (CHIARA AZZOLA) Ti era già capitato di giocare da piccola con alcu- ni dei giochi presenti nella mostra? Alcuni sono giocattoli comuni che già i nostri non- ni utilizzavano. Quindi sì, ci era già capitato di conoscerne alcuni; qualche volta ci giochiamo ancora oggi, ad esempio schiacciando una botti- glia e sparando in aria il tappo. (CHIARA AZZOLA E ARIANNA NICOLI) In questo numero parliamo di giovani e scienza: l’occasione è l’ottava edizione di Bergamo Scienza, 17 giorni di cultura e divertimento. 180 eventi e già oltre 61.000 le prenotazioni complessive: 23.000 i privati e 38.000 gli studenti per un totale di 1.580 scuole. Persone che vengono da tutta Italia per assistere ai laboratori, alle mostre e alle conferenze che propone Bergamo Scienza in questa manifestazione culturale. Tra le tante iniziative c’è anche la mostra “Scienza in altalena”, ideata dalla Casa delle arti e del gioco fondata da Mario Lodi e realizzata in collaborazione con la Cooperativa Sociale “La Fenice”. Il motto della mostra: “La storia del passato e l’arte come specchio del presen- te, come risorsa per conoscere il mondo ed avere strumenti adeguati per leggerne i cambiamenti”; Questa mostra espone giocattoli scelti apposita- mente per restituire ai bambini il piacere di scoprire, giocando, nozioni scien- tifiche e abilità tecniche necessarie per costituire un buon bagaglio culturale. A fare da guida per la prima volta alcune studentesse del Liceo Socio Psicope- dagogico dell’ istituto Romero. A loro alcune domande riguardanti la recente esperienza. 14 2
  • 15. Quanto è stato importante, anche e soprattutto dal punto di vista della tua formazione personale prendere parte a questa iniziativa? Credi che interagire in maniera diretta ti abbia aiutato a mettere in atto ciò che durante questi 4 anni di scuola hai studiato in materie come psicologia, pedagogia e sociologia? E' stata un' esperienza utilissima perchè ci ha per- messo di interagire con bambini di diverse età e ci ha inserito in quello che un giorno potrebbe esse- re il nostro campo lavorativo. Ciò che abbiamo studiato finora è stato senz'altro importante e questa è stata l’occasione per mettere in atto alcune delle conoscenze acquisite. (CHIARA AZZO- LA E CLAUDIA MELONI) Cosa ti ha entusiasmato o sorpreso maggiormen- te? La cosa più entusiasmante per me è stata vedere i ragazzi che con giochi come le trottole o piccoli paracaduti artigianali si stupivano e divertivano esattamente come i bimbi di un tempo. (CHIARA AZZOLA) Quello che mi ha più stupito è stato il vedere una bambina di 10 anni ricavare da sola la formula di Gauss! (formula matematica veramente comples- sa per quell’età). (CAMILLA CARRARA) SARA EPIS / ALICE MUTTI Il WWF è la più grande organizzazione mondiale per la conservazione e la difesa della natura. La sigla WWF indica “World Wide Fund for Nature”(fondo mondiale per la natura). Questa associazione fu fondata l'11 settembre 1961 in Svizzera da un gruppo che comprendeva, tra altri studiosi, il biologo Julian Huxley. Il WWF opera praticamente in tutti i paesi del mondo: Italia, Francia, Stati Uniti, Sud Africa, India, Nuova Ze- landa... Tante lingue diverse, un unico grande sogno: costruire un mondo di armonia tra l’uomo e la natura, fermando la devastazione dell’ambiente e del pianeta. Per realizzare questo sogno il WWF continua a combattere per: conservare la biodiversità del pianeta; assicurare che l'uso di risorse naturali rinnovabili sia sostenibile; promuovere misure per la riduzione dell'inquinamento e degli sprechi di risorse. Rispetto a ciascuno di questi scopi, il WWF si prefigge degli obiettivi che gestisce con oltre 1200 progetti all'an- no in tutto il mondo. Un esempio di progetto realizzato in Italia è stato quello di creare più di 100 Oasi, cioè aree protette dove tanti animali hanno trovato rifugio, salvandosi spesso dall’estinzione. Altri progetti riguardano la salvaguardia di un simpatico animale: andiamo a conoscerlo: PROCIONE LAVATORE Nome scientifico: Procyon lotor Famiglia: Procionidi Dove vive: America settentrionale e centrale. Venne importato per allevamento in Europa meridionale e in Nuova Zelanda, dove si è acclimatato. Vive prevalentemente sugli alberi o comunque nelle foreste, nei pressi di laghi o fiumi. È capace di vivere anche sottoterra. Specie a rischio: Il procione vive per lo più nei boschi, la sua casa però è in pericolo a causa del disboscamento. Cosa fa il WWF: Il WWF si impegna in queste aree per proteggere gli ambienti importanti per la sopravvivenza del procione lavatore. Curiosità: Il procione è un animale tipicamente notturno, è molto abile nell’arrampicarsi. Mangia di tutto, ma è ghiotto di pesci e crostacei che immerge nell’acqua prima di mangiare, proprio per questo si chiama “Procione Lavatore”. Inoltre non vede i colori tranne il verde. 15
  • 16. A quanto pare non tutti a scuola hanno ben chiara l’ importanza della raccolta differenziata…o semplicemente fanno fatica a capire dove buttare le bottigliette, dove i fazzoletti, dove le lattine ecc… Ma c’ è una soluzione a tutto: d’ora in avanti nes- sun indeciso dovrà più lanciare una moneta per decidere dove buttare i propri rifiuti; basterà lanciare un’ occhiata ai fac-simile posti sopra ciascun bidone del Romero!! Quante se ne inventano per il bene del pianeta!!! Per non dimenticare… Quanti si ricordano la campagna “raccolta tappi”? In linea gene- rale possiamo dire che l’ obiettivo era raccogliere i tappi di pla- stica, venderli a ditte private che li riciclano e ricavare così il denaro necessario per costruire dei pozzi d’ acqua in africa. Questo breve articolo ha lo scopo di fare chiarezza su questa campagna e ,soprattutto, metterne in luce i risul- tati e gli obiettivi raggiunti. 1 tappo = 4,25 centesimi di euro 1 tonnellata = 170 euro La Caritas Diocesana di Livorno in collaborazione della ditta Galletti Ecoservice ha dato il via a questa campagna. OBIETTIVI: 2001- acquisto di carrozzina per una missione in Malawi.OBIETTIVO RAGGIUNTO 2002- Il “Centro Mondialità” organizza una raccolta su larga scala per realizzare un sistema idrico completo di pozzi,centrale di pompaggio e fontane a Bahi, in Tanzania.OBIETTIVO RAGGIUNTO 2005- Un acquedotto per 5 villaggi della tanzania. OBIETTIVO RAGGIUNTO: € 19808,91 ricavati. 2006- estensione rete idrica e nuovi pozzi per il villaggio di Zuzu, in Tanzania. OBIETTIVO RAGGIUNTO:€ 38.250,00 ricavati. 2007- fornire una fonte pulita a poca distanza dalle abitazioni nel villaggio di Chololo. OBIETTIVO RAGGIUNTO 2008- 8 pozzi per 8 villaggi. OBIETTIVO RAGGIUNTO: € 76.144,12 ricavati 2009- riattivazione dell’acquedotto del villaggio di Mulundu- zi. OBIETTIVO RAGGIUNTO:€ 40.000,00 ricavati. 2010- richiesta di molti villaggi dei Distretti di Chamwino, Mpwapwa, Konda e Bahi per la costruzione di impianti idrici. VIA ALLA RACCOLTA!!! ALESSANDRA ROTA A parte gli scherzi… perché riciclare? - diminuire i costi legati allo smaltimento dei rifiuti - smaltire in modo adeguato i rifiuti pericolosi, con minori rischi per la salute e l’ambiente - frenare lo sfruttamento di pre- ziose risorse, in molti casi già scarse in natura. - ridurre la massa dei rifiuti da smaltire, che sono di per sé un problema 16
  • 17. Elezioni consiglio d'istituto 14-15/11/10 Tutti coloro che vogliono far parte della redazione di Senza Pensieri sono i BENVENUTI!!! È possibile contattare Alessandra Crotti in 5^L Redazione Direttore: Alessandra Crotti Vice-direttore: Asia Acquaroli Grafica: Alessandra Rota Agnese Manara Alice mutti Alice Rota Anna Diabate Antonio Gallo Bouchra Rafiq Cristina Palamini Daniela Asperti Daniela Cominardi Khadija El Ouardy Marco palazzi Sara Epis 17

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