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Senza pensieri - marzo 2011
 

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    Senza pensieri - marzo 2011 Senza pensieri - marzo 2011 Document Transcript

    • Anno 2° Numero 3 Senza PensieriNotiziario dell’Istituto O. RomeroGiornata della Memoria con Nedo Fiano LIM & TABLET Monteore 2011
    • Monteore 2011 Come è andato il Monteore 2011?Anche quest’anno, nonostante la riduzione da tre a due giorni, il Monteore si è svoltonell’entusiasmo generale. Complessivamente i corsi organizzati hanno riscosso molto succes-so e possiamo concludere che quello di quest’anno è stato uno tra i Monteore meglio riusciti.Di seguito, le recensioni di alcuni tra i corsi proposti dalla commissione; il resto sarà pubblica-to nel prossimo numero insieme ad una risposta alla fatidica domanda: che fine ha fatto la ter-za giornata di Monteore che ci spetta? Rock & MetalPer il secondo anno consecutivo è statoorganizzato durante il Monteore il corsoRock & Metal da alcuni ragazzi del nostroistituto. Durante queste ore sono stati illu-strati vari generi e sottogeneri del metalcon il supporto sia di cd sia di musica dalvivo. I componenti del gruppo sono: An-drea Bosio, che ha parlato dei pregiudizisui cosiddetti “metallari” e di alcuni ge-neri musicali, Lorenzo Pasini, che si èoccupato dei generi più brutali del Metal eha suonato la chitarra elettrica, CristianoMarchesi, che ha parlato di Demential Metal, con alcuni problemi tecnici i ragazzi sonoFolk Metal e dei suoi sottogeneri suonando il riusciti a realizzare un ottimo corso che habasso, Michele Carrara, che ha invece presen- suscitato molto interesse tra gli alunni chetato altri generi e Francesco Breda che si è hanno avuto la possibilità di sentirli.occupato della gestione delle canzoni. Seppur Sara Epis TEORIA EVOLUZIONISTICA E RAPPORTO CON LA RILIGIONE Il relatore Alberto Bonacina, di ricerca. professore di scienze al liceo 2) Cos’è la teoria dell’evoluzione biologica? Amaldi, durante il Monteore L’evoluzione biologica è un grande program- ci ha illustrato gli aspetti es- ma di ricerca che afferma che gli organismi si senziali della teoria evoluzio- modificano nel tempo e hanno una discenden- nistica e del rapporto con la za comune. Tutti i viventi imparentati tra loro religione. In breve ecco le sono metaforicamente i rami del grande albero note salienti del suo interes- della vita. sante intervento, qui riportatesotto forma di intervista. 3) Come avviene l’evoluzione secondo que- sta teoria?1) Innanzi tutto, cos’è una teoria scientifi- La teoria dell’evoluzionismo, al contrario dica? quanto si pensa, non si identifica con Darwin,Una teoria scientifica è un sistema costituito ma il suo merito è quello di aver trovato unoda un complesso di affermazioni, scientifica- dei meccanismi che regolano l’evoluzione: lamente fondate, coerente nel suo insieme, che selezione naturale.consente di spiegare un determinato oggetto2
    • Monteore 2011 invece, pone dubbi sulla discendenza co- mune dei grandi gruppi di organismi. 5) La teoria dell’evoluzione biologica è incompatibile con la fede religiosa? Non c’è incompatibilità, infatti molti scienziati che hanno contribuito all’edificazione della teoria dell’evoluzione sono credenti e appartenenti a varie confessioni religiose.Un apporto fondamentale alla Sintesi Neo-darwiniana (metà XX secolo) viene infatti 6) Perché quindi solo in biologia ci sonodalla genetica. Le mutazioni, le ricombinazio- così tanti problemi e contrasti di tipo nonni e la deriva genetica apportano una certa solo scientifico, ma anche etico?variabilità nella continuazione delle specie e Probabilmente per un motivo storico: la biolo-questo processo viene definito microevoluzio- gia infatti ha tra i suoi oggetti di studio anchene. La teoria dell’evoluzione odierna si basa l’uomo. Con la teoria evoluzionistica, la ca-appunto su queste ultime ricerche. sualità di trasmissione di determinati geni distrugge il senso della vita dell’uomo e que-4) Cos’è il creazionismo? sto da molti viene considerato intollerabile. InPer prima cosa va detto chiaramente che non è realtà non è così: la carica etica di responsabi-una teoria scientifica definita. All’interno di lità del biologo evoluzionista è molto forte!questa dialettica, abbiamo una divisione tra Egli si pone solamente in una posizione didue diverse correnti di pensiero: il creazioni- ateismo metodologico, ovvero la ricerca dismo cosiddetto ingenuo e il creazionismo mo- cause fisiche, chimiche e meccaniche e nonderno. Il primo è impegnato a difendere una trascendenti, solo perché queste ultime nonlettura letterale della Genesi, dov’è contenuta sono verificabili.la storia della creazione della Terra da partedel Dio biblico alcuni millenni fa; il secondo, Alice Mutti e prof. Giancarlo Cavagna ISCRIZIONI al “ROMERO” A.S. 2011-12.Quest’anno le iscrizioni alla scuola superiore hanno creato meno ansia negli alunni delle classiterze della scuola secondaria di primo grado e nei loro genitori, rispetto allo scorso anno sco-lastico, perchè il quadro orario e dei nuovi indirizzi era più definito. Lo scorso anno a metàFebbraio la situazione era ancora molto incerta e le iscrizioni sono state fatte slittare a fineMarzo. La novità di questo anno scolastico è che la Provincia ha concesso all’Istituto Fantonidi Clusone di aprire il Liceo delle Scienze Umane - opzione economica Sociale -, e questo hafatto perdere a noi , su questo indirizzo, l’utenza che proveniva dall’alta Valle. A fine iscrizio-ni comunque i numeri sono gli stessi dello scorso anno scolastico 240 iscritti, con una flessio-ne sul Liceo delle Scienze Umane (50 iscritti) e un incremento sugli altri indirizzi (Liceo Lin-guistico 72; Amministrazione Finanze e Marketing 93 e Istituto Professionale per il Commer-cio 25).Ora sta a noi tutti, Presidenza, Docenti e tutto il personale della scuola “ROMERO” impe-gnarci al massimo, come abbiamo dimostrato di saper fare, per accogliere questi nuovi 240iscritti e accompagnarli per cinque anni in un cammino di crescita culturale, ma soprattutto dimaturazione, perché la scuola deve dare cultura, ma ancora di più deve aiutare i ragazzi a di-ventare persone responsabili, mature, autonome, cittadini positivi che sappiano costruireun’Italia migliore dell’attuale.Il Preside prof. Angelo Savoldelli 3
    • Giornata della Memoria “SOLO CHI É STATO SCHIAVO PUÓ CAPIRE COS’É LA LIBERTÁ” [Socrate] Lunedì 24 Gennaio 2011 si è tenuto un importante incontro presso l’auditorium di Albino con il prof. Daniele Rocchetti, membro dell’associazione dell’ANED (Associazione Nazionale Ex Depor- tati) per una ricostruzione storica degli eventi riguardanti la secon- da guerra mondiale, con la proiezione del documentario “Notte e Nebbia”. Mercoledì 26 Gennaio alcuni studenti hanno ascoltato la testimo- nianza di uno dei sopravvissuti ad Auschwitz, Nedo Fiano. L’iniziativa è stata organizzata dalla “Caritas” di Albino, in colla- borazione con il comune, rappresentato dalla figura dall’Assessore alla Cultura Andrea Chiesa. Per non dimenticare... Un numero è ciò che sei Non più un nome, una persona ma bensì un animale condannato Nessun diritto, alcuna libertà È ciò che ti caratterizza Putrido, denutrito, spregevole La morte è l’unica via di fuga Per un mondo che non ti desidera [Sara Epis]Il Giorno della Memoria è una ricorrenza istituita con lalegge n. 211 del 20 luglio 2000 dal Parlamento italiano che ha in tal modo aderito alla propo-sta internazionale di dichiarare il 27 gennaio come giornata in commemorazione delle vittimedel nazionalsocialismo e del fascismo e dellOlocausto e in onore di coloro che, a rischio dellapropria vita, hanno protetto i perseguitati.Il testo dellarticolo 1 della legge 211 così definisce le finalità del Giorno della Memoria:« La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dellabbattimento dei cancellidi Auschwitz, "Giorno della Memoria", al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popoloebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hannosubìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schiera-menti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hannosalvato altre vite e protetto i perseguitati. »Oggi appare incredibile che una barbarie come l’Olocausto sia veramente accaduta, che don-ne, uomini e bambini di un intero popolo siano stati perseguitati, torturati e uccisi nei campi diconcentramento e nelle camere a gas.Non dobbiamo nasconderci credendo che nazisti e fascisti fossero pazzi. Nazisti e fascisti sa-pevano quello che facevano e che avevano deciso di fare. Lo sapeva Hitler e chi stava al suofianco, lo sapeva Mussolini e il re dItalia che firmarono le leggi razziali per perseguitare gliEbrei italiani, lo sapevano tutti quelli che obbedirono.4
    • Giornata della MemoriaNedo Fiano: un drammatico racconto dall’inaspettato lieto fine“Voi giovani rappresentate il futuro, io rappre-sento il passato, siamo divergenti ma non perfede interiore: vediamo quest’incontro comeuna lezione di vita”: è questo il messaggio cheha più volte ribadito Nedo Fiano, detenuto percirca due anni in un inferno conosciuto comeAuschwitz, e scampato alla morte certa grazieall’arrivo dei soldati americani nell’Aprile del1945.Ad Auscwitz si sentivano due sole cose: urla esilenzio. Le urla degli ufficiali che impartivano ordini, le urla strazianti di dolore, le urla dellemadri a cui venivano strappati dalle braccia i figli, le urla dei mariti che piangevano le mogli,e il silenzio, quel silenzio che suona più forte di milioni di parole, il silenzio della disperazio-ne, dell’orrore, della notte. “Era durante la notte che le urla più strazianti risuonavano nellecamerate superaffollate dei detenuti. Si levavano dalle bocche affamate di questi uomini ridottia vivere come delle bestie, senza più un’identità, senza il potere di vivere una vita. Quel dor-mitorio era un teatro di folli.” Il racconto la feccia. Questa fu la sola cosa che capii. Certo non mi sfuggiva il volto di mamma che Il 23 Maggio 1938 fui arrestato in una via invecchiava giorno dopo giorno, che si incu- centrale di Firenze, città nella quale avevo piva, che si faceva sempre più assente e ras- sempre abitato con mia madre, mio padre e i segnato. nonni. Alcuni soldati tedeschi mi puntarono In quella cella ripensai molte volte a lei, a la pistola sul fianco destro e fui portato nel che fine avesse fatto, ma sapevo che era carcere di Firenze, dove stetti per due inter- inutile, molto probabilmente non l’avrei mai minabili mesi. Le leggi razziali erano state più rivista. Tempo dopo fui portato al Campo emanate solo poco tempo prima, l’11 No- di Fossoli, vicino a Modena, uno dei tanti vembre di quello stesso anno e, seduto nella campi di concentramento sorti in quegli anni mia cella, ricordavo ogni istante: il volto sotto il naso della popolazione che se ne scuro e teso della mamma quando papà portò stava a guardare senza proferir parola. In a casa il Corriere della Sera, su cui erano quel campo giunse anche mamma: da una state pubblicate. “È la fine per noi!” disse al parte fui contento quando la vidi, ma papà rivolgendogli uno sguardo assente. Io dall’altra ovviamente avrei preferito non ero troppo piccolo per capire cosa stesse vederla mai più, piuttosto che saperla in quel accadendo: ricordo che avevo un compagno luogo. Una volta giunte altre centinaia di di banco a scuola, era sempre stato il mio persone fummo caricati con i nostri pochi migliore amico, facevamo merenda insieme, averi su un treno. Destinazione? Ignota! Non giocavamo sotto lo stesso tetto e mia madre ci dissero nulla, che senso aveva informare era un po’ anche la sua. Tutt’ un tratto quel delle schifose bestie ebree? Il vagone era mio caro amico non mi rivolse più la parola e disumano, vi restammo stipati in cinquanta- non si sedette più accanto a me tra i banchi di due per una settimana, in piedi. Ogni qual scuola, certo, per quel poco ancora che mi volta il treno oscillava o curvava scorrevano permisero di frequentarla, quella scuola. A sulle nostre caviglie sangue e urine mescolati me e ad alcune maestre fu proibito di recarci ai cadaveri di coloro che non erano stati forti all’istituto statale, e fummo pian piano co- abbastanza per resistere a quel tormento. stretti a creare una scuola tutta per noi: gli ebrei, gli emarginati, 5
    • Giornata della Memoria Il fetore era bestiale, l’aria irrespirabile, ma non era dati controllarono dagli oculi esterni alla sala che questo il peggio; la cosa desolante era non sapere fossero morti tutti e furono aperti gli sfiatatoi late- dove fossimo diretti: le stazioni ferroviarie a cui rali per la fuoriuscita del gas. Quegli stessi uomini, man mano giungevamo erano tutte uguali, e non se così si possono definire, sarebbero poi entrati a riuscivamo a leggere alcun riferimento. Il treno perquisire i cadaveri alla ricerca di oggetti di valore proseguiva inesorabile, apparentemente senza una che avevano ancora con sé: orologi, denti d’oro, meta fino a quando, il 22 Marzo1944, si fermò catenine... I corpi vennero poi trasportati su delle vicino al recinto di un nuovo campo frenando con barelle capaci di tramandarne tre per volta e man- uno stridore terrificante. dati ai forni per la cremazione. Quelle macchine Era l’alba, un militare delle SS si mise davanti al infernali potevano bruciare 48 persone per volta in nostro vagone ed io, che avevo il volto contro il soli 50 minuti. La cenere era poi raccolta e giornal- reticolo metallico della minuscola finestrella del mente messa sui camion che arrivavano per pren- nostro mezzo, lo guardai negli occhi. Era un uomo derla e utilizzarla come concime per i campi o cibo che non esprimeva alcun sentimento seppur consa- per i pesci. Per un anno e mezzo la popolazione pevole di quello che avrebbe fatto di noi (l’85% della zona mangiò la verdura raccolta da quei cam- sarebbe stato mandato subito a morte, mentre il pi e i pesci di quei luoghi. 15% sarebbe stato avviato al campo,per soffrire Per il “fortunato” 15%, me compreso, scampato al maggiormente). Pensai che la vera bestia era lui. primo massacro la sorte fu diversa: fummo mandati Al grido “AUSSTEIGEN!” dell’ufficiale SS si alla disinfezione, ci fu tatuato un numero identifi- aprirono i portelloni e fummo esortati a scendere. catore sul braccio e fummo messi in quarantena. Lì non si parlava, si urlava, esattamente come si fa Poi un ufficiale SS venne da noi dicendoci di aver con le bestie… noi eravamo meno delle bestie. bisogno di qualche interprete, e chiedendo quindi Scendemmo e fu il delirio: migliaia di persone e se qualcuno parlasse tedesco. Molti si fecero avan- centinaia di lingue diverse si mescolavano, la gente ti, ma lui nemmeno li guardò, li prese a calci e li era sconvolta, era una calca di mariti, mogli, anzia- ributtò immediatamente al loro posto. Io sentii da ni, bambini e malati, che si dimenavano abbrac- dietro la mano del mio caro nonno che, da buon ciandosi e accarezzandosi forse per l’ultima volta. insegnante di inglese e tedesco, mi aveva insegnato La Macchina Hitleriana non ammetteva che si per- a parlare entrambe le lingue, che mi spinse in avan- desse tempo: fummo subito divisi dagli ufficiali in ti verso l’ufficiale tedesco. L’ufficiale mi chiese da donne e uomini e ulteriormente classificati tra colo- dove provenissi e io risposi che venivo da Firenze. ro abbastanza forti da rimanere nel campo e coloro Quel breve colloquio fu la mia prima fortuna nel troppo deboli, i quali dovevano essere mandati campo: egli mi disse che Firenze era la più bella nella direzione di quelle migliaia di lampadine e di città italiana, e mi assegnò quello che ad Auschwitz quella fiamma che scendendo dal vagone, avevo era il compito più ambito da tutti, ovvero quello di subito notato, e che avevo erroneamente pensato ripulire i vagoni che giornalmente vi giungevano. essere la ciminiera di una fabbrica. Scoprii poi che Mio padre, quello era un forno crematoio e che in totale ve tempo 30- n’erano 5 nel campo fantasma di Auschwitz, sem- 40 giorni, pre attivi, instancabili macchine assassine. Le SS era un cada- fecero appendere alle persone destinate alla morte i vere, non vestiti e le scarpe su ganci dotati di numeri progres- resistette a sivi e dissero loro che li avrebbero recuperati dopo lungo al la doccia. Furono poi fatti scendere nei sotterranei duro lavoro, dove c’era una seconda sala nella quale furono alla scarsità introdotte delle capsule di Zyklon B, un gas che li di cibo e al avrebbe uccisi in 30-40 minuti. Dopo di che i sol- freddo. 6
    • Giornata della Memoria La mia sveglia era una bastonata sui glutei, la mia sportato a Buchenwald, uno tra i principali campi mattinata proseguiva con la doccia, e poi la corsa ancora in finzione nell’Aprile del ’45. Ricordo in piazza per l’appello e il conteggio, mentre tutti ancora il momento della liberazione: giacevo i prigionieri stavano in posizione militare. Ricor- ormai privo di forze e di speranze all’ultimo pia- do ancora come mi appariva strana mamma che, no dei letti a castello dell’infermeria quando gli con quell’atteggiamento così serio e composto, americani irruppero nel campo e nella stanza non pareva lei. Una mattina vidi scendere dai dove stavo. Mi buttai di sotto, abbracciai vagoni la nonna che, sorda com’era, non capiva l’ufficiale statunitense e subito, senza accorger- cosa le stesse accadendo. Corsi da lei, la abbrac- mene, stremato dalla fatica e dallo stupore, sven- ciai e svenni. Quando mi svegliai fui sgridato per ni. Due giorni dopo mi svegliai in un lazzaretto il mio gesto, ma la nonna non c’era più… attorniato da crocerossine e sorrisi; solo allora mi La vita nel campo proseguiva regolare e spaven- resi conto che finalmente l’inferno per me era tosa, scandita dalle sirene che suonavano per gli finito. Nonostante pesassi 38 chili la voglia inde- appelli, dagli ordini dei 1200 soldati del Campo e scrivibile di poter finalmente condurre una vita dall’abbaiare dei cani che li accompagnavano libera mi diede la forza di rimettermi. quotidianamente, testimoni innocenti di quella La mia vita pian piano riprese ed il vuoto incol- carneficina, addestrati anch’essi a provocare dolo- mabile lasciato da mamma fu riempito parzial- re mordendo i testicoli degli uomini che si acca- mente da quella che era stata tempo prima una sciavano urlanti e sanguinanti. Le bestie leccava- mia compagna di scuola e che ora è mia moglie no il loro sangue finché non morivano: era il loro da 60 anni. Fortunatamente anche lei era riuscita premio. Questa è solo una delle innumerevoli a sfuggire al massacro e una volta finito tutto era atrocità che si svolgevano in quel campo. tornata a Firenze, per vivere in libertà, ricomin- In seguito ad un’infezione che mi aveva colpito la ciando da zero, esattamente come me. gamba destra e che mi stava uccidendo, fui tra- Alice Mutti Nei campi di sterminio non ci fu soltanto il massacro di milioni di uomini, ma "qualcosa di ben più orrendo, la loro disumanizzazione, la morte della loro anima". Ciò che e accaduto potrebbe ripetersi? "Una risposta chiara non ce. Linquieto testimone si limita a dire che a breve scadenza la ripetizione e poco probabile ma non impossibile, mentre di un futuro più lontano non ha senso parlare". [Primo Levi]“Se vogliamo preservare la memoria non dobbiamo mettere un muro con il passato. Il presente deve avere un cuore antico” [Nedo Fiano] Uno spirito vagheggia ancora Auschwitz seppur vuoto parla tutt’ora Delle orribili vicissitudini accadute Che oggi sono costantemente temute Nulla si può fare Se non continuare a ricordare [Sara Epis] 7
    • Lim & Tablet LIM e Tablet invadono le aule scolasticheA partire da quest’anno, in alcune classi del nostro Istituto, sono state adottate le lavagne mul-timediali LIM, mentre altri docenti hanno cominciato a fare lezione con l’aiuto del Tablet.Inizialmente quasi tutti insegnati sono stati intimoriti da queste nuove e inconsuete lavagneluminose così diverse rispetto alla classica lavagna nera. Dopo un po’ di tempo anche i piùscettici hanno cominciato a fare uso di LIM, proiettori, Tablet e, bisogna dirlo, se la cavanopiuttosto bene. Chiediamo quindi qualche spiegazione al professor Cavagna: - Che cos è la LIM? LIM sta per Lavagna Interattiva Multimediale. È una lavagna elettronica, sulla cui superficie si può scrivere, disegnare, tracciare segni, spostare oggetti, proiettare filmati, consultare risorse web e molto altro utilizzando le dita o apposite penne digitali. E formata da tre ele- menti: un computer con il software appropriato, un videoproiettore e un pannello elettronico delle di- mensioni di una normale lavagna di ardesia. Il computer può essere controllato dalla lavagna; ad esempio, se si preme due volte un’icona col dito, l’azione è trasmessaal computer come se fosse stato usato il mouse e il programma si avvia.- Che cos è il Tablet pc?Oggi in commercio esistono molte versioni di "Tablet". Quello che abbiamo in dotazione alRomero è un computer di dimensioni compatte che utilizza uno schermo (touch screen) con-trollato da una penna o tramite dita, oltre che da una normale tastiera. Con un Tablet PC si puòfare tutto quello che si fa con un normale portatile in più sipuò scrivere sullo schermo esattamente come si fa su un foglio di carta, con la stessa qualità,velocità e precisione. Un Tablet PC collegato ad un proiettore unisce le funzionalità di PC,lavagna luminosa e lavagna normale; diventa una sorta di LIM portatile.- Quali sono i vantaggi e gli svantaggi rispetto alla classica lavagna?I vantaggi di queste tecnologie sono molteplici. Si può svolgere la classica lezione fronta-le scrivendo ad esempio i concetti chiave sulla LIM utilizzando penne colorate, immagini,evidenziatori, e strumenti di disegno in genere; la lezione ne guadagna in efficacia. Si possonocreare librerie di immagini, di filmati, di animazioni: un archivioutilizzabile per le lezioni successive. Si possono salvare le singole slide create durante la lezio-ne che possono poi essere riprese la lezione successiva o pubblicate sul sito della scuola a di-sposizione di tutti gli studenti. Si può registrare laudio e ciò che si scrive sulla lavagna, crean-do filmati didattici. Con laccesso al web si possono strutturare attività di approfondimento, diesercitazioni, di recupero o utilizzare percorsi già disponibili in rete. Si possono proporre testinterattivi per recuperi o interrogazioni. In sostanza LIM, tablet e web sostituiscono la tradi-zionale lavagna aggiungendo funzioni molto efficaci per la didattica. Gli svantaggi? Costielevati. Con la LIM è richiesta una certa abitudine alla modalità di scrittura nel senso che se siscrive velocemente il tratto non sempre viene visualizzato.- La reazione degli studenti a questo nuovo modo di proporre la didattica è positiva?La reazione sembra positiva, non ho incontrato resistenze particolari. Inizialmente ho potutonotare un certo stupore rispetto agli strumenti utilizzati: penne colorate, penne magiche, evi-denziatori, possibilità di scrivere con il dito, ecc. Ora, dopo lutilizzo ormai quotidiano,8
    • Lim & Tabletmi sembra di cogliere unatteggiamento più disincantato, attento al contenuto. Credo di poterdire che latteggiamento è positivo anche perché gli studenti hanno familiarità con il linguag-gio delle immagini, dei filmati, digitale in genere e, forse, lezioni così strutturate, risultano piùcoinvolgenti. Devo onestamente dire però che non ho fatto alcun sondaggio di gradimento, lamia valutazione è puramente soggettiva. Mi piacerebbe conoscere il vostro parere, potrebbeessere interessante proporre a tutti gli studenti del Romero un questionario con domande similia questa.- Secondo lei sarebbe utile introdurre questetecnologie in ogni classe?Credo proprio di si. Non necessariamente la LIMo il tablet in tutte le classi ma già il proiettore eun pc collegato alla rete possono fare molto. Delresto, il Romero sta andando in questa direzione:le aule dellala nuova e alcune della "seminuova"sono già provviste di tali tecnologie. Speriamoche in un futuro non lontano tutte le classipossano dotarsi di una postazione multimediale.E fondamentale che i mezzi digitali siamo fruibi-li immediatamente e senza problemi tecnici nellaula stessa. Spendere anche solo 10 minuti perreperire la tecnologia utile spegne gli entusiasmi dei docenti che spesso preferiscono ricorrereai tradizionali strumenti didattici per evitate inutili perdite di tempo.- Cosa ne pensano gli altri insegnanti?Cè curiosità ma anche scetticismo. La LIM è stata inizialmente promossa come la soluzione atutti i mali della scuola, come una sorta di lavagna magica che è sufficiente installare nelleclassi per aumentare il "profitto" degli alunni. Ovviamente non è così e gli insegnanti lo sannobene. A mio parere, in questa fase, i docenti devono sentirsi liberi di utilizzarla o meno, senzaobblighi. Chi se la sente prova ad utilizzarla durante le lezioni e alcuni lo stanno facendo.Sempre rispetto alluso della LIM sei docenti del Romero stanno seguendo un corso di forma-zione ministeriale. Comunque, per poterla utilizzare efficacemente come ausilio didattico du-so quotidiano ci vuole tempo e siamo solo allinizio.- Si può pensare che questo possa essere il primo passo verso l informatizzazione dellascuola?Il Romero ha mosso i primi passi verso linformatizzazione già molti anni fa. Il prof. Marchesiprima e il prof. Rota ora in qualità di referenti TIC (Tecnologie dellInformazione e Comunica- zione), hanno introdotto molte innova- zioni tecnologiche a partire dalle prime versioni del sito fino ad arrivare alla versione attuale, alla rete interna, alle piattaforme e-learning, ai laboratori in- formatici, ai proiettori e pc in molte au- le, alle postazioni mobili, solo per citar- ne alcune. Per non parlare di tutti i corsi di formazione sulle TIC tenuti al Rome- ro da esperti come, per ultimo, il corso del prof. Ravotto dal titolo "insegnare 2.0". LIM e tablet non sono altro che la normale continuazione di un processo già avviato molti anni fa. 9
    • Lim & Tablet- Quali altri strumenti potrebbero essere utili all educazione e quindi inseriti in ambitoscolastico?Oggi sono disponibili "strumenti tecnologici" sia hardware che software davvero molto inno-vativi. Si va dallipad nelle classi che sostituisce integralmente libri di testo e quaderni, alluti-lizzo delle potenzialità della rete con il web 2.0 dove blog e social network diventano ambientidi condivisione, aggregazione, di trasmissione di saperi: classi virtuali. Così come le piattafor-me e-learning che permettono di creare ambienti di apprendimento interattivi molto stimolanti.Tutti strumenti utili alleducazione? Immagino di si, anzi, intuisco di si. Siamo nel bel mezzodi una rivoluzione "culturale" e non è facile capire dove ci porterà la tecnologia. Il mio puntodi vista è quello di un "immigrato digitale" che ha imparato ad utilizzare gli strumenti ma cheragiona ancora con i vecchi paradigmi (modi di pensare). Sono sotto gli occhi di tutti alcuniaspetti negativi della "digitalizzazione" della vita giovanile così come sono indiscutibili i van-taggi di cui sono portatori computer, telefonini, web, ecc. Ma non è solo una questione di mez-zi. Siamo di fronte ad un repentino cambiamento "generazionale", dagli "immigrati digita-li" (gli adulti) ai "nativi digitali" (i giovani); le sfere della comunicazione, dellaggregazione,della conoscenza, della trasmissione dei saperi, si stanno radicalmente modificando. I giovanisono "intrisi" di tecnologia digitale, non possono farne a meno mentre gli adulti vivono condisagio e spesso condannano luso "smodato" delle tecnologie da parte dei giovani. Il risultato è che il "gap" tra le generazioni aumenta creando non pochi disagi ed incomprensioni. Come muo- versi? Non è facile, ma una cosa è certa: gli adulti, e in particolare gli insegnanti, devono oggi interro- garsi seriamente e senza pregiudizi sui cambia- menti in atto, per essere in grado di adattare effica- cemente la modalità di trasmissione dei saperi. Sara Epis A chi serve aiuto? Compiti, s’intende!Ci sono discipline che qualcuno fatica a studiare da solo?Chi è in 1^ o in 2^ può lanciare un SOS al Progetto Aiuto-Compiti e uncompagno più grande troverà un po’ di tempo per aiutarlo. Le disciplinesono:• Per LICEO SOCIO PSICOPEDAGOGICO: Inglese, Matematica e Latino• Per IPC: Inglese e Matematica• Per ERICA e IGEA: Economia aziendale, Inglese, Francese, Tedesco e MatematicaRicordiamo che l’aiuto reciproco e la solidarietà tra compagni rendono la scuola un ambientein cui tutti possono esprimere al meglio le proprie potenzialità. Gruppo No Slavery10
    • Intercultura Intercultura: conosciamo meglio la nostra scuolaEcco una breve intervista con il professore Marco Zanga, referente della Commissione che sioccupa del progetto “Alunni stranieri”.Quando è nato il progetto? Per quale moti-vo?“Da diversi anni si lavora per l’integrazionedegli alunni stranieri e, negli ultimi due, è stataanche istituita una commissione permanente.”Quali sono le finalità principali di questoprogetto?“L’obiettivo principale su cui si basa il proget-to è l’accoglienza e l’integrazione degli alunnistranieri.”Chi ne fa parte?“Per quanto riguarda il dipartimento per glialunni stranieri, è composto da una decina diinsegnanti, mentre gli alunni sono circa sessan-ta, tra alunni italiani di origine straniera e stra-nieri con cittadinanza italiana.”Quali attività sono svolte in questo progetto?“In questo progetto sono previsti:- corsi di lingua italiana a diversi livelli durante l’anno scolastico, e anche in estate;- assemblee per gli alunni stranieri;- elezioni dei rappresentanti;- laboratori interculturali pomeridiani;- uno spettacolo di fine anno all’auditorium di Albino che si terrà il 6 Maggio 2011 alle ore20.30 .” Daniela Cominardi Eventi... 6 Maggio 2011 andra Crotti 12 Aprile 2011 Direttore: Aless Auditorium Albino : Sara Epis Vice-direttore niela Comi- Redazione: Da Palamini, nardi, Cristina SPETTACOLO COLLOQUI Alice Rota, An tonio Gallo, i, Marco PROGETTO GENITORI—DOCENTI Moira Zambell tti, Anna INTERCULTURA Pa lazzi, Alice Mu te,. Matienie Diaba 11
    • Sanremo 2011 Siamo uniti con Sanremo“Stiamo uniti”. Sono le parole che hannofatto del 61⁰ Festival di Sanremo quelloche è stato, un Sanremo in cui satira e mu-sica sono andate a braccetto, un Sanremoche ha fatto commuovere, ma che è riusci-to anche a farci ridere; in poche parole ilSanremo di Gianni Morandi e della suasquadra, forse la squadra più varia che sisia mai vista sul palco dell’ Ariston. Infat-ti, a sostenere il cantante nella conduzione,sono stati i comici Luca e Paolo e le showgirls Belen Rodriguez ed Elisabetta Cana-lis.Ma come è nato il motto di Morandi?“Stiamo uniti” è un messaggio che il cantautore ha voluto dare alla nostra nazione in occasio-ne del 150⁰ anniversario dell’Unità d’Italia a cui è stato dedicato un’intera serata nella quale i14 artisti in gara hanno cantato canzoni che hanno fatto la storia musicale dell’Italia come “Ilmio canto libero”, “O’ sole mio” e “Va pensiero”; inoltre lo stesso Morandi ha cantato unacanzone inedita , “Risorgimento”, scritta da Mogol e da Gianni Bella. Alla serata ha presoparte anche Roberto Benigni, che ha proposto una bella e personale spiegazione dell’inno diMameli, mischiando riferimenti storici e satira e facendoci commuovere cantando a cappellal’inno d’Italia.Anche la canzone vincitrice, “Chiamami ancora amore” di Roberto Vecchioni, si ricollega altema dell’Unità. Il cantautore, dopo ben 38 anni di assenza dal Festival, è tornato a calcare ilpalco dell’Ariston anche grazie alla presenza di Gianni Morandi, collega e grande amico diVecchioni. Questo ritorno pare aver dato i suoi frutti visto che il cantante ha vinto anche ilpremio della critica. La vittoria è stata dedicata alla moglie e all’Italia che, usando le paroledel vincitore del Festival della canzone italiana, deve “difendere questa umanità anche restasseun solo uomo”. Per quanto riguarda i giovani ha trionfato Raphael Gualazzi con “Folliad’amore”, vincitore non solo di “Sanremo giovani”, ma anche dell’ambito premio della criticaassegnato da una giuria di giornalisti.Il Festival si è appena concluso, ma già si pensa alla 62ma edizione e nell’aria circola ancora ilnome di Morandi: non sarà forse che la sua idea di fare squadra abbia colpito e conquistatoun’Italia che tutt’ora fatica a celebrare la ricorrenza dell’Unità?Cristina Palamini E "Ivy" il nuovo album di Elisa La cantante di Monfalcone lancerà il prossimo 30 novembre il suo nuovo disco, a distanza di un anno dal precedente "Heart". "Ivy" è una raccolta dei maggiori successi di Elisa e conterrà 17 brani (tra canzoni in italiano e pezzi in inglese). Lalbum conter- rà anche 3 tracce inedite: "Fresh Air", "Sometime Ago" e "Nostalgia". Oltre a tutto ciò, nel package troverete anche un dvd contenente un documentario girato in Val di Sella (Trentino), nonchè spezzoni di live e backstage. Il primo singolo estratto da "Ivy" è intitolato "Nostalgia" ed è in rotazione radiofonica dallo scorso 19 novembre.12
    • Arte Marco Palazzi: pianista per passioneChe strumento suoni? Suono il piano-forte e ho suonato anche il mandolinonella banda di Leffe.Da quanto suoni? Da due anni.Da quanti anni hai la passione per ilpiano? Dalle scuole elementari.Come hai studiato il tuo strumentofino ad ora? Con un’ insegnante.È brava con te o è severa? È moltobrava.Quanto ti eserciti? Provo per trentaminuti ogni giorno sia a casa mia siacon l’ insegnante.Quali emozioni provi quando suoni?Sono molto felice e mi diverto sempre tanto, in particolare quando canto mentre suono.Che brani suoni? Suono brani di vari compositori.Qual è il brano che ti piace di più? La mia canzone preferita è “When the Saint Go Mar-ching in”.Chi è il tuo compositore preferito? Giovanni Allevi, trovo che sia bravissimo. Sara EpisPoetry…Le ragazze di 4^L,guidate dalla prof.ssaCiceroni, hanno realiz-zato alcuni video sulla ellebase delle poesie di nza st otte se una n osafamosi autori inglesi Co me t tempes ttio Buia e so è il ticchestudiate durante A rmon io battente de deserte ioggia e, le stra me cel estil’anno. I video saranno della p mobil le lacri Tu tto è im ore tenue delprossimamente pubbli- rum o Solo il n sonncati sul sito della scuo- iano u rrivare Co ncil da nta ala. Sara Epis, la nostra che stenuova vice – direttricee, segretamente, poe- mente iolente ssi e sì v etessa, ci ha permesso e tu capi oco ard contrastar ltanto ch lia Il fu Vorrei so attanag lo puòdi pubblicare alcune entro mi aglia Nulla in se ue Ciò che d una batt divora iuto proseg ontro di o Tutto cdelle sue poesie tra cui C ome lo sc ce trafitt compia ldato gia o Quasi ta Ove il mio so a sconfitt za iatodue sulla giornata della rso a terr ifferente l’avan ien risparm ato Att onito rive ine in d v asformMemoria. a immag gente A lcuno n tr Dalla tu rte della ere vie facessi pa In cenAlessandra Crotti Come se 13
    • Oscar Wilde model. His conduct was a constant slight onÂaÉà{|Çz uâà Åç zxÇ|âáÊ Victorian habits, he became a symbol of un- scrupulousness and open- mindedness and he“The first duty in life is to be as artificial as even dared topossible. What the second duty is, no one has declare to beyet discovered” Socialist andOscar Wilde, one of the most eccentric artists homosexual.of all times, used to hide his true age since he During awas a child: in fact he wore mourning dress party he metduring his birthdays because he felt sorry for Constancethe death of another of his years. He changed Lloyd and,his signature a lot of times: O.FO.F.W.W., after chattingC.3.3. and even St Oscar from Oxford. with her, heHe studied at Trinity College in Dublin; then decided tohe went to Oxford University where he criti- get marriedcized religion and shocked his professors because hethrough his irreverent behaviour and his ec- thought shecentric clothes, in particular his feathers col- seemed su-lection and his velvet knickerbockers. perior com-There he met his most influential teacher, pared to theWalter Pater, with whom , as someone says, other women: “Women are made to be loved,he had a secret love affair. During a test to not to be understood”. During his honey-gain a fellowship he noticed that some ques- moon he had already regretted his choice.tions weren’t correct so he contested them and Constance got pregnant and Oscar was dis-failed the exam. His eccentricity was famous gusted by her frequent nauseas and her swol-even among actors: Louise Jopling referred len body.that once he met him with a snake around the In spite of his marriage he didn’t give up fre-neck. Aphorisms were the quintessence of his quenting men. He had affairs with Robertart and life style. Ross, Andrè Raffalovich, Lord Arthur Somer- After graduating he moved to London where set, Richard Le Galliene and Bernard Ber-he decorated his house with lilies, chinaware, enson. Since he constantly needed money heGreek carpets and expensive furniture. At that took up a job as a journalist at “The Lady’stime he was 1.88 m tall, with black hair, blue World: A Magazine of Fashion and Society”.eyes, a watchful, critical look, prominent teeth He used to leave before the end of his workand a rolling gait. shift but then, as working tired him, he wentHe decided to change his hair-cut imitating to work just twice a week for only an hour.Roman emperors: someone says that he He had hundreds of meetings with gentlemenbrought a Nerone’s bust to the barber as a who interested him. Among them was Lionel Johnson with whom he had fallen in love because once he had smoked all Oscar’s cigarettes. He also met Mallarmé: he believed that when Mallarmé was incomprehensible he was perfect so, since Wilde couldn’t under- stand French very well, he suggested that he should always write in French, not in English. Oscar used to say: “I can resist everything except temptation”; this was true in fact, when the young Alfred Doug- las knocked at his door for the first time he couldn’t resist him at all:14
    • Oscar WildeAlfred had been the greatest love of his life. hunger, sleeplessness and sickness. Oscar used to When he was released he and Douglas went to call him Di- Naples but Constance and Lady Douglas miziano, they blackmailed them so that they were forced to didn’t hide live in separate houses and then to split up. themselves and Once left Alfred, Oscar lived in extreme pov- they kissed in erty: he had no food, no clothes, no relation- public even if ships and no reputation at all. The worst thing, they were vio- for such a vain person, was that all his teeth lating the were gone and he hadn’t a denture. He didn’t “Criminal Law write anymore, in fact he said: “ I wrote when Amendment I did not know life; now that I do know the Act” . Douglas meaning of life, I have no more to write. Life couldn’t help cannot be written; life can only be lived”. He making every- was seriously ill but Wilde believed it wasone know he was Wilde’s favourite boy while only mussel poisoning. The doctors examinedOscar affirmed that he got married three times him 68 times before determining it was syphi-during his life: once with a woman and twice lis. Doctors gave him morphine, opium andwith men. He came in contact with male pros- chloral in order to alleviate his terrible pains.titution and he had a lot of relationships with In spite of his illness Wilde used to drinkyoung boys, until Philip Danney’s father told champagne everyday and, before dying, hethe police. As a result Douglas went to Cairo went out for a walk with a friend drinkingand Wilde hid in Paris. He was condemned to absinth.two years hard labours during which he had to Alessandra Crottiwork six hours a day at a grinding mill, heslept without mattress and he suffered from - DONNE ITALIANE IN PIAZZA -Il 13 Febbraio 2011, dopo le mille polemiche che hanno seguito recenti le vicende riguardantiil premier, le donne italiane sono scese in piazza. Lamanifestazione, intitolata “Se non ora, quando?”, havisto partecipare donne di tutti i generi: politici (a propo-sito, come mai non esiste il femminile?), donne in car-riera, casalinghe, mamme, lavoratrici, attrici, cantantiscese in piazza per protestare contro chi vede e tratta ledonne come un oggetto. Le manifestanti non criticanosolo il comportamento di alcuni uomini, ma tendono adessere molto severe con il loro stesso sesso: in particola-re, soggetto/oggetto della rabbia femminile, sono tutte le “donne” che utilizzano il propriocorpo e la propria bellezza per fare carriera o, più semplicemente, per soldi. E, per smentire idubbi di qualche superficiale, a manifestare non c’erano solo vecchie “Desperate House-wives” invidiose della forma fisica delle varie Ruby, ma attrici come Isabella Ragonese o Va-leria Solarino, che a loro non hanno assolutamente nulla da invidiare. Una parte della stampa,ovviamente, ha cercato di sminuire la manifestazione dandole connotati politici o di parte.Certo, è duro accettare che le donne siano così forti!!! Alessandra Crotti 15
    • Curiosità La festa della donna dalle originiL8 marzo 1911, per la prima volta in Europa, punto di partenzasi celebrò la “Giornata Internazionale della per il riscatto dellaDonna”. In molte nazioni europee e negli Stati dignità femminile,Uniti, la questione riguardante i diritti delle qualcosa nel mondodonne è sempre stata un tema politico molto della politica cam-discusso. biò in loro favore.Nel 1908 a New York un gruppo di operaie di Nata in un momentoun’industria tessile che produceva cotone, di grande turbolenzascioperò come forma di protesta contro le e di crisi sociale,terribili condizioni in cui si trovavano a lavo- questa festa megliorare. Lo sciopero durò alcuni giorni, finché l’8 conosciuta comemarzo il proprietario Mr. Johnson bloccò tutte “Festa delle Donne”le uscite della fabbrica per impedire alle ope- è scaturita da unaraie di uscire. tradizione di prote-Un incendio uccise le 129 operaie, tra cui an- sta e di attivismo politico. Infatti, alla fine delche alcune italiane, rimaste imprigionate 19° secolo, le donne nei paesi in via di svilup-nell’azienda; erano donne comuni che cerca- po industriale stavano entrando nel mondo del vano semplice- lavoro. Il lavoro per loro era però limitato al mente di miglio- settore tessile, manifatturiero e dei servizi rare le proprie domestici, dove le condizioni erano misere e i condizioni di salari bassissimi. vita. Le manifestazioni di protesta e gli scioperi Dopo questo tra- aumentavano sempre di più, mentre i sindacati gico evento, che che si andavano formando e rafforzando riflet- sottolina le pessi- tevano maggiormente sulle problematiche me condizioni legate alla condizione femminile. Nel frattem- lavorative esi- po aumentavano sempre di più i conflitti tra stenti a quel tem- operai e imprenditori. In Europa, le fiamme po per le donne e della rivoluzione erano accese. che rappresenta il Alice Rota Scamarcio sale sul palco, Shakespeare tremaChe Shakespeare stupisca sempre è ormai noto, ma che RiccardoScamarcio, idolo di migliaia di ragazzine, possa interpretare Romeoassieme a Deniz Ozdogan a teatro, lascia tutti piuttosto perplessi.Eppure si dice che i teatri italiani si siano “litigati” Scamarcio (forsesolo per farsi qualche risata?) ma che solo uno l’abbia potuto vederrecitare sul suo palco: si tratta del teatro Eliseo di Roma. Il fascinodel bel tenebroso non gli manca, ma sarà riuscito a cogliere la com-plessità del personaggio Shakespeariano? Dopo Moccia interpretareShakespeare sarà stato uno scherzo… certo non si può dire che siastato un deja vu! Alessandra Crotti*Il murales in copertina è stato realizzato da alcune ragazze di 1^ N e dalla prof.ssa Gritti durante il Monteore.16