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32 pagine di attualità, approfondimenti, storie, fotografie, racconti simpatici.. HowL è tornato con il suo 21°numero!

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  • 1. Maggio 2012 Anno 6, 21°Numero HOWL Le new entry del Cattaneo Dall’Aglio da PAGINA 6 L’ EDITORIALE di Giuliano Gabrini Speciale gite Ritrovarsi a scrivere un editoriale per Howl Periodo di gite e anche menti della vostra gita che so- dopo anni di assenza è, a dirla tutta, piutto- Howl è partito. In ogni no sempre i migliori aneddoti. sto strano. gita, viaggio d’istruzione, Nell’ultima pagina, in retroco- Sarà che durante tutto questo tempo non ho Howl c’era. E così, il no- pertina, la nostra fotografa mai smesso di rimproverare Petrone per stro numero è dedicato a Ilenia Darko, ha raccolto le non averlo abbandonato del tutto ed ora mi voi, ai vostri viaggi, ai mo- foto più belle delle vostre gite e ritrovo a fare altrettanto (non che sia giusto menti di riflessione come ne ha fatto uno splendido col- abbandonare Howl, intendiamoci! Sempli- a L’Aquila e Auschwitz. lage. cemente trovo sia corretto lasciarlo in eredi- Ma anche le vostri frasi Un mosaico dei vostri ricordi. tà anno per anno alle nuove redazioni che si divertenti. Nella speranza E allora, sfogliate Howl, in vengono a formare), sarà che sono passati che ognuno di voi conservi queste pagine ci siete tutti voi! tre anni dall’ultima volta che ho scritto su questo numero e che tra queste pagine… qualche anno lo rilegga per ricordare i bei mo- ALL’INTERNO Mi è stato chiesto, in quanto redattore della “vecchia guardia”, di contribuire con questo articolo in occasione del quinto compleanno della nostra testata. Che dire, dunque? Howl nacque in seguito alla riunione di un Blackout al Cattaneo gruppo di scapestrati tenutasi il 3 marzo del 2007; nessuno dei partecipanti fa più attual- E poi dicono che in que- un qualunque professo- mente parte del giornalino, anche se tutti continuano a ritrovarsi periodicamente sot- sta scuola non succede re che per dovere di pri- to le mentite spoglie del Collettivo IAM. La mai niente di interes- vacy chiameremo all’in- necessità di un giornalino dell’istituto Catta- sante. Invece, succede glese Prof. Furrier (Vi neo – Dall’Aglio diventò palese quando l’al- che in un pomeriggio basterà tradurre in in- lora preside, William Arduini, decise di so- qualunque di un 23 feb- glese per trovare indizi spendere la stampa di “Testata” (un periodi- braio qualunque, in una sul mister x). co studentesco anonimo ed autogestito, classe qualunque (3F), sponsorizzato dai “rivoluzionari della cultu- in un orario di laborato- Prosegue a PAGINA 11 rio qualunque ma non PROSEGUE A PAGINA 3
  • 2. PAGINA 2  Editoriale Pagina 3  Precisazioni della redazione Pagina 4  Il mio non-epilogo Pagina 4 e 5  Le new entry del nostro istituto Da pagina 6 a 8  Progetto Mondinsieme Pagina 9-10  Black out al Cattaneo Pagina 11  Spazio Riflessivo Pagina 12  Sguardo sul mondo Pagina 13  Drammi nel mondo calcistico Pagina 14 e 15  Speciale gite Da pagina 15 a 21  Il Cattaneo in TV! Pagina 22  Mike il pollo senza testa Pagina 23  Dragozilla Pagina 24-25  Concorso fotografico Pagina 25  CONSTAtazioni da Dj Pagina 26  Spazio teatro Bismantova Da pagina 27 a 30  Constatin playlist e Pagina 31 Crucicattaglio  Collage gite di Ilenia Darko Pagina 32 La redazione di HowL: howl.redazione@gmail.com - www.urlohowl.blogspot.comAndrea Dallari 4M Giancarlo Constantin 3FAndrea Magnavacchi 5P Giulia Bedini 4QAngelo Cosentino 4P Ilenia Darko 3DBenedetta Valdesalici 5P Linda Parmeggiani 4QDino Sabovic 2M Luca Casillo 3DCristian Petrone 3F Simone Zobbi 4G
  • 3. Anno 6, 21°Numero HOWL PAGINA 3ra” Shon Koia e Labina Nivalis) per ragioni legate masti tutto sommato gli stessi di quando facevoalla difficoltà nel gestirne le implicazioni politi- parte attivamente della redazione: poca gente conche/umane in un ambiente, quello della scuola voglia di scrivere e tanta fatica per coinvolgerla,superiore, già di suo estremamente esposto ad ac- qualche limite nella diffusione dettato più dal rifiu-cuse ed attacchi provenienti dall’esterno. to del pubblico che dalle responsabilità redazionaliIndividuando nella persona di Damiano Razzoli il (del resto è normale che sia così: non si può speraresoggetto adatto a portare avanti l’elaborazione del- di piacere a tutti, basta essere sicuri di fare del pro-la nuova testata, si procedette con il reclutamento prio meglio per appassionare qualcuno) e, proba-degli studenti interessati e l’organizzazione di va- bilmente, ancora il grosso scoglio dell’immaginerie riunioni di quello che si presentava come il del giornalino come qualcosa di esterno alla vitanuovo “laboratorio di giornalismo”. Tra lezioni studentesca su cui lo studente qualunque non hainterminabili su etica giornalistica e analisi tecni- modo di intervenire.che delle forme e delle tipologie dei periodici, la I limiti, cinque anni fa, erano esattamente gli stessi,redazione si plasmò e incominciò ad accogliere ma la redazione non si è scoraggiata e la continuitànuovi membri. nel tempo lo ha dimostrato; le polemiche ovvia-Il primo numero di Howl venne dato alle stampe, mente non sono mai mancate, ma personalmentepoi il secondo… e ora siamo qui, a distanza di cin- le ho sempre ritenute la parte più divertente delque anni, in procinto di leggere il ventunesimo. nostro lavoro di pseudo giornalisti.Non servirebbe a nulla elencare asetticamente i A noi vecchi redattori, cosa ha dato Howl? Un mo-nomi di tutte le persone che hanno contribuito alla do di esprimerci e di sfogarci, un motivo per odiarsicrescita di questo progetto nel corso di tutto que- a distanza di anni rileggendo righe di cui non sisto tempo: alcuni hanno partecipato solo ad un condivide più nulla o per apprezzare ancora di piùpaio di riunioni, altri hanno avuto una presenza determinate persone “col senno di poi”, ore di di-così costante da stupire persino i redattori della vertimento e di discussioni accese, decine di lezioniprima ora, altri ancora, come le comete, sono spa- saltate con le scuse più futili perché “si era del gior-riti all’improvviso per poi ricomparire a distanza nalino”, un gruppo di amici veri che sono rimastidi mesi ancora più attivi e decisi a mettersi in gio- tali col passare del tempo.co; tutti, dal primo all’ultimo, sono stati importan- Howl è uno strumento meraviglioso: usatelo il piùti e necessari per lo sviluppo della bestia multifor- possibile, sfruttatelo finché potete. A distanza dime che ha incarnato il giornalino in questi cinque anni potreste pentirvi di non averlo fatto abbastan-anni. za.Ora, leggendo Howl, vedo che i problemi sono ri- Sarebbe un peccato, no? La vecchia redazione di HowL
  • 4. PAGINA 4 PRECISAZIONE DELLA REDAZIONE SULLE POLEMICHE DOPO L’ARTICOLO SUI RAPPRESENTANTI D’ISTITUTO PUBBLICATO SULL’ULTIMO NUMERO. L’articolo pubblicato sullo scorso numero di anche vero, ma è sempre una piccola vittoria. A noi non è Howl, sui rappresentanti d’istituto, scritto da venuto in tasca niente, ne’ economicamente ne’ come ce- Christian Petrone, ma condiviso naturalmente da lebrità, nessuno ci ha steso tappeti rossi anzi, forse abbia- tutta la redazione, ha suscitato numerose polemi- mo ricevuto più critiche che altro, ma va bene così. Siamo che. Se ne è parlato tanto, forse troppo penserà soddisfatti perché tutto ciò crediamo sia stato positivo. qualcuno. Ma non è mai troppo quando c’è di Non crediamo di dover chiedere scusa a nessuno, forse i mezzo il dialogo, cosa di cui il nostro Istituto ha toni sono stati interpretati e alzati un po’ troppo, più di fortemente bisogno. E anche se fosse un dialogo quanto credessimo; sarebbe esagerato a nostro modo di acceso una discussione fiammeggiante, ben ven- vedere, interpretarlo come un attacco generalista ai rap- ga. Non era nostra intenzione offendere nessuno presentanti, non lo era. E non per “pararci il culo” (così ci (e chi ha scritto non ha usato toni offensivi) ne capiamo meglio), abbiamo invitato i rappresentanti nella tantomeno scagliarci contro i rappresentanti, nostra redazione lo scorso mese, per fare merenda insie- anche perché pensiamo che questi rappresentanti me e chiacchierare di tutto questo in modo civile, anche siano tra i migliori degli ultimi anni (non per es- per dimostrare (qualora ce ne fosse stato bisogno) che noi sere ruffiani, Howl non lo è affatto e si è visto). E’ non ce l’abbiamo con nessuno. Tutti sono i benvenuti ad stata una semplice provocazione, che voleva ri- Howl. Purtroppo due rappresentanti non sono potuti ve- chiamare l’attenzione sul fatto che la maggior nire, ma Aurora Ferri e Andrea Magnavacchi (nelle parte in questa scuola, per menefreghismo, non vesti di double-enchargement) hanno raccolto il nostro sappia ne’ cosa ne’ tantomeno il perché di ciò che invito. Si è parlato, con toni abbastanza accesi e scambi di succede tutti i giorni. Non crediamo affatto che il opinioni duri, bisogna dirlo, ma continuiamo a sostenere monteore non sia stato fatto per colpa dei rappre- che tutto ciò è positivo se si guarda la giusta faccia della sentanti. La colpa è di tutti e di nessuno. Non medaglia. Di carta per adesso (visti i tempi che corrono) abbiamo accusato nessuno, ne tantomeno i rap- ce n’è ancora e ce n’è per tutti. Vorremmo che chi avesse presentanti, lo ripetiamo con fermezza. E’ stato qualcosa da dire, lo scrivesse perché Howl deve essere un titolo provocatorio, perché abbiamo giocato ai questo. Uno strumento unico per tutti voi, per tutti noi. “piccoli giornalisti”. Era una critica generale, ri- Studenti, rappresentanti, bidelle, professori. TUTTI. volta a tutti e prima di tutto a noi stessi. I giornali Howl è aperto. Howl è una bocca che non vede l’ora di devono anche essere un po’ polemici a volte e con urlare per voi. Howl non vede l’ora di essere la voce di furbizia (nel nostro caso benevola) devono saper tutti voi, anche, anzi, specie di voi rappresentanti. Ne sa- cavalcare la cresta dell’onda e l’unico nostro cela- remmo felici. Dialogare, discutere, litigare, arrabbiarsi, è to obbiettivo era quello di cercare un dialogo tra meglio che tacere. Le fiamme non si alimentano col silen- tutti, di dare la scossa, di “svegliare” le persone, zio, ma col calore che significa passione per le proprie ad interessarsi di qualcosa. Qualcuno penserà che idee. Combattere per le proprie idee come hanno fatto lo strumento non sia stato adatto? Beh, però Aurora e Christian. Howl è il giornale della scuola, se non Howl quale strumento deve essere usato? Eppure, il giornali- no è andato a ruba, è stato letto, molti si sono Meglio morire di calore che di freddo… interessati come non mai. Per pochi giorni? Sarà La redazione LA NOSTRA INVIATA DAGLI STATES SULLA VIA DEL RITORNO… ——————————————————————————--——————————————————————————--————— Il mio non-epilogoLa mia esperienza è quasi giunta al termine.Se cè una cosa che posso dire con estrema certezza è che non mi sono mai pentita di aver preso quellaereo.Con ciò non dico che non ci siano complicanze nello stare così tanto tempo lontani da casa. Non dico chenon ci siano stati giorni in cui ti vien quasi da maledire "il piatto in cui hai mangiato"… Anzi, lo dico. Ci so-no momenti in cui ti senti proprio solo e vieni anche un po abbandonato da tutti. Ci sono momenti in cuinon vorresti essere qui, ma nemmeno là. Quei momenti in cui ti senti fuori luogo, o addirittura senza luo-
  • 5. Anno 6, 21°Numero HOWL PAGINA 5go. Nessuno ne parla mai dei lati tristi di queste me persone mi hanno trasmesso.esperienze. In effetti la ragione per cui si ometto- Se cè una cosa che ho imparato da questa esperienzano è ben più grande di tutto ciò. è che a 17 anni hai abbastanza energia da prendere ilVoglio dire, mi guardo ora: in questo anno penso volo. Quando hai 17 anni puoi spaccare tutto, ognidi aver fatto e imparato più cose che in 18 anni di tipo di barriera, fisica o mentale che sia.vita e di scuola. Puoi prenderti, metterti in una valigia e andare via.Per un anno ho vissuto una vita senza chiedere Puoi svegliarti un giorno e scoprire di aver passato gliperché, lasciandomi trasportare dallenergia delle ultimi tuoi 8 mesi di vita lontano da casa, lontano dapersone. ogni cosa importante e non sentirne il peso. Non cre-Ancor più bello di ciò che ho fatto è stato chi ho do ci sia altro tempo per fare tutto ciò. Se mi guardoincontrato, chi ho conosciuto e chi ho solo visto e indietro un po mi pento di non aver vissuto come homai dimenticato. fatto in questi mesi… nella cosciente ipocrisia che soChe sia stata anche un po questa America… Que- di dover tornare sui miei passi.sta doppia faccia! La mia esperienza è quasi giunta al termine… ma inQuesto paese con tanti di quei lati che non si rie- realtà credo che una volta cominciata questa espe-scono più a contare. Come una figura solida dalle rienza non possa finire mai.mille e mille facce, spigoli e vertici che se la guar-di da lontano puoi vedere una perfetta sfera lucci-cante. Abbagliante.Così piena di problemi, ma così politically cor-rect! Linda ParmeggianiUn paese dove la scuola è il divertimento e il pun-to di ritrovo. Dove la leggerezza fa a pugni con lavoglia di progresso, di vivere e capire che tantissi- Gli amici di Intercultura di Linda
  • 6. PAGINA 6 LE NEW ENTRY DEL CATTANEO DALL’AGLIO A causa della guerra civile in Libia, numerosi rifugiati politici sono arrivati in Italia e anche nelle nostre zone. Alcuni di loro sono ospiti nella nostra scuola e hanno scel- to diverse classi in cui stare. Un nostro redattore li ha conosciuti e li ha convinti a raccontarsi…A scuola come è noto a tutti sono arrivati dei ragazzi Adam. Magari con un po’ di ritardo rispetto al loroafricani, tutti fuggiti dalla guerra in Libia ma tutti con arrivo però alla fine abbiamo fatto amicizia e devouna storia a sé. Sono sette e ciascuno di loro ha scelto dire che sono strepitosi, capisci seriamente che inla scuola che preferiva dividendosi tra Liceo Scientifico questi casi anche un semplice saluto è importante.e Linguistico, ITI e Geometri. Storia a sé perché tutti Non cè stata una volta che non li abbia visti col sorri-hanno origini diverse, anche se quattro vengono dal so e non è sicuramente uno di quei sorrisi che ma-Mali, Amidu (2G), Bamba (2P) Dumbia (2G) e scherano il viso a cui purtroppo siamo spesso abitua-Danfa (2P), non significa certo che si conoscevano, ti, è un sorriso sincero, voluto perché anche un sem-infatti mi hanno detto che si sono incontrati per la pri- plice Ciao Tony, come va? , in una situazione similema volta qui in Italia, per quanto riguarda gli altri: uno fa piacere. Anche dopo il loro trasferimento a Felinaproviene dal Senegal, Balde (2Q), uno dalla Costa d’A- siamo rimasti in contatto e ogni tanto organizziamovorio, Makan (2Q), e uno dal Niger, Assim (4G). una bella partita a calcetto mirata seriamente al di-Due di loro, Balde e Makan, hanno trascorso una setti- vertimento e alla voglia di sostenere e aiutare questimana nella mia classe perché la 2Q, la classe che li ac- ragazzi. Dopo la partita si chiacchiera del più e delcoglie, era andata in gita. Devo dire che la riposta è meno così come si fa normalmente in un gruppo distata positiva e tutti noi labbiamo vissuta come unoc- amici ed è in questi momenti che davvero ho impara-casione. Una grande occasione. Eravamo tutti consa- to tanto. Si apprende che i loro bisogni o le loro ri-pevoli che non dovevamo sprecarla, che avremmo po- chieste, ciò per cui si stanno “battendo” per avere,tuto finalmente insegnare qualcosa a chi ne ha real- sono cose che ormai noi diamo per scontate, che nonmente bisogno e allo stesso tempo impararne molte ci accorgiamo nemmeno di avere, anzi di essere for-altre. Questi ragazzi hanno mille e più risorse! tunati ad avere; potere andare tranquillamente inTuttavia non è la prima volta che incontro e faccio co- gelateria a prendersi un gelato, poter salutare la pro-noscenza con ragazzi provenienti da questa brutta si- pria famiglia prima di uscire, avere almeno la possi-tuazione e che sono stati disposti a tutto per migliorar- bilità di cercare un lavoro. Ma non parliamo solo deila. A Casina, dove vivo, all’Albergo Centrale erano in- loro problemi. Interessandomi di politica discutiamofatti ospitati cinque ragazzi, sempre rifugiati politici e anche sulla situazione di alcuni paesi dell’Africa. Do-sempre provenienti dalla Libia, con età e provenienza mando se è vero quello che leggo sui quotidiani e co-differente però; tutti sopra i ventanni e col più grande sa più importante chiedo il loro parere perché saran-che ne ha poco più di trenta. Tre nati in Ghana, An- no pure venuti via ma l’Africa rimane sempre nei lorothony, Kwajo e Janefy, e due in Sudan, Kamis e cuori. Anthony con, a destra, Angelo Avevamo pensato di fare una semplice intervista ad uno di loro solo che mi sembrava troppo poco, limita- tivo nei loro confronti. Per questo abbiamo deciso di fare una cosa diversa. Ho scritto due "scalette" che a dirla tutta contenevano le domande che sarebbero state fatte in un’eventuale intervista e le ho consegna- te una a Balde che è uno dei ragazzi con cui a scuola ho fatto maggiore conoscenza e una ad Anthony, uno di quelli che era a Casina e con cui sono rimasto in contatto. Lindicazione è stata quella di scrivere loro per Howl, non semplicemente rispondendomi alle domande ma mettendo tutto per esteso. Una paginet- ta scritta direttamente da loro e nelle loro lingue pre- ferite. Il primo ha scritto in francese e Tony in ingle- se; entrambi sono stati chiarissimi e felicissimi di poter scrivere. Le due pagine che seguono sono pro- prio la traduzione del loro testo, niente di più, non ho aggiunto nulla e non lo faccio nemmeno ora perché non c’è nient’altro da anticipare. Rappresentano pro- prio una presentazione esaustiva di questi due ragaz- zi d’oro. Buona lettura. Angelo Cosentino
  • 7. Anno 6, 21°Numero HOWL PAGINA 7ANTHONY DAL GHANA A REGGIO EMILIA, ALLA RICERCA DELLA FELICITA’, DEI DIRITTI E DELLA LIBERTA’ Anthony ci scrive raccontandoci il suo viaggio tra una città e l’altra. In attesa di sa- pere quale sarà il suo destino e se otterrà il permesso di restare, ci racconta le sue speranze per il suo futuro, tra un pizzico di nostalgia per il suo Paese.Ciao, sono Anthony Yankey, ho venticinque anni e italiano e i diritti e la libertà di un individuo. Diversa-vengo dal Ghana. Sono arrivato in Italia lundici giu- mente da quello che succede in Libia dove un stra-gno 2011, naturalmente attraverso il mare. Inizialmen- niero non ha garantite né le possibilità né late sono stato portato a Lampedusa e tre giorni dopo libertà individuale nel “Libro Verde”, ovvero lasono partito per una città chiamata Bari; tre giorni di costituzione del paese fino al 15 febbraio 2011. Daltroviaggio su una grande nave per passeggeri. canto la vita in Italia è economicamente molto moltoSulla nave ho trascorso dei bei momenti perché era la difficile.prima volta che viaggiavo sul mare su una nave sicura Le dinamiche politiche del governo nei confronti de-e comoda ed anche perché ero con la maggior parte gli immigrati che come me stanno chiedendo il per-degli immigrati che come me hanno sacrificato messo di restare qua, sono un altro fattore delle diffi-la propria vita per effettuare il viaggio scap- coltà che e i miei amici stiamo affrontando anche ora.pando dalla guerra politica in Libia. Dopo tre Il Ghana sembra essere uno dei migliori paesi africa-settimane mi hanno portato a Cervarezza, un paese ni che sono cresciuti o maturati nelle condizioni dellanelle montagne di Reggio Emilia, in Emilia Romagna. libertà di parola e democrazia; il giorno dell indipen-Sono stato lì per due settimane in un hotel e poi sono denza è molto vitale per me, quasi essenziale, nonstato trasferito a Casina, circa trenta chilometri da posso descrivere come mi manca questo grande even-Cervarezza. Anche a Casina ho vissuto in un hotel per to annuale. La celebrazione mi aiuta a incontrare isei mesi consecutivi e dopo sono stato trasferito in un miei vecchi amici, studenti e lavoratori che vivonopaese vicino chiamato Felina dove vivo tuttora aspet- lontano da me. Per concludere, spero di avere untando e pregando per un buon responso della mia peti- buon permesso per rimanere in Italia perzione al governo italiano. LItalia mi aiuta, anche per cambiare la mia attuale condizione ed esserequesto ci sto bene. Questo perché a differenza della capace di avere una vita più sana e felice nelLibia, ho visto che la costituzione italiana permette ad futuro.un immigrato, in altre parole ad uno straniero, la mag- Anthony Yankeygior parte delle possibilità che ha un vero cittadino Il gruppo di Anthony
  • 8. PAGINA 8 BALDE, DAL SENEGAL ALL’ITALIA. “CHI RISPETTA TUTTI, VIENE RISPETTATO. AMO L’ITALIA E QUESTA SCUOLA”. Uno dei rifugiati ci scrive raccontandosi tra ringraziamenti all’Italia che ha sempre amato anche quando non avrebbe mai pensato di arrivarvi un giorno, alla nostalgia di casa e della famiglia. Ma Balde guarda avanti e il suo sogno è il giornalismo.Ciao, sono Balde Abdoulaye e sono nato il 10 che la mia salute; loro soddisfano i miei bisogni e ioGennaio 1997 nella regione Kolda in Senegal. ricambio rispettando le regole. Mi rispettano edSono arrivato in Italia il 14 giugno 2011 precisa- io rispetto loro. Auguro loro un bellissimo futuromente a Lampedusa, attualmente però vivo in e le incoraggio molto profondamente a continuare.Emilia Romagna nel comune di Viano in via Insomma grazie mille!Pauli n°4, in tutto sono 10 mesi che sono in Ita- Io amo moltissimo la civiltà, la maturità del popololia. Prima di tutto volevo ringraziare il governo e la cultura di questa società che ho tanto amato eitaliano, in particolare il Ministero dell’Interno, rispettato anche prima di venire qui ed anche senzala Polizia, l’avvocato, la commissione e natural- sapere che sarei mai giunto qui in Italia.mente le educatrici della cooperativa “Il Piolo” La cosa che mi manca di più del Senegal è la miaper avere rispettato i nostri diritti e i nostri do- famiglia, mi manca tantissimo. Mia mamma, i mieiveri. Volevo soffermarmi un attimo sulle educa- due fratelli e mia sorella, mi mancano proprio tutti.trici perché grazie a loro mangio bene e curo an- La nostalgia è troppo forte e penso sempre a loro. Li saluto e do loro un grande abbraccio. Tuttavia sono molto felice di compiere i miei primi studi superiori al liceo di Castelnovo ne Monti che aiuta moltissimo l’integrazione con la società italiana e apre le porte per un buon avvenire. Sono anche contentissimo di avere fatto la conoscenza e l’amicizia con gli studen- ti della scuola e in particolare con quelli delle classi 2Q e 4P, li ringrazio davvero di cuore. Per il mio futuro vorrei fare tante esperienze, in Ita- lia la possibilità che si avveri questo desiderio è maggiore che in Senegal, per questo vorrei davvero poter vivere la maggior parte delle esperienze possi- bili, per me significherebbe tanto. Per quanto ri- guarda la scuola, a me piace in particolare scrivere e leggere per questo vorrei continuare tanto gli studi con “Scienze della Comunicazione” oppure fare Giornalismo. Balde Abdoulaye
  • 9. PAGINA 9 Anno 6, 21°Numero HOWL IL CATTANEO DIVENTA INTERCULTURALE PER ABBAT- TERE LE BARRIERE DEL RAZZISMO. MONDINSIEME HA TENUTO DUE LABORATORI NELLE CLASSI 2F E 4F. ALCUNI RAGAZZI RACCONTANO COM’E’ ANDATA. esempio, ho chiesto di condividere gli insulti “razzisti” ad alta voce, con tutta la classe. Dopo-In una società come la nostra, nel quale è diché ho spiegato ai ragazzi il significato di Co-sempre più frequente interagire con persone lonialismo e quali strascichi ha lasciato nel pen-di diversa origine e nazionalità, sta prenden- siero e nella cultura occidentale, causando poi ildo sempre più piede il cosiddetto approccio pensiero razzista. In questo modo ho cercato diinterculturale. A Reggio Emilia, c’è un cen- far immedesimare i ragazzi al posto dei coloniz-tro interculturale, Mondinsieme, all’avan- zati e cercare di abbattere in loro ogni pregiudi-guardia in Europa e nel mondo intero, che zio ma soprattutto smontando ogni stereotipo”.ha molto aiutato in questi anni l’integrazio- Mentre per la 2F, la traccia era differente ma ilne degli stranieri con i cittadini reggiani, tema sostanzialmente uguale, ovvero Migrazio-tant’è vero che Reggio è una delle città più ni nei Media. “Abbiamo trattato il razzismointegrate d’Italia, in cui diverse realtà convi- analizzando i media, perché i giornali, la televi-vono civilmente e cordialmente. Mondinsie- sione, le radio, hanno un linguaggio discrimi-me tiene laboratori interculturali in tutte lescuole della provincia, cercando di aiutaregli studenti a superare i pregiudizi e la stupi- Prosegue a PAGINA 10da piaga del razzismo. Così, anche la scuolaed in particolare la Prof.ssa Cleonice Pigne-doli, ha contattato Mondinsieme per teneredei laboratori anche al Cattaneo, coinciden-do proprio col periodo in cui sono arrivati i Claudio Leurinirifugiati nella nostra scuola, di cui abbiamoampiamente trattato in questo numero. Eproprio i rifugiati, sono stati una grande op-portunità, perché hanno fatto parte del pro-getto di laboratorio stesso, venendo intervi-stati dai ragazzi, spronati alla socializzazionee alla conoscenza con essi. Inoltre, i labora-tori, sono stati tenuti in classi in cui ci sonostranieri che fino a questo progetto eranoforse marginalizzati dal resto del gruppo; malavorare a stretto contatto tra loro e cono-scersi meglio tra loro (di solito è lo scogliopiù grande da superare, per sciogliere ilghiaccio) ha migliorato notevolmente le co-se.Damiano Razzoli, tra l’altro fondatoreproprio del nostro Howl, lavora come re-sponsabile della comunicazione nell’impor-tante centro di Mondinsieme, ma fa anchel’educatore interculturale. Proprio lui ha te-nuto i laboratori nelle due classi e ci spiegacosa ha realizzato insieme alle classi. “Il me-todo se vogliamo è un po’ forte all’inizio –spiega Razzoli – Nella classe quarta ad
  • 10. PAGINA 10 natorio verso gli stranieri, che entra nelle novo, dovendo prendere treno e corriera. nostre case e nel nostro parlato di tutti i Sembrano tutte cose banali, però se ci si pen- giorni che ci influenza tantissimo. Ad esem- sa comporta sacrificio e non solo economico. pio quando una persona di origine straniera Io svolgevo il ruolo del presentatore allinter- compie un furto, si pone subito l’accento ne- no del telegiornale. Personalmente ho inter- gativo sul fatto che fosse di origine stranie- vistato mio nonno, infatti aveva combattuto ra. Tutto ciò, ai fini dell’interculturalità è da nel secondo conflitto mondiale,dunque si è combattere e da abolire. Perciò abbiamo spostato di molto...”. realizzato una sorta di telegiornale, intervi- stando ad esempio i rifugiati ma non solo. Il Mentre Marco Sanfilippo invece va più a tema riguardava le migrazioni, perciò in fondo: “Durante il telegiornale ho avuto il senso più ampio, il viaggio. Spero che sia compito di dirigere le riprese della maggior stata un’esperienza utile e che sarà utile nel parte dei servizi creati. Non era un lavoro proseguo della loro vita. Ho visto molta par- particolarmente difficile, bastava scegliere le tecipazione e sono davvero contento di co- adeguate e giuste inquadrature per la situa- me sono andati i laboratori”. Infatti, com- zione e cominciare a registrare. Non cè un menti di soddisfazione sono arrivati dagli intervista che mi ha colpito in particolare, le studenti stessi coinvolti nel progetto. Clau- ho trovate davvero tutte quante affascinanti: dio Leurini ci dice: “Abbiamo creato una dalle centinaia e centinaia di chilometri per- specie di telegiornale, nel quale cerano le corsi da Domenico Leurini, il nonno di Clau- interviste fatte a delle persone. Largomento dio, durante la guerra, fino alle piccole im- era “il viaggio”, “lo spostarsi”, in modo mol- prese quotidiane del prof. Casa per poter to generico. Ad esempio tutti quei ragazzi avere la soddisfazione di insegnare a dei ra- che prendono la corriera per andare a scuo- gazzi; tutto decisamente molto toccante, la, o come per esempio il Prof. Giovanni Ca- un’esperienza che ti fa davvero capire il sen- sa, che da Modena viene a lavorare a Castel- so della parola viaggiare”. Il video telegiornale è stato proiettato, assie- me a tutti i lavori delle scuole di Reggio e Marco Sanfilippo provincia che hanno aderito al progetto dei laboratori di Mondinsieme, allo splendido ed enorme Centro Internazionale Loris Mala- guzzi, a Reggio Emilia, che è la base anche di Reggio Children, modello educativo mondia- le che tutti invidiano al nostro capoluogo. Le classi sono state ospiti del Centro, insieme a tutte le altre scuole, in occasione del 21 Mar- zo, “Primavera senza Razzismo”, istituita co- me giornata mondiale contro il razzismo. Christian Petrone
  • 11. PAGINA 11Anno 6, 21°Numero HOWL LE AVVENTURE DEL PROFESSOR FURRIER/CAPITOLO 1 IL PROFESSOR FURRIER CAUSA UN BLACK-OUT AL CATTANEO PROSEGUE DALLA PRIMA PAGINA elettrotecnico. Alla domanda: come mai fosse saltata la corrente, il prof. Furrier, dopo ore diSuccede che in questo giorno qualunque, esitazione, raccoglie le idee e con spavalderia,il professor Furrier, intento ad illustrare il quasi fosse scontato il motivo controbatte:funzionamento di un impianto, con una “Ah…sovraccarico”! E poi aggiunge con tonomossa degna dell’onda energetica di Dra- saccente, lavandosi le mani dalle colpe: “Ah, segon Ball, fa saltare tutta la corrente del qualcuno ha perso il suo lavoro, io lo dico sem-Cattaneo. Proprio in quel preciso istante pre di salvare frequentemente il file”. Gugliel-la vera notizia è che qualche studente ha mo, stizzito ed irato, prende il suo arco con lesmesso di sonnecchiare sui banchi, perché frecce e se ne va. Il professor Furrier, comeconsapevole di essere nel bel mezzo di un esclamerà poi più tardi “a piedi, tutto a piedi”,vero e proprio evento da non perdere. Mo- si veste col suo manto e attraversa tutto il piaz-menti di panico e di terrore nel laborato- zale per riattivare la corrente dal quadro gene-rio soprastante di Sistemi, dove una quin- rale. Poi, rientra in classe con il suo sguardo data stava lavorando al personal computer bischero furbesco, si sveste della sua pelliccia,(sempre per usare le parole del Prof. Fur- si siede e arricchisce i ragazzi di particolari e dirier) senza aver avuto la possibilità di sal- ulteriori spiegazioni: “Ah signori, c’ho datovare il proprio lavoro. Gli accidenti di que- troppo su. Comunque ragazzi, doveva succede-sti ultimi si sentivano ovunque e dopo al- re, altrimenti non vi divertivate…”.cuni secondi fanno irruzione davanti al Un alunno commenta l’accaduto: “Ogni voltaprof. Furrier, in laboratorio con la sua 3F, che abbiamo laboratorio ne succede sempredue studenti di quinta capitanati dall’ar- una, o una gaffe o una parola storpiata all’in-ciere prof. Guglielmo, che è risaputo vor- glese come sostware anziché software. E’ dav-rebbe scagliare frecce sopra la testa del vero uno spasso. Meno male che c’è lui, ha ra-Prof. Furrier e non centrare la mela, per gione quando dice che ci fa divertire”. Un altrochiedere spiegazioni al brillante e saggio ancora aggiunge: “Fa morire quando si vanta di aggiustare tutto lui nella scuola oppure di modificare le play- station…”. “…o quan- do si vanta di aver programmato la campanella automa- tica al Cattaneo – gli fa eco un altro stu- dente –“. Eh sì, in giorni qua- lunque, meno male davvero che c’è il Professor Furrier…
  • 12. PAGINA 12 HowL - Spazio riflessivoAlcuni mesi fa, in un mio precedente articolo, dosi «il futuro». Se il futuro è quello,scrissi tra queste colonne una critica ai professo- allora tanti auguri Italia, e sarebbe vera-ri della scuola italiana. L’articolo riguardava fatti mente meglio scappare, visto che chi èdi cronaca vera, non voleva (e non doveva) esse- al potere finché non muore ci rimanere un affronto a nessuno, ma soltanto una rifles- senza dar spazio a nessun’altra persona,sione che probabilmente in pochi hanno voluto giovane o adulta che sia.fare. Un vero peccato, credevo che riportando In un Paese normale non ci sono carabi-fatti di cronaca realmente accaduti qualcuno si nieri che girano a far valere privilegi chesarebbe interrogato, ma ancora una volta mi non gli spettano mentre altri loro colle-sbagliavo. Avrei tante cose da controbattere a ghi ci mettono la faccia e rischiano laqueste persone, ma sinceramente non ne ho vo- vita per la giustizia. In un Paese con la Pglia di farlo in questa occasione, credo che una maiuscola le scuole non sono abbando-persona matura possa ragionare anche senza il nate a se stesse, ma c’è qualcuno chemio intervento mediatico. Sono convinto però dalla capitale cerca di varare riformeche qualcosa in Italia stia succedendo: siamo giuste e innovative, non delle repliche dialla deriva, e giorno dopo giorno mi convinco riforme scadute da decenni.sempre di più che forse è meglio andarsene da Se siamo in queste condizioni, dove ogniquesto Paese corrotto e ormai privo di cultura e giorno vediamo qualcosa che non va,valori. Fuggire è rimasta l’unica cosa da fare. dobbiamo renderci conto che questaIn una recente intervista fatta dopo un concerto non è la normalità (come voglionoal teatro Bismantova, uno dei tre musicisti del farci credere), e per questo serve lottareBeaux arts string trio, Francesco Pepicelli, per cambiare quella che ora è diventataha detto che «i cittadini italiani, nonostante le una realtà, fatta di paradossi e illogicitàpossibilità culturali che ci sono, come internet e che non guarda al futuro ma vive allale biblioteche, hanno messo la cultura generale giornata.in secondo piano, proprio come accade nel-la scuola. Non credo che ci siano molte perso- Simone Zobbine preparate culturalmente, perché purtroppofanno carriera e soldi persone che non sanno Twitter @SimoneZobbinulla, ma diciamo che hanno altri talenti inaltre cose, e neanche le persone che ci rappre-sentano hanno una grossa cultura, a partiredai nostri politici. Se penso ai politici di 30 o 40anni fa, con tutti i loro difetti che però ognunodi noi ha, erano persone con tutt’altra cultura,mentre oggi c’è troppa gente che ci rappresentae sa poco».Sono parole che mi hanno fatto riflettere a lun-go, non era la prima volta che le sentivo, già inaltre interviste mi era successo di sentire frasisimili, ma dette da un musicista come Pepicellimi ha fatto pensare ancora di più, e ho pensatodentro di me: «E’ proprio vero..».Non è tollerabile che in un Paese normale unocome Roberto Saviano sia contestato duramentedai suoi stessi concittadini, che lo ritengono unabrutta persona che «doveva farsi i fatti suoi».Allo stesso modo non è tollerabile che così tantepersone laureate sono spesso senza un lavorofisso, mentre «chi ha le conoscenze» si trova asedere come consigliere o parlamentare definen-
  • 13. Riflessione storica sul razzismo PAGINA 13Anno 6, 21°Numero HOWL HowL - Sguardo sul mondo SIAMO MAI STATI UMANI?Non è facile a volte comprendere le differenze possiamo trarre solo vantaggi, come arricchire letra le persone, perché tutti noi rimaniamo in nostre menti, imparando così a conoscere meglio laun certo senso sconvolti dalla diversità cultu- gente. Non dimentichiamoci mai che lodio fra per-rale, tradizionalista o sociale, ma non può di- sone non ha mai giusti fini, perché traendo spuntiventare un motivo su cui fondare pregiudizi o dalla storia, con lodio razziale si è arrivati so-stereotipi che ci portano molte volte a forme lamente alla guerra e al genocidio. Dobbiamodi razzismo. Così, si perde di vista lunica cosa renderci conto di vivere in un periodo che non isolache ci lega tutti, ovvero la curiosità di cono- le varie nazioni, ma le tiene in contatto, grazie allascere e accogliere con tolleranza la diversità comunicazioni moderne e i trasporti, come non eraculturale, senza andare ad isolare queste per- possibile nei secoli scorsi. Ormai tutti i giorni ci tro-sone. Ma questo concetto non è ancora molto viamo a comunicare con persone di ogni origine echiaro a tutti noi; forse perché ci impaurisce ogni paese, ma che però condividono con noi lelidea del diverso da noi e dalle nostre abitudi- stesse idee, opinioni o passioni; questo deve farcini, perché viene considerata la diversità cultu- capire che non sono differenti da noi, anzi al contra-rale come una cosa che vada a cambiare la rio, capiamo che loro sono uguali a noi, perchévita di tutti noi ma è importante, e soprattutto noi tutti sappiamo amare, distinguere il giu-in questo periodo storico, che la gente impari sto dallo sbagliato, arrabbiarci e affezionar-ad accettare ciò che pare differente dalle no- ci. Detto questo che nessuno può contraddire, do-stre abitudini. Dobbiamo stabilire un forte ve stanno le differenze? Come sappiamo tutti,legame con tutte le persone che ci circondano nasciamo da un grembo femminile, tutti cresciamosenza badare troppo se è straniero, perché in e tutti sviluppiamo una mente che ci rende capaci difondo dove sono le differenze fra tutti noi es- ragionare e scegliere. Un’esortazione: impariamoseri umani? Perché ci soffermiamo ad ad essere dei veri esseri umani, ma non deiosservare il colore della pelle? O a gene- giudici dell’ odio, guardiamo oltre l’apparen-ralizzare un intero gruppo sociale, come cri- za, impariamo a conoscere la gente e le loro tradi-minale, basandoci su pochi atti devianti com- zioni! Non possiamo essere a dei livelli già superatipiuti da poche persone? Dovremmo invece nella antichità, perché ci ostiniamo a rimanere deidiventare “razzisti” verso la gente che primitivi su questo fronte? Voglio solo dirvi un’uni-so lo merita come criminali, stupratori, ca cosa, non siate delle persone chiuse nel vostrospacciatori o assassini! Dovremmo avere mondo, perché non è così. Il mondo fuori da casasolo un’unica distinzione fra le persone: catti- vostra è del tutto differente, abbiate il coraggio dive e buone persone. La diversità culturale non uscirne e fare un giro, vedrete con i vostri stessi oc-deve essere considerata un fattore negativo, chi ciò che succede; comprenderete che i figli deglima come una cosa positiva, perché dal diverso stranieri non sono tanto diversi dai vostri, ma solo con una differenza: la maggior parte di loro è costretta a vivere in situazioni disumane. Se guardate attentamente, vedrete con i vostri oc- chi il viso degli sfollati per colpa della guerra e la fame delle persone, la fame vera! Compren- derete la povertà che affligge questo mondo, di quanto è freddo e comprenderemo noi tutti, che mentre stiamo seduti sulle nostre poltrone ci creiamo falsi stereotipi sugli emigrati ma ci ren- deremo conto di quanto male noi provochiamo rifiutando questa gente, perché come muore un nostro bambino, muore anche uno dei loro nello stesso modo. Di fame o per mano di un’ arma e vedremo che il colo- re del loro sangue è uguale al nostro… Dino Sabovic
  • 14. SPORT/LA RIFLESSIONE PAGINA 14 DOPO LE TRAGEDIE Cosa succede al calcio e allo sport? Dopo il calcio scommes- se ora anche le tragedie. La morte di un ragazzo come Morosini deve insegnarci qualcosa. E’ ora di riflettere… QUEL DANNATO CAMPO DI CALCIOC’è un ragazzo sdraiato su uncampo di calcio, c’è un ragazzoche per qualche istante ha prova-to a vincere contro l’avversarioimbattibile. No. Quel ragazzoproprio non voleva distendersi aterra su quel campo di calcio.C’è subito grande confusione at-torno, gli occhi di tutti sono giàpassati da increduli a sconvolti,anche i campioni piangono suquel dannato campo di calcio,nessuno si aspettava che il giocopotesse divenire tutto questo efare così male, nessuno vuole es-sere preparato per queste cose;certe cose non devono succedere nei giochi. to tempo non si poteva usare questa parolaC’è un ragazzo disteso su quel maledetto cam- riferendosi ad uno sport ormai infestato allapo di calcio, c’è una grande confusione attor- radice dal Dio Denaro che ne manipola par-no, assordante è il silenzio che si percepisce. tite, campionati e, cosa peggiore, vite. Sì,“Questo silenzio assordante mi logora”, can- proprio vite; vorresti a tutti i costi seguire latavano i Gemelli Diversi, finalmente com- tua passione ma se non sei disposto a entra-prendiamo. Dai commenti dei telecronisti, re nel loro sistema oppure se è il sistema adegli inviati sul campo, dei giornalisti subito non volerti, a calcio non ci giochi, almenodopo l’accaduto non arriva nulla, l’udito è so- ad alti livelli. Pensare seriamente che il cal-praffatto totalmente dalla vista; la vista ha cio non sia quello che vogliono farci crede-completamente svuotato la mente, la mente re, annichilisce tutti gli amanti e gli appas-adesso è pront a per rif l ett ere. sionati. Howl fino ad ora non ha mai scrittoÈ qui che ha inizio la PAUSA “lasciata” da sullo scandalo di “Calcio-Scommesse” e nonPiermario Morosini. Una pausa importantis- sicuramente per ignorare il tutto, voltare lesima, una pausa fondamentale, da non con- spalle come al solito e magari dire “non puòfondere con una vacanza quindi un’occasione essere vero, il calcio è pulito”! Il motivo staper staccarci completamente dalla nostra ma- nella difficoltà di rimanere al passo degliledetta routine e riposare. Il “Moro” ci ha of- scenari che ogni giorno si arricchiscono diferto un’opportunità enorme, possiamo final- prove nuove che incolpano altri giocatori,mente fermarci un attimo e pensare. Pensare tutti appartenenti ad un sistema marcio finose sia davvero normale, se sia giusto che serva all’osso. Sono passati appena sei anni daun’assurda morte per sconfiggere, solo per Calciopoli e già il calcio italiano è tornato inuna giornata, quei colossi che vedono il calcio crisi. Anch’essa non è da confondere con lasolo come una grande fonte di guadagno; crisi che viviamo permanentemente dapensare e finalmente scoprire che anche il quando siamo nati, dovuta alla mancanza dicalcio ha un’umanità. Già, umanità. Da quan- soldi per vari motivi; questa è una crisi di
  • 15. PAGINA 15Anno 6, 21°Numero HOWLsovrabbondanza: qui è il contrario, ci sonotroppi soldi per essere uno sport e dove ci so-no tanti soldi spesso nascono i problemi, o sene vogliono sempre di più o si è disposti atutto per averli oppure vanno nelle mani sba-gliate.Non è sicuramente il momento per fare pole-mica, la riflessione serve a pensare quelle co-se che altrimenti non avresti mai avuto iltempo di pensare, deve assolutamente servirea dimostrare che davvero una morte così as-surda non è stata invana. Morosini non eraun calciatore famoso, di quelli stra-pagati oforti a seconda dei punti di vista, io stesso di rovinarlo.ammetto che non lo conoscevo molto, peròinsieme a Vigor Bovolenta, l’ex campione az- Queste tragedie ci hanno mostrato una im-zurro della nazionale di pallavolo morto an- mensa solidarietà che ormai negli sport nonche lui recentemente in campo durante una sembrava più esistere, in particolare nel cal-partita, di Marco Simoncelli oppure proprio cio, e che però nei momenti peggiori spuntapochi giorni fa il nuotatore danese Dale Oen, fuori e anche se può sembrare un eufemismomorto dopo un allenamento, ci hanno dimo- viste le situazioni, fa piacere a chi di questostrato come lo sport possa davvero prendersi sport è innamorato e lo sarà per tutta la vita.tutto, persino la vita e questo non significache bisogna mollare ma bisogna ritenersi for-tunati a poterlo praticare. Non si deve lascia- Angelo Cosentinore spazio a coloro che tentano in tutti i modi KEEP CALM AND CARRY ONUna redattrice di Howl racconta il viaggio della sua 4Q a Londra, tra profumo dicurry, packed lunch e humour inglese inaspettatamente contagioso. Tower Brid-ge, Piccadilly Circus, Greenwich e tanto divertimento nonostante qualche disa- gio che fa’ sempre parte di ogni esperienza. doccia un po’ rotta, un cane furioso che tiSuccede che esattamente dieci giorni prima salta nel piatto e hai le occhiaie che toccanoche inizi la primavera (fate un po’ i vostri con- il pavimento perché il bambino indemoniatoti...), la 4Q fa le valigie e va nell’aeroporto più della tua host family prova un certo gustogrande che si sia mai visto in Italia, a Parma, nel piangere tutta la notte. Però sei a Lon-per volare fino a Stansted, Londra. Sì è tutto dra. E prendi la metro. E dopo due giorni saivero: se fai il bravo in inglese ti può capitare già tutte le fermate che ti portano fino adi passare una settimana di “stage linguisti- Holborn, dove c’è la scuola di lingua, e leco” a Londra. E ti capita anche di essere ospi- ripeti come una specie di filastrocca. Ti abi-tato in un quartiere inguardabile da famiglie tui anche a stare in piedi per 40 minuti ap-provenienti da tutto il mondo. Così, giusto pendendoti con un braccio alla maniglia ros-per capire un po’ come funzionano le grandicittà. Ma grandi davvero, mica come l’aero-porto da cui sei partito. Allora alla mattina ti Prosegue a PAGINA 16svegli col profumo di curry che ti avvolge, la
  • 16. PAGINA 16sa e ad ogni stazione “Mind the gap between no una distesa d’oro: niente male se consi-the train and the platform”, come una lita- deri che a cena si mangia inglese vicino ania. A scuola ci dai dentro di inglese, conver- Trafalgar e che il Tamigi diventa uno spec-sazione colloquiale, letteratura, un sacco di chio in cui si riflettono tutte le luci della cit-cose interessanti. Ti viene quasi da pensare: tà. Ti innamori talmente tanto che ti fanno“Questa scuola però non è male!”. A pranzo fare anche il giro della Londra di Shake-un panino al volo perché non ci vedi più dal- speare e sono così teatrali che ricostruisco-la fame e soprattutto non te la senti più di no il Globe Theatre come l’originale, ma intanto di ingerire il packed lunch preparato riva al fiume. Poi attraversi il Tower Bridgedalla family. Apprezzabile eh, per carità, ma e vai a visitare la Tower of London che insarà che siamo italiani e sul cibo non si realtà non è solo una torre, ma una vera re-scherza. Di pomeriggio poi, è uno spettacolo. sidenza. Ci sono i corvi neri, e dicono cheE c’è addirittura il sole. Il sole a Londra. quando questi spariranno, finirà la monar-Sembra quasi un miraggio. Eppure è lì che chia. Vabbè, God save the Queen e i suoiillumina le vetrine di Harrods e accarezza gli cappellini da paura. Le guide turistiche,scoiattoli di Hyde Park. Poi ti ritrovi a Tra- poi, sono divertentissime. Certo, quel lorofalgar Square e laggiù in fondo vedi il Big humor è un po’ inquietante all’inizio, maBen, ma ormai sono le 5 e sei a Londra: devi poi ti ci abitui e cominci a fare delle battuti-proprio farti un tè caldo con una bella scone. ne che mai avresti pensato di poter dire.Allora per qualche minuto fai finta di essere Addirittura cominci a guardare a destra perKate, oppure William, davanti a Westmin- attraversare la strada. E tutto torna. L’unicoster Abbey, ma subito senti la mancanza di giorno di pioggia è l’ultimo, come per com-casa e allora corri a Buckingham Palace a pletare il quadro che si fa un po’ triste percontrollare se i tuoi 108 bagni ci sono ancora via del ritorno. Il curry ci avrà pure dato latutti, non si sa mai che non ti venga in mente nausea, ma l’osservatorio di Greenwich me-di farla da Paolo. Tutto molto storico e molto ritava un sacco, così come l’ultimo pome-bello, quindi perché non buttarsi a Piccadilly riggio di shopping tra Oxford Street e din-Circus? Giusto per assaporare un po’ di ur- torni a far fuori le ultime sterline rimaste.ban life e per vedere un teatro ogni due metri Cenettina di addio alla City e via, di nuovoe un sacco di negozi potenti. Se sei fortunato, verso casa pieni di inglese fin sopra i capellipuò anche capitarti di farti un bel giro sul e con un’esperienza piuttosto forte dentro,London Eye al tramonto e di vedere il Big fatta di immagini, avventure, disagi, incon-Ben con la House of Parliament che diventa- venienti ma un sacco bello grosso di diver- timento. E per chi può capire: CIAO MICKKKKKY! Giulia Bedini
  • 17. PAGINA 17 Anno 6, 21°Numero HOWL VIAGGIO DELLA MEMORIA. SENTIRE PARLARE DI AUSCH- WITZ NON E’ COME VEDERLO DAVVERO Due nostri redattori al Viaggio della Memoria insieme alle loro classi, organizzato ogni anno da Istoreco, ci raccontano le sensazioni di aver visto la pagina più brutta della storia del mondo. Inoltre, abbiamo rac- colto alcuni pensieri dei ragazzi che vi hanno partecipato. Sentir par- venire i brividi, a svariate settimane di distan- lare di Au- za. Mi sono costretta a osservare, a osservare schwitz vi tutto, a imprimerlo nella mia testa nel modo assicuro più fotografico possibile, in maniera quasi ma- che non è niacale. Ho implorato che finisse presto. come ve- Auschwitz mi ha prosciugato. Non potrò di- derlo dav- menticare le tonnellate e tonnellate di vestiti, di v e r o . scarpe, di lamette da barba, di capelli, di valige. Non potrò Il mucchietto di occhiali, le bambole, le centi- dimentica- naia di fotografie di chi è rimasto senza nome. re la nebbia Vedere è il primo passo per prendere coscienza che ci ac- perché“Se comprendere è impossibile conosce- colto a re è necessario”. (Primo Levi) E allora si rin-Oswiecim e il suono dei nostri passi sul terre- grazia Istoreco che ogni anno organizza i Viaggino brullo e desolato. Sentire il treno passare della Memoria, si ringrazia la scuola che ci per-mentre guardi il vagone della Juden Rampe e mette di andarci, si ringrazia la provincia che liimmaginare, immaginare tutto, mi fa ancora finanzia, si ringrazia chi ha partecipato a quello del 2012. te no tante valige rimas Benedetta Valdesalici "Ad Auschwitz ci so - olto tempo fa. Ad Au Andrea Magnavacchi senza proprietario m davanti ovia che si ferma schwitz cè una ferr ire re e di silenzio. Segu a un deserto di dolo apevolez- a una sola cons quei binari ci porta ter dimenticare". za: quella di non po “La nebbia di anime mor Giulia Casalini, 5I te, sfuma i contorni del filo spinato, come nello sforzo di sciogliere la crudel tà che le ha uccise. Gabriele Lodi, 5P Prosegue a PAGINA 18
  • 18. PAGINA 18 ro ma avevo il fegato sano, Quando sono partito ero immatu il fegato a pezzi sono tornato più maturo ma con Anonimo, 5G il viaggio della Memo-Quando siamo partite per e, altissime. Ognuna diria le aspettative erano alt bello, significativo, toc-noi si aspettava un viaggio quando le aspettative cante. La vita insegna che non corrisponde a ciò sono troppo alte, la realtà e delusi. Questo viaggio che speravi e se ne riman stre aspettative ma è non solo ha rispettato le no quello che pensavamo. stato addirittura meglio di e che ha suscitato mol- Un viaggio davvero toccant o tale grazie anche alla te riflessioni personali e res che, con un perfetto fantastiche guide del luogo le storie del posto e so- italiano, ci hanno spiegato witz, rendendo una ro- prattutto la storia di Ausch di legno qualcosa di vina o anche solo un pezzo a storia da raccontare. speciale, qualcosa con un Le ragazze di 5M nu- re Auschwitz, era solo un Sei milioni, prima di visita ente spesso ripetute, mai veram mero, un insieme di cifre in cui i nostri piedi si sono sentite, ma dal momento e witz, ci siamo resi conto ch sporcati del fango di Ausch ma erano persone. non era solo un numero, l ersa dallaltra, stroncata da Sei milioni di vite, una div no- o a definire uomini. No volere di pochi che fatichiam ati, lasciato allibiti e sconcert stante l esperienza ci abbia le fred- lettere, rompendo così, non ha potuto non farci rif viamo che ci imprigionavano. Vi de mura dellindifferenza e è avve- ni uomo sappia ciò ch ora nella speranza che og e in modo che non ricapiti nu to e che contribuisca a far mai più. I ragazzi di 5A
  • 19. PAGINA 19Anno 6, 21°Numero HOWL RICORDANDO L’AQUILA…UN NOSTRO REDATTORE, E’ STATO A L’AQUILA IN VIAGGIO D’ISTRUZIONE CON LA SUA CLASSE ED ALTRE. CI RACCONTA CHE CITTA’ HANNO TROVATO DOPO LA TRAGEDIA DEL TERREMOTO DI TRE ANNI FA…LAquila, una città che tutti ormai associano Cè anche da dire che ora quelle zone colpite dalcome il luogo della tragedia, del sisma che il sisma sono deserte e da quella sera sono rima-6 Aprile 2009 causò morti e feriti. I proble- ste così com erano, anzi, è rimasto un cane,mi sono stati tanti da quel giorno e tuttora nonché mascotte del luogo, cioè il grande Artu-persistono. ro!Le classi 3^, 5^ F/G e 3^D, hanno potuto Addirittura è stato detto che la gente non hafare un viaggio distruzione per poter vedere potuto neanche prendere gli affetti personali, lein che stato è la città oggi e ai commenti di foto, gli oggetti importanti che sono andati per-chi, quella sera, hanno vissuto quellespe- si insieme alle macerie.rienza tragicamente indimenticabile. Abbia- I lavori per rimettere in ordine tutto come pri-mo potuto ascoltare varie testimonianze. ma continuano ancora, sperando che finiscanoInfatti le varie cose dette durante le visite, il più presto possibile, perché quella gente nonper esempio a Villa SantAngelo e nella stes- merita tutto questo. Ecco i commenti seri esa L’Aquila sono state molto toccanti. Senti- semi-seri di alcuni miei compagni delre dal vivo le emozioni quasi inspiegabili e viaggio d’istruzione a L’Aquila.che cosa davvero è successo ha colpito mol-to chi ha udito. Luca Casillo Quando siam o We love Pub! scata delle M andati a vedere la Ca- a Gabrini armore, abb Giulia Citroni & Martin una lunga c amminata c iamo fatto molta fatica he ci ma ne è vals è costata i tubi innocenti che Davvero bell a la pena. Mi hanno colpita i numeros o. terno degli edifici. dominavano le pareti e l’in tele. Inoltre, mi ha Jessica Bo Erano come fittissime ragna ni so di desolazione colpita anche l’immenso sen che c’era tutt’intorno. W Arthuro Esmeralda Billa Prosegue a PAGINA 20
  • 20. PAGINA 20 Grande Gita! :D Alex Costi masto molto Io della gita sono ri racconti delle impressionato dai chi si legge persone; nei loro oc sse successo il dolore come se fo ieri. Rudi Grizzi è im- e gite: non andate ad Il silenzio che c’è a L’Aquila Un consiglio per le prossim vita si Assergi. E’ un mortorio. pressionante, è come se la fosse fermata. Filippo Corradi Christian Petrone a del terremoto, dove Avendo visto l’Aquila prim con tantissima gente, era piena di vita e una città tta e senza gente è Il momento più bello della gita vederla adesso tutta distru lo. spiazzante! Senza parole… è stato sbarbare Luca Casil Misbarbooooo! Jessica Corradi Filippo Corradi una Mi ha colpito pensare che vi- città potesse essere piena di av- ta, ora è soltanto deserta ed volta nel silenzio. Giulia Coppeta L’importante è prenderla grossa! Classe 3° F
  • 21. PAGINA 21Anno 6, 21°Numero HOWL SPERIMENTANDO AL CERN…Le classi 4P e 4I sono andate alla scoperta del Cern, dove i protoni viaggianoalla velocità della luce. Ecco il racconto del viaggio (in pullman e senza passa- re dal ‘tunnel gelminiano’), tra gli esperimenti fatti dalle classi stesse al Cerned “esperimenti di francese” con l’autista, ma anche tra le città di Ginevra e di Losanna.Tre giorni lontano da scuola, libri e studio. Tra il francese dellautista e il nostro, che la-Destinazione: Ginevra, e cosa più impor- scia alquanto a desiderare, rischiamo di per-tante, il Cern, motivo principale per cui derci parecchie volte se non fosse per lunicoabbiamo avuto lappoggio degli insegnanti eroe sul pullman che con il francese se la cavae il loro consenso ad accompagnarci. piuttosto bene, il mitico Amine.Il Cern, Centro Europeo per la Ricerca Nu- Finalmente arriviamo a Ginevra e dopo unacleare, è il più grande laboratorio di parti- bella visita guidata per la splendida città fac-celle del mondo; fondato nel 1954, con ben ciamo rotta verso lalbergo che per nostra20 stati membri, migliaia di ingegneri e grande comodità si trova oltre il confine sviz-scienziati provenienti da tutti i paesi che vi zero in un paesino della Francia.operano, è arrivato a costruire laccelerato- Ed eccoci nuovamente a dover passare la do-re più potente mai esistito: lHCL, un colli- gana, passaggio che puntualmente ci vienesore posto lungo un tubo di 27 km di cir- confermato dai messaggi di benvenuto delleconferenza situato a 150 m sotto terra tra linee telefoniche. Il mattino dopo tutti prontile montagne della Francia e il lago di Gine- per il Cern!vra in Svizzera. Lungo questo tubo avven-gono ogni secondo circa 600 milioni di col- Naturalmente lo spazio accessibile a noi è ab-lisioni fra i fasci di protoni sparati a una bastanza ridotto, non ci hanno fatti girare cer-velocità che eguaglia quasi quella della luce to assieme ai protoni per LHC. Ci hanno fatto(300000 km/s)! Ma torniamo alla gita. E’ visitare la sala di comando e altri settori dedi-quasi mattina quando con valigie alla ma- cati in particolare all’interattività. Eravamono e lentusiasmo e la carica che solo chi, noi stessi a compiere esperimenti, magari glida tempo, non ha mai fatto una gita come stessi del Cern, ma in piccola scala. Il tutto pe-si deve può avere, partiamo assieme alla 4I rò appoggiati da due guide di origine italianealla volta della Svizzera. Il viaggio, anche che spiegavano ogni cosa nei minimi partico-se un po lungo, è un vero spasso. lari e rispondevano a qualsiasi tipo di dubbio. Finita la visita siamo liberi di fare ancora qualche passeggiata nel centro di Ginevra. Lultimo giorno lo trascorriamo a Losanna, sede della famosa multinazionale del tabac- co "Philip Morris ", della "Nespresso" e del CIO, Comitato Olimpico Internazionale, oltre che essere il luogo in cui è sepolta Co- co Chanel. Tra il dispiacere di lasciare la città e di tor- nare alla vita di tutti i giorni saliamo sul pullman e salutiamo la Svizzera. Questa volta la rotta è verso casa… Anonimo 4P
  • 22. PAGINA 22 IL CATTANEO IN TELEVISIONE! Le classi 2B e 2I hanno sono stati ospiti a “Le Storie” su Rai 3. Alcuni studenti ci rac- contano com’è andata e le sensazioni di essere stati in televisione. sto modo conteniamo sia le spese che il consumo di carburante. E cosa non meno importante, è la rete so- ciale che si instaura tra noi”. Gli studenti che hanno partecipato, sono stati molto entusiasti ed emozionati di essere in televisione come ci racconta Veronica Cherubini: “Le cose che mi hanno colpito maggior- mente dellesperienza fatta in tv sono state: la prepara- zione che ce dietro a questi programmi e al mondo del- la televisione. E lemozione di sapere di essere in diret- ta su una rete come la rai seguita da milioni di telespet- tatori...”. Soddisfatta anche Ilaria Bertoni: “E’ stato bellissimo perché comunque ho potuto vedere una realtà differente, ovvero il mondo della tv; ho visto conCorrado Augias occhi miei tutto quello che ci sta dietro alla produzione di puntate televisive. Consiglierei a tutti questa espe- rienza”. Così come Alexandra Sironi: “E’ stata una bellissima esperienza andare in diretta a rai 3. Mi ha colpito molto vedere tutto quello che succedeva duran-Il 13 aprile scorso, le classi 2B e 2I accompagnate dai te la diretta, cose che da telespettatore davanti a unoprofessori Battista Guidotti, Maria Sala e Laura schermo non ti immagineresti neanche. Appena arriva-Carditello, si sono recati negli studi Rai di Roma ti allo studio eravamo molto emozionati perché nonper partecipare come ospiti, alla trasmissione “Le sapevamo come poteva essere questa esperienza e alloStorie”, condotta da Corrado Augias, su Rai 3. stesso tempo eravamo preoccupati di fare brutta figuraLa puntata era incentrata sull’economia: può esistere o magari di non saper rispondere dato che potevamoun’economia “buona”, rispettosa degli individui e essere interpellati da un momento allaltro. Prima didell’ambiente? entrare, una ragazza ci ha tranquillizzati spiegandoci come dovevamo comportarci e come funzionava”. Con-Ospite in studio, Emanuele Campiglio, un giova- tenta anche Matilde Nasi: “Durante la trasmissionene economista italiano che lavora in Inghilterra, au- mi ha colpito vedere quante persone lavorano dietro adtore del libro “Economia Buona” edito da Bruno un programma e capire i meccanismi della televisione.Mondadori. Campiglio ha spiegato, tra le altre cose, E’ stata una esperienza che ci ha arricchito perchè ci haquanto sia incomprensibile la finanza e quanto oc- permesso di apprendere argomenti su cui eravamo di-corra renderla vicina all’economia, alla produzione sinformati e ci ha aperto la mente”.reale della società. Alcuni studenti delle “nostre”classi sono intervenuti, ponendo domande allo stesso Christian Petroneautore. Curiosità interessante, raccontata dal libro diCampiglio, è la cosiddetta Felicità Interna Lorda, chealcuni paesi hanno introdotto. Il primo ad introdurloè stato il Buthan, un minuscolo stato ai piedi dell’Hi-malaya. Ma i governi occidentali si stanno impegnan-do sempre più a fondo nella ricerca di un indice che“misuri” il progresso e la felicità di un popolo. In Ita-lia già si è abbozzato qualcosa, con Giovannini, Presi- RI-dente dell’Istat, che ha coniato il “BES”, BenessereEquo Sostenibile. Inoltre si è parlato anche della crisieconomica e di chi sta dietro a tutto questo; talvoltale banche che si sono impadronite dell’economia,“comandano” dietro le quinte le crisi delle nazioni,per poi specularci. In merito alla crisi, è intervenutoil “nostro” Prof. Guidotti illustrando uno dei tantimetodi che nascono al giorno d’oggi per abbattere icosti e risparmiare. Si tratta del car-sharing, ovverola condivisione dell’automobile. “Ogni giorno – èintervenuto Guidotti – noi insegnanti che da Reggiodobbiamo recarci a Castelnovo, ci ritroviamo in unazona comune della città e anziché prendere 15 mac-chine, ne prendiamo 6. Alla fine dell’anno il rispar- Matilde Nasimio per ognuno di noi è di circa mille euro e in que-
  • 23. Anno 6, 21°Numero HOWL La curiosa storia Mike il pollo senza testaEra il lontano 10 settembre del 1945 quan- Molti altri contadini cercarono di creare deglido il contadino Lloyd Olsen decise di pseudo-Mike ma tutti non sopravvivevano perammazzare un bellissimo esemplare di più di due giorni. Ma una domanda sorge spon-gallo per banchettare con la sua famiglia. tanea: come può sopravvivere senza testa eEgli prese quindi l’accetta e tagliò la testa quindi senza la capacità di mangiare? In realtàal gallo. Ma incredibilmente il pollo non il gallo nonostante la perdita di questa capacitàmorì. Il padrone capì subito che avrebbe ingrassò di ben tre chili, grazie al suo padronepotuto sfruttare il pennuto per diventare che lo nutriva con piccoli semi e con latte allun-famoso e arricchirsi. Diede dunque all’ani- gato con acqua tramite un contagocce. Il tuttomale un nome, Mike, e lo portò in una veniva inserito direttamente nel suo esofago.tournée nella quale chiedeva venticinque Purtroppo dopo 18 mesi di vita, il suo padronecentesimi di dollaro per poterlo ammirare. dimenticò gli attrezzi usati per nutrirlo e pulirloGrazie a questo Mike divenne presto una e il pollo morì soffocato in una stanza d’alber-celebrità con il nome d’arte ‘Mike, lo go. Era il marzo del 1947 quando si spense. Mastraordinario pollo senza testa’. La sua nessuno si scordò di questo gallo, che entrò afama continuava a crescere e nell’apice far parte del Guinnes dei Primati e non solo!del successo, il gallo guadagnò 4.500 $ al Infatti a Fruita, in Colorado, ogni anno dal 1999mese ed arrivò a valerne 10.000. Molti viene ricordato grazie al Mike-Day, "La giorna-scienziati erano però scettici, ritenendo ta di Mike, il gallo senza testa".impossibile che un pollo potesse viveresenza la testa. Fu allora che Olsen portò Andrea MagnavacchiMike all’Università dello Utah, a Salt LakeCity. Qui gli scienziati studiarono questocaso arrivando ad affermare che incredi-bilmente il colpo di Lloyd non colpì la giu-gulare e lasciò intatto gran parte del tron-co encefalico, cioè una parte del cervello.Inoltre un coagulo di sangue evitò che mo-risse dissanguato.
  • 24. PAGINA 24 ne accorgete. Poi saranno fattacci vostri farvi licenziareCapitolo nono senza motivo perché d’ora in poi si potrà …Hey Dragofollowers ben ritrovati a tutti quanti! però se c’è da andare a fare lo spazzino op-Spero abbiate passato un buon San Valentino pure lavorare il sabato e la domenica NO!con la morosa del vostro migliore amico e una NO NO NO.. il sabato sera si prende la ballabella Pasqua..e soprattutto mi auguro che siate e la domenica si dorme e si sbocca quellotutti morti e risuscitati dopo il terzo giorno che è ancora in corpo! Ci mancherebbe altro(come secondo le scritture) e saliti al cielo fino che uno debba farsi il didietro nel weekendalla destra del Pagellino! Eh lo so.. non avrei do- che poi a 30 anni ha la cellulite e gli toccavuto tirar fuori l’argomento, ma d’altronde dalle andare dal chirurgo plastico … per cari-punizioni divine non si scappa, e i debiti vanno tà..questo è sfruttamento! “Io voglio fare lasaldati. Un po’ come quel povero tizio che il Mi- modella”, “Io voglio fare il calciatore”, “Ionistero fa passare come parassita della società voglio fare l’ingegnere nucleare”, “Io voglioperché evade le tasse. I politici però no. Loro fare la voce di Google Translate che ti leggeno. Sono fantastici … Tutti in doppiopetto, mol- le bestemmie in tutte le lingue del mondo”.to fichi e assai puliti che cantano in coro: “E il Giustissimo. Forse fare due pizze il sabatoCoccodrillo come fa? C’è solo la Fornero che lo sera per potersi pagare gli studi è troppo persa”. Ma poi, voglio dire, cosa piange che quando noi.gira per le poltrone del Parlamento sembra iltestimonial della Apple: iPhone in ogni dove “Tanto a pulire le strade e i culi dei nostricollegati a 34 new iPad e compagnia bella. Le nonni ci pensano gli extracomunitari”manca solo il fatto di mangiarsi una mela a me-renda!....ma solo un morso, altrimenti stona. Però piangete la disoccupazione giovanile.Giusto quel tantino che possa darle l’energia di Non che non ci sia eh.. ma ci mettete del vo-rimuovere l’articolo 18 dalla Costituzione: su- stro in certi casi.perfluo. E poi, già che ci sono, dato che sono in vena di ramanzina-post-pagellino, voglio aiu-Cari giovani, carissimi giovani italiani. Io ve lo tarvi a recuperare entro giugno: mi dispiacedico con schiettezza, ve lo sputo proprio in fac- rimandarvi a settembre e non farvi andarecia da bravo drago, da zio, però.. vi fate mangia- all’apertura del Sophia… sai che sfiga!?!..re in testa!!E l’unica che cosa che vi interessa è alla fine siete carini! Tonti forte eh.. peròmangiare i panini all’intervallo. Vi vedo ogni carini. Quando vi vedo battervi per l’ultimogiorno alle 11 scannarvi per dei panini con un gnocchino di Simonazzi mi fate impazzi-grammo di prosciutto dentro oppure esultare re..che teneri. Intanto volevo farvi notare,perché il Motti ha aperto il Bar. Siamo sicuri perché forse non ve ne siete ancora accorti,che il vero benessere sia questo? Per carità.. bel- che il CattaDjAglioPutYourHandsUpIn-la storia per i panini e la comodità del cibo lì , TheAir sta ospitando vari rifugiati politicipronto.. ma perché non mettere la stessa ener- venuti da Mali, Senegal e Costa d’Avorio,gia in qualcosa di più vero? Poi io ve la butto lì, sbarcati qualche mese fa a Lampedusa.ve la sputo proprio sotto i piedi per vedere se ve
  • 25. Anno 6, 21°Numero HOWL PAGINA 25 Ve lo dico così, giusto per informazione. Basta fare gli indifferenti: incuriositevi. In questa scuola si fanno un sacco di belle Non vi rompete i gioielli di family a vivere di cose sui viaggi all’estero, i panini, la mafia, i niente? Ma che noia! Io almeno vi insulto un po’ bar, l’acqua pubblica, il teatro, la legalità, il e mi diverto anche! Perché siete così imbalsama- Trinity ma nessuno vi ha presentato questi ti che non reagite nemmeno! Fate concorrenza ragazzi. La Fiera dell’Omertà: nessuno vi ha alle mummie. fatto sentire le loro storie. Nessuno vi ha fat- Prendete quello che non vi danno e lo so che to sentire la voce di chi vive davvero la storia AprileDolce(&Gabbana)Dormire ma chidor- contemporanea. Io se fossi in voi mi incazze- menonpigliapesci, quindi occhi aperti e at- rei. Ma anche di brutto. E’ un’occasione in- tenti a non afferrare l’amo: vi vogliono stupidi e credibile. Della scuola non mi meraviglio reattivi-solo-a-comando come Sky. molto, tanto conta soltanto dare una bella Non fatevi incastrare nel palinsesto della setti- immagine NoFumo SìLegalità, ma di voi un mana, piuttosto fate una sosta e ragionate sulla po’ sì. Vi viene negata una possibilità im- sostanza senza essere schiavi di destra o sinistra. mensa e voi non ve ne accorgete neanche, E se avete bisogno di una mano fatemi un fi- per questo non vi incazzate. Io vi sputerei schio, che lo zio Drago è sempre pronto a sputa- addosso. Di gusto proprio. Noi Draghi non re sulla folla dormiente. siamo così idioti. Se c’è un’occasione buona Dopo aver fatto la lampadina-accendi-cervelli- la prendiamo al volo, non aspettiamo di az- stile-Steve-Jobs-RIP mi ritiro nella mia spelonca zuffarci per l’ultimo panino o l’ultimo paio a finire di montare i giochini che ho trovato a di scarpe, due scodate e via. Non c’è tempo Pasqua nell’uovo Kinder… da perdere. Carpe Diem e su le chiappe, così vi evitate anche il bisturi di turno e la Sveglia & Buoni Arresti Domiciliari Spa. Alla liposuzione al sederino. prossima! UN CONCORSO FOTOGRAFICO IN MEMORIA DI MATTEO CORREGGIBella iniziativa promossa ed organizzatadall’Istituto Cattaneo, per ricordare Matteo pubblicate sul web (previa autorizzazione).Correggi, ex studente del Cattaneo, morto tra- La votazione finale, aperta a tutti gli studenti,gicamente un anno fa. Il concorso è gratuito sarà on-line, con scadenza 5 giugno 2012.ed è aperto a tutti gli studenti del Cattaneo- La premiazione avverrà durante la festa d’i-Dall’Aglio. stituto di fine anno il 9 giugno 2012.Tema e titolo del concorso: “L’Appennino(e tutto quello che c’è dentro)”.Il vincitore riceverà come premio una macchi-na fotografica digitale Nikon Coolpix, donatadalla famiglia Correggi, in memoria del figlioMatteo.Ogni studente dovrà mandare al massimo unafoto, corredata da un titolo, in formato digita-le (circa 500 Kbyte) entro il 19 maggio 2012,all’indirizzo e-mail del Prof. Guglielmo Man-fredi: manfredi.guglielmo@gmail.com connome e classe dello studente.Fra tutte le foto pervenute, saranno seleziona-te le migliori 20 che, come finaliste, verranno
  • 26. PAGINA 26 CONSTAtazioni da DeejayNICKY ROMERO, L’ASTRO NASCENTE David Guetta & Nicky Romero – Metro- polis Nicky Romero - Camorra Nicky Romero & Hardwell - BetaNicky Romero nasce il 6 gennaio del1989, nato e cresciuto in una piccola città E questi invece sono alcuni dei suoi remixchiamata Amerongen in Olanda. Alletà di migliori:soli 6 anni inizia a suonare la batteria. Do-po qualche anno però Nicky, sostituisce la David Guetta featuring Sia – Titaniumbatteria con due giradischi. Lobbiettivo era (NIcky Romero Remix)chiaro: finire la scuola e buttarsi nel mon- David Guetta featuring Usher – Withoutdo della musica. Le sue produzioni si rico- You (NIcky Romero Remix)noscono subito: grandi bassi electro e ritmi Kelly Clarkson – What Doesnt Kill Youveramente incalzanti. Dopo vari inediti e (Stronger) (NIcky Romero Remix)remix ufficiali lo nota niente poco di meno Madonna feat. Nicki Minaj & M.I.A. –che Mr. David Guetta che lo porta con se Give Me All Your Luvin (NIcky Romero Re-a Ibiza per aprire il suo show "F*cK me Im mix)famous". E con una sponsorizzazione del Eva Simons - I Dont Like You (NIcky Ro-genere, da lì tutto in discesa. Crea la trac- mero Remix)cia "Toulouse" che si piazza al primo postosu Beatport, una delle più importanti Dobbiamo dare fiducia a questi giovani diclassifiche chart della musica elettro- talento. Nicky non ci deluderà!house.Queste sono alcune delle sue migliori pro- Giancarlo Dj CoNstantinduzioni che consiglio vivamente di ascolta-re:Nicky Romero - Generation 303Jack Back featuring David Guetta,Nicky Romero & Sia – Wild One Two
  • 27. Per le interviste integrali visita il sito: www.teatrobismantova.it Intervista a Margherita Antonelli, Alessandra Faiella, Rita Pelusio e Claudia PenoniCome nasce lo spettacolo “Stasera non vedere in evolversi: catene da spezzare che costringono laEscort”? donna a essere quello che lei stessa probabilmente non vor-Rita: Dopo la manifestazione del movimento “Se rebbe neanche essere. La speranza arriva da questo, dallanon ora, quando?” ci è venuta voglia di fare qualco- forza delle donne.sa di comico che potesse rappresentare quel movi- Claudia: La nostra speranza è che molte donne che invece lomento, abbiamo voluto unirci e fare questo spetta- fanno apposta a essere… “puttanone”, ma è un brutto termi-colo. Lo spettacolo nasce dall’idea di voler prendere ne… diciamo delle “escort”, rinsaviscano. L’ottimismo è unain giro quella gravissima situazione che si era crea- buona cosa, molte donne ci mettono molta energia per esse-ta: Berlusconi, le escort… diciamo un paese che an- re il peggio di sé e per rappresentare in negativo il generedava a puttane? femminile. Vedo alcune donne, mi vergogno e mi chiedo: ma come possiamo appartenere alla stessa natura?Quanto e come è considerata la donna inquesto momento? Non credete che la figura Un esempio potrebbe essere ciò che è accaduto aldella donna sia stata strumentalizzata in Festival di Sanremo?questi ultimi anni? Claudia: Anche, ma sicuramente non è la cosa più grave.Alessandra: Sì, credo che in particolare in Italia la Ovunque ti giri vedi che ci sono molte donne che per trovarefigura femminile sia stata strumentalizzata, soprat- una scorciatoia, perché hanno pensato che usando il corpotutto dai media. Il movimento di cui parlava Rita è si può avere successo, denaro, potere e molto di più annul-nato per questo motivo. In Italia la situazione è lano quello che molte di noi fanno da anni. Con un culettinomolto arretrata, il patriarcato è molto forte. I media che appare in tv il lavoro di anni di femminismo viene an-usano la donna in modo strumentale, per il merca- nientato, ma io voglio essere ottimista.to, per vendere, per avere audience. Siamo in unostato di arretratezza da un punto di vista anche so- La mia domanda è forse un po’ stupida… se potesteciale, gli stipendi sono bassi, la collaborazione delle scegliere un ruolo femminile in teatro che perso-istituzioni per, ad esempio, gli asili nido è scarsa. naggio vi piacerebbe interpretare?Anche la collaborazione della parte maschile è scar- Alessandra: Vorrei sicuramente fare Nora di Ibsen, “Casa disa. La donna si trova ancora in svantaggio nella no- Bambola”.stra società. Margherita: Ah! A me piacerebbe fare Pandora de “Il vaso di Pandora”.C’ è una speranza? Cosa si può fare per cam- Rita: Giulietta! Non è vero! il mio sogno è fare Puk che tuttibiare le cose? sostengono sia maschio ma non è detto, magari è femmina.Margherita: Secondo me la speranza arriva dalle Claudia: E’ banale perché ho un personaggio nello spettaco-donne. E’ vero quello che dice Alessandra sul pa- lo che si chiama nella stessa maniera, ma Dolly di “Hellotriarcato, ma purtroppo le donne ci mettono anche Dolly” mi ha sempre fatto impazzire. Però ho la grande for-del loro. Nello spettacolo parliamo di autostima, di tuna di interpretare una Dolly molto diversa!figure (femminili) che vanno ad aumentare questadenigrazione. Certi tipi di madri, certi tipi di mogli,certi tipi di ruoli che purtroppo la donna fa fatica a HowL- La Redazione
  • 28. PAGINA 28 Intervista a Roberto Magnani (Teatro delle albe)Dov’è nato “Odisèa-lettura selvatica” e quale ideaha dato vita a questo spettacolo? Il Teatro della Albe realizza e porta avanti conE’ nato in Sardegna a Seneghe dove si svolge il Festival diverse scuole laboratori teatrali intitolati “Non“Settembre dei Poeti”. Sono stato chiamato a leggere delle Scuola”. Avete utilizzato anche con i giovanipoesie di Raffaello Baldini, dove ho conosciuto Paolo Nori. questa lingua?Qui sono nate la voglia e l’idea di fare un lavoro individuale Noi usiamo sempre il dialetto, ma non solo romagnolo:nel quale utilizzare il dialetto come lingua di scena. All’inizio tutti i dialetti. La prima cosa che chiediamo al primoil progetto doveva prendere la forma di un’antologia dei incontro sono le lingue e i dialetti, chi li sa parlare. E’grandi poeti romagnoli, poi si è trasformato nella sola lettu- ricchezza linguistica. In uno spettacolo del laboratoriora dell’Odisèa di Tonino Guerra. Non Scuola siamo in grado di mischiare tantissime va- rietà linguistiche. Nell’Ubu che abbiamo portato in sce-Non crede che un dialetto così stretto possa isolare na c’erano l’italiano “sporco”, dato che non recitavamola platea dal succo dello spettacolo? in dizione, il dialetto romagnolo purissimo della campa-Come Compagnia abbiamo fatto “L’isola di Alcinaa”, uno gna e addirittura il dialetto senegalese. E’ un brulicarespettacolo tutto in dialetto romagnolo, forse ancora più di lingue. Sul palco è possibile fare questo e secondo noistretto di quello di Odisèa, e l’abbiamo portato ovunque, è anche bello. E’ certamente la prima cosa che chiedia-anche a New York e Mosca, eppure ha sempre avuto un suc- mo anche perché oggi nelle scuole ci sono molti studenticesso clamoroso. Ad esempio quando si va all’opera ad stranieri. Adesso stiamo facendo un progetto a Veneziaascoltare Wagner in tedesco, cosa si capisce? Tutto. Non è dove lavoriamo in diverse zone della città. In periferia lasolo nella parola e nel linguaggio la sola via per comprende- maggior parte sono stranieri: nigeriani, moldavi, tur-re. chi.. è una cosa bellissima. In centro, invece, sono tutti tipici cognomi del capoluogo veneto. Anche loro sonoQuanto è contemporanea la storia dell’Odissea? bravissimi: ognuno è particolare a suo modo.E’ sempre contemporanea perché è la storia di un reduce, diun uomo che vuole tornare a casa dopo una guerra. In parti- Riguardo i dialetti, lingue che caratterizzano ilcolare, in questa riscrittura di Tonino Guerra, viene fuori nostro Paese, si ha il timore che si estinguano auna contemporaneità legata alla terra. Sparisce l’aurea miti- causa del trascorrere delle generazioni. Sarebbeca del racconto per lasciare spazio ad una consistenza più grave questo? Cosa perderebbe l’Italia?vera. Si parla di uomo che torna a casa e ha a che fare con Credo sarebbe una perdita grave, come ogni perdita lodelle cose estremamente concrete. Non sarebbe una storia è. Però allo stesso tempo non credo possa trattarsi diche ha trapassato i secoli, se non contenesse una contempo- una vera perdita. Nulla si crea, nulla si distrugge. Credoraneità che non si distrugge mai. Proprio per questo è un piuttosto che qualcosa si possa trasformare. Si può lavo-grande testo classico: sa viaggiare nel tempo. rare con un dialetto purissimo, però ad esempio c’è un poeta, Giovanni Nadiani, che scrive sul fatto che un dia-Perchè ha deciso di utilizzare il dialetto per uno letto così remoto ormai non esiste più, è una menzogna.spettacolo? Tant’è vero che io ho dovuto recuperarlo attraverso iQual è la lettura che da? In realtà con questa lingua è come poeti, non si parla più così, nemmeno a casa. Lui, allora,indossare una maschera. E’ dialetto, ma è una lingua, una ha iniziato a scrivere poesie e monologhi teatrali met-lingua di scena. La compagnia delle Albe, “i miei fratelli tendo nel dialetto tutti i nomi inglesi di uso oggi comu-maggiori”, da anni lavora sul dialetto facendolo diventare ne oppure descrivendo situazioni contemporanee: unalingua di scena, proprio appoggiandosi ad una schiera di cinese che lavora al Mc Donald oppure un anziano russonuovi poeti venuti fuori dopo Tonino Guerra dalla Roma- che con la sua badante ucraina guarda il Grande Fratel-gna. Quando si parla di creare un personaggio, si intende lo. E’ come un imbastardimento del dialetto, perché incostruire una maschera. Il dialetto, avendo io la possibilità realtà si sta modificando. E’ una lingua viva, non è mor-di utilizzarlo perché provengo da un paese di campagna del- ta. E’ viva perché si modifica.la Romagna, mi ha dato proprio l’occasione di costruirmi HowL - La redazioneuna maschera.
  • 29. PAGINA 29 Intervista ai Beaux arts string trio (Trio di archi)Siete di tre nazionalità diverse, ma dov’è nato Cosa ne pensa delle opinioni espresse dai critici musi-questo trio? cali che, da quanto ho letto sui giornali, considerano laJoaquín Palomares: Questo trio è nato in Spagna, musica di Allevi banale?perché è sempre un problema organizzare con- Francesco Pepicelli: Ero molto curioso all’inizio, e per capirecerti con un pianoforte per motivi di spazio e a questo fenomeno sono andato a un suo concerto, perché èvolte manca proprio il pianoforte, ad esempio nel- importante essere sempre aggiornati. Devo dire che questale chiese, e c’è sempre il problema del pianoforte, persona ha indovinato come far successo, in Italia e in que-mentre un trio d’archi lo puoi mettere dove vuoi e sto periodo; quindi grande merito per questa grandissimasi può fare una musica molto interessante, e il trio operazione di marketing che lui ha saputo fare. Musicalmen-d’archi è una formazione molto interessante, que- te però ho dei forti dubbi, perché indubbiamente le sue com-sto è il motivo per cui siamo nati. posizioni non hanno nulla di nuovo, non vedo nulla di così particolare e interessante. Io l’ho sentito e dopo i primi treCosa ne pensate della musica classica italiana minuti ho detto “ah, carina questa cosa!”, solamente cheattuale? questo concerto è durato un’ora e un quarto. Ovviamente ilFrancesco Pepicelli: Penso che è un momento pubblico era in visibilio, però è perché lui racconta e dice lenon semplice, e anche i nostri compositori fanno sue storielle durante il concerto, un personaggio che ha co-molta fatica a comporre, perché siamo in un perio- struito un’immagine particolare in cui i giovani si ritrovanodo storico in cui l’Italia soffre moltissimo come molto, dove lui ha gli stessi problemi loro, e vive questa real-nazione, e quindi anche i compositori nelle loro tà difficile del mondo d’oggi. La cosa strana è che lui è venu-composizioni ci sono molte situazioni estreme di to fuori a 35 anni, quando lui si è diplomato a 21/22 anni,conflitto. Oltretutto c’è poca possibilità di fare invece lui ha avuto un’ascesa dopo i 32 anni, pare dietroascoltare queste musiche, perché le occasioni grosse spinte di marketing e della moglie, che è una grossastanno diminuendo per grandi tagli alla cultura da manager, e lui ha approfittato di questa occasione. Sincera-parte di tanti governi, ed è un grosso problema mente non ha nulla di così profondo, ma nel mondo d’oggiper la cultura e l’arte italiana. E anche i composi- ha indovinato la cifra per “bucare lo schermo”.tori, cui solitamente venivano commissionate dellecomposizioni dai teatri, oggi lavorano meno, per- Ha detto il mondo di oggi, cosa intende? Che il pubblicoché con la mancanza di fondi è diventato tutto più si aspetta di meno dalla musica?complicato. Francesco Pepicelli: Esatto, e oltre a questo non è abituato ad approfondire. Purtroppo è un mondo che nonostante leSecondo lei la qualità a che livello è ora? possibilità culturali che ci sono, come internet e le bibliote-Francesco Pepicelli: La qualità è buona, in gene- che, devo dire che la cultura generale è un po’ in secondorale è abbastanza buona. Ma il problema è che piano, come accade anche nella scuola. Non credo che cisono pochi quelli che riescono a comporre, e ci siano molte persone preparate culturalmente, perché pur-sarebbero persone con talento che non compon- troppo fanno carriera e soldi persone che non sanno nulla,gono perché sennò non riescono a mangiare, e ma diciamo che hanno altri talenti in altre cose, e neanche lequindi piano piano non smettono di comporre. persone che ci rappresentano hanno una grossa cultura, aPerciò non a tutti viene data la possibilità di espri- partire dai nostri politici. Se penso ai politici di 30 o 40 annimersi. fa, con tutti i loro difetti che però ognuno di noi ha, erano persone con tutt’altra cultura, mentre oggi c’è troppa genteConosce Giovanni Allevi? che ci rappresenta e sa poco.Francesco Pepicelli: (ride) Sono nato ad AscoliPiceno e quindi è un mio concittadino… HowL – La Redazione
  • 30. PAGINA 30 Intervista alla compagnia MaMiMòQuando e perché è nato questo spettacolo, cioè te e perdono così la loro presunta identità ma il problema“Top Dogs - Manager sullorlo di una crisi di ner- non è solo quello del licenziamento, il problema esiste-vi”? rebbe comunque, anche se queste persone il lavoro loGiovanni: Questo spettacolo è nato nel 2008. E’ nato per- avessero. Il problema di queste infatti sussisterebbe co-ché siamo incappati in questo testo e già qualche anno fa munque, anche se non perdessero il lavoro: qui la perditaera estremamente attuale, adesso siamo nella crisi a piedi del posto è una fortuna, diventa per loro un’ opportunitàpari ma non è iniziata né ieri né ieri l’ altro, s’intravedeva per guardarsi dentro e vedere se ci sono altri valori chegià tempo fa. Era una drammaturgia contemporanea e noi possono prendere quel posto.avevamo voglia di misurarci con una drammaturgia di que-sto tipo, questa è stata la prima. Venivamo da testi classici Com’è essere attori in un momento così difficilein quel periodo. Massimo Navone, il nostro regista ci ha dal punto di vista economico?dato questa opportunità. I temi erano moderni con un lin- Sara: Io ho la mia risposta ironica ma magari non scrive-guaggio attuale. tela… Per me è meraviglioso perché ormai c’è così tanta crisi che qualunque mestiere tu faccia è uguale quindiE’ stato difficile fare uno spettacolo di stretta at- tanto vale fare qualcosa che ti piacetualità? Marco: No scrivetela! Probabilmente è la cosa più impor-Marco: E’ uno spettacolo che parla di attualità ma i fatti tante da dire.rappresentati sono accaduti del 1996. E’ ispirato a una sto- Alessandro: Mio padre era molto spaventato da questaria vera, tutti i personaggi sono ispirati a personaggi reali, mia scelta, nota famigliare, quando ha capito che la miala clinica esiste veramente in Svizzera. strada sarebbe stata quella del teatro: Pensava alla preca-Erano tantissimi i casi di manager licenziati che vivevano rietà, al poco lavoro… Noi con il nostro lavoro siamo riu-queste crisi d’ identità. Loro univano la loro identità perso- sciti a crearci una situazione che ci permette, rispetto anale con quella di lavoratori: Urs Vidmer, il drammaturgo molti altri, un po’ di regolarità, se non altro perché siamoha elaborato moltissimo materiale, questa è una scrematu- un gruppo. Un lavoro molto duro, molto intenso… Hora, la drammaturgia originale è molto più ricca. detto a mio padre: “Papà ma ti rendi conto che restano a casa gli architetti? Gli ingegneri? I laureati in econo-Il mondo che rappresentate è reale, cosa ne pensa- mia?”. Io credo che davvero abbia ragione Sara, tantote? vale fare quello che piace. Siamo a un punto in cui davve-Alessandro: Il mondo rappresentato mi sembra un po’ di ro dobbiamo allontanare l’ idea del posto fisso perché percartapesta come le identità che si sono creati questi perso- un po’ non sarà così!naggi. Questi personaggi si identificavano con il loro lavo- Marco: Il sistema economico è in crisi perché l’ umanitàro, nel momento in cui si sentono dire: “Tu sei licenziato” il ha preso quello come modello e adesso questo sistema èriflesso diventa “Io non esisto”. Se io lavoro e il mio lavoro in crisi. Se noi avessimo in testa quel modello economiconon c’è più allora automaticamente io smetto di essere. La probabilmente faremmo un altro mestiere… Noi cerchia-cosa è preoccupante e rischiamo ogni giorno di caderci e mo di adoperarci con l’ Arte di migliorare l’ essere umanoiniziare a identificarci con il nostro lavoro e metterci, alle e proponiamo un’ alternativa a tutto questo.prime difficoltà, in discussione noi, come persone. La situa- Sara: La crisi non è economica, la Crisi è quando vivi inzione della clinica a volte mi sembra assolutamente surrea- una società in cui hai un impoverimento dell’ anima talele e anche la comicità che ne deriva è assolutamente surrea- per cui non puoi farci niente, per me quella è la vera Cri-le. I personaggi vivono delle situazioni anche molto toccan- si. Se si tratta di mangiare puoi fare un lavoro qualsiasiti, profonde e dolorose ma vista da fuori la situazione appa- nella vita per avere i soldi materiali per mangiare. Credore buffa e paradossale: questi personaggi sono davvero ca- che i problemi di “devastazione”, tra virgolette, di cosepitati su un altro pianeta! Sono scollegati dalla realtà e que- più intime e interne che per me caratterizzano l’ animosto visto da fuori fa veramente ridere… nella tristezza, è un umano siano incurabili. C’è una perdita totale e un inver-riso amaro. Mi chiedo se sia un rischio che corriamo anche sione dei sistemi di valori, nelle relazione con gli esseritutti noi oggi? Credo che la risposta sia: sì! umani, con le persone… alla ricerca di qualcosa che nonQui si parte dal dire che queste persone sono state licenzia- fa parte intimamente di noi, dell’ uomo. Howl La Redazione
  • 31. Anno 6, 21°Numero HOWL PAGINA 31 Constantin Playlist:Avicii feat. Salem Al Fakir - Silhouettes (Original Mix)Zedd & Skrillex - Dont Slam The Cinema (Zedd Mashup)DJ Antoine feat. The Beat Shakers - Ma Cherie (DJ Antoine vs. Mad Mark 2k12 Mix)Sub Focus feat. Kenzie May - Falling Down (Original Mix)Rudeejay Freaks Jam ft Marie Claire DUbaldo - Suenos (Dreams Can Come True)Knife Party - Internet Friends (Hardwell Edit)Skrillex, Kill The Noise, 12th Planet ft. ft. GMCFOSHO - Burst (Original mix)Henrik B & Rudy - Leave A Light On (NO_ID Remix)Madonna - Girl Gone Wild (Aviciis UMF Mix)David Guetta feat. Chris Brown & Lil Wayne - I Can Only Imagine (R3hab Remix) Giancarlo Dj CoNstantinCruciCattAglioSì siete stati bravi in tanti a farci gli auguri su Facebook, ma per noi conta di più la carta scritta e ce lo auguriamo BUONO da soli!1. Animale con corna sul muso. Spesso profanato per fare battute piuttosto scadenti.2. Famoso in questi giorni. Figlio d’arte del verde Umberto. Sotto il segno dei Pesci.3. A come … B come bottone C co- me canzone D D’amore.4. Stanno per arrivare i pagellini e prima di giugno bisognerà andare a ….5. Intanto…. brucia intorno a noi.6. Questa è poi una scuola e anche una cagata… Watson!7. Quelli di Maria de Filippi sono proprio dei fenomeni.8. Bassa. Tedesca. Potente. Molto Potente. Di cognome da Merkel.9. Intramontabile Cartonio della Melevisione.10. Finalmente è qui! Più Gnocco e Pizza per tutti. Grazie Forno …
  • 32. Collage di Ilenia Darko