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Aliprandi - lezione Univ. Milano Statale - 11-04-13
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Aliprandi - lezione Univ. Milano Statale - 11-04-13

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  • 1. Simone Aliprandi – Progetto Copyleft-Italia.itwww.copyleft-italia.it – www.aliprandi.orgSIMONE ALIPRANDIopen source, open content, open datanellordinamento italiano(dopo le riforme sulla cosiddetta “Agenda digitale”)11 aprile 2013 – Università Statale di Milano (corso di Informatica Giuridica)Open source, open content, open data nellordinamento italiano
  • 2. INTRODUZIONEopen... in che senso?11 aprile 2013 – Università Statale di Milano (corso di Informatica Giuridica)Open source, open content, open data nellordinamento italianoSimone Aliprandi – Progetto Copyleft-Italia.itwww.copyleft-italia.it – www.aliprandi.org
  • 3. “open” in senso tecnologicoovvero come caratteristica di una tecnologiache può essere studiata nel dettaglio,riadatta, riutilizzata, ridistribuita...11 aprile 2013 – Università Statale di Milano (corso di Informatica Giuridica)Open source, open content, open data nellordinamento italianoSimone Aliprandi – Progetto Copyleft-Italia.itwww.copyleft-italia.it – www.aliprandi.org
  • 4. … ma anche“open” in senso più ampio,riferito allapproccio adottato,alla cultura di fondo, alla filosofia11 aprile 2013 – Università Statale di Milano (corso di Informatica Giuridica)Open source, open content, open data nellordinamento italianoSimone Aliprandi – Progetto Copyleft-Italia.itwww.copyleft-italia.it – www.aliprandi.org
  • 5. collegamento con lacosiddetta “etica hacker”(vedi studi di Pekka Himanen e Steven Levye la figura di Richard M. Stallman)11 aprile 2013 – Università Statale di Milano (corso di Informatica Giuridica)Open source, open content, open data nellordinamento italianoSimone Aliprandi – Progetto Copyleft-Italia.itwww.copyleft-italia.it – www.aliprandi.org
  • 6. PARTE PRIMAi fenomeni in gioco11 aprile 2013 – Università Statale di Milano (corso di Informatica Giuridica)Open source, open content, open data nellordinamento italianoSimone Aliprandi – Progetto Copyleft-Italia.itwww.copyleft-italia.it – www.aliprandi.org
  • 7. 1software libero / open source11 aprile 2013 – Università Statale di Milano (corso di Informatica Giuridica)Open source, open content, open data nellordinamento italianoSimone Aliprandi – Progetto Copyleft-Italia.itwww.copyleft-italia.it – www.aliprandi.org
  • 8. software libero 4 libertà→● Libertà 0 - Libertà di eseguire il programma per qualsiasi scopo.● Libertà 1 - Libertà di studiare il programma e modificarlo.● Libertà 2 - Libertà di ridistribuire copie del programma in mododa aiutare il prossimo.● Libertà 3 - Libertà di migliorare il programma e di distribuirnepubblicamente i miglioramenti, in modo tale che tutta la comunitàne tragga beneficio.11 aprile 2013 – Università Statale di Milano (corso di Informatica Giuridica)Open source, open content, open data nellordinamento italianoSimone Aliprandi – Progetto Copyleft-Italia.itwww.copyleft-italia.it – www.aliprandi.org
  • 9. software open source(lett. “software a codice sorgente aperto”)vedi la “open source definition”:elenco di 10 caratteristiche che un progetto softwaredeve avere per essere considerato “open source” (link)11 aprile 2013 – Università Statale di Milano (corso di Informatica Giuridica)Open source, open content, open data nellordinamento italianoSimone Aliprandi – Progetto Copyleft-Italia.itwww.copyleft-italia.it – www.aliprandi.org
  • 10. strumento delle licenze dusoquesto innovativo modello di sviluppo softwareviene implementato attraverso lapplicazionedi particolari licenze duso.vedi licenza GNU GPL (General Public License):licenza di software libero per antonomasia,la capostipite che traccia il modello (link)11 aprile 2013 – Università Statale di Milano (corso di Informatica Giuridica)Open source, open content, open data nellordinamento italianoSimone Aliprandi – Progetto Copyleft-Italia.itwww.copyleft-italia.it – www.aliprandi.org
  • 11. più conosciuti progetti open source11 aprile 2013 – Università Statale di Milano (corso di Informatica Giuridica)Open source, open content, open data nellordinamento italianoSimone Aliprandi – Progetto Copyleft-Italia.itwww.copyleft-italia.it – www.aliprandi.org
  • 12. 2open content e open data11 aprile 2013 – Università Statale di Milano (corso di Informatica Giuridica)Open source, open content, open data nellordinamento italianoSimone Aliprandi – Progetto Copyleft-Italia.itwww.copyleft-italia.it – www.aliprandi.org
  • 13. lo stesso modello, implementato con successonel mondo informatico, viene portatoanche negli altri campi della creativitàcontenuti creativi (testi, musica, video...) open content→dati (banche dati) open data→11 aprile 2013 – Università Statale di Milano (corso di Informatica Giuridica)Open source, open content, open data nellordinamento italianoSimone Aliprandi – Progetto Copyleft-Italia.itwww.copyleft-italia.it – www.aliprandi.org
  • 14. lo strumento è sempre quello dellelicenze duso sul modello open(tantè che alcuni parlano di “open licensing”)vedi Licenza GNU FDL (Free Documentation License) (link)vedi Licenze Creative Commons (link)vedi Open Database License (ODbL) (link)11 aprile 2013 – Università Statale di Milano (corso di Informatica Giuridica)Open source, open content, open data nellordinamento italianoSimone Aliprandi – Progetto Copyleft-Italia.itwww.copyleft-italia.it – www.aliprandi.org
  • 15. progetti open content famosi? uno per tutti11 aprile 2013 – Università Statale di Milano (corso di Informatica Giuridica)Open source, open content, open data nellordinamento italianoSimone Aliprandi – Progetto Copyleft-Italia.itwww.copyleft-italia.it – www.aliprandi.org
  • 16. 3standard e formati aperti11 aprile 2013 – Università Statale di Milano (corso di Informatica Giuridica)Open source, open content, open data nellordinamento italianoSimone Aliprandi – Progetto Copyleft-Italia.itwww.copyleft-italia.it – www.aliprandi.org
  • 17. la filosofia open è arrivata a coinvolgereanche il mondo degli standard informatici (link)e dei formati di file (link)11 aprile 2013 – Università Statale di Milano (corso di Informatica Giuridica)Open source, open content, open data nellordinamento italianoSimone Aliprandi – Progetto Copyleft-Italia.itwww.copyleft-italia.it – www.aliprandi.org
  • 18. formati aperti vs formati proprietari(fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Formato_aperto)Un formato aperto è una specifica pubblica per la descrizione elarchiviazione di dati digitali libera da restrizioni legali per il suoutilizzo e solitamente gestita da un ente di standardizzazione cheopere in ottica non proprietaria.A differenza dei f. aperti, i f. proprietari sono controllati e definitida interessi privati (e hanno, in genere, misure di restrizione ovincoli nellutilizzo).I f. aperti sono un sottoinsieme degli standard aperti.11 aprile 2013 – Università Statale di Milano (corso di Informatica Giuridica)Open source, open content, open data nellordinamento italianoSimone Aliprandi – Progetto Copyleft-Italia.itwww.copyleft-italia.it – www.aliprandi.org
  • 19. PARTE SECONDAlopenness nella legislazione italiana11 aprile 2013 – Università Statale di Milano (corso di Informatica Giuridica)Open source, open content, open data nellordinamento italianoSimone Aliprandi – Progetto Copyleft-Italia.itwww.copyleft-italia.it – www.aliprandi.org
  • 20. 4le norme rilevanti11 aprile 2013 – Università Statale di Milano (corso di Informatica Giuridica)Open source, open content, open data nellordinamento italianoSimone Aliprandi – Progetto Copyleft-Italia.itwww.copyleft-italia.it – www.aliprandi.org
  • 21. Art. 68 Codice Amministrazione Digitale (d.lgs. 82/2005)ANALISI COMPARATIVA DELLE SOLUZIONI1. Le pubbliche amministrazioni acquisiscono programmi informatici o parti di essi nel rispetto dei principi di economicità e diefficienza, tutela degli investimenti, riuso e neutralità tecnologica, a seguito di una valutazione comparativa di tipo tecnico edeconomico tra le seguenti soluzioni disponibili sul mercato:a) software sviluppato per conto della pubblica amministrazione;b) riutilizzo di software o parti di esso sviluppati per conto della pubblica amministrazione;c) software libero o a codice sorgente aperto;d) software fruibile in modalità cloud computing;e) software di tipo proprietario mediante ricorso a licenza duso;f) software combinazione delle precedenti soluzioni.1-bis. A tal fine, le pubbliche amministrazioni prima di procedere allacquisto, secondo le procedure di cui al codice di cui al decretolegislativo 12 aprile 2006 n. 163, effettuano una valutazione comparativa delle diverse soluzioni disponibili sulla base dei seguenticriteri:a) costo complessivo del programma o soluzione quale costo di acquisto, di implementazione, di mantenimento e supporto;b) livello di utilizzo di formati di dati e di interfacce di tipo aperto nonché di standard in grado di assicurare linteroperabilità e lacooperazione applicativa tra i diversi sistemi informatici della pubblica amministrazione;c) garanzie del fornitore in materia di livelli di sicurezza,conformità alla normativa in materia di protezione deidati personali, livelli di servizio tenuto conto della tipologia di software acquisito.[continua]11 aprile 2013 – Università Statale di Milano (corso di Informatica Giuridica)Open source, open content, open data nellordinamento italianoSimone Aliprandi – Progetto Copyleft-Italia.itwww.copyleft-italia.it – www.aliprandi.org
  • 22. [continua]1-ter. Ove dalla valutazione comparativa di tipo tecnico ed economico, secondo i criteri di cui al comma 1-bis, risultimotivatamente limpossibilità di accedere a soluzioni già disponibili allinterno della pubblica amministrazione, o a softwareliberi o a codici sorgente aperto, adeguati alle esigenze da soddisfare, è consentita lacquisizione di programmi informaticidi tipo proprietario mediante ricorso a licenza duso. La valutazione di cui al presente comma è effettuata secondo lemodalità e i criteri definiti dallAgenzia per lItalia digitale, che, a richiesta di soggetti interessati, esprime altresì parere circail loro rispetto.2. Le pubbliche amministrazioni nella predisposizione o nellacquisizione dei programmi informatici, adottano soluzioniinformatiche, quando possibile modulari, basate sui sistemi funzionali resi noti ai sensi dell articolo 70 , che assicurinolinteroperabilità e la cooperazione applicativa e consentano la rappresentazione dei dati e documenti in più formati, di cuialmeno uno di tipo aperto, salvo che ricorrano motivate ed eccezionali esigenze.2-bis. Le amministrazioni pubbliche comunicano tempestivamente al DigitPA ladozione delle applicazioni informatiche e dellepratiche tecnologiche, e organizzative, adottate, fornendo ogni utile informazione ai fini della piena conoscibilità dellesoluzioni adottate e dei risultati ottenuti, anche per favorire il riuso e la più ampia diffusione delle migliori pratiche.[continua]11 aprile 2013 – Università Statale di Milano (corso di Informatica Giuridica)Open source, open content, open data nellordinamento italianoSimone Aliprandi – Progetto Copyleft-Italia.itwww.copyleft-italia.it – www.aliprandi.org
  • 23. [continua]3. Agli effetti del presente decreto legislativo si intende per:a) formato dei dati di tipo aperto, un formato di dati reso pubblico, documentato esaustivamente e neutro rispetto aglistrumenti tecnologici necessari per la fruizione dei dati stessi;b) dati di tipo aperto, i dati che presentano le seguenti caratteristiche:1) sono disponibili secondo i termini di una licenza che ne permetta lutilizzo da parte di chiunque, anche per finalitàcommerciali, in formato disaggregato;2) sono accessibili attraverso le tecnologie dellinformazione e della comunicazione, ivi comprese le reti telematichepubbliche e private, in formati aperti ai sensi della lettera a), sono adatti allutilizzo automatico da parte di programmi perelaboratori e sono provvisti dei relativi metadati;3) sono resi disponibili gratuitamente attraverso le tecnologie dellinformazione e della comunicazione, ivi comprese le retitelematiche pubbliche e private, oppure sono resi disponibili ai costi marginali sostenuti per la loro riproduzione edivulgazione. LAgenzia per lItalia digitale deve stabilire, con propria deliberazione, i casi eccezionali, individuati secondocriteri oggettivi, trasparenti e verificabili, in cui essi sono resi disponibili a tariffe superiori ai costi marginali. In ognicaso,lAgenzia, nel trattamento dei casi eccezionali individuati, si attiene alle indicazioni fornite dalla direttiva 2003/98/CEdel Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 novembre 2003, sul riutilizzo dellinformazione del settore pubblico,recepita con il decreto legislativo 24 gennaio 2006, n. 36.4. Il DigitPA istruisce ed aggiorna, con periodicità almeno annuale, un repertorio dei formati aperti utilizzabili nelle pubblicheamministrazioni e delle modalità di trasferimento dei formati.11 aprile 2013 – Università Statale di Milano (corso di Informatica Giuridica)Open source, open content, open data nellordinamento italianoSimone Aliprandi – Progetto Copyleft-Italia.itwww.copyleft-italia.it – www.aliprandi.org
  • 24. Art. 69 Codice Amministrazione Digitale (d.lgs. 82/2005)RIUSO DI PROGRAMMI INFORMATICI1. Le pubbliche amministrazioni che siano titolari di programmi informatici realizzati su specifiche indicazioni delcommittente pubblico, hanno obbligo di darli in formato sorgente, completi della documentazione disponibile, inuso gratuito ad altre pubbliche amministrazioni che li richiedono e che intendano adattarli alle proprie esigenze,salvo motivate ragioni.2. Al fine di favorire il riuso dei programmi informatici di proprietà delle pubbliche amministrazioni, ai sensi delcomma 1, nei capitolati o nelle specifiche di progetto è previsto ove possibile, che i programmi appositamentesviluppati per conto e a spese dellamministrazione siano facilmente portabili su altre piattaforme e conformi alladefinizione e regolamentazione effettuata da DigitPA, ai sensi dell articolo 68, comma 2.3. [OMISSIS]4. [OMISSIS]11 aprile 2013 – Università Statale di Milano (corso di Informatica Giuridica)Open source, open content, open data nellordinamento italianoSimone Aliprandi – Progetto Copyleft-Italia.itwww.copyleft-italia.it – www.aliprandi.org
  • 25. Art. 52 Codice Amministrazione Digitale (d.lgs. 82/2005)ACCESSO TELEMATICO E RIUTILIZZO DEI DATI DELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI1. Laccesso telematico a dati, documenti e procedimenti e il riutilizzo dei dati e documenti e disciplinato daisoggetti di cui allarticolo 2, comma 2, secondo le disposizioni del presente codice e nel rispetto della normativavigente. Le pubbliche amministrazioni pubblicano nel proprio sito web, allinterno della sezione "Trasparenza,valutazione e merito", il catalogo dei dati, dei metadati e delle relative banche dati in loro possesso ed iregolamenti che ne disciplinano lesercizio della facoltà di accesso telematico e il riutilizzo, fatti salvi i dati presentiin Anagrafe tributaria.I dati e i documenti che le amministrazioni titolari pubblicano, con qualsiasi modalità, senza lespressa adozione diuna licenza di cui allarticolo 2, comma 1, lettera h), del decreto legislativo 24 gennaio 2006, n. 36, si intendonorilasciati come dati di tipo aperto ai sensi allarticolo 68, comma 3, del presente Codice. Leventuale adozione diuna licenza di cui al citato articolo 2, comma 1, lettera h), è motivata ai sensi delle linee guida nazionali di cui alcomma 7.Nella definizione dei capitolati o degli schemi dei contratti di appalto relativi a prodotti e servizi che comportino laraccolta e la gestione di dati pubblici, le pubbliche amministrazioni di cui allarticolo 2, comma 2, prevedonoclausole idonee a consentire laccesso telematico e il riutilizzo, da parte di persone fisiche e giuridiche, di tali dati,dei metadati, degli schemi delle strutture di dati e delle relative banche dati.[continua]11 aprile 2013 – Università Statale di Milano (corso di Informatica Giuridica)Open source, open content, open data nellordinamento italianoSimone Aliprandi – Progetto Copyleft-Italia.itwww.copyleft-italia.it – www.aliprandi.org
  • 26. [continua]Le attività volte a garantire laccesso telematico e il riutilizzo dei dati delle pubbliche amministrazioni rientrano tra i parametridi valutazione della performance dirigenziale ai sensi dellarticolo 11, comma 9, del d. lgs. 27 ottobre 2009, n. 150.LAgenzia per lItalia digitale promuove le politiche di valorizzazione del patrimonio informativo pubblico nazionale e attua ledisposizioni di cui al capo V del presente Codice.Entro il mese di febbraio di ogni anno lAgenzia trasmette al Presidente del Consiglio dei Ministri o al Ministro delegato perlinnovazione tecnologica, che li approva entro il mese successivo, un Agenda nazionale in cui definisce contenuti e gliobiettivi delle politiche di valorizzazione del patrimonio informativo pubblico e un rapporto annuale sullo stato del processodi valorizzazione in Italia; tale rapporto è pubblicato in formato aperto sul sito istituzionale della Presidenza del Consiglio deiMinistri.LAgenzia definisce e aggiorna annualmente le linee guida nazionali che individuano gli standard tecnici, compresa ladeterminazione delle ontologie dei servizi e dei dati, le procedure e le modalità di attuazione delle disposizioni del Capo Vdel presente Codice con lobiettivo di rendere il processo omogeneo a livello nazionale, efficiente ed efficace. Lepubbliche amministrazioni di cui allarticolo 2, comma 2, del presente Codice si uniformano alle suddette linee guida.Il Presidente del Consiglio o il Ministro delegato per linnovazione tecnologica riferisce annualmente al Parlamento sullostato di attuazione delle disposizioni del presente articolo.LAgenzia svolge le attività indicate dal presente articolo con le risorse umane, strumentali, e finanziarie previste alegislazione vigente.11 aprile 2013 – Università Statale di Milano (corso di Informatica Giuridica)Open source, open content, open data nellordinamento italianoSimone Aliprandi – Progetto Copyleft-Italia.itwww.copyleft-italia.it – www.aliprandi.org
  • 27. Art. 5 Legge Diritto dAutore (l. 633/1941)Le disposizioni di questa legge non si applicano ai testi degli atti ufficiali dello stato edelle amministrazioni pubbliche, sia italiane che straniere.Art. 11 Legge Diritto dAutore (l. 633/1941)Alle amministrazioni dello stato, alle provincie ed ai comuni spetta il diritto di autore sulleopere create e pubblicate sotto il loro nome ed a loro conto e spese.Lo stesso diritto spetta agli enti privati che non perseguano scopi di lucro, salvo diversoaccordo con gli autori delle opere pubblicate, nonché alle accademie e agli altri entipubblici culturali sulla raccolta dei loro atti e sulle loro pubblicazioni.11 aprile 2013 – Università Statale di Milano (corso di Informatica Giuridica)Open source, open content, open data nellordinamento italianoSimone Aliprandi – Progetto Copyleft-Italia.itwww.copyleft-italia.it – www.aliprandi.org
  • 28. 5il software open sourcenella pubblica amministrazione11 aprile 2013 – Università Statale di Milano (corso di Informatica Giuridica)Open source, open content, open data nellordinamento italianoSimone Aliprandi – Progetto Copyleft-Italia.itwww.copyleft-italia.it – www.aliprandi.org
  • 29. Lart. 68 CAD, nella sua ultima formulazione (introdottadalla l. 17/12/12, n. 221), sancisce una priorità per lesoluzioni open source rispetto a quelle proprietarienellambito delladozione di software da parte delle PA→ vedi il meccanismo della valutazione comparativa(comma 1-ter)11 aprile 2013 – Università Statale di Milano (corso di Informatica Giuridica)Open source, open content, open data nellordinamento italianoSimone Aliprandi – Progetto Copyleft-Italia.itwww.copyleft-italia.it – www.aliprandi.org
  • 30. Ove dalla valutazione comparativa di tipo tecnico ed economico,secondo i criteri di cui al comma 1-bis, risulti motivatamentelimpossibilità di accedere a soluzioni già disponibili allinterno dellapubblica amministrazione, o a software liberi o a codici sorgenteaperto, adeguati alle esigenze da soddisfare, è consentitalacquisizione di programmi informatici di tipo proprietario mediantericorso a licenza duso.11 aprile 2013 – Università Statale di Milano (corso di Informatica Giuridica)Open source, open content, open data nellordinamento italianoSimone Aliprandi – Progetto Copyleft-Italia.itwww.copyleft-italia.it – www.aliprandi.org
  • 31. Lart. 69 CAD introduce il concetto di “riuso di software”allinterno della pubblica amministrazione e lo collegastrettamente alla disponibilità del codice sorgente.11 aprile 2013 – Università Statale di Milano (corso di Informatica Giuridica)Open source, open content, open data nellordinamento italianoSimone Aliprandi – Progetto Copyleft-Italia.itwww.copyleft-italia.it – www.aliprandi.org
  • 32. Le pubbliche amministrazioni che siano titolari di programmiinformatici realizzati su specifiche indicazioni del committentepubblico, hanno obbligo di darli in formato sorgente, completidella documentazione disponibile, in uso gratuito ad altrepubbliche amministrazioni che li richiedono e che intendanoadattarli alle proprie esigenze, salvo motivate ragioni.11 aprile 2013 – Università Statale di Milano (corso di Informatica Giuridica)Open source, open content, open data nellordinamento italianoSimone Aliprandi – Progetto Copyleft-Italia.itwww.copyleft-italia.it – www.aliprandi.org
  • 33. 6standard e formati apertinella pubblica amministrazione11 aprile 2013 – Università Statale di Milano (corso di Informatica Giuridica)Open source, open content, open data nellordinamento italianoSimone Aliprandi – Progetto Copyleft-Italia.itwww.copyleft-italia.it – www.aliprandi.org
  • 34. Gli art. 68 e 69 CAD sanciscono anche il principioper cui, nelladozione di software da parte delle PA,vanno perseguiti gli obbiettivi di:● interoperabilità tra le soluzioni tecnologicheutilizzate (standard aperti)→● costante leggibilità dei dati (formati aperti)→11 aprile 2013 – Università Statale di Milano (corso di Informatica Giuridica)Open source, open content, open data nellordinamento italianoSimone Aliprandi – Progetto Copyleft-Italia.itwww.copyleft-italia.it – www.aliprandi.org
  • 35. Gli art. 68 e 69 CAD sanciscono anche il principioper cui, nelladozione di software da parte delle PA,vanno perseguiti gli obbiettivi di:● interoperabilità tra le soluzioni tecnologicheutilizzate (standard aperti)→● costante leggibilità dei dati (formati aperti)→11 aprile 2013 – Università Statale di Milano (corso di Informatica Giuridica)Open source, open content, open data nellordinamento italianoSimone Aliprandi – Progetto Copyleft-Italia.itwww.copyleft-italia.it – www.aliprandi.org
  • 36. Art. 68, comma 2Le pubbliche amministrazioni nella predisposizione onellacquisizione dei programmi informatici, adottano soluzioniinformatiche, quando possibile modulari, basate sui sistemifunzionali resi noti ai sensi dellarticolo 70, che assicurinolinteroperabilità e la cooperazione applicativa e consentano larappresentazione dei dati e documenti in più formati, di cui almenouno di tipo aperto, salvo che ricorrano motivate ed eccezionaliesigenze.11 aprile 2013 – Università Statale di Milano (corso di Informatica Giuridica)Open source, open content, open data nellordinamento italianoSimone Aliprandi – Progetto Copyleft-Italia.itwww.copyleft-italia.it – www.aliprandi.org
  • 37. Art. 69, comma 2Al fine di favorire il riuso dei programmi informatici di proprietàdelle pubbliche amministrazioni, ai sensi del comma 1, nei capitolatio nelle specifiche di progetto è previsto ove possibile, che iprogrammi appositamente sviluppati per conto e a spesedellamministrazione siano facilmente portabili su altre piattaforme econformi alla definizione e regolamentazione effettuata da DigitPA,ai sensi dellarticolo 68, comma 2.11 aprile 2013 – Università Statale di Milano (corso di Informatica Giuridica)Open source, open content, open data nellordinamento italianoSimone Aliprandi – Progetto Copyleft-Italia.itwww.copyleft-italia.it – www.aliprandi.org
  • 38. 7open content e open datanella pubblica amministrazione11 aprile 2013 – Università Statale di Milano (corso di Informatica Giuridica)Open source, open content, open data nellordinamento italianoSimone Aliprandi – Progetto Copyleft-Italia.itwww.copyleft-italia.it – www.aliprandi.org
  • 39. Gli enti pubblici hanno un copyrightsui documenti da essi prodotti?La risposta non è così certa e univoca,perché la legge sul diritto dautore su questo temasi presta a diverse interpretazioni.11 aprile 2013 – Università Statale di Milano (corso di Informatica Giuridica)Open source, open content, open data nellordinamento italianoSimone Aliprandi – Progetto Copyleft-Italia.itwww.copyleft-italia.it – www.aliprandi.org
  • 40. Art. 5 Legge Diritto dAutore (l. 633/1941)Le disposizioni di questa legge non si applicano ai testi degli attiufficiali dello stato e delle amministrazioni pubbliche, sia italianeche straniere.Art. 11 Legge Diritto dAutore (l. 633/1941)Alle amministrazioni dello stato, alle provincie ed ai comuni spetta ildiritto di autore sulle opere create e pubblicate sotto il loro nomeed a loro conto e spese. [...]11 aprile 2013 – Università Statale di Milano (corso di Informatica Giuridica)Open source, open content, open data nellordinamento italianoSimone Aliprandi – Progetto Copyleft-Italia.itwww.copyleft-italia.it – www.aliprandi.org
  • 41. Sembrano norme in contraddizione.Dottrina e giurisprudenza, tuttavia, tendono a risolvere laquestione interpretando in modo molto restrittivo laportata dellart. 5, dato che si riferisce strettamente agli“atti ufficiali dello stato e delle amministrazioni pubbliche”.11 aprile 2013 – Università Statale di Milano (corso di Informatica Giuridica)Open source, open content, open data nellordinamento italianoSimone Aliprandi – Progetto Copyleft-Italia.itwww.copyleft-italia.it – www.aliprandi.org
  • 42. La riforma sullAgenda digitale di fine 2012 ha volutoagire anche su questo ambito, cercando di introdurre ilcosiddetto principio “open by default” per effetto delquale, dati e documenti pubblicati dalle PA senzaspecifica indicazione di una licenza proprietaria siintendono automaticamente rilasciati con una licenzaopen (come ad esempio una Creative Commons).11 aprile 2013 – Università Statale di Milano (corso di Informatica Giuridica)Open source, open content, open data nellordinamento italianoSimone Aliprandi – Progetto Copyleft-Italia.itwww.copyleft-italia.it – www.aliprandi.org
  • 43. Però questo è stato fatto dal legislatorenon andando a modificare gli artt. 5 e 11 LDAma solo modificando lart. 52 CAD,creando così – di fatto – una ulteriorecomplicazione a livello interpretativo.Non solo; lart. 52 fa a sua volta riferimentoad una definizione presente nellart. 68.11 aprile 2013 – Università Statale di Milano (corso di Informatica Giuridica)Open source, open content, open data nellordinamento italianoSimone Aliprandi – Progetto Copyleft-Italia.itwww.copyleft-italia.it – www.aliprandi.org
  • 44. Art. 52, comma 1I dati e i documenti che le amministrazioni titolari pubblicano, conqualsiasi modalità, senza lespressa adozione di una licenza [...], siintendono rilasciati come dati di tipo aperto ai sensi allarticolo 68,comma 3, del presente Codice.11 aprile 2013 – Università Statale di Milano (corso di Informatica Giuridica)Open source, open content, open data nellordinamento italianoSimone Aliprandi – Progetto Copyleft-Italia.itwww.copyleft-italia.it – www.aliprandi.org
  • 45. Art. 68, comma 3, lett. bPer dati di tipo aperto si intendono i dati che presentano le seguenticaratteristiche:1) sono disponibili secondo i termini di una licenza che ne permetta lutilizzo daparte di chiunque, anche per finalità commerciali, in formato disaggregato;2) sono accessibili attraverso le tecnologie dellinformazione e dellacomunicazione, ivi comprese le reti telematiche pubbliche e private, in formatiaperti ai sensi della lettera a), sono adatti allutilizzo automatico da parte diprogrammi per elaboratori e sono provvisti dei relativi metadati;3) sono resi disponibili gratuitamente attraverso le tecnologie dellinformazione edella comunicazione, ivi comprese le reti telematiche pubbliche e private,oppure sono resi disponibili ai costi marginali sostenuti per la loro riproduzionee divulgazione. [...]11 aprile 2013 – Università Statale di Milano (corso di Informatica Giuridica)Open source, open content, open data nellordinamento italianoSimone Aliprandi – Progetto Copyleft-Italia.itwww.copyleft-italia.it – www.aliprandi.org
  • 46. Ne risulta che...● lart. 5 LDA parla di “atti ufficiali”● lart. 11 LDA parla di “opere”● lart. 52 CAD parla di “dati e documenti”(e richiama una definizione presente nellart. 68, comma 3)● lart. 68 CAD, comma 3, però parlasolo di “dati di tipo aperto”11 aprile 2013 – Università Statale di Milano (corso di Informatica Giuridica)Open source, open content, open data nellordinamento italianoSimone Aliprandi – Progetto Copyleft-Italia.itwww.copyleft-italia.it – www.aliprandi.org
  • 47. come diceva qualcuno...11 aprile 2013 – Università Statale di Milano (corso di Informatica Giuridica)Open source, open content, open data nellordinamento italianoSimone Aliprandi – Progetto Copyleft-Italia.itwww.copyleft-italia.it – www.aliprandi.orgle parole sonoimportanti !!*e specialmente inambito giuridico
  • 48. 8prospettive11 aprile 2013 – Università Statale di Milano (corso di Informatica Giuridica)Open source, open content, open data nellordinamento italianoSimone Aliprandi – Progetto Copyleft-Italia.itwww.copyleft-italia.it – www.aliprandi.org
  • 49. e adesso che succede?Nonostante il dibattito scientifico e politico sullopennessnella pubblica amministrazione sia ormai attivo da anni, enonostante già molte leggi regionali si fossero mosse inquella direzione, lintroduzione a livello di legge delleStato dei nuovi principi qui sintetizzati è ancora cosamolto fresca per poterne valutare limpatto concreto.11 aprile 2013 – Università Statale di Milano (corso di Informatica Giuridica)Open source, open content, open data nellordinamento italianoSimone Aliprandi – Progetto Copyleft-Italia.itwww.copyleft-italia.it – www.aliprandi.org
  • 50. E poi cè sempre lazioneinterpretativa e complementaredi giurisprudenza e dottrina.11 aprile 2013 – Università Statale di Milano (corso di Informatica Giuridica)Open source, open content, open data nellordinamento italianoSimone Aliprandi – Progetto Copyleft-Italia.itwww.copyleft-italia.it – www.aliprandi.org
  • 51. grazie per lattenzione11 aprile 2013 – Università Statale di Milano (corso di Informatica Giuridica)Open source, open content, open data nellordinamento italianoSimone Aliprandi – Progetto Copyleft-Italia.itwww.copyleft-italia.it – www.aliprandi.org
  • 52. 11 aprile 2013 – Università Statale di Milano (corso di Informatica Giuridica)Open source, open content, open data nellordinamento italianoSimone Aliprandi – Progetto Copyleft-Italia.itwww.copyleft-italia.it – www.aliprandi.orgper rimanere aggiornati:• Blog: http://aliprandi.blogspot.it• Twitter: @simonealiprandi• Facebook: gruppo “Copyleft-Italia”