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Psicologia e deontologia professionale
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Psicologia e deontologia professionale

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Le slide dell'intervento tenuto a Como in giugno 2012 da Luca Mazzucchelli e Anna Barracco, durante il quale si è parlato di deontologia ed etica nella professione psicologica.

Le slide dell'intervento tenuto a Como in giugno 2012 da Luca Mazzucchelli e Anna Barracco, durante il quale si è parlato di deontologia ed etica nella professione psicologica.

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  • Chi siamo deontologia, cosa sapete; Avete mai sentito parlare di esposti a colleghi vostri conoscenti? Avete in mente qualche esempio di violazione del codice? CI sono alcuni argomenti in particoalre che volete che affrontiamo?
  • La psicologia nasce in università come disciplina sperimentale, priva di finalità di cura o intervento sociale. È nel 1913 con Watson e il suo manifesto dei comportamentisti che viene affermata la possiblità teorica di agire con fini pratici. E ’ poi con la prima guerra mondiale che negli stati Uinti l ’ esercizio della psicologia come pratica professionale extra-accademica compare. In Italia dobbiamo aspettare la fine del 900 er verdere sorgere la figura dello psicologo
  • Nel secondo dopoguerra, in Italia, l ’ organizzazioen professionale si struttira principalmente attorno e per impulso di associazioni e di un gruppo di professori universitari attraverso un processo spontaneista.
  • La legge ossicini definisce in questo modo lo psicologo
  • Il distacco dal sistema precedente è significativo…. Per legge viene posto uno sbarramento all’accesso al lavoro dello psicologo… Inoltre ora il lavoro dello psicologo rientra nelle professioni intellettuali, ossia è predominante il momento intellettivo rispetto a quello materiale, e la professione è protetta dalla legge, epr cui chi esercita senza titoli la professione psicologica è perseguibile secondo l’articolo 348 del codice penale (fino a 6 mesi di carcere)
  • Diverse le bussole per orientarsi nella pratica provessionale, la principale è il codice deontologico, che è norma di rango secondario rispetto alla costituzione e ai codici, in cui diverse sono le norme che riguardano il professionista, ma poi ci sono una serie di altri documenti che occorre tenere in considerazione. Ne cito alcuni.
  • Revisione non effettuata mai se non nel 2006 (quorum difficile da raggiungere) Su art 31: l’urgenza non è semplice da determinare in psicologia tanto quanto in medicina…
  • Le funzioni disciplinari dell’Ordine hanno la finalità di tutelare la professione intesa come bene di rilevanza giuridica (quindi per tutta la società).
  • Momento di raccolta informazioni ma anche di confronto con collega
  • La radiazzione avviene in casi molto particolari (condanna per reato penale superiore o ugale a 2 anni, con radiazione d’ufficio) e comportamenti gravi In lombardia 2 radiazione: pedofilia; altro collega che aveva utilizzato test invasivi a un bambino senza consenso leggendo prove documentali di molestie. Non si era inoltre mai presentato davanti alla commissione.
  • In un contesto in cambiamento, è importante adottare un codice e rivolgere l’attenzione a questioni di deontologia.
  • Empowerment, articoli di etica programmatica, come l’art 3 della costituzione della repubblica. Servono a rendere l’etica sostanziale, un’etica della persona.
  • Vi viene in mente un cso in cui voi vi siete trovati magari con docenti dove loro utilizzavano la loro influenza in maniera inappropriata?
  • Aggiungere art 27 sull’interruzione trattamento
  • Frequente tra i giovani, che hanno bisogno di lavorare da una parte, e dall’altra considerano la gerarchia nei servizi non solo come amministrativa, ma anche professionale, per cui il direttore, ad esempio ha il potere per decidere per me.
  • Etimologia “ secretum ” E’ una norma fortemente vincolante posta a tutela del rapporto fiduciario, condizione necessaria di una prestazione finalizzata alla salute. Le eccezioni al segreto, art 12 Lo psicologo si astiene dal rendere testimonianza su fatti di cui è venuto a conoscenza in ragione del suo rapporto professionale. Lo psicologo può derogare all’obbligo di mantenere il segreto professionale, anche in caso di testimonianza, esclusivamente in presenza di valido e dimostrabile consenso del destinatario della sua prestazione. Valuta, comunque, l’opportunità di fare uso di tale consenso, considerando preminente la tutela psicologica dello stesso. Art 13 Nel caso di obbligo di referto o di obbligo di denuncia , lo psicologo limita allo stretto necessario il riferimento di quanto appreso in ragione del proprio rapporto professionale, ai fini della tutela psicologica del soggetto. Negli altri casi, valuta con attenzione la necessità di derogare totalmente o parzialmente alla propria doverosa riservatezza, qualora si prospettino gravi pericoli per la vita o per la salute psicofisica del soggetto e/o di terzi.
  • Fare esempi Un tema che percorre l’intero Codice Deontologico è quello della capacità di stabilire confini ciò è reso possibile dal setting interno del professionista La maggior parte degli illeciti deontologici si verifica perché si sconfina, in un modo o in un altro oltre i limiti disciplinari oltre il proprio mandato Molto spesso i confini vengono varcati perché si verificano delle sovrapposizioni o dei conflitti (di ruolo, d’interesse, di istanze) si pone un problema di astensione di cui può essere difficile individuare il punto di equilibrio tra l’elusione/evitamento e la collusività

Transcript

  • 1. Etica e deontologiaPer una psicologia responsabile Luca Mazzucchelli Anna Barracco
  • 2. Professione psicologo: le origini• Watson, 1913, manifesto dei comportamentisti; • Viene affermatala possibilità teorica per gli psicologi di agire con fini pratici• Prima guerra mondiale • L’esercizio della psicologia come pratica professionale extra accademica, negli Stati Uniti;
  • 3. …in Italia• Secondo dopoguerra: prime associazioni - Sips• A livello legislativo: a fine anni 60, gradualmente, viene sancito lingresso degli psicologi nellorganico delle istituzioni sanitarie pubbliche;• Legge Ossicini, 18 febbraio 1989, con l’istituzione di Albo e Ordine degli Psicologi;
  • 4. l. n. 56 del 1989• Con la legge Ossicini, per la prima volta, lo stato riconosce legalmente il lavoro dello psicologo come “libera professione”, attività altamente qualificata e di riconosciuta utilità sociale, che può essere esercitata solo da individui con competenza specializzata. (Dodaro, 2006) Adriano Ossicini
  • 5. Art 1- definizione professione psicologo La professione di psicologo comprende luso degli strumenti conoscitivi e di intervento per la prevenzione, la diagnosi, le attività di abilitazione- riabilitazione e di sostegno in ambito psicologico rivolte alla persona, al gruppo, agli organismi sociali e alle comunità. Comprende altresì le attività di sperimentazione, ricerca e didattica in tale ambito. (Art 1)
  • 6. Cosa cambia?• Sbarramento allaccesso al lavoro di psicologo • Occorre essere in possesso di  laurea in psicologia;  tirocinio pratico;  esame di stato;  iscrizione albo professionale;• Il lavoro dello psicologo è professione  Intellettuale (vs materiale)  Protetta dalla legge (art 348 c.p)
  • 7. Norme di deontologia professionaleEsiste competenza professionale senza competenza deontologico/giuridica? • Codice deontologico (norma di rango secondario); • Linee guida (per le attività psicologiche di selezione e valutazione del personale; per l’attività forense, per le prestazioni psicologiche a distanza, etc…) • Elementi etici e deontologici per lo psicologo penitenziario; • Carta di Noto (psicologia giuridica e minori); • Documenti prodotti da associazioni private di psicologi;
  • 8. Il codice deontologico• 42 articoli suddivisi in 5 capi • Capo I (1-21): principi generali di deontologia professionale (correttezza, competenza, e autonomia professionale); • Capo II (22-32): rapporti dello psicologo con l’utenza e la committenza (contratto, consenso, destinatario vs committente, compenso, sospensione prestazione, …); • Capo III (33-38): norme sui rapporti con i colleghi (rispetto reciproco, lealtà e colleganza); • Capo IV (39-40): norme sui rapporti con la società (dignità e decoro, pubblicità); • Capo V(41-42): norme di attuazione;
  • 9. La storia del codice deontologico• Entrata in vigore nel 1996, a seguito del referendum presso gli Ordini • Non è stabilito una volta per tutte, ma può e deve venire rivisto ogni 2 anni (L. 56/89 e dall’art. 41 del C.D.) • alla luce di cambiamenti normativi (cfr. modifiche degli artt. 23 e 40 intervenute a seguito della Bersani e prossimi cambiamenti a seguito del DL Monti) • alla luce della giurisprudenza ordinistica • alla luce di cambiamenti sociali (nuove tecnologie, inserzioni su groupon …)-> Articoli di contezioso di difficile interpretazione (vedi art. 31 e il concetto di urgenza)
  • 10. Funzioni disciplinari• Come funziona il procedimento disciplinare (artt. 26 e 27 L.56/89) 1. Esposto (segnalazione scritta e sottoscritta a carico di un collega iscritto) 2. Richiesta chiarimenti da parte dell’amministrazione; 3. Prima riunione della commissione etica che valuta i due scritti A. Si porta in Consiglio con una indicazione di archiviazione B. Si procede a un approfondimento C. Si porta in Consiglio con una indicazione di apertura
  • 11. Approfondimento della commissione• Viene convocato il collega, che può presentarsi da solo o accompagnato da un avvocato o altro collega;• La commissione raccoglie ulteriori informazioni e chiarimenti;• Può chiedere di vedere anche l’esponente;
  • 12. Apertura del procedimento• Si procede a una convocazione avanti al Consiglio • Il collega nel frattempo può integrare la documentazione; • Dopo l’audizione il consiglio si riunisce in camera di Consiglio e comunica la decisione che può essere • Archiviazione • Avvertimento • Censura • Sospensione (fino ad 1 anno) • Radiazione (casi particolari)
  • 13. I vantaggi del codice• Costruire e integrare lidentità professionale comune;• Fornire certezze al professionista in merito al proprio comportamento e ai limiti delloperato;• Tutelare il cliente;• Salvaguardare limmagine pubblica dello psicologo, fornendo un modello di "psicologo ideale";
  • 14. Il profilo professionale dello psicologoL’etica della persona… Promuove il benessere psicologico e migliora la capacità delle persone di comprendere se stessi e gli altri, a comportarsi in maniera consapevole, congrua ed efficace (Art 3); Aiuta gli utenti a sviluppare in modo libero e consapevole giudizi, opinioni e scelte (Art. 39).
  • 15. Principi fondamentali (capo I)1. Correttezza professionale2. Competenza e serietà professionale3. Autonomia professionale
  • 16. 1) Correttezza professionale• Rispetta la dignità, il diritto alla riservatezza, allautodeterminazione e autonomia di coloro che si avvalgono delle sue prestazioni (Art 4)• Non utilizza la sua influenza in maniera inappropriata e non utilizza indebitamente la fiducia e le eventuali situazioni di dipendenza dei committenti e degli utenti destinatari della sua prestazione professionale (Art 3)
  • 17. 2) Competenza e serietà professionale• Lo psicologo mantiene un livello adeguato di preparazione professionale e si aggiorna nel settore in cui opera. Riconosce i limiti della sua competenza ed impiega metodologie delle quali è in grado di indicare le fonti e riferimenti scientifici (art 5), accettando il mandato professionale esclusivamente quando rientra nei limiti delle proprie competenze (art 37);• Esprime valutazioni e giudizi professionali solo se fondati su documentazione adeguata e attendibile (art 7)• Valuta ed eventualmente propone l’interruzione del rapporto terapeutico quando constata che il paziente non trae alcun beneficio dalla cura (art 27)
  • 18. 3) Autonomia professionale• Lo psicologo ha il dovere di tutelare la propria autonomia professionale (art 6) ed accetta unicamente condizioni di lavoro che non la compromettano.
  • 19. Alcuni concetti importanti• Segreto (art. 11; 12;13)• Contratto (art. 24, 4 ultimo comma, 27, 6, 17)• “Il terzo” (art 4 comma 5, art 31;• Il contesto (tribunali, scuola, webcam, la ricerca, l’azienda)
  • 20. Il segreto• Art. 11 “Lo psicologo è strettamente tenuto al segreto professionale. Pertanto non rivela notizie, fatti o informazioni apprese in ragione del suo rapporto professionale, né informa circa le prestazioni professionali effettuate o programmate, a meno che non ricorrano le ipotesi previste dagli articoli seguenti” [artt.12 e 13, cfr. infra]• Cuore della professionalità dello psicologo• Presupposto del rapporto confidenziale e fiduciario dentro il quale avviene la confidenza e la rivelazione, la consegna di una parte di sé• Eccezioni al segreto: Artt. 12 e 13
  • 21. Il contratto: consenso informato e trattamento dei dati sanitari• Il consenso informato non è un modulo, è un atto preciso del professionista • è innanzitutto orale: bisogna assicurarsi che il cliente abbia compreso tutti gli aspetti della prestazione• La firma è una tutela per il professionista ed è richiesta ai fini della privacy (consenso al trattamento dei dati sanitari)• Il modulo della privacy, nella parte dedicata all’informativa, può integrare le informazioni relative alla prestazione; il cliente firma per attestare di avere reso un consenso informato alla prestazione e per acconsentire al trattamento dei dati sanitari • ma i moduli proposti sono dei fac simile che ognuno adatta alle proprie esigenze 21
  • 22. “Il terzo” (art 4; 6; 31)Quando sorgono conflitti di interesse tra lutente elistituzione presso cui lo psicologo opera, questultimodeve esplicitare alle parti, con chiarezza, i termini delleproprie responsabilità ed i vincoli cui èprofessionalmente tenuto. In tutti i casi in cui ildestinatario ed il committente dellintervento disostegno o di psicoterapia non coincidano, lo psicologotutela prioritariamente il destinatario dellinterventostesso. (art 4)
  • 23. Sportello deontologico• Frequentemente il quesito deontologico si presenta come un dilemma • Possono emergere conflitti tra norma giuridica, norma deontologica, norma sociale, sistema di valori • La soluzione del quesito richiede un ragionamento da affrontare caso per caso • Richiede il confronto con la comunità professionale, poiché il background della deontologia è la riflessione etica, necessariamente condivisa. -> Sportello telefonico o di persona, tutti i giovedì, ore 14-17 Previo appuntamento telefonico OPL