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Terapia ivu dove si sbaglia
 

Terapia ivu dove si sbaglia

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    Terapia ivu dove si sbaglia Terapia ivu dove si sbaglia Presentation Transcript

    • Terapia antibiotica delle infezioni delle vie urinarie: dove si sbaglia? Dr. Dino Sgarabotto Malattie Infettive e Tropicali Azienda Ospedaliera di Padova Padova
    • Un errore comune • Donna di 55 anni che da due giorni presenta disuria, stranguria e minzione frequente; da qualche anno questo problema si ripete ed ha fatto un’ecografia dell’addome che è normale. E’ in corso un’urocoltura ma siccome non ce la fa più, vorrebbe che le fosse anticipata la terapia… Il medico di base vorrebbe darle dell’Amoxicillina 1 g per tre volte al dì per 3 giorni… Lei a casa ha del Bactrim 160/800 mg che aveva preso anche 4 mesi prima… Tuttavia telefona all’amico urologo che le consiglia del Ciproxin 250 mg 1 compressa per due volte al dì per 6 giorni… Lo sapevate che nessuna di queste scelte è supportata dalle linee guida attuali?
    • Cistite acuta o pielonefrite acuta non-complicata in una donna in età fertile
    • Importanza del problema • Il trattamento di una cistite acuta o di una pielonefrite acuta non-complicata in una donna in età fertile è molto frequente: 0,5-0,7 per persona all’anno • Lo stesso problema in fase post-menopausale è un po’ meno frequente : 0,07 per persona per anno • È il motivo più comune per prescrivere un ciclo di terapia antibiotica • Il trattamento è empirico cioè non si basa sui risultati dell’urocoltura e antibiogramma • Bisogna conoscere quali sono le resistenze antimicrobiche • Anche se la terapia è efficace bisogna evitare i danni collaterali Hooton TM, Scholes D, Hughes JP et al.: N Engl J Med 1996; 335: 468-74 Scholes D, Hooton TM, Roberts PL et al.: Ann Intern Med 2005; 142: 20-7 Jackson SL, Boyko EJ, Scholes D, et al.: Am J Med 2004; 117: 903-11
    • Agenti eziologici • Escherichia coli 75-95% 2 • Proteus mirabilis 3 • Klebsiella pneumoniae 4 ● Staph. saprophyticus occasionalmente 1
    • Resistenze antimicrobiche • La terapia empirica si basa pertanto sulla suscettibilità antibiotica dell’Escherichia coli studiata in USA e Europa • La resistenza all’ampicillina/amoxicillina è >20% • La resistenza all’amoxicillina/clavulanato e cefalo di 2^ generazione è ancora < 10% • La resistenza ai chinolonici è <10% • La resistenza al cotrimoxazolo è >10% soprattutto se è già stato usato nei 3-6 mesi precedenti La terapia empirica è adeguata quando si utilizza un antibiotico con resistenze <10%
    • Danni collaterali • Gli effetti avversi “ecologici” della terapia antibiotica sono la selezione di organismi multiresistenti associati all’uso di cefalosporine ad ampio spettro e ai chinolonici • Cefalosporine ad ampio spettro: Enterococchi vancomicino resistenti, Klebsiella pneumoniae ESBL, Acinetobacter resistente ai Beta-lattamici, Clostridium difficile • Chinolonici: MRSA, bacilli Gram-negativi resistenti ai chinolonici come Pseudomonas aeruginosa
    • L’antibiotico giusto • La cura giusta permette di risolvere una cistite acuta non complicata • TUTTAVIA il rischio di progressione in sepsi o invasione tissutale è minimo • Infatti si ottiene l’eradicazione dell’uropatogeno nel 25-42% dei casi trattati con placebo! Attenzione nella terapia con placebo i disturbi durano di più e c’è un piccolo rischio di progressione in pielonefrite (1 su 40 circa). Non significa però che si è giustificati a prescrivere un placebo! • Questo attenua le differenze di risultati utilizzando farmaci che sono efficaci nell’80% rispetto al 95% Ferry SA, Holm SE, Stenlund H et al.: Scand J Prim Health Care 2007; 25:49–57. Linder JA, Huang ES, Steinman MA, et al.: Am J Med 2005; 118:259–68.
    • Linee guida per cistite acuta non complicata • Nitrofurantoina 100 mg per due volte al dì per 5 giorni • Cotrimoxazolo 160/800 mg 1 compressa per 2 volte al dì per 3 giorni (valutando la resistenza locale: da noi è maggiore del 15% per cui non è indicato) • Fosfomicina 3 g in singola dose • Fluorchinolonici: Ciprofloxacina 250 mg per due volte al dì per tre giorni (oppure Ciproxin monodose da 500 mg al dì per tre giorni oppure ofloxacina 250 mg per 2 volte al dì per tre giorni oppure levofloxacina 500 mg al dì per 3 giorni): molto efficaci ma c’è il problema dei danni collaterali “ecologici” • Beta-lattamici: amoxi/clavulanato 1g, cefaclor 500 mg, cefpodoxime 200 mg per due volte al dì per 5-7 giorni • Ampicillina o amoxicillina non dovrebbero essere usati in terapia empirica perché la resistenza è troppo diffusa
    • Linee guida per pielonefrite acuta non complicata • Fare esame urine ed urocoltura SEMPRE prima della terapia empirica in modo da poterla correggere successivamente • Ciprofloxacina 500 mg per 2 volte al dì per 7 giorni eventualmente preceduta da 400 mg ev.: è la più efficace e studiata!! • Se c’è la possibilità di una resistenza ai chinolonici, si può iniziare una dose singola di ceftriaxone 1 g oppure di aminoglicoside, seguito da ciprofloxacina 500 mg per 2 volte al dì in attesa dell’antibiogramma • Ciprofloxacina 1000 mg monodose per 1 volta al dì per 7 giorni oppure levofloxacina 750 mg al dì per 7 giorni o norfloxacina 400 mg per 2 volte al dì per 10 giorni • Cotrimoxazolo 160/800 mg 1 compressa per due volte al dì per 14 giorni • Beta-lattamici per os (cefixime 400 mg o ceftibuten 200 mg per 2 volte al dì) per 10-14 giorni preceduto da dose singola di ceftriaxone 1 g oppure di aminoglicoside (di efficacia inferiore rispetto ai fluorchinolonici e al cotrimoxazolo • Ampicillina/amoxicillina dovrebbe essere utilizzata solo per le pielonefriti da Enterococcus fecalis e dovrebbe essere associata a un aminoglicoside
    • Aminoglicoside monodose • Gentamicina 1,7 mg/kg ogni 8 ore oppure 5 mg/Kg ogni 24 ore • Monodose è gentamicina 5 mg/Kg per una sola volta im. o ev. • Esempio: un uomo di 75 Kg riceverà 5x75= 375 mg di Gentamicina paria 4 fiale da Gentamicina da 80 mg ciascuna • Nelle linee guida non viene definito il grado di insufficienza renale che permette questa terapia ultrabreve senza rischi di peggiorarla.
    • Infezioni urinarie associate a catetere
    • Infezioni urinarie associate a catetere • E’ l’infezione nosocomiale più frequente: fino al 40% di tutte le infezioni nosocomiali • Negli USA 900.000 casi all’anno e sono in aumento • Il rischio di infezione urinaria in un portatore di catetere è 3-8% al dì • L’assenza di piuria di solito esclude un’infezione urinaria
    • Infezioni urinarie associate a catetere • L’infezione urinaria sintomatica va trattata ( non la piuria o l’batteriuria asintomatica) • I sintomi sono febbre, brividi, dolore al fianco, compromissione generale in presenza di catetere; se il catetere è stato rimosso anche i semplici disturbi locali come disuria e stranguria • Nei paraplegici i disturbi possono essere anche solo aumento della spasticità e dei riflessi autonomici • Le urine maleodoranti o torbide in assenza di sintomi non vanno trattate • La profilassi antibiotica nel portatore di catetere non dovrebbe essere fatta e neppure per la sostituzione o la rimozione del catetere • L’uso di profilassi con estratti di mirtillo non è indicata (dati insufficienti per raccomandarne l’uso) • Disinfettanti nella sacca di raccolta dell’urina non sono indicati
    • Qualche consiglio • Bisogna fare l’urocoltura prima di iniziare la cura antibiotica perché la possibilità di uropatogeni resistenti e’ alta • Se il catetere è in sede da oltre 2 settimane va tolto o sostituito • Gli antibiotici andranno dati per 7 giorni se la risposta alla cura è rapida altrimenti bisogna proseguire per 10-14 giorni • Se si usa la levofloxacina 750 mg e l’infezione non è grave la cura può durare anche solo 5 giorni e risulterebbe equivalente alla ciprofloxacina 500 mg per due volte al dì per 10 giorni • Se il catetere viene tolto possono bastare anche solo 3 giorni di cura
    • Batteriuria asintomatica
    • Screening e terapia per batteriuria asintomatica E’ raccomandato per: • Donne gravide, all’inizio della gravidanza (A-I): durata della terapia 3-7 giorni; screening periodico dopo terapia • Prima di una resezione transuretrale della prostata (A-I): terapia subito prima della procedura fino a rimozione del catetere • Procedure urologiche che comportino sanguinamento (A-III) • Batteriuria persistente oltre 48 ore dopo la rimozione di un catetere (B-I)
    • Screening e terapia per batteriuria asintomatica Non è raccomandato per: • Donne non gravide, donne in premenopausa (A-I) • Donne diabetiche (A-I) • Anziani che vivono in comunità (A-II) • Anziani, institutionalizzati (A-I) • Paraplegici (A-II) • Pazienti con catetere vescicale a dimora (A-I)
    • Riferimenti Bibliografici • Batteriuria asintomatica: LE Nicolle, S Bradley, R Colgan, JC Rice, A Schaeffer, and TM Hooton: Infectious Diseases Society of America Guidelines for the Diagnosis and Treatment of Asymptomatic Bacteriuria in Adults. CID 2005, 40: 643-654 • UTI non complicate: K Gupta, TM Hooton, KG Naber, B Wullt, R Colgan, LG Miller, GJ Moran, LE Nicolle, R Raz, AJ Schaeffer, and DE Soper: International Clinical Practice Guidelines for the Treatment of Acute Uncomplicated Cystitis and Pyelonephritis in Women: A 2010 Update by the Infectious Diseases Society of America and the European Society for Microbiology and Infectious Diseases. CID 2011, 52: e103-e120 • UTI complicate: TM Hooton, SF Bradley, DD Cardenas, R Colgan, SE Geerlings, JC Rice, S Saint, AJ Schaeffer, PATambayh, P Tenke, and LE Nicolle: Diagnosis, Prevention, and Treatment of Catheter-Associated Urinary Tract Infection in Adults: 2009 International Clinical Practice Guidelines from the Infectious Diseases Society of America. CID 2010, 50: 625-663