La tessera sanitaria stp come strumento di     integrazione
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La tessera sanitaria stp come strumento di integrazione Presentation Transcript

  • 1. La tessera sanitaria STP come strumento di integrazione: luci e ombre a cinque anni dalla sua introduzione Dr. Dino Sgarabotto Malattie Infettive e Tropicali Azienda Ospedaliera di Padova
  • 2. Storia della Tessera STP
    • Tessera sanitaria leggera istituita nel 1996 in Veneto (decaduta nel 2000)
    • Tessera sanitaria STP istituita per tutta l’Italia nel 2000
    • L’immigrazione clandestina resta ancor oggi un fenomeno ineliminabile e costante
    • La regolarizzazione richiede un tempo variabile fra 2 e 5 anni: immigrati illegali in numero variabile fra 15 e 40% degli immigrati!!
    • Un sistema assurdo che abitua all’illegalità e rende difficile l’integrazione
  • 3. Assistenza sanitaria e immigrazione
    • L’assistenza sanitaria insieme al lavoro e alla scuola rappresentano uno dei terreni in cui matura l’integrazione dei nuovi immigrati (illegali)
    • Il sistema è economicamente assurdo in quanto costringe a fornire assistenza sanitaria ad una quota consistente di popolazione senza che lo stato assegni risorse per loro
    • Il sistema della tessera STP non risolve il problema della copertura economica di prestazioni economiche necessarie per 2-5 anni
    • La tessera STP ha senso se è temporanea: cioè 1-2 anni; altrimenti diventa problematico fornire assistenza sanitaria
  • 4. Facciamo qualche calcolo
    • Abitanti del Veneto: circa 4 milioni
    • Immigrati regolari: circa 6% e cioè circa 220.000 persone
    • Immigrati irregolari: 15  40% dei regolari e cioè fra 30.000 e oltre 80.000 persone
    • L’assistenza sanitaria extraospedaliera è affidata al volontariato in quanto nessuna ASL ha istituito ambulatori per immigrati con personale dipendente
    • Alla fine spesso tutto ricade sui Pronti Soccorsi
  • 5. Possibili correzioni della Tessera STP
    • Limitare la rinnovabilità a una sola volta (dura un anno: dunque due anni in totale) e quindi rispettare il fatto che è un provvedimento temporaneo
    • Se dovessimo fornire un medico di base a 30mila irregolari si tratterebbe di avere circa 20 medici di base in più (circa 3 in più per provincia)
    • Si potrebbe fornire la tessera sanitaria regolare annuale allo scadere del secondo anno e fornire insieme una residenza temporanea per avere accesso alle risorse statali (assegnate sulla base della residenza e non dell’assegnazione della tessera) una volta che viene fatta richiesta di regolarizzazione
  • 6. Questo in futuro (forse), ma ora?
    • Aprire almeno un ambulatorio immigrati per provincia con personale dipendente e non volontario che prenda in carico l’immigrato irregolare che ha necessità sanitarie non episodiche
    • Filtrare attraverso questo ambulatorio l’assistenza sanitaria non urgente, sia come diagnostica che come terapia e chiarire periodicamente cosa è essenziale e non urgente (LEA per immigrati irregolari): esempi  esenzione ticket, terapia epatite cronica
  • 7. Chi paga?
    • La Regione Veneto (per ricoveri i malattie infettive e gravidanze), ma in primis le ASL che offrono il servizio
    • E la diagnostica e i farmaci: sicuramente la Regione Veneto ed in primis le ASL che offrono il servizio
    • Il Ministero degli Interni (per gli altri ricoveri urgenti): se la pratica viene accettata
    • Talora il conto arriva all’immigrato una volta che è regolarizzato! Con la possibilità di rateizzare la spesa!!!
  • 8. IVG e cultura della contraccezione
    • Le IVG sono 25 volte più frequenti fra immigrati regolari ed irregolari
    • Manca una cultura della contraccezione e della programmazione della gravidanza
    • Fattori economici (mancanza di reddito, perdita del lavoro, reddito marginali)
    • L’emergenza è evitare il ricorso ripetuto all’IVG
  • 9. Cultura della contraccezione
    • Vanno superate le ristrettezze economiche: disponibilità di IUD gratuiti e 6 scatole gratuite di pillole contraccettive (esperienze positive a Padova) soprattutto dopo IVG
    • Va sviluppata con mezzi adeguati:
      • Mancano manifesti educativi ed informativi nelle sale di attesa degli ambulatori di ginecologia/ostetricia
      • Ancora di più mancano manifesti informativi in più lingue
      • La Regione dovrebbe produrli e fornirli
  • 10. Circoncisione maschile
    • La circoncisione maschile è una procedura di Day Surgery
    • Può essere tranquillamente ammessa nella cultura occidentale (valenza igienico/profilattica)
    • Dovrebbe essere messa a disposizione a pagamento (se a scopo rituale) nelle strutture pubbliche
    • Servirebbe a rimarcare la nostra opposizione alla circoncisione femminile (nessuna valenza igienico/sanitaria)
  • 11. C’è qualcuno che vorrebbe avere la tessera STP e non ne ha diritto
    • Sono gli italiani emarginati che dal 1996 al 2000 hanno avuto accesso alla tessera sanitaria leggera (che era per immigrati ed emarginati)
    • Gli italiani emarginati non hanno alcuna copertura sanitaria territoriale (solo i pronti soccorsi ed eventuali ricoveri): meno di un immigrato illegale!!!
    • Il domicilio di soccorso non risolve i problemi in quanto viene concesso con difficoltà
  • 12. Italiani emarginati
    • L’eliminazione della residenza ci fa perdere come Regione la quota di risorse destinate alla loro assistenza sanitaria che alla fine dobbiamo fornire lo stesso
    • Sarebbe meglio che in caso di emarginazione fosse fornita d’ufficio una residenza legata la comune di nascita (intervento legislativo)
    • Altrimenti il peso dell’assistenza sanitaria e sociale ricade tutto sui grossi centri
  • 13. Conclusioni
    • Ambulatorio immigrati provinciale con personale dipendente
    • Facilitazioni per la contraccezione (IUD o sei mesi di pillola dopo IVG)
    • Circoncisioni maschili
    • Eliminare la sperequazione per gli italiani emarginati
    • Riconsiderare la residenza d’ufficio per gli emarginati e per gli immigrati illegali