Università degli studi M.G. di Catanzaro


  Saper parlare in pubblico
     - concetti teorici
        - strumenti
       ...
Saper parlare in pubblico
INDICE
Introduzione
Parte I - Concetti teorici:
 psicologia della comunicazione
 sociologia dell...
Saper parlare in pubblico
Introduzione


  Non si nasce oratori            Giulio Cesare (1953)



  Ci sono delle tecnich...
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Introduzione
                                                Giulio Cesare (1953)

Saper parlare...
Saper parlare in pubblico
Introduzione
                                           Giulio Cesare (1953)
Comunicare “x” sign...
Saper parlare in pubblico
 Introduzione


La comunicazione nel nostro caso dovrebbe essere:
    intenzionale, rivolta ad u...
Saper parlare in pubblico




                Parte I
            Concetti teorici
Psicologia della comunicazione
Modello pragmatico


1 – il significato globale dell’interazione deve essere concordato tra...
Psicologia della comunicazione
Modello pragmatico


 Tripartizione del linguaggio
    SINTASSI: rapporto formale tra segni...
Psicologia della comunicazione
Modello pragmatico - teoria degli atti linguistici (Austin, 1962)

Affinché l’atto linguist...
Psicologia della comunicazione
Modello pragmatico


                             rito (funzione, parata)
procedura convenz...
Psicologia della comunicazione
Modello pragmatico - principio di cooperazione (Grice, 1975)


             comunicazione =...
Psicologia della comunicazione
Modello pragmatico - principio di cooperazione (Grice, 1975)

In sintesi:
Dai il tuo contri...
Psicologia della comunicazione
Modello pragmatico - principio di cooperazione (Grice, 1975)
massima della quantità
   dare...
Psicologia della comunicazione
Modello pragmatico - principio di cooperazione (Grice, 1975)
massima della relazione
   ess...
Psicologia della comunicazione
Modello pragmatico - principio di cooperazione (Grice, 1975)
ERRORE
Violazione involontaria...
Psicologia della comunicazione
Modello pragmatico - principio di cooperazione (Grice, 1975)


INGANNO
Violazione volontari...
Psicologia della comunicazione
Modello pragmatico

LA MANIPOLAZIONE DELL’INFORMAZIONE

 comunicazione falsa

 distorsione ...
Psicologia della comunicazione
Modello pragmatico

Un’informazione è rilevante quando comporta un effetto cognitivo
positi...
Psicologia della comunicazione
Modello pragmatico - principio di pertinenza
(Sperber & Wilson, 1986)

Qualunque stimolo pr...
Psicologia della comunicazione
Modello pragmatico - principio di pertinenza
(Sperber & Wilson, 1986)

 Il giudizio di pert...
Psicologia della comunicazione
Modello pragmatico - principio di pertinenza
Maggiore è lo sforzo compiuto dall’individuo p...
Psicologia della comunicazione
Modello pragmatico - principio di pertinenza
(Sperber & Wilson, 1986)
Nella comunicazione, ...
Psicologia della comunicazione
Modello pragmatico - principio di pertinenza
(Sperber & Wilson, 1986)
IMPLICAZIONI
La perti...
Sociologia della comunicazione
La comunicazione è...

Dinamica:                                    Problematica:
Ogni proc...
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Durante il processo...



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           il destinat...
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Durante il processo...
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Sociologia della comunicazione
  La percezione


     Bisogna capire che la nostra
   percezione della realtà è una di
   ...
Sociologia della comunicazione
La percezione




                                    FIS FILTR
                           ...
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    Teoria della comunicazione (Jakobson, 1915-1920)



                               Contesto
...
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                Parte II
          Suggerimenti pratici
Saper parlare in pubblico
Aspetti dinamici: direzione dello sguardo

Un efficace contatto visivo,
proiettato democraticame...
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 Aspetti dinamici: i gesti

Essere spontanei (per sentirsi a proprio agio, liberi di esprimersi)...
Saper parlare in pubblico
Barriere alla comunicazione (interferenze ambientali)

Rumore di fondo

Cattiva illuminazione

P...
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Barriere alla comunicazione (interferenze psicologiche)

DEMOTIVAZIONE
Mancanza di interesse o c...
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Barriere alla comunicazione (lato oratore)

PRESENTAZIONE CONFUSA
I punti da trattare vengono es...
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   Barriere alla comunicazione (lato platea)

INTERPRETAZIONE NON RIGOROSA
Attribuire alle parol...
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Progettare una presentazione

Abbiamo appreso le nozioni teoriche necessarie per impostare una
p...
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Progettare una presentazione – pubblico e ambiente




Quali sono gli ambienti tipo in cui può s...
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Progettare una presentazione – pubblico e ambiente


E’ di fondamentale importanza, in fase di p...
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...suggerimento pratico – sala convegni




 Se le diapositive vengono proiettate su un grande s...
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...suggerimento pratico – il supporto



  A volte l’utilizzo del proiettore con un portatile pu...
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...suggerimento pratico – l'acustica


        A livello ideale, sarebbe bene provare
        l’...
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...suggerimento pratico – la vista


Da evitare assolutamente le luci che generano riflesso o om...
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Progettare una presentazione – pubblico




Avere informazioni precise sul pubblico che si deve ...
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Progettare una presentazione – analisi del target

Caratteristiche:
  livello culturale e socioe...
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Progettare una presentazione – il contenuto

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Saper parlare in pubblico
...suggerimenti pratici – il contenuto

I concetti vanno organizzati per parole chiave da associ...
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...suggerimenti pratici – la navigazione del contenuto

  Predisporre, quando necessario, strume...
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...suggerimenti pratici – lo stile di scrittura


 Lo stile di scrittura deve essere asciutto, e...
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...suggerimenti pratici – la diapositiva


Gli elementi che costituiscono la diapositiva devono ...
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 ...suggerimenti pratici – multimedialità


E' possibile introdurre nelle diapositive anche elem...
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...suggerimenti pratici – il colore



Garantire un buon contrasto è la prima regola. Sia perché...
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...suggerimenti pratici – durante l'esposizione


Durante l’esposizione, è necessario non dilung...
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              Parte III
             Strumenti
Saper parlare in pubblico
Strumenti




   PowerPoint         Impress
   Microsoft Office   OpenOffice
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           Per concludere...
Saper parlare in pubblico
...chi ben incomincia
INTRO
 chi sei
 perché sei qui (esplicitare gli obiettivi)
 voi chi siete?...
Saper parlare in pubblico
  check list
LISTA DI CONTROLLO PRIMA DI ANDARE IN SCENA
  orario della relazione (l’uditorio sa...
Saper parlare in pubblico
...in sintesi




     Chi parla, a chi parla, cosa dice, come lo dice
FINE



                      Grazie a tutti per l'attenzione
                              dott. Stefano Angelo




e-mai...
Comandi utili
                           Open Office – Impress

Ctrl + shift + F5 per aprire il navigatore e cambiare il p...
Glossario
Empatia: (psicol.) capacità di immedesimarsi in un'altra persona, di calarsi nei
suoi pensieri e stati d'animo

...
Bibliografia

C.E. Shannon e W. Weaver, La teoria matematica delle comunicazioni, 1983, Milano, ETAS LIBRI
P.E. Ricci Bitt...
Bibliografia per approfondimenti

A. Schultz, Il problema della rilevanza. Per una fenomenologia dell'atteggiamento natura...
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  1. 1. Università degli studi M.G. di Catanzaro Saper parlare in pubblico - concetti teorici - strumenti - suggerimenti pratici dott. Stefano Angelo 27/03/2007
  2. 2. Saper parlare in pubblico INDICE Introduzione Parte I - Concetti teorici: psicologia della comunicazione sociologia della comunicazione teoria della comunicazione Parte II - Suggerimenti pratici: aspetti dinamici barriere progettare una presentazione Parte III - Strumenti Glossario
  3. 3. Saper parlare in pubblico Introduzione Non si nasce oratori Giulio Cesare (1953) Ci sono delle tecniche da adottare e delle regole da seguire Un “buon oratore” deve avere una serie di Regista: Joseph Leo Mankiewicz competenze
  4. 4. Saper parlare in pubblico Introduzione Giulio Cesare (1953) Saper parlare in pubblico vuol dire saper comunicare informazioni, saper trasmettere con efficacia idee e proposte, dando un senso di fiducia e autorevolezza. Regista: Joseph Leo Mankiewicz Per fare ciò ci si deve esprimere con competenza e sicurezza. Ovvero: si deve saper bene quel che si dice concentrandosi anche sul come lo si dice...
  5. 5. Saper parlare in pubblico Introduzione Giulio Cesare (1953) Comunicare “x” significa “far conoscere”, diffondere, “mettere in comune”, condividere. La comunicazione è un processo Regista: Joseph Leo Mankiewicz (di trasmissione di informazioni) innescato da un soggetto che ha intenzione di far sì che il ricevente pensi o faccia qualcosa (Grice, 1975).
  6. 6. Saper parlare in pubblico Introduzione La comunicazione nel nostro caso dovrebbe essere: intenzionale, rivolta ad uno scopo conscia, basata su una volontà razionale (strategia) efficace, in grado di raggiungere gli obiettivi che si prefigge reciproca, fondata sull’interazione tra individui
  7. 7. Saper parlare in pubblico Parte I Concetti teorici
  8. 8. Psicologia della comunicazione Modello pragmatico 1 – il significato globale dell’interazione deve essere concordato tra i partecipanti. Gli interlocutori stanno al gioco, condividono l’esperienza. Dunque, affinché si possa parlare di comunicazione, tutti gli agenti devono esplicitare la propria intenzione di partecipare all’interazione 2 – distinzione tra informazione (come elemento) e comunicazione (come processo)
  9. 9. Psicologia della comunicazione Modello pragmatico Tripartizione del linguaggio SINTASSI: rapporto formale tra segni; struttura, correttezza, grammaticale della frase. SEMANTICA: significato dei segni, delle parole e delle frasi; rapporto tra simboli e realtà oggettiva. PRAGMATICA: relazione tra segni e attori; contesto in cui la frase è emessa; scopo per cui la frase è emessa; intenzione comunicativa.
  10. 10. Psicologia della comunicazione Modello pragmatico - teoria degli atti linguistici (Austin, 1962) Affinché l’atto linguistico sia efficace: deve esistere una procedura convenzionale accettata dagli interlocutori la procedura deve specificare le circostanze e prescrivere quale debba essere il comportamento delle persone la procedura deve essere seguita da tutti i partecipanti completamente e correttamente i partecipanti devono avere intenzione di comportarsi nel modo prescritto dalla procedura
  11. 11. Psicologia della comunicazione Modello pragmatico rito (funzione, parata) procedura convenzionale indicare: campo e regole del gioco, specificare le circostanze prima della partita partecipazione (libera o coercitiva?) seguita da tutti motivazione personale intenzione
  12. 12. Psicologia della comunicazione Modello pragmatico - principio di cooperazione (Grice, 1975) comunicazione = significato + intenzioni intenzionalità informativa: A trasmette a B qualcosa che B non sa, aumentando le sue informazioni intenzioni intenzionalità comunicativa: A vuole rendere B consapevole di qualcosa di cui B non è a conoscenza
  13. 13. Psicologia della comunicazione Modello pragmatico - principio di cooperazione (Grice, 1975) In sintesi: Dai il tuo contributo alla conversazione al momento opportuno, in base agli scopi (statici) o all’orientamento comune del discorso in cui sei impegnato (scopi dinamici, negoziati) declinazione del principio: massima della quantità massima della qualità massima della relazione massima del modo
  14. 14. Psicologia della comunicazione Modello pragmatico - principio di cooperazione (Grice, 1975) massima della quantità dare il giusto contributo informativo in relazione agli scopi della comunicazione non dare più informazioni di quanto richiesto (in base al target, per evitare sovraccarichi cognitivi) massima della qualità cercare di dare un contributo originale non dare informazioni false dare informazioni che possano essere documentate
  15. 15. Psicologia della comunicazione Modello pragmatico - principio di cooperazione (Grice, 1975) massima della relazione essere pertinenti. Trasmettere solo ciò che è rilevante, ovvero: rimanere nell’ambito del tema trattato. Niente divagazioni (a meno che non siano strategiche...) massima del modo cercare di essere chiari (ovvero, evitare espressioni ambigue e tarare i termini in base al target) non dare niente per scontato (spiegare i termini, sollecitare feedback) essere sintetici avere un ordine espositivo (progettare una scaletta dinamica)
  16. 16. Psicologia della comunicazione Modello pragmatico - principio di cooperazione (Grice, 1975) ERRORE Violazione involontaria di una massima, frequente nella conversazione quotidiana. Violazioni croniche: discorso logorroico, superficiale, disordinato… Asimmetria parlante-ascoltatore: maggiore competenza del parlante: l’errore sfugge maggiore competenza dell’ascoltatore: l’errore viene riconosciuto
  17. 17. Psicologia della comunicazione Modello pragmatico - principio di cooperazione (Grice, 1975) INGANNO Violazione volontaria: il parlante tenta consapevolmente di trarre in inganno l’ascoltatore: violando la massima della quantità (nascondendo informazioni) violando la massima della qualità (dicendo il falso)
  18. 18. Psicologia della comunicazione Modello pragmatico LA MANIPOLAZIONE DELL’INFORMAZIONE comunicazione falsa distorsione dell’informazione distorsione varia lungo un continuum: distorsione falsificazione
  19. 19. Psicologia della comunicazione Modello pragmatico Un’informazione è rilevante quando comporta un effetto cognitivo positivo e una differente rappresentazione della realtà, che rispecchi però la verità e non sia ingannevole Un’informazione acquisisce rilevanza quando, connessa ad altri elementi del contesto, può essere utilizzata dalla persona per trarre delle conclusioni o delle valutazioni
  20. 20. Psicologia della comunicazione Modello pragmatico - principio di pertinenza (Sperber & Wilson, 1986) Qualunque stimolo processato cognitivamente dall’individuo può diventare pertinente in un certo momento Un’informazione può essere considerata pertinente quando si rivela come dato saliente in un determinato contesto Un’informazione può essere considerata pertinente quando è più rilevante delle altre disponibili (interventi in aula)
  21. 21. Psicologia della comunicazione Modello pragmatico - principio di pertinenza (Sperber & Wilson, 1986) Il giudizio di pertinenza è di tipo comparativo La pertinenza non è definibile in termini assoluti ma relativi: in differenti circostanze, la stessa informazione può risultare più o meno saliente e lo stesso effetto cognitivo più o meno facile da ottenere
  22. 22. Psicologia della comunicazione Modello pragmatico - principio di pertinenza Maggiore è lo sforzo compiuto dall’individuo per percepire, comprendere, processare un’informazione minore sarà la sua pertinenza (intervento, lato docente - oratore). La pertinenza può essere giudicata sia sulla base dell’effetto che dello sforzo cognitivo.
  23. 23. Psicologia della comunicazione Modello pragmatico - principio di pertinenza (Sperber & Wilson, 1986) Nella comunicazione, si cerca di massimizzare la rilevanza. Poiché il destinatario della comunicazione presta attenzione solo a stimoli rilevanti, il comunicatore deve convincere l’audience che i contenuti da lui espressi sono sufficientemente salienti per richiedere un certo livello di attenzione. Lo scambio comunicativo si basa su una ‘presunzione di pertinenza’, ovvero sul tacito accordo tra i due interlocutori sul fatto che: la comunicazione sia sufficientemente rilevante la comunicazione sia la più rilevante tra quelle compatibili con le abilità del comunicatore (bambino/adulto; adulto/adulto)
  24. 24. Psicologia della comunicazione Modello pragmatico - principio di pertinenza (Sperber & Wilson, 1986) IMPLICAZIONI La pertinenza è inversamente proporzionale allo sforzo cognitivo QUINDI: il fatto che un’affermazione sia facilmente comprensibile le attribuisce un livello iniziale di plausibilità ...ed è possibile che il destinatario si fermi alla prima interpretazione, se è in grado di soddisfare le aspettative di rilevanza Tale fenomeno dovrebbe essere sfruttato da un abile oratore per rendere la propria comunicazione incisiva
  25. 25. Sociologia della comunicazione La comunicazione è... Dinamica: Problematica: Ogni processo di Non si può dare comunicazione è niente per scontato sempre in divenire (punti di vista, filtri, incomprensioni) Complessa: In un processo di comunicazione gli elementi costituenti sono strettamente interrelati (posti in relazione reciproca)
  26. 26. Sociologia della comunicazione Durante il processo... L’oratore cerca di privilegiare il destinatario del messaggio imparando a riconoscere le aspettative del suo interlocutore
  27. 27. Sociologia della comunicazione Durante il processo... Ogni messaggio emesso da uno degli interlocutori viene recepito dall’altro e determina una sua reazione, la quale viene a sua volta raccolta dal primo come messaggio e determina una nuova reazione...
  28. 28. Sociologia della comunicazione La percezione Bisogna capire che la nostra percezione della realtà è una di quelle possibili e non corrisponde ad una realtà assoluta ....... è una questione di punti di vista La realtà oggettiva è una realtà condivisa da molti (in un determinato contesto socio-culturale (la sacralità della mucca...)
  29. 29. Sociologia della comunicazione La percezione FIS FILTR IOL O OG ICO FIL EM TRO OT IVO F CU ILTR LT UR O AL E REALTA'
  30. 30. Saper parlare in pubblico Teoria della comunicazione (Jakobson, 1915-1920) Contesto codifica decodifica Messaggio Filtri Emittente Destinatario Contatto Canale fisico sistema di segni (interazione mediata) (significato+significante) condiviso Connessione psicologica Codice da emittente e destinatario, che permette di formulare e interpretare il messaggio
  31. 31. Saper parlare in pubblico Parte II Suggerimenti pratici
  32. 32. Saper parlare in pubblico Aspetti dinamici: direzione dello sguardo Un efficace contatto visivo, proiettato democraticamente su tutti i partecipanti, favorisce l'interazione Evitare: scanning sguardo nel vuoto
  33. 33. Saper parlare in pubblico Aspetti dinamici: i gesti Essere spontanei (per sentirsi a proprio agio, liberi di esprimersi) senza rinchiudersi in posizioni statiche. MANI sui FIANCHI: sfida o rimprovero BRACCIA INCROCIATE sul petto: atteggiamento di chiusura, impenetrabilità MANI in TASCA o nella CINTURA: eccessiva disinvoltura MANI INCROCIATE AVANTI, INDIETRO o CONGIUNTE TOCCARE il CORPO o gli ABITI con eccessiva frequenza: segno di nervosismo
  34. 34. Saper parlare in pubblico Barriere alla comunicazione (interferenze ambientali) Rumore di fondo Cattiva illuminazione Postazioni non ergonomiche Funzionalità di sistemi audio-video Visibilità Temperatura dell'aula
  35. 35. Saper parlare in pubblico Barriere alla comunicazione (interferenze psicologiche) DEMOTIVAZIONE Mancanza di interesse o curiosità per i contenuti della conversazione L’IMMAGINE CHE IL DESTINATARIO HA DEL MITTENTE Il modo di vestire, il sesso, l’età ed alcuni comportamenti esteriori ci permettono di “classificare” la persona e ciò influenza la comunicazione PREGIUDIZI / STEREOTIPI Opinioni preconcette e generalizzate su persone o gruppi sociali, che condizionano la posizione dell’interlocutore L’IDEA DI SE’ DEL DESTINATARIO Il destinatario utilizza l’immagine che ha di sé come chiave d’interpretazione per il messaggio che riceve o sente solo ciò che si aspetta di sentire
  36. 36. Saper parlare in pubblico Barriere alla comunicazione (lato oratore) PRESENTAZIONE CONFUSA I punti da trattare vengono esposti in modo disordinato e mal connesso SATURAZIONE Troppi messaggi simultanei abbassano in modo drastico le possibilità di ricezione NOIA / DISTRAZIONE La noia dovuta alla qualità del messaggio o a una sua monotona ripetizione abbassa i livelli di attenzione SINDROME DA “DITTATORE DELLO STATO LIBERO DI BANANAS” Atteggiamenti autoritari possono inibire la partecipazione
  37. 37. Saper parlare in pubblico Barriere alla comunicazione (lato platea) INTERPRETAZIONE NON RIGOROSA Attribuire alle parole significati diversi da quelli intesi da colui che parla (per pigrizia, superficialità, scarsa preparazione, scarse capacità di contestualizzazione) SINDROME DEL “PRIMO DELLA CLASSE” Essere impegnati a preparare le risposte giuste, tempestare di domande l'oratore COMPLESSO “DELLA BELLA FIGURA” inibisce la partecipazione
  38. 38. Saper parlare in pubblico Progettare una presentazione Abbiamo appreso le nozioni teoriche necessarie per impostare una presentazione efficace. Imparerete ora come cambia una presentazione in base al tipo di pubblico e in base all’ambiente, ovvero in base al luogo fisico in cui avviene la presentazione. Capirete quanto è importante l’organizzazione e lo stile della presentazione per avere la massima ricaduta possibile in termini di apprendimento.
  39. 39. Saper parlare in pubblico Progettare una presentazione – pubblico e ambiente Quali sono gli ambienti tipo in cui può svolgersi una presentazione? Quali accorgimenti è bene prendere per far si che la presentazione abbia successo? Che tipo di pubblico si avrà di fronte? In sintesi, si deve progettare una presentazione in base ai bisogni di un tipo di pubblico particolare.
  40. 40. Saper parlare in pubblico Progettare una presentazione – pubblico e ambiente E’ di fondamentale importanza, in fase di progettazione, tener conto del luogo in cui si terrà la presentazione. Il luogo dà subito un’idea del numero di persone che possono partecipare all’evento. Se la presentazione si svolge in una stanza con poche persone, con uno stile informale, potrebbe essere sufficiente avere un portatile con relatore e spettatori seduti intorno a un tavolo. Presentazioni formali o svolte in sale convegni, necessitano di un proiettore e di un sistema di amplificazione del suono.
  41. 41. Saper parlare in pubblico ...suggerimento pratico – sala convegni Se le diapositive vengono proiettate su un grande schermo, si può attirare l’attenzione sui vari elementi o attraverso il mouse, con il puntatore in modalità penna, o attraverso un puntatore laser. Se il relatore preferisce muoversi in piena libertà è bene che sia dotato di un microfono senza fili. Per cambiare le diapositive, sarebbe auspicabile avere un assistente (o un tutor d’aula) o un telecomando.
  42. 42. Saper parlare in pubblico ...suggerimento pratico – il supporto A volte l’utilizzo del proiettore con un portatile può dare dei problemi. Per evitare spiacevoli inconvenienti sarebbe opportuno disporre della presentazione su CD-Rom, DVD o su USB disk (considerato che i floppy disk sono oramai in disuso). Se è disponibile un collegamento ad Internet, un’alternativa (anche se più laboriosa) potrebbe consistere nel depositare i propri materiali in rete.
  43. 43. Saper parlare in pubblico ...suggerimento pratico – l'acustica A livello ideale, sarebbe bene provare l’acustica prima dell’arrivo degli spettatori, in modo da adattare l’audio (nei limiti del possibile) all’ambiente.
  44. 44. Saper parlare in pubblico ...suggerimento pratico – la vista Da evitare assolutamente le luci che generano riflesso o ombre sullo schermo. Se gli spettatori non sentono benissimo, la presentazione può risultare faticosa, ma fattibile. Se ci sono problemi di illuminazione, o il proiettore è difettoso, è bene avere il coraggio di rinunciare alle diapositive e improvvisare una conferenza “tradizionale”. Per ovviare a tale inconveniente basta far stampare su carta le diapositive maggiormente significative e distribuirle (sempre che il pubblico non sia vastissimo e ci sia un assistente che si occupi della questione: mai abbandonare la sala!)
  45. 45. Saper parlare in pubblico Progettare una presentazione – pubblico Avere informazioni precise sul pubblico che si deve affrontare è di fondamentale importanza. Dati come l’età, la preparazione ed il background culturale dei partecipanti, aiutano a dare il giusto taglio alla presentazione. La grafica, lo stile di scrittura, il livello di esemplificazione dei concetti devono essere pensati in funzione del pubblico. Se non si dispone di tali dati si può ugualmente preparare una presentazione generica, che perde però molto in termini di efficacia.
  46. 46. Saper parlare in pubblico Progettare una presentazione – analisi del target Caratteristiche: livello culturale e socioeconomico conoscenza argomento linguaggio tecnico ruoli lavorativi età – sesso valori culturali Motivazione: crescita professionale, personale obbligo interesse per il tema interesse per il relatore conoscere – farsi conoscere voglia di partecipazione curiosità
  47. 47. Saper parlare in pubblico Progettare una presentazione – il contenuto WHO (chi?) Buttare giù una scaletta di massima WHAT (cosa?) (seguendo le regole delle 5W + H) WHERE (dove?) WHEN (quando?) WHY (perché) HOW (come?) Rispettare le massime di Grice Evitare l'information overload (sovraccarico cognitivo)
  48. 48. Saper parlare in pubblico ...suggerimenti pratici – il contenuto I concetti vanno organizzati per parole chiave da associare, quando possibile, ad immagini o grafici. Utilizzare gli elenchi puntati (con interlinea 1,5) Con interlinea singola, lasciare un rigo tra le frasi che esprimono concetti in maniera esaustiva. Tenere, in media, 400 battute per diapositiva. Evitare il “giustificato” Usare colonne strette, quando possibile
  49. 49. Saper parlare in pubblico ...suggerimenti pratici – la navigazione del contenuto Predisporre, quando necessario, strumenti di navigazione (pulsanti, link) Preparare un sommario con relativi link Mettere una “copertina” all'inizio di un gruppo di slide Utilizzare, se ritenuto opportuno, sfondi differenti per gruppi di slide (garantendo sempre un buon contrasto) Essere rigorosi nella titolazione Indicare i numeri di pag. relativi a gruppi di slide
  50. 50. Saper parlare in pubblico ...suggerimenti pratici – lo stile di scrittura Lo stile di scrittura deve essere asciutto, essenziale. Bisogna cercare di arrivare subito al punto, senza annoiare con inutili preamboli. Va evitato un utilizzo eccessivo di subordinate e di parole difficili, o non adeguate al tipo di pubblico. Un linguaggio eccessivamente forbito invece di impressionare potrebbe semplicemente stancare.
  51. 51. Saper parlare in pubblico ...suggerimenti pratici – la diapositiva Gli elementi che costituiscono la diapositiva devono armonizzare tra loro. Devono agire in sinergia, senza prevaricare l’uno sull’altro. Ogni elemento (come un testo, un grafico, ecc.) deve trasmettere una porzione del messaggio espresso attraverso l’intera diapositiva. Quindi, bisogna cercare di evitare elementi con eccessiva “personalità”, come spesso accade nell’utilizzo non ponderato delle immagini, che possono distogliere l’attenzione o che possono imporre solo la loro porzione di messaggio.
  52. 52. Saper parlare in pubblico ...suggerimenti pratici – multimedialità E' possibile introdurre nelle diapositive anche elementi multimediali audio/video. L’utilizzo eccessivo di tali elementi annichilisce il ruolo di chi espone, relegandolo al ruolo di spettatore. Un uso strategico di questi elementi può, invece, essere d’aiuto per riprendere fiato o per alleggerire la presentazione o per intervallare parti diverse di una stessa presentazione.
  53. 53. Saper parlare in pubblico ...suggerimenti pratici – il colore Garantire un buon contrasto è la prima regola. Sia perché consente di leggere i testi senza affaticare la vista, sia perché consente di dare la giusta rilevanza a ciascun elemento della diapositiva (logo, testo, tabella, grafico, ecc.). Un istogramma che si perde nello sfondo, oltre a trasformarsi in un gioco del tipo “aguzza la vista”, non consente il passaggio immediato del messaggio.
  54. 54. Saper parlare in pubblico ...suggerimenti pratici – durante l'esposizione Durante l’esposizione, è necessario non dilungarsi troppo, dedicando un tempo omogeneo ad ogni diapositiva. Sarebbe bene che il relatore ponesse a se stesso gli interrogativi denominati FAQ (Frequently Asked Questions ). Ciò aiuta il pubblico a non annegare nel classico bicchier d’acqua e incoraggia a far domande... Chi espone deve cercare di essere morbido e disponibile, ovvero, non deve incutere soggezione e non deve (nei limiti del possibile) rinviare domande o risposte a fine presentazione.
  55. 55. Saper parlare in pubblico Parte III Strumenti
  56. 56. Saper parlare in pubblico Strumenti PowerPoint Impress Microsoft Office OpenOffice
  57. 57. Saper parlare in pubblico Per concludere...
  58. 58. Saper parlare in pubblico ...chi ben incomincia INTRO chi sei perché sei qui (esplicitare gli obiettivi) voi chi siete? (quando l'aula è piccola...e i tempi sono generosi) DURANTE L'ESPOSIZIONE mantenere la calma mantenere il filo logico stabilire una relazione saper utilizzare i supporti audiovisivi CHIUSURA
  59. 59. Saper parlare in pubblico check list LISTA DI CONTROLLO PRIMA DI ANDARE IN SCENA  orario della relazione (l’uditorio sarà stanco o riposato?)  dimensioni della sala (tante persone in un luogo piccolo?)  sedie per i partecipanti; tavolo e sedia per il relatore piani di appoggio per scrivere (tavoli o bracciolo)  attrezzatura tecnica dell'aula  ventilazione e temperatura (mai troppo caldo e mai troppo freddo)  visibilità e acustica (tutti possono vedere e sentire bene?) c’è l’interprete (se ci sono stranieri) o persone di sostegno per eventuali disabili? avvisi - regole per la gestione del telefono cellulare ecc.
  60. 60. Saper parlare in pubblico ...in sintesi Chi parla, a chi parla, cosa dice, come lo dice
  61. 61. FINE Grazie a tutti per l'attenzione dott. Stefano Angelo e-mail: stefano.angelo@formamente.net
  62. 62. Comandi utili Open Office – Impress Ctrl + shift + F5 per aprire il navigatore e cambiare il puntatore del mouse Alt + clic sx per selezionare un oggetto con link per applicare un link ad un oggetto, tasto dx del mouse | Interazione... Shift per selezionare un link di testo, senza effettuare il salto ipertestuale
  63. 63. Glossario Empatia: (psicol.) capacità di immedesimarsi in un'altra persona, di calarsi nei suoi pensieri e stati d'animo Feedback: 1 (tecn.) nei sistemi regolati automaticamente, l'operazione del rinviare all'entrata di un processo un'informazione sull'andamento del processo stesso, per controllarlo ed eventualmente correggerlo; retroazione 2 (ling.) effetto di reazione prodotto da un messaggio su chi lo ha emesso Pathos: (etimologia) voce gr. 'sofferenza, passione'; sentimento intenso Significante: (ling.) l'elemento formale, fonico o grafico, che insieme al significato costituisce il segno linguistico Significato: il contenuto semantico (rapporto tra simbolo e realtà oggettiva) di un segno linguistico
  64. 64. Bibliografia C.E. Shannon e W. Weaver, La teoria matematica delle comunicazioni, 1983, Milano, ETAS LIBRI P.E. Ricci Bitti e B. Zani, La comunicazione come processo sociale, 1983, Bologna, il Mulino. J.L. Austin, Come fare cose con le parole, P. Grice, Logica e conversazione, Birkenbihl V. F., “L’arte d’intendersi”, DeAgostini - Franco Angeli, Milano Birkenbihl V. F., “L’Arte di Persuadere”, Franco Angeli / Trend, Milano Cabrini A. - Galanti E. - Valpreda G.,Come parlare in pubblico e come gestire una riunione, Bridge Editore, Milano Lake R. A., “Saper presentare”, Franco Angeli Milano Martin D. M., “Tecniche di comunicazione”, Jackson Libri, Milano
  65. 65. Bibliografia per approfondimenti A. Schultz, Il problema della rilevanza. Per una fenomenologia dell'atteggiamento naturale, 1975, Torino, Rosenberg & Sellier V. F. Birkenbihl , La tecnica delle domande, Milano, Franco Angeli V. F. Birkenbihl, Segnali del corpo, Milano, Franco Angeli / Trend Sitografia http://digilander.libero.it/pieropolidoro/schede/grice.htm

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