Stiamo cambiando,
siamo già cambiati
Sergio Maistrello
piacere, sergio
<1>
come funziona la rete
A.S. Klovdal, The Australian National University, Camberra
ESV Bible Blog www.esv.org/blog/2007/01/mapping.nt.social.networks
internet
individui, non masse
≠
• hanno un numero ristretto di canali
• tutti ricevono, ma pochissimi emettono
• ogni canale è limitato in tempo/spazio
• ...
• ha un numero infinito di “canali”
• tutti possono fare tutto
• non ci sono limiti di tempo o spazio
• tutti i contenuti ...
• un canale per ogni persona
• i contenuti sono organizzati per persona
• l’unità di misura è il singolo contenuto
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individui, dicevamo
creano
condividono
interagiscono
filtrano
diventano nodi
IOIO
I MIEI AMICI
LA COMUNITÀ
“the people formerly known as the audience”
Jay Rosen
i cancelli sono aperti
“act of journalism we should be celebrating”
Dan Gillmor
Foto: J Stavropoulou
Foto: Stephen J. Sullivan
tutti fanno tutto
tutto è pubblicato
nessuno filtra
tutti filtrano
pertinenzaqualità?
nuove metriche
180
i numeri non dicono
(pubblicità)
nuovi gatekeeper
• la tecnologia abilita le persone a esprimersi
• tutti possono fare tutto, tutti sono abilitati
• tutto è pubblicato, il ...
• dalla linearità al caos creativo
• dalla gerarchia all’auto-organizzazione
• dalla qualità alla pertinenza
• dalla Verit...
- grandi ∞ piccoli
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processi giornalistici
campo giornalistico
FONTI GIORNALISTI PUBBLICO
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FONTI GIORNALISTI
PUBBLICO
dalla scadenza al flusso
and link to the rest
dalla testata al processo
la testata siamo noi?
integrazione carta-web
La redazione del New York Times nel 1942 (foto: Marjory Collins, Library of Congress)
La redazione del New York Times nel 2010 (foto: David Sundberg/Esto)
La redazione del New York Times nel 2010 (foto: Nic Lehoux)
La redazione del New York Times nel 2010 (foto: Kurpfalzbilder/Wikipedia)
La redazione del Guardian (foto: Paul Carvill)
La redazione del Guardian (foto: Paul Carvill)
Il “news hub” del Wall Street Journal (foto: Chris O’Brian, nextnewsroom.com)
La redazione del Washington Post
The Daily Telegraph, rendering progetto
The Daily Telegraph
The Daily Telegraph
nuove specializzazioni
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modelli commerciali
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esperienze
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quindi che cosa succede?
impariamo
disimpariamo
reimpariamo
ricominciamo
dal giornalismo
meno industria,
più artigianato
“fare le cose per bene”
condividiamo la
professione
non ce lo chiede
la corporazione
ce lo chiede la società
Grazie.
Sergio Maistrello
sm@sergiomaistrello.it
www.sergiomaistrello.it
Le differenze fra il giornalismo cartaceo tradizionale e il giornalismo online
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  • Vorrei proporvi un’astrazione. Quest’immagine potrebbe benissimo rappresentare questa sala, oggi, analizzata sotto forma di rete sociale. Ok, in realtà l’immagine si riferisce a un esperimento australiano, è il cuore di una comunità online di cittadini australiani, è solo un esempio. I pallini siamo noi, il groviglio di fili sono le relazioni tra di noi. Potremmo sembrare apparentemente estranei l’uno all’altro, in realtà tra molti di noi esistono relazioni più o meno intense. Per esempio... Ma queste relazioni e questa rete sociale non sono visibili se non in minima parte e solo alle persone che ne sono coinvolte. Magari quest’immagine vi inquieta, ne ho altre…
  • Questa, per esempio, è la rete sociale di Gesù Cristo, così come emerge (almeno secondo qualche studioso americano) dal Nuovo Testamento. Gesù è un ottimo esempio di hub, e d’altra parte non potrebbe essere altrimenti, ovvero di nodo in grado di connettere tra loro molti altri nodi. Un connettore di persone, insomma, un facilitatore di relazioni. Questo esempio non aggiunge molto a quello che già sappiamo riguardo alla vita di Cristo, perché è solo una visualizzazione differente di un universo chiuso, noto, condiviso di informazioni. Vi faccio un altro esempio, in tutt’altro contesto.
  • Il New York Times ha costruito questa rappresentazione sotto forma di grafo sociale sulla base di cronache ormai consegnate alla storia, è un esercizio divulgativo. Ma pensate alla nostra realtà di tutti i giorni, quella in divenire, che esploriamo minuto per minuto senza sapere che cosa ci aspetta. Torniamo a questa sala, per esempio: questa sala trasuda relazioni e informazioni che nella maggior parte dei casi sono disperse, inconoscibili, ignote, anche nei casi in cui un dominio pubblico potrebbe aggiungere valore ai presenti. Bene, quello che ci serve è un sistema operativo per le relazioni.
  • Diventano nodo attivi di una rete per l’esplorazione della conoscenza
  • L’impatto sull’informazione lo vediamo tutti i giorni
  • scadenza come necessità di produzione, adeguamento ai vincoli di distribuzione (“chiusura”, “deadline”)
    sul web produzione e distribuzione coincidono
  • “cucina” diventa visibile
  • Il prodotto giornalistico è stato finora una sorta di palcoscenico: per decenni i giornalisti hanno vissuto in funzione di un momento in cui il loro lavoro veniva rappresentato su un palcoscenico mediatico. Dietro a quel prodotto finito ci sono contatti, discussioni e negoziazioni, ma nel momento in cui si va in scena restano dietro le quinte: da quel momento in poi ci sarà soltanto un racconto consolidato della realtà e la sua condivisione con un pubblico. Dentro la Rete il palcoscenico sparisce o quanto meno viene ridotto nelle dimensioni e abbassato al livello della platea.La gente non sta più soltanto seduta sulle poltroncine, ma è dappertutto, nei camerini, ai margini del palco, negli angusti passaggi della macchina da scena. I movimenti degli addetti ai lavori dietro le quinte entrano a far parte della rappresentazione, assumono una rilevanza che, se non è propriamente parte dello spettacolo, contribuisce comunque alla decodifica e alla comprensione di ciò che avviene in scena. Oggi non sappiamo necessariamente più notizie e più certe riguardo a ciò che accade nel mondo, ma possiamo dire di conoscere molto meglio il contesto e gli attori attorno a cui il racconto della realtà si forma.
  • Times extra 2008-2009
  • Un altro aspetto su cui dovremmo riflettere è la disgregazione della testata
    non il giornale/prodotto, ma la capacità del giornale di fare ordine e mettere in relazione i fatti
    non alternativa, ma simbiosi con filtro collettivo
    punto di ingresso non è necessariamente la home page
    frammenti a disposizione di percorsi soggettivi
  • se salta il lavoro di sistematizzazione e gerarchia
    chi compone la griglia di interpretazione della realtà?
    facilitazione di percorsi individuali
    da giustificazione ontologica ad attributo
  • continuous news desk (14 redattori)
    desk con web producer
    multimedialità spinta
    spazio allo sviluppo tecnologico
    neutralità della piattaforma
  • grazie al web esce dai confini inglesi
    integrazione dal 2008: carta, web e Observer
    specializzazione nella condivisione
    desk di attualità coordina la vita delle notizie
    7 studi di registrazione, 24 postazioni di editing audio/video
  • continuous news desk dal 2000 ca.
    dal 2008 (Murdoch): desk unificati per settore
    redazioni “agnostiche”
    desk centrale WSJ
    ufficio centrale di attualità Dow Jones
    Carta: 20% di sintesi attualità, 80% originale
  • &amp;lt;2008: redazione web esterna
    continuous news desk come raccordo
    &amp;gt;2008: integrazione
    oggi: unico responsabile per ogni notizia
    ogni desk cura i suoi progetti web
    un desk specifico per aggiornamento di base del sito web
    nuovo sistema editoriale nel 2010
  • giornalisti, grafici, sviluppatori e marketing lavorano a stretto contatto, per settore
    programmatori come co-autori della notizia
    open space organizzato a petali
    ogni desk gestisce i suoi spazi di interazione nei social media
  • La Repubblica, processo di integrazione in corso dal 2007
    Corriere della Sera, buone intenzioni dal 2009
    Condé Nast, nuova impostazione come unica possibilità di salvezza dalla crisi
  • Nuove specializzazioni, social media editor
    Jennifer preston, nytimes
    facilitare incontro tra notizie e lettori
    portare le notizie là dove sono i lettori
    contatto diretto, non filtrato
    rendere conto delle scelte editoriali
    redattori della socialità
    specializzazione a due vie, tra redazione e rete
    commistione tra vita personale e professionale
  • Suburbified
  • Congress Speaks
  • Cnn + live video + facebook
  • The Climate Pool
  • www.youtube.com/watch?v=ntyXvLnxyXk
    http://www.youtube.com/watch?v=hKgUOxFU58E
  • www.youtube.com/watch?v=ntyXvLnxyXk
    http://www.youtube.com/watch?v=hKgUOxFU58E
  • Le differenze fra il giornalismo cartaceo tradizionale e il giornalismo online

    1. 1. Stiamo cambiando, siamo già cambiati Sergio Maistrello
    2. 2. piacere, sergio
    3. 3. <1> come funziona la rete
    4. 4. A.S. Klovdal, The Australian National University, Camberra
    5. 5. ESV Bible Blog www.esv.org/blog/2007/01/mapping.nt.social.networks
    6. 6. internet
    7. 7. individui, non masse
    8. 8.
    9. 9. • hanno un numero ristretto di canali • tutti ricevono, ma pochissimi emettono • ogni canale è limitato in tempo/spazio • i contenuti sono selezionati all’origine • il flusso di contenuti è a senso unico • l’espansione geografica è limitata • ogni emittente è in competizione con altre
    10. 10. • ha un numero infinito di “canali” • tutti possono fare tutto • non ci sono limiti di tempo o spazio • tutti i contenuti sono pubblicati • i contenuti sono modificabili nel tempo • ogni informazione è visibile ovunque • i contenuti sono spesso collegati tra loro
    11. 11. • un canale per ogni persona • i contenuti sono organizzati per persona • l’unità di misura è il singolo contenuto • ogni contenuto è un punto di partenza • un blog vale poco, la comunità è forte • piccoli numeri, grandi opportunità
    12. 12. individui, dicevamo
    13. 13. creano
    14. 14. condividono
    15. 15. interagiscono
    16. 16. filtrano
    17. 17. diventano nodi
    18. 18. IOIO I MIEI AMICI LA COMUNITÀ
    19. 19. “the people formerly known as the audience” Jay Rosen
    20. 20. i cancelli sono aperti
    21. 21. “act of journalism we should be celebrating” Dan Gillmor
    22. 22. Foto: J Stavropoulou
    23. 23. Foto: Stephen J. Sullivan
    24. 24. tutti fanno tutto
    25. 25. tutto è pubblicato
    26. 26. nessuno filtra
    27. 27. tutti filtrano
    28. 28. pertinenzaqualità?
    29. 29. nuove metriche
    30. 30. 180
    31. 31. i numeri non dicono
    32. 32. (pubblicità)
    33. 33. nuovi gatekeeper
    34. 34. • la tecnologia abilita le persone a esprimersi • tutti possono fare tutto, tutti sono abilitati • tutto è pubblicato, il filtro è a posteriori • la rete vive di relazioni • mappa della società, sistema operativo • dimensione globale riassumendo…
    35. 35. • dalla linearità al caos creativo • dalla gerarchia all’auto-organizzazione • dalla qualità alla pertinenza • dalla Verità alle verità • dall’indirizzo comunitario alla responsabilizzazione del singolo • ogni nodo può immettere innovazione un nuovo paradigma…
    36. 36. - grandi ∞ piccoli
    37. 37. </>
    38. 38. <2> processi giornalistici
    39. 39. campo giornalistico
    40. 40. FONTI GIORNALISTI PUBBLICO 11 FONTI GIORNALISTI PUBBLICO
    41. 41. dalla scadenza al flusso
    42. 42. and link to the rest
    43. 43. dalla testata al processo
    44. 44. la testata siamo noi?
    45. 45. integrazione carta-web
    46. 46. La redazione del New York Times nel 1942 (foto: Marjory Collins, Library of Congress)
    47. 47. La redazione del New York Times nel 2010 (foto: David Sundberg/Esto)
    48. 48. La redazione del New York Times nel 2010 (foto: Nic Lehoux)
    49. 49. La redazione del New York Times nel 2010 (foto: Kurpfalzbilder/Wikipedia)
    50. 50. La redazione del Guardian (foto: Paul Carvill)
    51. 51. La redazione del Guardian (foto: Paul Carvill)
    52. 52. Il “news hub” del Wall Street Journal (foto: Chris O’Brian, nextnewsroom.com)
    53. 53. La redazione del Washington Post
    54. 54. The Daily Telegraph, rendering progetto
    55. 55. The Daily Telegraph
    56. 56. The Daily Telegraph
    57. 57. nuove specializzazioni
    58. 58. </>
    59. 59. <3> modelli commerciali
    60. 60. </>
    61. 61. <4> esperienze
    62. 62. </>
    63. 63. quindi che cosa succede?
    64. 64. impariamo disimpariamo reimpariamo
    65. 65. ricominciamo dal giornalismo
    66. 66. meno industria, più artigianato
    67. 67. “fare le cose per bene”
    68. 68. condividiamo la professione
    69. 69. non ce lo chiede la corporazione
    70. 70. ce lo chiede la società
    71. 71. Grazie. Sergio Maistrello sm@sergiomaistrello.it www.sergiomaistrello.it

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