Ennio La Rocca, Prevenire il diabete mellito
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Ennio La Rocca, Prevenire il diabete mellito

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  • Animazione: la slide si compone automaticamente. Esistono dei criteri che ci permettono di riconoscere la condizione di insulino-resistenzaeche si associano ad anomalie del metabolismo nei nostri pazienti. Questo è un punto chiave nella diagnosi del diabete mellito di tipo 2. L’obesità addominale è un punto importante e spesso visibile ed è un segno clinico patognomonico di insulino-resistenza. Note per il Relatore: La maggior parte dei pazienti con diabete mellito di tipo 2 sono insulino-resistenti. 1 Dietro a una condizione di insulino-resistenza vi sono vari fattori metabolici che, considerati nel loro insieme, costituiscono quella che è definita la sindrome metabolica. I criteri indicati dall’ US National Cholesterol Education Program ci forniscono un semplice modo per diagnosticare la sindrome metabolica nella pratica clinica e ci consentono di poter identificare rapidamente i pazienti con insulino-resistenza. 2 Soddisfando almeno tre criteri riportati qui di seguito, un paziente può essere classificato come affetto da sindrome metabolica e quindi da insulino-resistenza. 2 I parametri di riferimento per la misurazione della circonferenza addominale, un valore > 102 cm nell’uomo e di > 88 cm nella donna, non possono essere utilizzati in generale: infatti nella popolazione asiatica, per esempio, applicare questi valori comporterebbe una sottostima della reale prevalenza di sindrome metabolica. Una circonferenza addominale > 90 cm nell’uomo e >80 cm nella donna può essere una misura più corretta ed appropriata per questa popolazione di pazienti. 3 Link alla diapositiva successiva: Andiamo ora a considerare il legame esistente tra insulino-resistenza ed iperglicemia nei pazienti affetti da diabete mellito di tipo 2. Bibliografia 1. Haffner SM et al . Diabetes Care 1999; 22 : 562–568. 2 . National Institutes of Health. Third Report of the National Cholesterol Education Program Expert Panel on Detection, Evaluation and Treatment of High Blood Cholesterol in Adults (Adult Treatment Panel III). National Institutes of Health, 2001. 3. Tan C-E et al . Diabetes Care 2004; 27 : 1182–1186.
  • Animation: Le immagini relative alla prevalenza delle complicanze microvascolari appaiono automaticamente.. Interazione: dopo aver presentato la diapositiva, domandare agli ascoltatori di provare a considerare i propri pazienti. I vostri pazienti sono a rischio per queste complicanze? Quanti hanno già manifestato segni e sintomi di microangiopatia? In che modo questo genere di complicanze incide sulla loro vita quotidiana e sulla loro terapia? Anche al momento della diagnosi iniziale di diabete, il tipo 2 si associa in modo significativo alla presenza di complicanze microvascolari. Note per il Relatore: Aumentati valori della glicemia si associano a un incremento del rischio di complicanze microvascolari: 1-3 Retinopatia Nefropatia Neuropatia. I pazienti affetti da diabete hanno un rischio 15 volte superiore, rispetto alla popolazione generale, di subire un intervento di amputazione 4,5 La disfunzione erettile può arrivare a colpire anche il 50% degli uomini con diagnosi di diabete. 1 Link alla diapositiva successiva: E qual è il costo di tutte queste complicanze legate al diabete? Bibliografia 1. UKPDS Group. Diabetes Res 1990; 13 : 1–11. 2. The Hypertension in Diabetes Study Group. J Hypertens 1993; 11 : 309–317. 3. Stratton IM et al . BMJ 2000; 321 : 405–412. 4. King’s Fund. Counting the cost. The real impact of non-insulin dependent diabetes .London: British Diabetic Association, 1996. 5. Most RS et al . Diabetes Care 1983; 6 : 87–91.
  • Animazione: Il disegno del corpo umano e i testi relativi alla prevalenza appaiono automaticamente. Il diabete mellito di tipo 2, anche al momento della diagnosi, è associato ad un significativo grado di complicanze macrovascolari e di fattori di rischio. Note per il Relatore: La malattia cardiovascolare è chiaramente un aspetto importante nel diabete mellito di tipo 2 – Nel corso di questa presentazione, concentreremo la nostra attenzione sulle complicanze microvascolari. La malattia cardiovascolare è spesso presente già alla diagnosi ed è noto che il diabete mellito di tipo 2 è una malattia progressiva, che continua ad essere causa di considerevole morbidità e mortalità nella popolazione diabetica. Inoltre, il 75% di tutti i decessi per diabete mellito di tipo 2 è sostanzialmente riconducibile a patologie cardiovascolari. 1 Il diabete mellito di tipo 2 si associa ad un aumentato rischio di ictus cerebrale, infarto miocardico, ipertensione arteriosa e claudicatio intermittens . 2–4 L’ictus è la seconda causa principale di morte nel diabete mellito di tipo 2 3 , essendo responsabile di circa il 15% di tutti i decessi. 1 Oltre il 70% dei pazienti con diabete mellito di tipo 2 può essere classificato come affetto anche da ipertensione arteriosa (>140/90 mmHg). 5,6 Si stima poi che la vasculopatia periferica sia la complicanza più costosa del diabete a causa del peso che comporta in termini di assistenza cronica del paziente affetto. Sebbene i dati in letteratura siano vari, si stima che i pazienti affetti da diabete siano circa 15 volte più a rischio rispetto alla popolazione normale di subire interventi di amputazione. 1,7 Link alla diapositiva successiva: La malattia cardiovascolare non è la sola area in cui possiamo avere la possibilità di intervenire efficacemente- Cosa possiamo dire a proposito delle altre complicanze? Bibliografia 1. King’s Fund. Counting the cost. The real impact of non-insulin dependent diabetes .London: British Diabetic Association, 1996. 2. Balkau B et al . Lancet 1997; 350 : 1680. 3.Wingard DL et al. Diabetes Care 1993; 16 : 1022 –10 25. 4. UKPDS Group. Diabetes Res 1990; 13 : 1–11. 5.Colhoun HM et al . Diabet Med 1999; 16 : 35–40. 6.Ramsay LE et al . J Hum Hypertens 1999; 13 : 569–592. 7.Most RS et al . Diabetes Care 1983; 6 : 67 – 91.

Ennio La Rocca, Prevenire il diabete mellito Presentation Transcript

  • 1. Prevenire il diabete mellito tipo2 ? E’ possibile ? Evidenze e strategie Dottor Ennio La Rocca HSR G Giglio di Cefalù
  • 2. Classificazione eziologica del diabete mellito
    • Tipo 1
      • autoimmune
      • idiopatico
    • Tipo 2
      • Prevalente insulino-resistenza
      • Prevalente difetto di secrezione insulinica
    • Diabete gestazionale
    • LADA (Latent Autoimmune Diabetes in Adults)
    • Altri tipi di diabete
      • Endocrinopatie, difetti genetici della betacellula, secondario ad infezioni, patologie pancreas esocrino, sindromi associate a diabete, ecc.
  • 3. Criteri per la diagnosi di IGT, IFG, DM IGT: intolleranza ai carboidrati IFG: alterata glicemia a digiuno DM: diabete mellito OGGT: carico orale di glucosio >200 >140 e <200 <140 Glicemia 2h post-OGTT >126 >110 e <126 <110 Glicemia a Digiuno Diabete (mg/dl) Intolleranza (mg/dl) Normoglicemia (mg/dl)
  • 4. Diabete mellito: definizione I Condizione patologica eterogenea caratterizzata da profonde e complesse alterazioni del metabolismo, che hanno in comune l’iperglicemia, ma riconoscono cause diverse dovute a carenza assoluta (Diabete insulino-dipendente) o relativa (Diabete non insulino-dipendente) di insulina.
  • 5.  
  • 6. Metabolismo
    • Il metabolismo è il complesso delle reazioni chimiche e fisiche che avvengono in un organismo o in una sua parte. Queste trasformazioni della materia sono reversibili e sono legate a variazioni della condizione energetica.
  • 7.  
  • 8. Fattori di rischio maggiori per diabete mellito tipo 2
    • Familiarità per diabete (genitori, fratelli, figli)
  • 9. Fattori di rischio maggiori per diabete mellito tipo 2
    • Obesità o sovrappeso associate a sedentarietà
  • 10. Fattori di rischio maggiori per diabete mellito tipo 2: La Razza, Gli aspetti genetici
  • 11. Fattori di rischio maggiori per diabete mellito tipo 2
    • Età superiore a 45 anni
  • 12. Fattori di rischio maggiori per diabete mellito tipo 2
    • Ipertensione arteriosa
  • 13. Fattori di rischio maggiori per diabete mellito tipo 2
    • Storia di diabete mellito gestazionale o macrosomia
  • 14. Fattori di rischio maggiori per diabete mellito tipo 2
    • Storia di IGT o IFG
    • Dislipidemia (TG>250 mg/dl, HDL <40 mg/dl
    • Condizioni associate a resistenza insulinica (PCOs)
  • 15. Fattori di rischio per diabete tipo 2 (non modificabili)
    • Etnia (ispanici, asiatici, indiani Pima)
    • Eta >45 anni
    • Familiarità I° per diabete tipo 2
    • Donne che hanno partorito feti macrosomici
    • Pregresso diabete gestazionale
    • Peso alla nascita >4Kg o <2.5Kg
    • Storia di aborti multipli
  • 16.
    • Ipertensione arteriosa (>140/90 mmhg)
    • Dislipidemia (TG>250 mg/dl, HDL<35 mg/dl)
    • Sovrappeso o obesità (BMI>27)
    • Sedentarietà
    • Abitudini alimentari (dieta ipercalorica/iperlipidica)
    • IFG o IGT
    • Iperinsulinemia
    Fattori di rischio per diabete tipo 2 (modificabili) IGT: intolleranza ai carboidrati IFG: alterata glicemia a digiuno
  • 17. Test di autovalutazione del rischio
    • BMI >27 si=5
    • Età >65 e sedentarietà si=5
    • Età 45-65 si=5
    • Età >65 anni si=9
    • Anamnesi di macrosomia si=1
    • Fratello o sorella diabetici si=1
    • Genitore diabetico si=1
    Punteggio: 3-9 basso rischio; >10 alto rischio
  • 18. Test di screening per il diabete mellito (prevenzione secondaria)
    • Il test di screening consigliato per la diagnosi di diabete è la glicemia plasmatica a digiuno (Fasting Plasma Glucose).
  • 19.
    • Se la glicemia plasmatica a digiuno >126 mg/dl si può porre diagnosi di diabete mellito, avendo cura di confermare il risultato in altra giornata.
    Test di screening per il diabete mellito (prevenzione secondaria)
  • 20.
    • Se la glicemia >110 ma <125 mg/dl l’iter diagnostico dovrebbe essere completato con l’OGTT a 75 gr di glucosio.
    Test di screening per il diabete mellito (prevenzione secondaria)
  • 21.  
  • 22.
    • Nei soggetti senza fattori di rischio e di età >45 anni la glicemia a digiuno -qualora normale in un primo controllo – dovrebbe essere ripetuta ogni tre anni.
    Test di screening per il diabete mellito (prevenzione secondaria)
  • 23.
    • Nei soggetti a rischio il test deve essere eseguito prima dei 45 anni e comunque ripetuto ogni anno.
    Test di screening per il diabete mellito (prevenzione secondaria)
  • 24.
    • Nei soggetti ad alto rischio per diabete (più fattori associati) si può valutare la possibilità di eseguire direttamente l’OGTT.
    Test di screening per il diabete mellito (prevenzione secondaria)
  • 25. Il diabete tipo 2 si può prevenire…..
  • 26. Strategie di Prevenzione La OMS ha deciso di adottare una “Strategia globale sulla Dieta, Attività fisica e la Salute” , (Assemblea Mondiale della Sanità del maggio 2002) Il NIH (National Institute of Health-USA) ha elaborato le linee guida su “Identificazione, Valutazione e Trattamento del sovrappeso e dell’obesità negli adulti” Il Ministero della Salute italiano ha dedicato un Progetto-obiettivo 9 specifico all’interno del Piano Sanitario Nazionale 2002-2004, dal titolo “Promuovere gli stili di vita salutari, la prevenzione e la comunicazione pubblica sulla salute”
  • 27.
    • Agenti farmacologici in caso di IGT*
      • Olristat (studio Xendos), Acarbosio (studio STOP-NIDDM), Metformina (DPP)
  • 28.
    • Dieta ipoglicidica
      • Tre-cinque pasti con calorie personalizzate
    • Terapia ipoglicemizzante orale
      • Antiperglicemici e/o ipoglicemizzanti puri
    • Terapia insulinica
      • Schemi insulinici multiniettivi
    • Misure aggiuntive
      • Trattamento dei fattori di rischio associati
      • Educazione all’autocontrollo e alla autogestione
    Il diabete tipo 2 si può curare…..
  • 29. Identificare un paziente con insulino-resistenza 1 . National Institutes of Health. Third Report of the National Cholesterol Education Program Expert Panel on Detection, Evaluation and Treatment of High Blood Cholesterol in Adults (Adult Treatment Panel III). National Institutes for Health, 2001.
    • Obesità addominale:
    • circonferenza addominale > 102 cm nell’uomo, > 88 cm nella donna
    • Pressione arteriosa > 130/85 mmHg
    • Glicemia a digiuno > 109,8 mg/dL
    • Colesterolo HDL:
    • < 18,72 mg/dL nell’uomo,
    • < 23,22 mg/dL nella donna
    • Trigliceridi > 30,42 mg/dL
    Criteri per la diagnosi di sindrome metabolica:
  • 30. Costi del diabete
    • 2.800 euro in media a paziente in Italia, cioè 8,5 miliardi di euro l'anno.
    • Necessità della prevenzione
  • 31. Le dimensioni del problema 1)CDC, National Center for Health Statistics, National Health and Nutrition Examination Survey. Health, United States, 2002. Flegal et. al. JAMA. 2002;288:1723-7. NIH, National Heart, Lung, and Blood Institute, Clinical Guidelines on the Identification, Evaluation and Treatment of Overweight and Obesity in Adults, 1998. 2) Gallus S, Colombo P, Scarpino V, Zuccaro P, Negri E, Apolone G, Vecchia CL, Overweight and obesity in italian adults 2004, and an overview of trends since 1983, Eur J clin Nutr. 2006 Oct; 60 (10): 1174- 1179 3) Cacciari E, Milani S, Balsamo A, Dalmacco F, De Luca F, Chiarelli F, Pasquino AM, Tonini G, Vanelli M, Italian cross-sectional growth charts for height, weight and BMI, Eur J Clin Nutr 2002; 56:171-180. Ad oggi in Italia ci sono 15 milioni di persone sovrappeso e 4 milioni di obesi 1 2% (m) 1% (f) 17% (m) 10% (f) Bambini e adolescenti 3 8,2% 31,3% Adulti 2 IT AL IA 15,4% 17% Bambini e adolescenti 1 31,1% 64,5% Adulti 1 U. S. A. Obesi Sovrappeso Fasce di età
  • 32. The worldwide prevalence of type 2 diabetes is increasing at an alarming rate 143 154 300 0 50 100 150 200 250 300 1997 2000 2025 Kumanyika et al. Int J Obes 2002 Year Adults (million) worldwide with type 2 diabetes
  • 33. obesità 100 % 0 Funzione beta cellulare % IGT/IFG Anni dalla diagnosi Iperglicemia postprandiale Diabete mellito tipo 2 - 12 -10 -6 –2 0 2 6 10 14 Diabete mellito tipo 2 Diabete mellito tipo 2 Storia naturale del DMT2 Iperglicemia non controllata
  • 34. Le complicanze microvascolari 1. UKPDS Group. Diabetes Res 1990; 13 : 1–11. 2. The Hypertension in Diabetes Study Group. J Hypertens 1993; 11 : 309–317. Disfunzione Erettile 1 20% Retinopatia 1 21% Neuropatia 1 12% Nefropatia 2 18%
  • 35. Le complicanze macrovascolari 1. Wingard DL et al . Diabetes Care 1993; 16 : 1022–5. 2. UKPDS Group. Diabetes Res 1990; 13 : 1–11. Ipertensione arteriosa 2 Precedente anamnesi positiva di ictus 1 Anomalie all’ECG 2 Assenza dei polsi periferici 2 18% 1 3 % 7% 35% Claudicatio intermittens 1 4.5%
  • 36. GRAZIE Di questo passo non ci sarai alla festa del mio 97 compleanno !