Il Sindaco - Autorità Locale di P.S.       Riferimenti normativi     Aggiornato al Settembre 2011                         ...
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Prefazione a cura del Senatore Giuseppe Esposito  Vice Presidente del Comitato Parlamentare per la Sicurezza della Repubbl...
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Il Sindaco – Autorità Locale di P.S.•   Art. 15 della legge 1 aprile 1981, n. 121 - Attribuzioni di autorità locale    di ...
•   Art. 54 del Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali -    Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267...
restando quanto previsto dal secondo periodo del comma 4, le misure adeguate     per assicurare il concorso delle Forze di...
intende lintegrità fisica della popolazione e per sicurezza urbana un benepubblico da tutelare attraverso attività poste a...
PRINCIPALI COMPETENZE DELL’AUTORITÀ LOCALE DI PUBBLICA SICUREZZA:  •   Art. 1 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicu...
56. Lautorità di pubblica sicurezza ha facoltà di ordinare la distruzione o la     rimozione degli esplosivi che si trovan...
109. 1. I gestori di esercizi alberghieri e di altre strutture ricettive, comprese     quelle che forniscono alloggio in t...
*********•   Art. 110 del Regolamento per l’esecuzione del Testo Unico delle Leggi    di Pubblica Sicurezza - R.D. 6 maggi...
12. Chiunque cede la proprietà o il godimento o a qualunque altro titolo     consente, per un tempo superiore a un mese, l...
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delluso delle aree di atterraggio;Visto il decreto legislativo 25 luglio 1997, n. 250, istitutivo dellEnte nazionale perla...
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4. Le spese sostenute per la custodia e rimozione sono rimborsate dal Ministero.     (1)        Periodo aggiunto dalla let...
pregiudicata o pericolosa successivamente allo scadere del termine di cui alprecedente comma.4. Lesercizio dellattività di...
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Il TTS – Think Tank Security –Centro Studi Sviluppo Relazioni per la SicurezzaIl TTS è una libera associazione di esperti ...
INDICE    Art. 15 della legge 1 aprile 1981, n. 121 - Attribuzioni di autorità locale di pubblica    sicurezza al Sindaco ...
•   Art. 85 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza - R.D. 18 giugno 1931, n. 773    - autorizzare l’uso della m...
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  1. 1. Il Sindaco - Autorità Locale di P.S. Riferimenti normativi Aggiornato al Settembre 2011 1
  2. 2. 2
  3. 3. Prefazione a cura del Senatore Giuseppe Esposito Vice Presidente del Comitato Parlamentare per la Sicurezza della Repubblica (Co.Pa.Si.R.)Ringrazio il Centro Studi Sviluppo Relazioni per la Sicurezza – TTS(www.ttsecurity.net) per aver contribuito a pubblicare e diffondere questa sinteticaraccolta di riferimenti normativi che riguardano il Sindaco come Autorità di PubblicaSicurezza (PS). Il “Primo Cittadino” troverà questo pratico libretto molto utilenell’espletamento delle proprie funzioni.Dal punto di vista legislativo, tale argomento inizia a farsi strada agli inizi degli anni’80 e, successivamente, la legge 25 marzo 1993, n. 81, introduce l’elezione diretta delSindaco e del Presidente della Provincia, permettendo di rinsaldare il rapporto tracittadini e Sindaci.Occorre però fare riferimento alla legge 01 aprile 1981, n. 121 che ha attribuito laresponsabilità della tutela dellordine e della sicurezza pubblica al Ministro dellInterno,riconosciuto come responsabile nazionale di pubblica sicurezza (dal Ministro dipendonoun complesso di uffici definito come Amministrazione della Pubblica Sicurezza: nefanno parte a livello centrale il Dipartimento della Pubblica Sicurezza ed a livelloprovinciale e locale le autorità di Pubblica Sicurezza ed il personale che da questedipende).Nel rapporto tra centro e periferia, a livello provinciale, la figura del Prefetto ècaratterizzata dal duplice ruolo di organo preposto allattuazione delle direttiveministeriali ed al coordinamento delle forze di polizia e di responsabile provincialedellordine e della sicurezza pubblica.Il Prefetto predispone piani coordinati di controllo del territorio e nella formulazione diquesti si avvale del Comitato Provinciale per lOrdine e la Sicurezza Pubblica, organoconsultivo del quale fanno parte il Questore, il Comandante Provinciale dei Carabinieried il Comandante il Gruppo Guardia di Finanza, contribuisce a rendere trasparente lanatura della funzione prefettizia.Il Sindaco, invece, quale autorità locale di PS è inquadrato in una posizione disubordinazione funzionale nei riguardi del Prefetto e del Questore dai quali può esserechiamato a collaborare negli ambiti di competenza dellente locale per il miglioreespletamento della funzione di pubblica sicurezza.Segnalo inoltre che: • l’art. 54 del Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali, emanato con d.lgs. n. 267/2000 e riscritto ex novo dal d.l. n. 92/2008, attribuisce al Sindaco funzioni di competenza statale, fra cui la sicurezza pubblica (tuttavia svolge simili funzioni nella veste di ufficiale di Governo e non come rappresentante della collettività locale. In particolare, il Sindaco è autorizzato ad adottare un’ordinanza motivata, che contribuisca a prevenire e contrastare i gravi pericoli che minacciano la sicurezza urbana. Questi provvedimenti devono essere comunicate preventivamente al Prefetto); • il d.l. n. 92/2008 aggiunge il comma 5-bis il quale obbliga il Sindaco a segnalare all’autorità giudiziaria o di pubblica sicurezza, lo straniero irregolare • l’art. 6 del d.l. n. 11/2009 riconosce la possibilità per i comuni di utilizzare sistemi di videosorveglianza in luoghi pubblici o aperti al pubblico, nel rispetto di tutte le prescrizioni emanate dal Garante per la privacy • la legge n. 94/2009,prevede la possibilità per i Sindaci di avvalersi della collaborazione di associazioni di cittadini (ronde) al fine di segnalare alle Forze di polizia eventi che possono arrecare danno alla sicurezza urbana. • Inoltre, nei casi di indebita occupazione di suolo pubblico o qualora l’esercente ometta di adempiere agli obblighi concernenti la pulizia ed il decoro degli spazi pubblici antistanti l’esercizio, il Sindaco può ordinare l’immediato ripristino dello stato dei luoghi a spese degli occupanti. 3
  4. 4. 4
  5. 5. Il Sindaco – Autorità Locale di P.S.• Art. 15 della legge 1 aprile 1981, n. 121 - Attribuzioni di autorità locale di pubblica sicurezza al Sindaco quale ufficiale di Governo: 15. Autorità locali di pubblica sicurezza. Sono autorità locali di pubblica sicurezza il questore nel capoluogo di provincia e i funzionari preposti ai commissariati di polizia aventi competenza negli altri comuni. Ove non siano istituiti commissariati di polizia, le attribuzioni di autorità locale di pubblica sicurezza sono esercitate dal sindaco quale ufficiale di Governo. Quando eccezionali esigenze di servizio lo richiedono, il prefetto, o il questore su autorizzazione del prefetto, può inviare funzionari della Polizia di Stato, nei comuni di cui al comma precedente, per assumere temporaneamente la direzione dei servizi di pubblica sicurezza. Resta in tale caso sospesa la competenza dellautorità locale di pubblica sicurezza. Le autorità provinciali di pubblica sicurezza, ai fini dellordine e della sicurezza pubblica e della prevenzione e difesa dalla violenza eversiva, sollecitano la collaborazione delle amministrazioni locali e mantengono rapporti con i sindaci dei comuni. *********• Art. 20 della legge 1 aprile 1981, n. 121 - Partecipazione del Sindaco del comune capoluogo al Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, nonché dei sindaci degli altri comuni interessati, quando devono trattarsi questioni riferibili ai rispettivi ambiti territoriali: 20. Comitato provinciale per lordine e la sicurezza pubblica. Presso la prefettura è istituito il comitato provinciale per lordine e la sicurezza pubblica, quale organo ausiliario di consulenza del prefetto per lesercizio delle sue attribuzioni di autorità provinciale di pubblica sicurezza. Il comitato è presieduto dal prefetto ed è composto dal questore, dal sindaco del comune capoluogo e dal presidente della provincia, dai comandanti provinciali dellArma dei carabinieri e del Corpo della guardia di finanza, e del Corpo forestale dello Stato, nonché dai sindaci degli altri comuni interessati, quando devono trattarsi questioni riferibili ai rispettivi ambiti territoriali. Ai fini della tutela dellordine e della sicurezza pubblica, nonché della prevenzione dei reati, il prefetto può chiamare a partecipare alle sedute del comitato le autorità locali di pubblica sicurezza e i responsabili delle amministrazioni dello Stato interessate ai problemi da trattare, con particolare riguardo ai responsabili dei competenti uffici dellAmministrazione penitenziaria, del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, del Corpo delle capitanerie di porto, e, dintesa con il presidente della provincia o con il sindaco, i responsabili degli altri uffici delle Amministrazioni locali interessate o della polizia municipale. Il prefetto può invitare alle stesse riunioni componenti dellordine giudiziario, dintesa con il procuratore della Repubblica competente. Alla convocazione e alla formazione dellordine del giorno del comitato provvede il prefetto. La convocazione è in ogni caso disposta quando lo richiede il sindaco del comune capoluogo di provincia per la trattazione di questioni attinenti alla sicurezza della comunità locale o per la prevenzione di tensioni o conflitti sociali che possono comportare turbamenti dellordine o della sicurezza pubblica in ambito comunale. Per la trattazione delle medesime questioni, su richiesta del sindaco, è altresì integrato, ove occorra, lordine del giorno del comitato. ********* 5
  6. 6. • Art. 54 del Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali - Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267 (come modificato dallart. 6 del decreto-legge 23 maggio 2008 n. 92, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 24 luglio 2008, n. 125, e dall’art. 8 del decreto-legge 12 novembre 2010, n. 187, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge di conversione 17 dicembre 2010, n. 217) - Attribuzioni del Sindaco nei servizi di competenza statale: 54. Attribuzioni del sindaco nei servizi di competenza statale. 1. Il sindaco, quale ufficiale del Governo, sovrintende: a) allemanazione degli atti che gli sono attribuiti dalla legge e dai regolamenti in materia di ordine e sicurezza pubblica; b) allo svolgimento delle funzioni affidategli dalla legge in materia di pubblica sicurezza e di polizia giudiziaria; c) alla vigilanza su tutto quanto possa interessare la sicurezza e lordine pubblico, informandone preventivamente il prefetto. 2. Il sindaco, nellesercizio delle funzioni di cui al comma 1, concorre ad assicurare anche la cooperazione della polizia locale con le Forze di polizia statali, nellambito delle direttive di coordinamento impartite dal Ministro dellinterno - Autorità nazionale di pubblica sicurezza. 3. Il sindaco, quale ufficiale del Governo, sovrintende, altresì, alla tenuta dei registri di stato civile e di popolazione e agli adempimenti demandatigli dalle leggi in materia elettorale, di leva militare e di statistica. 4. Il sindaco, quale ufficiale del Governo, adotta con atto motivato provvedimenti, anche contingibili e urgenti nel rispetto dei princìpi generali dell’ordinamento, al fine di prevenire e di eliminare gravi pericoli che minacciano lincolumità pubblica e la sicurezza urbana. I provvedimenti di cui al presente comma sono preventivamente comunicati al prefetto anche ai fini della predisposizione degli strumenti ritenuti necessari alla loro attuazione. 4-bis. Con decreto del Ministro dell’interno è disciplinato l’ambito di applicazione delle disposizioni di cui ai commi 1 e 4 anche con riferimento alle definizioni relative alla incolumità pubblica e alla sicurezza urbana. 5. Qualora i provvedimenti adottati dai sindaci ai sensi dei commi 1 e 4 comportino conseguenze sullordinata convivenza delle popolazioni dei comuni contigui o limitrofi, il prefetto indice unapposita conferenza alla quale prendono parte i sindaci interessati, il presidente della provincia e, qualora ritenuto opportuno, soggetti pubblici e privati dellambito territoriale interessato dallintervento. 5-bis. Il sindaco segnala alle competenti autorità, giudiziaria o di pubblica sicurezza, la condizione irregolare dello straniero o del cittadino appartenente ad uno Stato membro dell’Unione europea, per la eventuale adozione di provvedimenti di espulsione o di allontanamento dal territorio dello Stato. 6. In casi di emergenza, connessi con il traffico o con linquinamento atmosferico o acustico, ovvero quando a causa di circostanze straordinarie si verifichino particolari necessità dellutenza o per motivi di sicurezza urbana, il sindaco può modificare gli orari degli esercizi commerciali, dei pubblici esercizi e dei servizi pubblici, nonché, dintesa con i responsabili territorialmente competenti delle amministrazioni interessate, gli orari di apertura al pubblico degli uffici pubblici localizzati nel territorio, adottando i provvedimenti di cui al comma 4. 7. Se lordinanza adottata ai sensi del comma 4 è rivolta a persone determinate e queste non ottemperano allordine impartito, il sindaco può provvedere dufficio a spese degli interessati, senza pregiudizio dellazione penale per i reati in cui siano incorsi. 8. Chi sostituisce il sindaco esercita anche le funzioni di cui al presente articolo. 9. Al fine di assicurare lattuazione dei provvedimenti adottati dai sindaci ai sensi del presente articolo, il prefetto, ove le ritenga necessarie, dispone, fermo 6
  7. 7. restando quanto previsto dal secondo periodo del comma 4, le misure adeguate per assicurare il concorso delle Forze di polizia. Nellambito delle funzioni di cui al presente articolo, il prefetto può altresì disporre ispezioni per accertare il regolare svolgimento dei compiti affidati, nonché per lacquisizione di dati e notizie interessanti altri servizi di carattere generale. 10. Nelle materie previste dai commi 1 e 3, nonché dallarticolo 14, il sindaco, previa comunicazione al prefetto, può delegare lesercizio delle funzioni ivi indicate al presidente del consiglio circoscrizionale; ove non siano costituiti gli organi di decentramento comunale, il sindaco può conferire la delega a un consigliere comunale per lesercizio delle funzioni nei quartieri e nelle frazioni. 11. Nelle fattispecie di cui ai commi 1, 3 e 4, nel caso di inerzia del sindaco o del suo delegato nellesercizio delle funzioni previste dal comma 10, il prefetto può intervenire con proprio provvedimento. 12. Il Ministro dellinterno può adottare atti di indirizzo per lesercizio delle funzioni previste dal presente articolo da parte del sindaco. *********• Decreto del Ministro dell’Interno del 5 agosto 2008 - Incolumità pubblica e sicurezza urbana: definizione e ambiti di applicazione [La Corte Costituzionale, con sentenza 24 giugno-1 luglio 2009, n. 196 ha dichiarato, tra l’altro, che spetta allo Stato, e per esso al Ministro dellinterno definire, con il D.M. 5 agosto 2008, le nozioni di «incolumità pubblica» e di «sicurezza urbana» previste dall’art. 6, D.L. 23 maggio 2008, n. 92, e individuare le situazioni in cui i Sindaci sono autorizzati ad adottare provvedimenti di pubblica sicurezza e di ordine pubblico]: IL MINISTRO DELLINTERNO Visto il decreto-legge 23 maggio 2008, n. 92, recante «Misure urgenti in materia di sicurezza pubblica» convertito, con modificazioni, in legge 24 luglio 2008, n. 125; Visto lart. 54 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, come sostituito dallart. 6 del citato decreto-legge, recante attribuzioni del sindaco nelle funzioni di competenza statale, e, in particolare, il comma 1 che disciplina i compiti del sindaco in materia di ordine e sicurezza pubblica e il comma 4 che prevede il potere del sindaco di adottare provvedimenti anche contingibili e urgenti nel rispetto dei principi generali dellordinamento, al fine di prevenire e di eliminare gravi pericoli che minacciano lincolumità pubblica e la sicurezza urbana; Visto il comma 4-bis, del medesimo art. 54 per il quale «con decreto del Ministro dellinterno è disciplinato lambito di applicazione delle disposizioni di cui ai commi 1 e 4 anche con riferimento alle definizioni relative alla incolumità pubblica e alla sicurezza urbana»; Tenuto conto che la tutela dellordine e della sicurezza pubblica, ad esclusione della polizia amministrativa locale - come sancito allart. 117, comma 2, lettera h), della Costituzione - è riservata alla competenza esclusiva dello Stato, al fine di assicurare uniformità su tutto il territorio nazionale dei livelli essenziali di prestazioni concernenti i diritti civili e sociali fondamentali; Sentita la Conferenza Stato-città e autonomie locali, di cui al decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281; Decreta: Art. 1. Incolumità pubblica e sicurezza urbana Ai fini di cui allart. 54, del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, come sostituito dallart. 6 del decreto-legge 23 maggio 2008, n. 92, convertito, con modificazioni, in legge 24 luglio 2008, n. 125, per incolumità pubblica si 7
  8. 8. intende lintegrità fisica della popolazione e per sicurezza urbana un benepubblico da tutelare attraverso attività poste a difesa, nellambito delle comunitàlocali, del rispetto delle norme che regolano la vita civile, per migliorare lecondizioni di vivibilità nei centri urbani, la convivenza civile e la coesione sociale.Art. 2. Interventi del sindacoAi sensi di quanto disposto dallart. 1, il sindaco interviene per prevenire econtrastare:a) le situazioni urbane di degrado o di isolamento che favoriscono linsorgere difenomeni criminosi, quali lo spaccio di stupefacenti, lo sfruttamento dellaprostituzione, laccattonaggio con impiego di minori e disabili e i fenomeni diviolenza legati anche allabuso di alcool;b) le situazioni in cui si verificano comportamenti quali il danneggiamento alpatrimonio pubblico e privato o che ne impediscono la fruibilità e determinano loscadimento della qualità urbana;c) lincuria, il degrado e loccupazione abusiva di immobili tali da favorire lesituazioni indicate ai punti a) e b);d) le situazioni che costituiscono intralcio alla pubblica viabilità o che alterano ildecoro urbano, in particolare quelle di abusivismo commerciale e di illecitaoccupazione di suolo pubblico;e) i comportamenti che, come la prostituzione su strada o laccattonaggiomolesto, possono offendere la pubblica decenza anche per le modalità con cui simanifestano, ovvero turbano gravemente il libero utilizzo degli spazi pubblici o lafruizione cui sono destinati o che rendono difficoltoso o pericoloso laccesso adessi. ********* 8
  9. 9. PRINCIPALI COMPETENZE DELL’AUTORITÀ LOCALE DI PUBBLICA SICUREZZA: • Art. 1 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza - R.D. 18 giugno 1931, n. 773: a) vegliare al mantenimento dell’ordine pubblico, alla sicurezza dei cittadini, alla loro incolumità e alla tutela della proprietà; b) curare l’osservanza delle leggi e dei regolamenti generali e speciali dello Stato, delle province e dei comuni, nonché delle ordinanze delle autorità; c) prestare soccorso nel caso di pubblici o privati infortuni; d) provvedere, a richiesta delle parti, per mezzo degli ufficiali di P.S., alla bonaria composizione dei dissidi privati; 1. Lautorità di pubblica sicurezza veglia al mantenimento dellordine pubblico, alla sicurezza dei cittadini, alla loro incolumità e alla tutela della proprietà; cura losservanza delle leggi e dei regolamenti generali e speciali dello Stato, delle province e dei comuni, nonché delle ordinanze delle autorità; presta soccorso nel caso di pubblici e privati infortuni. Per mezzo dei suoi ufficiali, ed a richiesta delle parti, provvede alla bonaria composizione dei dissidi privati. Lautorità di pubblica sicurezza è provinciale e locale. Le attribuzioni dellautorità provinciale di pubblica sicurezza sono esercitate dal Prefetto e dal Questore; quelle dellautorità locale dal capo dellufficio di pubblica sicurezza del luogo o, in mancanza, dal Podestà (1). (1) Ora, Sindaco, per effetto del R.D.L. 4 aprile 1944, n. 111 e del D.P.R. 5 aprile 1951, n. 203, contenenti norme per lamministrazione, la composizione e lelezione degli organi delle amministrazioni comunali. ********* • Art. 15 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza - R.D. 18 giugno 1931, n. 773 - invitare a comparire una persona avanti a sé, ed eventualmente ordinare l’accompagnamento coattivo di chi non si sia presentato: 15. Salvo che il fatto costituisca reato, chiunque, invitato dallautorità di pubblica sicurezza a comparire davanti ad essa, non si presenta nel termine prescritto senza giustificato motivo è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 154 a euro 516 (1). Lautorità di pubblica sicurezza può disporre laccompagnamento, per mezzo della forza pubblica, della persona invitata a comparire e non presentatasi nel termine prescritto. (1) Comma così sostituito dallart. 1, D.Lgs. 13 luglio 1994, n. 480. ********* • Art. 56 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza - R.D. 18 giugno 1931, n. 773 - ordinare la distruzione o la rimozione di esplosivi, quando costituiscano pericolo: 9
  10. 10. 56. Lautorità di pubblica sicurezza ha facoltà di ordinare la distruzione o la rimozione degli esplosivi che si trovano nelle fabbriche, nei depositi e nei magazzini di vendita, quando essi possono costituire un pericolo per lincolumità pubblica o per lordine pubblico. *********• Art. 57 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza - R.D. 18 giugno 1931, n. 773 - rilasciare la licenza per accendere fuochi di artificio, lanciare razzi, innalzare aerostati: 57. Senza licenza della autorità locale di pubblica sicurezza non possono spararsi armi da fuoco né lanciarsi razzi, accendersi fuochi di artificio, innalzarsi aerostati con fiamme, o in genere farsi esplosioni o accensioni pericolose in un luogo abitato o nelle sue adiacenze o lungo una via pubblica o in direzione di essa (1). È vietato sparare mortaletti e simili apparecchi (2). (1) Vedi, anche, art. 703, codice penale del 1930, nonché gli artt. 28, 29 e 32, R.D. 5 giugno 1939, n. 1016, con il quale è stato approvato il testo unico delle norme per la protezione della selvaggina e lesercizio della caccia. (2) Per la modifica del presente articolo, a decorrere dal 1° luglio 2011, vedi gli artt. 3, comma 1, lettera h), e 8, comma 1, D.Lgs. 26 ottobre 2010, n. 204, di seguito indicati: - Art. 3 - Modifiche al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773 1. Al testo unico delle leggi di pubblica sicurezza approvato con regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, sono apportate le seguenti modificazioni: …… h) all’ articolo 57, dopo il secondo comma, sono inseriti i seguenti: «La licenza è altresì richiesta per l’apertura o la gestione di campi di tiro o poligoni privati. Il sindaco deve essere, comunque, sentito per gli aspetti di competenza dell’ente locale, quando non è lo stesso a rilasciare la licenza. Nel regolamento sono definite le modalità di attuazione del presente comma e la relativa disciplina transitoria. - Art. 8 - Entrata in vigore 1. Le disposizioni del presente decreto entrano in vigore il 1° luglio 2011. *********• Art. 28 del Regolamento per l’esecuzione del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza - R.D. 6 maggio 1940, n. 635 - vigilare sulle riunioni non preavvisate o impedire che abbiano luogo, riferendone al Questore per ulteriori provvedimenti: 28. Quando sia omesso lavviso di cui allart. 18 della legge (1), lautorità locale di pubblica sicurezza informa immediatamente il Questore, e, in caso di urgenza, provvede, sotto la propria responsabilità, o ad impedire che la riunione abbia luogo o a vigilarne lo svolgimento, riferendone subito al Questore per gli ulteriori provvedimenti. (1) Trattasi del R.D. 18 giugno 1931, n. 773, con il quale è stato approvato il testo unico delle leggi di pubblica sicurezza. *********• Art. 109 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza - R.D. 18 giugno 1931, n. 773 - ricevere le comunicazioni giornaliere del movimento alloggiati: 10
  11. 11. 109. 1. I gestori di esercizi alberghieri e di altre strutture ricettive, comprese quelle che forniscono alloggio in tende, roulotte, nonché i proprietari o gestori di case e di appartamenti per vacanze e gli affittacamere, ivi compresi i gestori di strutture di accoglienza non convenzionali, ad eccezione dei rifugi alpini inclusi in apposito elenco istituito dalla regione o dalla provincia autonoma, possono dare alloggio esclusivamente a persone munite della carta didentità o di altro documento idoneo ad attestarne lidentità secondo le norme vigenti. 2. Per gli stranieri extracomunitari è sufficiente lesibizione del passaporto o di altro documento che sia considerato ad esso equivalente in forza di accordi internazionali, purché munito della fotografia del titolare. 3. I soggetti di cui al comma 1, anche tramite i propri collaboratori, sono tenuti a consegnare ai clienti una scheda di dichiarazione delle generalità conforme al modello approvato dal Ministero dellinterno. Tale scheda, anche se compilata a cura del gestore, deve essere sottoscritta dal cliente. Per i nuclei familiari e per i gruppi guidati la sottoscrizione può essere effettuata da uno dei coniugi anche per gli altri familiari, e dal capogruppo anche per i componenti del gruppo. I soggetti di cui al comma 1 sono altresì tenuti a comunicare allautorità locale di pubblica sicurezza le generalità delle persone alloggiate, mediante consegna di copia della scheda, entro le ventiquattro ore successive al loro arrivo. In alternativa, il gestore può scegliere di effettuare tale comunicazione inviando, entro lo stesso termine, alle questure territorialmente competenti i dati nominativi delle predette schede con mezzi informatici o telematici o mediante fax secondo le modalità stabilite con decreto del Ministro dellinterno (1). (1) Il presente articolo, già modificato dallart. 16, L. 30 settembre 1993, n. 388, dallart. 4, D.Lgs. 13 luglio 1994, n. 480 e dallart. 7, D.L. 29 marzo 1995, n. 97, è stato così sostituito dallart. 8, L. 29 marzo 2001, n. 135. Con D.M. 5 luglio 1994 (Gazz. Uff. 21 luglio 1994, n. 169) è stato approvato il modello per la comunicazione dellarrivo dei soggetti alloggiati in strutture ricettive. *********• Art. 85 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza - R.D. 18 giugno 1931, n. 773 - autorizzare l’uso della maschera, in particolari epoche e mediante avviso con l’apposito manifesto e approvare i progetti di mascherate collettive o allegoriche: 85. È vietato comparire mascherato in luogo pubblico. Il contravventore è punito con la sanzione amministrativa da euro 10 a euro 103 (1) . È vietato luso della maschera nei teatri e negli altri luoghi aperti al pubblico, tranne nelle epoche e con losservanza delle condizioni che possono essere stabilite dallautorità locale di pubblica sicurezza con apposito manifesto. Il contravventore e chi, invitato, non si toglie la maschera, è punito con la sanzione amministrativa da euro 10 a euro 103 (2). (1) La sanzione originaria dellammenda è stata sostituita, da ultimo, con la sanzione amministrativa dallart. 32, L. 24 novembre 1981, n. 689. Limporto della sanzione è stato così elevato dallart. 3, L. 12 luglio 1961, n. 603, nonché dallart. 114, primo comma, della citata L. 24 novembre 1981, n. 689, in relazione allart. 113, primo comma, della stessa legge. Per effetto dellart. 10 della medesima L. 24 novembre 1981, n. 689, lentità della sanzione non può essere inferiore a euro 10. (2) La sanzione originaria dellammenda è stata sostituita, da ultimo, con la sanzione amministrativa dallart. 32, L. 24 novembre 1981, n. 689. Limporto della sanzione è stato così elevato dallart. 3, L. 12 luglio 1961, n. 603, nonché dallart. 114, primo comma, della citata L. 24 novembre 1981, n. 689, in relazione allart. 113, primo comma, della stessa legge. Per effetto dellart. 10 della medesima L. 24 novembre 1981, n. 689, lentità della sanzione non può essere inferiore a euro 10. 11
  12. 12. *********• Art. 110 del Regolamento per l’esecuzione del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza - R.D. 6 maggio 1940, n. 635 - rilasciare la licenza per la costruzione di impianti provvisori elettrici, in occasione di festività civili e religiose: 110. È soggetta alla licenza contemplata dallart. 57 della legge(1) la costruzione di impianti provvisori elettrici per straordinarie illuminazioni pubbliche, in occasione di festività civili o religiose o in qualsiasi altra contingenza. La licenza non può essere rilasciata a chi non dimostri la propria capacità tecnica, con qualunque mezzo ritenuto idoneo dallautorità di pubblica sicurezza. Gli spari, le esplosioni e le accensioni diverse da quelle contemplate al primo comma del presente articolo non possono compiersi che in luogo sufficientemente lontano dalla folla, in modo da prevenire danni o infortuni. È obbligatoria lassistenza della forza pubblica. (1) Trattasi del R.D. 18 giugno 1931, n. 773, con il quale è stato approvato il testo unico delle leggi di pubblica sicurezza. *********• Art. 7 del Testo Unico delle disposizioni concernenti la disciplina dellimmigrazione e norme sulla condizione dello straniero - Decreto Legislativo 25 luglio 1998, n. 286 – ricevere la comunicazione da parte di chi dà alloggio ovvero ospita uno straniero o apolide, o lo assume alle proprie dipendenze: 7. Chiunque, a qualsiasi titolo, dà alloggio ovvero ospita uno straniero o apolide, anche se parente o affine, ovvero cede allo stesso la proprietà o il godimento di beni immobili, rustici o urbani, posti nel territorio dello Stato, è tenuto a darne comunicazione scritta, entro quarantotto ore, allautorità locale di pubblica sicurezza (1). La comunicazione comprende, oltre alle generalità del denunciante, quelle dello straniero o apolide, gli estremi del passaporto o del documento di identificazione che lo riguardano, lesatta ubicazione dellimmobile ceduto o in cui la persona è alloggiata, ospita o presta servizio ed il titolo per il quale la comunicazione è dovuta. Le violazioni delle disposizioni di cui al presente articolo sono soggette alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 160 a 1.100 euro (2) (3). (1) Comma così modificato dal comma 6-bis dellart. 4-bis, D.Lgs. 21 aprile 2000, n. 181, aggiunto dal comma 1184 dellart. 1, L. 27 dicembre 2006, n. 296. Vedi, anche, lart. 1, D.L. 9 settembre 2002, n. 195, nel testo integrato dalla relativa legge di conversione. (2) Comma aggiunto dal comma 1 dellart. 8, L. 30 luglio 2002, n. 189. (3) Il presente articolo era stato abrogato dall’art. 5, D.L. 15 febbraio 2007, n. 10. L’abrogazione non è più prevista dalla nuova formulazione del citato articolo 5 dopo la conversione in legge del suddetto decreto. *********• Art. 12 del Decreto Legge 21 marzo 1978, n. 59, convertito in legge, con modificazioni, dalla L. 18 maggio 1978, n. 191 - ricevere la denunzia di cessione immobili: 12
  13. 13. 12. Chiunque cede la proprietà o il godimento o a qualunque altro titolo consente, per un tempo superiore a un mese, luso esclusivo di un fabbricato o di parte di esso ha lobbligo di comunicare allautorità locale di pubblica sicurezza, entro quarantotto ore dalla consegna dellimmobile, la sua esatta ubicazione, nonché le generalità dellacquirente, del conduttore o della persona che assume la disponibilità del bene e gli estremi del documento di identità o di riconoscimento, che deve essere richiesto allinteressato. Entro sessanta giorni dallentrata in vigore del presente decreto, i soggetti di cui al primo comma hanno lobbligo di provvedere alla comunicazione, allautorità di pubblica sicurezza, di tutti i contratti, anche verbali, stipulati successivamente alla data del 30 giugno 1977 e in corso alla data di entrata in vigore del decreto- legge. La comunicazione di cui ai precedenti commi può essere effettuata anche a mezzo di lettera raccomandata con avviso di ricevimento. Ai fini dellosservanza dei termini vale la data della ricevuta postale. Nel caso di violazione delle disposizioni indicate nei commi precedenti si applica la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 103 a euro 1.549. La violazione è accertata dagli organi di polizia giudiziaria, nonché dai vigili urbani del comune ove si trova limmobile. La sanzione è applicata dal sindaco ed i proventi sono devoluti al comune. Si applicano, per quanto non previsto le disposizioni della legge 24 dicembre 1975, n. 706 (1). (1) Articolo così sostituito dalla legge di conversione 18 maggio 1978, n. 191. Vedi, anche, i commi 344 e 345 dellart. 1, L. 30 dicembre 2004, n. 311: 344. Il modello per la comunicazione di cui allarticolo 12 del decreto-legge 21 marzo 1978, n. 59, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 maggio 1978, n. 191, approvato con decreto interdirigenziale del Ministero dellinterno e della Agenzia delle entrate, è reso disponibile gratuitamente, in modalità telematica, dalla predetta Agenzia; la comunicazione è effettuata, anche avvalendosi degli intermediari di cui allarticolo 3 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322, e successive modificazioni, nonché degli uffici dellAgenzia delle entrate, con la compilazione in formato elettronico del relativo modello e con la sua trasmissione, in modalità telematica, alla predetta Agenzia, che provvede, con la medesima modalità, a dare avviso di ricevimento. LAgenzia delle entrate, secondo intese con il Ministero dellinterno, ordina i dati contenuti nelle comunicazioni per la loro successiva trasmissione telematica al predetto Ministero. La presentazione per la registrazione degli atti di cessione di cui al predetto articolo 12 del decreto-legge n. 59 del 1978 tiene luogo della comunicazione di cui al medesimo articolo 12. Le predette disposizioni, e quelle contenute nel comma 345, si applicano a decorrere dalla data indicata nel decreto di approvazione del modello per la comunicazione previsto dal presente comma. 345. Lobbligo di comunicazione di cui al comma 344 trova applicazione anche nei riguardi dei soggetti che esercitano abitualmente attività di intermediazione nel settore immobiliare; la comunicazione è dovuta per le cessioni di cui i predetti soggetti hanno diretta conoscenza, per avervi concorso ovvero assistito in ragione della loro attività, e, relativamente a quelle diverse dalle cessioni in proprietà, anche per le cessioni di durata inferiore al mese. In caso di violazione dellobbligo di cui al precedente periodo, si applica la sanzione amministrativa di cui al quarto comma dellarticolo 12 del decreto-legge 21 marzo 1978, n. 59, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 maggio 1978, n. 191; in caso di seconda violazione, il sindaco del comune in cui operano i soggetti di cui al primo periodo, su segnalazione dellAgenzia delle entrate, dispone nei riguardi dei medesimi soggetti la sospensione per un mese della loro attività. *********• Art. 54 del Testo unico delle disposizioni per lassicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali - D.P.R. 30 giugno 1965, n. 1124 - ricevere le denunce del datore di lavoro, relativamente ad ogni infortunio sul lavoro, che abbia per conseguenza la morte o l’inabilità per più di tre giorni: 54. Il datore di lavoro, anche se non soggetto agli obblighi del presente titolo, deve, nel termine di due giorni, dare notizia allautorità locale di pubblica sicurezza di ogni infortunio sul lavoro che abbia per conseguenza la morte o 13
  14. 14. linabilità al lavoro per più di tre giorni. La denuncia deve essere fatta allautorità di pubblica sicurezza del Comune in cui è avvenuto linfortunio. Se linfortunio sia avvenuto in viaggio e in territorio straniero, la denuncia è fatta allautorità di pubblica sicurezza nella cui circoscrizione è compreso il primo luogo di fermata in territorio italiano, e per la navigazione marittima e la pesca marittima la denuncia è fatta, a norma del penultimo comma dellart. 53, alla autorità portuale o consolare competente. Gli uffici, ai quali è presentata la denuncia, debbono rilasciarne ricevuta e debbono tenere lelenco degli infortuni denunciati. La denuncia deve indicare: 1) il nome e il cognome, la ditta, ragione o denominazione sociale del datore di lavoro; 2) il luogo, il giorno e lora in cui è avvenuto linfortunio; 3) la natura e la causa accertata o presunta dellinfortunio e le circostanze nelle quali esso si è verificato, anche in riferimento ad eventuali deficienze di misure di igiene e di prevenzione; 4) il nome e il cognome, letà, la residenza e loccupazione abituale della persona rimasta lesa; 5) lo stato di questultima, le conseguenze probabili dellinfortunio e il tempo in cui sarà possibile conoscere lesito definitivo; 6) il nome, il cognome e lindirizzo dei testimoni dellinfortunio. Per i datori di lavoro soggetti allobbligo dellassicurazione la denuncia deve essere fatta secondo il modulo previsto dallart. 13 (1). (1) Le violazioni previste dagli artt. 53 e 54 del presente decreto sono state trasformate in illeciti amministrativi, soggetti alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma di denaro, nella misura sopra indicata, ai sensi del combinato disposto degli artt. 1 e 2, L. 28 dicembre 1993, n. 561. Per laumento dellimporto della sanzione vedi il comma 1177 dellart. 1, L. 27 dicembre 2006, n. 296. *********• Decreto del Ministro delle Infrastrutture e Trasporti 1° febbraio 2006 - Norme di attuazione della L. 2 aprile 1968, n. 518, concernente la liberalizzazione delluso delle aree di atterraggio - ricevere il preavviso di utilizzo di un’aviosuperficie: D.M. 1 febbraio 2006 (1). Norme di attuazione della L. 2 aprile 1968, n. 518, concernente la liberalizzazione delluso delle aree di atterraggio (2). (1) Pubblicato nella Gazz. Uff. 9 maggio 2006, n. 106. (2) Emanato dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. IL MINISTRO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI di concerto con IL MINISTRO DELLINTERNO e IL MINISTRO DELLA DIFESA Visto il codice della navigazione, approvato con regio decreto 30 marzo 1942, n. 327, come modificato dal decreto legislativo 9 maggio 2005, n. 96; Visto lart. 117, lettera h) della Costituzione della Repubblica italiana, come modificato dalla legge costituzionale n. 3/2001; Vista la legge 2 aprile 1968, n. 518, concernente la liberalizzazione delle aree di atterraggio; Visto il decreto interministeriale 8 agosto 2003 con il quale il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con i Ministri dellinterno e della difesa, ha modificato i decreti 10 marzo 1988 e 27 dicembre 1971 recanti norme di attuazione della legge 2 aprile 1968, n. 518, concernente la liberalizzazione 14
  15. 15. delluso delle aree di atterraggio;Visto il decreto legislativo 25 luglio 1997, n. 250, istitutivo dellEnte nazionale perlaviazione civile;Visto lart. 2, comma 1, lettera a), del citato decreto legislativo n. 250/1997 cheha trasferito allEnte nazionale per laviazione civile le funzioni amministrative etecniche nel settore dellaviazione civile, ivi comprese le competenze di naturaregolamentare nelle materie tecniche di propria competenza;Visto lart. 2, comma 2, dello statuto dellEnte nazionale per laviazione civileapprovato con decreto 3 giugno 1999 del Ministro dei trasporti e dellanavigazione di concerto con il Ministro del tesoro, del bilancio e dellaprogrammazione economica e il Ministro per la funzione pubblica;Visto il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, di riforma dellorganizzazionedel Governo, ai sensi dellart. 11 della legge 15 marzo 1997, n. 59;Considerata la necessità di apportare alcune modifiche al citato decretointerministeriale 8 agosto 2003; Decreta: Parte prima Norme generali1. Definizioni.1. Per «aviosuperficie» si intende unarea idonea alla partenza e allapprodo diaeromobili, che non appartenga al demanio aeronautico.2. Per «elisuperficie» si intende unaviosuperficie destinata alluso esclusivo deglielicotteri, che non sia un eliporto.3. Per «idrosuperficie» si intende unaviosuperficie destinata alluso esclusivo diidrovolanti o elicotteri muniti di galleggianti.4. Per «aviosuperficie in pendenza (AP)» si intende una aviosuperficie la cuipendenza, ottenuta dividendo la differenza tra lelevazione massima e quellaminima lungo lasse dellaviosuperficie per la lunghezza di questa, superi il duepercento.5. Per «aviosuperficie non in pendenza (ANP)» si intende una aviosuperficie la cuipendenza, ottenuta dividendo la differenza tra lelevazione massima e quellaminima lungo lasse dellaviosuperficie per la lunghezza di questa, non ecceda ildue percento.6. Per «elisuperficie in elevazione» si intende una elisuperficie posta su unastruttura avente elevazione di tre metri o più rispetto al livello del terreno.2. Applicabilità.1. Le disposizioni del presente decreto si applicano:a) alle aviosuperfici come definite allart. 1;b) alle operazioni di aeromobili su aviosuperfici.2. Le disposizioni del presente decreto non si applicano:a) al personale, ai mezzi ed alle infrastrutture militari, della Polizia di Stato, delCorpo nazionale dei vigili del fuoco, del Corpo forestale dello Stato e delDipartimento della protezione civile;b) alle elisuperfici ubicate su piattaforma o natante.3. Le disposizioni del presente decreto disciplinano:a) la gestione e luso delle aviosuperfici;b) le caratteristiche fisiche e la segnaletica delle aviosuperfici;c) le operazioni su aviosuperfici.3. Gestione ed uso delle aviosuperfici.1. Fatto salvo quanto previsto agli articoli 7 e 8, laviosuperficie è gestita dapersone fisiche o giuridiche le quali sono responsabili della sua rispondenza airequisiti previsti dal presente decreto, della sua agibilità in condizioni di sicurezzaanche in relazione agli ostacoli presenti lungo le traiettorie di decollo eatterraggio e dellefficienza delle attrezzature tecniche e operative installate.….omissis…7. Elisuperfici occasionali.1. È considerata elisuperficie occasionale qualunque area di dimensioni idonee apermettere, a giudizio del pilota, operazioni occasionali di decollo e atterraggio. 15
  16. 16. ….omissis… 8. Aviosuperfici occasionali. 1. È considerata aviosuperficie occasionale qualunque area di dimensioni idonee a permettere operazioni occasionali di decollo e atterraggio di velivoli. ….omissis… 9. Comunicazioni. 1. Prima di iniziare un volo di trasferimento su una elisuperficie occasionale o su una aviosuperficie occasionale, il pilota deve trasmettere alla direzione aeroportuale e allautorità di pubblica sicurezza competenti territorialmente sulla località nella quale laviosuperficie di destinazione è ubicata, le seguenti informazioni: a) aeroporto, aviosuperficie o elisuperficie di partenza; b) coordinate geografiche dellelisuperficie o aviosuperficie di destinazione ovvero, se ciò non è possibile, località nella quale lelisuperficie o aviosuperficie di destinazione è ubicata; c) tipo, marche e nominativo dellaeromobile; d) ora prevista di decollo; e) ora prevista di approdo; f) nominativo del pilota responsabile del volo; g) numero delle persone trasportate oltre il pilota responsabile del volo; h) tipo delleventuale attività aerea locale che sarà svolta sullelisuperficie o aviosuperficie di destinazione; i) previsto periodo di tempo durante il quale sarà svolta lattività aerea locale di cui alla lettera h) sullelisuperficie o aviosuperficie di destinazione. 2. Lannullamento del volo o il ritardo superiore a sessanta minuti rispetto allora prevista di decollo deve essere immediatamente comunicato dal pilota agli enti di cui al paragrafo precedente. 3. Le disposizioni di cui ai precedenti commi 1 e 2 si applicano anche ai voli di trasferimento sulle aviosuperfici di cui allart. 3 del presente decreto aventi origine o destinazione, senza scali intermedi, in Paesi dellUnione europea. Per tali voli le informazioni di cui al precedente comma 1 sono comunicate anche alle autorità di dogana con almeno 12 ore di anticipo. 4. Le disposizioni del presente articolo non si applicano nei casi di trasporto sanitario durgenza, operazioni di salvataggio, evacuazione, antincendio, soccorso ed emergenza. …omissis… *********• Art. 90 del Decreto Legislativo del 22 gennaio 2004, n. 490 (Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dellarticolo 10 della L. 6 luglio 2002, n. 137) - ricevere le denuncie di scoperte di beni culturali (di interesse storico, archeologico ecc.): 90. Scoperte fortuite. 1. Chi scopre fortuitamente cose immobili o mobili indicate nellarticolo 10 ne fa denuncia entro ventiquattro ore al soprintendente o al sindaco ovvero allautorità di pubblica sicurezza e provvede alla conservazione temporanea di esse, lasciandole nelle condizioni e nel luogo in cui sono state rinvenute. Della scoperta fortuita sono informati, a cura del soprintendente, anche i carabinieri preposti alla tutela del patrimonio culturale(1). 2. Ove si tratti di cose mobili delle quali non si possa altrimenti assicurare la custodia, lo scopritore ha facoltà di rimuoverle per meglio garantirne la sicurezza e la conservazione sino alla visita dellautorità competente e, ove occorra, di chiedere lausilio della forza pubblica. 3. Agli obblighi di conservazione e custodia previsti nei commi 1 e 2 è soggetto ogni detentore di cose scoperte fortuitamente. 16
  17. 17. 4. Le spese sostenute per la custodia e rimozione sono rimborsate dal Ministero. (1) Periodo aggiunto dalla lettera nnn) del comma 1 dell’art. 2, D.Lgs. 26 marzo 2008, n. 62. *********• Decreto del Presidente della Repubblica n. 342 del 18 aprile 1994 - Regolamento recante semplificazione dei procedimenti amministrativi in materia di lavori di facchinaggio, n. 490 - ricevere le denuncie di inizio dell’attività di facchinaggio: IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Visto larticolo 87, comma quinto, della Costituzione; Visto larticolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400; Vista la legge 7 agosto 1990, n. 241; Vista la legge 24 dicembre 1993, n. 537, ed in particolare larticolo 2, commi 7, 8 e 9; Visto il regio decreto 18 giugno 1931, n. 773; Vista la legge 22 luglio 1961, n. 628; Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione dell11 febbraio 1994; Acquisito il parere delle competenti commissioni del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati; Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso nelladunanza generale del 31 marzo 1994; Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 12 aprile 1994; Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del Ministro per la funzione pubblica, di concerto con il Ministro del lavoro e della previdenza sociale; Emana il seguente regolamento: 1. Oggetto e definizioni. 1. Il presente regolamento disciplina il procedimento di autorizzazione allaumento del numero dei facchini, contenuto nellelenco n. 4, allegato alla legge 24 dicembre 1993, n. 537 ed i procedimenti amministrativi in materia di lavori di facchinaggio, ad esso connessi ai sensi dellarticolo 2, comma 7, della legge 24 dicembre 1993, n. 537 , disciplinati dallarticolo 121 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, adottato con regio decreto 18 giugno 1931, n. 773 , e dalla legge 3 maggio 1955, n. 407 . 2. Ai fini del presente regolamento si intende: per «testo unico», il regio decreto 18 giugno 1931, n. 773 ; per «autorità», lautorità locale di pubblica sicurezza; per «ufficio provinciale», lufficio provinciale del lavoro e della massima occupazione. 2. Esercizio dellattività di facchino. 1. Lattività di facchino, ai sensi dellarticolo 19 della legge 7 agosto 1990, n. 241 , modificato dallarticolo 2, comma 10, della legge 24 dicembre 1993, n. 537 , può essere esercitata previa denuncia di inizio allautorità, attestante lesistenza dei presupposti e dei requisiti previsti dalle disposizioni legislative vigenti, eventualmente accompagnata dallesperimento di prove a ciò destinate, ove previste. 2. Lattività può essere iniziata immediatamente dopo la comunicazione stessa. Entro e non oltre sessanta giorni dalla comunicazione, lautorità può disporre, con provvedimento motivato, il divieto di prosecuzione dellattività, nel caso in cui la persona risulti pregiudicata o pericolosa. 3. Lautorità competente può comunque provvedere a controlli e disporre il divieto di prosecuzione dellattività nel caso in cui la persona venga dichiarata 17
  18. 18. pregiudicata o pericolosa successivamente allo scadere del termine di cui alprecedente comma.4. Lesercizio dellattività di facchino non è soggetta ad alcun limite numerico ocontingente complessivo.3. Soppressione delle commissioni per la disciplina dei lavori di facchinaggio.1. La commissione centrale per la disciplina dei lavori di facchinaggio, istituitadallarticolo 2 della legge 3 maggio 1955, n. 407 , e le commissioni provinciali dicui allarticolo 3 della stessa legge sono soppresse.4. Uffici provinciali del lavoro e della massima occupazione.1. Gli uffici provinciali esercitano, anche in materia di facchinaggio, le funzioni adessi attribuite dalla legge 22 luglio 1961, n. 628 , recante: «Modificheallordinamento del Ministero del lavoro e della previdenza sociale». Agli ufficiprovinciali sono altresì attribuite le funzioni amministrative in materia dideterminazione di tariffe minime, in precedenza esercitate dalle commissioni dicui allarticolo 3.2. Ai fini dellesercizio di tali funzioni, lautorità trasmette agli uffici provincialicopia delle comunicazioni di inizio dellattività ricevute ai sensi del presenteregolamento.5. Norme abrogate.1. Ai sensi dellarticolo 2, comma 8, della legge 24 dicembre 1993, n. 537 , dalladata di entrata in vigore del presente regolamento, è abrogato larticolo 121 deltesto unico, nella parte in cui si riferisce allattività di facchino. È abrogata,altresì, la legge 3 maggio 1955, n. 407 .6. Entrata in vigore del regolamento.1. Il presente regolamento entra in vigore centottanta giorni dopo la suapubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. ********* Il nuovo logo ufficiale del Ministero dell’Interno Lo stemma della Polizia di Stato 18
  19. 19. 19
  20. 20. Il TTS – Think Tank Security –Centro Studi Sviluppo Relazioni per la SicurezzaIl TTS è una libera associazione di esperti per una rinnovata cultura di sviluppo del Paese, hal’obiettivo di creare benessere e generare sicurezza grazie alla conoscenza.Si tratta di un progetto che ha lo scopo di sviluppare e diffondere il concetto allargato disicurezza, dal campo della conoscenza a quello dei valori, dalla tecnologia all’ambiente.Gli uomini e le loro abitudini sono sempre più interconnessi e la rivoluzione informatica ha dadecenni creato un nuovo ambiente dove esprimere le proprie potenzialità, le proprie libertà epromuovere passi avanti per la società; esempi come il web, i social network, Wikileaks, inuovi vaccini, la biologia sintetica, la produzione di energia, sono tutti traguardi dellatecnologia, dell’applicazione del metodo scientifico e di una metodologia di pensiero basatasull’innovazione. E’ altrettanto innegabile che le varie discipline scientifiche stiano evolvendorapidamente, dando origine a nuove settori di ricerca e di produzione, e che i progetti vincentida un punto di vista produttivo, emergano da team interdisciplinari dedicati all’analisi diproblemi complessi.Si tratta di ambiti che sfidano le conoscenze consolidate, aprendo futuri sconosciuti che, se noncolti per tempo, rischiano di mettere l’Italia al margine in pochissimi anni: il benessere futurodel nostro Paese e dell’italiano medio non può essere basato solo sul turismo o sulla cultura,dove per cultura troppo spesso e solo si intende arte, cucina, storia, diritto e politica. Diventaquindi ineluttabile intraprendere una dialettica attiva, propositiva e ottimistica con leopportunità e le sfide che offre il XXI secolo perché più il pensiero rimane orientato al passato,più si accumula ritardo e si favorisce il benessere altrui a scapito di quello degli italiani.In quest’ottica, il TTS si pone come un luogo dove favorire la realizzazione di un network trauomini esperti in molteplici discipline e settori (scientifici, tecnologici, industriali, economici,politici e filosofici) in grado di affrontare, dibattere ed indirizzare nuovi modelli e soluzioni pertenere competitiva l’Italia di oggi e di domani. Il Manifesto del TTSIl TTS come libera associazione di esperti, per un rinnovato positivismo e una nuova cultura disviluppo del Paese. Da più di mezzo secolo in diversi Paesi sono sorti centri di studio dove siriuniscono scienziati, militari, economisti, filosofi e politici per sviluppare il pensiero el’innovazione secondo un approccio olistico ed includente.Il metodo è interdisciplinare e persegue uno scopo preciso : creare benessere e generaresicurezza per il Paese grazie alla conoscenza. Le sfide lanciate dalla globalizzazione impongonolo sviluppo delle relazioni tra i diversi campi del sapere, così da poterle affrontare nella lorocomplessità.Il momento è maturo perché la società italiana torni ad essere guida nell’innovazione, senzapiù sperperare patrimoni di ricerca e conoscenza, riappropriandosi del proprio spirito creativo.Il TTS è un incubatore di idee innovative per sostenere l’Italia nella competizione del XXIsecolo, un luogo dove esperti e giovani ricercatori possano creare un patrimonio comune perfavorire la modernizzazione del Paese.Non c’è sicurezza senza sviluppo né sviluppo senza sicurezza. 20
  21. 21. INDICE Art. 15 della legge 1 aprile 1981, n. 121 - Attribuzioni di autorità locale di pubblica sicurezza al Sindaco quale ufficiale di Governo Pag. 5 Art. 20 della legge 1 aprile 1981, n. 121 - Partecipazione del Sindaco del comune capoluogo al Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica Pag. 5 Art. 54 del Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali - Decreto Legislativo 18 agosto 2000, n. 267 - Attribuzioni del Sindaco nei servizi di competenza statale Pag. 6 Decreto del Ministro dell’Interno del 5 agosto 2008 - Incolumità pubblica e sicurezza urbana: definizione e ambiti di applicazione Pag. 7 PRINCIPALI COMPETENZE DELL’AUTORITÀ LOCALE DI PUBBLICA SICUREZZA• Art. 1 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza - R.D. 18 giugno 1931, n. 773 Pag. 9• Art. 15 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza - R.D. 18 giugno 1931, n. 773 - invitare a comparire una persona avanti a sé, ed eventualmente ordinare l’accompagnamento coattivo di chi non si sia presentato: Pag. 9• Art. 56 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza - R.D. 18 giugno 1931, n. 773 - ordinare la distruzione o la rimozione di esplosivi, quando costituiscano pericolo: Pag. 9• Art. 57 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza - R.D. 18 giugno 1931, n. 773 - rilasciare la licenza per accendere fuochi di artificio, lanciare razzi, innalzare aerostati Pag. 10• Art. 28 del Regolamento per l’esecuzione del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza - R.D. 6 maggio 1940, n. 635 - vigilare sulle riunioni non preavvisate o impedire che abbiano luogo, riferendone al Questore per ulteriori provvedimenti: Pag. 10• Art. 109 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza - R.D. 18 giugno 1931, n. 773 - ricevere le comunicazioni giornaliere del movimento alloggiati Pag. 11 21
  22. 22. • Art. 85 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza - R.D. 18 giugno 1931, n. 773 - autorizzare l’uso della maschera, in particolari epoche e mediante avviso con l’apposito manifesto e approvare i progetti di mascherate collettive o allegoriche Pag. 11• Art. 110 del Regolamento per l’esecuzione del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza - R.D. 6 maggio 1940, n. 635 - rilasciare la licenza per la costruzione di impianti provvisori elettrici, in occasione di festività civili e religiose Pag. 12• Art. 7 del Testo Unico delle disposizioni concernenti la disciplina dellimmigrazione e norme sulla condizione dello straniero - Decreto Legislativo 25 luglio 1998, n. 286 – ricevere la comunicazione da parte di chi dà alloggio ovvero ospita uno straniero o apolide, o lo assume alle proprie dipendenze Pag. 12• Art. 12 del Decreto Legge 21 marzo 1978, n. 59, convertito in legge, con modificazioni, dalla L. 18 maggio 1978, n. 191 - ricevere la denunzia di cessione immobili Pag. 13• Art. 54 del Testo unico delle disposizioni per lassicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali - D.P.R. 30 giugno 1965, n. 1124 - ricevere le denunce del datore di lavoro, relativamente ad ogni infortunio sul lavoro, che abbia per conseguenza la morte o l’inabilità per più di tre giorni Pag. 13• Decreto del Ministro delle Infrastrutture e Trasporti 1° febbraio 2006 - Norme di attuazione della L. 2 aprile 1968, n. 518, concernente la liberalizzazione delluso delle aree di atterraggio - ricevere il preavviso di utilizzo di un’aviosuperficie Pag. 14• Art. 90 del Decreto Legislativo del 22 gennaio 2004, n. 490 (Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dellarticolo 10 della L. 6 luglio 2002, n. 137) - ricevere le denuncie di scoperte di beni culturali (di interesse storico, archeologico ecc.) Pag. 16• Decreto del Presidente della Repubblica n. 342 del 18 aprile 1994 -Regolamento recante semplificazione dei procedimenti amministrativi in materia di lavori di facchinaggio, n. 490 - ricevere le denuncie di inizio dell’attività di facchinaggio Pag. 17 22
  23. 23. TTS Copyright 2011 ‐www.ttsecurity.net Centro Studi Sviluppo e Relazioni per la Sicurezza TTS  Corso Vittorio Emanuele II n. 184, 00186 Roma  23

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