OSSERVATORIO EUROPALAB
VERSO EUROPA 2020Seminari sui nuovi scenari della Programmazione Comunitaria
La Commissione Europea:     Ruoli, Funzioni,      Opportunità
Parlamento               Europeo                            ConsiglioCommissione                           dell’Unione  Eu...
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Il compito della Commissione Europea         è proporre nuove leggi      al Parlamento e al Consiglio,              che le...
La Commissione Europea è suddivisa inDirezioni Generali (DG): esse promuovono le sovvenzioni comunitarie a gestione dirett...
Le DG erogano le sovvenzioniin base a programmi, a loro volta suddivisi in              sottoprogrammi. Gli inviti a prese...
L’UE attraverso le politiche interne mira   a rafforzare la propria competitività e realizzare il     mercato unico comuni...
L’Europa pensa anche ai giovani con   programmi che favoriscono la loromobilità, nell’ambito del Lifelong Learning        ...
Invece attraverso le azioni strutturali l’Unione Europea cerca  di ridurre il divario economico e strutturale tra le regio...
Ogni Stato membro declina gli orientamenti                     comunitari in un       “QUADRO STRATEGICO NAZIONALE” (QSN) ...
IL QSN e’ articolato in ASSI PRIORITARI e attuato      tramite i programmi operativi: P.O.N.        (Programma Operativo N...
I Programmi Operativi (P.O.) sono documenti     approvati dalla Commissione Europea        ai fini dell’attuazione del Q. ...
Le informazioni fornite nei P. O.vengono esplicitate in maniera più dettagliata nei COMPLEMENTI DI   PROGRAMMAZIONE (C.D.P...
I SETTORI DI APPLICAZIONE DEI P.O.N.:•Ricerca Scientifica, Sviluppo Tecnologico, Alta Formazione;                      •Sc...
I P.O.I. si basano, invece,sull’elaborazione di una strategia       Comune a più Regioni utilizzando lo stesso attrattore,...
I P.O.R. si dividono in 6 capitoli :    1.Analisi della situazione di partenza;           2.Strategia di sviluppo;        ...
Il P.S.M. (Programma di Sviluppo   per il Mezzogiorno) dà luogo al DOCUMENTO STRATEGICO PER IL            MEZZOGIORNO.Le R...
I TRE OBIETTIVI PRIORITARI DELL’UE:                    1)Obiettivo convergenza:              riguarda le regioni meno svil...
Gli strumenti finanziari per realizzare i 3                         obiettivi sono:                     il Fondo di Coesio...
Grazie ai Programmi Operativi e  all’utilizzo di questi fondi le PubblicheAmministrazioni hanno potuto attuare la cosiddet...
SITI UTILI PER I BANDI     www.europa.eu    www.ec.europa.euwww.fondistrutturali.formez.it  www.gazzettaufficiale.itwww.pu...
Ogni tre anni, inoltre, la Commissione Europea pubblica   una relazione sulla coesione economica, sociale e    territorial...
I PRINCIPALI TEMI trattati sono:        •lanalisi delle disparità regionali;• il contributo dellUE e delle amministrazioni...
PRINCIPALI CONCLUSIONIDELLA QUINTA RELAZIONE SULLA           COESIONE      (10 novembre 2010)
Le disparità tra le regioni dell’UE     si stanno riducendo, soprattutto         in termini di PIL pro-capiteLo sviluppo d...
Nelle regioni meno sviluppate dell’UE c’è stretta  collaborazione tra il senso di benessere e la        soddisfazione per ...
Per quanto riguarda la SOSTENIBILITÀ AMBIENTALEa fronte di paesi che subiranno maggiori conseguenzedai cambiamenti climati...
Occorre coordinare meglio   sia la politica di sviluppo regionaleche le altre politiche europee e nazionali.
Verso EUROPA 2020:• le regioni e la politica di sviluppo regionale possono     dare un contributo significativo alla coesi...
GRAZIE                                   PER                             L’ATTENZIONE!!!Dr.ssa Antonia Petrozzino,Project ...
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Antonia Petrozzino - Seminari Europalab, Politiche di coesione

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  1. 1. OSSERVATORIO EUROPALAB
  2. 2. VERSO EUROPA 2020Seminari sui nuovi scenari della Programmazione Comunitaria
  3. 3. La Commissione Europea: Ruoli, Funzioni, Opportunità
  4. 4. Parlamento Europeo ConsiglioCommissione dell’Unione Europea Europea
  5. 5. Il Parlamento europeo è eletto direttamente dai cittadini e pertanto li rappresenta.Il Consiglio dell’Unione europea rappresenta i singoli Stati membri. La Commissione europea ha il compito didifendere gli interessi generali dell’Unione Europea.
  6. 6. Il compito della Commissione Europea è proporre nuove leggi al Parlamento e al Consiglio, che le adottano, e garantire, poi, l’applicazione e il rispetto di tali leggi.Dalla Commissione Europea dipendono i BANDI “A GESTIONE DIRETTA”, noti anche come “INVITI A PRESENTAREPROPOSTE” o “CALL FOR PROPOSALS”.
  7. 7. La Commissione Europea è suddivisa inDirezioni Generali (DG): esse promuovono le sovvenzioni comunitarie a gestione diretta nei propri ambiti ambiti politici specifici (Agricoltura, Mercato interno,Istruzione e Formazione, Politica regionale, Salute pubblica, Bilancio ecc…).
  8. 8. Le DG erogano le sovvenzioniin base a programmi, a loro volta suddivisi in sottoprogrammi. Gli inviti a presentare proposte – CALL FORPROPOSAL – sono il mezzo attraverso il quale le DG rendono note tali sovvenzioni:essi vengono pubblicati periodicamente sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea e sul portale internet della Commissione europea.
  9. 9. L’UE attraverso le politiche interne mira a rafforzare la propria competitività e realizzare il mercato unico comunitario: a questa esigenzarispondono i programmi comunitari a gestione diretta.Essi rappresentano il principale strumento attraverso il quale vengono erogate le sovvenzioni direttamente gestite dall’Unione europea (GRANTS). Uno dei requisiti essenziali per la partecipazione ai programmi comunitari è la dimensione transnazionale: è essenziale cioè che nei progetti siano coinvolti almeno due organismi di due Stati membri diversi.
  10. 10. L’Europa pensa anche ai giovani con programmi che favoriscono la loromobilità, nell’ambito del Lifelong Learning Programme (LLP). Questi programmi sono ERASMUS, LEONARDO DA VINCI e GRUNDTVIG. Nel 2010 è stato varato ERASMUS FOR ALL nellambito di YOUTH ON THE MOVE.
  11. 11. Invece attraverso le azioni strutturali l’Unione Europea cerca di ridurre il divario economico e strutturale tra le regioni europee e promuovere la cosiddetta Coesione sociale ed economica della stessa. Esse vengono perseguite attraverso i FONDI STRUTTURALI: strumenti finanziari attraverso i quali l’Unione Europea persegue la coesione e lo sviluppo economico e sociale in tutte le regioni degli Stati membri, in modo da ridurre il divario tra gli Stati (e prima ancora tra le regioni degli Stati) in ritardo di sviluppo e quelli più avanzati. . Essi non sono erogati direttamente dalla Commissione Europea, ma dalle autorità nazionali e regionali degli Stati.
  12. 12. Ogni Stato membro declina gli orientamenti comunitari in un “QUADRO STRATEGICO NAZIONALE” (QSN) sulla base del quale saranno predisposti i Programmi Operativi. Il “QUADRO STRATEGICO NAZIONALE” viene elaboratoin base agli ORIENTAMENTI STRATEGICI COMUNITARI (OSC) ed è preceduto dal DOCUMENTO UNICO DI PROGRAMMAZIONE (DOCUP) e dal QUADRO COMUNITARIO DI SOSTEGNO (QCS): esso è approvato dalla Commissione Europea , di intesa con lo stato membro interessato, sulla base della valutazione del piano presentato dallo stesso Stato.
  13. 13. IL QSN e’ articolato in ASSI PRIORITARI e attuato tramite i programmi operativi: P.O.N. (Programma Operativo Nazionale), P.O.I. (Programma Operativo Interregionale),P.O.R. (Programma Operativo Regionale) e infine il P.S.M. (Programma di Sviluppo per il Mezzogiorno).
  14. 14. I Programmi Operativi (P.O.) sono documenti approvati dalla Commissione Europea ai fini dell’attuazione del Q. C. S. In essi troviamo la descrizione della strategia perseguita e le priorità tematiche, la descrizione sintetica delle misure e degli assi prioritari e un piano finanziario.I P.O. sono cofinanziati dai fondi strutturali e daifondi pubblici nazionali e regionali, ed anche da fondi privati.
  15. 15. Le informazioni fornite nei P. O.vengono esplicitate in maniera più dettagliata nei COMPLEMENTI DI PROGRAMMAZIONE (C.D.P.). Il C.D. P. è,infatti, definito come il documento di attuazione della strategia e degli assi prioritari delprogramma operativo contenente iparticolari delle misure da adottare.
  16. 16. I SETTORI DI APPLICAZIONE DEI P.O.N.:•Ricerca Scientifica, Sviluppo Tecnologico, Alta Formazione; •Scuola e Sviluppo; •Sicurezza per lo Sviluppo del Mezzogiorno; •Sviluppo Imprenditoriale Locale; •Trasporti ; •Pesca; •Assistenza Tecnica e Azioni di Sistema;• Governance e Assistenza Tecnica per la programmazione; Le autorità di gestione dei P.O.N. sono i Ministeri di riferimento.
  17. 17. I P.O.I. si basano, invece,sull’elaborazione di una strategia Comune a più Regioni utilizzando lo stesso attrattore, che può essere di tipoambientale, naturale, culturale, energetico e turistico.
  18. 18. I P.O.R. si dividono in 6 capitoli : 1.Analisi della situazione di partenza; 2.Strategia di sviluppo; 3.Assi prioritari di intervento; 4.Misure del programma; 5.Piano finanziario; 6.Disposizione di attuazione; 7.Assistenza tecnica.L’autorità di gestione di ciascun programma è l’Amministrazione Regionale competente.
  19. 19. Il P.S.M. (Programma di Sviluppo per il Mezzogiorno) dà luogo al DOCUMENTO STRATEGICO PER IL MEZZOGIORNO.Le Regioni Meridionali beneficiano infatti di maggiori fondi poiché devono raggiungere l’obiettivoconvergenza: da qui nasce il Fondo Aree Sottoutilizzate (FAS).
  20. 20. I TRE OBIETTIVI PRIORITARI DELL’UE: 1)Obiettivo convergenza: riguarda le regioni meno sviluppated’Europa. Il loro sviluppo costituisce la priorità della politica di coesione comunitaria; 2) Obiettivo competitività regionale e occupazione: mira a supportare le regioni più sviluppate dell’Unione europea; 3) Obiettivo cooperazione territoriale europea: mira a favorire un’equilibrata integrazione del territorio dell’Unione, sostenendo la cooperazione su questioni di importanza comunitaria a livello transfrontaliero, transnazionale e interregionale.
  21. 21. Gli strumenti finanziari per realizzare i 3 obiettivi sono: il Fondo di Coesione, il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) ed il Fondo Sociale Europeo (FSE). Inoltre esiste ancheil Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale (FEASR) nonché il Fondo Europeo per la Pesca (FEP).
  22. 22. Grazie ai Programmi Operativi e all’utilizzo di questi fondi le PubblicheAmministrazioni hanno potuto attuare la cosiddetta Programmazione Negoziata, dando luogo ai Patti territoriali (PT) e ai Progetti Integrati Territoriali (PIT).
  23. 23. SITI UTILI PER I BANDI www.europa.eu www.ec.europa.euwww.fondistrutturali.formez.it www.gazzettaufficiale.itwww.pubblications.europa.eu www.gazzettaeuropea.comwww.pariopportunità.gov.it www.gioventu.gov.itwww.sviluppoeconomico.gov.it www.anci.it www.sicurezzasud.it www.regione.campania.it
  24. 24. Ogni tre anni, inoltre, la Commissione Europea pubblica una relazione sulla coesione economica, sociale e territoriale, che illustra i progressi compiuti e icontributi dati dallUE e dalle amministrazioni nazionali e regionali. Il 10 Novembre 2010 è stata pubblicata"INVESTING IN EUROPES FUTURE", la quinta relazione sulla coesione economica, sociale e territoriale.
  25. 25. I PRINCIPALI TEMI trattati sono: •lanalisi delle disparità regionali;• il contributo dellUE e delle amministrazioni nazionali e regionali alla coesione; • limpatto della politica di coesione; • la politica di coesione dopo il 2013.
  26. 26. PRINCIPALI CONCLUSIONIDELLA QUINTA RELAZIONE SULLA COESIONE (10 novembre 2010)
  27. 27. Le disparità tra le regioni dell’UE si stanno riducendo, soprattutto in termini di PIL pro-capiteLo sviluppo delle regioni più competitive è legato ai seguenti motivi: • Maggior innovazione; • Offerta formativa migliore; • Tassi di occupazione elevati ; • Infrastrutture migliori.
  28. 28. Nelle regioni meno sviluppate dell’UE c’è stretta collaborazione tra il senso di benessere e la soddisfazione per la propria vita. Ciò non è vero per le regioni più avanzate.
  29. 29. Per quanto riguarda la SOSTENIBILITÀ AMBIENTALEa fronte di paesi che subiranno maggiori conseguenzedai cambiamenti climatici, ce ne sono altri che hanno un gran potenziale di produzione di energia rinnovabile. Inoltre, mentre nel centro di molte città è la qualitàdell’aria che lascia a desiderare, nei Paesi dell’Europa orientale la capacità di trattamento delle acque reflue è insufficiente.
  30. 30. Occorre coordinare meglio sia la politica di sviluppo regionaleche le altre politiche europee e nazionali.
  31. 31. Verso EUROPA 2020:• le regioni e la politica di sviluppo regionale possono dare un contributo significativo alla coesione;• occorre trovare un giusto equilibrio tra i diversi tipi di investimenti; • si deve tener conto della notevole diversità delle regioni europee (in termini di caratteristiche, opportunità e bisogni); • occorre riconoscere un ruolo importante a regioni, città e amministrazioni locali.
  32. 32. GRAZIE PER L’ATTENZIONE!!!Dr.ssa Antonia Petrozzino,Project Manager

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