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Itinerario storico ambientale (parte II)
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Itinerario storico ambientale (parte II)

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Presentazione del progetto didattico "Archivio-Territorio" Scuola Secondaria di I grado Carlo Dossi di Leno, a.s. 2011-2012. Insegnante Daniela Bigi

Presentazione del progetto didattico "Archivio-Territorio" Scuola Secondaria di I grado Carlo Dossi di Leno, a.s. 2011-2012. Insegnante Daniela Bigi


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  • 1. Itinerario storico ambientaleScuola –Loc. Viganovo – Cascina Costa -Loc.ScanaloccoCascina Albarotto – Leno – Scuolaparte IIDelle classi 2°B e 3°BARCHIVIO STORICO DEL COMUNE DI LENOSCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO “CARLO DOSSI” - LENO
  • 2. Assaporando la natura e chiacchierando amabilmente tradi noi, non ci siamo accorti che la Cascina Atalìa è ormaivicina. Si vede già il secondo ponte sulla Santa Giovanna.
  • 3. Proseguendo verso est sulla strada del Viganovo, eccoil secondo ponte sulla Santa Giovanna riconoscibileper la sua particolarità e bellezza,presso la Cascina Atalìa.
  • 4. Alla confluenza di un canale laterale con la Santa Giovanna, nel 1994 èstata collocata un’immaginedella Madonna di Medjugorie con il bambino.E’ stata costruita da alcuni volontari della Caritas di Ghedi, che hannoportato aiuti alle popolazioni della Jugoslavia, provate dalla guerra.I sassi del basamento provengono dal monte delle apparizioni
  • 5. Il ponte , la Santella e la Cascina Astalìa sullo sfondo.
  • 6. Un filare di gelsi! Ecco un campo moronatoLa diffusione del gelso nel nostro territorio iniziò intorno al 1574. In passato eracomunissimo in tutta la pianura e i suoi filari potati a capitozza davano un’ improntacaratteristica al paesaggio. Oggi i pochi filari rimasti ricordano i tempi ormai passatidell’allevamento del baco da seta
  • 7. GELSO BIANCOFamiglia moraceaeMorus alba l.Nomi locali: mùr
  • 8. .Le “more” del Gelso bianco, pur essendo dolciastre,sono meno buone di quelle del gelso nero,
  • 9. GELSO NEROHa foglie più piccole e più dure di quelle del gelso bianco. I suoi fruttisono neri e lucidi, diventano piacevolmente dolci quando sono maturi.È un buon combustibile.
  • 10. La Seriolazza supera la Santa Giovanna presso laCascina Costa
  • 11. È notevole come l’uomo ha permesso , con una bellissimastruttura in pietra, alle acque della Seriolazza, di oltrepassare laSanta Giovanna, per incanalarsi verso le chiaviche di partizione emuovere le ruote della macina da grano e dell’olio da semi dilino. Questi macchinari sono ormai scomparsi, purtroppo.
  • 12. Nella mappa del catasto austriaco si vede benel’intreccio delle canalizzazioni.
  • 13. A circa tre chilometri dal paese raggiungiamo la CascinaCosta, dopo poco vi è il confine con il comune di Ghedi.
  • 14. Per parecchi secoli qui vi è stato un mulino con una ruotae un torchio azionati dalla caduta d’acqua del canale.
  • 15. Come si può leggere nel Sommarione al n°3179 il Mulino con una ruota e torchio era diproprietà del Comune di Leno. Notizie del mulino si hanno già nel 1573. Il bosco intorno almulino era di proprietà della Badia.Nel 1811 con atto notarile il comune ha venduto il mulino a privati.Il mulino fu demolito nel 1935 per inutilizzo degli impianti
  • 16. Sistema di chiusepressola Cascina Costa
  • 17. La Cascina Costa nella mappa del Catasto Austriaco
  • 18. In questo punto si può toccare l’acqua e guadare il canale; sullasinistra si forma una piccola spiaggia. Noi ragazzi adoriamo venirea rinfrescarci nelle calde giornate estive.Da qui si può passare anche a cavallo.
  • 19. Dove la strada forma un angolo retto e prosegue per Ghedi… ecco l’acqua che compare dal nulla
  • 20. Il Capo fonte
  • 21. Acqua nascerà,Acqua crescerà …… Acqua laverà e disseterà… Acqua cheta rompi i ponti..
  • 22. …Laudato si’, mi’ Signore ,per sor’aqua,La quale è multo utile et humile et pretiosa et casta…
  • 23. Le risorgive spesso si sporcano e si interrano
  • 24. PIOPPO DEL CANADÀFamiglia SalicaceaePopulus x canadensis L.Nomi locali: Canadà, Canadèss, CanadèsaIl pioppo ibrido o euroamericano è un albero alto 20-28m con tronco diritto , regolare, slanciato e grossi ramigeneralmente aperti che formano una chioma diaspetto variabile.Il sistema radicale abbastanza profondo ma pocosviluppato è poco adatto a sostenere esemplari digrandi dimensioni che spesso vengono abbattutidurante i temporali con vento intenso, specie sepiantati lungo i fossi.
  • 25. Pioppo canadeseLe foglie del pioppocanadese hanno laminalargamente triangolare,sono lunghe e larghecirca 10 cm hanno unabreve punta all’apice esono finemente dentateQuesto albero è un ibrido tra il pioppo nero ed un pioppo americano Populusdeltòides Marshall.Diffuso in tutta la pianura padana sia a gruppi, sia isolato sia in coltureCuriosità: Il suo legno tenero, leggero con bassa resistenza agli urti, di facilelavorabilità ma di scarsa durata, si usa in falegnameria per compensati, pasta di legno,per ricavarne cellulosa, imballaggi casseforme per cemento armato, zoccoli,fiammiferi (perché brucia lentamente)
  • 26. I GatticiE vi rivedo, o gattici dargento,brulli in questa giornata sementina:e pigra ancor la nebbia mattutina :sfuma dorata intorno ogni sarmento.(…)Giovanni Pascoli da Myricae
  • 27. Il nostro percorso continua lungola via, un tempo detta“Scanalocco”
  • 28. La strada continua costeggiando campi e canali. Aziende agricole siaffacciano sulla strada si possono così ammirare mucche e vitellini.Chi si lamenterà per l’odore non sempre gradevole si ricordi chel’odore di smog che si accumula presso gli incroci trafficati dellenostre città è decisamente più fastidioso e pericoloso per la salute.
  • 29. Nei Catasti dell’ottocento lungo il nostro percorso vi è solo la CascinaAlbarottoMappaaustriaca
  • 30. A circa un chilometro dal paese incontriamo un viale dipioppi cipressini che ci conduce alla cascina Albarotto.Il nome Albara in bresciano è usato per indicare il pioppo.Nella mappa catastale napoleonica e nel relativoSommarione la troviamo censita al n° 3202
  • 31. SommarioneMappa catastale napoleonica
  • 32. Cascina Albarotto nella mappa catastale delperiodo della dominazione austriaca
  • 33. Cascina Albarotto
  • 34. Questa parte di percorso è poco ombreggiato.Le rive dei fossi devono essere tenute pulite da erbe, la presenza dialberi, come dicono gli agricoltori rende difficile il lavoro.Questi campi nei primi anni del 1800, come rilevato nelSommarione, erano coltivati, irrigati e contornati di gelsi.
  • 35. Nuove “coltivazioni”sono apparse negli ultimi anni.Al posto di cereali adesso vi sono pannelli fotovoltaici
  • 36. La presenza di aziende agricole che allevano animali sidenota anche dai molti campi coltivati ad erba.
  • 37. Dopo aver percorso Via Albarotto si procede in Via Desiderio, ci si immette in ViaMarconi e si raggiunge la rotonda che ci porta in Via F.lli De Giuli .La nostra scuola ci aspetta.
  • 38. Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra matre terra,La quale ne sustenta et governa,Et produce diversi fructi con coloriti flori et herba