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Itinerario storico ambientale (parte I, continua...)

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Presentazione del progetto didattico "Archivio-Territorio", Scuola secondaria di I° grado Carlo Dossi di Leno, a.s. 2011-2012. Insegnante Daniela Bigi

Presentazione del progetto didattico "Archivio-Territorio", Scuola secondaria di I° grado Carlo Dossi di Leno, a.s. 2011-2012. Insegnante Daniela Bigi

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  • 1. Itinerario storico ambientaleScuola –Loc. Viganovo – Cascina Costa -Loc.ScanaloccoCascina Albarotto – Leno – Scuolaparte IDelle classi 2°B e 3°BARCHIVIO STORICO DEL COMUNE DI LENOSCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO “CARLO DOSSI” - LENO
  • 2. Il nostro percorso oggi visto da satellite
  • 3. Il nostro percorso studiato sulla carta topografica
  • 4. Il nostro percorso com’era al tempo della dominazione napoleonicaIl ponte sulla Santa Giovanna, all’altezza della cava di ghiaia esabbia, in questa mappa non esiste.
  • 5. La prima parte del percorsosegue la strada consortile Viganovo-Costa e proseguedalla chiesetta della Madonna di Caravaggio verso est.
  • 6. Leggiamo che “Viganovus contrata” compare in documenti del duecento.Significa terra senza abitazioni, disseminata di prativi e densamente messa acoltura, posta ben oltre le mura del “castrum”.Sia nel Catasto Napoleonico, sia nel Catasto Austriaco questa zona ha pocheabitazioni e moltissimi sono i campi coltivati.
  • 7. Imboccando la strada per Ghedi: Via Tito Speri, si incontra una deviazione segnalata comeStrada Costa percorso naturalistico.Lungo i bordi della strada è possibile scorgere alcune specie di erbe sopravvissute aidiserbanti e alla cementificazione come il luppolo , la borsa del pastore. Contornano lastrada sambuchi, pioppi, olmi, aceri, acacie.
  • 8. Sambuchi e Pioppi
  • 9. •NOMI LOCALI: Rubì, SpìLa Robinia
  • 10. Alla nostra destra incontriamo il Mulino novo. Rimaniamoincantati ad osservare il sistema della caduta delle acque cheazionavano la ruota.
  • 11. AcquapassatanonmacinapiùTirarel’acqua alpropriomulino
  • 12. Nel Catasto Napoleonico troviamo sia il Mulino novo con due ruote n° 2666 e n°2667, sia la Cascina Formola al n°2673 Casa e corte da Massaro
  • 13. Mappa napoleonica
  • 14. Il Mulino nuovo
  • 15. In questi corsi d’acqua vivono specie interessanti come ipotamogeti…
  • 16. LA BORSA DEL PASTORENOMI LOCALI: Èrba borsèta ,cϋrisì
  • 17. LUPPOLO COMUNEOSSERVAZIONI:Il Luppolo era impiegato in medicinaquale stomachico, diuretico esedativo. Il suo utilizzo principale ènella fabbricazione della birra, dovesi usano le infiorescenze femminiliper dare il gusto amarognolo erenderla meglio conservabile. Igiovani germogli maschili simangiano in primavera lessati, fritti,in frittate, risotti, minestre, con leuova al burro come gli asparagi.
  • 18. Il cavedano è un ciprinide diffuso praticamente su tutto ilterritorio nazionale, che colonizza sia i torrenti che i grandilaghi, che riesce a sopportare buone dosi di inquinamento,che mangia di tutto e … che fa impazzire i pescatori.Ebbene si, è proverbiale la sua astuzia e diffidenza.Nella nostra classe ci sono degli abili pescatori ormai espertinella pesca al cavedano!Il Cavedano
  • 19. In prossimità della cascina Formola troviamo cespugli di sambuco e pioppi.Sambuchi e pioppi anche nella località Oasi, dopo una zona con pochi alberi,superato il ponte sulla Santa Giovanna vi è una fitta vegetazione formata da platani,robinie, sambuchi, salici, pioppi, olmi, con sottobosco di rovi, fino alla cascina CostaL’area è molto ricca di flora e fauna.Dove il vaso Santa Giovanna passa sotto i ponti che congiungono la strada consortilealle cascine laterali, si possono scorgere diverse specie di pesci; appartenenti allafamiglia dei Ciprinidi :l’alborella, il vairone (dial. Vairù), il cavedano(dial.Caasì) e la scardola.
  • 20. L’origine del nome formola deriva dal termine “forma” che significavascavo di un fosso per irrigare un campoUna piccola forma era chiamata “formola”. Da qui il nome dellalocalità.La cascina è presente sia nel catasto napoleonico sia in quello austriacoCascina Formola
  • 21. La cascina Formola nella mappadel Catasto Austriaco
  • 22. Il Mulino Nuovo e La Cascina Formola nella mappadel Catasto Regno d’Italia
  • 23. Nella nostra pianura,è possibilevedere delle risorgive, sianaturali,sia incanalate.Molte, purtroppo sonoprogressivamentescomparse perprosciugamento o abbandono.Pressola Cascina Formola,si notaun canale d’acquache pare arrivare dal nulla.L’inizio c’è,ma non si vede.E’ un capofonte
  • 24. SANGUINELLONOMI LOCALI: Sanguanì SanguanìneCuriosità.E’ un arbusto da siepe. I rami lunghi e diritti erano usati per costruire ceste.I rami giovani, riuniti insieme, erano utilizzati per fare scope da cortile. Intrecciatitra di loro erano usati per realizzare gabbie e canestri
  • 25. TARAXACUM OFFICINALENOMI: Tarassaco, soffione,dente di leone, brüsa öcc.Le rosette basali si consumano crude o cotte in insalata, per il sapore gradevole eleggermente amaro, ha proprietà diuretiche e stimolanti.
  • 26. EQUISETO MASSIMO, CODA DI CAVALLO•NOMI LOCALI: Cùe de caàl, Erba piltrìnaOSSERVAZIONE: I fusti e rami degli Equiseti sono ricchi di silice, che li renderuvidi al tatto; per questo venivano utilizzati per levigare legni duri e pregiati oper lucidare argento ed altri metalli.
  • 27. Campo coltivato contornato di alberi
  • 28. Campo coltivato a mais
  • 29. Campo coltivato a grano
  • 30. Al bivio con la strada della Costa, incontriamo unachiesetta dedicata alla Madonna di Caravaggio
  • 31. Come descritto nel catasto napoleonico ancoraoggi molti sono i campi coltivati a prato.
  • 32. Nel Catasto Napoleonico e relativo Sommarione leggiamo che neiprimi anni del 1800 le porzioni di terreno intorno alla SantaGiovanna erano caratterizzati da erbe, muschi, eboschetti di ontani e salici
  • 33. Zerbo boscato dolce: terreno che presenta poche erbe cattive, con ontani, salici e simili
  • 34. Dove la Santa Giovanna si avvicina alla strada comunale,troviamo ancora un piccolo bosco di salici, ontani, olmi.
  • 35. (…)E amo tutto: i vetrici ed i salci,che ripulisco ogni anno dogni vettaper farne i torchi da legare i tralci;Da i Primi Poemetti Giovanni Pascoli “l’oliveta e l’orto”Curiosità:Il colle del Viminale a Romaprende il nome da un anticobosco salici da vimine.SALICE BIANCO•NOMI LOCALI: Sàless, Sàles de pèrteghe.
  • 36. Le foglie del salice bianco sono sono lanceolate
  • 37. Curiosità: era tradizioneappendere nelle stanzedelle cascine, nelle stalle,nei pollai, giovani ramettidi ontano appiccicaticci confoglie spruzzate con lattePer attirare mosche,zanzare, e tafani.Ontano neroNOMI LOCALI: Onéss, onìss
  • 38. Ontano neroLe Foglie hanno lacaratteristica dicadere in autunnosenza quasi cambiarecolore.
  • 39. OLMO CAMPESTRENOMI LOCALI Ülem, Ulmizì,OrmadèlIn passato veniva coltivatocome sostegno delle viti. Lacorteccia e i giovani rami,molto elastici e tenaci, siusavano come legacci per gliinnesti e per fabbricarestuoie, sporte.
  • 40. Vorremmo avventurarci, ma i rovi ci dissuadono.
  • 41. ROVO COMUNENomi locali: Roédra, Roéda debósch, RoèdraÈ una specie abbondante in tutta la provincia nelle boscaglie degradate, negli incolti, lungoscarpate, siepi fossi, ed è comune nelle vegetazioni che ricoprono i ruderi.
  • 42. Sulla sinistra prima di raggiungere il ponte sulla SantaGiovanna troviamo la cava di ghiaia e sabbia
  • 43. La cava di sabbia e ghiaia vista dalla strada checosteggia la Santa Giovanna
  • 44. Il ponte sulla Santa Giovanna. La strada ora sitrova a destra del canaleNella mappa napoleonica questo ponte nonesisteva
  • 45. LEMNA MINOR è una pianta acquatica conosciuta anche con il nome di lenticchiad’acqua, oppure tra i contadini della pianura padana, con il nome di "ranina".
  • 46. Lenticchie d’acqua ed altre piante acquatiche presentinel canale Santa Giovanna
  • 47. Dal vaso Santa Giovanna si intravede uno deilaghetti formati dalla cava.
  • 48. E’ bello passeggiare lungo questa strada: canali ai lati, fra i dueponti sulla Santa Giovanna, sotto due filari di alberi di variespecie. Noi ragazzi spesso passiamo di qui in bicicletta perraggiungere la Cascina Costa: andiamo a pescare o a prendere ilsole.
  • 49. Campi coltivati ad erba contornati di alberi