Sistema legislativo in materia di sicurezza dei lavoratori

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Sistema legislativo in materia di sicurezza dei lavoratori

  1. 1. NEI LUOGHI DI LAVOROLA SICUREZZA E LA SALUTEEVOLUZIONE NORMATIVA
  2. 2. INTRODUZIONELa tutela dell’integrità psicofisica dei lavoratoriè garantita in primo luogo dalla Costituzione(articoli 2, 32,35, e 41) che, come principioassoluto, non ammette sconti a fattoriquali l’ineluttabilità, la fatalità, la fattibilitàeconomica e produttiva, nella predisposizionedi condizioni ambientali sicure.2
  3. 3. Questo principio ha ispirato la legislazionenazionale in materia di igiene e sicurezzadel lavoro che come vedremo fin dagli anni 50,con importanti provvedimenti, ha messole basi per una rigorosa legislazione, tuttarivolta a garantire la sicurezza di impiantie macchinari, l’igiene ambientale e la tuteladella salute dei lavoratori nei luoghi di lavoro.3
  4. 4. La stessa attenzione alle condizioni generali di sicurezza edigiene sul lavoro è rappresentata dalla recente normativacomunitaria, che integrando precedenti predisposizioninazionali propone un’ottica di prevenzione innovativa, tesaa creare nell’azienda una nuova cultura della sicurezza edella tuttela della salute dei lavoratori4
  5. 5. E’ con questo obiettivo che in Italia sono staterecepite le direttive Europee le quali hannotrovato applicazione attraverso il D.Lgs.626/94 prima e con il D.Lgs. 81/08 dopo. Lanormativa attuale assegna un ruolo attivo ailavoratori e ne stabilisce il diritto alla costanteinformazione, formazione e consultazione inmateria di igiene e sicurezza sul lavoro.5
  6. 6. LE FONTI FONDAMENTALI1947 Costituzionedella repubblica italianaARTICOLO 41L’iniziativa economica privata è libera e non può svolgersi in contrasto con l’utilitàsociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.6
  7. 7. 1942 CODICE CIVILEARTICOLO 2050Chiunque cagiona danno ad altri nello svolgimento di una attivitàpericolosa, per sua natura o per natura dei mezzi adoperati è tenuto alrisarcimento, se non prova di aver adottato tutte le misure idonee edevitare il danno.ARTICOLO 2087L’imprenditore è tenuto ad adottare nell’esercizio dell’impresa lemisure che, secondo la particolarità del lavoro, l’esperienza e la tecnica,sono necessarie a tutelare l’integrità fisica e la personalità moraledeiprestatori di lavoro.7
  8. 8. 1942 CODICE PENALEARTICOLO 437Chiunque omette di collocareimpianti, apparecchi o segnalidestinati a prevenire disastrio infortuni sul lavoro, ovveroli rimuove o li danneggia, è punitocon la reclusione da 6 mesi a 5 anni.Se dal fatto deriva un disastroo un infortunio, la penaè della reclusione da 3 a 10 anni8
  9. 9. 1970LEgge 20 maggio1970 n°300statuto dei lavoratoriARTICOLO 9(Tutela della salute e dell’integrità fisica)I lavoratori, mediante loro rappresentanze,hanno diritto di controllare l’applicazione dellenorme per la prevenzione degli infortuni edelle malattie professionali e di promuovere laricerca, l’elaborazione e l’attuazione di tutte lemisure idonee a tutelare la loro salute e la lorointegrità fisica.9
  10. 10. DA OLTRE 100 ANNI LE NAZIONIA PIù ELEVATO SVILUPPO INDUSTRIALEHANNO LEGIFERATO IN MATERIADI REGOLAMENTAZIONE SULLA SICUREZZANEI LUOGHI DI LAVOROIN ITALIA LA PRODUZIONEDI LEGGI COMINCIA ALLA FINE DEL 180010
  11. 11. SINTESI DEL PERIODO LEGISLATIVOIN MATERIA DI SICUREZZAL. n° 30 (1898) Assicurazione obbligatoria sugli infortuniR.D. n° 230 (1899) Prevenzione infortuni delle industrieR.D. n° 231 (1899) Miniere e caveR.D. n° 233 (1899) Attività con rischi di esplosioneR.D. n° 205 (1900) Sicurezza nelle costruzioniR.D. n° 209 (1903) Sicurezza delle strade ferrate (ferrovie)R.D. n° 1303 (1911) Sicurezza per le tranvie extraurbane a trazione meccanicaR.D. n° 147 (1927) Impiego di gas tossici11
  12. 12. Nella metà degli anni ‘50,si concretizza e si definisceil concetto di RISCHIO SPECIFICOe l’obbligo di RENDEREEDOTTI I LAVORATORID.P.R. 27 APRILE 1955 N° 547NORME PER LA PREVENZIONEDEGLI INFORTUNI SUL LAVOROGazzetta Ufficiale 12 Luglio 1955 n°15812
  13. 13. D.P.R. 19 MARZO 1956 N°303NORME GENERALIPER L’IGIENE DEL LAVORO(Supplemento Ordinario alla Gazzetta Ufficiale)13
  14. 14. D.P.R. 31 MARZO 1956 N°164NORME PER LA PREVENZIONEDEGLI INFORTUNI SUL LAVORONELLE COSTRUZIONI(Supplemento Ordinarioalla Gazzetta Ufficiale31 marzo 1959 n°78)14
  15. 15. D.P.R. 20 MARZO 1956 N° 322NORME PER LAPREVENZIONEDEGLI INFORTUNIe l’igienedel lavoronell’industriadellacinematografiae della televisione15
  16. 16. D.m. 12 settembre 1958istituzionedel registrodegli infortuni16
  17. 17. D.P.R. 26 maggio 1959 N°689determinazione delle aziendee lavoratori soggette, ai finidella prevenzione incendi,al controllo del comandodel corpo dei vigili del fuoco17
  18. 18. legge 20 maggio 1970 N°300statuto dei lavoratori18
  19. 19. gli stati della uehanno l’obbligodi recepimentodelle direttivele direttivearrivanodalla ue19
  20. 20. decreto legislativo 15 agosto 1991 N° 277protezione dei lavoratori contro i rischi derivantida esposizione ad agenti chimici, fisici e biologici(Supplemento Ordinario alla Gazzetta Ufficiale 27 agosto 1991 n° 200AMIANTO PIOMBO RUMORELa particolarità di questo Decreto è quella di fare riferimento a normative dettatedall’Unione Europea. Esso infatti è il recepimento da parte dello Stato Italianodelle Direttive CEE n° 80/1107,83/605,83/477,86/188 e 88/642.In questo Decreto troviamo i primi concetti relativi alla valutazione del rischio suoiluoghi di lavoro, che come vedremo saranno ripresi e sviluppati dal recepimentodelle successive Direttive Europee20
  21. 21. decreto legislativo 19 settembre 1994 N° 626Attuazione delle direttive ceeriguardanti il miglioramentodella sicurezza e della salutedei lavoratori sui luoghidi lavoroIntegrato e modificato dal Decreto legislativo19 marzo 1996 n° 24221
  22. 22. D.Lgs. GOVERNO n°81 del 09/04/2009ATTUAZIONE DELL’ARTICOLO 1DELLA LEGGE 3 AGOSTO 2007N°123, IN MATERIA DI TUTELADELLA SALUTE E DELLA SICUREZZANEI LUOGHI DI LAVOROIl decreto 81/08 emanato il 30/04/2008 hasemplificato il sistema normativo relativoalla sicurezza sul lavoro raggruppando esuccesivamente abrogando le seguenti norme:• il decreto del Presidente della Repubblica 27aprile 1955, n.547• il decreto del Presidente della Repubblica 7gennaio 1956, n.164• il decreto del Presidente della Repubblica 19marzo 1956, n.303, fatta eccezzione per l’articolo 64• il decreto legislativo 15 agosto 1991, n.277• il decreto legislativo 19 settembre 1994, n.626• il decreto legislativo 14 agosto 1996, n.493• il decreto legislativo 14 agosto 1996, n.494• il decreto legislativo 19 agosto 2005, n.187;Il decreto, costituito da 306 articoli e 51 allegati,è pertanto il più importante punto di riferimentonormativo in materia e la sua emanazioneha consentito una notevole semplificazionecontribuendo ad eliminare situazioni di contrasto edi disallineamento.22
  23. 23. ORGANISMIDI VIGILANZADirezioneProviancialedel LavoroVV. del FuocoPolizia GiudiziariaA.S.L. S.Pre.S.A.L. INAIL23
  24. 24. SERVIZIO DI PREVENZIONEE SICUREZZA AMBIENTI DILAVORO DEL DIPARTIMENTODI PREVENZIONE DELL’ASLArt. 21 - Legge n° 833/1978... all’Unità Sanitaria Locale sono attribuiti i compitiattualmente svolti dall’Ispettorato del Lavoro inmateria di prevenzione, di igiene e di controllo sullostato di salute dei lavoratori. ...omissis...A tal scopo viene conferita la nomina di ufficiale dipolizia giudiziaria al personale dei servizi ispettividelle ASL.Art. 13 - Legge n° 81/08La vigilanza sull’applicazione della legislazione inmateria di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro èsvolta dall’Unità Sanitaria Locale (S.Pre.S.A.L.) e, perquanto di specifica competenza, dal Corpo nazionaledei VV. del Fuoco, nonchè, per il settore minerario,dal Ministero dell’Industria, del Commercio edell’Artigiano, e per le industrie estrattive di secondacategoria e le acque minerali e terminali dalle Regionie Provincie autonome di Trento e Bolzano24
  25. 25. FUNZIONI DELLAPOLIZIA GIUDIZIARIAArt. 55 del Codice di Procedura Penale1. La polizia giudiziaria deve, anche dipropria iniziativa, prendere notizia deireati, impedire che vengano portati aconseguenze ulteriori, ricercarne gli autori,compiere gli atti necessari per assicurarele fonti di prova e raccolgiere quant’altropossa servire per l’applicazione della leggepenale.2. Svolge ogni indagine e attività dispostao delegata dall’autorità giudiziaria.3. Le funzioni indicate nei commi 1 e 2svolti dagli ufficiali e dagli agenti di poliziagiudiziaria25
  26. 26. obblighi dellapolizia giudiziariaArt. 347del Codicedi Procedura Penale1. Acquisita la notiziadi reato, la poliziagiudiziaria, senza ritardo,riferisce al PubblicoMInistero per iscritto, glielementi essenziali delfatto e gli altri elementisino ad allora raccolti,indicando le fonti di provae le attività compiute,delle quali trasmette larelativa documentazione.2. Comunica, inoltre,quando è possibile, legeneralità, il domicilio equanto altro valga allaidentificazione dellapersona nei cui confrontivengono svolte leindagini, della personaoffesa e di coloro chesiano in grado di riferiresu circostanze rilevantiper la ricostruzione deifatti.2 bis. Qualora siano staticompiuti atti per i quali èprevista l’assistenza deldifensore della personanei cui confronti vengonosvolte le indagini, lacomunicazione dellanotizia di reato ètrasmessa al più tardientro quarantotto ore dalcompimento dell’atto,salve le disposizioni dilegge che prevedonotermini particolari.3. ...omissis.4. con la comunicazione,la polizia giudiziaria indicail giorno e l’ora in cui haacquisito la notizia.26
  27. 27. INFORTUNI E MALATTIEPROFESSIONALIA seguito d’infortunio sul lavoro o di presunta malattiaprofessionale, il Servizio S.Pre.S.A.L. svolge, per conto dell’Autoritàgiudiziaria, le indagini necessarie ad assicurare le fonti di prova.Le indagini si rivolgono a:• alla verifica dello stato dei luoghi e/o alla ricostruzione della vitalavorativa;• alla dinamica dei fatti• all’acquisizione dei fonti di prova e di informazioni utili allosvolgimento dell’indagine• al sequestro delle cose pertinenti al reato• alle violazioni connesse all’evento lesivo;• all’individuazione di eventuali soggetti responsabili;• a quant’altro possa essere utile ai fini dell’indagine27
  28. 28. Il D. lgs 758/94Modificazioni alla disciplinasanzionatoria in materia di lavoroIl decreto ha introdotto una nuova causa di estinzione dei reaticommessi in contravvenzione alle norme di igiene e sicurezza dellavoro. Anche se la contravvenzione a tali norme costituisce di fattoancora un reato, il procedimento penale viene temporaneamentesospeso in attesa della sua estinzione.L’estinzione dei reati non è automatica ma avviene a due condizioni:1. L’adempimento nei tempi e nei modi alle “prescrizioni”, impartire divolta in volta dall’organo di vigilanza, al fine di eliminare le violazioni.2. Il pagamento, in via amministrativa, di una somma pari al quartodell’ammenda massima prevista dalla legge per le stesse violazioni.28
  29. 29. accertamentodi reatoprescrizioninegativapositivacomunicazioneal magistratopagamentoablazioneestinzione del reato procedimento penalesospensionedel procedimentoprescrizionitermine diadempimento(fino a 180gg.)verifica adempimentoprocedura del D.lgs 758/9429

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