Lauree Abilitanti

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Lauree Abilitanti

  1. 1. [Cartella Stampa]LAUREE ABILITANTI: LA NOSTRA SFIDA PER IL FUTURO Per info e approfondimenti: Comitato Organizzatore Julian Colabello - Tel. 393.3861952 Carlo Mazzei - Tel. 320.9189862 Lorenza Falcone - Tel. 339.3799823 Davide Sardo – Tel. 329.0065233 Comunicazione - Media Relations: Stefano Bellu - Tel. 320.0130071 Sara De Marco - Tel. 328.2765560 sara.demarco@uniroma1.it
  2. 2. Dopo quasi due anni di battaglie le richieste di “Studenti Democratici” cominciano ad essereascoltate. La possibilità di svolgere il praticantato abilitativo già durante gli studi universitari è stataipotizzata dal Rettore Frati nelle sue recenti dichiarazioni. Compito di “Studenti Democratici” è farsi che quella che ieri era una nostra battaglia ed oggi è un’ipotesi, domani divenga realtà. Per questoabbiamo invitato il Magnifico Rettore Prof. Frati, il Preside di Giurisprudenza Prof. Caravale, ilSegretario Generale dell’ANF Avv. Perifano a discuterne con la nostra candidata al CNSU ElisaLjiljanic. La nostra è una richiesta di impegno concreto da parte delle istituzioni affinché il progettovenga attuato, rendendone pubbliche le caratteristiche e i tempi di attuazione.Ad ogni modo continueremo questa battaglia, ieri come oggi, nel CNSU come in tutti gli organi dirappresentanza studentesca, perché siamo convinti che una vera formazione pubblica e di qualitàdebba iniziare allinterno delle Università, auspicando un sistema che formi professionisti di livelloeuropeo.Prof. Luigi Frati - Magnifico Rettore dell’Università de “La Sapienza”Prof. Mario Caravale - Preside della Facoltà di Giurisprudenza de “La Sapienza”Avv. Ester Perifano - Segretario Generale ANF(Associazione Nazionale Forense)Elisa Ljiljanic – Candidata al CNSU
  3. 3. Via La Spezia, 79 00182 Roma Tel. 320.9189862 Comunicato stampaContatti: Julian Colabello RILASCIO IMMEDIATO DELTelefono: 393.3861952 COMUNICATOContatti: Carlo Mazzei 02 Maggio 2010Telefono: 320.9189862Contatti: Stefano BelluTelefono: 320.0130071Contatti: Sara De MarcoTelefono: 328.2765560 - 329.8007130sara.demarco@uniroma1.it LAUREE ABILITANTI: LA NOSTRA SFIDA PER IL FUTUROROMA, 02 MAGGIO 2010: “Dobbiamo immaginare un’Università piùvicina al mondo del lavoro”, dichiara Elisa Ljiljanic, candidata al CNSUnelle liste dell’UDU per gli Studenti Democratici. “Dopo quasi due anni dibattaglie le richieste degli Studenti Democratici cominciano ad essereascoltate. La possibilità di svolgere il praticantato già durante gli studiuniversitari è stata ipotizzata dal Rettore de “La Sapienza” Frati nelle suerecenti affermazioni. Compito di Studenti Democratici è far si che quella cheieri era una nostra battaglia ed oggi è un’ipotesi, domani divenga realtà. Perquesto – conclude la candidata - abbiamo invitato il Rettore, il Preside Prof.Caravale e il Segretario Generale dell’ANF Avv. Perifano a discuternepubblicamente con noi martedì 4 Maggio alle 10, presso la Facoltà diGiurisprudenza de “La Sapienza”.
  4. 4. Lauree Abilitanti: la nostra sfida per il futuroUna nuova generazione in Italia esiste. Sarà per questo che essa è da considerarsi demagogica e provocatoria.E’, nelle corde dell’analisi dei maggiorenti di questo paese, caratterizzata dall’incapacità di elaborareproposte e da una spiccata critica ad ogni proposta di riforma del sistema. Essa è inerme o nel migliore deicasi negativa. Saranno spunti, ma la discussione inerente alla Riforma Forense sembra suggerire molte delledeformazioni che oggi attraversano la nostra nazione e che impediscono un reale dialogo intergenerazionale.La critica sull’attuale progetto di riforma forense è ormai nota, a tal punto dall’aver influenzato anche ladiscussione parlamentare. Come sono note le reazioni dei fautori della riforma, governo in testa, che hannocandidamente ammesso che “non hanno nessuna intenzione di emendare il testo”.La critica alla riforma partì ormai più di un anno fa dalle università e dai tribunali, dagli studenti e praticanti,in modo addirittura trasversale in alcuni casi. Nessuno pretende che questo, come non accade, siariconosciuto e valorizzato. Sta alle nuove generazioni imporsi, e il percorso è lungo e difficoltoso, anche senon privo di successi.Quello su cui è utile ragionare è invece il livello di proposta. Quando, ormai più di un anno fa, vi fu il primoconfronto pubblico tra le istituzioni universitarie e dell’avvocatura e i giovani professionisti, studenti epraticanti, l’argomento su cui più difficilmente i fautori della riforma forense argomentarono furono i tempidi accesso alla professione. Già allora molti studenti e praticanti invitarono le Istituzioni a prendere in esamela possibilità di effettuare almeno un anno di pratica durante il percorso universitario, prevedendo un corso distudi professionalizzante, caratterizzato da uno studio maggiormente applicativo del diritto. Quella propostafu accolta e ulteriormente discussa ed elaborata dagli studenti e giovani Democratici, attraverso la rete e gliincontri, prendendo la forma di un disegno di legge.Cominciò quindi a divenire noto che una sperimentazione simile era già in atto nelle Facoltà di Economia inrelazione al percorso di abilitazione alla professione di Commercialista. Si è quindi cominciato a parlare di“Lauree Abilitanti”, ovvero lauree che consentono di svolgere una parte del tirocinio professionale giàdurante l’università. L’ultimo atto è stato quello del Rettore dell’Università de “La Sapienza”, Luigi Frati,poco tempo fa durante un Consiglio di Facoltà a Giurisprudenza, in cui ha annunciato che alla Sapienza ilprogetto delle Lauree Abilitanti era in cantiere anche per ciò che riguardava l’Avvocatura.Anche qui, l’iniziativa della “base” si è a suo modo diffusa verso i vertici, anche senza che questo fosseesplicito. Chi parla, dai politici agli esponenti delle istituzioni, di una mancanza di proposta dalle nuovegenerazioni, chi lamenta un mancato contatto con le realtà generazionali, dovrebbe forse chiedersi se si ponein ascolto di esse per depredarle o per valorizzarle. Alternativa forte, ma che sembra confermata dall’attualerealtà in cui praticanti e giovani professionisti sono sub-precari e parasubordinati, tenuti a rimborso spese evaghe promesse. Dalla prospettiva di giovane praticante, mi verrebbe da dire, “Loro vogliono che cichiudiamo? E noi apriamo!”. Apriamo nuovamente alla discussione, al confronto, elaboriamo la protesta,affermiamola come proposta. Da qui nasce l’incontro organizzato dagli studenti democratici per martedìprossimo, 4 Maggio, ore 10 alla Sapienza – aula Calasso, Giurisprudenza, sulle lauree abilitanti. Sono statiinvitati il Rettore de “La Sapienza” Luigi Frati, il Preside della facoltà Mario Caravale, il SegretarioGenerale dell’ANF, Ester Perifano e la studentessa candidata al CNSU per la lista “UDU” Elisa Lijlijanic.L’obbiettivo è quello di rendere pubblici da parte delle istituzioni universitarie, come ancora non è accaduto,i tempi di attuazione e le caratteristiche del progetto. Ciò al fine di confrontarli con le proposte dei giovanipraticanti e studenti. La volontà è quella di portare sul piano attuativo quella che non è una semplice ipotesima una reale possibilità e speranza di migliorare il sistema.Quella che poi dovrebbe essere una riforma. L’invito è esteso a tutti gli interessati.Julian Gareth Colabello – 02-05-2010 - Mondoprofessionisti
  5. 5. Gd, Raciti: "Bloccare ddl sulla riforma dellAvvocatura" 10/03/2010“La forzatura dell’Ordine degli Avvocati, che chiede la discussione della riforma per il 18 Marzo, èinaccettabile”, dichiara il Segretario Nazionale dei Giovani Democratici Fausto Raciti. “Mi appelloal Segretario Bersani, affinché il gruppo PD al Senato si impegni a bloccare un disegno di legge chevessa i giovani praticanti e professionisti, e che non si pone minimamente il problema di renderel’avvocatura italiana più concorrenziale e in linea con gli standard europei e globali”. “ Siamosempre stati convinti che una riforma non solo dell’Avvocatura ma di tutte le professioni sia utile enecessaria – spiega Raciti -, ma i nostri inviti al dialogo sono rimasti senza risposta. Di fatto il testodi legge che il Senato si appresta a discutere è identico a quello per cui scendemmo in piazza aNovembre.”. Raciti chiude ricordando e ammonendo “Il giorno della manifestazione ricevemmoattestati di solidarietà da parte di molti esponenti del PD. Ora è il momento di dimostrare con i fattila vicinanza alla nostra battaglia. Il PD voti in maniera contraria al disegno di legge e spingaaffinché si riapra il tavolo di discussione sulla riforma.”Gd, Raciti: “Aderiamo alla manifestazione di protesta del 28 Novembre contro la riformadell’accesso alla professione forense” 19/11/2009“Latteggiamento del Governo e di parte dellopposizione sulla Riforma dellAvvocatura èinaccettabile. Non si può spingere per la rapida approvazione di un testo che non è stato in alcunmodo né presentato né discusso con chi subirà le conseguenze più pesanti della Riforma, ovvero glistudenti universitari e i giovani praticanti ed avvocati. Come organizzazione giovanile ci sentiamoin dovere di reagire per tutelare i loro interessi, per questo aderiamo con convinzione allamanifestazione del 28 Novembre a Piazza Navona. Vogliamo dare un forte segnale sia al governoche al nostro Partito, le nuove generazioni non devono essere abbandonate.” Così Fausto Raciti,Segretario Nazionale dei GD che rilancia “ Saremo in tanti, da tutta Italia. Contestualmentepresenteremo un ddl di iniziativa popolare che raccolga le proposte che abbiamo elaborato in questimesi, dalla disciplina contrattuale del praticantato alla necessità di integrare la formazioneprofessionale con quella universitaria. La priorità è accorciare i tempi di accesso e garantire a tuttile pari opportunità, in linea con i modelli adottati in tutto il resto di Europa. Su questi punti –assicura - non resteremo in silenzio.”
  6. 6. La riforma per laccesso alla professione non piaceai giovani praticanti avvocatidi Massimiliano Nespola – Articolo 21.infoGli avvocati italiani sono quasi 160.000. Ventimila in più di quelli tedeschi, 25.000 più che inSpagna. L’unico dato particolarmente rilevante a livello comparativo è quello della Francia, dovesono intorno ai 30.000. In realtà analizzando la situazione europea è più anomalo il dato francese diquello italiano. Però questo non vuol dire che il problema non esista, sia per l’accesso che perl´esercizio della professione. Il fatto è che l’intero sistema è rimasto invariato, salvo piccoliaccorgimenti, dal 1933. Un sistema che negli ultimi decenni ha prodotto un overload di formazioneed accesso alla professione. Un difetto sistemico così marcato richiede di concepire ex novo sia lelogiche di accesso che di esercizio della professione. Ne abbiamo parlato con Julian Colabello,praticante avvocato, esponente dei Giovani democratici.Numero chiuso per l’accesso alla professione forense. Scuole private durante la pratica,obbligatorie e a pagamento. Nuove modalità per l’esame di Stato: lo si può sostenere almassimo 3 volte e fino a 50 anni, senza l’aiuto dei codici commentati. La riforma indiscussione cosa vuol cambiare?La riforma che si sta portando avanti – come ammesso sia da Guido Alpa che da Giuseppe Sileci,Presidente dell’Associazione Italiana Giovani Avvocati – si ferma solo al livello post laurea. Nonc’è invece nessun intervento rispetto alla formazione universitaria. Una serie di interessi fortiimpedisce di intervenire su questo aspetto. Una riforma vera avrebbe bisogno di un coraggio cheoggi non c’è, per cambiare veramente le cose. Per usare una metafora, la crisi dell’attualeavvocatura richiederebbe un intervento che tracci un nuovo corso del fiume. L’attuale riformainvece non fa che costruire una diga ancora più alta. Così facendo si danneggiano tanti ragazzimeritevoli in modo indiscriminato e su base economica e classista. Al di là dei test di ingresso, cheho sempre ritenuto uno strumento opinabile, come è possibile che non si tengano in nessun conto itempi di accesso alla professione? Tornando al dato comparativo, in Francia si diventa avvocati a 24anni, addirittura in Inghilterra a 23, mentre oggi in Italia si vuole proporre che dopo essersi laureatia 24, 25, o anche 26 anni, i ragazzi dovrebbero fare altri due anni di praticantato pagandosi le scuoleforensi e senza alcuna possibilità di percepire un reddito. È praticamente una falcidia che forseotterrà gli effetti sperati a breve termine ma che alla lunga produrrà un blocco della mobilità socialeall´interno della professione. Questo non potrà che abbassare il livello qualitativo dei giovaniavvocati.Possibile che nessuno abbia sollevato la questione nelle sedi istituzionali?Una delle poche norme che il Consiglio nazionale forense aveva proposto e che la CommissioneGiustizia del Senato ha bloccato è stata proprio quella sul compenso, previsto in via generica e dopoun anno, per i praticanti. Il senatore Casson aveva chiesto di mantenerla, ma alla fine l’opposizionesi è astenuta e il testo è passato in Commissione con i voti favorevoli della maggioranza. In questosenso la nostra battaglia ha anche lo scopo di chiedere a Partito democratico un’opposizione piùnetta.L’attuale proposta di riforma sembra voler cancellare anche le liberalizzazioni introdotte daBersani, reintroducendo ad esempio i minimi tariffari. Anche questo è un motivo della vostraprotesta?Le norme volute da Bersani hanno avuto il pregio di muovere una situazione incancrenita e sono
  7. 7. comunque state deviate, eseguite a metà. Ad ogni modo, l’abbattimento completo dei minimitariffari e l’inserimento senza limiti del patto di quota lite – quello tra la parte e l´avvocato sullapercentuale che verrà pagata al professionista in caso di successo della causa – è avvenuto in uncontesto, quello italiano, dove gli studi legali sono per la maggior parte piccoli o medi, a differenzache in America o in Inghilterra. Il problema che si è creato riguarda il rapporto tra avvocati e igrandi soggetti economici: banche e assicurazioni, per esempio. Un avvocato non ha un grandepotere contrattuale nei confronti dei grandi poteri economici, a meno che non abbia lui stessogrande potere. Eliminati completamente i minimi tariffari, le parcelle degli avvocati sono statedecurtate del 20% da parte di molte banche e assicurazioni. E nessun avvocato si è opposto, perchéavrebbe perso un grosso cliente. L’avvocatura, e a maggior ragione i giovani avvocati, hannodovuto quindi subire il peso contrattuale dei clienti più importanti. In questo senso la reintroduzionedei minimi tariffari potrebbe avere un senso. Ma…Dica……Ma molto meno senso avrebbero se il rapporto non riguardasse grandi imprese o enti pubblici masingoli imprenditori e consumatori. Qui il mercato dovrebbe essere aperto alla competizione econsentire lo sviluppo di una sana concorrenza anche al ribasso, visto che a parità di poterecontrattuale è più difficile che la situazione si sbilanci a favore di una piuttosto che di un’altra parte.Il problema dell’attuale riforma, a mio avviso, è che reintroduce i minimi tariffari tout court. Unanorma che simboleggia tutto il disperato slancio di una parte dell’avvocatura che vorrebbeconservare ed ampliare i propri privilegi corporativi.Perché lo definisce disperato?Perché molte parti di essa – mio modesto parere – saranno giudicate in contrasto con le normativeeuropee vigenti e ancor di più con quelle che entreranno a breve in vigore. Penso agli interventi cheriguarderanno in generale il mercato del lavoro.Allora non c’è pericolo.Vedi, il problema non è impedire la riforma. È farne una migliore.Una riforma migliore è possibile?Non solo, è necessaria. Ma per essere efficace e duratura deve essere coerente e fondata su principicondivisi. Riprendendo il discorso sui minimi tariffari, se riconosciamo da un lato che ilprofessionista nei confronti delle grandi imprese può essere considerato un soggetto in un certosenso debole, allora bisogna a maggior ragione riconoscere che i neolaureati non hanno nessun pesocontrattuale nei confronti degli studi dove svolgono la pratica. In ogni mercato sano ci voglionoregole che favoriscano i soggetti più deboli. Senza regole vince sempre il più forte.Voi proponete anche il contratto di praticantato.Esatto. Il praticantato ha caratteristiche eterogenee, è insieme un lavoro ed un periodo diformazione. Ciò non toglie che in entrambi i casi dovrebbe essere certificato da contratto. Sia peruna maggior serietà della pratica sia per fornire uno strumento che garantisca le tutele minime alpraticante, sia economiche, che previdenziali, che assicurative.Non si rischia che molti studi legali smettano di prendere praticanti?Sempre meglio di quello che accade oggi, dove gli studi licenziano le segretarie e le sostituisconocon i praticanti a costo zero. Ripeto, io non credo nel numero chiuso, ma qualsiasi lavoro serio èselettivo. Preferisco perciò pensare ad un sistema in cui vengo preso perché valgo che ad uno in cuivengo scelto perché posso essere sfruttato. Ad ogni modo, nella bozza di legge che vorremmolanciare come iniziativa popolare prevediamo che tutte le spese degli studi a favore dei praticantisiano fiscalmente detraibili nella loro complessità in quanto considerate contributi alla formazione.
  8. 8. In questo modo l’impatto non sarebbe così drammatico. E poi, parliamoci chiaro, se il problema èdare 700-800 euro ad un praticante, vuol dire che c’è una volontà di fondo che mira a spremere ilpiù possibile le nuove generazioni. Inoltre bisognerebbe dare la possibilità ai ragazzi di fare lapratica sia presso gli uffici giudiziari che presso la PA, oltre che presso gli studi legali. In questomodo si migliorerebbe sia la formazione che la tutela dei giovani praticanti. L’Ordine degliAvvocati di Roma ha mosso passi importanti in questo senso.Insomma, più tutele e tempi di accesso più brevi…Non solo, anche l’istituzione di borse di studio e finanziamenti per i più meritevoli. In questo ilruolo delle università dovrebbe essere centrale. Garantire continuità tra gli studi universitari e laformazione professionale è imprescindibile, sia per garantire i più deboli ma meritevoli che per farein modo che il percorso sia più celere e serio. Non si capisce perché non ci siano corsi universitariad indirizzo forense che consentano di svolgere una parte della pratica già durante l’università. Adeconomia si sta sperimentando con successo qualcosa del genere per i commercialisti, perché noncogliere l’occasione per allargare la sperimentazione?Crede che tutto ciò possa trovare spazio in parlamento come tra gli avvocati?Penso che il fronte a favore dell’attuale riforma sia molto meno compatto di quanto sembri. Moltiriconoscono le criticità dell’attuale disegno di legge. Noi ci siamo mossi per primi in una nuovadirezione, ora staremo a vedere cosa succederà.
  9. 9. In piazza contro la riforma dellAvvocaturadi Lorenzo De CiccoIn migliaia avevano aderito su internet, e ieri in piazza Farnese a Roma si sono riversati studenti ditutta Italia per aderire alla manifestazione nazionale contro la riforma dellAvvocatura indetta daiGiovani Democratici, Cgil e Ugai (Unione Giovani Avvocati Italiani). Alla manifestazione hannoaderito anche i Radicali Italiani, gli studenti Luca Coscioni, e decine di sigle di associazionistudentesche dei principali atenei del Paese (Roma, Napoli e Milano in testa).Gli studenti sono scesi in piazza contro il disegno di legge presentato dal senatore Mugnai (Pdl) peril riordino della professione di avvocato, che il ministro Alfano vorrebbe inserire nella riforma dellaGiustizia. Le novità principali della manovra sono l’introduzione, durante il periodo di pratica, discuole forensi obbligatorie e a pagamento, un test di preselezione al momento dell’iscrizioneall’albo dei praticanti, il reddito minimo per rimanere iscritti allalbo con la reintroduzione deiminimi tariffari, il rafforzamento del ruolo degli ordini nei procedimenti disciplinari e nellosvolgimento dellesame di abilitazione.Universitari, praticanti e giovani avvocati di Roma, Salerno, Torre Annunziata, Milano, Lecce,Urbino, hanno preso parte alla protesta nonostante il sindaco di Roma Alemanno avesse chiesto lospostamento della manifestazione (inizialmente convocata a Piazza Navona) a due giorni dal suosvolgimento, nonostante lautorizzazione della Questura.“Come organizzazione giovanile – spiega il segretario nazionale dei Giovani del Pd, Fausto Raciti -ci sentiamo in dovere di reagire. Vogliamo dare un forte segnale sia al governo che al nostro Partito:le nuove generazioni non devono essere abbandonate”. “Presenteremo un ddl di iniziativa popolareche raccolga le proposte che abbiamo elaborato in questi mesi: la priorità è accorciare i tempi diaccesso e garantire a tutti le pari opportunità, in linea con i modelli adottati in tutto il resto diEuropa. Su questi punti – assicura - non resteremo in silenzio.” Non solo “no” dunque dallamanifestazione, ma anche proposte concrete per migliorare laccesso alla professione: riduzione deitempi, formazione forense durante luniversità, disciplina contrattuale del praticantato, sostegnieconomici a studenti e tutele assicurative per i praticanti.“I praticanti hanno mostrato il loro libretto della pratica, un libretto verde in cartoncino,sventolandolo in aria come simbolo del loro stato di precarietà e malessere – racconta JulianColabello, praticante avvocato, uno dei promotori della protesta - Gli studenti invece hanno portatoil loro manuale di procedura civile, l’esame notoriamente più difficile del percorso universitario,che hanno tenuto sopra la testa come metafora del peso e dei sacrifici che gli studenti devonoaffrontare ogni giorno, già prima di intraprendere il duro percorso del praticantato”.Anche il centro-destra è spaccato: “Non ci vengano a dire che siamo i soliti comunisti – alzano lavoce alcuni ragazzi di Libertiamo, il movimento politico vicino al deputato del Pdl Benedetto DellaVedova, schieratosi contro il ddl Mugnai – Non è una riforma. È un attacco contro lo spirito delPopolo della Libertà. Siamo sicuri che convenga portare a casa una legge che piace allacorporazione forense, ma distrugge le premesse ideali e riformiste del berlusconismo classico,quello che ha allevato una generazione di autonomi e partite Iva?”Durante la manifestazione arriva anche la solidarietà del Partito Democratico: “Il disegno di legge –si legge nella nota di Stefano Fassina, segreteria Pd – rappresenta un evidente passo indietro rispettoalle norme introdotte nel 2006 dall’allora ministro Bersani. Se il testo diventerà legge, ne faranno le
  10. 10. spese i cittadini, le imprese ed i giovani avvocati. La contro-riforma peserà negativamentesullequità, sulla mobilità sociale, sulla distribuzione del reddito e sulla competitività dellItalia. IlPartito Democratico è per una riforma organica di tutti gli ordini professionali e di tutte leprofessioni secondo i principi guida contenuti nelle misure di liberalizzazione realizzate nel 2006dal Governo Prodi”.29 novembre 2009 – L’Unità
  11. 11. PROFESSIONISTI - ORDINI E PENSIONIRiforma degli avvocati , è polemicaNo di Confindustria: è contro il mercatoPossibile slittamento dell’esame al 2010ROMA - Parte al rallentatore la riforma dell’ordinamento forense il cui esame in aula alSenato potrebbe slittare al 2010 per lasciare spazio al disegno di legge sul processo breve. La legge,attesa da 236 mila avvocati, ridisegna la professione legale dalla A alla Z: confermati gli esami piùseveri per l’accesso, l’albo selettivo e la reintroduzione delle tariffe minime mentre cade, almenoper ora, la soglia minima di reddito per potersi iscrivere all’ordine.Il provvedimento è passato in commissione Giustizia con un voto bipartisan. L’Udc, tuttavia,ha scelto l’astensione perché, ha spiegato Gianpiero D’Alia, «la mancata calendarizzazione in aulaevidenzia l’esigenza della maggioranza di lasciare il campo libero all’approvazione, prima di Nata-le, del ddl Gasparri sul processo breve». Invece Giuseppe Valentino (Pdl), relatore dei dueprovvedimenti, minimizza. «Nell’affidare il mandato al relatore per l’aula c’è comunque l’impegnoad accelerare i tempi». E anche il presidente della commissione, Filippo Berselli (Pdl) rassicura gliavvocati pur non potendo offrire una data certa. Il testo di 65 articoli varato ieri ha incassato ilplauso del presidente del Consiglio nazionale forense, professor Guido Alpa, che ha parlato di «unariforma senza spirito corporativo».Alpa ha anche tentato di fugare le preoccupazioni della Confindustria che da tempo avevabocciato le norme sull’esclusività dell’attività legale: «Alcuni emendamenti approvati al Senatosono contrari ai principi del libero mercato perché queste norme potrebbero impedire alle asso-ciazioni d’imprese di assistere sul piano legale i propri associati ». Confindustria, quindi, è tornata achiedere una modifica in aula. Critiche, poi, arrivano dall’Associazione nazionale forense («La ri-forma nasce già vecchia»), dai giovani avvocati dell’Ugai («Approvata una controriforma contro icittadini») e dalla senatrice del Pd Silvia Della Monica («Riforma carente e corporativa»). Invece,per Maurizio De Tilla (Oua) «la commissione ha avuto coraggio »: ora «il prossimo passo è ilnumero programmato dalle Università alla professione».Dino Martirano19 novembre 2009 – Corriere della Sera
  12. 12. L’Antitrust: “Ordini professionali agisconocome caste”Architetti, avvocati, consulenti del lavoro, farmacisti, geologi, geometri, giornalisti, ingegneri,medici e odontoiatri, notai, periti industriali, psicologi, dottori commercialisti ed esperti contabili.Ordini professionali che, secondo l’Antitrust, agiscono come delle “caste”. Con privilegiingiustificati e un’elevata resistenza al cambiamento. L’organismo che vigila sulla concorrenza haterminato un’indagine in corso dal 2007 sugli ordini professionali. E per il garante il risultato èpreoccupante: “Dall’indagine conoscitiva su 13 ordini professionali, avviata a gennaio 2007 eemerge una scarsa propensione delle categorie, sia pur con positive eccezioni, ad accogliere neicodici deontologici quelle innovazioni necessarie per aumentare la spinta competitiva all’interno deisingoli comparti”. Anzi, ”la liberalizzazione della pattuizione del compenso del professionista, lapossibilità di fare pubblicità informativa e di costituire società multidisciplinari - si legge nelleconclusioni - non sono state colte come importanti opportunità di crescita ma come un ostacolo allosvolgimento della professione”. Gli ordini, secondo l’Antitrust, non possono più tardarenell’adeguarsi alle normative europee. Così il garante invita ad agire con gli strumenti legislativicontro l’immobilismo degli ordini. E propone alcune modifiche “necessarie”, come “prevederepercorsi più agevoli di accesso alle professioni” attraverso corsi universitari e “tirociniiproporzionati alle effettive esigenze di apprendimento”, non stage infiniti. Sarebbe poi giusto,secondo l’organismo, che la nozione di “decoro professionale” sia “elemento che incentivi laconcorrenza tra professionisti e rafforzi i doveri di correttezza professionale nei confronti dellaclientela e non per guidare i comportamenti economici dei professionisti”.Secondo l’associazione dei consumatori Aduc, le parole dell’Antitrust “rendono giustizia di unasituazione sotto gli occhi di tutti: i tentativi di riforma degli ordini sono inutili. Quand’anchequalcosa dovesse apparire, si tratterebbe comunque di fumo negli occhi. Solo la loro abolizionepotrebbe democratizzare offerte e domande”.Emanuele RossiSabato 21 Marzo 2009 – Panorama Canale Economia
  13. 13. Riforma forense: l’Ordine apreArticolo Apertura News di Attualità | 16 Marzo 2009 |Un primo passo verso l’ascolto è stato fatto. L’appello di un serio confronto tra studenti, praticanti,istituzioni accademiche e forensi – lanciato dagli Studenti Democratici della Facoltà diGiurisprudenza de la ”Sapienza”, la Rete Degli Studenti (RDS) di Roma3 e gli Studenti inMovimento di ”Tor Vergata – è stato accolto da Guido Alpa, presidente del Consiglio NazionaleForense (CNF), e tra i principali redattori della bozza della riforma ora trasfusa nel ddl Mugnai.Della riforma così se ne parla e se ne è parlato giovedì alla Facoltà di Giurisprudenza dellaSapienza durante un incontro organizzato per discutere i punti più caldi di un testo per l’accessoalla carriera forense, che secondo i baby avvocati bloccherebbe l’ingresso a molti praticanti. Undibattito che ha visto anche un cambiamento di rotta e di apertura da parte di Guido Alpa.Prima una prolusione sulla necessità di regolamentare la professione e poi una breve spiegazionesulle proprie intenzioni. Al microfono – il presidente – ha ribadito più volte il suo intento di volertutelare e non colpire gli studenti e i praticanti senza un concreto supporto economico alle spalle. Ilpericolo, infatti, secondo gli Studenti Democratici è che possa profilarsi nella riforma una selezionedegli aspiranti su base economica, tramite maggiori spese e incombenze professionali.Poi si passa a snocciolare una serie di numeri sugli avvocati presenti oggi in Italia e un confrontocon gli altri Paesi Europei. I dati, infatti, fanno un po’ paura specialmente quando sul tavolo sonocomparsi gli ultimi rapporti sulla professione: in Italia sono circa 200 mila gli iscritti all’ordineforense, in Francia 47 mila.Ma l’intento di un dietro front da parte degli studenti e futuri praticanti è fallito. L’immagine èpiuttosto quella di un ordine forense diviso, dove alcuni relatori plaudono alle battute dei ragazzi esi schierano contro una riforma “che deve essere rivista in molte sue parti”.A fare dietro front, invece, è stato proprio Alpa che, a conclusione del dibattito, ha dichiarato di nonavere alcuna “solidarietà politica” nei confronti del Governo dicendosi “disposto a recepire propostedi modifica alla riforma” contenuta nel disegno di legge 1198”.Al presidente del Cnf ha fatto eco Julian Colabello, promotore dell’incontro. “Ribadiamo il nostrointento di non fermarci – ha dichiarato – costringendo al confronto chi finora pensava di poternefare a meno. Nessuno può prescindere dalla tutela delle nuove generazioni e delle pari opportunità”. Anna Di Russo – Corriere dell’Università
  14. 14. Apc-Giustizia/Praticantato avvocati, Consiglio forense pronto dialogo[1]Guido Alpa disposto ad accettare modifiche proposte da studentiRoma, 12 mar. (Apcom) - Si è concluso con un dietro front delConsiglio nazionale forense lincontro sullaccesso allaprofessione di avvocato, organizzato oggi alluniversità LaSapienza di Roma dai giovani del Partito democratico. Ilpresidente del Cnf, Guido Alpa ha dichiarato di non avere alcuna"solidarietà politica" nei confronti del Governo dicendosi"disposto a recepire proposte di modifica alla riforma" contenutanel disegno di legge 1198, a firma del senatore Franco Mugnai(Pdl), attualmente in discussione al Senato e pronto a essererecepito nella riforma Alfano sulla Giustizia. Al presidente del Cnf ha fatto eco Julian Colabello,promotore dellincontro. "Ribadiamo il nostro intento di nonfermarci - ha dichiarato - costringendo al confronto chi finorapensava di poterne fare a meno. Nessuno può prescindere dallatutela delle nuove generazioni e delle pari opportunità". Secondoi promotori dell`iniziativa, il convegno di oggi, al quale hannopartecipato studenti, giuristi ed esperti del settore provenientida tutta Italia e anche dallestero, ha evidenziato numerosecriticità sul testo, alla cui redazione aveva contribuito lostesso Cnf. La mobilitazione è partita dalla Sapienza lo scorso 10febbraio e presto si è allargata ad altri atenei italiani. Gliuniversitari contestano il disegno di legge nella parte in cuiprevede test d`ingresso a scuole forensi a pagamento obbligatorienel periodo di pratica, un esame conclusivo della scuola, unapre-selezione per l`accesso all`esame di Stato e l`eliminazione,in sede d`esame, dei codici commentati. Al contrario, lemodifiche di accesso alla professione forense sono ritenute"necessarie" dal ministro della Giustizia, Angelino Alfano per"smaltire gli oltre 150mila avvocati italiani e per garantire alpubblico professionisti più preparati e meglio selezionati".
  15. 15. PROFESSIONI: ATENEI ROMA IN PROTESTA CONTRO RIFORMA ALFANO“PER MODIFICHE AD ACCESSO PROFESSIONE FORENSE ASCOLTI ANCHESTUDENTI E ACCADEMICI”Roma, 12 mar.(Adnkronos) - Sulla riforma dellaccesso allaprofessione forense il ministro Alfano ascolti anche studenti,accademici e professionisti. E lappello degli Studenti Democraticidella Facoltà di Giurisprudenza de la Sapienza, la Rete DegliStudenti (RDS) di Roma3 e gli Studenti in Movimento di Tor Vergatahanno lanciato un appello affinché la riforma sia rivista tramite unserio confronto tra studenti, praticanti, istituzioni accademiche eforensi.Da questa mattina, infatti, sono già in opera banchettiinformativi in tutti e tre gli atenei per la sottoscrizionedellappello ed e stato confermato lincontro pubblico nella Facoltàdi Giurisprudenza de La Sapienza con Guido Alpa, presidente delConsiglio Nazionale Forense (CNF), organo che si e occupato diredigere la bozza della riforma ora trasfusa nel ddl Mugnai. Ilpericolo, secondo gli Studenti Democratici e che possa profilarsinella riforma una selezione degli aspiranti su base economica, tramitemaggiori spese e incombenze professionali e nel corso della pratica,che nel migliore dei casi porteranno ad un aumento delle tariffe. Peresempio, la previsione di una scuola forense a pagamento di due anni,parallela al praticantato, obbligatoria per tutti coloro che voglianosostenere lesame di Stato, con relative prove di accesso e di uscitada essa e prova di preselezione per laccesso allesame di Stato.Rimarrebbe disatteso, invece, lavvio di una fondamentalepolitica risolutoria volta a ridurre i tempi e a favorire i modi diinserimento delle nuove leve nel sistema produttivo. Una delleproposte maggiormente inascoltate e infatti quella di introdurreun obbligo di prepensionamento per gli avvocatiultrasessantacinquenni, tale da liberare la gran parte del contenziosoprocessuale in favore dei giovani avvocati e di quelli che lo stannoper diventare.(Sec/Ct/Adnkronos)12-MAR-09 15:07

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