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P.O.R. 2010/11 Laboratorio ambientale
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P.O.R. 2010/11 Laboratorio ambientale

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  • 1. LABORATORIO AMBIENTALE “ IL TERRITORIO IBLEO”
  • 2. IL TERRITORIO IBLEO È IN GRAN PARTE COSTITUITO DAL VERSANTE MERIDIONALE DEI MONTI IBLEI. ESSO SI DISTRIBUISCE A FORMA DI VENTAGLIO, PARTENDO DAL MONTE PIÙ ALTO, IL MONTE LAURO CHE MISURA 985 METRI. IL TERRITORIO IBLEO
  • 3. I MONTI IBLEI I MONTI IBLEI SONO A FORMA TABULARE, CIOÈ SENZA CRESTE O CIME, MA SONO COSTITUITE DA DIVERSI ALTIPIANI DEGRADANTI.
  • 4. I MONTI IBLEI SONO DIVISI TRA LORO DA PROFONDE VALLATE IN CUI SCORRONO FIUMI, TORRENTI E PICCOLI CORSI D’ ACQUA. TRA QUESTI IL PIÙ IMPORTANTE È IL FIUME IRMINIO CHE DIVIDE I MONTI IBLEI IN DUE DIRAMAZIONI.
  • 5. I MURI A SECCO “ PIETRA SU PIETRA, SENZA MALTA, IN UN SAPIENTE EQUILIBRIO DI PESI E SPINTE, I MURI A SECCO HANNO CONFERITO AL PAESAGGIO IBLEO LA SUA CARATTERISTICA FORMA GEOMETRICA E ORDINATA ” NASCONO DURANTE IL XVI SECOLO, QUANDO IL CONTE DI MODICA DIEDE AI CONTADINI LE TERRE IN ENFITEUSI. QUESTO DETERMINÒ LO SPEZZETTAMENTO DEL FEUDO E LA FORMAZIONE DI TANTE PICCOLE PROPRIETÀ TERRIERE IN CUI NASCEVA UN’AGRICOLTURA INTENSIVA.
  • 6. I MURI A SECCO NASCONO DALLA NECESSITÀ DI SGOMBERARE IL TERRENO DALLE PIETRE IN ECCESSO PER RENDERLO COLTIVABILE E NELLO STESSO TEMPO CREARE UN CONFINE TRA UN TERRENO E L’ALTRO.
  • 7. LA MASSERIA È IL LUOGO DOVE SI ALLEVANO LE MUCCHE E SI PRODUCONO I PRODOTTI DERIVATI DAL LATTE. LA MASSERIA, COME UNA FATTORIA, È UN CASEGGIATO FORMATO DALL’ABITAZIONE DEL MASSARO E DELLA SUA FAMIGLIA, DALLE STALLE DEGLI ANIMALI, DAI MAGAZZINI E DA CORTILI INTERNI LASTRICATI.
  • 8. LA MASSERIA SI ENTRA IN UNA MASSERIA PERCORRENDO UN VIOTTOLO CHE AI LATI HA I MURI A SECCO E ALL’ENTRATA UN’ EDICOLA VOTIVA IN PIETRA CALCAREA. CON L’ALLEVAMENTO DELLE MUCCHE IL MASSARO OTTIENE LATTE, FORMAGGI E RICOTTA.
  • 9. LE VILLE RURALI SONO LE VILLE DELL’ANTICA NOBILTÀ IBLEA, RESIDENZE ESTIVE BELLE E MAESTOSE. SONO COSTRUITE TRA IL 1800 E IL 1900 CON GRANDE GUSTO ESTETICO.
  • 10. VILLA CRISCIONE SONO COSTRUITE FUORI DELLA CITTÀ IN APERTA CAMPAGNA. DIVENTANO LUOGHI DI RIPOSO PER LA NOBILTÀ. ESSE DOMINANO IL PAESAGGIO NATURALE CON IL LORO SPLENDORE.
  • 11. VILLA CRISCIONE
  • 12. LA CAVA D’ISPICA LA CAVA D’ISPICA SI ESTENDE DA MODICA FINO AD ISPICA PER 13 CHILOMETRI. ESSA È ATTRAVERSATA DAL PICCOLO RUSCELLO PERNAMAZZONI, CHIAMATO ANCHE “HYSPA” (NOME ANTICO DI ISPICA) E, NELLA PARTE FINALE, BUSAITONE O BUSAIDONE (DA POSEIDONE?). IL RUSCELLO DOVEVA AVERE NELL’ANTICHITÀ UNA PORTATA SIGNIFICATIVA COME TESTIMONIEREBBERO I RESTI DEI MULINI SPARSI LUNGO IL SUO CORSO.
  • 13. PERCORRENDO LA CAVA SI INCONTRANO INSEDIAMENTI ABITATIVI CHE RISALGONO A VARI PERIODI STORICI: ETÀ DEL BRONZO ANTICO (XX-XV SEC. A.C), PERIODO PROTOSTORICO (X SEC. A.C), PERIODO TARDO SICULO (VII-VI SEC. A.C), PERIODO GRECO (VI-III SEC. A.C), E VIA VIA INTERESSANDO I PERIODI TARDO ROMANO E BIZANTINO, PER FINIRE QUASI AI NOSTRI GIORNI.
  • 14. LA CAVA D’ISPICA CI SONO INSEDIAMENTI TROGLODITICI, SANTUARI, NECROPOLI E GROTTE DELLE PIÙ VARIE FORME. LE GROTTE SONO DI VARI TIPI: GRANDI FENDITURE NATURALI, TOMBE A GROTTICELLA SCAVATE SU PARETI PERPENDICOLARI, INCISIONI A FORMA DI PARALLELEPIPEDI, IL TUTTO IN UN CONTESTO NATURALE INCONTAMINATO.
  • 15. LA CAVA D’ISPICA LE GRANDI FENDITURE NATURALI, LE ABITAZIONI RUPESTRI E LE TOMBE A GROTTICELLA SCAVATE SU PARETI PERPENDICOLARI.
  • 16. LE TOMBE E LE CATACOMBE SCAVATE NELLA ROCCIA. LA CAVA D’ISPICA
  • 17. SORGE SU TRE ALTURE, AD UN’ ALTITUDINE MEDIA DI 500 METRI SUL LIVELLO DEL MARE. LA CITTÀ È FIANCHEGGIATA DALLE SUGGESTIVE VALLI DELL’IRMINO AD EST E DEL SAN LEONARDO A NORD. LA CITTÀ DI RAGUSA
  • 18. LA CATTEDRALE DI SAN GIOVANNI LA CHIESA PIÙ IMPORTANTE DI RAGUSA VIENE COSTRUITA A PARTIRE DAL 1719 IN STILE BAROCCO. LA FACCIATA MONUMENTALE, DECORATA CON SCULTURE E BASSORILIEVI, È SUDDIVISA IN CINQUE PARTI DA ENORMI COLONNE SU ALTI PIEDISTALLI. DEI DUE CAMPANILI FU REALIZZATO SOLO QUELLO SULLA SINISTRA. IL PORTALE CENTRALE, FORMATO DA 4 COLONNE E DA UN TIMPANO SPEZZATO, È DECORATO CON STATUE E RICCHI BASSORILIEVI.
  • 19. RAGUSA IBLA
  • 20. BREVE SOSTA PRIMA DI AFFRONTARE LA LUNGA SCALINATA, NECESSARIA PER GIUNGERE AL QUARTIERE DI RAGUSA IBLA.
  • 21. RAGUSA IBLA IBLA È LA PARTE PIÙ ANTICA DELLA CITTÀ E SI SVILUPPA SU UNA COLLINA STRETTA E LUNGA A FORMA DI “PESCE”. ESSA È DELIMITATA DALLA VALLATA DELL’IRMINIO AD EST, DI SAN LEONARDO A NORD E DI SANTA DOMENICA A SUD. LA CITTÀ PRESENTA VICOLI E STRADE STRETTE E CURVE.
  • 22. LA CHIESA DI SANTA MARIA DELLE SCALE LA CHIESA FU RICOSTRUITA DOPO IL TERREMOTO DEL 1693 CON UNO SCHEMA A CAPANNA, MOLTO SEMPLICE ALL’ESTERNO, UNITO AD UN CAMPANILE. LA PARTE PIÙ ANTICA, SOPRAVVISSUTA AL SISMA, È TARDOGOTICA. LA DECORAZIONE PRESENTA DETTAGLI NATURALISTICI CON SOGGETTI MOSTRUOSI, DI REPERTORIO MEDIEVALE, COME DEMONI, ANIMALI E MOSTRI ANTROPOMORFI.
  • 23. IL DUOMO DI SAN GIORGIO FU COSTRUITO A PARTIRE DAL 1739, SU PROGETTO DELL’ARCHITETTO ROSARIO GAGLIARDI, CON FORME BAROCCHE INNOVATIVE E RIVOLUZIONARIE. SI TROVA A RAGUSA IBLA E POGGIA SU UN’ALTA SCALINATA, IN POSIZIONE DOMINANTE RISPETTO ALLA CITTÀ E AL TERRITORIO NATURALE CIRCOSTANTE.
  • 24. IL DUOMO DI SAN GIORGIO PRESENTA UNA FACCIATA A TORRE CAMPANILE ALLA SICILIANA O GAGLIARDIANA, COSTITUITA DALLA FUSIONE TRA LA FACCIATA A TRE ORDINI E IL CAMPANILE. GRUPPI DI COLONNE LIBERE DIVIDONO LA FACCIATA IN 3 PARTI; QUELLA CENTRALE È CURVA RISPETTO ALLE ALI LATERALI. LA CHIESA, RICCAMENTE DECORATA, È UNO SCENOGRAFICO GIOIELLO TARDOBAROCCO.
  • 25. LA PARTE MODERNA DI RAGUSA SI ESTENDE SUL MONTE PATRO E SU ALTURE VICINE. ESSA È TAGLIATA DALLA VALLATA SANTA DOMENICA, IN CUI SONO PRESENTI I TRE PONTI DELLA CITTÀ. LA VALLATA SANTA DOMENICA
  • 26. NEL 1836 CON LA COSTRUZIONE DEL PONTE VECCHIO LA CITTÀ SI POTÉ SVILUPPARE PURE VERSO SUD, IL PONTE INFATTI PERMETTEVA DI SUPERARE L'OSTACOLO NATURALE DELLA VALLATA S. DOMENICA. IL PONTE IN STILE ARCHITETTONICO ROMANO DETTO ANCHE DEI CAPPUCCINI, FU VOLUTO DAL PADRE CAPPUCCINO GIANBATTISTA OCCHIPINTI SCOPETTA (1770-1836), COSTRUITO COME COLLEGAMENTO TRA IL CENTRO ABITATO ED IL CONVENTO DI S. FRANCESCO DI PAOLA OGGI D'ASSISI, EDIFICATO AL DI LÀ DELLA VALLATA E VOLUTO SEMPRE DALLO STESSO PADRE SCOPETTA. IL PONTE VECCHIO
  • 27. IL PONTE DEL LITTORIO NEL 1937 FU INAUGURATO IL SECONDO PONTE, CHIAMATO PONTE DEL LITTORIO, COMUNEMENTE CHIAMATO DAI CITTADINI PONTE NUOVO O PONTE DI VIA ROMA. NEL PUNTO PIÙ ALTO MISURA 40 METRI, È LUNGO CIRCA 132 METRI E LARGO CIRCA 14. PRESENTA QUATTRO PILASTRI IN CEMENTO ARMATO RICOPERTI DI CALCARE DURO (PIETRA VIVA) E QUATTRO ARCATE.
  • 28. IL PONTE PAPA GIOVANNI XXIII NEL 1964, A CAUSA DELL'INTENSO SVILUPPO CITTADINO, SI REALIZZÒ UN TERZO PONTE, IL PONTE PAPA GIOVANNI XXIII (DETTO ANCHE PONTE NUOVISSIMO O PONTE SAN VITO) A CAMPATA UNICA CHE UNISCE IL QUARTIERE DEL CARMINE CON IL QUARTIERE DEI CAPPUCCINI.
  • 29. LUNGO I COSTONI DELLE VALLATA SANTA DOMENICA, COME A CAVA D’ISPICA, RISCONTRIAMO LA PRESENZA DELL’UOMO NEL CORSO DEI SECOLI. LA VALLATA
  • 30. NELLA CAVA POSSIAMO VEDERE UNA NECROPOLI, COSTITUITA DA TOMBE A GROTTICELLA RICAVATE NELLA ROCCIA LUNGO LE PARETI VERTICALI DELLA VALLATA. INOLTRE CI SONO ANCHE MULINI E LAVATOI APPARTENENTI A PERIODI PIÙ RECENTI.
  • 31. LA CITTÀ DI MODICA
  • 32. LA CHIESA MADRE DI SAN GIORGIO
  • 33. LA CHIESA MADRE DI SAN GIORGIO LA CHIESA PRESENTA LA PIÙ IMPONENTE E RICCA FACCIATA TORRE CAMAPANARIA DEL TARDO BAROCCO DEL VAL DI NOTO. ESSA FU COSTRUITA A PARTIRE DAL 1702 E COMPLETATA, NEL CORONAMENTO FINALE, SOLO NEL 1834.
  • 34. LA CHIESA MADRE DI SAN GIORGIO LA SCENOGRAFICA SCALINATA DI 164 GRADINI, COMPLETATA NEL 1880, CONDUCE AI CINQUE PORTALI DEL TEMPIO, CHE FANNO DA PRELUDIO ALLE CINQUE NAVATE INTERNE DELLA CHIESA. L’INTERNO RICHIAMA UN DISEGNO BASILICALE, CON TRE ABSIDI DOPO IL TRANSETTO.
  • 35. LA CHIESA MADRE DI SAN GIORGIO: INTERNO
  • 36. IL DUOMO DI SAN PIETRO LA CHIESA FU DANNEGGIATA DAL TERREMOTO DEL 1693 E FU A PIÙ RIPRESE RICOSTRUITA. UNA BELLA SCALINATA CON LE STATUE DEI DODICI APOSTOLI, CHIAMATI DAL POPOLO SANTONI, CONDUCE ALLA SOBRIA MA MAESTOSA FACCIATA.
  • 37. IL DUOMO DI SAN PIETRO LA FACCIATA IN STILE TARDO BAROCCO È SUDDIVISA IN DUE ORDINI. QUATTRO STATUE, RAFFIGURANTI SAN CATALDO, SANTA ROSALIA, SAN PIETRO E LA MADONNA ARRICCHISCONO IL SECONDO ORDINE, CHE È INFINE SORMONTATO ALL'APICE DELLA FACCIATA DALLA SCULTURA, IN ALTORILIEVO, DI UN GESÙ CRISTO IN TRIONFO.
  • 38. IL DUOMO DI SAN PIETRO L'INTERNO DELLA CHIESA, A TRE NAVATE E CON 14 COLONNE DAI BEI CAPITELLI CORINZI, È SPETTACOLARE E DECORATISSIMO, A PARTIRE DAL PAVIMENTO, DEL 1864, CON INTARSI DI MARMO BIANCO, MARMI POLICROMI E PECE NERA, PER FINIRE CON LA VOLTA, RICCA DI MAGNIFICI AFFRESCHI, RAFFIGURANTI SCENE DEL VECCHIO E DEL NUOVO TESTAMENTO.
  • 39. LA CITTÀ DI SCICLI
  • 40. IL QUARTIERE DI CHIAFURA CHIAFURA È UNO DEI QUARTIERI PIÙ ANTICHI DELLA CITTÀ DI SCICLI ED È SITUATO SULLA PARTE MERIDIONALE DEL COLLE DI SAN MATTEO.
  • 41. IL QUARTIERE DI CHIAFURA LE ORIGINI DI CHIAFURA SONO REMOTE. SI PENSA INFATTI CHE ABITAZIONI SPARSE RISALGANO ADDIRITTURA AL PERIODO NEOLITICO, ANCHE SE È STATO SCOPERTO CHE LA MAGGIOR PARTE DI ESSE APPARTENGA ALL'ETÀ BIZANTINA. LE GROTTE SONO COSTITUITE DA UNO O DUE VANI QUADRANGOLARI, DI CIRCA 4 O 5 METRI DI LATO.
  • 42. CHIESA DI SAN MATTEO IN CIMA AL COLLE S. MATTEO, CIRCONDATO DA ROVINE E RUDERI DI SCICLI ANTICA, SORGE IL MAESTOSO PRIMO DUOMO CITTADINO, DEDICATO ALL'APOSTOLO S. MATTEO, PATRONO DELL'ANTICA CITTÀ E PROTETTORE DEI NAVIGANTI.
  • 43. CHIESA DI SAN MATTEO IL TERREMOTO DEL 1693 FECE CROLLARE L'INTERO EDIFICIO CHE VENNE RICOSTRUITO PER VOLONTÀ E PARTECIPAZIONE DEL POPOLO SULLO STESSO LUOGO, CONTRAVVENENDO ALLA VOLONTÀ DEL VESCOVO. SULLA CORNICE MARCAPIANO, AL DI SOPRA DEL PORTALE CENTRALE, APPARE LA DATA 1762, ANNO DEL COMPLETAMENTO DELL'EDIFICIO.
  • 44. PALAZZO BENEVENTANO L'INCANTEVOLE PALAZZO BENEVENTANO È UNO DEI MONUMENTI BAROCCHI DEL 700 PIÙ ORIGINALI.  IN ESSO SONO PRESENTI MASCHERONI E CARICATURE UMANE.   
  • 45. VIA MORMINO PENNA E LA CHIESA DI SAN GIUSEPPE LA CHIESA CROLLÒ IN SEGUITO AL TERREMOTO DEL 1693, E VENNE RICOSTRUITA NELLA SECONDA METÀ DEL '700. LA FACCIATA TARDO BAROCCA È CURVA E PRESENTA TRE ORDINI CON DOPPIE COLONNE.
  • 46. PIAZZA ITALIA
  • 47. CHIESA MADRE DI S. IGNAZIO È LA CHIESA MADRE DI SCICLI, TRA LE PIÙ ANTICHE, FU DISTRUTTA DAL TERREMOTO DEL 1693 E SUCCESSIVAMENTE FU RICOSTRUITA IN STILE TARDO BAROCCO. SEMBRA CHE I LAVORI SI SIANO CONCLUSI INTORNO AL 1751.
  • 48. CHIESA DI SAN BARTOLOMEO LE PRIME NOTIZIE DELLA CHIESA RISALGONO AL XV SECOLO. DURANTE IL TERREMOTO DEL 1693 NON SUBÌ GRAVI DANNI, TUTTAVIA FU RICOSTRUITA NEL 1752 E I LAVORI FURONO ULTIMATI NEL 1815. PRESENTA UNA FACCIATA TORRE CAMAPANARIA.
  • 49. CHIESA DEL CARMINE LA CHIESA CON IL CONVENTO RISALGONO AL SECONDO SETTECENTO. SONO STATI PROGETTATI DALL'ARCHITETTO FRA ALBERTO MARIA DI SAN GIOVANNI BATTISTA, CARMELITANO, RESIDENTE NELLO STESSO CONVENTO.