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Docente Rosanna Pozzi

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    Giornalino ragazzi Giornalino ragazzi Document Transcript

    • Un preventivo sguardo rivolto al futuroIl progetto, già intrapreso da anni negli Piccole responsabilità affidate aistituti tecnici e nei corsi di formazione impacciati ragazzi alle prime armi.professionale, approda al nostro Liceo Pazienza, disponibilità, iniziativa. Concinque anni fa come un esperimento, un pizzico di convinzione e fiducia in séevidentemente riuscito. Gli studenti delle i ragazzi sono riusciti ad ottenere ottimiterze e quarte classi del corso H, cavie risultati.prescelte dall’istituto, abbandonano i L’incontro aprirà le porte del mondobanchi di scuola per tuffarsi due “alternanza” al pubblico di genitori e disettimane nel “nuovo mondo del lavoro”. datori di lavoro che avranno il privilegioChi avvocato, chi giornalista, chi di assistere alle testimonianze semplicifarmacista, chi assistente sociale: i ma sincere degli studenti. Unaragazzi si confrontano con i loro interessi, interessante opportunità di entrare ai loro difetti, intravedendo uno spiraglio contatto con un nuova realtà scolastica.di una scelta futura, tutt’ altro che Una irripetibile occasione perscontata. approcciarsi a una scuola che saCommoventi e profonde le motivare e spingere i suoi ragazzi inconsiderazioni emerse durante l’incontro avanti, verso il futuro.con i professori. Un pomeriggio trascorsoinsieme per discutere, raccontare Fabiola Sessalesperienza di alternanza. All’unanimità Luca Passarottisi é scelto di sottolineare la parola“fiducia”: una sensazione di sicurezza (articolo inviato a Varese News)fondata sulla stima ricevuta dai tutor inogni occasione.
    • Voce del verbo insegnare, tempo futuroStudenti modello in grado di risolvere testualmente che l’alternanza favorisceimmensi problemi matematici in soli cinque l’acquisizione di competenze spendibili nelminuti, altri meno abili bloccati dal timore di mercato del lavoro In una economiaun’imminente bocciatura, sufficienze, completamente bloccata da una crisiinsufficienze, corsi di recupero. Questo è mondiale senza precedenti, il mondo dell’attuale mondo della scuola. Ma siamo certi lavoro e la disoccupazione sono i problemiche non ci sia proprio nulla di nuovo fondamentali cui porre mano per tentareall’orizzonte? Sono ormai centinaia gli istituti almeno una lieve ripresa. Affrontarla puòche usufruiscono delle possibilità che il voler dire agire politicamente con valideprogetto alternanza scuola-lavoro offre agli manovre, supportare gli ammortizzatoristudenti delle scuole superiori e il numero è sociali, creare opportunità, ma allo stessodestinato a crescere vorticosamente. E’ un tempo modernizzare, modificandola, lapasso deciso e netto verso una parziale struttura scolastica. I nostri ragazzi, il nostromodifica dei metodi e della didattica. L’attuale futuro, a stretto contatto con il mondo delconcezione dell’insegnamento opera secondo lavoro può essere la giusta “manovra”. Louna visione “immobile” della conoscenza : si studente si troverà ad affrontarefa proprio un metodo di studio dato, per un’esperienza che non sempre garantisce laacquisire sempre più informazioni. coincidenza con i suoi gusti o le sueInformazioni che andranno a creare un ampio passioni. Si potrebbe pensare ad un enormebagaglio di nozioni. Ma proprio questo errore: è vero, i ragazzi potrebberoapprendimento favorisce nella vita dei nostri avvicinarsi in maniera più attiva al mondoragazzi un’incapacità di muoversi in modo delle opportunità lavorative se introdotti inelastico nel groviglio di informazioni. Anche il un ambiente che li affascina. Eppure èmigliore degli alunni, di una qualsiasi classe, si proprio la varietà di proposte, non semprelimiterà ad uno studio astratto e artificioso. gradite, il grande pregio di questoQual è la vera causa di questa situazione? La innovativo percorso. Il progetto scolasticopercezione di una mancanza di adesione alla arriva ad orientare i ragazzi non solo allerealtà è la principale motivazione che ha varie professioni, ma anche ad insegnare adspinto a tentar la strada di questa “didattica adeguarsi alla realtà che troveranno. I nostrimoderna”. Sono pochi quei professori che, giovani dovranno essere capaci di utilizzarepur con un insegnamento teorico e con elasticità il loro bagaglio culturalenozionistico, si sforzano di rendere agli occhi sviluppando una critica capacità didei propri studenti più nitida la visione reale adattamento che aprirà loro maggioridel mondo. Tramite progetti come possibilità. Il nostro futuro prenderà formal’alternanza scuola-lavoro il mondo della partendo dall’istruzione, passando dascuola si tinge del “colore” della realtà, progetti innovativi come l’alternanza,togliendo così quel velo opaco di “bianco e buttandosi nel mondo del lavoro.nero” creato dai metodi più tradizionali. Daldecreto legislativo del 15 Aprile 2005 (riforma Donato SantoianniMoratti) leggiamo.
    • Educazione al sociale nel progetto Alternanza Scuola-Lavoro Crisi, deficit, spread. Parole che alle E’ importante evitare la perdita di un orecchie di un adolescente suonano rapporto costruttivo tra i cittadini, in come una minaccia priva di significato: modo che siano la forza della noi giovani non siamo abituati a collaborazione e della società unita, a stringere tra le mani una bolletta salata trainare questo Paese. o un estratto conto. I Media ci Lo stesso clima di cooperazione emerge informano che gli italiani non riescono anche in un piccolo organo del comune ad arrivare “a fine mese”, ma il flusso di Gallarate: lo Spazio Giovani Mosaico implacabile del consumismo schiavizza dove Fabio Castano, oltre a organizzare con facilità questa società che sembra corsi extrascolastici con fine ludico o non accorgersi del decadimento e del lavorativo, riunisce sotto lo stesso tetto degrado che ha raggiunto. adulti volontari e ragazzi bisognosi. La crisi che l’Italia attraversa ha un volto Emerge un lato della crisi ignorato e ben peggiore di quello che la gioventù forse sconosciuto: i bambini, crede. Ho potuto appurare di persona, indirettamente vittime delle disgrazie grazie al progetto Alternanza, la cruda che gravano sulle loro famiglie, non verità. hanno posti dove andare mentre i Osservando il lavoro di assistenza sociale genitori sono impegnati. Trovano però al Comune di Gallarate ci si rende conto qui un rifugio dove regnano di come possa essere lunga la lista di l’uguaglianza e la collaborazione sconfitti. L’interminabile sfilata affettiva. Volontari si impegnano per far mattutina allo sportello dei colloqui studiare e giocare i ragazzi tutti i prevede un mix di nazionalità e richieste pomeriggi. E’ uno spazio che dona diverse, partendo da tossicodipendenti e speranze e opportunità in cambio di senzatetto fino alla donna divorziata e al rispetto e partecipazione. Un esempio padre disoccupato. per la società contemporanea.. Disperate richieste di aiuto il cui incipit è Aumentando la consapevolezza della canonico: “Non so più cosa fare”. necessità di una rinascita morale e Ma l’ufficio del comune sembra riuscire sociale, dobbiamo impegnarci tutti per ad attenuare questa ondata di problemi contrastare l’affievolirsi del senso dei ripartendo il lavoro in base alle diverse doveri sociali e rieducarci al rispetto e problematiche e instaurando un solido e alla laboriosità. fedele rapporto con i bisognosi. La L’auspicio è quello di smantellare rapidità del colloquio è l’inevitabile l’occidentale raffigurazione “Those lazy conseguenza dell’ingente numero di Italians”, di rimboccarsi le maniche e di vittime della crisi, ma il lavoro viene poi prendere coscienza della necessità di svolto efficientemente e con passione. E’ una rinascita sociale e morale del l’atteggiamento giusto per fronteggiare nostro Paese. gli innumerevoli ostacoli di questa situazione. Andrea Collaro
    • ALTERNANZA: UN TUFFO NELLARTE CONTEMPORANEA L’ARTE E’ GIOVANE ?!Surrealismo, dada, art&craft. L’arte da taglio, cè molto di più. "Dobbiamo impararesempre ci circonda. Passo dopo passo ha a fermarci davanti ad un quadro, adaccompagnato il cammino dell’uomo, dai osservare, riflettere, immaginare“ dichiaranotratti primitivi sulle pareti rocciose, passando convinti gli studenti. Durante la loroper le dolci pennellate di Giotto, alla esperienza hanno notato la scarsa affluenzacaducità della vita rappresentata dalla cruda di giovani al museo, se si escludono quelli inmaestria di Caravaggio. Ma cos’è realmente visita scolastica. Ma che cosa mancaciò che chiamiamo arte? Brochure di musei realmente? Il tempo? "E evidente che neivisti di sfuggita e mai letti. Mostre che giovani linteresse per larte scarseggia“ cicolpiscono la nostra attenzione mai visitate. dicono. Passare il tempo libero davanti aSiamo sinceri con noi stessi: quante volte televisione e computer risulta più comodoentriamo in un museo di nostra iniziativa per che riflettere sul significato di unopera e sulmero piacere? Le possibilità intorno a noi suo valore comunicativo. E anche quandosono numerose. L’interesse un po’ meno. nasce un interesse la pigrizia prende ilL’esperienza di alternanza scuola-lavoro al sopravvento e si preferisce "analizzare" unMuseo Maga si è rivelata esemplare per un quadro ricercando informazione sulla rete.gruppo di studenti del Liceo Scientifico di "Durante il nostro stage abbiamo scopertoGallarate. Trasportati dai banchi scolastici al molti aspetti dellarte contemporanea chemondo del lavoro, per due settimane ignoravamo. Le opere diventano spessoquattro ragazzi hanno avuto la possibilità di strumenti di denuncia, arrivano laddove leintrodursi in prima persona nell’universo parole non bastano. Larte diviene perartistico. Immersi nella collezione lartista un mezzo per gridare la propriapermanente di arte contemporanea sotto la interiorità, pur rimanendo muto.supervisione del dottor Castiglioni, hanno Permettiamo allarte di coinvolgerci edpotuto prendere coscienza delle numerose allartista di emozionarci. L’arte è giovanepossibilità lavorative in campo artistico. ma non è parte dei giovani. L’alternanzaEsperienza illuminante, a detta degli scuola- lavoro può dare il suo piccolostudenti. Oggi tra impegni scolastici, amici e contributo per compiere il miracolo.nanotecnologie, larte sembra non trovare Giulia Bardellispazio nella quotidianità dei giovani, Valentina Franzibombardati quotidianamente da immagini di Chiara Tonettiogni tipo trasmesse da televisioni, media e Michele Ravasicomputer.Unopera di Fontana genera una reazione distraniamento. "Questa non è arte. Lavreipotuta fare anche io." Un taglio su una tela,un gesto così semplice nella sua contortaoscurità. Ma dietro quellopera, oltre quel
    • L’alternanza vista da fuoriSono molte oggi le scuoleche propongono il progettodi alternanza scuola-lavoro,altrettante sono le differenzeemerse dalle interviste aragazzi dell’istituto “Gadda”,ITIS e ITPA di Gallarate. Apartire dagli orari finoall’utilità effettiva delprogetto. Esperienze diverse,stesso obiettivo: avere unprimo approccio con ilmondo del lavoro. Chi nelsettore tessile, chi nelcommerciale, chinell’elettrotecnico. Valentina e Giulia, alunne di 4°B ITPA.Archiviazione di fatture,sistemazione di documenti,traduzione di lettere, analisi “I tutor aziendali si suscitato in loro, che hadi bilancio e assemblamento relazionavano in modo consentito didi componenti elettrici. educato e gentile, pronti raggiungere risultati piùProfessionalità, rispetto, ad aiutarci in qualsiasi che positivi.puntualità sono le qualità evenienza” – spiegano Le conoscenzeche vengono sottolineate da Valentina e Giulia, scolastiche non sempretutti i giovani intervistati, pur studentesse dell’ITPA di sufficienti costituscononella diversità delle Gallarate. Pronti a l’unico neo. Fa eccezionemansioni. Apparentemente rispondere a qualsiasi la lingua inglese, utiledistaccato il rapporto con il domanda, perplessità o soprattutto in ambitotutor scolastico, il quale semplice curiosità. Una commerciale.aveva contatti solo con il relazione positiva, ditutor aziendale. Mai lasciati sincera fiducia reciproca. Gabriele Segrinisoli., i ragazzi venivano Comune a tutti gli Fabiola Sessaseguiti direttamente in ogni studenti contattati dalla Daniele Puricellilavoro, affiancati ad redazione é l’ interesseimpiegati specializzati.
    • DAI BANCHI ALLA CATTEDRACari studenti, avete mai provato a Preparare lezioni o correggereimmedesimarvi nel ruolo di professore- e verifiche per intere ore lo è ancoraa sedervi davanti a una classe di trenta meno.alunni? Ritenete sia semplice? Il lavoro a casa è fondamentale.Non lo è per niente e noi ci abbiamo Ma non finisce qui. Riuscire a tenereprovato. Vi stupiremo. viva l’attenzione di tanti ragazzi,Pomeriggi densi di studio, poche uscite, trasmettere la voglia di studiare e lainterrogazioni e verifiche da tachicardia. passione per la materia che vieneFuori da scuola la frase “Che noia, oggi insegnata. Questa è la vera sfida.devo fare i compiti!” è diventata un Appassionare la classe, coinvolgerla,cliché. instaurare rapporti di fiducia con gliPensate che la vita dei vostri insegnanti alunni... l’ABC del perfetto insegnante.sia diversa? L’idea che i loro pomeriggi Ed è ciò che abbiamo tentato di fare.siano liberi e spensierati va per la Così è cambiata la nostra idea sul ruolomaggiore. Ma la nostra opinione è del professore. Abbiamo provato sullacambiata radicalmente, quando una nostra pelle il lavoro che si nascondegelida mattina di gennaio, il treno ci ha dietro un’ora di lezione o dietro laportati in quel di Albizzate. correzione di trenta verifiche.“Role−reversal”, dicono in inglese. Sfatiamo il mito degli insegnanti cheScambio di ruoli. Diamo inizio ai giochi. hanno come scopo quello di rovinarePer la prima volta siamo entrati in una la vita a noi poveri studenti.classe come professori e non come Prendete appunti, il confine tra bancostudenti. Trovarsi addosso lo sguardo di e cattedra non è poi così invalicabile.trenta alunni non è cosa semplice.
    • Memorie dell’Alternanza… Martina Prof. Frachelle Salve prof :D Non so se è stata lei ad assegnarmi di proposito al Melo, ma in qualsiasi caso la voglio ringraziare dal profondo del cuore!! Lanno scorso quando avevo scoperto di andare dallavvocato ero entusiasta perchè avrei "esplorato" ciò che più mi piace, il mondo del diritto, mentre questanno quando ho saputo di andare al Melo, si ero contenta, ma la cosa non mi interessava più di tanto. Non vorrei cadere nel banale, facendovi leggere le solite frasette " si è stato bellissimo, mi è piaciuto", queste sono parole dette con il cuore e anche con qualche lacrimuccia: sono sicura che questa esperienza mi ha reso più sensibile e forte nello stesso tempo, ho imparato a relazionarmi e a voler bene anche a persone diverse dai soliti ragazzi della mia età, ho instaurato una solida amicizia con molti di loro e ho cercato anche di lasciare un bel ricordo di me, anche nelle situazioni più difficili. è stata unesperienza unica. Alessandra (Varese News) Fabiola Avervi è stata una bella esperienza. Siete tutti e due in gamba, anche Luca, che è un po pigro, è in realtà molto acuto e tu hai una capacità di sintesi impressionante. Precisi e capaci di individuare subito la "notizia". Chiaramente, ci farebbe piacere se vorrete rimanere in contatto e, compatibilmente con i vostri impegni, vorrete scrivere per noi. Grazie a te e in bocca al lupo per tutto!
    • Matteo Prof. FrachelleBuonasera,Ieri e oggi sono andato nel nucleo protetto, composto da sole 12 persone. Tra queste12 solo una parla e cammina: la signora Lia. Ogni volta siamo arrivati e labbiamo"liberata" da una cintura che la tiene ferma a letto. Nella mezzora in cui stiamo lìlobbiettivo è di calmarla e tranquillizzarla. Nonostante la mia freddezza con le personeho dovuto adattarmi perché quei tipi di pazienti necessitano, più di tutti gli altri, diaffetto (baci, carezze, abbracci e un continuo contatto fisico) e di sorrisi.Il resto del tempo è passato molto velocemente perché ormai mi conoscono quasi tuttigli anziani ed è bello scambiare due parole con tutti.Anche se non mi piacerebbe lavorare in certi luoghi, il rapporto affettuoso instauratocon alcuni degli anziani mi fa rimpiangere lormai prossima fine dellalternanza. Arianna Prof. FrachelleUltimo giorno purtroppo...E’ stata davvero unesperienza bellissima e mi sono trovata proprio bene.Ho imparato sia dal punto di vista scolastico che da quello umano!Grazie prof per questo progetto, e non lo dico così per dire...è proprio una bella idea ;-)A lunedì!
    • A DIFFERENT WAY OF GROWING UPChe cosa ci fanno tre liceali sperduti tra gli tessuto di rapporti che sappia guardare alanziani del Melo e i bambini del reparto di bisogno dell’altro.pediatria dell’Ospedale di Gallarate? La Lo si è visto all’interno del reparto dirisposta più ovvia sarebbe che hanno pediatria del Sant’ Antonio Abate dismarrito la strada per non essere Gallarate, dove un’associazione si occupainterrogati dalla solita perfida di dare sostegno alle famiglie piùprofessoressa; in realtà sono stati travolti, bisognose e compagnia ai piccoli degenti.grazie all’alternanza scuola-lavoro, dallo Lo si è potuto costatare anche al Melo, latsunami del volontariato. cooperativa sociale della nostra città che siDiffuso a macchia d’olio in tutta Italia, il cura della degenza degli anziani, dove glivolontariato abbraccia svariati campi, studenti, validamente supportati daloffrendo sicurezza e fiducia con un aiuto personale della struttura, hanno capito ilconcreto. Dallo svago dei più piccoli ad valore della condivisione concreta delattività capaci di coinvolgere i più anziani. bisogno attraverso un semplice saluto, unaConsiderato troppo spesso un mezzo per partita a briscola o una scherzosacolmare la carenza dello Stato, incapace di chiacchierata in dialetto.offrire adeguati servizi a tutti i cittadini, Il miglior stipendio per il volontario non èl’esperienza del volontario, in realtà, altro che il ritorno d’onda del mare diaffonda le radici nel più profondo senso di affetto che si é donato.solidarietà.I nostri ragazzi possono attestarlo. Martina ChiaravalleDurante l’alternanza hanno potuto Matteo Pisanicomprenderne più a fondo la funzione: Elena Barenghiquella di una viva e personale interazionecon il prossimo, capace di costruire un «Lesperienze dalternanza secondo un docente del Liceo Scientifico di Gallarate»
    • DAI BANCHI DI SCUOLA AL BANCO DELLA FARMACIAE se ci mettessimo nei panni del nostrofarmacista? Quali consigli daremmo? Diquali responsabilità dovremmo farcicarico?Ordini da spuntare, ricette da controllare,fornitori da contattare e norme darispettare. E non solo. Arianna, Elisa eMattia hanno potuto provare tuttoquesto sulla loro pelle.Malpensa. Fiumi di persone in cerca diun’aspirina, di uno sciroppo o di unsemplice consiglio. Arianna e Mattiahanno sperimentato non solo il lavoro distoccaggio merci ma anche l’assistenza albanco. Inglese, tedesco, francese. Difficile Anche quando la calma regna sovranacomprendere le necessità di tutti, ma è è impossibile riposare. Scatola dopoproprio questo l’arduo compito del scatola, Elisa controlla tutte lefarmacista. Organizzazione e scadenze. Quasi tutta la farmacia èprofessionalità sono le parole chiave, non stata sgombrata dai farmaci scaduti.solo nei confronti dei clienti, ma anche Le mansioni vengo svolte in un climadei fornitori. Il farmacista deve occuparsi familiare. Cliente dopo cliente, sorrisosia di dare buoni consigli sia di affrontare dopo sorriso, consiglio dopo consiglio,problemi riguardanti la gestione della il giorno passa. Non si sta mai soli. Duefarmacia stessa. settimane forse non sono abbastanzaCompito simile, ma con sfumature per dare una risposta alle nostre ediverse, è spettato ad Elisa. Moriggia. loro domande, ma, affacciandosi sulla8.30 di mattina e già una fila di persone porta delle rispettive farmacie, i treaspetta il suo turno al bancone. Il ragazzi hanno potuto comprenderefarmacista sta già frugando nei cassettoni almeno in parte l’impegno che si celain cerca dei primi medicinali. Nel retro dietro questo lavoro.Elisa spunta l’ordine appena consegnato.Inizia così la sua giornata di stage. Elisa VergazziniImmersa tra pile di ricette da controllare, Arianna Cortesifarmaci da ritirare, altri da cercare. Mattia Barigozzi
    • UNA SCOSSA DI VITA IN UFFICIO Terremoto a Varese: la Protezione Civile in azione.VARESE – 25 Gennaio, inuna tranquilla mattinata dilavoro nella sede principaledella Provincia, la calmaviene spezzata daun’improvvisa scossa diterremoto. Schermi deicomputer che oscillano,armadi che si aprono, caffèrovesciati sulle scrivanie.Un approccio al mondolavorativo pococonvenzionale per Martinae Tiziano, alunni di 4 H delLiceo Scientifico diGallarate. Gli studentivivono freneticamente illoro terzo giorno di Se si teme per la stabilitàalternanza presso la Efficienza e reattività sono dell’edificio si deve le parole chiave. Non cèProtezione Civile di Varese, evacuare, altrimenti si puòtra chiamate, emergenze ed spazio per esitazione ed tornare in classe. Nel incertezza. Dopo circa dueimprevisti. La scossa delle frattempo gli studenti9.05, getta nel panico ore la situazione si calma. tentano di rendersi utili Della scossa che ha fattolintera provincia. Gli alunni cercando informazioni susi trovano immersi nel caos. tremare il nord Italia quanto avvenuto: la scossa, rimangono solo articoli suI telefoni iniziano a di grado 4.9 della scalasuonare, le scuole del internet e comunicati Richter, ha epicentro a stampa. E, grazie al cielo,Varesotto chiedono come Brescello. Dalla Protezionegestire la situazione nessun danno. Civile partono telefonate"Dobbiamo mandare a casa per contattare i membrigli alunni o tornare a fare Martina Civello sparsi sul territorio. In Tiziano Di Chellolezione?” domanda una centrale si organizza unamaestra d’asilo. La risposta riunione. Per primeè sempre la stessa, ognuno vengono avvertite le zonedeve pensare al proprio più a rischio di frane.istituto.
    • INTERVISTA A UN TUTOR SCOLASTICO «Alternanza? Una sfida personale.» sostiene la Prof. D’UbaldoQuanti ragazzi ha seguito nel corso dell’attività Come ha vissuto l’esperienza di tutor didi alternanza? alternanza?Ho seguito diversi ragazzi, raggruppati in Io, in certi casi, sono stata proprio guidata daiaziende, scelte considerando i loro interessi e ragazzi. L’alternanza l’ho vissuta, sicuramente,quelli della materia. In generale, cinque alunni in come una sfida personale. Come un allenatorequarta e quattro in terza. che vede da fuori i punti di forza della squadra,Che relazione ha instaurato con i ragazzi sottolineandoli e restituendoli al ragazzo perchédurante la loro permanenza in azienda? ci lavori, oppure, vede le debolezze e quindiCi sono state delle sorprese, ho potuto cogliere cerca di indicare delle soluzioni per affrontarle.una profondità nella persona e nell’anima, È stata arricchita da questa esperienza?leggendo le loro e-mail alla sera, che in classe Sicuramente sì. Secondo me, l’esperienza ha resonon viene fuori. La cosa utile dell’alternanza è la classe consapevole del cammino che si stache per i ragazzi è stata occasione di riflessione facendo insieme, sia a scuola che in alternanza. Eche gli ha permesso di conoscersi meglio, e noi stata unoccasione di vedersi da un punto di vistacon loro. Oppure mi sembra che qualche volta il nuovo e di ragionarci insieme, soprattuttonostro lavoro, la nostra presenza è servita per durante lincontro pomeridiano tenuto trafarvi vedere che cosa stava emergendo di voi e studenti e professori per discuterequale dato trattenere per imparare qualcosa. dellesperienza. Questo mi è servito molto perPensa che un’esperienza simile possa giovare al conoscerli e conoscermi meglio.futuro del ragazzo? È questa l’età giusta per Ha avuto esperienze di alternanza anche conentrare in contatto col mondo del lavoro? altre scuole?È come aprire una finestra per buttare l’occhio su NellIstituto Tecnico in cui insegnavo, nonostanteun mondo con il quale prima o poi avrai a che non fossi direttamente coinvolta, ho potutofare. Incominci a capire l’importanza di come ti notare come questesperienza permettesse aipresenti, della puntualità, della buona ragazzi di scoprirsi ed imparare l’importanza dellaeducazione, quindi il lavoro, a volte, è proprio un buona educazione.allenamento per se stessi. Non si può dire che Conclusa l’esperienza, quale opinione si sente dil’età non sia quella adatta, basta tornare dare sull’alternanza scuola-lavoro?indietro di qualche hanno per vedere giovani Sicuramente positiva, però fatta a questelavoratori intenti a mantenere la famiglia. condizioni: che sia ben motivata e che la sceltaSecondo lei, l’alternanza può costituire dei tutor e degli ambiti di lavoro sia ponderata.un’esperienza di vita significativa? Sicuramente sì. Alcuni dei ragazzi sono rimasti Flavio Martinicolpiti dalla accoglienza ricevuta dai tutor Niccolò Dall’Omoresponsabili, accorgendosi dellimportanza dipresentarsi in un certo modo, della disponibilitàe della fiducia. Conoscere i proprio limiti,affrontare diversi ostacoli, crea in loro una sortadi curriculum nascosto.
    • TUTOR A CONFRONTO ARCH. SCILLIERI VS. ARCH. MORETTIChe cosa l’ha spinta a fare l’architetto? Da quanto tempo svolge questo lavoro?S: Non è stata una mia scelta , perché il mio intento M: Ebbi una scintilla quando a sette anni,era quello di fare altro nella vita. Qualcuno a mia curiosando fra i libri di mio padre, mi capitò fra leinsaputa, mentre facevo il servizio militare, mi ha mani il libro “Le Corbusier 1936”. Svolgo questaiscritto alla facoltà di architettura. Svolgo questo professione da ben 57 anni.lavoro dal 1976.Era già intenzionato a fare questo lavoro o aveva in mente qualcos’altro?S: Assolutamente no! Architettura non mi era M: Durante il ginnasio avrei desiderato diventare unestranea come idea, ma c’erano altri interessi musicista, ma ha prevalso l’architettura, con lapredominanti: primo fra tutti la pittura e poi la presunzione di poter cambiare il mondo.meccanica.Difetti e pregi del suo lavoro?S: Il principale difetto è che tutti pensano di essere M: Il pregio migliore è che l’architettura permettearchitetti, più bravi dello stesso professionista; sempre di sognare in grande; il difetto più evidente èmentre il pregio è che si fa di tutto, nessun campo del la mancanza di una committenza, pubblica e privata,sapere è tralasciato in questo lavoro e l’innata adeguata culturalmente ed economicamente.curiosità viene sempre alimentata e soddisfatta.Qual è la sua concezione di architettura?S: Per spiegare la mia concezione di architettura M: L’architettura saprà assecondare l’imperativoutilizzo una frase di Lewis Mumford, architetto e etico di dare stile e grandezza di linee al viverecritico d’arte: “L’architettura parte dal cucchiaio e comune e saprà creare città che con la potenza delfinisce alla città”. L’architettura è così vasta che si segno siano l’espressione della nuova ‘magnificenzaoccupa sia del design, per esempio di un cucchiaio, civile’(funzionalità e bellezza).per ricercarne la bellezza, la funzionalità,l’ergonomicità, sia della città.Qual è la sua concezione di città ideale?S: Molti architetti hanno tentato di immaginare una M: La mia città ideale è basata sull’usocittà ideale, ma ogni tentativo è risultato fallimentare dell’archetipo, nel mio caso l’utilizzo di una torre-e fuorviante, perché la città in cui viviamo oggigiorno cilindro che richiami la colonna e capace diè una “città ideale”: è concreta e dobbiamo configurare scenari nati da un’evocazione: sale,continuamente lavorare per trasformarla, modificarla navate, fori, composizioni favolose per cittàe renderla così migliore. favolose; non un esito architettonico, ma un incantesimo, un nuovo ‘realismo magico’.Quale città consiglierebbe di visitare ad un futuro architetto e perché?S: Consiglierei di visitare Venezia perché è l’unica città M: Sicuramente Atene, Roma, Istanbul erimasta che non sia stata travolta dall’automobile e Manhattan. Le prime tre perché sono Atene, Roma eabbia mantenuto la sua integrità. Ma anche Berlino, Costantinopoli, Manhattan perché è l’espressioneche, pur avendo avuto la sventura della guerra e del possente ed eccitante di straordinari ardimentimuro, ha saputo giostrare spazi nuovi e rimasti vuoti edilizi dell’epoca che si è recentemente conclusa.affidando la progettazione della città ai più grandiarchitetti del mondo.
    • Intervista a un tutor aziendale Giuditta Affri: “Il mio lavoro? Tutta progettualità”Considerate le sue precedenti esperienze, come ha vissuto il progetto alternanza scuola-lavoro?A stupirmi sono state le competenze dimostrate dai ragazzi del liceo. Mi meraviglio di comesiano stati in grado di entrare negli nelle questioni dell’Ufficio di Piano, di guardare, ascoltare,cercare, capire e chiedere il giusto consiglio al momento opportuno.Che cosa l’ha spinta a fare questo lavoro?La curiosità, la voglia di cambiare, l’illusione di poter programmare diversamente i servizi e dientrare nella macchina della programmazione per poter dare un appoggio concreto.Che differenza c’è tra l’assistente sociale di ieri e di oggi?Una mia collega, prossima al pensionamento ha detto: “ Ho iniziato col dare i buoni del latte efinisco la mia carriera consegnando i buoni del latte”. Naturalmente il ruolo dell’assistenzesociale è cambiato: prima davvero consegnava solo i buoni del latte e dava solo piccolicontributi, ora invece è richiesto di fare progetti sulla persona e di poter costruire con questauna prospettiva di vita.Tra la varie problematiche da affrontare, quali richiedono un rapido intervento?Solitamente quelle relative ai minori, ma l’attuale situazione mette al primo posto il lavoro: illavoro è la base di una famiglia, consente di pagare un affitto, mandare i figli a scuola. Quandomanca il lavoro crollano tutti i progetti: è una tragedia.In un’attività così immane, come riesce a sopperire al numero insufficiente di collaboratori?Mancando le risorse, la buona volontà di collaborare tra enti e Comuni aiuta a sopperire alledifficoltà. Si può dire che in questo momento di carenza finanziaria sono le idee a fare ladifferenza.Se avesse un budget illimitato, quali progetti vorrebbe realizzare?A me piacerebbe attivare nel territorio un servizio domiciliare a partire dalla nascita. Pensoalle mamme che tornano dalla maternità, alle quali si potrebbe offrire una prima assistenza,per esempio accessi domiciliari gratuiti per la cura del bambino. Mi piacerebbe capire lesituazioni di disagio fin da subito e prevenirlo, ma finora non è stato sempre possibile perchéquesti servizi di prevenzione costano. Servirebbe anche incrementare la domiciliarità, checosta molto meno di un ricovero in struttura privata o esterna: la famiglia impara a tenere incarico un disabile o un anziano.Conoscendo queste realtà diverse dal quotidiano in cui lei è coinvolta, vede il mondo da unpunta di vista diverso?Certo, vedo il mondo da un punto di vista diverso: lo vedo un po’ malato per tutte leproblematiche che presenta. Noi assistenti sociali facciamo fatica a vedere la normalità e aimpostare dei servizi rivolti a questa. Però mi riconosco una qualità positiva: davanti a unasituazione di difficoltà sono sempre portata a ricercarne le cause e non assumo atteggiamentidi condanna a priori.