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  • 1. L’informazione scientifica:come fare a trovarla, gestirla, valutarla Risorse e nuovi strumentidi ricerca bibliografica – 2 parte annarosa.cesaretti@unimore.it
  • 2. ProgrammaTITOLO DEL CORSO DATA ORA AULA1. Medline/Pubmed con esercitazioni. 25/5 14-17 A/SIA2. Risorse e nuovi strumenti di 27/5 14-16 A/SIAricerca bibliografica – 1 parte3. Risorse e nuovi strumenti di 7/6 14-16 A/SIAricerca bibliografica – 2 parte4. Gestire la bibliografia: il sw Zotero 9/6 14-16 A/SIA
  • 3. “Che cosa è stato scritto su?” Pub med > banca dati bibliografica “Dove posso trovare… ?”, cioè localizzare i documenti e “come valutare i documenti che ho trovato?” Banche dati full text, cataloghi, banche dati di periodici elettronici, WOS, ScopusCome gestire la bibliografia scelta? Software per la gestione della bibliografia. Zotero
  • 4. Risorse e nuovi strumenti di ricerca bibliografica – 2 parteObiettivi:Conoscere l‟accesso aperto (open access) ed essere in grado di pubblicare in modalità ad accesso apertoAvere nozione degli archivi istituzionali italiani delle tesi di laurea e di dottoratoConoscere i database di citazioni Web of Science, Scopus e Google Scholar e utilizzarli sia per esigenze di ricerca bibliografica sia come strumenti per la valutazione della ricercaConoscere i principali indicatori bibliometrici (Impact Factor, numero di citazioni, indice h)
  • 5. Di cosa parleremo Open access Tesi Valutazione qualitativa e quantitativa Impact factor Indici citazionali (Web of Science, Scopus, Google Scholar) Ricerca per citazione Valutazione: numero di citazioni e indice h
  • 6. Open access Una definizione: “Accesso libero e gratuito online”E‟ un modo per far sì che i lavori scientifici siano liberamente accessibili a tutti senza barriere e restrizioni
  • 7. Editori e barriere all’informazione scientificaIl confronto e la critica provenienti dalla libera espressione di idee sono stati messi in pericolo da  Aumento dei prezzi delle riviste scientifiche  Cessione dei diritti d‟autore agli editori delle riviste scientifiche.Gli editori applicano un modello nato per beni che producono royalties (come i prodotti di Hollywood) a prodotti che non sono nati per generare profitto.
  • 8. Conseguenze Eccessiva pressione finanziaria sugli atenei dovuta ai costi crescenti delle riviste La proprietà intellettuale esercita effetti frenanti nel circuito della comunicazione scientifica.
  • 9. Il paradosso dell’informazione scientifica di ambito accademico Se i cittadini finanziano la ricerca e i fondi sono insufficienti, perché si deve pagare una seconda volta per vederne i risultati? Se il contributo dei ricercatori in Europa e in Italia è determinante per il mercato editoriale, perché non viene riconosciuto per riservare alle istituzioni di appartenenza la possibilità di avere una copia in archivi liberamente accessibili?
  • 10. Open access Perché è più adatto alle esigenze della comunicazione scientifica? Aumento dei prezzi abbonamenti sproporzionato rispetto ai costi di produzione Contrazione dei budget delle università e delle biblioteche Politiche di copyright sempre più restrittive riguardo ai diritti di uso consentiti dagli editori Lentezza dei procedimenti di selezione degli articolo per la pubblicazione Ruolo cruciale della conoscenza nella società
  • 11. Open access: cos’è? Un movimento internazionale nato allinterno della comunità scientifica e accademica per favorire la libera circolazione del sapere rimuovendo le barriere di tempo per i ricercatori molti mesi tra invio del paper e pubblicazione di prezzo per le biblioteche grande pressione finanziaria, a causa di aumenti indiscriminati di accesso per autori/fruitori a causa dei limiti connessi al copyright la cessione dei diritti d‟autore all‟editore blocca la circolazione dell‟informazioneSe si cede il proprio copyright senza riservarsi il diritto di ripubblicare l’opera posta sotto copyright,si è colpevoli di violazione del copyright anche se si sta solo copiando se stessi
  • 12. Vantaggi Accesso dell‟istituzione alla ricerca da essa finanziata Maggiore diffusione e quindi maggiore impatto delle informazioni Procedure di valutazione trasparenti Riappropriazione della produzione scientifica come bene collettivo
  • 13. Open access: come? Pubblicando in un Open access journal oppure depositando il lavoro in un archivio istituzionale o disciplinare ma anche verificando le politiche degli editori delle riviste tradizionali
  • 14. Le due strategie GOLDEN ROAD pubblicazione in riviste ad accesso aperto GREEN ROADautoarchiviazione in un deposito istituzionale e/o disciplinare ma anche...... MODELLI IBRIDI riviste di editori tradizionali che consentono l‟autoarchiviazione
  • 15. GOLDEN ROAD = riviste OA Dove trovo un Open Access journal su cui pubblicare? Consultando• Directory of Open Access journals http://www.doaj.org• Repertorio delle riviste italiane Open Access http://wiki.openarchives.it/index.php/Riviste_italia ne_OA
  • 16. GREEN ROAD= Open Archives Archivi aperti digitaliSono infrastrutture informatiche che raccolgono tutta la produzione scientifica • di un Ateneo (altrimenti dispersa in una miriade di pagine web) • di una comunità scientifica (es.: Open Archive di Fisica: http://arxiv.org)
  • 17. Strategie per l’Open Access oggi “Sostanzialmente, un modo per supportare l‟accesso aperto è quello di continuare a pubblicare nelle riviste tradizionali esistenti munite di peer-review, ma contemporaneamente praticare l’auto-archiviazione di quanto sottomesso alle riviste a stampa o on-line”.In questo modo si attua un doppio binario: • da una parte il deposito immediato entro un archivio di e-print pubblicamente accessibile (istituzionale o disciplinare) • dall‟altra la sottomissione alla rivista secondo il processo tradizionale. Antonella De Robbio, Auto-archiviazione per la ricerca
  • 18. Open access: come?Verificando le politiche degli editori e facendo attenzione alla cessione dei diritti.Ora i contratti editoriali standard non prevedono più la cessione totale dei diritti e consentono determinati riutilizzi ITER DELL’ARTICOLO  versione 1 preprint  versione 2 successiva al referaggio (peer review), viene rivista dall’autore  versione 3 definitiva, con formattazione, editing e logo dell’editore, in PDFLa magggior parte degli editori consente l‟archiviazione nell‟archivio istituzionale della versione 2. Verifica in SHERPA/ROMEO http://www.sherpa.ac.uk/romeo.php per saper se l’editore presso il quale intendi pubblicare consente il deposito in archivi ad accesso aperto!
  • 19. Accesso e impatto limitati Inizia il ciclo: La ricerca è I ricercatori scrivono il conclusa “pre-print” pre- referaggio Submission a una rivista 12-18 Mesi12-18 Mesi “Peer-Review” Revisioni dellautore “Post-print” referato: accettato, certificato, pubblicato da una rivista I ricercatori hanno accesso al documento solo seTim listituzione di riferimento ha un abbonamento alla rivista Nuovo ciclo di impatto: 27 ottobre 2009 Nuove ricerche a partire Tim Brody, Stevan Harnad The research impact cycle dalle ricerche esistenti
  • 20. Accesso e impatto massimizzati grazie all’autoarchiviazione Inizia il ciclo di impatto: la ricerca Il ricercatore scrive un è conclusa pre-print non ancora referato Il pre-print viene autoarchiviato nellarchivio Larticolo viene istituzionale Il pre-print viene inviato ad una rivista pubblicato su una rivista OA12-18 Months 12-18 Mesi oa12-18 Mesi Il pre-print passa la revisione pagamento, e di un comitato di esperti – autoarchiviato “Peer-Review” nellarchivio istituzionale dal Il pre-print viene rivisto ricercatore dallautore Larticolo viene accettato da una rivista, che ne certifica la qualità Nuovo ciclo di scientifica e lo pubblica impatto: limpatto della ricerca autoarchiviata è MAGGIORE (e più RAPIDO) perchè laccesso è massimo Il ricercatore ha accesso al suo (e accelerato) articolo solo se la sua istituzione ha un abbonamento alla rivista Nuovo ciclo di impatto: 27 ottobre 2009 Nuove ricerche costruite suTim Brody, Stevan Harnad The research impact cycle quelle esistenti
  • 21. Progetto OPENAIREOpen Access Infrastructure for Research in EuropeProgetto pilota istituito dall‟UE per implementare l’Open Access su scala europea con 38 partners di 27 paesi.I ricercatori di 7 aree disciplinari (scienze biomediche comprese) sono tenuti a depositare i risultati delle ricerche - finanziate nellambito del Settimo Programma Quadro e dall‟European Research Council - in repositories istituzionali ad accesso aperto.Lo scopo di OpenAIRE e quello di creare uninfrastruttura digitale e meccanismi di sostegno per il deposito e l„accesso aperto agli articoli scientifici finanziati dal Progetto pilota sull‟open access del Settimo Programma Quadro.Il portale darà visibiltà ai research imput (i progetti finanziati entro il 7 Programma Quadro) e ai research output (le pubblicazioni dei risultati delle ricerche finanziate entro il progetto) e costituirà lo strumento per la valutazione di entrambi.
  • 22. http://www.openaire.eu/
  • 23. Enti che hanno istituito l’obbligo del deposito in modalità Open Access, anno 2010• NHI National Institute of Health• ERC European Research Council• NRC National Research Council di Australia, Canada, Gran Bretagna, Irlanda, Norvegia, et al.• DFG German Research Foundation• MIT Massachusetts Institute of Thecnology• ISS Istituto Superiore di Sanità• CERN Ginevra
  • 24. Raccomandazioni CRUI sull’Open Access
  • 25. Perché le tesi di dottorato? Sono prodotti della ricerca a tutti gli effetti, spesso eccellenti, a cui in passato veniva data scarsa visibilità Subiscono un processo di validazione accurato Non ci sono vincoli con editori (o se esistono si può applicare un embargo)
  • 26. Embargo: cos’è? Periodo di tempo in cui la tesi, archiviata in un deposito istituzionale, è secretata. Varia dai 6 ai 12 mesi, eccezionalmente può arrivare a 3 anni E‟ richiesto e motivato dal dottorando. quando si applica? quando la ricerca è stata finanziata da terzi ed esiste un accordo che prevede un vincolo di segretezza Se la tesi è in corso dipubblicazione per motivi di privacy
  • 27. Accesso alle tesi di dottorato in ItaliaLe tesi di dottorato sono già pubblicamente consultabili presso le Biblioteche nazionali centrali, a stampa, ma sinora spesso non sono disponibili sui cataloghi online, per cui manca una tempestiva informazione bibliografica. Per accedere a una tesi bisogna sapere che esiste...Con le tecnologie digitali aumentano le opportunità di diffusione.Ora anche il Italia è divenuta operativa la procedura di deposito legale telematico delle tesi di dottorato.Archivi tesi sono stati istituiti a UniBo, UniTs, UniPR, UniNA, UniCattolica, UniBicocca e ... UniMoRe
  • 28. Alm@DL - le tesi di dottorato a UniBo http.//almadl.cib.unibo.it
  • 29. OpenstarTS – le tesi di dottorato nell‟archivio istituzionale UniTS http://www.openstarts.units.it/dspace/handle/10077/9
  • 30. Tesi in UNIMOREE‟ in corso l‟avvio della sperimentazione del sistema informativo per la presentazione, archiviazione, consultabilità delle tesi in formato elettronico per alcuni corsi di dottoratoLe procedure per la sottomissione potranno essere svolte quasi completamente in modo automatico e sarà possibile aumentare i tempi disponibili per la redazione delle versioni finali, in modo da rendere più attendibili le versioni "ufficiali" delle tesi elettroniche.Gli studenti potranno scegliere se consentire o no a rendere disponibile gratuitamente su world wide web il proprio lavoro per intero o limitatamente a singole parti a loro scelta.
  • 31. Valutazione della ricerca Decreto Ministeriale 28 luglio 2009 n. 89 Valutazione dei titoli e delle pubblicazioni scientificheNellambito dei settori scientifico-disciplinari in cui ne è riconosciuto luso a livello internazionale le Commissioni nel valutare le pubblicazioni si avvalgono anche dei seguenti indici:I. numero totale delle citazioni;II. numero medio di citazioni per pubblicazione;III. "impact factor" totale;IV. "impact factor" medio per pubblicazione;V. combinazioni dei precedenti parametri atte a valorizzare limpatto della produzione scientifica del candidato (indice di Hirsch o simili)
  • 32. Valutazione qualitativa & quantitativa Valutazione della ricerca richiederebbe un duplice approccio: qualitativo e quantitativo Valutazione qualitativa peer review definita anche referaggio,è il metodo tradizionale per la verifica della qualità dei lavori scientifici Consiste nella valutazione da parte di un gruppo di specialisti riconosciuti come esperti nella materia della pubblicazione.
  • 33. Valutazione quantitativaUtilizza metodi quantitativi : uno di questi è limpatto delle pubblicazioni in termini di numero di citazioni raccolte (citazioni alle riviste, citazioni agli articoli)Il 1 è l‟ impact factor un indicatore quantitativo che a poco a poco si è trasformato nel sistema di valutazione della qualità più diffuso e accreditato.
  • 34. Impact factor: cos’è’? creato dall‟ISI (Institute of Scientific Information)è il numero medio delle citazioni per articolo di rivista su un periodo di 2 anni. Come si ottiene? calcolando• Il numero di citazioni correnti ricevuto da ciascuna rivista in un anno• diviso per il numero di articoli pubblicati nello stesso periodico nei due anni precedenti.
  • 35. Calcolo dell’Impact Factor Come calcolare, ad esempio, l‟impact factor di Medicinal chemistry research nel 2009?• Sommando gli articoli pubblicati su MCS nel 2007 e 2008=107• Sommando le citazioni che quegli articoli hanno ricevuto nel 2009=111 111 = 1.037 è l‟Impact factor di MCS nel 2009 107
  • 36. Come ottengo l’impact factor di una pubblicazione? Consultando il Journal Citation Reports dal portale delle Banche dati, METALIB, oppure direttamente dal sito della BSI www.bsi.unimore.it cliccando nella barra superiore impact factor Seleziono “ Search for a specific journal “ e digito il titolo della rivista.
  • 37. Quali sono le riviste del mio settoredisciplinare che hanno un impact factor? E qual è?Per conoscere le riviste del mio settore disciplinare e sapere qualisono dotate di impact factor è necessario aprire il Journal CitationReport (in www.bsi.unimore.it cliccare nell‟header impact factor)poi selezionare lopzione View a group of journals by SubjectCategory e dare invio.Si aprirà una nuova tendina che permette la selezione del settoredisciplinare.
  • 38. Selezionando View journal Data, dal menu sort by impact factorottengo lelenco dei titoli ordinato in base all‟impact factor
  • 39. NON “Quali sono le migliori riviste nel mio settore?”MA “Quali sono le riviste con IF più alto nel mio settore?”
  • 40. Altri indicatori ISIIMMEDIACY INDEXmisura quanto successo staavendo il lavoro nell‟anno inrelazione a quanto velocementeun articolo è mediamente citato equanto spesso gli articoli dellarivista sono citati nell‟annoCITED HALF-LIFEmisura la validità nel tempodegli articoli citati o la duratadelle citazioni nel tempo
  • 41. Limiti dell’Impact factorE’ utile per conoscere la performance di una riviste in relazione ad altre dello stesso settore disciplinareNon è utile per comparare riviste appartenenti a settori disciplinari diversi Dire che il periodico A (con IF maggiore) e‟ superiore al periodico B (con IF minore) ha significato solo se si accetta il principio che qualità equivale a quantità di citazioni* e solo se i periodici A e B appartengono allo stesso settore disciplinare. Ma se A appartiene a Biochimica e B a Farmacologia questo confronto è improponibile perché il comportamento citazionale varia notevolmente nei diversi settori disciplinari *Questa modalità, grazie alla quale limpact factor viene usato come parametro di riferimento per stilare graduatorie delle riviste più prestigiose, è stata criticata in particolare da alcuni matematici, in primis Alessandro Figà Talamanca nel suo storico discorso dal titolo LImpact Factor nella valutazione della ricerca e nello sviluppo delleditoria scientifica al convegno SINM del 2000. http://siba2.unile.it/sinm/4sinm/interventi/fig-talam.htm
  • 42. Limiti dell’Impact factor Il database ISI ha copertura incompleta • non contiene: libri, documenti web, conference proceedings prima del 2009 E dominato dalle pubblicazioni americane e di lingua inglese Non comprende tutte le riviste, e i criteri di esclusione non sono definiti Le riviste locali o di paesi periferici spesso non sono comprese
  • 43. Limiti dell’Impact factor Varia molto in base al numero ed al tipo di articoli pubblicati  Gli articoli di tipo rassegna (review) sono citati più frequentemente degli altri, perciò i periodici o gli annuari che pubblicano in maggioranza rassegne hanno spesso IF elevati.  I periodici che pubblicano in un anno pochi articoli possono avere IF esageratamente alti. E‟ un dato potenzialmente manipolabile Non è utilizzabile per valutare l‟influenza o la qualità di un articolo o di un autore
  • 44. Indici di citazioni : cosa sono?Database che rintracciano e calcolano i riferimenti che gli autori collocano nelle bibliografie degli articoli. Rispondono• alle esigenze di ricerca bibliografica• alle esigenze di valutazione della ricerca scientifica. Utilizzando lo strumento della recupero delle citazioni focalizzano la misurazione sulla produzione scientifica del singolo AUTORE
  • 45. Indici di citazioni• Database citazionali interdisciplinari o ISI WEB OF SCIENCE o SCOPUS o GOOGLE SCHOLAR• Database disciplinari o CHEMICAL ABSTRACT SERVICE (SciFinder) o MatSciNet o ...........
  • 46. ISI Web of scienceDatabase di citazioni accessibile attraverso la piattaforma Thomson Reuters Web of Knowledge.Copertura : 11.500 periodici, dal 1970 in poi, con backfiles dal 1900.E‟ il proseguimento degli indici di citazioni ideati da Eugene Garfield negli anni 60 e comprende, oltre ai tradizionali Science Citation Index Expanded, Social Sciences Citation Index, Arts & Humanities Citation Index, Conference Proceedings Citation Index per lanalisi citazionale degli atti di convegni, ed il Journal Citation Reports per il calcolo dellImpact Factor.Non indicizza le citazioni di documenti in open archives Da dove si accede?L‟accesso a WEB of Science è possibile dai computer della rete universitaria e da remoto con VPN. Dal sito della BSI www.bsi.unimore.it cliccare nell‟header Banche dati, poi Trova risorse, infine cercare Web of Science
  • 47. ScopusDatabase di citazioni prodotto nel 2004 da Elsevier, indicizza• 18.500 riviste peer reviewed„ compresi 1800 periodici Open Access• 350 collezioni di libri• 4,4 milioni di Conference papers Copertura (per le citazioni ) dal 1996 Da dove si accede? L‟accesso a WEB of Science è possibile dai computer della rete universitaria e da remoto con VPN. Dal sito della BSI www.bsi.unimore.it cliccare nell‟header Banche dati, poi Trova risorse, infine cercare Scopus
  • 48. Confronto Scopus Web of ScienceI titoli in totale, le sovrapposizioni e i titoli originali (fonte Jisc) http://www.jisc-adat.com/adat/home.pl
  • 49. Indici di citazioni : come posso usarli? Per effettuare una ricerca bibliografica trovando articoli che citano articoli precedenti, facendo cioè una ricerca per citazioniA differenza di quella per autore o parola chiave, la ricerca per citazioni è in grado di recuperare gli articoli successivi che citano larticolo di partenza. Se, ad esempio, ho un articolo del 1995, troverò tutti gli articoli successivi che lo citano e sfruttando questa relazione diretta otterrò molti più articoli rispetto alla ricerca per parola chiave.
  • 50. Ricerca per citazioniE‟ una particolare tipologia di ricerca, in grado diricondurre agli articoli che • appaiono nella bibliografia di un articolo Si tratta di una ricerca a ritroso, perché si ottengono i documenti citati dal riferimento. Questa ricerca corrisponde alla tradizionale ricerca di articoli citati in una bibliografia. • citano larticolo di partenza partendo da un riferimento, recupero articoli apparsi successivamente, in cui viene citato l‟articolo di partenza
  • 51. Ricerca per citazioniIl recupero di tali documenti, reso possibile dalle tecnologie digitali, rappresenta un passo avanti nella ricerca su un certo argomento poichéci fa scoprire l‟esistenza di lavori pubblicati successivamente che citano i documenti di partenza, veniamo così a conoscenza dei risultati delle ricerche successive sull‟argomento.
  • 52. Google ScholarDatabase di citazioni, gratuito, che indicizza oltre a periodici scientifici, anche tesi, preprints, siti web, recensioni, rapporti tecnici, documenti in open achives etc. di tutte le discipline.Non ha una buona copertura per le pubblicazioni più datate (potrebbe sottostimare l‟impatto di scienziati che abbiano pubblicato in prevalenza prima del 1990)Non ha una buona copertura per la chimica (non contiene i periodici dell‟American Chemical Society) e la fisica.
  • 53. Indici di citazioni per la valutazioneI database Web of Science, Scopus, Google Scholar consentono di  Recuperare il numero di citazioni di un autore o di una pubblicazione  Trovare l‟indice h di un autore
  • 54. Indice h: cos’è?E‟ un indice presentato nel 2005 da Jorge Hirsch, University of California S.Diego, per quantificare la produttività e l‟impatto del lavoro di uno scienziato“L‟indice h da‟ il numero più elevato di documenti che uno scienziato possa avere a disposizione con un tale numero di citazioni.” Nature (2005):Un autore con indice h 13 ha almeno 13 articoli pubblicati con almeno 13 citazioni.Calcola la distribuzione delle citazioni che le pubblicazioni di un ricercatore ricevono.Più alto è l‟indice h, più importante è l‟impatto dell‟autore nella comunità scientifica a cui appartiene.
  • 55. Indice hMisura sia la produttività scientifica che l’influenza di uno scienziato sulla comunità, escludendo sia singoli articoli di grande successo che lavori di scarso interesse.Un accademico non può avere un indice h alto senza avere pubblicato un buon numero di lavori, ma non basta. I suoi articoli devono essere citati da altri accademici per contare per l‟indice h. È una misura del volume citazionale dell‟intera carriera NB! • Sono utilizzabili vari strumenti per ottener l’h-index: occorre perciò segnalare sempre quale banca dati è stata consultata per recuperarlo • I confronti dell’indice h ottenuto per diversi ricercatori sono tanto più efficaci quanto più piccolo è il settore di ricerc
  • 56. Recuperare l’indice h con Web of Science In ISI Web of Knowledge scegliere il database Web of Science Dopo aver inserito il nome dell‟autore nella forma cognome iniziale del nome Selezionare Author dal menu a tendina Cliccare Search Nella schermata dei risultati cliccare la voce Create Citation Report, in alto a destra.Il Citation Report dell‟autore calcola automaticamente l‟indice h (dal 1975) oltre a molte altre informazioni, come il numero di articoli, il numero totale di citazioni, il numero di citazioni per anno, etc.
  • 57. Recuperare l’indice h con Scopus Selezionare Author search Inserire il nome dell‟autore Cliccare Search Selezionare la voce (o le voci) riconducibili all‟autore Cliccare View citation overview. Il Citation overview elabora e calcola tutte le citazioni ricevute dal 1996 e recupera automaticamente l’indice h, di cui è disponibile anche il grafico.
  • 58. Recuperare l’indice h con Google ScholarOccorre scaricare un software gratuito, ad esempio PoP (Publish or Perish) disponibile per il download all‟indirizzo http://www.harzing.com/pop.htm) che consulta i dati reperibili su Google Scholar.
  • 59. Recuperare l’indice h con Google Scholar Aprire Publish or Peris per entrare nella schermata di ricerca e inserire il nome dell’autore nella forma “iniziale del nome cognome” (tra virgolette). E’ possibile selezionare una o più aree disciplinari. Cliccare su Lookup Il programma fornisce la lista di tutti gli articoli trovati, ordinabili secondo vari criteri. Tra i risultati, recuperati automaticamente, troviamo l’indice h.
  • 60. Per approfondire• La pagina Indicatori bibliometrici nel sito del Sistema Bibliotecario di Ateneo http://www.sba.unimore.it/• Per l‟indice h: il sito Publico ergo sum http://www.pubblicoergosum.org/