Forum Ambientale per lo Sviluppo SostenibilePer una visione condivisa sul futuro dell’area vasta provinciale      REPORT E...
SommarioPROMUOVERE LE POLITICHE DI SVILUPPO SOSTENIBILE AMBIENTALE .................... 31. PREMESSA ........................
PROMUOVERE LE POLITICHE DI SVILUPPO SOSTENIBILE AMBIENTALELa Fondazione FIELD, organismo in house regionale, in affiancame...
di valutazione preventiva delle politiche e dei programmi, secondo lapproccio della valutazioneambientale strategica.Che c...
1. PREMESSANell’ambito delle attività di accompagnamento e animazione dei sistemi locali e territoriali relativialla Linea...
In particolare, l’obiettivo ultimo di Agenda 21, che è quello di addivenire alla certificazioneambientale, è diventato obi...
Nello sviluppo di scenari i partecipanti sono invitati a proiettarsi nel futuro per immaginare, inrelazione ai temi della ...
•   sistema commerciale e imprenditoriale, domanda interna;   •   infrastrutture, viabilità, servizi, accesso agli stessi;...
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3. WORKSHOP EASW PROVINCIA DI CATANZAROProgramma27 Aprile 2010 - Palazzo della Provincia CATANZARO9.30    Registrazione10....
Valutazione (15)15.30   Presentazione della visione comune condivisa                        Dr. Salvatore Barresi         ...
Teresa Muraca, Avv. Fausto Scervino, Ing. Simona Scrivano, Arch. Michele Sorrentino, Avv.Aurelio Paola;Responsabile del bo...
42     Giovanni     Pulerà           Provincia Catanzaro43     Antonio      Dominianni       Provincia di Catanzaro44     ...
3.2 PRESENTAZIONEIl Forum Ambientale per lo Sviluppo Sostenibile della Provincia di Catanzaro“Per una visionecondivisa sul...
I risultati della giornata di simulazione e partecipazione, sono riassunti nel rapporto, e fornisconouna prima visione com...
3.4 CO-PROGETTARE IL FUTURO – METODI E STRUMENTI PARTECIPATIVIdi Paolo Martinez e Alessandra Modi (IDEAI FUTOUR).Per arriv...
e percorsi operativi; sensibilizzare e sollecitare idee e indicazioni concertate da sviluppare da partedei partecipanti pe...
(2) Lancio di idee e azioni: in questa fase i partecipanti al workshop si sono distribuiti in quattrogruppi di lavoro tema...
Questo rapporto è il prodotto di una giornata nella quale tante energie si sono attivate in paralleloper raggiungere il co...
Il lavoro si è articolato in quattro sessioni:   1. Sviluppo di scenari negativi nel 2020: Peggio di così non poteva andar...
RisposteAmministratori                                      Imprenditori e operatori economici     Elisabeth Bennet autore...
inquinamento totale dei nostri mari      vendita dei 409 comuni ai cinesi      difficoltà dei collegamenti      scuole int...
3.6.2. ELABORAZIONE DI UN SENSO COMUNE RISPETTO ALLE VISIONI NEGATIVEDegrado sia nei rapporti umani, sociali e ambientale....
attrezzature e servizi sociali per tutti             sicurezza sismica delle costruzioni       trasporto pubblico efficien...
recuperare i centri storici                          recuperare i centri storici3.6.4 ELABORAZIONE DI UN SENSO COMUNE RISP...
3.7.1 LE SESSIONI TEMATICHELe proposte di azione prendono in riferimento le seguenti sessioni tematiche:   1.   MOBILITÀ S...
Park pricing (o parcheggi a pagamento)              Lapplicazione di ticket orari sui parcheggi tende ad aumentare il cost...
sociali, ambientali ed economici della sostituzione di risorse. Trasferimento delle risorse sul territorio; incidenza ambi...
coordinamento urbanistico territoriale. Il dopoguerra in Italia è contraddistinto dal boom edilizio che con le sue aberraz...
specifica tutela giuridica, salvo per luoghi e manufatti espressamente individuati e confinati. Molte delle attività che d...
politici, istituzionali, economici sono egualmente forti e condizionano la stessa pianificazione chiamata a dare risposte ...
salute, la governance e nell’implementazione dei Millennium Development Goals delle Nazioni Unite e del piano di attuazion...
-   gli elementi estetici e paesaggistici che rinviano a componenti identitarie e di appartenenza         presenti nella c...
contermini. La pianificazione di area vasta, provinciale e regionale, in particolare attraverso il         PTCP dovrebbe a...
Workshop easw mody   provincia di catanzaro  2010- forum ambientale per lo sviluppo sostenibile
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  1. 1. Forum Ambientale per lo Sviluppo SostenibilePer una visione condivisa sul futuro dell’area vasta provinciale REPORT EASW® Mosaico Digitale Seminario Europeo di Simulazione Partecipativa EUROPEAN AWARENESS SCENARIO WORKSHOP 27 Aprile 2010 - Sala Giunta Provincia di Catanzaro REGIONE CALABRIA POR Calabria FESR 2007- 2013 ASSE III Ambiente - Linea di intervento 3.5.1.1 Responsabile Progetto Field Salvatore Barresi Esperti Field Francesca Diano, Elvira Dodaro, Francesca Ferraro, Marco Maretta, Maria Teresa Muraca, Fausto Scervino, Simona Scrivano, Michele Sorrentino, Aurelio Paola, Valeria Gigliotti Facilitazione e National Monitor EASW a cura di FUTOUR Paolo Martinez e Alessandra Modi Comunicazione e Ufficio Stampa a cura di Dino Granata e Fernando Miriello
  2. 2. SommarioPROMUOVERE LE POLITICHE DI SVILUPPO SOSTENIBILE AMBIENTALE .................... 31. PREMESSA ................................................................................................................................... 5 1.1 METODOLOGIA ..................................................................................................................... 6 1.2 RISULTATI ATTESI ............................................................................................................... 72. INIZIO DEL PROCESSO PARTECIPATO - AUDIT TERRITORIALE................................. 73. WORKSHOP EASW PROVINCIA DI CATANZARO ............................................................ 11 3.1 RISORSE IMPIEGATE NEL WORKSHOP EASW ......................................................... 12 3.1.1 PARTECIPANTI AL FORUM ........................................................................................... 13 3.2 PRESENTAZIONE ............................................................................................................... 15 3.3 OBIETTIVI.............................................................................................................................. 16 3.4 CO-PROGETTARE IL FUTURO – METODI E STRUMENTI PARTECIPATIVI......... 17 3.5 SCENARIO WORKSHOP MOSAICO DIGITALE ............................................................ 18 3.6 SESSIONE “VISIONI” .......................................................................................................... 20 3.6.1 VISIONI NEGATIVE PROSPETTATE DAI GRUPPI DI INTERESSE ...................... 22 3.6.2. ELABORAZIONE DI UN SENSO COMUNE RISPETTO ALLE VISIONI NEGATIVE ................................................................................................................................... 24 3.6.3 VISIONI POSITIVE PROSPETTATE DAI GRUPPI DI INTERESSE ........................ 24 3.6.4 ELABORAZIONE DI UN SENSO COMUNE RISPETTO ALLE VISIONI POSITIVE ........................................................................................................................................................ 26 3.7 “LANCIO delle IDEE” nelle SESSIONI TEMATICHE...................................................... 26 3.7.1 LE SESSIONI TEMATICHE ............................................................................................ 27 3.8 SESSIONE IDEE E AZIONI ................................................................................................ 42 3.9 PROGETTI E IDEE DEI GRUPPI TEMATICI .................................................................. 42 3.10 IDEE SELEZIONATE ......................................................................................................... 46Allegati............................................................................................................................................... 47 FORUM PROMOSSO ............................................................................................................ 48EASW® Modì ® Forum Ambientale per lo Sviluppo Sostenibile della Provincia di Catanzaro Pagina 2
  3. 3. PROMUOVERE LE POLITICHE DI SVILUPPO SOSTENIBILE AMBIENTALELa Fondazione FIELD, organismo in house regionale, in affiancamento e supporto al Dipartimento14 - Politiche per l’Ambiente della Regione Calabria, impegnato su attività specifiche di animazionedei sistemi locali e territoriali, sta implementando attività legate al POR Calabria FESR 2007-2013in particolare all’Asse III Ambiente - Linea di intervento 3.5.1.1.L’obiettivo è quello, attraverso azioni per garantire la sostenibilità ambientale delle politiche disviluppo, di avviare il processo di Agenda 21 locale sul territorio calabrese.Una attività utile alla predisposizione di un quadro diagnostico che integri il sistema di conoscenzegià acquisite dallamministrazione e al tempo stesso ne riorganizzi i contenuti informativi in modocomprensibile da tutti gli attori della comunità.La valorizzazione dei processi di coinvolgimento dei cittadini e di partecipazione pubblica, giàavviati con i principali "portatori di interessi" locali (stakeholders), e lindividuazione di modalitàorganizzative e procedurali, condivise attraverso il lavoro di un Forum, che disegnino un rapportopiù trasparente tra pubblica amministrazione e cittadini calabresi.Lo studio di modalità tecnico-amministrative per lintegrazione e limplementazione delle azionipreviste dalla costituzione del Piano di Azione Ambientale.Gli esperti della Fondazione FIELD promuoveranno a livello territoriale gli strumenti di analisi ereporting ambientali e le metodologie e pratiche di Agenda 21 - Certificazioni / Registrazioni d’Areao di Distretto; Certificazioni EMAS e di Prodotto (Ecolabel); Sistemi di Contabilità Ambientale.Particolare sarà la diffusione tra i vari soggetti sociali e istituzionali - e anche allinterno dellastruttura amministrativa - della cultura dello sviluppo sostenibile, della ricerca di strumenti eprogetti per la valorizzazione delle risorse ambientali, della capacità di valutare gli effetti ambientalidelle politiche e di programmi settoriali.La condivisione tra i vari soggetti sociali e istituzionali dellanalisi sullo stato dellambiente, dellesue criticità, degli strumenti di governo e di gestione (pubblica e privata) per la qualità ambientale,delle potenzialità di promozione del benessere sociale ed economico legate alla valorizzazione etutela delle risorse ambientali e allinnovazione tecnologica e gestionale dei modi di produrre econsumare, sarà uno dei punti forza dell’attività degli esperti Field in questo primo anno di attivitàal Dipartimento Politiche Ambientali regionali.La Regione Calabria e la Fondazione FIELD sono a servizio delle Amministrazioni Locali per ilconsolidamento di forme di dialogo e di pianificazione partecipata tra i vari soggetti istituzionali esociali attorno ad una "visione comune" di sviluppo sostenibile e per la costruzione di progetti eazioni comuni.Inoltre, l’attività di Field guarderà molto all’integrazione tra obiettivi di sostenibilità ambientale eobiettivi di coesione sociale, benessere economico ed equità di genere - pari opportunità.L’esigenza espressa in fase di concertazione relativa alla integrazione degli obiettivi ambientalinelle politiche e nei programmi di settore, sarà trattata attraverso lindividuazione di criteri condivisiEASW® Modì ® Forum Ambientale per lo Sviluppo Sostenibile della Provincia di Catanzaro Pagina 3
  4. 4. di valutazione preventiva delle politiche e dei programmi, secondo lapproccio della valutazioneambientale strategica.Che cosa dovrà fare il gruppo di lavoro A21 della Field? Agire per migliorare la comprensione dellequestioni ambientali e per: rafforzare il ruolo delle autorità locali nella gestione ambientale(specialmente nelle città di piccole e medie dimensioni); sviluppare idonee procedure politiche eamministrative, rivolte in particolare alla partecipazione dei cittadini; applicare in modo efficiente glistrumenti di gestione; accrescere il ruolo di esempio delle municipalità in campo ambientale, versoi propri cittadini e verso le altre municipalità.Ogni comunità è unica: le esperienze da essa maturate possono guidare le decisioni di altrecomunità, non fornire schemi operativi direttamente trasferibili; tuttavia, esempi e casi di studioformano una sezione sostanziale dell’attività Field, destinata a stimolare utili riflessioni.Naturalmente, ogni comunità si troverà a un differente livello nel processo di Agenda 21 Locale:alcune amministrazioni calabresi hanno già istituito il forum, predisposto il rapporto sullo statodell’ambiente e si accingono a definire le linee di intervento, altre invece sono solo all’inizio delprocesso.Gli esperti accompagneranno le comunità che non dispongono di sistemi per l’analisi, lavalutazione e la pianificazione ambientale e che, più in generale, non hanno ancora attivato ilprocesso di Agenda 21 Locale. Dr. Salvatore Barresi Responsabile Progetto Field POR Calabria FESR 2007- 2013 ASSE III Ambiente - Linea di intervento 3.5.1.1EASW® Modì ® Forum Ambientale per lo Sviluppo Sostenibile della Provincia di Catanzaro Pagina 4
  5. 5. 1. PREMESSANell’ambito delle attività di accompagnamento e animazione dei sistemi locali e territoriali relativialla Linea di intervento 3.5.1.1, previste dall’Asse III Ambiente del POR Calabria 2007-2013, laRegione Calabria e la Provincia di Catanzaro hanno organizzato il primo “Forum Ambientale per loSviluppo Sostenibile” quale momento importante di confronto sulla sostenibilità.Il Forum Ambientale Provinciale - Workshop EASW – Seminario locale di simulazione, coordinatodagli esperti della Fondazione FIELD con la partecipazione del National Monitor Paolo Martinez, sitenuto giorno 27 Aprile 2010 presso il Sala Giunta della Provincia di Catanzaro.In un’ottica di massimo coinvolgimento, al Forum sono state invitate a partecipare tutte leorganizzazioni rappresentative del sistema economico e sociale nonché le associazioni di cittadini(ambientaliste, del tempo libero, dei consumatori, ecc.) e le altre organizzazioni locali (Università,Centri di ricerca, ecc.) dove si è discusso e definito gli interventi di sostenibilità locale.Il Forum, con la funzione di analisi dello stato del territorio locale e consultazione e proposta nelladefinizione di strategie e nella individuazione di azioni comuni per costruire il Piano d’Azione per losviluppo sostenibile della Provincia, a livello operativo, il Forum è stato articolato in gruppi tematicied ha lavorato all’analisi dell’esistente, dei problemi e delle loro cause, all’individuazione dei fattoridi criticità o alle opportunità da considerare.Sulla base di tale analisi, i gruppi di lavoro hanno individuato gli obiettivi generali e specifici, lepriorità di intervento, le azioni da attuare, le responsabilità, gli attori da coinvolgere e gli indicatoridi prestazione e monitoraggio.I gruppi tematici proposti dall’amministrazione provinciale sono stati i seguenti: a. Mobilità sostenibile b. Risorse e Territorio c. Ambiente urbano d. Produzione e Ambiente e. Qualità sociale e qualità del territorioIn ognuno dei gruppi sono state affrontate specifiche tematiche di settore anche alla luce dellepriorità d’intervento segnalate nelle schede di adesione.All’inizio delle attività è stato adottato dai partecipanti il Regolamento del “Forum Ambientale per loSviluppo Sostenibile” della Provincia di Catanzaro (allegato 1) attivando, con la Regione Calabria ela Fondazione FIELD, la metodologia "European Awareness Scenario Workshop" promossa dallaCommissione europea, Direzione Generale ENTERPRISE, Programma Innovation, qualestrumento per discutere e favorire lo sviluppo di città ecologicamente sostenibili.Il Forum si è svolto in un’atmosfera di grande partecipazione, con oltre 80 personerappresentative di tutte le categorie sociali, culturali, economiche e ambientali del territorio.Si è registrata la volontà della Provincia di voler perseguire l’obiettivo della sostenibilità, obiettivo,per altro, non solo affermato più volte nell’intervento del Presidente Wanda Ferrro, ma perseguitoanche dal principale strumento di pianificazione dell’ente, che è il PTCP, in fase di definitivaapprovazione.EASW® Modì ® Forum Ambientale per lo Sviluppo Sostenibile della Provincia di Catanzaro Pagina 5
  6. 6. In particolare, l’obiettivo ultimo di Agenda 21, che è quello di addivenire alla certificazioneambientale, è diventato obiettivo condiviso nel Forum attraverso la proposizione di idee-azioni neitavoli delle sessioni tematiche.Il riequilibrio territoriale, per favorire la permanenza della popolazione locale nelle aree giàurbanizzate, comprende il contenimento di uso di suolo, per contrastare la dispersione urbanaindifferenziata. Considerando la fragilità del territorio e, contemporaneamente, il grande pregioambientale dello stesso, l’idea-azione più significativa è quello che punta a valorizzare la risorsaturistica, del tipo eco-compatibile, con la riqualificazione dei centri antichi attraverso una serie diazioni che puntino ad ottenere marchi d’area e miglioramento del sistema di mobilità sostenibile.1.1 METODOLOGIALa metodologia EUROPEAN AWARENESS SCENARIO WORKSHOP è nata come strumentoinnovativo per facilitare il coinvolgimento e la partecipazione attiva dei diversi attori sociali neiprocessi di innovazione relativi allo sviluppo urbano sostenibile. Il progetto EAWS ha sperimentatocon successo questa metodologia in decine di città ed aree rurali europee (Glasgow, Torino, Lione,Barcellona, Monaco..).Il metodo ha portato ad una aumentata consapevolezza dello sviluppo sostenibile e del ruolo delletecnologie, nonché alla produzione di nuove idee per la sostenibilità locale e per possibili piani diintervento e si basa su due attività principali: (1) lo sviluppo di scenari; (2) le proposte di azioni.EASW® Modì ® Forum Ambientale per lo Sviluppo Sostenibile della Provincia di Catanzaro Pagina 6
  7. 7. Nello sviluppo di scenari i partecipanti sono invitati a proiettarsi nel futuro per immaginare, inrelazione ai temi della discussione, come sviluppare e gestire il proprio paese in unottica disostenibilità.Per facilitare il processo vengono proposti, dai referenti provinciali e regionali, degli scenari cheservono da stimolo. Le visioni elaborate da ciascun gruppo dovranno produrre una visione comunecondivisa.Sulla base della visione comune condivisa i partecipanti sono chiamati ad elaborare le azioninecessarie per ottenere gli obiettivi indicati nella visione comune.Lo svolgimento del seminario potrà essere certificato presso la Commissione europea attraverso lapresenza durante il seminario, di un National Monitor accreditato (National Monitor EASW – UEDGXIII), il quale assicurerà credibilità e rilevanza allevento.1.2 RISULTATI ATTESIIn conformità con la Deliberazione CIPE n. 57 del 8 Agosto 2002, il “Forum Ambientale per loSviluppo Sostenibile” della Provincia di Catanzaro, quale espressione delle forze sociali, culturali,economiche dei settori industriale, artigianale, commerciale, terziario, agricolo e del lavoro,rappresenta il principale organo consultivo ed è sede di confronto e discussione tra attoriistituzionali, economici e sociali del territorio provinciale per la definizione degli obiettivi, deglistrumenti, delle azioni e delle priorità per un futuro durevole e sostenibile.Il Forum Ambientale persegue, nell’ambito dei Programmi d’Azione Europea i principi disussidiarietà, partecipazione e cooperazione, sostenibilità, integrazione, equità e prevenzione. Irisultati attesi sono: Scambio conoscenze, opinioni e idee tra residenti, esperti, amministratoripubblici e rappresentanti del settore privato; partecipazione attiva della cittadinanza alla definizionedi uno sviluppo sostenibile del proprio paese; predisposizione di un piano di azione localecondiviso da tutti gli attori sociali.2. INIZIO DEL PROCESSO PARTECIPATO - AUDIT TERRITORIALELa fase preliminare dell’Audit si è concentrata sulla mappatura delle caratteristiche territoriali,evidenziandone in particolare i punti di forza e debolezza, le criticità e le opportunità (Cfr.Relazione AUDIT TERRITORIALE Provincia di Catanzaro - Attività di accompagnamento eanimazione dei sistemi locali e territoriali. POR Calabria FSER 2007- 2013 Asse III Ambiente -Linea di intervento 3.5.1.1).Grazie alla collaborazione della Provincia di Catanzaro e dei Comuni del territorio, e in particolaredei referenti economici e politici, si è provveduto a definire con precisione i target dellazione dimarketing e a creare un database di contenuti utili da mettere a loro disposizione.E stata inoltre promossa unazione di coordinamento con gli altri soggetti coinvolti nell’audit.LAudit ha analizzato nello specifico le peculiarità del territorio in riferimento ai seguenti elementicritici: • aspetti demografici, sociali, culturali, storici del territorio;EASW® Modì ® Forum Ambientale per lo Sviluppo Sostenibile della Provincia di Catanzaro Pagina 7
  8. 8. • sistema commerciale e imprenditoriale, domanda interna; • infrastrutture, viabilità, servizi, accesso agli stessi; • elementi incentivanti.Questionari, interviste e colloqui - utilizzati come strumenti di rilevazione - sono stati somministratiad amministratori presenti nel territorio. Inoltre si è provveduto a operare una rilevazione dabanche dati territoriali già esistenti. Infine, ci si è soffermati su unanalisi approfondita del sistemaambientale locale al fine di individuare possibili idee - azioni - progetto verso le quali promuovereazioni istituzionali. Gli obiettivi sono stati quelli di pervenire ad un quadro diagnostico dettagliatosullo stato fisico-ambientale, economico e sociale del territorio della Provincia di Catanzaro, qualebase di riferimento per una conoscenza approfondita del territorio al servizio del Forum.Si sono tenute riunioni presso la sede della Provincia di Catanzaro con il Gruppo Esperti Field A21e i referenti dell’Ente istituzionale per valutare e insieme decidere le buone prassi di sviluppoambientale sostenibile, in particolare:(1) le certificazioni d’Area o di distretto finalizzate a realizzare un effettivo valore aggiuntoattraverso le sinergie e la cooperazione tra attività produttive, lo scambio di “buone pratiche” el’utilizzazione di risorse comuni;(2) Le certificazioni di prodotto ovvero adozione del marchio europeo Ecolabel per la certificazioneambientale dei prodotti e servizi ciò è sinonimo di qualità ambientale in quanto permette dicollocare il prodotto/servizio sul mercato europeo e garantire il consumatore interessato e sensibilealla sostenibilità ambientale;(3) Sistemi di contabilità ambientale che permetteranno di integrare le informazioni che descrivonola stato dell’ambiente con rapporti, rendiconti e bilanci in grado di indirizzare la pianificazione e laprogrammazione degli Enti Pubblici.Nel merito si è stabilita la data di attivazione del Forum Ambientale per lo Sviluppo Sostenibile e siè visionato il regolamento del Forum, invitando, in un ottica di massimo coinvolgimento, tutte leorganizzazioni rappresentative del sistema economico sociale, nonché gli amministratori, leassociazioni, i rappresentanti delle attività produttive e gli esperti del settore.Agli stessi, si precisa, è stata consegnata, attraverso la spedizione via telematica e postale l’invitoal Forum Ambientale per lo Sviluppo Sostenibile, il Regolamento e la scheda di adesione, unabrochure delle sessioni tematiche (mobilità sostenibile, risorse e territorio/ambiente urbano,ambiente e produzione, qualità sociale e qualità della vita).EASW® Modì ® Forum Ambientale per lo Sviluppo Sostenibile della Provincia di Catanzaro Pagina 8
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  11. 11. 3. WORKSHOP EASW PROVINCIA DI CATANZAROProgramma27 Aprile 2010 - Palazzo della Provincia CATANZARO9.30 Registrazione10.00 Apertura dei lavori Dr. Salvatore Barresi Coordinatore Progetto • Approvazione del regolamento del Forum A21 Fondazione FIELD • Obiettivi e programma della giornata • Presentazione dello staff di lavoro Dr. Salvatore Lopresti Dirigente di settore Politiche per l’Ambiente Regione Calabria10.15 La metodologia EASW: le regole e le fasi di lavoro Dr. Paolo Martinez National Monitor UE Presentazione degli scenari di riferimento10.30 Principali Piani e Progetti dellAmministrazione Provinciale Dr. Domenico Primerano Dirigente Breve prospetto dei progetti attuati e in programma in Provinciale all’Ambiente particolare riferiti agli aspetti trattati nel workshop Drsa Serinuccia Procopio Responsabile Provinciale ambiente10.45 Sessione di lavoro: gruppi di ruolo Costituzione dei gruppi di ruolo Doppie interviste (retrospettiva di uno scenario negativo 15) Dr. Paolo Martinez (retrospettiva di uno scenario positivo 15) Drsa Alessandra Modi Discussione dei gruppi: (Scenari negativi - 20) - (Scenari postivi National Monitor + - 20) - (Preparazione della presentazione della visione 20) Gruppo di Lavoro FIELD12.00 Sessione plenaria: Dr. Paolo Martinez Presentazione delle visioni elaborate dai singoli gruppi National Monitor Dr. Comunicazione su: Le politiche ambientali nel territorio: Dr. Maurizio Vento Agenda 21 e Rete Ecologica Assessore Provinciale all’Ambiente13.15 Pausa pranzo14.15 Sessione plenaria - continua: Dr. Paolo Martinez Discussione: verso una visione comune (30) National Monitor Elaborazione della visione comune (15)EASW® Modì ® Forum Ambientale per lo Sviluppo Sostenibile della Provincia di Catanzaro Pagina 11
  12. 12. Valutazione (15)15.30 Presentazione della visione comune condivisa Dr. Salvatore Barresi Coordinatore Progetto Comunicazione su: gli strumenti di programmazione il PIANO A21 FIELD TERRITORIALE DI COORDINAMENTO PROVINCIALE Arch. Alfredo Gigliotti dirigente PTCP CZ16.45 Ogni singolo gruppo dovrà definire quali azioni reputa Dr. Paolo Martinez necessarie per ottenere gli obiettivi definiti nella visione comune National Monitor e chi deve realizzarle. Le azioni saranno discusse e votate per ordine di priorità. Questo costituirà una prima versione del piano di sviluppo ambientale provinciale. Comunicazione su: Il supporto tecnico al Dipartimento Mario MUZZI’ Regionale Politiche Ambiente per la definizione di politiche di Presidente Fondazione sviluppo e dei relativi strumenti operativi. FIELD Comunicazione su: <<Ambiente e territorio nell’area vasta provinciale>> Wanda Ferro Presidente della Provincia18.30 di Catanzaro Conclusioni La sostenibilità ambientale in Calabria Assessore all’Ambiente della Regione Calabria Chiusura della giornata On. Franco Pugliano3.1 RISORSE IMPIEGATE NEL WORKSHOP EASWTeam della Provincia di Catanzaro: Dr. Domenico Primerano - Dirigente Provincialeall’Ambiente, Drsa Serinuccia Procopio - Responsabile Provinciale Ambiente, Arch. AlfredoGigliotti dirigente PTCP CZ.Organizzatori locali: Fondazione FIELD in collaborazione con i referenti del Settore Ambientedella Provincia di Catanzaro, hanno seguito gli aspetti organizzativi nonché la promozione eselezione dei partecipanti e la cura dei rapporti con gli attori locali.Facilitatore: Supervisore Nazionale EASW Dott. Paolo Martinez, individuato sul sito della UnioneEuropea dalla lista dei facilitatori certificati, affiancato dalla Dott.ssa Alessandra Modi supervisoretecnico, hanno condotto le sessioni di lavoro plenarie, stimolato la discussione e guida d processidi decisione.Responsabile Progetto FIELD: Dott. Salvatore Barresi, economista, esperto di svilupposostenibile;Esperti in materia ambientale che hanno condotto le sessioni tematiche di lavoro: Dott.ssaFrancesca Diano, Ing. Elvira Dodaro, Arch. Francesca Ferraro, Ing. Marco Maretta, Arch. MariaEASW® Modì ® Forum Ambientale per lo Sviluppo Sostenibile della Provincia di Catanzaro Pagina 12
  13. 13. Teresa Muraca, Avv. Fausto Scervino, Ing. Simona Scrivano, Arch. Michele Sorrentino, Avv.Aurelio Paola;Responsabile del box office: Dott.ssa Valeria Gigliotti;Comunicazione e Ufficio Stampa a cura di Dino Granata e Fernando Miriello;3.1.1 PARTECIPANTI AL FORUM1 Anna Guzzi Centro studi Verbum2 Maria Primo Centro studi Verbum3 Rosario Capicotto ANLC (Associazione Nazionale caccia)4 Alessandro Gariano Provincia di Catanzaro5 Angiolina Oliveti AssoGalCal6 Franco Colosimo Gall Valle Crocchio7 Andrea Dominiani Legambiente8 Chiara Raimondo Istituto Studi9 Camillo Scalzo Field10 Pietro Sainato CONFCOMMERCIO11 Antonio Migliazza Comune Caraffa12 Alfredo Gigliotti Provincia di Catanzaro13 Antonio Gualtieri Ass. Gruppo Archeologico14 Francesco Celi COPAGRI15 Michela Avenoso CGIL16 Angela De Fazio Provincia di Catanzaro17 Teresa Gualtieri Club UNESCO Catanzaro18 Teresa Gualtieri Provincia di Catanzaro19 Francesco Balsamo CONFINDUSTRIA20 Angelo Alcaro Provincia di Catanzaro21 Giuseppe Amelio Comune di Sellia Marina22 Fabrizio D’Agostino ASI Catanzaro23 Michele Rosato Provincia di Catanzaro24 Angelo Rubino Calabria Ora/Centro Calabria News25 Patrizia Canino Il Quotidiano della Calabria26 Stefano Morena Ass. Ambiente Vita27 Emanuela Altilia Ass.Com. Botricello28 Mario Pileggi Amici della Terra del consiglio Nazionale29 Pietro Putame Comune San Pietro a Maida30 Luigi Rotundo Colleggio Geometri Catanzaro31 Pasquale Luzzo Provincia di Catanzaro32 Antonio Borrello33 Primerano Domenico Provincia di Catanzaro34 Franco Merante ANCE Calabria35 Mariangela Bettini Garden-Scuola36 Salvatore Lopresti Regione Calabria37 Fernando Anania F.A.I.38 Francesco Fazio Allasia Plant Magnagrecia39 Angela Robbe Lega COOPCALABRIA40 Antonio Zizzi Arch. Consiglio Nazionale41 Salvatore Saccà Ordine degli IngegneriEASW® Modì ® Forum Ambientale per lo Sviluppo Sostenibile della Provincia di Catanzaro Pagina 13
  14. 14. 42 Giovanni Pulerà Provincia Catanzaro43 Antonio Dominianni Provincia di Catanzaro44 Emiliano Musuraca Fondazione Field45 Elena Marchese Comune di Magisano46 Elvira Dodaro FIELD47 Francesca Diano FIELD48 Simona Scrivano FIELD49 Michele Sorrentino FIELD50 Aurelio Paola FIELD51 Marco Maretta FIELD52 Francesca Ferraro FIELD53 Mario Cianflone Comune Amato54 Rosalba Donato Provincia55 Valeria Gigliotti FIELD56 Salvatore Barresi FIELD57 Antonella Aletti Città solidale58 Tommaso Rotella Promocultura59 M.Elisabetta Barbale FIELD60 Giuseppe Mancuso FIELD61 Edmondo Granata FIELD62 Domenico Calabrò FIELD63 Rosario Bressi COOP. SOC. il lambadiere64 Giuseppina Militano FIELD65 Basilio Costanzo FIELD66 Francesco Fazio COLDIRETTI67 Sandra Pascali Camera di commercio68 Sergio Miniaci Provincia di Catanzaro69 Fausto Scervino FIELD70 Guido Mignolli Camene s.a.s.71 Carla Maivre Ordine degli Architetti72 Carlo Montesi FIELD73 Sabrina Anania74 Onofrio Maragò FIELD75 Maria Teresa Muraca FIELDEASW® Modì ® Forum Ambientale per lo Sviluppo Sostenibile della Provincia di Catanzaro Pagina 14
  15. 15. 3.2 PRESENTAZIONEIl Forum Ambientale per lo Sviluppo Sostenibile della Provincia di Catanzaro“Per una visionecondivisa sul futuro dell’area vasta provinciale”, condotto utilizzando la metodologia di lavoroEASW ® della Commissione Europea, adottata nel 1995 quale strumento comune per le cittàeuropee per stimolare la partecipazione dei soggetti locali a contribuire nella risoluzione deiproblemi tipici dei territori di area vasta e delle città, si è tenuto giorno 27 Aprile 2010 presso laSala Giunta della Provincia di Catanzaro.Nell’arco di una giornata attraverso la metodologia a Mosaico Digitale (Modì) di IDEAI FUTOR sisono raccolte le idee, facilitate le discussioni e date gli spunti di riflessione al gruppo su potenzialiidee/azioni da realizzare diventando azioni progettuali per elaborare il Piano di Azione Ambientaledella Provincia.EASW® Modì ® Forum Ambientale per lo Sviluppo Sostenibile della Provincia di Catanzaro Pagina 15
  16. 16. I risultati della giornata di simulazione e partecipazione, sono riassunti nel rapporto, e fornisconouna prima visione comune di sviluppo sostenibile da parte di quattro gruppi di attori diversi(amministratori, associazioni, attività produttive e esperti) e numerose idee progetto che sarannosviluppate successivamente all’interno dei gruppi di lavoro tematici del Forum.3.3 OBIETTIVIObiettivo generale del Forum Ambientale è stato quello di definire le linee guida per il Piano diAzione della Provincia di Catanzaro.In particolare, gli obiettivi specifici di simulazione sono stati i seguenti: • Scambiare conoscenze, opinioni e idee tra i vari gruppi di interesse; • Identificare e analizzare le visioni positive e negative dei diversi gruppi di interesse; • Generare nuove idee e direttive per azioni che siano la base delle linee guida per il Piano di Azione.EASW® Modì ® Forum Ambientale per lo Sviluppo Sostenibile della Provincia di Catanzaro Pagina 16
  17. 17. 3.4 CO-PROGETTARE IL FUTURO – METODI E STRUMENTI PARTECIPATIVIdi Paolo Martinez e Alessandra Modi (IDEAI FUTOUR).Per arrivare a obiettivi nuovi e diversi bisogna spesso utilizzare strumenti e metodologie innovativeche riescano ad attivare la creatività e concretezza di tutte le parti in gioco. L’innovazione è infattianche un processo sociale che nasce dall’interazione tra le varie anime degli ecosistemi sociali,economici e ambientali e tra cittadini, aziende, rappresentanti di associazioni di categoria, centri diricerca, università, artisti, enti pubblici e studenti, e così via.I benefici che nascono dalla partecipazione a riunioni strutturate e organizzate con metodipartecipativi sono notevoli.Da questo tipo di incontri facilitati e interattivi, strutturati con metodologie rigorose ed efficaci, sononati progetti molto importanti con fondamenta solide. Per creare ambienti favorevoli all’innovazione nei workshop adottiamo metodologie e competenze di facilitazione riconosciute a livello internazionale nel supporto ai processi di concertazione e pianificazione territoriale. Tali metodologie sono utilizzate dai principali Future Center internazionali, incubatori e acceleratori della creatività attraverso la progettazione partecipata, ambienti di lavoro attrezzati e facilitati che aiutano la società e le organizzazioni a prepararsi per le sfide del futuro creando ambienti collaborativi e proattivi dandosistematicità ai processi creativi.La varietà dei possibili metodi a supporto della partecipazione è vastissima e per ogni fase otipologia di problemi forniamo un’ampia scelta fra metodologie diverse.Il Mosaico Digitale (MODÍ) di IDEAI FUTOUR viene utilizzato per raccogliere le idee, facilitare ladiscussione e dare degli spunti di riflessione al gruppo.Uno dei vantaggi dei workshop e degli interventifacilitati è la possibilità, in tempi molto stretti, diottenere risultati condivisi con la collaborazione di tutti isoggetti presenti in sala. Lottimizzazione dei tempi e lemodalità di restituzione dei risultati (idee, progetti,singoli commenti) garantita dai metodi partecipativi,contribuiscono al raggiungimento di una serie diobiettivi quali, per esempio: accelerare i processidecisionali e di condivisione; stimolare lapartecipazione e progettazione condivisa dei vari attori locali (aziende, istituzioni pubbliche,associazioni di categoria, parti sociali, studenti.. ) sui temi specifici riguardanti l’attivazione diprogetti di sviluppo e innovazione sistemica; elaborare progetti innovativi facendo emergere idiversi punti di vista e le migliori pratiche per creare progetti solidi e sostenibili; creare percorsi eprogetti che generino benefici per tutte le parti in causa e siano coerenti con i loro tempi, strategieEASW® Modì ® Forum Ambientale per lo Sviluppo Sostenibile della Provincia di Catanzaro Pagina 17
  18. 18. e percorsi operativi; sensibilizzare e sollecitare idee e indicazioni concertate da sviluppare da partedei partecipanti per futuri progetti come contributo al processo d’innovazione e competitivitàsistemica locale e regionale; rafforzare in modo propedeutico e metodologico le attività dei gruppidi lavoro tematici che potranno essere attivati; rafforzare il coinvolgimento, la fantasia, creatività econcretezza dei partecipanti.La metodologia EASW nasce nel mondo scandinavo, ed è stata adottata, promossa e diffusa dalprogramma Innovazione della Commissione Europea per stimolare la progettualità partecipata,negoziata, consensuale e dal basso. Grazie alla rete di National Monitor, i facilitatori accreditatidalla CE, alla disponibilità di manuali, istruzioni e linee guida per organizzare e gestire i WorkshopEASW in tutte le lingue della UE, la metodologia è stata adottata da centinaia di città e realtà inEuropa e nel mondo.Sono ormai tantissime le iniziative nelle quali l’EASW ha contribuito ad attivare forti cambiamenti einnovazioni a livello locale. Bilbao, in Spagna durante il periodo di declino industriale ha utilizzatola metodologia EASW per rilanciare l’immagine ed elaborare un piano di sviluppo di grandesuccesso con una corna di iniziative urbanistiche, ambientali, socio economiche nella quale spiccal’avveniristico museo di arte moderna Guggenheim.Le Nazioni Unite hanno utilizzato il metodo in India per elaborare strategie relative ai sistemi dipubblica istruzione e per attivare processi di progettazione partecipata nello sviluppo locale. Sonostati co-progettati spazi museali e spazi aperti (EASW bambini e Città della Scienza), un eco-parcoa Torino, il Piano del traffico a Perugia, un progetto per rafforzare le reti di impresa, Forum Agenda21.Il ruolo del National Monitor e del team di facilitatori è stato quello di offrire ai partecipanti edesperti locali la consulenza di processo per identificare le motivazioni, gli obiettivi, le azioni epriorità che possano rientrare nella linea di intervento 3.5.1.1 del POR CALABRIA FESR2007-2013 Asse III Ambiente.3.5 SCENARIO WORKSHOP MOSAICO DIGITALELo scenario Workshop Mosaico Digitale ha previsto due principali fasi:(1) Elaborazione delle visioni: in un primo momento i singoli gruppi di interesse hanno elaboratovisioni relative al futuro possibile per l’anno 2020. In questa sessione, sono state identificate lecriticità della Provincia di Catanzaro analizzando diverse aspetti geologico, urbanistico,geomorfologico, trasportistico, economico, sociale (visioni negative, catastrofiche) e i possibiliobiettivi da raggiungere (visioni positive, utopiche).I partecipanti sono stati stimolati e lasciati liberi di esprimersi in maniera creativa all’interno dellasala e nei tempi previsti dalla metodologia.I tempi stretti hanno aiutato i partecipanti a focalizzare le proposte e a collaborare.Tali visioni del futuro, sono stati esposti a tutti gli altri partecipanti in una sessione plenaria, gliobiettivi e le visioni convergenti e comuni elaborate dai gruppi di interesse sono stati raccolti edorganizzate in modo da fornire ai partecipanti il punto di partenza e gli obiettivi per le areetematiche della sessione successiva.EASW® Modì ® Forum Ambientale per lo Sviluppo Sostenibile della Provincia di Catanzaro Pagina 18
  19. 19. (2) Lancio di idee e azioni: in questa fase i partecipanti al workshop si sono distribuiti in quattrogruppi di lavoro tematici nei quali hanno elaborato le idee/progetto concreti per raggiungere visionie obiettivi identificati nella prima sessione.Ai partecipanti è stato chiesto di indicare cosa andrebbe fatto, da chi e come. I gruppi tematicisono stati composti in maniera eterogenea con un almeno rappresentante di ciascun gruppo diinteresse.Attraverso tecniche di brainstorming e negoziazione interna ciascun gruppo ha condiviso eselezionato le idee più convincenti e le ha presentate agli altri partecipanti nell’assembleaconclusiva.I partecipanti hanno ascoltato le idee proposte dai gruppi e hanno ne hanno selezionato cinque perciascuno dei quattro gruppi.Un Workshop EASW produce in poco tempo risultati che sarebbero altrimenti impensabili.EASW® Modì ® Forum Ambientale per lo Sviluppo Sostenibile della Provincia di Catanzaro Pagina 19
  20. 20. Questo rapporto è il prodotto di una giornata nella quale tante energie si sono attivate in paralleloper raggiungere il consenso su idee e soluzioni proposte dagli stessi partecipanti.Data la grande quantità di informazioni elaborate e prodotte dai partecipanti normalmente unWorkshop EASW (nella versione danese) dura due giorni.Si cerca di far passare un mese tra il primo incontro sulle visioni e il secondo sulle idee, perconsentire alle persone di elaborare visioni e progetti più approfonditi. In questo caso per motiviorganizzativi il tutto si è svolto in una intensa giornata.Malgrado la breve durata delle sessioni dei gruppi paralleli, come si può vedere dalle visioniemerse e dalle idee selezionate dai partecipanti, sono state elaborate visioni e idee moltointeressanti.Il presente rapporto è il risultato del lavoro di una sessantina di persone, che in un giorno hannomesso in campo tutto il loro sapere e le loro energie per ottenere risultati e azioni convergenti.Vorremo ringraziare tutti coloro che direttamente e indirettamente hanno contribuito al successodell’iniziativa. L’organizzazione e la gestione del workshop EASW richiede un grosso lavoro disquadra con molti attori e protagonisti, a cominciare dai partecipanti.Naturalmente i contenuti e i risultati del workshop dipendono principalmente dalla creatività e dalleidee dei partecipanti. Come si può vedere dalla scheda allegata hanno partecipato attivamentecirca sessanta rappresentanti dei quattro gruppi di interesse.Son quindi emerse visioni, idee, azioni che rappresentano un punto di partenza per delineare emettere in cantiere un Piano di Azione Ambientale di Sviluppo Sostenibile per il territorio di areavasta.3.6 SESSIONE “VISIONI”I partecipanti suddivisi in gruppi di interesse hanno sviluppato le proiezioni del proprio territoriosostenibile nel 2020, utilizzando come fonte di ispirazione la propria conoscenza e creatività suipossibili scenari futuri che guardino l’area vasta in un ottica di sviluppo sostenibile.I gruppi di interesse che hanno espresso le loro visioni sono stati: • Amministratori; • Associazioni; • Attività produttive; • Esperti.I gruppi di interesse hanno proiettato scenari negativi e positivi su quattro sessioni tematiche: 1. Mobilità sostenibile; 2. Ambiente urbano 3. Risorse e territorio; 4. Ambiente e produzione; 5. Qualità sociale e qualità della vita.EASW® Modì ® Forum Ambientale per lo Sviluppo Sostenibile della Provincia di Catanzaro Pagina 20
  21. 21. Il lavoro si è articolato in quattro sessioni: 1. Sviluppo di scenari negativi nel 2020: Peggio di così non poteva andare! Raccontatela; 2. Elaborazione di un senso comune rispetto alle visioni negative esposte da ogni singolo gruppo di interesse; 3. Sviluppo di scenari positivi nel 2020: Tutti i sogni si sono avverati! Raccontateli; 4. Elaborazione di un senso comune rispetto alle visioni positive esposte da ogni singolo gruppo di interesse.Il workshop è iniziato con una domanda:Quali personaggi famosi, reali o di fantasia (da film, telefilm, cartone animato, romanzo …)vivrebbero volentieri in Calabria e perché?Questa prima domanda di riscaldamento ha giocato sulle metafore dei personaggi per faremergere da ciascun gruppo di interesse, quali possono essere i personaggi che verrebberovolentieri a vivere in Calabria e perché.EASW® Modì ® Forum Ambientale per lo Sviluppo Sostenibile della Provincia di Catanzaro Pagina 21
  22. 22. RisposteAmministratori Imprenditori e operatori economici Elisabeth Bennet autore orgoglio e Bossi: imparerebbe a godersi la vita pregiudizio Etò si vive da extracomunitario Willy il Coyote Pietro l’eremita: riuscirebbe a trovare dei Robinson Crosue luoghi dove isolarsi Canguro di Disney Robin Hood: pochi ricchissimi a cui Gissing le Normant rubare e tantissimi poveri a cui donare natura splendida accessi difficili don Chisciotte: per combattere contro i spostamenti difficili mulini a vento difficoltà ambientali Robin Hood perchè troverebbe pochi ricchissimi a cui rubare e tantissimi poveri a cui donareAssociazionismo Enti di sviluppo locale Zorro Woody Allen Marco Travaglio Obama Il Piccolo Principe Superman Vasco Rossi Heidi, Cassiodoro dr. Jeckil e mr. Hide Plinio il vecchio perche tutela l ambiente Alice nel paese delle meraviglie Cenerentola perche povera e sfruttata Jovanotti per la natura incontaminata Uomo Ragno combatte l’ingiustizia Peter Pan perché si troverebbe fra i sui Roberto Benigni per l’intelligenza simili3.6.1 VISIONI NEGATIVE PROSPETTATE DAI GRUPPI DI INTERESSEAmministratori Imprenditori e operatori economici mancata spesa dei finanziamenti a la fine dell’agricoltura causa della loro cattiva gestione degrado sociale ed umano ponte sullo stretto Catastrofi a causa delle centrali nucleari cementificazione delle coste distruzione della flora abbandono dei centri storici perdita della biodiversità sfruttamento esagerato degli immigrati utilizzo eccessivo dei prodotti chimici scomparsa delle menti nell’agricoltura rifiuti eccessivi e desertificazione con aumento della pressione antropica sulle successive sommosse coste inquinamento delle acque erosione delle coste con la diminuzione assenza di aree di sosta della arenaria a causa di produzione di inquinamento acustico calcestruzzo mafia e stato con sopravvento della lo spopolamento dei territori montani malavita su tutte le organizzazioni con conseguente affollamento di altre produttive zone aumento del divario sociale insufficiente smaltimento dei reflui aumento disparita sociale uomini donne distruzione degli ecosistemi marini cambiamenti climatici esaurimento delle risorse idriche scomparsa dell’agricoltura eccessiva installazione dei parchi eolici dissesti idrogeologici incremento dell’individualismoEASW® Modì ® Forum Ambientale per lo Sviluppo Sostenibile della Provincia di Catanzaro Pagina 22
  23. 23. inquinamento totale dei nostri mari vendita dei 409 comuni ai cinesi difficoltà dei collegamenti scuole intitolate ai nostri mafiosi politica imprenditorialeAssociazionismo Enti sviluppo locale politica leghista cementificazione selvaggia delle coste deserto umano dissesto idrogeologico cimiteri di automobili inquinamento irreversibile del mare negazione della parola incendi distruzione delle aree verdi impossibilita di utilizzare la le frane comunicazione come momento di centrale nucleare sulla sial che esplode discussione pura attraverso l’immissione scomparsa della biodiversità di un virus per la manipolazione mare pieno di liquami organizzata dall’uomo, discariche stracolme di rifiuti isolamento dei centri abitati per dissesto diffusione di malattie delle strade, dissesto del territorio, ritorno di virus e peste alluvioni e terremoti che hanno come strade inesistenti per incuria e ponte conseguenza il dissesto del territorio sullo stretto come unico monumento a omologazione del piano sociale, simbolo della modernità morte dell’agricoltura peraltro già spopolamento dei piccoli comuni verificatasi disoccupazione e ulteriore imbarbarimento culturale, gap tra nord e impoverimento inurbamento senza sud regole presenza della mafia uso indiscriminato del territorio spopolamento del territorio rivendicazione della natura dalle cementificazione selvaggia popolazioni problemi di sopravvivenza nell’ambiente fiumi inquinati e desertificazione atrofizzazione del cervello umano nei solo Mac Donalds confronti di comportamento che assenza di piazze ostacolano la crescita civile e culturale svuotamento dei piccoli centri e centri assenza umana abitati da soli immigrati mancanza di volontà popolazione vecchia spezzettamento degli insediamenti urbani, frammentazione, cattiva politica manipolazione dell’informazione mancanza della conoscenza che può essere fattore di crescita assenza di condivisione di valoriEASW® Modì ® Forum Ambientale per lo Sviluppo Sostenibile della Provincia di Catanzaro Pagina 23
  24. 24. 3.6.2. ELABORAZIONE DI UN SENSO COMUNE RISPETTO ALLE VISIONI NEGATIVEDegrado sia nei rapporti umani, sociali e ambientale. Abbandono agricoltura, malessere generali,spopolamento, catastrofe, sfiducia nelle istituzioni a tutti i livelli, povertà in tutti i sensi, non rispettodelle regole, era cosi nel 2010, non ci sarà la guerra, violenza economica, indolenza nel fare ecreare, blocco totale, perdita identità culturale3.6.3 VISIONI POSITIVE PROSPETTATE DAI GRUPPI DI INTERESSEAmministratori Imprenditori e operatori economici utilizzo delle forme di energia alternativa produzione totale energia da fonti servizi efficienti rinnovabili reti di filiere produttive per l’utilizzo dei raccolta differenziata e costruzione di prodotti agro/silvo/pastorali isole ecologiche costruzione edilizia antisismica e di costruzione di case bio-sostenibili qualità risparmio energetico parcheggi sotterranei nei centri storici raccolta dei rifiuti porta a porta eliminazione della ndrangheta occupazione al 100 per 100 utilizzo del territorio come un grande tracciabilità alimentare assenza di parco inquinamento nel mare costruzione di strutture ricettive ripopolamento di aree interneEASW® Modì ® Forum Ambientale per lo Sviluppo Sostenibile della Provincia di Catanzaro Pagina 24
  25. 25. attrezzature e servizi sociali per tutti sicurezza sismica delle costruzioni trasporto pubblico efficiente istituzione di più parchi naturali realizzazione di infrastrutture territorio calabrese come un unico all’avanguardia grande parco Salerno Reggio Calabria completata potenziamento del trasporto pubblico recupero delle fasce costiere attraverso assenza di mafia l’intervento pubblico miglioramento dell’immagine della creazione dei poli di ricerca e nostra regione innovazione a livello internazionale sicurezza sui posti di lavoro la Calabria centro di smistamento delle valorizzazione delle risorse culturali merci del mediterraneo corretta integrazione delle minoranze Calabria centro del mediterraneo etniche turismo di eccellenza corretto utilizzo del patrimonio rurale eliminazione dei prodotti chimici sviluppo di un turismo ecocompatibile nell’agricoltura e nella filiera alimentare valorizzazione dei prodotti locali utilizzo delle certificazioni d area o di meritocrazia distretto nei tre ambiti montani per teleriscaldamento in tutti i centri urbani rivalutare il patrimonio naturale migliore collegamenti tra fascia costiera e area interna porti ecosostenibili incremento di pesca turismo dinamiche naturali assecondate e non contrastate abbattimento totale delle barriere architettoniche ridistribuzione delle ricchezzeAssociazionismo Enti sviluppo locale Calabria la florida d’Europa dove gli Calabria la florida d’Europa dove gli anziani vengono a passare l’inverno, anziani vengono a passare l’inverno, Calabria meta turistica di eccellenza, Calabria meta turistica di eccellenza, turismo di qualità, fermenti turistici e turismo di qualità, fermenti turistici e scambi sociali, scambi sociali, cambia il modo di produrre e consumare cambia il modo di produrre e consumare e quindi abbattimento all’origine dei e quindi abbattimento all’origine dei rifiuti rifiuti soluzione di ogni problema di soluzione di ogni problema di inquinamento inquinamento Calabria in mano ai giovani, nuove Calabria in mano ai giovani, nuove identità culturali, Calabria luogo di identità culturali, Calabria luogo di eccellente formazione e luogo in cui le eccellente formazione e luogo in cui le menti possano essere illuminate e menti possano essere illuminate e esprimere personaggi con una nuova esprimere personaggi con una nuova visione della vita, visione della vita, Calabria luogo di espressione di grandi Calabria luogo di espressione di grandi potenzialità potenzialità collegamenti migliori anche con scale collegamenti migliori anche con scale mobili che possano soddisfare le mobili che possano soddisfare le esigenze degli anziani e bambini, molti esigenze degli anziani e bambini, molti spazi verdi, minore utilizzo di automobili, spazi verdi, minore utilizzo di automobili, maggiore armonia tra interno e coste, maggiore armonia tra interno e coste, acquisire consapevolezza per acquisire consapevolezza perEASW® Modì ® Forum Ambientale per lo Sviluppo Sostenibile della Provincia di Catanzaro Pagina 25
  26. 26. recuperare i centri storici recuperare i centri storici3.6.4 ELABORAZIONE DI UN SENSO COMUNE RISPETTO ALLE VISIONI POSITIVEQualità della vita alta, ridistribuzione ricchezza, difesa ambiente, ecosostenibile, tracciabilità, softeconomy, green economy, legalità, rispetto diffuso, cultura come economia pulita, formazione allacultura ambientale, identità, raccolta differenziata, autonomia energetica, senso estetico delpaesaggio, sicurezza del territorio, innovazione, formazione3.7 “LANCIO delle IDEE” nelle SESSIONI TEMATICHELe visioni comuni elaborate nella prima parte del workshop dai gruppi di interesse sono state labase di partenza per il lancio di idee e azioni concrete, operative elaborate nella seconda fase delworkshop.All’interno dei quattro gruppi di lavoro per sessione tematica c’era almeno un rappresentante diciascun gruppo di interesse.Ai partecipanti è stato chiesto di proporre idee e azioni concrete, fattibili, definendo CHI (Soggetto/icoinvolti), COME (lo sviluppo delle idee), QUANDO (asso temporale di fattibilità).È stato chiesto e così è stato di essere propositivi, di essere ambiziosi e di pensare che ogniazione da intraprendere deve essere necessariamente coerenti con la linea di intervento 3.5.1.1.del POR CALABRIA FESR 2007-2013.In questa parte del rapporto vengono presentati i risultati elaborati dai partecipanti al gruppo, intermini di idee e di proposte di azione.EASW® Modì ® Forum Ambientale per lo Sviluppo Sostenibile della Provincia di Catanzaro Pagina 26
  27. 27. 3.7.1 LE SESSIONI TEMATICHELe proposte di azione prendono in riferimento le seguenti sessioni tematiche: 1. MOBILITÀ SOSTENIBILE; 2. AMBENTE URBANO/RISORSE E TERRITORIO; 3. AMBIENTE E PRODUZIONE; 4. QUALITÀ SOCIALE E QUALITÀ DEL TERRITORIO. SESSIONE MOBILITÀ SOSTENIBILE (1) TEMATICA Note di indirizzo La mobilità sostenibile è un sistema di mobilità urbana in grado di conciliare il diritto alla mobilità con lesigenza di ridurre linquinamento e le esternalità negative, quali le emissioni di gas serra, lo smog, linquinamento acustico, la congestione del traffico urbano e lincidentalità. Queste esternalità hanno un costo sociale che grava su tutti. Possono essere rimosse soltanto con una adeguata regolamentazione mediante intervento pubblico. In Italia la mobilità sostenibile è stata introdotta con il Decreto Interministeriale Mobilità Sostenibile nelle Aree Urbane del 27/03/1998. La normativa non ha però raggiunto i risultati sperati. I problemi relativi alla mobilità sono stati spesso demandati alle amministrazioni locali, senza un vero e proprio piano di intervento a livello nazionale e sovranazionale. Gli interventi di mobilità sostenibile Attualmente gli interventi di mobilità sostenibile possono considerarsi ancora alla fase sperimentale. Elenchiamo i principali: Trasporto pubblico locale E la prima storica forma di mobilità sostenibile. Veicoli adibiti al trasporto di massa consentono di ridurre lutilizzo dei mezzi privati. Corsie preferenziali Queste corsie sono autorizzate soltanto ai mezzi pubblici (autobus, tax, mezzi di emergenza). Permettono di creare due forme di scorrimento, congestionata per i mezzi privati e scorrevole per quelli pubblici o di pubblico intervento. Piste ciclabili In alcune città del Nord Europa sono la vera alternativa allautomobile. Le piste ciclabili sono situate a lato delle strade e riservate esclusivamente alle biciclette. Città come Amsterdam dimostrano come questa scelta sia praticabile e a basso costo. Non è però adatta ovunque, soltanto nelle città pianeggianti o con bassi dislivelli. Pedaggio urbano Laccesso a pagamento a strade o zone urbane. Trova la sua massima applicazione nel Road Pricing che estende il pagamento del ticket a tutte le automobili in entrata nella città (es. Londra).EASW® Modì ® Forum Ambientale per lo Sviluppo Sostenibile della Provincia di Catanzaro Pagina 27
  28. 28. Park pricing (o parcheggi a pagamento) Lapplicazione di ticket orari sui parcheggi tende ad aumentare il costo di utilizzo dellautomobile privata e facilita laccesso al parcheggio per soste di breve periodo. In Italia sono conosciute come strisce blu. Questa forma di intervento è adatta soprattutto nelle aree centrali della città. Crea invece malcontento nelle aree sub-urbane e periferiche. Car sharing e Car pooling Questi servizi sono basati sul principio dellauto privata per uso collettivo. Nel caso del Car Sharing lautomobile è noleggiata per poche ore presso le apposite società e riconsegnata al termine del suo utilizzo. Nel caso del Car Pooling lautomobile è di proprietà di un privato che la mette a disposizione per compiere tragitti casa-lavoro insieme ad altre persone, spesso conoscenti o colleghi, con la stessa esigenza di orario e di percorso. Blocco del Traffico Il momentaneo blocco del traffico urbano è una misura di emergenza per ridurre il traffico veicolare e le emissioni inquinanti. Non risolve il problema. Lintervento mira a vietare luso dellautomobile per far provare forme di mobilità alternative e più sostenibili (es. trasporto pubblico). Il blocco del traffico può essere parziale o totale. In caso di blocchi ripetuti nel tempo viene applicato sotto forma di blocco per targhe alterne (pari o dispari) o per tipologia di veicolo (euro0, euro1, euro2, euro3, euro4). SESSIONE RISORSE E TERRITORIO (2) TEMATICA Note di indirizzo Il concetto di “territorio” ha subito, specialmente negli ultimi decenni, una trasformazione radicale: da semplice risorsa materiale suscettibile di sfruttamento, da spazio controllabile nel quale le differenziazioni sono viste come resistenze alla trasformazione, si è giunti ad una interpretazione in cui è riconosciuto il carattere relazionale e incerto proprio di un sistema complesso. La conoscenza del territorio passa attraverso il riconoscimento delle interazioni tra dinamiche a differente scala (globale/locale) e tra le dinamiche tra l’osservatore e l’oggetto osservato (abitante/territorio); il territorio non è più il medium neutro su cui si svolgono gli eventi, ma è il frutto delle dinamiche interattive che si svolgono continuamente tra di essi. Un prezioso contributo è fornito da Magnaghi (2000), per il quale il territorio è un «soggetto vivente ad alta complessità», intendendo per soggetto vivente nè il complesso di ecosistemi, nè la società presente che vive in un determinato luogo e neppure il milieu (inteso come giacimento socioculturale di un luogo). Per tale autore il territorio è soggetto vivente in quanto prodotto dalla interazione di lunga durata tra insediamento umano ed ambiente, ciclicamente trasformato dal succedersi delle civilizzazioni; non è un oggetto fisico, («il territorio non esiste in natura»), piuttosto rappresenta l’esito di un «processo di territorializzazione», ovvero un processo di strutturazione dello spazio fisico da parte della società insediata; il suolo, la terra, l’ambiente fisico, il paesaggio, l’ecosistema, l’architettura, le infrastrutture non sono ancora il territorio, essi ne rappresentano i supporti fisici e simbolici. La specificità del territorio consiste nel suo essere esito della capacità di strutturazione simbolica dello spazio, consentendo il riconoscimento di una correlazione fra luogo fisico e spazio culturale, simbolico, economico della società insediata; il territorio è inscindibile sia dai suoi supporti materiali che dalle diverse forme di appropriazione che si sono succedute. Il tema della finitezza delle risorse: dal Club di Roma al Rapporto M.I.T. di Meadows-Forrester. Modelli “catastrofici”. Limiti del modello. Gli approcci normativi: la Conferenza di Stoccolma (1972), Basic Needs, Self-Reliance, Ecosviluppo. Rapporto tra economia e risorse; l’economia classica e le risorse; dalla sostenibilità dello sviluppo allo stato stazionario. L’ecological economics. L’applicazione della legge dell’entropia e la bioeconomia di Georgescu-Roegen. Riconoscibilità ed accessibilità delle risorse. Lo sviluppo locale e lo sviluppo autosostenibile. Risorse rinnovabili e risorse non rinnovabili. Risorse primarie e risorse secondarie. Risorse alternative e risorse sostitutive: effettiEASW® Modì ® Forum Ambientale per lo Sviluppo Sostenibile della Provincia di Catanzaro Pagina 28
  29. 29. sociali, ambientali ed economici della sostituzione di risorse. Trasferimento delle risorse sul territorio; incidenza ambientale del sistema locazione allocazione delle risorse. Ciclo di produzione, trasformazione, e fine vita delle risorse. Uso sostenibile delle risorse. Crescita illimitata e sviluppo. Risorse materiali ed energia. Energia feedstock. Uso dei combustibili fossili. L’economia a idrogeno. SESSIONE AMBIENTE URBANO - URBANISTICA E SOSTENIBILITA (3) TEMATICA Note di indirizzo L’ambiente urbano; stile e qualità della vita; demografia urbana; risorse naturali; inurbamento nelle aree ad alta industrializzazione; traffico urbano; spazio personale; stress; frustrazione; aggressività; affollamento; rumore; microclima urbano; patologia degli agglomerati urbani; antropologia culturale urbana; cultura dell’immagine; contrabbando culturale; “pastiche” culturale; inquinamento atmosferico e acustico; effetti dell’inquinamento sulla salute; inquinamento luminoso; inquinamento visivo; il mito del benessere; antropocentrismo; psicopatologia urbana. Migliorare la qualità urbana, intesa come raggiungimento di parametri che definiscono livelli soddisfacenti nella qualità degli elementi fisici (aria, acqua, rumore, elettromagnetismo, ecc.), sociali (accessibilità e spostamenti, servizi pubblici e privati, luoghi di incontro, rete commerciale, ecc.), psicologici (accettazione, sicurezza, paesaggio, ecc.). definizione di criteri per un nuovo approccio alla progettazione degli spazi urbani; definizione di indicatori e standard per valutare la “social friendly” delle comunità, assumendoli come parametro per eventuali forme di incentivo selezionato; messa a punto di interventi per aumentare la sicurezza e la coesione sociale; recupero delle aree verdi di quartiere; utilizzo di un mix funzionale nella pianificazione dei nuovi quartieri e negli interventi di ristrutturazione del tessuto urbano; localizzazione dei servizi coerente con la distribuzione della popolazione sul territorio; indirizzi e direttive agli enti nella predisposizione degli strumenti di pianificazione urbanistica e territoriale; mitigazione degli impatti negativi dovuti al traffico ed alla congestione urbana. URBANISTICA E SOSTENIBILITA URBANISTICA Con urbanistica o, con unaccezione più ampia, pianificazione territoriale si intende quella disciplina volta a studiare un territorio, solitamente una città o unarea metropolitana, da un punto di vista geografico, economico e sociale. Lurbanistica si ripropone di agire su un territorio migliorandone le condizioni, attraverso la riqualifica di vecchie aree dismesse o la loro riorganizzazione spaziale o sociale. Lidentità di un territorio è costituita da molti elementi; in particolare, rileva la forma del territorio, cioè il paesaggio, in relazione al quale si pone il problema della sostenibilità dello sfruttamento delle risorse. Uno degli scopi della pianificazione urbanistica è di delineare le grandi opzioni di organizzazione dello spazio e indirizzare a priori (piuttosto che controllare a posteriori) tutte le attività sul territorio, attraverso atti georeferenziati (che evidenziano la vulnerabilità e la riproducibilità delle risorse ambientali). In Italia lurbanistica conosce il primo esempio di Piano Regolatore nel 1884, con lopera dellingegner Cesare Beruto che compilò per la città di Milano il piano despansione oltre i Bastioni Spagnoli e oggi riconoscibile nella fascia tra la circonvallazione interna (sorta al posto delle vecchie mura) ed esterna. Lurbanistica diviene una disciplina riconosciuta ufficialmente negli anni trenta con il Razionalismo italiano e la fondazione delle nuove città ad opera del regime fascista, alcune anche di alto livello urbanistico ed architettonico, come Portolago e Sabaudia. Nel 1942 viene emanata la prima legge generale diEASW® Modì ® Forum Ambientale per lo Sviluppo Sostenibile della Provincia di Catanzaro Pagina 29
  30. 30. coordinamento urbanistico territoriale. Il dopoguerra in Italia è contraddistinto dal boom edilizio che con le sue aberrazioni, generò, anche se in ritardo e insufficientemente la cultura della salvaguardia dei centri storici e del territorio, con lo sviluppo di una legislazione di tutela. disciplina che studia le condizioni, le manifestazioni e le esigenze di vita e di sviluppo delle città al fine pratico di attrezzare entità urbane e territori in funzione della vita della collettività nelle migliori condizioni. Lurbanistica prende in considerazione tutti gli aspetti della vita di un organismo urbano tenendo soprattutto presente il decentramento, la viabilità, lo scorrimento, la zonizzazione, la funzione insostituibile del verde pubblico, le aree pedonali. PIANIFICAZIONE TERRITORIALE La pianificazione territoriale è una disciplina che nasce in Italia in seno allarchitettura. Mentre in altri paesi esiste una tradizione nel planning, in Italia lo studio della città e del territorio è sempre stato collegato allurbanistica ed è solo da pochi anni che si tenta di dare unautonomia disciplinare alla pianificazione. Ciò che differenzia la pianificazione dallurbanistica è il forte contenuto politico e sociale, non a caso la pianificazione ha più a che fare con discipline quali leconomia regionale, le politiche pubbliche e la sociologia urbana che non direttamente con larchitettura. Attività che porta a progettare l’utilizzo ottimale del territorio, tenendo conto di una serie di fattori economici, demografici e ambientali, in modo da mantenere, nel tempo, un equilibrio positivo fra l’uomo e l’ecosistema, senza superare la capacità di quest’ultimo, di assorbire l’impatto ambientale antropico. E’ corretto, quindi, in ogni caso parlare di progetto pianificatorio e, più semplicemente, di pianificazione, perché qualsiasi intervento a scala territoriale, sia essa urbana, provinciale, regionale, ecc., su qualsiasi tematica (assetto urbano, inquinamento, infrastrutture, ecc.) discende da processi univoci e sovrapponibili. In particolare la pianificazione urbanistica, regolando le trasformazioni dell’uso del suolo, determina alcuni decisivi effetti sullo sviluppo socio-economico dei territori: - stabilisce il dove e il come esercitare i diritti edificatori; - individua la localizzazione degli insediamenti, delle infrastrutture e dei servizi; - modifica i valori fondiari e le relative rendite immobiliari; - condiziona l’attività edilizia e produttiva. Pertanto, l’adozione di modelli di pianificazione territoriale e urbanistica informati ai principi della sostenibilità, consente di perseguire strategie coerenti con gli obiettivi di qualità sociale e ambientale dello sviluppo. Un primo rilevante problema è determinato dagli aspetti giuridici e disciplinari caratterizzanti le due attività di pianificazione urbanistica e ambientale. La prima si costituisce su principi economici, giuridici, culturali e tecnici assai diversi e, per molti versi e per molto tempo, in tante parti d’Italia, antagonisti alla seconda. Anche nella terminologia delle due “pianificazioni” assumono significati assai diversi termini come: indicatori, indici, standard, obiettivi di qualità. Tuttavia, non appare più proponibile una separazione tra attività tese prevalentemente alla trasformazione, seppure ordinata, del territorio e della città, funzionale alla realizzazione di insediamenti, infrastrutture, servizi a rilevante significato economico e sociale, e un’altra volta a contenere gli impatti delle attività antropiche, a riparare danni spesso evitabili, a proteggere beni collettivi, talvolta privi di unaEASW® Modì ® Forum Ambientale per lo Sviluppo Sostenibile della Provincia di Catanzaro Pagina 30
  31. 31. specifica tutela giuridica, salvo per luoghi e manufatti espressamente individuati e confinati. Molte delle attività che determinano forti impatti sulla qualità degli ecosistemi sono di fatto connaturate con gli insediamenti antropici, legittimamente realizzati proprio sulla base di piani e programmi urbanistici. Il sistema regolativo pubblico, progressivamente implementato, essenzialmente basato su azioni di comando e controllo, anche nelle situazioni in cui è stato correttamente applicato, si è dimostrato nel tempo poco efficace, in quanto fondato su procedure autorizzative, preventive e formali, prive di verifiche in itinere e di controlli ex post. In realtà molto di più hanno prodotto, in termini di riduzione degli impatti: i mutamenti nei processi produttivi, i fenomeni di deindustrializzazione, l’innovazione tecnologica, il “ritardo” dello sviluppo in alcune aree, i vincoli di tutela dei beni ambientali di particolare valore. L’insieme del territorio nazionale è stato oggetto di uno sfruttamento intenso, che ha prodotto danni non sempre reversibili, in particolare quando è avvenuto senza regole e senza attenzione ai beni collettivi primari. Decisivo è il superamento contestuale di due concezioni, per molti versi antagoniste ed esposte al rischio della staticità, che contrappongono trasformazione e conservazione. Le trasformazioni territoriali e urbanistiche sono elementi essenziali nel governo del territorio; sono attività insopprimibili, storicamente funzionali a rispondere alle esigenze socio-economiche di una comunità. Oggi tali attività, però, non possono prescindere dalle esigenze di tutela e protezione degli ecosistemi e da obiettivi di recupero e miglioramento della qualità dei contesti urbani, in particolare di quelli realizzati nel corso dell’ultimo secolo. La riqualificazione ambientale della città e del territorio passa infatti attraverso piani e interventi di trasformazione in grado di introdurre maggiori livelli di qualità ambientale e sociale, riducendo o eliminando le profonde distorsioni prodotte, soprattutto nell’ultimo secolo, con la realizzazione di insediamenti residenziali, produttivi e di infrastrutture in aree inidonee. Densità insediative eccessive ovvero eccessivo spreco di territorio, l’uso di tecnologie obsolete, hanno determinato congestione, dispersione, carenze di servizi, assenza di equilibrio e di integrazione tra insediamenti ed ecosistemi. Trasformazione e tutela debbono quindi concorrere insieme per produrre maggiore qualità urbana, sociale e ambientale. Le concezioni e le prassi, effettivamente in contrasto con la prospettiva di sviluppo sostenibile, sono quelle che determinano pianificazione essenzialmente incrementale e speculativa e la scelta degenerativa dei condoni. La crescente consapevolezza, da parte dei cittadini, degli amministratori pubblici e di progettisti, della necessità di inserire i progetti di trasformazione in strategie di governo integrato del territorio, con cui assicurare benessere economico e sociale, si manifesta nel moltiplicarsi di esperienze concrete di pianificazione territoriale e urbanistica, attente alla tutela e valorizzazione degli ecosistemi e del patrimonio storico-ambientale, aperte al contributo di altre discipline, preoccupate di ridurre l’uso di suolo naturale e volte al recupero delle aree dismesse o a riqualificare parti di città. Per sostenere tali esperienze e diffonderle è indispensabile il consolidamento di normative regionali e nazionali, coerenti con questi criteri e obiettivi, che consentano di affermare il governo unitario del territorio e dell’ambiente urbano, nei loro caratteri storici, sociali, identitari e naturali. Il governo del territorio non coincide con l’attività di pianificazione territoriale o urbanistica, altri strumenti,EASW® Modì ® Forum Ambientale per lo Sviluppo Sostenibile della Provincia di Catanzaro Pagina 31
  32. 32. politici, istituzionali, economici sono egualmente forti e condizionano la stessa pianificazione chiamata a dare risposte ad una molteplicità di istanze, non sempre coerenti e conciliabili. Gli strumenti di piano sono tuttavia la condizione per stabilire regole e opportunità valide per tutti, per questo dovrebbero risultare chiari, trasparenti nei contenuti e nelle modalità operative, e definiti in modo partecipato dai cittadini. Altro aspetto rilevante del concetto di “governo del territorio” è il superamento di una pianificazione urbanistica intesa prevalentemente come regolazione dell’attività di trasformazione e degli aspetti ad essa correlati (infrastrutture, standard di servizi,…). E’ ovviamente fondamentale mantenere l’efficacia del piano urbanistico, per la parte relativa al valore giuridico delle prescrizioni conformative della proprietà, ponendolo in relazione forte con altri strumenti pianificatori privi di tale essenziale caratteristica, che dovrebbero essere egualmente precisi quanto ad ambito di efficacia e certezza delle regole. Tuttavia serve sempre più spesso orientare, dare senso al disegno di città che il piano propone. Altrettanto essenziale è il quadro dei vincoli strutturali costituito dalle reti della mobilità di merci e persone, da quelle energetiche e ambientali. Proprio la relazione tra diversi strumenti e ambiti (tematici e territoriali) di pianificazione costituisce uno dei problemi principali in termini di definizione della gerarchia istituzionale e giuridica tra i piani, della loro efficacia prescrittiva, delle regole di trasparenza della governance connessa ad ognuno degli strumenti. La sovrapposizione senza integrazione tra livelli ed ambiti diversi di pianificazione rende di più difficile lettura le scelte e costituisce un oggettivo ostacolo alla partecipazione attiva dei cittadini ed è motivo di conflitto. Anche sotto questo aspetto assumono particolare rilevanza e andrebbero adeguatamente sostenute e potenziate, anche nell’ambito delle agende 21 locali tutte le strutture e le attività di documentazione, di informazione e di riflessione utili alla rilettura delle dinamiche e delle tendenze dello sviluppo urbano, considerate anche dal punto di vista temporale, dei modelli insediativi adottati nei diversi territori. Gli Aalborg commitments e gli impegni comunitari Con la conferenza Aalborg+10, svolta nel giugno scorso e con il documento finale “Ispirare il futuro”, sono stati attualizzati e confermati gli impegni e gli obiettivi comuni della carta: “Una visione che prevede città ospitali, prospere, creative e sostenibili, in grado di offrire una buona qualità della vita a tutti i cittadini, consentendo loro di partecipare a tutti gli aspetti della vita urbana”. Particolarmente importante è la riaffermazione della responsabilità dei decisori istituzionali delle città firmatarie, sottolineata dal documento finale: “Svolgiamo un ruolo centrale nell’assicurare uno sviluppo sostenibile, affrontando allo stesso tempo le sfide in cooperazione con tutte le altre sfere di governo. Questo ruolo centrale esige un approccio più deciso ed integrato all’elaborazione delle strategie locali e all’armonizzazione degli obiettivi ambientali, sociali, culturali ed economici. Allo stesso tempo dovremo assicurarci che le nostre azioni per migliorare la qualità della vita locale non minaccino quella delle persone in altre parti del mondo o delle future generazioni. Siamo la componente governativa più vicina ai cittadini europei e abbiamo quindi opportunità uniche per indirizzare i comportamenti individuali a favore della sostenibilità. Possiamo offrire supporto locale nell’attuazione delle strategie e delle politiche europee, come la Strategia di Lisbona, la Strategia per uno Sviluppo Sostenibile Europeo, il Sesto Programma dAzione per lAmbiente, la Strategica Tematica Urbana dell’UE, le iniziative europee per i cambiamenti climatici, laEASW® Modì ® Forum Ambientale per lo Sviluppo Sostenibile della Provincia di Catanzaro Pagina 32
  33. 33. salute, la governance e nell’implementazione dei Millennium Development Goals delle Nazioni Unite e del piano di attuazione del Summit di Johannesburg.” Il richiamo ad Aalborg+10 è decisivo anche al fine di ribadire, nell’ambito del progetto “Pianificare con l’ambiente”, la distinzione formale presente tra le azioni svolte nell’ambito dell’agenda 21 locale, interamente volontarie e non codificate da norme internazionali o nazionali, sostanziate sotto il profilo giuridico e la prassi della pianificazione urbanistica che segue, come più sopra ricordato, uno specifico apparato legislativo, volto a riconoscere, regolare e tutelate interessi soggettivi legati alla proprietà degli immobili. Tra i punti di possibile connessione tra urbanistica e ambiente, sui quali costruire una più forte relazione e integrazione, nella prospettiva dello sviluppo sostenibile sono: - l’intreccio e l’integrazione tra le norme relative alla pianificazione urbanistica e quelle finalizzate alla tutela degli ecosistemi (protezione ambientale, paesaggistica, storico-architettonica, sanitaria…), che contengono prescrizioni, vincoli, obiettivi; - l’adozione di strategie volontarie dei decisori locali, che sono al contempo responsabili dell’assetto urbanistico e dei sistemi di regolazione degli insediamenti e impegnati alla promozione della sostenibilità urbana ovvero della qualità ambientale e sociale della città. Il 5° Aalborg commitments: Pianificazione e progett azione urbana, esplicita la natura degli impegni politici, volontari, che dovrebbero ispirare il governo dei processi di pianificazione e progettazione urbanistica: ”Ci impegniamo a svolgere un ruolo strategico nella pianificazione e progettazione urbane, affrontando problematiche ambientali, sociali, economiche, sanitarie e culturali per il beneficio di tutti. Lavoreremo quindi per: 1. rivitalizzare e riqualificare aree abbandonate o svantaggiate. 2. prevenire una espansione urbana incontrollata, ottenendo densità urbane appropriate e dando precedenza alla riqualificazione del patrimonio edilizio esistente. 3. assicurare una miscela di destinazioni d’uso, con un buon equilibrio di uffici, abitazioni e servizi, 1. dando priorità all’uso residenziale nei centri città. 4. garantire una adeguata tutela, restauro e uso/riuso del nostro patrimonio culturale urbano. 5. applicare i principi per una progettazione e una costruzione sostenibili, promovendo progetti architettonici e tecnologie edilizie di alta qualità.” La piattaforma rappresentata dai diversi punti suggerisce anche una possibile definizione generale di “qualità urbana”, che non è standardizzabile né coincidente con le “forme” assunte dai diversi contesti urbani. Grandi città, centri minori, cittadine di medie dimensioni, territori a insediamento sparso o aree dense, possono egualmente presentare elementi ritenuti dalla maggioranza degli abitanti portatori di qualità urbana, riferita tanto alla sfera antropica quanto a quella naturale, che insieme formano l’ambiente urbano. Assumendo tale approccio, alla definizione della “qualità urbana” concorrono: - le prestazioni del sistema urbano e gli obiettivi, ritenuti soddisfacenti o desiderabili dai cittadini; - gli indicatori di stato (ambientali, sanitari, sociali, culturali, economici, di sicurezza), riconosciuti come idonei a misurare quali-quantitativamente le prestazioni del sistema urbano; - l’accessibilità ai beni e ai servizi e la loro disponibilità per le generazioni future, quale esercizio primario dei diritti di cittadinanza;EASW® Modì ® Forum Ambientale per lo Sviluppo Sostenibile della Provincia di Catanzaro Pagina 33
  34. 34. - gli elementi estetici e paesaggistici che rinviano a componenti identitarie e di appartenenza presenti nella comunità urbana. La compresenza di dati rilevabili e quantificabili secondo parametri scientificamente testati e di componenti percettive e di senso, rafforza la necessità di innestare percorsi partecipati per tradurre in progetti e azioni condivisi e per trasformare in norme di piano (Regolamenti attuativi e Regolamenti edilizi), gli obiettivi del 5° commitment di Aalbor g+10. Anche in relazione a queste indicazioni, appare utile sviluppare una idonea strumentazione delle agende 21 locali, per il dialogo e la collaborazione con gli strumenti propri della pianificazione urbanistica, sviluppando un approccio strategico comune. Anche per l’Unione Europea assume un crescente impegno l’implementazione di politiche di sostenibilità urbana attraverso politiche di integrazione, come indicato nella Decisone del 2001 del Parlamento e del Consiglio relativa alla definizione di un quadro comunitario di cooperazione per l’Integrazione della dimensione ambientale nell’ambiente urbano. Con la comunicazione: Verso una strategia tematica sull’ambiente urbano (COM 2004/60), la Commissione della UE ha voluto impegnare il Parlamento, il Consiglio, il Comitato Economico Sociale e il Comitato delle Regioni in un approfondimento delle azioni nei paesi dell’Unione, eventualmente sostenute da specifici programmi di intervento anche finanziario, per il complessivo miglioramento dell’ambiente urbano. Nella comunicazione viene fatto esplicito riferimento ai problemi dello sviluppo insediativi, alle caratteristiche della pianificazione urbanistica e ai suoi obiettivi. Criteri e strumenti generali L’agenda 21 locale strategica dovrebbe contenere gli obiettivi generali relativi alla qualità sociale e ambientale dello sviluppo di una comunità, quale elemento sostanziale di coesione sociale tra le generazioni, tra i diversi gruppi sociali e tra le diverse specie naturali (biodiversità), declinati in una ottica “glocale” di interdipendenza tra comunità, popoli ed ecosistemi ed inseriti nei processi più ampi di rinnovamento della governance, sul piano metodologico e sostanziale. L’agenda 21 locale strategica dovrebbe quindi indicare gli obiettivi, le azioni e gli strumenti da adottare nei piani e nei programmi di trasformazione territoriale e urbanistica, più coerenti con le strategie scelte. Criteri e strumenti generali sono: - un apparato normativo regionale che favorisca l’integrazione tra attività di pianificazione urbanistica, territoriale e ambientale, superando ovunque sia tecnicamente possibile, la separazione settoriale che frammenta competenze, ambiti, soggetti. Sono in questo senso coerenti le scelte compiute in alcune regioni per superare la vecchia strumentazione urbanistica (PRG), articolando le previsioni di piano in due distinti documenti: il Piano Strutturale e il Piano Operativo. Il Piano Strutturale dovrebbe contenere gli elementi strategici quindi le invarianti ambientali e gli obiettivi di sostenibilità socio-economica. Tra i due si stanno sperimentando strumenti normativi o informativo-cartografici intermedi, che puntano a dimensionare il rapporto tra territorio e servizi (intesi in una accezione molto ampia) o a produrre flessibilità interpretative delle norme di piano finalizzate alla qualità del progetto da valutare caso per caso; - un adeguato apparato conoscitivo (SIT) che consenta di affrontare le attività di pianificazione, integrando dati e informazioni sulle dinamiche socio-economiche con lo stato dell’ambiente interessato, delle emergenze da tutelare e valorizzare, confrontando tendenze e scenari anche sulla base di analisi diacroniche (scansioni temporali e storiche), supportando la partecipazione dei cittadini con efficaci azioni informative; - l’individuazione dell’area vasta, sovracomunale o infraregionale, di riferimento per la pianificazione, necessaria a confrontare a tale scala gli effetti delle previsioni insediative e infrastrutturali sulle matrici ambientali, il cui andamento travalica i confini amministrativi e le competenze istituzionali7. Il principio generale dell’interdipendenza è infatti massimamente attivo nelle aree tra loro contigue, sulle quali sono inevitabili gli effetti della sovrapposizione (eccesso di carico) o della incoerenza delle previsioni insediative o di infrastrutturazione dei diversi territoriEASW® Modì ® Forum Ambientale per lo Sviluppo Sostenibile della Provincia di Catanzaro Pagina 34
  35. 35. contermini. La pianificazione di area vasta, provinciale e regionale, in particolare attraverso il PTCP dovrebbe affermare decisamente il primato del governo del territorio, rendendo pienamente coerenti a questo obiettivo le singole previsioni urbanistiche comunali. Le previsioni insediative (quantità, localizzazione) e le relative compatibilità socio-ambientali dovrebbero essere indicate in modo coincidente nel PTCP e nei Piani Strutturali dei comuni. Le agende 21 locali strategiche dovrebbero quindi contemplare in via prioritaria tali aspetti e quindi formarsi anche alla luce di un confronto tra comunità contermini, interessate da elementi di interdipendenza sociale e ambientale, formulando obiettivi e strategie comuni all’area territoriale vasta, oggetto di pianificazione integrata e condivisa (co-pianificazione); - l’integrazione delle previsioni di piano urbanistico-territoriale e ambientale su scala comunale e sovracomunale, alla luce di adeguate informazioni, dovrebbe realizzarsi anche attraverso conferenze di pianificazione, supportate dai percorsi partecipativi di agenda 21 locale, inclusivi delle specifiche attività di “urbanistica partecipata”; - gli aspetti di qualità sociale dello sviluppo vanno integrati con quelli ambientali, adottando una strumentazione specifica per programmare la dotazione di servizi (sanitari, sociali, culturali, aggregativi, ecc.), in coerenza con le strategie di qualità dell’ambiente urbano (riduzione dell’inquinamento, promozione della salute, organizzazione delle aree verdi, miglioramento della sicurezza, dell’accessibilità e della vivibilità degli spazi pubblici), prevedendo anche in questo caso un percorso partecipativo specifico nell’ambito dell’agenda 21 locale; - il collegamento organico con agenda 21 strategica, dei percorsi partecipativi attivati su tematiche specifiche (Piani della salute, Piani della sicurezza, Piani dei servizi, urbanistica partecipata, Piani per la qualità urbana rivolta alle bambine e ai bambini…), per rendere davvero efficaci le esperienze di innovazione della governance e non disperdere, polverizzandole, le istanze di partecipazione dei cittadini, singoli e associati. Le complesse relazioni che intercorrono tra regolazione dell’attività insediativa, definizione delle previsioni di sviluppo urbanistico e le strategie di sviluppo sostenibile non sono comprimibili in una sola procedura e in una unica strumentazione. Riportando ora tutti i processi all’interno dell’agenda 21 locale, si rischia di stravolgerne le finalità specifiche. Le agende 21 strategiche dovrebbero quindi funzionare come “master-plan” delle azioni sui driver propri del processo pianificatorio, che si sviluppa in progressione con tempi e soggetti diversi, su obiettivi generali condivisi. Su quelle basi gli strumenti di piano, secondo le proprie specifiche regole, individuano le condizioni per realizzare gli obiettivi generali e definiscono le implicazioni territoriali delle scelte di sviluppo socio-economico condivise e scelte. I progetti e le azioni politico-istituzionali dovrebbero rafforzare le coerenze tra governo delle trasformazioni territoriali e dinamiche socio-economoche verso la sostenibilità urbana. In questo processo ruolo fondamentale riveste lo spazio pubblico, che interpreta e materializza parte di quei beni pubblici, non negoziabili, che costituiscono valori essenziali per la coesione sociale, la vivibilità e il benessere dei cittadini e ad un tempo valorizzano, anche in termini economici, i beni individuali privati. Il confronto tra strategie, interessi, esigenze talvolta contrapposte, che si esprimono nelle scelte dei piani urbanistici e il rapporto tra queste e gli obiettivi di sviluppo sostenibile non può che essere un luogo pubblico e partecipato, nel quale le informazioni, gli interessi in gioco, gli obiettivi generali sono espressi in modo trasparente e responsabile. Tale luogo non può coincidere con l’ambito in cui, almeno per ora, si esprimono prevalentemente valori e sensibilità ambientali, ma deve consentire l’assunzione dell’insieme delle problematiche dello sviluppo socio-economico. Anche in questo caso può essere utile una strumentazione intermedia, che promuova la partecipazione sui molteplici punti di contatto tra Piano urbanistico strutturale e agenda 21 strategica. Per questo occorre pensare ad un modello di forum o ad una sua articolazione specifica idonea, in termini di rappresentanza e contesto culturale, istituzionale e politico, ad individuare, interpretare e comporre, sui punti strategici, la molteplicità degli interessi in campo. Per rendere efficace il dialogo, anche l’impianto culturale, le procedure e i contenuti delle AgendeEASW® Modì ® Forum Ambientale per lo Sviluppo Sostenibile della Provincia di Catanzaro Pagina 35

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