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(2) l'etica dell'economia e del lavoro e l'amore di dio {s.barresi}
 

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    (2) l'etica dell'economia e del lavoro e l'amore di dio {s.barresi} (2) l'etica dell'economia e del lavoro e l'amore di dio {s.barresi} Presentation Transcript

    • LETICA DELL’ECONOMIAE DEL LAVOROE LAMORE DI DIO1ARCIDIOCESI DI CROTONE – S. SEVERINASCUOLA DI FORMAZIONE TEOLOGICO MINISTERIALE«UNUS MAGISTER>ANNO SECONDOCORSO DI ETICA SOCIALE, ECONOMIA E POLITICAa cura del Prof. Salvatore BarresiLezione 2
    • La riflessione etica sul "lavoro"La riflessione etica sul "lavoro" è esatta per il significato costitutivo di questa"fondamentale dimensione dellumano esistere, con la quale la vita delluomoè costruita ogni giorno" [1].Nonostante le molte circostanze che la condizionano, la comprensione dellavoro è sempre stata espressione dei progetti che determinano larealizzazione della propria esistenza per luomo e, in realtà, ha condiviso ildestino delle differenti ideologie che pretendevano di guidare la storia. Ildiscredito in cui sono cadute queste ideologie, in particolare il marxismo,non significa, tuttavia, che sia sparita insieme ad esse lurgenza di unacomprensione davvero umana, e pertanto etica, del lavoro.Allo stesso modo che non era accettabile comprenderla solo a partire dallacontrapposizione capitale/lavoro, come pretendeva il primo liberalismo,[2]neanche è possibile diluire oggi questa questione etica ricorrendo alla merascienza economica, interpretando il lavoro come fattore interno di unprocesso puramente mercantilista di ottimizzazione del sistema economico,come se quest’ultimo fosse autonomo o quasi indipendente dallessere umanoconcreto.2Lezione 2
    • "dignità del lavoratore e dignità del lavoro"Il punto di partenza adeguato per avvicinarsi a questa dimensionefondamentale della vita è laffermazione della "dignità del lavoratore inquanto tale e, per ciò stesso, la dignità del lavoro", come unattivitàappartenente alla vocazione di ogni persona, poiché luomo “si esprime e sirealizza nella sua attività di lavoro"[3].Come persona, luomo è il soggetto del lavoro e, indipendentemente da qualesia loggetto della sua attività, questa deve servire alla realizzazione dalla suaumanità. Esiste una preminenza di questo significato soggettivo del lavorosul suo significato oggettivo, in modo che il lavoro si misura in primo luogocol metro della dignità delluomo che lo realizza e ha ugualmente per finalitàil bene delluomo. Questa dimensione personale, soggettiva, “condiziona lastessa sostanza etica del lavoro"[4].La prima condizione di unetica del lavoro sarà, dunque, radicarla nellacomprensione stessa delluomo, della sua dignità e della sua libertà. Di ciòrende testimonianza lesperienza generale dellumanità, per la quale laviolazione della giustizia e del diritto nellambito del lavoro ha tale rilevanzaetica che, nelle parole della Scrittura, "giunge allorecchio del Signore"[5].3Lezione 2
    • Latteggiamento etico delluomoLatteggiamento etico delluomo dipende innanzitutto dalla sua relazione con Dio,anche per quel che riguarda lattività lavorativa. In effetti, se per un amoredisordinato verso se stesso e per affermare la propria libertà luomo disconosce laverità e respinge Dio, perseguirà senza limiti il proprio interesse, non rispettandoi diritti degli altri, cercando nel lavoro di “«massimizzare» soltanto i suoi frutti eproventi"[6].In generale, laccettazione dellateismo, nelle sue differenti versioni, condurrà anegare linteresse ultimo circa la vera grandezza delluomo, la sua trascendenzarispetto al mondo materiale, e a considerarlo come parte di un meccanismosocioeconomico o di un individuo collettivo. Si tende allora a organizzare la vitasociale prescindendo dalla dignità e dalla responsabilità della persona, e a farprevalere il principio della forza e del potere su quello della ragione e deldiritto[7].In realtà, esiste anche adesso il rischio di cadere di nuovo nellerrore del primitivocapitalismo selvaggio, considerando il lavoro una merce "sui generis", una forzaanonima del processo di produzione, e trattando luomo come "uno strumento enon invece secondo la vera dignità del suo lavoro - cioè come soggetto e autore, eper ciò stesso come vero scopo di tutto il processo produttivo"[8].4Lezione 2
    • Lannuncio della Redenzione sarà un vero"vangelo del lavoro"La prima e la più importante sfida di un’"etica" del lavoro si gioca, dunque, nelcuore delluomo. Il riconoscimento e la gratitudine nei confronti del Dio creatore,lamore a Dio e lobbedienza ai suoi disegni implica affermare radicalmente ladignità del lavoro, motivo per il quale luomo, ad immagine di Dio stesso, èchiamato a "coltivare" e a "dominare" la terra, scoprendo e usandoragionevolmente le risorse che la creazione gli offre.[9]È possibile comprendere così, contemporaneamente, la dimensione di fatica esofferenza che accompagna il lavoro, colpendo la sua natura con le conseguenzedel male e del peccato[10], ma senza riuscire a distruggere la bontà del pianooriginale divino, per il quale luomo è chiamato a crescere anche, a somiglianza diDio, nella sua permanente azione creatrice e provvidente[11].Lannuncio della Redenzione sarà un vero "vangelo del lavoro" che confermerà ladignità di questa struttura umana fondamentale e, contemporaneamente, renderàpossibile vivere tutto il sacrificio che implica con la speranza di un frutto di vita edi resurrezione.5Lezione 2
    • Lamore di Dio è veramente il fattoredecisivo di unetica del lavoroPerciò, orientando la vita attraverso il comandamento dellamore di Dio edel prossimo, si arricchisce la dignità del lavoro umano, si valorizzano lesue dimensioni fondamentali, personali e sociali, e diventa possibileaffrontarlo anche nella sua dimensione ardua e faticosa.Allo stesso tempo, la persona è aiutata a prendere coscienzadellingiustizia presente nei fenomeni di sfruttamento dei lavoratori chevivono in condizioni di miseria materiale e morale, o in quellidellalienazione umana presente nei paesi più avanzati.Lamore di Dio è veramente il fattore decisivo di unetica del lavoro;dimenticarlo o negarlo significa dimenticare o negare la prioritàdelluomo, la dignità e la finalità umana del lavoro.Questo fattore decisivo è sempre presente, benché sia come sacrificatosugli altari di una dinamica del mercato o della produzione che sipretende indipendente dallindividuo concreto. 6Lezione 2
    • La Chiesa, la sua missioneLa Chiesa, invece, a compimento della sua missione abeneficio delluomo, annuncerà sempre di nuovo lamore diDio, ridestando la persona alla coscienza della sua dignità e delsuo destino, accompagnandola e sostenendo le sue forze moralinella fatica del cammino[12].In questa maniera, luomo è aiutato a vivere con dignità eintelligenza il proprio lavoro, in modo che possa farloresponsabilmente, in prima persona, senza separarlo dal fruttodella propria realizzazione personale, mentre è condotto,contemporaneamente, a percepire sempre le esigenzedellamore al prossimo, esigenze di giustizia e carità presentinelle differenti circostanze della storia.Lamore di Dio si rivela così, in conclusione, un baluardo dellapriorità della persona umana, della libertà del lavoratore,nonché principio di fraternità e solidarietà autentica. 7Lezione 2
    • Bibliografia[1] Giovanni Paolo II, , Laborem exercens 1b.[2] Cf. LEONE XIII, Rerum novarum.[3] Giovanni Paolo II, Centesimus annus, 6.[4] Laborem exercens, 6.[5] St 54; cf. Dt 24, 14-15.[6] Centesimus annus, 41.[7] Ib., 13,14.[8] Laborem exercens, 7.[9] Gn 1, 28.[10] Gn 3,17-19.[11] Gn 1, 26; cf. Gv 5, 17.[12] Cf. BENEDETTO XVI, Deus caritas est, 28a, 29a.8Lezione 2