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lee parte I
analisi pdf e pdd di 2 competitor di lee nel mercato jeans
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- Slide 2: AGENDA
FOCUS SUL MERCATO:
• IL MERCATO IN NUMERI
• LE TENDENZE DI MERCATO
• LE CARATTERISTICHE DEL MERCATO
I MODELLI COMPETITIVI NEL SETTORE MODA
SELEZIONE DEI COMPETITOR E LORO
POSIZIONAMENTO
• LEE VS LEVI’S
• LEE VS DIESEL
PUNTI DI FORZA E DI DEBOLEZZA:
• LEE
• LEVI’S
• DIESEL
CONCLUSIONI
- Slide 3: I NUMERI DEL MERCATO
NUMERO DI IMPRESE INDUSTRIALI 200 -
250
VALORE DELLA PRODUZIONE 2205 MERCATO
NAZIONALE (MN DI EURO) FRAMMENTATO
FATTURATO (MN DI EURO) 3385
QUOTA DI MERCATO PRIME 4 19,1
IMPRESE IN VALORE PERCENTUALE
QUOTA DI MERCATO PRIME 8 30,2
IMPRESE IN VALORE PERCENTUALE
VARIAZIONE FATTURATO* (mln Euro)
-2006/2005 1,3
- M.A. 2006/2002 1,6
* Comprende la produzione realizzata in Italia e l’outsourcing estero
Gen-Giu Lug-Dic Gen-Giu Lug-Dic Gen-Giu
2004 2004 2005 2005 2006
TOTALE JEANS 17.383 19.132 19.907 19.670 19.946
JEANS 10.410 11.436 13.156 12.813 13.498
TRADIZIONALI
- Slide 4: LE TENDENZE DEL MERCATO
Il mercato ha subito un boom tra il 2004 e il 2005 per poi registrare un
assestamento e una stabilità nelle crescite negli anni successivi. Tale tendenza è
riconducibile al cedimento della domanda estera (-2%) e in misura minore dei
consumi interni (-0,8%).
Si sta verificando una crescita del fenomeno di outsourcing manufacturing verso i
paesi low cost (+11,3%) che copre ormai il 35% dell’output settoriale.
Le donne e i giovani trainano il settore arrivando a coprire il 51,5 % del fatturato e
azzardano la novità nell’acquisto personale. Nel 60% dei casi le donne scelgono
jeans per partners e mariti e quindi optano per modelli più standardizzati, calibrati
e per un acquisto meno di impulso.
Il jeans anche nel 2007 ha continuato a frenare la sua crescita per una maggior
propensione del consumatore ad un look più incline alla sobrietà.
Le performance migliori sono attese per il segmento del lusso accessibile (seconde
linee degli stilisti – Emporio Armani, D&G), per le catene low cost del pronto
moda che puntano sulla velocità di risposta al mercato, sul prezzo competitivo e su
un’immagine giovane e attuale, (Zara, H&M) e per i nuovi brand del jeanswear di
fascia media.
- Slide 5: CARATTERISTICHE MERCATO
Orientamento all’informale e matching di stile e comfort con conseguente
spostamento della domanda dal jeans in denim verso altri pantaloni di matrice
casual.
Mercato maturo, in buona salute, capace di reinventarsi in modo vitale.
Spesso i consumatori sono disposti a spendere per un jeans di tendenza e
valorizzante.
Tendenzialmente la domanda non conosce flessioni per le fasce premium dove
qualità e ricerca si coniugano a prezzi alti.
Consumatori che, ad accezione dei giovanissimi, tendono ad avere punti di
riferimento che cambiano lentamente.
Forte influenza del sistema moda e di fattori demo – psicografici.
I jeans rispondono anche ad un’ esigenza espressiva oltre che di consumo.
- Slide 6: CLUSTER NEI MODELLI COMPETITIVI SETTORE MODA
IMMAGINE QUALITA’
Brand di Griffe Trend
Lusso Maker
Value for Fashion
Money Accessibile
Basic di
Pronto Moda
Massa
MARCHE di Massa
COMMERCIALI
PREZZO SERVIZIO
Continuità pdt Contenuto moda
- Slide 7: POSIZIONAMENTO
Prezzo +
Capillarità - Capillarità +
Marche
Prezzo - commerciali
- Slide 8: Delimitazione Ambiti Competitivi
Bisogni
FASHION
IDENTIFICAZIONE CON UN
GRUPPO
DUREVOLEZZA
VERSATILITA’
COMFORT
ITALIA
ADULTI TEENS KIDS BABY Clienti
OUSOURCING
ALL’ESTERO
Luogo di
produzione
- Slide 9: QUALI COMPETITOR?
1. Tradizione ed esperienza radicata nel settore.
2. Offerta di gamma indirizzata a medesimi
target di consumo (Adulti, Teens, Kids, Baby).
3. Simile posizionamento di prezzo.
1. Affinità strategie di comunicazione:
coinvolgimento del consumatore e innovatività
nell’utilizzo dei media.
2. Scarsa attenzione ai canali più tradizionali
( Diesel wall e Lee Make history).
3. Affinità valori comunicati dal brand
(appartenenza ad una comunità, necessità di
esprimere sé stessi, musica, modernità,
originalità).
- Slide 10: PERCHE’ PROPRIO DIESEL?
Seppure altri brand per esempio presentino un posizionamento
analogo a quello di Lee, un’ ampiezza di gamma pressochè identica e
un allineamento di prezzo simile, abbiamo deciso di focalizzarci sul
brand Diesel perché reputiamo quest’ultimo maggiormente pericoloso
a livello di appealing, notorietà del marchio e reputazione, e quindi in
grado di erodere più facilmente di altri la quota di mercato di Lee.
A differenza di Diesel che punta al glamour jeans, Gas per esempio
propone invece una moda giovane ma semplice e dinamica, per chi
vuole un jeans alla moda ma senza troppi “fashionismi” .
Quindi abbiamo ritenuto opportuno analizzare un competitor che
presentasse caratteristiche maggiormente differenziate, in modo da
poter cogliere le diverse strategie di posizionamento attuate dai
concorrenti.
- Slide 11: LEE E LEVI’S A CONFRONTO
PRODUZIONE Il prodotto finito arriva dal Delocalizzazione nel sud - est asiatico e sud
Belgio. America
AREE DI BUSINESS •Adulti • Kids •Adulti •Kids
•Teens • Baby •Teens • Baby
STRUTTURA •Distribuzione indipendente •42 stores monomarca
DISTRIBUTIVA •1384 pdv con 84 corners Lee •2 denim networks
•3 pdv monomarca (2 in •Punti di vendita worldwide
franchising a Catania, Messina
e uno a Milano di proprietà) e
9 outlet
STRATEGIA Puntare sui volumi con Ricerca continua di un’integrazione tra un
l’obiettivo di penetrare tutto il prodotto innovativo e diversificato e una
mercato italiano rete vendita che comunichi forza e
positività per ottenere un impatto più forte
sui consumatori
COMUNICAZIONE “MAKE HISTORY” Grande attenzione al monobrand che
campagna pubblicitaria volta rappresenta il punto di incontro tra
ad integrare diversi mezzi di l’immagine del brand e i consumatori di
comunicazione e coinvolgere oggi sempre più esigenti, cercando di far
direttamente il consumatore vivere una vera e propria brand experience.
- Slide 12: LEE E DIESEL A CONFRONTO
PRODUZIONE Il prodotto finito arriva dal La produzione ha luogo solo in Italia.
Belgio.
AREE DI BUSINESS •Adulti • Kids •Style Lounge • Women
•Teens • Baby •Men • Kids
STRUTTURA •Distribuzione indipendente •Distribuzione gestita in modo centralizzato
DISTRIBUTIVA •1384 pdv con 84 corners Lee •3 Flagship Store (di cui un 55DSL store)
•3 pdv monomarca (2 in •17 Diesel Store, 4 outlet e 2 Diesel Kid Store
franchising a Catania, •Del Retail di Diesel fanno parte i pdv a
Messina e uno a Milano di controllo diretto, mentre la distribuzione
proprietà) attraverso negozi Multibrand e Corner fa capo
•9 outlet al Wholesale.
STRATEGIA Puntare sui volumi con Strategia di nicchia che a differenza degli altri
l’obiettivo di penetrare tutto il brand del lusso (che stanno introducendo
mercato italiano seconde e terze linee più economiche) sta
attuando una strategia up-grading.
COMUNICAZIONE “MAKE HISTORY” Al fine di creare e mantenere una relazione
campagna pubblicitaria volta intensa con il proprio target, la comunicazione
ad integrare diversi mezzi di attuale e molto “sottile” di Diesel si articola
comunicazione e coinvolgere nel tradizionale Advertising e nella
direttamente ilconsumatore comunicazione nel pdv “Window” (campagne
vetrina) e “In-store”, nonchè nel Diesel Wall.
- Slide 13: LEE
PUNTI DI FORZA PUNTI DI DEBOLEZZA
• Esperienza storica nel settore: • Scarsi investimenti nei media
tradizionali.
elevata attenzione alla tradizione • Gap di percezione: mancanza di
• Focus sul consumatore e forte
interazione con esso coincidenza tra l’immagine che
• Comunicazione innovativa: l’azienda vuole trasmettere e
integrazione dei diversi mezzi di quella che arriva al consumatore
• Scarsa completezza di gamma
comunicazione al fine di di prodotti “complementari”
coinvolgere direttamente il (felpe, magliette, scarpe …)
consumatore (Make history) • Distribuzione poco capillare.
• Brand identity • Pochi flagshipstore(solo 3 in
• Diffusione Worldwide Italia) ma soprattutto scarsa
• Corporation alle spalle di grandi presenza di negozi monomarca
dimensioni e con reputazione • Poca visibilità all’interno del
solida (VF) punto vendita
• Assenza di Store on – line
- Slide 14: LEVI’S Leader di mercato
PUNTI DI FORZA PUNTI DI DEBOLEZZA
• Brand riconosciuto come icona • Comunicazione debole rispetto
mondiale del jeanswear
• Mantenimento della tradizione: ad alcuni competitor, meno
501 “Immortale” interattiva, con coinvolgimento
• Garanzia di qualità passivo del consumatore.
• Forte strategia retail: • Perdita di incisività
“Retail Revolution” comunicativa.
• Capillarità nella distribuzione e
superficie minima per i negozi
monomarca pari a 100 m2
• Offerta completa di collezioni e
prodotti (orologi, felpe, scarpe
…)
• Capacità di anticipare stili e
trend emergenti
• Innovazione di stile nei modelli
e nei lavaggi
- Slide 15: DIESEL
PUNTI DI FORZA PUNTI DI DEBOLEZZA
• Continua innovazione nei dettagli, • Premium price, dovuto alla scelta di
lavaggi, trattamenti e finiture posizionamento up market, talvolta
• Forza del brand e valori chiave non riconosciuto.
identificativi: design, qualità, • Minor esperienza del mercato a
esclusività, sensualità, ironia causa di un ingresso più
intelligente, imprevedibilità. recente
• Completa gamma di collezione e
• Scarso interesse alla linea
prodotti
• Attenzione alle tendenze a livello classica, preferendo un
internazionale: si rivolge al gruppo ristretto di consumatori
“nuovo consumatore universale” pionieri che hanno il compito di
• Comunicazione a 360° e pubblicità di educare il mercato
impatto emozionale • Non rivolge i propri prodotti e
• Negozi a controllo diretto, i propri messaggi ad un
spazi raffinati e vivibili. mercato di massa
• Pdv come strumento di comunicazione
dell’identità di marca e luogo di
interazione con il cliente
• Cocktail tra una strategia di creatività
e comunicazione molto innovativa e
una gestione vecchio stile molto
accentrata, con un ruolo centrale dell’
informatica
- Slide 16: CONCLUSIONI
Conclusioni
Dall’analisi risulta che Lee presenta alcuni punti di debolezza
rispetto ai competitor, soprattutto per quanto concerne la strategia
distributiva che risulta essere un fattore critico di successo per
l’erosione di quota di mercato in un settore maturo.
Mentre la maggior parte dei concorrenti presentano una capillarità
distributiva e una presenza sul mercato molto forte, Lee è carente
proprio in questa leva strategica.
Trattandosi proprio di un bene di largo consumo, Lee potrebbe
pensare di rivedere la propria strategia al riguardo in modo da
rafforzare la propria posizione e fronteggiare i competitor ad armi
pari.