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Caffè Italia Lavazza
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- Slide 1: Mercato del Caffè
Gruppo 9:
Matr. 1273820 Katrine Cardenas
Matr. 1268630 Maria Coscarelli
Matr.1264365 Mauro Franzosi
Matr. 1286988 Rocco Fusco
Matr. 1273457 Fabio Mantegazza
Valutazione
Struttura del lavoro
Completezza del lavoro
Autonomia e creatività
Metodologia, fonti dei dati e difficoltà di
reperimento
Chiarezza espositiva
1
- Slide 2: AGENDA
• Metodologie di lavoro
• Domanda
• Scenario mondiale
• Mercato delle bevande calde in Italia
• Scenario italiano (dimensione e trend)
• Profilo del consumatore di caffè in Italia (struttura della domanda)
• Concorrenza
• Modello di Abell
• Caratteristiche del mercato italiano
• Concentrazione, barriere all’uscita e barriere all’entrata
• Analisi dell’offerta presso i canali di vendita
• Supply Chain e integrazione
• Modello di Porter
• Intelligence su Lavazza
2
- Slide 3: Metodologia (analisi settoriale)
Lo svolgimento del lavoro di analisi settoriale è stato articolato nelle seguenti fasi:
• raccolta di dati presso banche dati e internet;
• consultazione di testi;
• analisi del settore con il supporto dei modelli di Porter e di Abell;
• divisione del report in distinte aree di analisi individuali;
• sintesi finale e preparazione della presentazione.
Fonti consultate:
• Istat, www.istat.it;
• De Toni, Tracogna (2005) “L’industria del caffè”, Il sole 24 ore;
• International coffee organization, www.ico.org;
• Nielsen media research, www.nielsenmedia.it;
• Lavazza, www.lavazza.com/corporate/it;
• La banca dati Datamonitor, www.datamonitor.com;
• Beverfood, www.beverfood.com;
• Aida, Amadeus;
• Associazioni di categoria quali Assocaffè e SCAE (Speciality Coffee Association of
Europe);
• Rivista settoriale Markup.
3
- Slide 4: Metodologia (intelligence sul competitor)
Obiettivo del project: analisi delle condizioni competitive all’interno del settore del caffè
per un’azienda straniera interessata a entrare nel mercato italiano.
Abbiamo scelto Lavazza come oggetto d’analisi della nostra competitive intelligence in
quanto, essendo leader del settore del caffè in Italia, le sue strategie possono costituire
un valido esempio di successo nell’ambito dell’imprenditorialità italiana.
Fonti consultate per raccogliere dati sull’azienda:
• il sito web aziendale;
• banche dati (Aida, Il Sole 24 Ore);
• riviste di settore specializzate;
• consultazione di community web;
• richiesta di informazioni al training centre di via Montello 20 di Baranzate.
4
- Slide 5: Analisi della domanda
Lo scenario Mondiale
• In tre secoli il caffè ha conquistato circa il 90% della popolazione adulta;
• Si trova al 3°posto tra le bevande più bevute dopo acqua e vino;
• Il mercato ha raggiunto dimensioni che lo individuano come una delle maggiori
commodity del commercio internazionale (2°giro d’affari dopo petrolio);
• Principali produttori:
Sud America(Brasile/Venezuela/Colombia)
America Centrale & Caraibica (dal Messico fino a Panama)
Africa ed Asia
• Principali mercati del crudo
New York (arabica)
Londra (robusta)
• I Paesi Scandinavi sono i maggiori consumatori pro-capite (10Kg/anno);
• All’estero il caffè è una bevanda per accompagnare i pasti;
• In Italia il caffè è consumato principalmente come sostanza “nervina”. 5
- Slide 6: Analisi della domanda
Il Mercato delle Bevande Calde in Italia
Mercato delle bevande calde in Italia
12%
Caffè
18% Altre bevande calde
The
70%
Fonte: Datamonitor, “Hot Drinks in Italy”, maggio 2007
• Il giro d’affari del mercato italiano degli Hot drinks è stimato attorno a 1858,8 milioni di
Euro nel 2006, con una crescita percentuale media, nel periodo 2001-2006, pari a il 5,9%;
• Le previsioni per la fine del 2011 stimano un mercato potenziale di circa 2399 milioni di
Euro, risultato di una costante crescita percentuale del 5,2% a partire dalla fine del 2006;
• Il mercato italiano degli Hot-drinks è dominato dal caffè (70% del valore totale); seguito
dalla categoria “altre bevande calde” (comprende cioccolate calde, tisane, camomilla ecc.)
che si attesta a circa il 18%; e la categoria The che rappresenta circa il 12% del mercato
totale.
6
- Slide 7: Analisi della domanda
Lo Scenario Italiano
Per volumi
Fonte: Datamonitor, “Hot drinks in Italy”, maggio 2007
* CAGR: tasso di crescita annuale composto; è il tasso medio di crescita annuale
7
relativo ad un periodo specificato.
- Slide 8: Analisi della domanda
Lo Scenario Italiano
Per valori
Fonte: Datamonitor, “Hot drinks in Italy”, maggio 2007
8
- Slide 9: Analisi della domanda
Lo scenario italiano
La popolazione dai 14 anni in su in Italia: 2001-2006
Var % 01-06
-0,68%
51,403
51,402
51,205
51,049
51,025
50,950
2001 2002 2003 2004 2005 2006
Nota: dati in milioni
Fonte: ISTAT
Nonostante la sostanziale stabilità della popolazione italiana, il consumo pro-capite di
caffè è in crescita (il mercato è promettente).
Motivo principale: Crescita dei ritmi frenetici di vita induce a un maggior consumo di
caffè (sostanza “nervina” per eccellenza) nell’arco della giornata;
Motivo secondario: Ampliamento della gamma di tipologie di caffè che incontrano meglio
i gusti e le preferenze dei consumatori.
9
- Slide 10: Analisi della domanda
Consumo per tipologia
• Un ulteriore segmentazione per tipologia di caffè
Var. % Var. %
Quota % a valore su categoria ’05- ’06 Quota % a volume su categoria ’05- ’06
Moka 68% + 0.5% 72% + 1.4%
Espresso 17% + 7.9% 14% + 4.1%
Solubile 7% + 8.4% 2% + 10.1%
Grani 6% + 1.9% 6% + 2.2%
Cialde 2% + 79.5% 6% + 53%
Totale 100% + 2.2% 100% +2.2%
Fonte: Mark Up, dicembre 2006
È da sottolineare come il caffè macinato in cialde, pur essendo tuttora marginale continua a
crescere fortemente (con un trend di oltre il 30% nella GDO nell’anno 2006).
segmento in cui conviene attualmente investire
10
- Slide 11: Analisi della domanda
Profilo del consumatore di caffè in Italia
• Caratteristiche del mercato: tradizione e quotidianità nel consumo
rendono la domanda complessiva di caffè tendenzialmente stabile e
sicura;
• Area di residenza: nel retail, il nord rappresenta il 48% dei volumi,
mentre il centro-sud il 26%. Acquisti pro capite omogenei al centro-
nord e sotto la media al sud, ma in ripresa;
• Target: penetrazione e frequenza di consumo più alte nelle fasce degli
adulti e nei nuclei familiari più numerosi.
11
- Slide 12: Analisi della domanda
Consumo giornaliero
84,0%
90,0%
80,0%
70,0%
53,0%
60,0%
50,0%
40,0% 28,0% 24,0% 21,0%
30,0%
11,0%
20,0%
10,0%
0,0%
o
o
na
ta
tte
gi
e
gi
na
on
e
ig
ig
no
oc
er
er
tti
zi
la
op
da
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po
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/d
ar
C
da
na
T
do
o
ar
rim
e
ar
C
T
T
P
Fonte: Deutsche Bank, “Beverages Coffee Consumption”, luglio 2006
Secondo recenti statistiche,circa il 78%di coloro che bevono caffè consuma
in media una tazzina al giorno. In particolare, Il maggior consumo si ha nelle
prime ore della mattina.
12
- Slide 13: Analisi della domanda
Consumo giornaliero (segue)
Ma dove viene consumato il caffè?
Non bevono mai caffè 10%
Bevono caffè in casa e al bar 57,80%
Bevono caffè solo in casa 29,60%
Bevono caffè solo al bar 2,60%
Fonte: Plazanet 2006
• Negli ultimi anni, dopo l’introduzione dell’euro, si è assistito a un leggero incremento del settore
home (65%) a scapito del canale bar (35%);
• Tuttavia si prevede una ripresa del consumo nell’intero canale Horeca.
Secondo un’indagine svolta da Astra Demoskopea, il 22% degli italiani ama fare colazione al
bar, in prevalenza studenti. impiegati e abitanti delle grandi città.
Motivazioni
Bere un buon caffè (61%);
Per rilassarsi prima di una giornata di lavoro (58%).
13
- Slide 14: Analisi della concorrenza
Modello di Abell: confini del settore
Cosa
Interazione sociale
Bevanda Calda
Break
Nervino
Gusto
Chi
Caffè
Retail Horeca Domestico Distributori automatici
The
Tisane/camomille
Ginseng
Cioccolatini/barrette energetiche
Energy drinks
14
Come
- Slide 15: Analisi della concorrenza
Caratteristiche del mercato italiano
Mercato caratterizzato da elevata concorrenza,nel quale la leva del prezzo e la leva
promozionale vengono utilizzate dalla distribuzione al fine di aver un vantaggio competitivo.
Principali fattori
a) saturazione della domanda: penetrazione del prodotto nelle famiglie superiore al 90%;
b) stabilità dei consumi: impossibilità nell’aumentare la frequenza di consumo a causa delle
caratteristiche organolettiche del prodotto;
c) elevata frammentazione dell’offerta:
• i torrefattori locali restano numericamente la componente più importante (le piccole
torrefazioni presenti sul territorio nazionale sono circa 700);
• un gruppo di circa 40 imprese di medie e medie-piccole dimensioni, operanti a livello
prevalentemente regionale;
• una decina di aziende di grandi e medie dimensioni presenti a livello nazionale e
internazionale.
15
- Slide 16: Analisi della concorrenza
Concentrazione e Barriere all’uscita
Concentrazione: il settore presenta un indice di concentrazione piuttosto elevato:
- nel 2002 l’indice C4 è oltre il 50% del mercato e più del 60% della produzione
- nel 2006: le prime 4 aziende del settore (Lavazza, Kjs/Kraft, Cafè do Brasil-
Kimbo e Segafredo) coprono oltre il 74% del mercato
quote di mercato in volume
lavazza
23%
kraft foods
43%
2% cafè do brasil
segafredo
2% illy
caffè vergnano
7%
11%
12% altro
Barriere all’uscita: sono costituite dagli ingenti investimenti in impianti produttivi e
canali distributivi che le aziende hanno sostenuto per svolgere la loro attività economica.
16
- Slide 17: Analisi della concorrenza
Barriere all’entrata
Ingenti investimenti in comunicazione: assume
particolare importanza la leva promozionale e
pubblicitaria per incentivare la brand loyalty.
Nell’ultimo quadriennio si è registrata una contrazione
del 17,8%, dovuto ad uno slittamento degli investimenti
di advertising alle campagne promozionali presso POS.
Reputazione e valore della marca: il brand è un
fattore discriminante nelle scelte del consumatore
nonostante sia un settore caratterizzato da una certa
sensibilità al prezzo.
Ac Nielsen media Research
Accesso ai canali distributivi: fattore critico di successo in quanto la grande distribuzione è
sempre più caratterizzata da un’offerta omogeneizzata. Gli assortimenti sono basati solo
sulle marche più note.
Il mix costituito da forti investimenti pubblicitari,
promozionali e di profondità del portafoglio prodotti
consente ad un competitor come Lavazza di
mantenere una leadership costante.
17
- Slide 18: Analisi della concorrenza
Analisi dell’offerta presso i canali di vendita
CANALE RETAIL:
• Alimenta il consumo domestico che rappresenta circa i 2/3 dei volumi complessivi;
• Nelle fasce medie di reddito, la scelta dei consumatori viene fortemente influenzata dalle politiche
promozionali di prezzo praticate sul punto vendita dai torrefattori o dalle imprese distributrici;
• Lenta diffusione dell’abitudine al caffè lungo (caffè
Canali di vendita Ripartizione %
all’americana), soprattutto nelle grandi città del Nord Italia
Super + Iper 65%
Ostacolo per le grandi catene come
Starbucks, CostaCafè
Libero sevizio 16,70%
• Forme distributive: forte peso dei Super e Iper che Discount 8,30%
costituiscono ormai ben il 65% delle vendite (ACNielsen,
Negozi trad. 10%
maggio 2002);
Nonostante la presenza di grandi imprese, la struttura dell’offerta è ancora molto frammentata (in particolar
modo al Sud) dove sono presenti numerose piccole torrefazioni che ricoprono un ruolo rilevante in ambito
locale.
Per i seguenti motivi:
- torrefattori radicati nella tradizione e nei gusti locali;
- offerta di prodotti di qualità che ha acquisito una clientela consolidata.
18
- Slide 19: Analisi della concorrenza
Analisi dell’offerta presso i canali di vendita
(segue)
DISTRIBUZIONE AUTOMATICA:
• Vending: vendita di prodotti attraverso distributori. Tale canale presenta un
potenziale di sviluppo molto elevato, poiché ancora poco presidiato (l’Italia risulta
essere simultaneamente primo produttore mondiale di macchine distributrici e ultimo
nella classifica dei consumi pro-capite);
• Serving: sistema a cialde monodose diffuso sia in ambito domestico che
extradomestico (uffici). Le principali caratteristiche di tale canale sono:
− concorrenza elevata e in aumento. Pur in presenza di un leader (Lavazza),
con una quota di mercato in volume di oltre il 30%, l’offerta risulta
frammentata;
− competizione basata principalmente sul prezzo.
Fattori critici di successo:
• servizio al cliente (velocità di preparazione, facilità d’uso e pulizia delle macchine
istallate);
• qualità del prodotto.
19
- Slide 20: Analisi della concorrenza
Analisi dell’offerta presso i canali di vendita
(segue)
CANALE HORECA è caratterizzato da una concorrenza intensa e complessa per
diversi motivi, legati sia all’offerta che alla domanda:
• offerta altamente “polverizzata”: le prime tre torrefazioni (Lavazza, Segafredo e Illy)
coprono meno del 25% del mercato; la restante quota è detenuta da una moltitudine di
torrefazioni di piccole-medie dimensioni;
• fedeltà al bar piuttosto che alla marca (aspetto rilevante nel rapporto con i consumatori);
• fa stabilità dei consumi ha contribuito a determinare un’accentuata intensità competitiva.
Le PMI, deboli nel mass market, dominano questo canale attraverso strategie di
focalizzazione. Le grandi imprese presentano difficoltà ad operare in questo segmento del
mercato (la logica delle economie di scala non trova, infatti, riscontro in un mercato
frammentato e basato sul servizio).
20
- Slide 21: Analisi della concorrenza
Supply Chain del caffè
Production Large farmer &
Small holder Medium farmer
Initial Processing estate
Trader
Collection
Initial processing (wet) Manufacturer
Assembling Trader / agent
PRODUCING
Curring
Manufacturer
Cooperative COUNTRIES
(hulling / grading)
Exporter
Intermediation &
Shipping
CONSUMING
Broker International trader
COUNTRIES
National trader
Roasting Roaster
Distributor
Retail supermarket
Distribution Restaurant / cafè
Consumer
Consumption
Fonte: Van Dijk et al, 1998
21
- Slide 22: Analisi della concorrenza
Supply Chain e integrazione
“From bean to the cup” catena lunga e complessa, che vede alle sue estremità
il produttore e i consumatori. Sempre più frequentemente tra questi due anelli si
inseriscono le figure degli operatori logistici e dei broker. I produttori sono l’anello
debole della catena (hanno scarso potere contrattuale), da cui deriva l’importanza del
commercio equo-solidale.
Nell’ambito dell’integrazione si sono manifestati due percorsi principali:
• Integrazione a monte: approvvigionamento diretto attraverso l’acquisizione delle
attività di produzione, nelle piantagioni dei principali Paesi produttori (costituisce un
esempio di tale strategia il caso di Illycaffè);
• Integrazione a valle: entrata nel business dei bar. Le vie per conseguire tale obiettivo
strategico, con diversi gradi di integrazione e controllo delle attività, sono
rappresentate da:
– franchising (è il caso di Segafredo)
– licensing (come nel progetto IBC di Illycaffè)
22
- Slide 23: Analisi della concorrenza
Modello di Porter
Concorrenti:alta rivalità nel settore soprattutto tra le major (Lavazza-
Fornitori Illy-Cafè do Brasil-Segafredo); ingenti investimenti in
comunicazione marketing;prezzi e promozioni;differenziazione;
innovazione processo:logiche just in time
Potenziali
Prodotti prodotto:caffè in cialde
Concorrenti
Entranti
Sostitutivi
Clienti: alto potere contrattuale dei distributori (canale retail)
Clienti
a causa del’incremento del grado di concentrazione nella grande
distribuzione, in grado di influenzare fortemente il prezzo
Fornitori: ● Piccoli coltivatori di caffè:scarso potere contrattuale (poche informazioni sul mercato)
imposto dai torrefattori.
● Grandi traders internazionali:alto potere contrattuale
Potenziali Entranti: Starbucks; grandi traders internazionali (Neuman,Volcafè,Estene); Espresso cap(Termozeta)
Barriere all’entrata:fabbisogno di capitale ingenti investimenti pubblicitari
affermazione del brand(valore della marca)
accesso ai canali distributivi
Prodotti sostitutivi: bevande energizzanti; tea; ginseng.
Tuttavia la radicata tradizione culturale legata al consumo e al valore del caffè
in Italia rende i consumatori poco propensi alla sostituzione del caffè con tali prodotti.
.
23
- Slide 24: LAVAZZA
24
- Slide 25: Storia & mission
STORIA
• 1895: Luigi Lavazza inaugura la prima drogheria nel centro storico di Torino;
• 1910: l’attività si incentra prevalentemente sulla rivendita di caffè;
• 1927: nasce l’odierna Luigi Lavazza Spa;
• 1946: si passa dal prodotto sfuso al caffè tostato in sacchetti marchiati e riconoscibili;
• 1957: nuovo stabilimento in C.so Novara che segna un importante passo verso l’industrializzazione
e la conquista del largo consumo;
• 1979: nasce il “Centro Luigi Lavazza per gli studi e le ricerche sul caffè”, un’esperienza importante,
da cui hanno origine – a partire dal 1985 – gli oltre 20 Training Center Lavazza;
• 1989: espansione nel settore della distribuzione automatica;
• Anni ’90: l’azienda diventa un gruppo con numerose
consociate a livello internazionale e ottiene
le certificazioni ISO 9003 e ISO 9001.
MISSION Portare l’aroma, la qualità e la
cultura dell’espresso italiano nel
mondo.
25
- Slide 26: Assetto proprietario
26
Fonte: Aida
- Slide 27: Partecipazioni Lavazza
Le partecipazioni di Lavazza al 31.12.2006 risulta così composta:
Fonte: Aida
Le ricapitalizzazioni hanno riguardato solo Lavazza do Brasil Ltda relativamente all’aumento
del capitale sociale di pertinenza della società, con la seguente determinazione della 27
partecipazione dal 99,99% al 99%.
- Slide 28: Presidio della filiera & partnership
La catena di commercializzazione di Lavazza è simile alle altre aziende del settore:
Produttori Esportatore locale Trader internazionale Grossisti e Torrefattori
PROGETTO TIERRA
Dal 2004, l’azienda per rispondere alle istanze del commercio equo-solidale ha avviato in
Honduras, Colombia e Perù tale progetto di sviluppo sostenibile.
OBIETTIVO: migliorare le condizioni di vita e la qualità del prodotto
dei piccoli produttori di caffè, permettendogli di essere maggiormente
competitivi e autonomi.
L’azienda ha perciò avviato le seguenti partnership:
– Volcafè: uno principale gruppo esportatori di caffè al mondo
– Slow Food: associazione che promuove uno stile di consumo alimentare attento alla qualità
della vita;
– GTZ & US-Aid: agenzie governative, che si occupano di cooperazione allo sviluppo;
– Rainforest Alliance: ONG attiva nella promozione del caffè sostenibile.
28
- Slide 29: Integrazione
Il 1989 è un anno strategicamente importante per Lavazza:
• Lavazza si espande nel settore della distribuzione automatica, terza area di
business dopo Retail ed Horeca;
• l’azienda acquisisce da Nestlè Italia il ramo relativo al Caffè Bourbon, marchio
fortemente presente in molte aree del centro Italia;
• accordo con Star per rilevare il ramo relativo al Caffè Suerte, che ha consentito
all’azienda di entrare nel segmento dei primi prezzi.
Il gruppo Lavazza è impegnato sul fronte distributivo con dei coffee shop (Integrazione a
valle):
- nel 1999, Lavazza è entrata nel campo delle catena di coffee shop con
l’acquisizione della società Panarom, brand “il caffè di Roma”;
- nel 2007 acquisisce Barista, una catena di caffetterie indiana.
Attualmente l’azienda ha iniziato a Torino la sua offensiva “preventiva” contro la probabile
invasione di Starbucks in Italia con l’apertura, in via Garibaldi, del primo locale italiano
griffato Espression Lavazza.
29
- Slide 30: Portafoglio prodotti
• Canale Retail: l’azienda presidia lo scaffale
della GDO con un ampio portafoglio prodotti
(18 le miscele in totale), che comprende una
vasta gamma di marchi, gusti e packaging
nei segmenti moka-espresso-decaffeinato e
filtro (qualità rossa,qualità oro,lavazza dek)
• Canale Horeca: rete capillare di agenti e
distributori con un’offerta di 14 varietà di
miscele presso grandi catene e pubblici
esercizi
• Distribuzione automatica: in tale canale,
Lavazza è leader nazionale con il sistema
brevettato Espresso Blue (Best Lavazza
Ultimate Espresso), utilizzabile
esclusivamente con le miscele in cialda
dell’azienda. Tale prodotto serve tutti i
segmenti di mercato con tre diverse
applicazioni:
• Linea serving per le famiglie
• Linea vending per le aree pubbliche (con
5 tipi di macchine)
• Linea office service per uffici
30
- Slide 31: Risorse e competenze chiave
• L’attività di Lavazza si articola su 4 parole chiave:
− Ricerca: istinto e passione per forme espressive alternative
− Sperimentazione: alchimie di gusto per preservare la purezza dell’aroma
− Evoluzione: continuità e trasformazione per costruire il futuro
− Innovazione: volontà di osare per tracciare nuove rotte
• Connubio tra creatività e innovatività con tradizione e cultura del caffè in Italia:
− un esempio a riguardo è il prodotto nato dalla partnership tra Lavazza e lo chef
catalano
di fama internazionale Ferran Adrià L’ Èspresso, unico caffè al mondo che non
si beve, ma essendo solido, si gusta con il cucchiaio.
• Conoscenza completa del mercato e presidio di ogni fase del ciclo produttivo del caffè:
− trasporto del crudo con cisterne
− assaggi in laboratorio
− stoccaggio del crudo
− composizione della miscela
− tostatura e macinatura
− confezionamento
− logistica in uscita
31
- Slide 32: Strategie rilevanti nel settore di
interesse
• Strategia di internazionalizzazione: forte presenza in più di 80 mercati in tutto il mondo,
mediante costituzioni e acquisizioni di imprese o rami di impresa (circa il 37.5% del giro d’affari
proviene dall’estero) One Global International Brand;
• Strategia distributiva: opera in tutti i business del caffè Horeca, Retail e distribuzione
automatica (vending e serving);
• Strategia di comunicazione: grande originalità e qualità delle sue attività promozionali. Tra i
media utilizzati a livello globale non solo TV, ma anche affissioni, riviste e calendari fotografici.
L’utilizzo di testimonial di ogni tipo contraddistingue la strategia comunicativa di Lavazza fin dagli
anni ’60 Caballero&Carmencita, Pavarotti, Bonolis e Laurentis;
• Strategia commerciale: segmentazione del mercato facendo leva su variabili, quali nomi,colori,
tipologie e formati di caffè;
• Strategia di CSR: azioni di sostegno ed attività ambientali, culturali e sociali per garantire la
sostenibilità della produzione e migliorare le condizioni di vita di chi opera nei Paesi produttori di
caffè;
• Strategia innovativa di successo: sperimentazione ed innovazione di prodotto, come mezzo per
anticipare il mercato (confezionamento sottovuoto, L’ Èspresso, Passion Me).
32
- Slide 33: Possibile investimento per un
nuovo competitor
• Data la struttura del settore costituita, soprattutto in ambito regionale, da
piccole torrefazioni a carattere locale si consiglia:
– partnership nel canale Horeca a livello regionale per penetrare il
mercato
– sviluppo di segmenti innovativi come quello delle cialde (+79,5%)
– l’utilizzo della leva promozionale sostenuta da costanti investimenti di
marketing.
• In un secondo periodo, quando il brand ha raggiunto un certo grado di
awareness, il nuovo entrante:
– dovrà cercare di insediarsi presso luoghi ad elevata frequentazione
(come palestre/mense aziendale/centri sportivi)
in modo da poter evitare possibili comportamenti
opportunistici di grandi catene diffuse a livello nazionale, le quali
godono di elevato potere negoziale (Autogrill/Ipermercati/Multisala)
33