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Ilvillaggioglobale
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- Slide 1: Il villaggio globale della
celiachia
dr.ssa Letizia Saturni
Specialista in Scienze dell’Alimentazione
- Slide 2: Definizione
L’intolleranza al glutine o morbo celiaco o
celiachia o sprue celiaca è una reazione
avversa al cibo ed è una condizione cronica.
E’ una enteropatia (malattia infiammatoria
dell’intestino) autoimmune sistemica
multiorgano, causata da una alterata risposta
delle cellule T ad un insieme di epitopi della
gliadina – principale frazione proteica del
glutine - che si verifica solo
in soggetti geneticamente predisposti.
Marsh MN. Gastroenterology 1992; 102:330-354
- Slide 3: Update on food allergy
Recentemente l’European Academy of Allergy and
Clinical Immunology task force, ha pubblicato una
nuova nomenclatura delle reazioni avverse al cibo.
food hypersensitivities – include tutte le reazioni non
fisiologiche conseguenti all’ingestione di cibo o di additivi.
nonallergic food hypersensitivities – cioè
risposte causate da una peculiare caratteristica dell’ospite come un
difetto metabolico - deficit di lattasi.
food allergy – reazioni che coinvolgono meccanismi
immunologici IgE o non IgE mediati – istamina nel pesce, tiramina nei
formaggi stagionati.
Johansson SG, Hourihane JO, Bousquet J, et al. A revised nomenclature for allergy. An EAACI position statement
from the EAACI nomenclature task force. Allergy. 2001;56(9):813-824.
- Slide 4: Allergie
Le allergie agli alimenti sono dovute a molecole che
vengono riconosciute come “estranee” – allergeni -
dal sistema immunitario (IgE).
Gli allergeni possono essere molecole intrinseche
all’alimento o estranee ad esso.
Componenti
dell’alimento
Additivi
che migliorano la palatabilità e la conservazione
Contaminanti
Chimici, biologici e fisici
- Slide 5: Frutta secca
Arachidi Frumento
Allergeni alimentari
Uova intrinseci Latte
Ovomicoide, Ovoalbumina, Caseine, -lattoglobulina,
Ovotrasferrina sieroalbumina,
immunoglobuline
Soia
Pesce e Mais
molluschi
- Slide 6: Salicilati
Solfiti, Frutta secca, olive,
metabisolfiti e arance, albicocche, uva,
erbe aromatiche, vini
bisolfiti
(da E221 a E227) Glutammati
(da E620 a E623)
Cibi preconfezionati
Patatine, ketchup,
Additivi insaccati, dadi
alimentari o
Anidride solforosa
contaminanti
Giallo tartrazina
(E220)
Marmellate, succhi,
(E102)
Bevande, salse
macedonie e insalate
confezionate, budini
trattate con spray
Nitrati
Insaccati, carni. Tiramina
componente naturale di
formaggi, cioccolato, banane
- Slide 7: ALIMENTO
Se frammenti proteici a PM medio-
GALT alto raggiungono la mucosa Tratto GI
intestinale esiste un sistema di
monitoraggio
IgAs in grado di legare Normale attività
e trattenere gli proteolitica
antigeni a livello
mucosale
TOLLERANZA
- Immunità neonatale - Immunità neonatale
- Immunosoppressione - Patologie che
- Patologie virali compromettono la
- Malassorbimento funzionalità enzimatica
SENSIBILIZZAZIONE
- Slide 8: Sintomi
Localizzazione Sintomi
Apparato gastro-intestinale (70%) Diarrea
Dolore addominale
Infiammazione
Nausea - Vomito
Sangue nelle feci
Prurito cavo oro-faringeo
Cute (24%) Eczema
Prurito - Orticaria
Apparato respiratorio (6%) Asma
Rinite
Tosse
Manifestazioni generalizzate Ipotensione
Shock anafilattico
Sintomatologia controversa Affaticamento
Iperattività
Emicrania
Otite
- Slide 9: Intolleranze
L’intolleranza o ipersensibilità alimentare è
in relazione ad un difetto enzimatico o
all'azione, in individui geneticamente
in individui geneticamente
predisposti di alcune sostanze
predisposti,
farmacologicamente attive presenti negli
alimenti.
Celiachia
Enteropatia caratterizzata da lesioni
dell’intestino tenue
provocate dall’ingestione del glutine in
individui geneticamente suscettibili
- Slide 10: La storia della celiachia
La storia della celiachia inizia ad essere scritta in Europa nel
1888 grazie a Samuel Gee.
Sei anni dopo Dicke dimostrò che la dieta senza alcuni
cereali era l’unico rimedio.
Nel 1970 l’ESPGAN pubblica il primo report per diagnosi di
celiachia, rivisto poi nel 1980.
Nel 1990 iniziano gli studi epidemiologici.
Negli anni 2000-2003 l’UE finanzia i primi studi multicentrici
sull’epidemiologia e la genetica.
Cresce sempre più l’interesse commerciale da parte delle
Aziende che producono kit diagnostici e cibi senza glutine.
- Slide 11: Celiachia nel mondo
1.2% 0.5%
0.6%
1%
0.8% 2%
5% 0.8%
2.5% 0.8%
0.2%
0.8%
0.5%
- Slide 12: Fattore di rischio: consumo di grano
- Slide 13: Fattore di rischio: HLA
14
11
15
10
14 10
3 0
22
22 28
10
0
2
5
HLA -DR3 frequency(%)
- Slide 14: CD in Saharawis
• 1:18 è affetto da CD
• diarrea, astenia e anemia
• EMA positivi, tipico danno mucosale
• elevata frequenza di DR3/DR3 e
DR3/DR4
• elevata mortalità
Lo studio di questa realtà ha fornito
interessanti informazioni sui
meccanismi di interazione tra
geni ed ambiente in termini
patogenetici ed evoluzionistici.
- Assetto genetico simile ai sardi ma
la frequenza in Saharawi è 5
volte superiore
- Le abitudini alimentari sono
profondamente cambiate
- Slide 15: La celiachia in Europa
La CD in Europa ha un frequenza media dell’1%.
Si stima che per ogni caso riconosciuto ve ne siano
almeno 5 non diagnosticati perché silenti o atipici.
La CD è più diffusa in alcuni Paesi – come
Finlandia – che in altri come la Germania. (?)
- Slide 16: La celiachia in Italia
1:2 - 3.000 anni ‘80
9 su 10 non sanno
1:1.000 anni ‘90
di esserlo.
1:100-130 2006
L’epidemiologia è profondamente modificata.
I celiaci potenzialmente sarebbero quindi
500.000, ma ne sono stati diagnosticati solo
70.000.
- Slide 17: Celiachia
La celiachia rappresenta un modello particolare di
malattia autoimmune.
A differenza delle numerose altre patologie sono noti i
più rilevanti elementi patogenetici:
il fattore di suscettibilità
GLUTINE
la stretta associazione genetica
HLA DQ2 e HLA DQ8
il principale autoantigene
TRASGLUTAMINASI TISSUTALE
- Slide 18: Celiachia
NECESSARY
Gluten Genetics CAUSES
Sesso
Allattamento
Patogenesi Infezioni
? Altro
RISK FACTORS
Celiac
disease
- Slide 19: Celiachia ed ambiente
1. Il grano compare tardivamente
nell’alimentazione… “alimento nuovo”
2. Il periodo di maggiore diffusione
sembra essere stato il medioevo in
base ai reperti archeologici (denti e
scheletro) quali i cribra orbitalia,
l’iperostsi porotica e l’ipoplasia dello
smalto
3. Il contenuto di glutine è aumentato
esponenzialmente nell’epoca Moderna
- Slide 20: Genetics La genetica HLA
Il principale fattore genetico di suscettibilità è dato da
particolari varianti della regione HLA nel cromosoma 6.
La regione HLA contiene numerosi geni che codificano proteine
importanti per il riconoscimento di prodotti estranei all’organismo
provenienti da altri individui (trapianto d’organo) o agenti infettivi
come virus e batteri.
La predisposizione alla celiachia correla con i prodotti proteici di due
specifici alleli di due geni HLA (DQB1 e DQA1). Questi prodotti
formano l’eterodimero DQ2. Analoga situazione si verifica per
l’eterodimero DQ8.
Circa il 60% della predisposizione genetica dipende dalla presenza
di un insieme di geni (20???) al di fuori della regione HLA.
- Slide 21: Genetics La genetica
? HLA
• Predisposizione familiare alla malattia.
• La frequenza di malattia nei familiari di grado
varia dal 2% al 20%.
• Gemelli monozigoti mostrano concordanza di
malattia nel 75% dei casi mentre gemelli
eterozigoti mostrano concordanza nel 30% dei
casi.
• HLA-DQ2 e/o DQ8 è necessario (No DQ2/8, no
Celiac Disease!) ma non sufficiente per sviluppare
la celiachia.
- Slide 22: Visione di insieme
precoce tardiva
30%
glutine
Ambiente
infezioni
Geni
HLA-DQ2 protegge crisi malattie glutine
celiaca dipendenti
- Slide 23: L’autoantigene
L’autoantigene della CD è stato indentificato, purificato
e sequenziato ed è l’anti-trasglutaminasi tissutale.
Un enzima intracellulare calcio-dipendente ubiquitario,
largamente diffuso nei tessuti e nei fluidi corporei.
Numerose sono le funzioni svolte: adesione cellulare –
apoptosi – riparazione tessuti – omeostasi e neogenesi
di tessuti epiteliali.
4 sono le isoforme note:
- trasglutaminasi sierica o fattore XIII
- trasglutaminasi cheratinocitica
- trasglutaminasi epidermica
- trasglutaminasi tissutale
- Slide 24: Meccanismo patogenetico
- Slide 25: Novel paradigm for CD
Autoimmune diseases involve a miscommunication between innate and adaptive immunity
Genetics Environment
Mucosal Barrier
Autoimmunity
Autoimmunity
A third key element necessary to develop autoimmunity is the loss of the mucosal
barrier function, so allowing the interplay between genes and environment.
- Slide 26: Celiachia
NECESSARY
Gluten Genetics CAUSES
Sesso
Allattamento
Infezioni
Patogenesi Altro…..
RISK FACTORS
Celiac
disease
- Slide 27: Lesioni della mucosa
In vitro e in vivo è stato evidenziato che le lesioni della
mucosa comprendono una serie di eventi che
culminano con una appiattimento della mucosa.
La sintomatologia non è correlata con il livello del
danno mucosale quanto all’estensione delle lesioni.
Marsh ha proposto una prima classificazione in 4
tipologie poi rivista da Oberhuber.
Marsh MN., Gastroenterology 1992, Vol 102: 330-354
Oberhuber G. et al., Eur J Gastroenterol Hepatol 1999, 11: 1185-1194
- Slide 28: Il danno istologico
Grado 0 Mucosa normale
Grado 1 Presenza di > 30 linfociti per 100 enterociti
Grado 2 Presenza di > 30 linfociti per 100 enterociti e iperplasia delle cripte
Presenza di > 30 linfociti per 100 enterociti, iperplasia delle cripte
e atrofia dei villi
Grado 3 III a : atrofia lieve dei villi
III b : atrofia subtotale dei villi
III c : atrofia totale dei villi
Atrofia totale dei villi, < 30 linfociti per 100 enterociti, assenza di
Grado 4
iperplasia delle cripte.
Oberhuber G, Granditsch G, Vogelsang H. The histopathology of coelic disease: time for a standardized
report scheme for pathologists. Eur J Gastroenterol Hepatol 1999; 11: 1185-1194.
- Slide 29: Come si manifesta
Quali patologie associate
Come si fa diagnosi
Quale terapia o….. quali terapie
Quali complicanze
- Slide 30: Come si manifesta
Patologia “difficile” da identificare sul piano clinico
per la grande variabilità dei sintomi
atipica
sintomatica pauci-
sintomatica
silente
potenziale latente
- Slide 31: L’iceberg della celiachia
Celiachia sintomatica
Lesioni della
mucosa
Celiachia silente
Celiachia latente Mucosa normale
predisposizione genetica
sierologia positiva
- Slide 32: La celiachia in età pediatrica
Ieri……
6mesi- 4anni
Diarrea acuta
Arresto della crescita
Disidratazione grave
Distensione dell’addome
Perdita massa magra
Diseletrolitemia ed ipotensione
Ipodrotidemia
Edemi
- Slide 33: Oggi……
Deficit nutrizionali
adolescenza secrezione GH
recettore GH
trascrizione IGF1
IGFBP
Resistenza azione
anabolica IGF1
Il 10% degli
adolescenti con
bassa statura è
affetto dalla malattia
celiaca
- Slide 34: Il trend delle manifestazioni
100
80
60
%
40
20
0
TIPIC A
80
94
96
82
84
88
90
98
00
86
92
02
19
19
19
19
19
20
19
19
19
19
19
20
ATIPIC A
anni
SILENTE
- Slide 35: La celiachia nell’adulto
DIARREA CRONICA, MA ANCHE STIPSI
CALO DI PESO
DOLORI ADDOMINALI
AFTE RICORRENTI DEL CAVO ORALE
ANEMIA SIDEROPENICA CRONICA
MENARCA TARDIVO INFERTILITA’
ABORTI RIPETUTI
MENOPAUSA PRECOCE
EPILESSIA
ALOPECIA
- Slide 36: Manifestazioni extraintestinali
APPARATO MANIFESTAZIONE CAUSA
Emopoietico Anemia Deficit di Fe, folato, vitamina B12
Emorragia Deficit di vitamina K; trombocitopenia da deficit di folato
Trombocitosi, eritrociti Iposplenismo
anomali
Scheletrico Osteopenia Malassorbimento di calcio e vitamina D
Fratture patologiche Osteopenia
Osteoartropatia Non nota
Muscolare Atrofia Malnutrizione dovuta al malassorbimento
Tetania Malassorbimento di calcio, vitamina D o magnesio
Astenia Atrofia muscolare generalizzata, ipokaliemia
Nervoso Neuropatia periferica Deficit di vitamine, quali B 12 e tiamina
Atassia Danno cerebellare e delle colonne posteriori
Crisi convulsive Non nota
Lesioni demielinizzanti Non nota
del SNC
Endocrino Iperparatiroidismo Ipocalcemia da malassorbimento di calcio e vitamina D
secondario Malnutrizione, disfunzione ipotalamica-ipofisaria
Amenorrea, sterilità,
impotenza
Tegumentario Ipercheratosi follicolare Malassorbimento di vitamina A e del complesso vitaminico B
e dermatite
Petecchie ed ecchimosi Deficit di vitamina K; raramente trombocitopenia
Edema Ipoproteinemia
Non nota
- Slide 37: Cardiopatia dilatativa New
- Slide 38: New Epatopatie
Ipertransaminasemia presente nel 40% degli adulti e nel 54% dei bambini
con MC
MC presente nel 9% dei pazienti con ipertransaminasemia di n.d.d.
Rubio-Tapia A, Hepatology 2007
- Slide 39: Patologie associate
Patologie Autoimmuni Disordini genetici
Dermatite erpetiforme Sindrome di Down -
Diabete mellito di tipo I Sindrome di Turner
Artrite reumatoide
Tiroidite di Hashimoto Disordini neurologici
Malattia di Berger epilessia - epilessia con
Sindrome di Sjogren calcificazioni cerebrali -
Gastrite atrofica atassia cerebellare –
Cirrosi biliare primitiva autismo?
- Slide 40: La diagnosi
Sintomi classici
Gastroscopia con biopsia del piccolo intestino
Analisi emato-cliniche
Test per Fe, Cu, acido folico e Ca
anti-gliadina (AGA-IgA ed AGA-IgG)
anti-endomisio (EMA-IgA)
anti-transglutaminasi tissutale (tTG-IgA)
Esame bioptico: endoscopia con biopsia del piccolo intestino.
L’esame istologico evidenzia:
Atrofia dei villi intestinali
Ipertrofia delle cripte
Aumento dei linfociti intraepiteliali
- Slide 41: Test diagnostici
Xeliac test
Sistema case finding
(anemia-transeminemia-colon irritabile)
EU-funded CD-MEDICS
(Coeliac disease management monitoring
diagnosis using biosensors and integrated chip
systems)
- Slide 42: Com’è variata la diagnosi
Progressivo aumento della frequenza delle diagnosi
grazie alla disponibilità di marker sierologici
sempre più sensibili.
Anti-gliadina Anti-endomisio Anti-trasglutaminasi
tissutale
1982 1992 1998
- Slide 43: Miniere di celiaci sono…….
Parenti di 1 e 2 grado di celiaci
Soggetti con sintomi:
iposomia, astenia cronica, anemia, ipertransaminasemia, aborti
ricorrenti, osteoporosi……..
Malattie associate:
associate
malattie autoimmuni, Sindrome di Down, Deficit IgA, malattie
neurologiche……
Soggetti sani:
sani
donatori di sangue, studenti, popolazione generale……
- Slide 44: Screening di massa?
PRO CONTRO
• Patologia molto comune (1% • Nessuna evidenza che lo
nella popolazione generale) screening nella popolazione
• Diagnosi clinica spesso generale riduca la morbilità
difficile date le varie • Nessuna evidenza che la
manifestazioni cliniche dieta senza glutine nei
• Disponibilità di test di soggetti asintomatici riduca
screening altamente sensibili la mortalità
e specifici • I pazienti senza sintomi
• Trattamento efficace (dieta dimostrano scarsa
senza glutine), che, compliance alla dieta senza
instaurato precocemente glutine
consente una vita normale • E’ tuttora da dimostrare che
senza complicanze lo screening abbia un buon
rapporto costo-beneficio
- Slide 45: Follow up
Gazzetta Ufficiale del 7 febbraio 2008 è uscito il
Documento di inquadramento per la Diagnosi ed
il Monitoraggio della Malattia Celiaca e Relative
Complicanze.
- Slide 46: Quale terapia o….. quali terapie
- Slide 47: Normal small bowel Celiac disease
Gluten
Gluten-free diet
- Slide 48: L’alimentazione
L’alimentazione senza glutine è l’unica terapia per la
celiachia.
permanente privazione
rigorosa discriminante
scrupolosa restrittiva
- Slide 49: Stato nutrizionale
• In funzione del grado del danno della
mucosa intestinale.
• In funzione della superficie intestinale
coinvolta.
• In funzione della qualità e quantità degli
alimenti
• In funzione del tempo che il soggetto è
a dieta GF
- Slide 50: Stato nutrizionale
NORMALE
Danno in una ampia parte
Danno nella sola
dell’intestino tenue
parte craniale
deficit di vitamine liposolubili,
carenza di ferro.
idrosolubili e minerali.
- Slide 51: Alimenti: I cereali
Ottima fonte di CARBOIDRATI
Discreta fonte di PROTEINE
Scarsa fonte di LIPIDI
Ottima fonte di FITOCOMPOSTI
(vitamine – minerali – fitoestrogeni e polifenoli)
Adom KK. et al.. J Agric Food Chem. 2003-51(26):7825-34.
Naczk M. et al. J Pharm Biomed Anal sis 2006-41
y
- Slide 52: Stato nutrizionale del bambino
• Alla diagnosi in età pediatrica
Carenza Sintomi
Ferro Anemia microcitica
Acido Folico Anemia macrocitica
Calcio Arresto della crescita
Fluoro Alterazioni dello smalto, carie
Zinco Perdita dei capelli
Vitamina E Anemia
Vitamina D Rachidismo
Vitamina B12 Anemia perniciosa
Vitamina K Emorragie
- Slide 53: Stato nutrizionale dell’adulto
• Alla diagnosi in età adulta e senescenza
Carenza Sintomi
Ferro Anemia microcitica, fragilità delle unghie
Acido Folico Anemia macrocitica, epilessia
Calcio Crampi muscolari, osteoporosi
Potassio Astenia, aritmie
Zinco Perdita dei capelli, fragilità delle unghie
Proteine Edemi, amenorrea
Vitamina D Fratture
Vitamina K e C Facilità alle emorragie
Vitamina A Turbe della vista, secchezza delle mucose
Tikkakoski S. et al.. Scand J Gastroenterol. 2007; 42(1):60-5
- Slide 54: Osteopenia e malattia celiaca
Gluten-sensitive enterophathy with osteomalacia but without steatorrhea
N Engl J Med, 1965
Serum alkaline phosphatase in adult coeliac disease
Gut, 1969
The subtle and variable clinical expression of gluten-induced enteropathy
Am J Med, 1970
Calcium metabolism and bone pathology in adult coeliac disease
Quarterly J Med, 1970
Gluten-induced enteropathy: osteomalacia as its principal manifestation
Arch Intern Med, 1974
- Slide 55: Densità minerale ossea Densità minerale ossea
1
0,5 P<0.01
0
(Z-score)
Volontari
-0,5 P<0.01 sani
-1 P<0.05
-1,5
Celiaci
-2 trattati
Celiaci non
-2,5
trattati
Corazza GR, Di Sario A, 1995
- Slide 56: Effetto della dieta GF
Corazza GR, Di Sario A, 1996
- Slide 57: Stato nutrizionale
Dieta gluten-free a
Alla diagnosi Dieta gluten-free
lungo termine
Proteine - -
Fibra Alimentare Fibra Alimentare Fibra Alimentare
Ferro Ferro -
Calcio Calcio -
Vitamina D Vitamina D -
Magnesio Magnesio -
Acido folico, Niacina, Acido folico, Niacina, Acido folico, Niacina,
B12, Riboflavina B12, Riboflavina B12,
Zinco - -
Thompson T., J Am Dietetic Assoc 99: 858-862, 1999
Thompson T.. J Am Dietetic Assoc 100: 1389-1396, 2000
- Slide 58: Fitocomposti
Il Frumento
Il Riso 92 mg potassio
94 mg fosforo
170 mg potassio
0.8 mg ferro
165 mg fosforo
24 mg calcio
1.3 mg ferro
5 mg sodio
160 mg magnesio
1.30 mg zinco
2.90 mg zinco 10 mg selenio
Vitamine 3.8 mg selenio 0.18 mg rame
gruppo B, 0.40 mg rame
tocoferoli (, , ) Vitamine gruppo B,
135 mg potassio
vitamina E e inositolo
157 mg fosforo
Il Mais 2.3 mg ferro
Il Fonio
84 mg magnesio 0.2-0.5 mg zinco
1.6 mg zinco 23-40 mg ferro
6.7 mg selenio 0.1-1.2 mg rame
0.17 mg rame 1-1.8 mg magnesio
fosforo
Vitamine gruppo calcio
B, vitamina A Vitamine gruppo B
Clottey VA. et al. Research for Rural Development. 2007 Volume 18
- Slide 59: FITOCOMPOSTI Flavonoidi Isoflavoni
daidzeina,
catechina,
biocaninaA,
avenantramidi
genisteina
Acidi Fenolici Flavoni
acido gallico, caffeico
Polifenoli e ferulico
Flavonoli
Stilbeni
Antocianine
Lignani
enterodiolo,
enterolattone
Flavonoli
Flavononi
Glucosilonati
Fitoestrogeni
Carotenoidi
-carotene; luteina;
-criptoxantina e zeaxantina
- Slide 60: Stato nutrizionale
• Dieta a lungo termine
Eccesso o Patologie cronico-
squilibri degenerative (patologie
cardiovascolari,
Grassi saturi, grassi
ipertensione, diabete,
idrogenati neoplasie, obesità), carie,
Zuccheri semplici dislipidemie.
Sale
- Slide 61: EQUILIBRIO
MODERAZIONE
VARIETA’
ATTENZIONE
GLUTINE
- Slide 62: Il glutine
Proteine
(prolamine e glutenine)
Cellulosa Minerali
Amido Enzimi
Endosperma
Germe
Strato aleuronico
Proteine
(albumine e globuline) Cellulosa
Lipidi Minerali
Enzimi Vitamine
- Slide 63: Il glutine
estensibilità elasticità
viscosità tenacità viscoelasticità
PROLAMINE
- Slide 64: Il glutine
PROLAMINE
GLUTINE
= - gliadine nel frumento
+ GLUTENINE
di frumento – ordeine nell’orzo
– secaline nella segale
In ogni seme di cereale ci sono proteine di riserva che
servono per la prima fase di sviluppo della pianta. Il
termine glutine è riservato a questo tipo di proteine. Nel
mais ci sono prolamine, solubili in etanolo, che si
chiamano zeine e glutenine.
Le glutenine del mais sono molto diverse da quelle del
frumento per composizione aminoacidica, struttura e
conformazione.
GLUTINE
di mais = ZEINE + GLUTENINE
- Slide 65: Il glutine
Il glutine non ha un valore biologico
elevato poichè è povero di acido
aspartico (28.1%) e lisina (19,4) ancora
meno di alanina e ariginina; tirosina
(39,7%) e metionina - mentre è ricco in
prolina e acido glutammico (31.4%)
fenilalanina (23,6%) e leucina (14.4%).
Significativa la presenza di valina e
treonina.
Zhmakina et al. Amino acid composition of triticale gluten – Prikl BioKhim Mikrobiol, 1997 –
(13)6:915-8
- Slide 66: Le prolamine
Le GLIADINE (frazione proteica dei cereali
estratta in soluzione acquosa di etanolo)
possono essere classificate in , , e -
gliadina con pesi molecolari variabili (20 –
75KDalton)
La loro comune caratteristica è la presenza di
sequenze peptidiche ad elevato contenuto di
prolina e gluammina.
- Slide 67: Tossicità
Ai fini della tossicità per il celiaco è
importante l’acido glutammico, dato il suo
effetto lesivo.
Tale effetto, è stato oggi accertato, che
non è solo a carico delle gliadine ma
anche della glutenina
è dunque preferibile riferire la tossicità al
glutine “in toto”.
- Slide 68: Cereali e cereali minori
frumento mais
kamut
fonio
miglio
avena
panico
eleusine coracana lacrime di Giobbe
spelta farro
sorgo seitan
teff orzo
avena si
o avena segale teosinte
no?
riso grano saraceno - greunkern
grano di Tartaria
quinoa - amaranto
- Slide 69: Il glutine ha un
ruolo primario
Nella produzione Nell’industria
di sfarinati di alimentare che
varia natura ma lo utilizza quale
soprattutto nel additivo
pane proteico in vari
alimenti
confezionati
- Slide 70: Stile di vita
fumo di sigaretta
consumo di alcol
stile di vita attivo
contaminazione
20 ppm 20-100 ppm
GF Low gluten
Catassi C. et al., American Journal of Clinical Nutrition, 2007 Vol. 85, No. 1, 160-166.
L. Saturni http://nogf.san-lorenzo.com/2007/12/dieta_gluten-free_o_artficialmente_senza_glutine.html
- Slide 71: Stile di vita
Non usare in cucina gli stessi utensili (posata,
scolapasta, tagliere, pentola) per alimenti con e senza
glutine ne appoggiare cibo su superfici contaminate.
Non maneggiare cibo con mani infarinate o con utensili
dopo averli utilizzati per cibi non permessi al celiaco.
Non utilizzare olio di frittura già usato per cibi con
glutine ne utilizzare acqua di cottura già usata per la pasta
o cuocere in cestelli per cotture multiple.
Non utilizzare alimenti acquistati in erboristeria o i
cosiddetti “alimenti naturali di cui non si conosce l’esatta
composizione.
Non preparare il caffè con la stessa macchina con cui
viene preparato il caffè d’orzo.
- Slide 72: Il successo delle gestione della dieta gluten-free
Equipe (paziente, famiglia, psicologo, nutrizionista,
dietista)
Un approccio personalizzato
Comprensione della qualità della vita
Educazione ad una alimentazione variata ed equilibrata
dove il consumo dei prodotti dietoterapici sia limitato e ci
sia sempre una scelta consapevole del celiaco
Informazioni chiare basate sull’evidenza
Regolare monitoraggio dello stato nutrizionale e
patologie associate
- Slide 73: Nuove terapie alla celiachia
cereali a bassa tossicità
vaccini (induzione tolleranza) Faria AM et al., Adv. Immunol 1999, 73:153-264
antagonisti della zonulina (AT-1001) http://www.albaterapeutic.com
inibitori della tTG Khosla C, New York International Symposium 2006
detossificazione dei peptidi di gliadina
terapia orale con endopeptidasi batteriche
Stepniak D et. al. Am J Physiol 2006; Mitea C et al.Gut 2008
trattamento con citochine ed anti-citochine (IL-10…
C. Gianfrani et al., J Immunol 2006
terapia genica (modulazione del sistema immune)
deplezione di cellule T (anti-CD3)
Perez-Machado MA et al., Eur J Immunol 2003, 33:2307-2315
- Slide 74: Quali complicanze
- Slide 75: Complicanze della celiachia
Linfoma intestinale
Digiuno-ileite ulcerativa
Iposlemismo (Atrofia della milza)
Sprue refrattaria
Sprue collagenosica
Altre neoplasie
- Slide 76: SI NASCE geneticamente predisposto
SI DIVENTA celiaco solo ed
esclusivamente dopo l’introduzione del
glutine
SI GUARISCE dai sintomi ma non
scompare la predisposizione.