• Share
  • Email
  • Embed
  • Like
  • Save
  • Private Content
dott.ssa pagano cnv
 

dott.ssa pagano cnv

on

  • 1,760 views

 

Statistics

Views

Total Views
1,760
Views on SlideShare
1,753
Embed Views
7

Actions

Likes
1
Downloads
0
Comments
0

2 Embeds 7

http://corsocnv.splinder.com 4
http://www.slideshare.net 3

Accessibility

Categories

Upload Details

Uploaded via as Microsoft PowerPoint

Usage Rights

© All Rights Reserved

Report content

Flagged as inappropriate Flag as inappropriate
Flag as inappropriate

Select your reason for flagging this presentation as inappropriate.

Cancel
  • Full Name Full Name Comment goes here.
    Are you sure you want to
    Your message goes here
    Processing…
Post Comment
Edit your comment

    dott.ssa pagano cnv dott.ssa pagano cnv Presentation Transcript

    • Come avviene la comunicazione? E m i t t e n t e -> CODIFICA -> MESSAGGIO -> DECODIFICA -> R i c e v e n t e Feedback (messaggi di ritorno all’emittente)
    • La comunicazione interpersonale non è un flusso unidirezionale tra due poli definiti e chiusi che emettono o ricevono segnali ma è un processo circolare: il ricevente è un polo attivo che percepisce ed organizza, attraverso la sua persona, i segnali che gli arrivano ed invia continui messaggi di ritorno all’emittente che fanno procedere la comunicazione in un modo o in un altro.
      • La comunicazione interpersonale è un processo circolare tra persone ciascuna portatrice di una propria storia, proprie esperienze fatte, modi di reagire, un proprio carattere, emozioni, movimenti tipici, … proprie capacità e competenze sviluppate nel corso della sua esistenza.
      • E’ fondamentale, allora, tener conto di come è fatta la persona e di ciò che avviene al suo interno durante la comunicazione.
      • Che influenza possono avere tutti questi fattori sul processo di comunicazione?
      • E come possiamo orientarci nella miriade di segnali che quando comunichiamo riceviamo e trasmettiamo in modo più o meno consapevole e volontario?
      • Alcuni studiosi sostengono l’importanza e l’inequivocabilità delle parole, altri esaltano la chiarezza e la veridicità assoluta dei segnali “corporei”.
      • Le concezioni psicologiche più attuali si allontanano dall’idea di una netta separazione tra mentale e corporeo e di un rapporto gerarchico, in cui il corpo sia subordinato alla mente o viceversa.
      • La Psicologia Funzionale di L. Rispoli propone l’idea che la persona sia, all’inizio della vita, un sistema unitario in costante interscambio con l’ambiente, in cui coesistono diversi tipi di funzionamenti di fondo:
      • funzionamenti cognitivi (razionalità, consapevolezza, ricordi, valori, …)
      • funzionamenti emotivi (umore di base, sentimenti verso sé e verso gli altri,…)
      • funzionamenti espressivo-motori (posture, sguardo, movimenti, forza…)
      • funzionamenti fisiologici (respiro, percezioni, tono muscolare, sistema nervoso, …)
      • tutti ugualmente importanti, tutti in continua relazione tra loro e con l’ambiente circostante.
      • Le Funzioni hanno un andamento alternato tra due polarità opposte, entrambe utili per l’esistenza: la persona cioè ha a disposizione un’ampia gamma di movimenti, di emozioni, di equilibri fisiologici,…ad esempio forza-fragilità, tristezza-gioia, attività-riposo.
      • Più complete sono le gamme utilizzabili dalla persona a seconda delle circostanze esterne, delle necessita e dei desideri, più potenzialità e capacità l’individuo può sviluppare nella vita.
      • Il bambino, all’inizio della sua vita, è integrato al suo interno ed è capace di far uso di tutte le polarità. Ciò gli permette di entrare in relazione con il mondo circostante in modo pieno e in sintonia sia con le sue necessità che con le circostanze esterne.
      • La sua comunicazione non ha filtri precostituiti, è immediata e spontanea: in lui sono ancora fluidi intatti i collegamenti tra le varie Funzioni al suo interno (tra emozioni, movimenti, sguardo, tipo di respirazione, attenzione,…), ed i collegamenti tra i funzionamenti interni e gli eventi del mondo esterno.
      • Esempio: quando viene preso in braccio da una persona che lo ama, il suo viso ha un’espressione rilassata e contenta, il suo respiro è calmo, tutti i suoi muscoli sono abbandonati nelle braccia di chi lo tiene, la sua attenzione è morbida, il suo stato d’animo è di soddisfazione e sicurezza che il bambino trasmette anche con vocalizzi gioiosi. La comunicazione tra i due è diretta, aperta e chiara perché c’è ridondanza tra tutti i segnali comunicativi: contenuto del discorso, tono di voce, gesti, movimenti del corpo, espressioni del volto, postura, respiro, emozioni… sono usati tutti nelle stessa direzione, per esprimere tutti insieme il medesimo messaggio.
      • Durante la crescita, la persona può perdere la possibilità di utilizzare una Funzione in tutta la gamma di funzionamento e di spaziare all’interno delle polarità tutte le volte che vuole e con rapidità: per esempio, il suo agire è solo frenetico e non c’è spazio per l’allentamento e il riposo, oppure in lui prevale la chiusura e diffidenza a scapito di apertura ed accettazione dell’altro, e ciò indipendentemente dalla persona che ha davanti,… o per esempio, un’espressione di gioia sempre presente nel volto, come fosse l’unica possibile da esprimere anche quando si sente tristezza e si vorrebbe mostrare tristezza.
      • Un’ espressione fissa di tristezza ha l’effetto di congelare nel volto uno stato d’animo di sofferenza provato in passato: la persona perde il contatto diretto con questa emozione, che rimane visibile nel volto, e ciò ostacola la presenza di altri stati d’animo e di altre espressioni.
      • Oppure può accadere che i collegamenti tra le varie Funzioni si affievoliscono o si interrompono del tutto: per esempio, la persona mostra uno sguardo minaccioso al suo interlocutore ma non se ne accorge e non sente l’emozione della rabbia; oppure la persona sente agitazione ma non capisce il perché; oppure un’emozione di paura non è accompagnata dal cuore che batte più forte, da uno sguardo atterrito, da un movimento di attacco/fuga/richiesta di aiuto,…
      • Oppure può accadere che un insieme di funzionamenti può svilupparsi eccessivamente a scapito di un altro: per esempio, un uso eccessivo della razionalità a scapito dell’emotività, oppure del movimento continuo a scapito del fermarsi per guardare come stanno le cose e per entrare in contatto con l’altro.
      • Queste Alterazioni delle Funzioni, col passar del tempo, lasciano una Traccia concreta nella persona, non solo nei ricordi, nelle emozioni ma anche nelle posture, nello sguardo, nei movimenti caratteristici, nel suo modo di respirare, nella sua muscolatura e nel concreto funzionamento di organi e sistemi fisiologici del suo corpo. le alterazioni delle Funzioni determinano una nuova organizzazione di tutte le Funzioni della persona che alla lunga condiziona il funzionamento complessivo della persona, limita la sua capacità originaria di comunicare in modo fluido e diretto.
      • Perché ciò accade? perché si sviluppano queste alterazioni?
      • Molto dipende dalle esperienze che il bambino fa e dal tipo di interazioni che può stabilire con l’ambiente esterno, da quanto l’ambiente accoglie e da attenzione ai bisogni fondamentali per la sua vita.
      • L. Rispoli parla di Esperienze basilari , cioè di esperienze concrete di vita e di relazione con le figure significative che rendono possibile il rispetto e la soddisfazione dei bisogni fondamentali del bambino e che, alla lunga, permettono alla persona di sviluppare capacità da utilizzare poi durante tutta la sua esistenza, di formare un carattere privo di eccessive rigidità, di conservare il benessere originario e la salute.
      • Alcune Ebs:
      • Essere tenuti e protetti -> senso di sé, sicurezza, forza, controllo, autostima
      • Lasciare -> capacità di fermarsi e di allentare il controllo, attenzione morbida, capacità di affidarsi e di fidarsi dell’altro
      • Contatto e Nutrimento -> capacità di sviluppare le sensazioni, empatia, capacità di stabilire buone relazioni interpersonali, capacità di chiedere e di dare
      • Apertura e Condivisione -> capacità di entrare in relazione, di mettere in comune
      • Essere Considerati -> autostima, capacità di guardare l’altro e di comunicare
      • Esempio: un bambino non guardato difficilmente crederà che gli altri si accorgano di lui. Allora, si comporterà male per farsi vedere o perché è certo che nessuno lo vede, oppure non si farà mai vedere, nascondendosi dietro una eccessiva timidezza
    • Esperienze di base del Sé (Ebs) : concrete situazioni di relazione con l’ambiente, in cui è possibile soddisfare i bisogni fondamentali della vita Tracce delle Ebs nei ricordi, nei pensieri, nelle emozioni, nello sguardo, nelle posture, nei movimenti, nella respirazione, nella voce, nel concreto funzionamento di organi e processi fisiologici del corpo (funzionamento buono/alterato in ciascuna Funzione, presenza/assenza di connessioni tra i Piani)
        • Patrimonio di Capacità e Saperi sviluppati dalla persona, consolidati nel tempo e utilizzabili all’occorrenza nella vita
        • Carattere : specifico e stabile modo di organizzare il funzionamento di ciascuna Funzione ed il collegamento con tutte le altre, in tutti i Piani del Sé
        • Struttura somatica:
        • Sintomi e disturbi conclamati
      • Allora, uno stato emotivo:
      • può sopravvivere, se sufficientemente accettato dall’ambiente
      • se invece non viene tollerato dall’ambiente, può essere “messo nel dimenticatoio” e può non essere più sentito dalla persona, o non venire più espresso così come è ma mescolato ad altre emozioni
      • oppure può cristallizzarsi, essere amplificato e diventare “pervasivo”, cioè essere utilizzato nelle relazioni con gli altri in modo eccessivo e ripetitivo
      • quindi durante la comunicazione, al ricevente può giungere una:
      • Comunicazione chiara e diretta: il contenuto emotivo è espresso senza filtri o ambiguità, proprio al ricevente “giusto”
      • Comunicazione indiretta: il contenuto emotivo viene espresso in situazioni e con interlocutori lontani dalla originaria situazione che lo ha generato e appare strano a chi lo riceve
      • Comunicazione distorta: il contenuto emotivo è “inquinato” dalla presenza di altre confuse e contrastanti emozioni collaterali
      • Tornando al processo della comunicazione, possiamo dire che la Codifica e la Decodifica vengono fatte sulla base della caratteristica organizzazione dei funzionamenti di base di ciascun interlocutore, e della specifica relazione esistente tra i due.
      • Come orientarci nell’infinità di segni che passano durante la comunicazione?
      • Può esserci utile:
      • 1. Aumentare l’autoconsapevolezza e la capacità di contatto con noi stessi. Non possiamo dimenticare che incontriamo l’altro attraverso la nostra persona , cioè tramite il nostro specifico modo di organizzare i nostri funzionamenti di base.
      • Per comunicare efficacemente, risulta fondamentale, allora, saper leggere anche noi stessi, avere una certa consapevolezza dei vari piani del nostro Sé e del modo in cui, nel corso della nostra storia personale, abbiamo sviluppato le varie funzioni ed abbiamo imparato ad usarle nella relazione con gli altri.
      • Può capitare, ad esempio, di entrare in risonanza eccessiva con un certo tono di voce o un certo sguardo dell’altro che automaticamente ci riporta ad alcune nostre emozioni, oppure possiamo avere difficoltà a “sentire” pienamente nell’altro caratteristiche o stati d’animo che corrispondono a nostre caratteristiche o a stati d’animo che noi non preferiamo. Ciò crea una certa opacità nella comunicazione, o “insensibilità” verso ciò che ci sta volendo comunicare realmente il nostro interlocutore.
      • 2. Stare in contatto con l’altro , scendendo al di sotto delle apparenze e della comunicazione più superficiale, guardando al di là delle rigidità caratteriali e dei disfunzionamenti; cogliere l’insieme dei segnali e il come essi vengono organizzati ed espressi, siano essi verbali o corporei.
      • Ma cosa determina il modo in cui viene espresso il messaggio?
      • il carattere e la struttura somatica della persona: abbiamo visto che entrambe le cose, se eccessivamente cristallizzate, finiscono col vincolare la persona all’uso di un’unica modalità di funzionamento in tutte le circostanze e con tutte le persone, indipendentemente da quale sia la realtà esterna del momento
      • la specifica relazione in quel momento e con quella persona
      • Per capirsi veramente è utile distinguere i segnali che fanno parte del carattere e della struttura somatica della persona, dai segnali che fanno parte della specifica relazione di quel momento, con quell ’interlocutore.
      • Per approfondire:
      • “ Esperienze di Base e Sviluppo del Sé” di L. Rispoli, Collana di Psicologia diretta da M. Cesa-Bianchi, FrancoAngeli, 2004
      • “ Psicoterapia e analisi del carattere” di L. Rispoli, B. Andriello, Bollati 1988
      • “ Psicologia Funzionale del Sé” di L. Rispoli, Astrolabio, 1993
    • Buoni incontri !!!!