Mappe Concettuali_ver01

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Le mappe concettuali come forma di rappresentazione della struttura cognitiva costituiscono degli straordinari mediatori didattici.

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Mappe Concettuali_ver01

  1. 1. Dipartimento di Scienze Pedagogiche, Università Psicologiche e Didattiche del Salento Mappe concettuali Salvatore Colazzo Marzo 2009
  2. 2. Mappe concettuali: definizione Rappresentazione in forma grafica di un insieme di concetti in relazione tra loro + generale e Concetto A astratto È in relazione Concetto B logica con (Il modello gerarchico non è + circostanziato e l’unico possibile!) particolare 2 c 2009, Salvatore Colazzo
  3. 3. Rappresentare la conoscenza Cognitivismo (Ausubel) Piaget Le mappe hanno a che fare Apprendimento in qualche modo con i significativo meccanismi attraverso cui il cervello organizza la conoscenza “Solo se è possibile ‘ancorare’ delle nuove conoscenze alle conoscenze Il ruolo della che già in qualche misura memoria possediamo, la nostra mente le recepirà in modo significativo” 3 c 2009, Salvatore Colazzo
  4. 4. Apprendimento per sussunzione Sussunzione cognitiva o apprendimento per assimilazione Apprendimento sovraordinato Assimilazione Un nuovo concetto assimilato è Un concetto si lega alla in grado di consentire di Integrazione collegare concetti già appresi o struttura cognitiva conciliativa da apprendere Differenziazione preesistente progressiva Il soggetto conoscente deve essere motivato a mettere in relazione la sua struttura cognitiva con le nuove informazioni 4 c 2009, Salvatore Colazzo
  5. 5. Apprendimento significativo (Novak) 5 c 2009, Salvatore Colazzo
  6. 6. Comunicazione didattica efficace secondo Ausubel Role taking: immedesimarsi Tecniche da utilizzare nell’allievo, tentando di percepire i contenuti d’apprendimento dal suo punto di vista Ridondanza Testo scritto (importanza della considerazione degli apprendimenti pregressi degli allievi) Richiamare i contenuti Esempi, diagrammi, Sufficientemente d’apprendimento già schemi precedentemente trattati complesso Anticipare schematicamente i contenuti da trattare Frequente ricorso al feedback 6 c 2009, Salvatore Colazzo
  7. 7. Ausubel spiegato da Novak (attraverso una mappa) I più importanti principi della teoria di Ausubel 7 c 2009, Salvatore Colazzo
  8. 8. Mappa vs territorio BATESON Le differenze Conoscere è individuali La mappa non interpretare è il territorio “…qualunque cosa può essere incorporata nella mente se mette in moto successioni di conseguenze” La mappa legge il reale come sistema di differenze, ricavando informazioni. Evidenzia il rapporto che ognuno istituisce col reale 8 c 2009, Salvatore Colazzo
  9. 9. Bateson: scheda biografica Gregory Bateson (Inghilterra, 1904 - San Francisco, 1980), figlio di William Bateson (uno dei fondatori della genetica), studiò biologia e antropologia a Cambridge. Nei primi anni '30 compì delle ricerche antropologiche sul campo in Nuova Guinea e a Bali, dove conobbe Malinowsky e Margareth Mead (quest'ultima diverrà sua moglie nel 1935). Del suo lavoro di antropologo rimangono due opere: Naven e Il carattere balinese, scritto insieme alla moglie. Bateson viene ricordato anche come uno dei fondatori della cibernetica, attraverso la sua partecpazione, tra la fine degli anni '40 e i primi anni '50, alle Macy Conferences, insieme a personaggi come Arturo Rosenblueth, John von Neumann, Warren McCulloch, Claude Shannon, Ross Ashby, Heinz von Foerster, Norbert Wiener... Fu proprio dagli studi nel campo cibernetico che Bateson approdò alla psichiatria e all'epistemologia, settori ai quali egli diede i maggiori contributi. In campo psicoterapeutico il suo nome rimane legato al quot;Gruppo di Palo Altoquot; e alle ricerche da esso condotte negli anni '50. Da queste ricerche ebbero origine importanti teorie, tra le quali quella del double bind (doppio vincolo), sviluppata da Bateson quando si occupava dei reduci di guerra e dei loro problemi di schizofrenia. 9 c 2009, Salvatore Colazzo
  10. 10. Suggerimenti bibliografici David P. Ausubel, Educazione e processi cognitivi. Guida psicologica per gli insegnanti, trad. it. Franco Angeli, 2004 (ottava edizione, edizione originale: 1968, prima traduzione italiana: 1978), 832 p., Euro 35,50. Gregory Bateson, Verso un'ecologia della mente [1972], Adelphi, Milano, 1989, 604 p., Euro 28,50. Raccolta di saggi scritti da Bateson, che riguardano quattro temi principali: l'antropologia, la psichiatria, l'evoluzione biologica e la genetica. In appendice viene riportata una bibliografia completa dell'autore. 10 c 2009, Salvatore Colazzo
  11. 11. Funzione delle mappe concettuali 1. Rappresentare la propria conoscenza 2. Oggettivare, rendere Le mappe sono dei trasparente ed “mediatori didattici” utilizzabile la propria Soggetto vs oggetto conoscenza dell’apprendimento 3. Riflettere sulla propria modalità di apprendimento Funzione metacognitiva 11 c 2009, Salvatore Colazzo
  12. 12. Mappe per la progettazione formativa Le mappe aiutano il docente a meglio progettare e organizzare i percorsi formativi Attraverso le mappe il docente esplicita le intenzionalità formative Uso strategico e strumento di autoconsapevolezza 12 c 2009, Salvatore Colazzo
  13. 13. I 7 principi dell’apprendimento (secondo Novak) (I/II) 1. L’apprendimento con comprensione è facilitato quando la nuova e l’esistente conoscenza sono strutturate attorno ai concetti portanti e ai principi della disciplina. Gli studenti utilizzano ciò che conoscono per costruire nuovi 2. significati. L’apprendimento è facilitato dall’uso di strategie 3. metacognitive, che identificano, controllano e regolano i processi cognitivi. Gli studenti hanno strategie, approcci, modelli di abilità e stili di 4. apprendimento differenti, che sono in funzione della loro eredità e delle loro esperienze precedenti. 13 c 2009, Salvatore Colazzo
  14. 14. I 7 principi dell’apprendimento (secondo Novak) (II/II) La motivazione degli studenti all’apprendimento e la coscienza 5. di sé interessano ciò che si è appreso, quanto si è appreso e quanta fatica sarà posta nel processo di apprendimento. 6. Le pratiche e le attività nelle quali le persone si impegnano mentre apprendono, modellano ciò che si apprende. 7. L’apprendimento è accresciuto attraverso il supporto di interazioni sociali I principi dell’apprendimento come mezionati in un report dell’Accademia Nazione delle Scienze degli Stati Uniti (2002), riportati da Novak, J.D., La promessa di nuove idee e delle nuove tecnologie per migliorare l’insegnamento e l’apprendimento, in www.marche.istruzione.it/allegati/novak_relazione.doc >> 14 c 2009, Salvatore Colazzo
  15. 15. Mappe per la valutazione (I/IV) Il docente, chiedendo allo studente di esprimere le proprie conoscenze attraverso mappe e schemi, può valutare meglio: - i nessi tra i concetti - il grado di integrazione delle conoscenze La rappresentazione visiva del sapere, la discussione che ne segue col docente, favorendo la ricostruzione attiva del sapere, avviano il discente verso gradi di sempre maggiore consapevolezza di sé (funzione metacognitiva e autovalutativa) e lo spronano all’autonomia cognitiva (empowerment del soggetto). Attraverso le mappe concettuali è possibile osservare e registrare i cambiamenti nella comprensione individuale 15 c 2009, Salvatore Colazzo
  16. 16. Mappe per la valutazione (II/IV) Attraverso le mappe il docente può: Le mappe evolvono nel tempo Venire a conoscenza dei (Dopo la lezione) Capire diversi stili cognitivi dei quali sono i punti di più discenti difficile concettualizzazione (Prima della lezione) Le mappe favoriscono la Prendere consapevolezza La mappa è preferibile ai reattivi a risposta costruzione delle misconoscenze o multipla? intersoggettiva dei delle conoscenze Sì perché le “omissioni” nel caso delle significati ingenue che precedono mappe sono ricche di informazioni un dato apprendimento 16 c 2009, Salvatore Colazzo
  17. 17. Mappe per la valutazione (III/IV) Mappa concettuale prodotta da uno studente all’inizio del semestre 17 c 2009, Salvatore Colazzo
  18. 18. Mappe per la valutazione (IV/IV) Mappa concettuale prodotta dallo stesso studente alla fine del semestre 18 c 2009, Salvatore Colazzo
  19. 19. Mappe: economia concettuale La mappa è strumento di comunicazione culturale Rappresentazione sintetica e strutturata di ambiti di sapere codificati (discipline) Mette in evidenza la struttura concettuale portante della disciplina Favorisce la comprensione sostanziale della disciplina 19 c 2009, Salvatore Colazzo
  20. 20. Utilizzo delle mappe (I/II) Le mappe possono Essere scritte Essere lette Essere Essere Essere Essere Osservando come interrogate navigate una persona interrogate navigate interroga una mappa o come la naviga è possibile ricavare elementi diagnostici (possiamo capire Perché questo concetto? Percorrere le relazioni tra molto del come concetti, nodi e parole- Quali sono gli ulteriori apprende) chiave possibili riferimenti e connessioni? 20 c 2009, Salvatore Colazzo
  21. 21. Utilizzo della mappe (II/II) Prima fase: Vengono proposti testi di vario genere. Ogni testo viene diviso in sequenze. Si evidenziano in ogni sequenza le parole “chiave”. Si propone una mappa del testo già completamente elaborata. L’allievo “legge” criticamente la mappa. Seconda fase: Vengono proposti testi di vario genere. Ogni testo viene diviso in sequenze. Si evidenziano in ogni sequenza le parole “chiave”. Si propone una mappa del testo NON completamente elaborata. L’allievo completa la mappa. Terza fase: Vengono proposti testi di vario genere. Si invita l’allievo a dividere il testo in sequenze e ad evidenziare in ogni sequenza le parole “chiave”. Si propone all’allievo di costruire la sua mappa. Si chiede successivamente all’allievo di confrontare la sua mappa con una esperta, preparata dal docente, scoprendo le diversità e le analogie. Quarta fase: Produrre testi avvalendosi di mappe preventive Quinta fase: Progettare ipertesti ed ipermedia avvalendosi di mappe Adattamento da: Daniele Sacchi, Insegnare con le mappe 21 c 2009, Salvatore Colazzo
  22. 22. Mappe mentali vs mappe concettuali Mappe concettuali Mappe mentali Esterne ed Interne e oggettive soggettive Quali sono L’ordine di priorità Le relazioni logiche i concetti fra i concetti fra i concetti 22 c 2009, Salvatore Colazzo
  23. 23. Uso delle mappe dal punto di vista del docente Attraverso le mappe concettuali il docente può - Valutare il grado di concettualizzazione raggiunto dall’allievo - Richiamare velocemente i concetti pregressi prima di passare alla spiegazione di nuovi. - Dare un quadro antecedente dei contenuti di una lezione (funziona da “organizzatore anticipatore”). 23 c 2009, Salvatore Colazzo
  24. 24. Cosa è un “organizzatore anticipatore” e a che serve Un organizzatore anticipatore è una breve sintesi che precede un testo espositivo. • Un organizzatore anticipatore decodifica anticipatamente la lezione (dà all’utente idea di ciò che egli deve attendersi dall’esposizione). • Un organizzatore anticipatore segnala (senza esprimerli, ovviamente) i punti fondamentali, che possono essere segnalati, ma non espressi. •Un organizzatore anticipatore serve per richiamare le conoscenze pregresse (la sintesi anticipatrice ha una funzione evocativa) 24 c 2009, Salvatore Colazzo
  25. 25. Brainstorming e mappe concettuali BRAINSTORMING MAPPA CONCETTUALE Raccolta a ruota libera di tutto ciò che viene in Raccolta organizzata di mente a proposito di un concetti, valutati nelle loro oggetto relazioni Possibile uso didattico Dal brainstorming alla mappa concettuale Attraverso la negoziazione (sociale) dei significati 25 c 2009, Salvatore Colazzo
  26. 26. Mappe concettuali e discipline La struttura di una disciplina può essere rappresentata attraverso una mappa concettuale Bruner: una disciplina è data dai suoi concetti e dai suoi principi organizzatori che, come tali, permettono di inquadrare i vari dati dell’esperienza e le varie conoscenze in modo organico. Schwab: si deve mostrare chiaramente agli allievi l’importanza dei concetti nel rendere possibile la conoscenza. Una disciplina è una rappresentazione del mondo a seguito di negoziazione di significati fatta da studiosi di un determinato campo concettuale 26 c 2009, Salvatore Colazzo
  27. 27. Il diagramma a V La struttura della conoscenza delle discipline si presta ad essere rappresentate attraverso il diagramma a V 27 c 2009, Salvatore Colazzo
  28. 28. Mappe e discipline: criticità Non tutte le discipline si prestano egualmente bene al ricorso alle mappe concettuali Le mappe funzionano meglio negli ambiti di sapere con nuclei di conoscenza facilmente catalogabili ed organizzabili; meno bene per dar conto di dimensioni critico-interpretative Cognitivizzazione eccessiva dei contenuti del sapere 28 c 2009, Salvatore Colazzo
  29. 29. Suggerimenti bibliografici BRUNER, J.S., Studi sullo sviluppo cognitivo, Armando, Roma, 1968 BRUNER, J. S., Psicologia della conoscenza, Armando, Roma, 1973 BRUNER J. , Verso una teoria dell’istruzione, Armando, Roma, 1978 BRUNER, J.S., La mente a più dimensioni, Laterza, Bari, 1988 BRUNER J. S., La cultura dell’educazione, Feltrinelli, Milano, 1997 SCHWAB, J..J. et Al., La struttura della conoscenza e il curricolo, La Nuova Italia, Firenze, 1971. 29 c 2009, Salvatore Colazzo
  30. 30. Digressione su Schwab (I/V) J.J. Schwab, biologo, collaboratore del Biological Sciences Curriculum Study, uno dei più noti programmi sperimentali di biologia. Una disciplina ha strutture sostanziali (concetti, idee fondamentali, quadri di valore) e strutture sintattiche (procedure metodologiche, prove, criteri, modelli di indagine, strumenti utilizzati, ecc.). Sono le quot;strutture concettualiquot; che permettono l’insorgere dei problemi da risolvere; che rendono possibile e comprensibile l’uso di certi termini e che consentono di raccogliere dati ed interpretarli. Scienze e tecnologie diverse si rifanno a schemi concettuali e metodologici differenti. Non c’è contrapposizione netta tra quot;contenutiquot; e quot;metodi“: in qualsiasi ambito di ricerca, metodi e contenuti non siano separabili, e che i quot;metodi non sono la vita per la costruzione della scienza, ma piuttosto fanno parte essi stessi della scienzaquot; . 30 c 2009, Salvatore Colazzo
  31. 31. Digressione su Schwab (II/V) Le fasi del metodo scientifico per Schwab sono: 1) la formulazione del problema, che nasce dalla giustapposizione di un principio d’indagine (o struttura sostanziale) con alcuni fenomeni indice; 2) la ricerca dei dati, che suggerisca le possibili soluzioni del problema; 3) la riformulazione del problema, per includervi queste possibili soluzioni; 4) la scelta dei dati necessari a risolvere il problema; 5) il piano dell’esperimento e di raccolta dati 6) l’interpretazione dei dati per mezzo delle strutture sostanziali e delle nozioni precedenti già in possesso del ricercatore. 31 c 2009, Salvatore Colazzo
  32. 32. Digressione su Schwab (III/V) L’allievo deve: a) cogliere la specificità di ogni corpus disciplinare (le strutture sostanziali e sintattiche della chimica sono diverse da quelle della matematica o della fisica), b) La quot;sintassi della scopertaquot;, in quel dato campo disciplinare. La ricerca accresce costantemente la validità delle strutture sostanziali, individuando l’inadeguatezza e la debolezza di un dato principio di spiegazione e sostituendolo con un altro. La ricerca modifica costantemente la struttura delle discipline. 32 c 2009, Salvatore Colazzo
  33. 33. Digressione su Schwab (IV/V) Nell’insegnamento per Schwab quot;l’esposizione scientifica e tecnologica non deve riguardare allora un assetto stabile e codificato della conoscenza, ma deve procedere tra incertezze, errori, tentativi, contraddizioni. Gli studenti devono, a loro volta, praticare la ricerca sviluppando capacità di analisi critica, di interpretazione e di valutazione di una indagine scientifica già conclusa, ma in cui si cerca di riprodurre certe condizioni originarie della ricerca e della logica della scopertaquot; . 33 c 2009, Salvatore Colazzo
  34. 34. Digressione su Schwab (V/V) Schwab vs Bruner Anche Bruner valorizza il metodo della scoperta. Per Bruner, bisogna mettere il discente di fronte a: - problemi e ad obiettivi per i quali egli sia stimolato ad inventare metodi e mezzi di soluzione, - contraddizioni tra fonti di informazioni di cui cercare il bandolo della matassa. Egli deve insomma individuare strutture e simmetrie in situazioni in cui tali caratteri non si presentano in modo esplicito. Bisogna sviluppare la capacità negli allievi di interrogazione, di risposta, e di selezione continua delle informazioni. 34 c 2009, Salvatore Colazzo
  35. 35. Mappe concettuali e problem solving Mappe concettuali Per rappresentare la nuova situazione Per attivare la capacità strutturale dopo la di cogliere la soluzione del problema situazione problemica Per aiutare la soluzione del problema 35 c 2009, Salvatore Colazzo
  36. 36. Mappe concettuali e ricerca in internet Metodo Sewcom E’ un metodo metacognitivo basato sulle mappe concettuali per cercare, valutare ed integrare la conoscenza nel web Brainstorming Ristrutturazione Ristrutturazione Lettura e topologica della creativa della mappa valutazione dei mappa documenti trovati 36 c 2009, Salvatore Colazzo
  37. 37. Brainstorming Lavorando in gruppo si formula una lista di parole correlate con l’argomento del quale si stanno cercando informazioni. Termine A Termine B Termine C Argomento 37 c 2009, Salvatore Colazzo
  38. 38. Ristrutturazione topologica della mappa Gestalt Oggetti contrassegnati in modo analogo Oggetti vicini fra loro sono sono percepiti come facenti parte del percepiti come un gruppo medesimo gruppo (principio di (principio di PROSSIMITA’) SIMILARITA’) Termine A Termine G Termine C Termine E Termine B 38 c 2009, Salvatore Colazzo
  39. 39. Utilizzo dei motori di ricerca Si cerca, coi motori di ricerca, utilizzando gli operatori booleani Gli operatori AND, OR, NOT specificano relazioni tra concetti AND (e) indica che due o più termini devono essere presenti contemporaneamente nel documento cercato. OR (o) indica che la presenza di qualunque dei termini è sufficiente per selezionare una pagina NOT (non) indica termini che NON devono essere presenti nella pagina cercata La ricerca attraverso gli operatori booleani consente inoltre di utilizzare una tecnica particolare chiamata nesting. Il nesting permette di costruire sequenze di comandi complessi, specificando meglio quello che serve. Si ottiene isolando due o più parole con le parentesi: ( ). 39 c 2009, Salvatore Colazzo
  40. 40. Lettura e valutazione dei documenti trovati La lettura ha lo scopo di individuare eventuali nuovi termini da inserire nella mappa. I nuovi concetti così trovati recheranno traccia del documento che ne ha consentito la individuazione. C E http://ilmnopq.edu I A SUBJECT B F La riformulazione della mappa può portare ad una nuova http://abcdef.it H D ricerca, maggiormente G focalizzata http://blablabla.com 40 c 2009, Salvatore Colazzo
  41. 41. Ristrutturazione creativa della mappa E C A http://ilmnopq.edu I R SUBJECT F R B R R R D H http://abcdef.it G http://blablabla.com R è la specifica relazione individuata fra i concetti 41 c 2009, Salvatore Colazzo
  42. 42. Un esempio (I/V) [fonte: Petrucco*] Inquisizione Copernico Sole sostenne le idee dimostra che il non gira attorno alla fu perseguitato Terra dimostra il mito della fu costretto Abiura GALILEO alla nel 1922 riconosce il torto a studiò il moto utilizza fra del i primi Papa costruì il Pendolo Metodo scientifico Cannocchiale BRAINSTORMING *http://cidoc.iuav.it/~conrad/sewcom/metodo0.htm 42 c 2009, Salvatore Colazzo
  43. 43. Un esempio (II/V) Ristrutturazione Spaziale. Ci sono termini che possono essere raggruppati sotto il concetto sovraordinato di Religione altre che possono riferirsi all’ astronomia altre ancora all’area della fisica. In giallo i termini riferentisi alla Religione, in arancio quelli di pertinenza dell’astronomia, in azzurro quelli propri della fisica. Si ridisegna la mappa mettendo vicino e dentro bordi di forma uguale i termini disciplinarmente affini. 43 c 2009, Salvatore Colazzo
  44. 44. Un esempio (III/V) 44 c 2009, Salvatore Colazzo
  45. 45. Un esempio (IV/V) Utilizzando in maniera selettiva i motori di ricerca, ad esempio digitando Galileo and Inquisizione, Galileo and Copernico etc., si riescono ad ottenere una serie di documenti in numero certamente più limitato, ma anche molto pertinenti. Attraverso le consultazioni di questi documenti emergono ulteriori possibilità di ricerca (la mappa da esempio viene integrata con “pendolo di Foucault”, “perfezione degli oggetti celesti”). 45 c 2009, Salvatore Colazzo
  46. 46. Un esempio (V/V) 46 c 2009, Salvatore Colazzo
  47. 47. Software per mappe concettuali WMap Knowlege Manager Inspiration www.inspiration.com far.unito.it/wmap www.mappeconcettuali.it Personal Brain Concept Map Tools www.thebrain.com www.cmap.coginst.uwf.edu/ Elaborato da Istitute for Human and Machine Cognition presso l’Università della West Florita. E’ gratuito. Permette di organizzare gruppi di sicussione a distanza, di allegare icone a concetti, rimandare a immagini, video, URL, ad altre mappe concettuali e a risorse memorizzate in un computer remoto, locale o in un server. Si presta a costruire sapere condiviso. La NASA utilizza le mappe concettuali per reperire ed archiviare conoscenza di valore. 47 c 2009, Salvatore Colazzo
  48. 48. Mappe ed ipertesti (I/II) Le mappe sono utili strumenti per progettare e realizzare ipertesti A monte di un ipertesto Home seriamente costruito c'è una mappa concettuale che rappresenta i contenuti organizzati nello spazio in modo da rendere evidenti le connessioni verticali e trasversali che li collegano. Sito a struttura gerarchica 48 c 2009, Salvatore Colazzo
  49. 49. Mappe ed ipertesti (II/II) Può essere utile, costruendo la struttura di un ipertesto, non solo organizzarlo mediante le relazioni verticali (gerarchiche) di una mappa concettuale, ma provvedendo ad integrarlo con: Relazioni orizzontali, che completeranno i significati – (seguendo una logica associativa) Relazioni trasversali, che renderanno più complesso – e tendenzialmente reticolare l’ipertesto. 49 c 2009, Salvatore Colazzo
  50. 50. Mappe per l’e-learning Scopo: offrire agli attori del processo formativo (docenti, discenti, ecc.) un ambiente di contestualizzazione dei contenuti The Brain costruisce Sono di due tipi mappe dinamiche Statiche Dinamiche Costruita e modificabile Una procedura software genera la esclusivamente attraverso il diretto mappa. Cambia a seconda del nodo intervento dell’autore o altro soggetto scelto come di partenza. 50 c 2009, Salvatore Colazzo
  51. 51. Dalla mappa all’ontologia La messa a punto di una Ontologia ontologia richiede un Può essere espressa da consenso attivo di una una mappa concettuale comunità di pratiche Semantica e sistema di relazioni fra i concetti condivisi dalla comunità scientifica afferente ad un dato dominio disciplinare Nel campo dell’e-learning è utile per favorire la condivisione della conoscenza per mezzo dei Learning Object (web semantico) 51 c 2009, Salvatore Colazzo
  52. 52. Mappa vs Ontologia: un esempio Valutazione dell’apprendimento Dove si valuta Chi si valuta Sistemi formali Sistemi Cosa si valuta Come si valuta informali Sistemi non- Perché si valuta Quando si valuta formali Prodotto Processo Eterovalutazione V. diagnostica V. sommativa Ex ante Ex post V. formativa Valutazione fra pari Strumenti In itinere Autovalutazione V. promozionale Mappa sul concetto di “Valutazione dell’apprendimento” che costituisce una parte dell’ontologia di EduOnto (fonte: L. Galliani - C. Petrucco, 2004). 52 c 2009, Salvatore Colazzo

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