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  1. 1. Gli strumenti per le pari opportunità e la promozione di una cultura di genere: il gruppo interarea del personale tecnico-amministrativo comunale.
  2. 2. <ul><li>Gruppo di lavoro interarea e azioni positive per promuovere la dimensione di genere nell’azione amministrativa e nello sviluppo organizzativo dell’Ente </li></ul><ul><li>Istituito con Delibera diGiunta Comunale n. 392 del 28/9/2005 che ha approvato il progetto </li></ul><ul><li>“ Azioni positive per promuovere la dimensione di genere nell’azione amministrativa e nello sviluppo organizzativo dell’Ente </li></ul>
  3. 3. <ul><li>Caratteri e obiettivi del Progetto: </li></ul><ul><li>L’obiettivo generale è quello di introdurre “l’ottica di genere” nell’azione amministrativa e organizzativa dell’Ente attraverso l’attivazione di un processo attraverso il quale tutte le politiche dovranno contenere consapevolmente il principio di parità ed essere valutabili per gli effetti che producono su uomini e donne . </li></ul><ul><li>Per fare questo occorrono nuovi modi per leggere la realtà economica e sociale che rendano visibili le differenze non solo per creare pari opportunità, ma anche per ricavarne vantaggi complessivi per la comunità . </li></ul><ul><li>Gli obiettivi specifici, a medio termine, si sintetizzano in interventi tesi a : </li></ul><ul><li>Conoscere la realtà rispetto alla condizione delle donne nella città introducendo, a livello comunale, nuove modalità e/o criteri di rilevazione dati a partire dalla distinzione per sesso al fine di offrire una base di analisi della condizione reale delle donne nella nostra città ; </li></ul><ul><li>Diffondere una cultura di pari opportunità dentro l’Ente attraverso la costituzione di un gruppo interarea che acquisisca competenze di genere per una lettura/analisi trasversale dell’azione amministrativa attraverso le fasi integrate di un percorso che misuri la distanza tra l’attuale organizzazione e/o nuove organizzazioni/proposte possibili; </li></ul><ul><li>Avviare percorsi di approfondimento e piani fattibilità per l’applicazione del “ Bilancio di genere”dell’Ente quale strumento che permette di leggere in maniera mirata come le risorse sono impegnate e quali sono i diversi impatti su uomini e donne . </li></ul>
  4. 4. <ul><li>Premessa metodologica: </li></ul><ul><li>sviluppare nuovi imput per inserire la differenza di “genere “, ossia le problematiche e le implicazioni connesse alle relazioni uomo/donna, all’interno delle politiche e delle pratiche quotidiane dell’Ente e non all’esterno di queste quale elemento aggiuntivo ; </li></ul><ul><li>applicare il criterio di genere, quale strategia operativa per risolvere i problemi relativi al raggiungimento delle pari opportunità tra uomini e donne; </li></ul><ul><li>definire una politica amministrativa equa per la parità di genere, implica un diverso approccio nella formulazione dei problemi, negli strumenti di analisi di contesto, nelle soluzioni da adottare e nella valutazione degli effetti che producono su uomini e donne . </li></ul><ul><li>la strategia che assume l’ottica di genere prima che le decisioni siano prese permette di considerare e valutare gli impatti su uomini e donne in modo da poter prendere decisioni mirate ai diversi bisogni, condizioni e motivazioni e mettere in atto azioni che raggiungono obiettivi individuati ; </li></ul><ul><li>risulta necessario attivare un processo innovativo che, nella gradualità e nei tempi dell’attuale legislatura , richiede : </li></ul><ul><li>un uso consapevole delle competenze di genere nella definizione delle politiche, </li></ul><ul><li>l’uso dell’analisi dell’impatto di genere per valutare i risultati, </li></ul><ul><li>un approccio trasversale a tutti i processi. </li></ul>
  5. 5. <ul><li>Il Gruppo interarea è costituito da: </li></ul><ul><li>n. 1 o 2 unità di personale dipendente dell’Ente con diversi ruoli e competenze professionali nominate dai Dirigenti di ciascuna Area del Comune di Foligno. </li></ul><ul><li>Assessorato alle politiche Sociali, Pari opportunità, Qualità della vita ; </li></ul><ul><li>Servizio Responsabilità Familiari , Unità Operativa : Pari opportunità ; </li></ul><ul><li>I destinatari dell’intervento : </li></ul><ul><li>I Soggetti individuati nella costruzione del Progetto in prima fase e l’intera organizzazione dell’Ente locale in seconda fase. </li></ul>
  6. 6. <ul><li>La pianificazione delle azioni strategiche: </li></ul><ul><li>Nomina e formalizzazione del gruppo tecnico con figure professionali individuate, sui contenuti del Progetto, dai rispettivi Dirigenti come referenti per tutte le diverse aree dell’Ente ; </li></ul><ul><li>Riunioni programmate del gruppo tecnico come verifica dei dati esistenti per rilevare la cultura di genere valutandone i criteri di rilevazione attuale ; </li></ul><ul><li>Adesione formale alla rete nazionale del mainstreaming per acquisire materiale informativo, promuovere scambi di esperienze e avviare possibili azioni di cooperazione nelle politiche di pari opportunità ( in merito alle metodologie e alle implicazioni connesse alla costruzione del “ Bilancio di genere” ) ; </li></ul><ul><li>Proposte, da parte del gruppo tecnico, per introdurre una rilevazione dei dati di genere da trasportare nei diversi contesti organizzativi dell’Ente ; </li></ul><ul><li>Programmazione e organizzazione di un percorso di formazione specifica per il gruppo interarea al fine di acquisire strumenti , metodologie e competenze funzionali a costruire una lettura di genere nell’azione amministrativa valutandone l’impatto su uomini e donne . </li></ul>
  7. 7. <ul><li>Attuazione: </li></ul><ul><li>Costituzione del Gruppo tecnico interarea previo invio di comunicazione delle persone designate da parte dei rispettivi dirigenti </li></ul><ul><li>Seminario </li></ul><ul><li>L’ottica di genere nei piani strategici delle città “ </li></ul><ul><li>L’esperienza del Piano di Genere dell’ Avana Vecchia </li></ul><ul><li>e del Programma di Sviluppo Umano delle Nazioni Unite a Cuba . </li></ul><ul><li>Sala del Camino – Palazzo Deli </li></ul><ul><li>Foligno </li></ul><ul><li>28 febbraio – 3 marzo 2006 </li></ul>
  8. 8. <ul><li>Avvio del corso di formazione . </li></ul><ul><li>Svolto dal 15 dicembre 2006 al 19 aprile 2007, il corso d formazione, nei contenuti e nei metodi, è stato finalizzato ad acquisire una competenza e una cultura professionale attenta sia ai valori e alle differenze tra uomini e donne sia all’applicazione di strumenti operativi per una lettura trasversale dell’azione amministrativa dell’Ente in materia di parità </li></ul>
  9. 9. <ul><li>Metodologia di applicazione dell’analisi di genere </li></ul><ul><li>“ L’Amministrazione delle Pari Opportunità ” </li></ul><ul><li>Corso di formazione 2006/2007 Gruppo int-erarea </li></ul><ul><li>15.12.2006 </li></ul><ul><li>9.30/14 </li></ul><ul><li>MARINA TOSCHI </li></ul><ul><li>Consigliera di Parità Regione Umbria Un glossario delle Pari Opportunità : </li></ul><ul><li>Conferenza di Pechino </li></ul><ul><li>mainstreaming </li></ul><ul><li>Chi è la Consigliera di Parità </li></ul><ul><li>Legislazione sulle P.O. </li></ul><ul><li>16.01.2007 </li></ul><ul><li>9.30/14 </li></ul><ul><li>MARINA TOSCHI </li></ul><ul><li>Consigliera di Parità Regione Umbria Fondi europei , Programmazione regionale e territoriale, </li></ul><ul><li>Guida al mainstreaming </li></ul><ul><li>Comunicazione Istituzionale e Pari Opportunità </li></ul><ul><li>27.02.07 </li></ul><ul><li>15/18 </li></ul><ul><li>Sala riunioni </li></ul><ul><li>Palazzo Comunale </li></ul><ul><li>SILVIA LIUTI </li></ul><ul><li>Il Comitato Pari Opportunità : </li></ul><ul><li>La migliore gestione </li></ul><ul><li>22.03.07 </li></ul><ul><li>15/18 </li></ul><ul><li>Sala della Corte </li></ul><ul><li>SILVIA LIUTI </li></ul><ul><li>Lettura di genere nei processi decisionali </li></ul><ul><li>Analisi Piani di sviluppo locale </li></ul><ul><li>Prima parte </li></ul><ul><li>19.04.07 </li></ul><ul><li>15/18 </li></ul><ul><li>Sala della Corte </li></ul><ul><li>SILVIA LIUTI </li></ul><ul><li>Lettura di genere nei processi decisionali </li></ul><ul><li>Analisi Piani di sviluppo locale </li></ul><ul><li>Seconda parte </li></ul>
  10. 10. <ul><li>Al termine dell’azione formativa è stato individuato il modo in cui chiamare il gruppo interarea attraverso la discussione con coloro che ne fanno parte coadiuvati dalla formatrice. </li></ul><ul><li>La denominazione scelta è </li></ul><ul><li>G.I.G.A. </li></ul><ul><li>Gruppo Interarea per l’introduzione del’ottica di Genere nell’azione Amministrativa </li></ul>
  11. 11. <ul><li>II fase: intervento formativo volto alla predisposizione della sperimentazione del Bilancio di genere ed assunzione di tale obiettivo a livello strategico e trasversale in capo a tutti i dirigenti del Comune e del Direttore Generale </li></ul><ul><li>Il Piano dettagliato degli obiettivi approvato con D.G.C. n. 155 del 21.04.2008 ha stabilito tra gli obiettivi: </li></ul><ul><li>La realizzazione, con il supporto di specifiche azioni formative per il gruppo inter-area e per la dirigenza, di strumenti e criteri per introdurre sperimentalmente l’ottica di genere negli strumenti programmatici e gestionali dell’Amministrazione a partire dall’analisi del Bilancio consuntivo 2007 individuando metodologie e criteri per una fattibile realizzazione nel Bilancio di previsione 2009; </li></ul>
  12. 12. <ul><li>Con l’assetto definitivo dell’organizzazione dell’Ente, subentrato successivamente (giugno 2008) sono stati individuati tra i progetti strategici la valorizzazione delle risorse umane, la promozione delle pari opportunità e la lettura di genere assegnandone la gestione ad un dirigente a progetto; </li></ul><ul><li>Si è resa necessaria la ridefinizione della struttura organizzativa che, per la trasversalità degli interventi, individui e garantisca i necessari livelli di competenza, integrazione e coordinamento tra le strutture tecniche di supporto, le aree dirigenziali e i consulenti esterni previsti. </li></ul><ul><li>Si è reso altre sì necessario, alla luce dei nuovi assetti organizzativi dell’Ente, ridefinire la composizione del gruppo di lavoro inter- area , con l’adozione di apposito provvedimento del Direttore Generale, il quale svolge funzioni di coordinamento e raccordo tra i vari dirigenti comunali secondo quanto stabilito dal vigente Regolamento comunale sull’ordinamento degli uffici e dei servizi; </li></ul><ul><li>Assegnazione della responsabilità dell’azione al dirigente a progetto presso la Direzione Generale </li></ul>
  13. 13. <ul><li>Attualmente: </li></ul><ul><li>è in corso la formazione per il gruppo interarea sulla lettura di genere degli obiettivi di tutte le aree contenuti nel del Piano degli Obiettivi dell’ente a consuntivo 2007 e per il bilancio in corso 2008 con riferimento a quelli rilevanti rispetti a bambini e adolescenti e rispetto agli anziani </li></ul><ul><li>dopo un primo incontro formativo di base rivolto ai Dirigenti si sta programmando l’appuntamento successivo inbase agli step raggiunti dall’analisi degli obiettivi da parte del Gruppo Inter-area </li></ul>
  14. 14. <ul><li>Progetto triennale di azioni positive </li></ul><ul><li>Il Piano dettagliato degli obiettivi approvato con D.G.C. n. 155 del 21.04.2008 ha stabilito tra gli obiettivi: </li></ul><ul><li>Predisposizione, con il supporto di consulenze esterne, di un progetto triennale di azioni positive da ammettere a specifica fonte di finanziamento (Bando L. 125/91 entro novembre 2008) per attivare politiche locali di conciliazione rispetto ai bisogni espressi dal personale dipendente dell’Ente; </li></ul>
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