Sta cominciando l\'Endgame

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Voglio iniziare con una semplice osservazione. Ho descritto alla maggior parte dei miei lettori e certamente alla maggior parte della stampa, avvenimenti "bearish". Io non lo sono. Io sono in realtà abbastanza ottimista. Ho una visione molto positiva della condizione umana in particolare sul ritmo accelerato della tecnologia, e credo che siamo sull\'orlo di un\'era di grande abbondanza.

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Sta cominciando l\'Endgame

  1. 1. SCENARI FINANZIARIJOHN MAULDINSTHOUGHTS FROM THE FRONTLINENewsletter settimanale - Versione Italiana a cura di Horo CapitalSta cominciando lEndgame.di John Mauldin | 14 luglio 2012 - Anno 3 - Numero 28In questo numero:Il tuo analista non così ribassista, ma sicuramente preoccupatoUn breve viaggio intorno al mondoSta cominciando lEndgameLattacco alle Banche ZombieLinnominabile problema dellEuropaIl nuovo credo dellEuropaTutti gli Europei diventeranno Tedeschi?Cincinnati, New York e Singapore"Vieni, Watson, vieni! Il gioco è iniziato. Non una parola! Vestiti e andiamo!"– Sherlock HolmesDue anni fa, in questo periodo, ho iniziato a lavorare seriamente con Jonathan Tepper sulnostro libro Endgame: The End of the Debt Supercycle and How It Changed Everything.Uscì a marzo. Ricordo benissimo che a novembre dello stesso anno, una crisi dopo laltracolpiva lEuropa e fu convocato, il primo di circa 20 incontri al vertice che avrebbero dovutorisolvere la crisi; in quel periodo Jonathan ed io eravamo preoccupati che il libro nonvenisse pubblicato in tempo, cioè prima che avesse avuto inizio lEndgame (almeno inEuropa).Ah! lingenuità degli umili analisti. Avevamo previsto (in generale) praticamente tutto ciòche stava accadendo: la Grecia, la Spagna, lItalia, i problemi con l"austerity" in tempi dicrisi, i problemi ancora più grandi che si sarebbero dovuti affrontare nel rinviare la resa deiconti, ecc, ora dovremmo rimane immobili scuotendo la testa ed essere meravigliati per lacapacità dei leader europei di procrastinare le decisioni. Data la gravità dei problemi, èsorprendente (per noi almeno) la loro abilità nel cavarsela. Dobbiamo fermarci e riflettereseriamente sul perché le potenti forze centrifughe che avrebbero potuto lacerare lEuropa,non labbiano ancora fatto.(Nel libro, abbiamo anche discusso a lungo dei problemi che affliggono il Giappone e gliStati Uniti e molti altri paesi, ma non eravamo preoccupati che questi eventi sarebberoaccaduti prima della scadenza della pubblicazione. Questi problemi sono ancora nelnostro futuro, ma visto come si evolvono le cose accadranno sempre più velocemente.)Lanno scorso ho scritto che non è chiaro se lEuropa (con leccezione probabile dellaGrecia), si sarebbe di fatto spezzata. Le forze che spingono per una forte unione fiscale,sono abbastanza potenti. Nella lettera di oggi, cercherò di condurvi lungo le mie intuizioniche ho avuto nei 18 mesi da quando il libro è stato pubblicato.Il tuo analista non così ribassista, ma sicuramente preoccupatoVoglio iniziare con una semplice osservazione. Ho descritto alla maggior parte dei mieilettori e certamente alla maggior parte della stampa, avvenimenti "bearish". Io non lo sono.Io sono in realtà abbastanza ottimista. Ho una visione molto positiva della condizione
  2. 2. umana in particolare sul ritmo accelerato della tecnologia, e credo che siamo sullorlo diunera di grande abbondanza. Il mio portafoglio dinvestimento personale èparticolarmente esposto sulla parte azionaria, per uno della mia (ahem) età. (Sareisorpreso se qualcuno che mi consultasse avesse un portafoglio come il mio!) I mieibusiness non avrebbero senso, se non si fondassero su una visione ottimistica del mondo.Sì, ho detto che ci troviamo in un bear market secolare negli Stati Uniti (e in gran parte delmondo sviluppato). Ma questo significa semplicemente che penso, che le azioni abbianouna potenziale crescita limitata rispetto alle attuali valutazioni. Questi periodi, come quelloin cui ci troviamo, rappresentano dei cicli molto lunghi e semplicemente ignorarli, beh, misembra assurdo. Quindi, cerchiamo delle opportunità altrove rispetto allinvestire solosullindice. Ciò che oggi rende il tutto particolarmente difficile, è che le banche centralistanno spingendo i tassi dinteresse verso il basso, costringendo gli investitori a lavoraremolto duramente per raggiungere dei rendimenti positivi. Il semplice investimentoobbligazionario non darà i rendimenti, di cui la maggior parte di noi ha bisogno per la suapensione e per mantenere lo stile di vita desiderato.Io preferisco pensare a me stesso come un ottimista realista, piuttosto che sperare in unritorno che non cè. Ho scelto di guardare altrove. Ci sono sempre opportunità da qualcheparte. Piuttosto che investire nellindice, cerco obiettivi specifici. Si potrebbe dire chepreferisco una carabina, rispetto ad un fucile da caccia.Naturalmente, se la vostra visione del mondo è solo il mercato azionario USA e se lavostra vita dipende da ogni mossa del mercato, allora potrei sembrarvi un ribassista.Vorrei suggerirvi che, se questo è il vostro caso, dovreste ampliare i vostri orizzonti diinvestimento.Come faccio a non essere ribassista, con i governi che continuano ad aumentare le tassee la spesa, e soprattutto continuano a contrarre sempre più debito. Quando i governicontinuano a spendere più di quello che possono raccogliere in tasse; continuando adindebitarsi per mantenere uno stile di vita della nazione che va al di là dei propri mezzi,costringeranno in futuro i nostri figli a pagare per questa spesa che ci permette dimantenere lattuale stile di vita; ma noi sappiamo che arriverà il giorno in cui ci sarà la resadei conti.Quel giorno arriverà quando il debito crescerà, più rapidamente delleconomia. Ci sarà ilBang finale! cioè il momento in cui il totale degli interessi sul debito, travolgerà la crescitanominale delleconomia.Quando ciò accadrà, sia essa una famiglia, una società o una nazione, la spesa dovràessere ridotta o dovranno essere alzate le tasse (il che farà molto male alla crescitaglobale), oppure ci sarà un default. Arriva un momento in cui gli investitori cominciano apreoccuparsi di più del rimborso del loro capitale, piuttosto che del rendimento. I tassiiniziano a strisciare verso lalto, e il processo si trasforma sempre più in una stretta spiraledi aumento delle tasse e di tagli della spesa (che noi oggi chiamiamo austerità), tutto ciòostacola la crescita della nazione e rende sempre più difficile sfuggire alla trappola deldebito.Nel corso dellesistenza umana abbiamo visto questo processo centinaia di volte, eppuresembra che non impariamo mai. In qualche modo, siamo sempre riusciti a dirci che questavolta è diverso. Qualcun altro può pagare più tasse. Possiamo risolvere il problema,
  3. 3. proprio come abbiamo fatto lultima volta. Ci accontentiamo della cinica convinzione che legenerazioni future, sacrificheranno i loro stili di vita in modo da poter pagare le nostrepensioni e lassistenza sanitaria.Una nota: il mio amico Mike Shedlock ha riportato questa settimana una serie di statistichepiuttosto deludenti. Oggi gli Stati Uniti hanno più persone in pensione, che lavoratori nelmondo privato del lavoro.· A giugno del 2012 vi erano 111.145.000 persone nel mondo privato del lavoro.· A giugno del 2012 ci sono stati 56.174.538 che hanno usufruito di una qualche forma diSocial Security o invalidità.Il rapporto tra i beneficiari della Social Security e i dipendenti privati, ha appena superatola soglia del 50% (50,54%).Il grafico successivo, dalla Fed di St. Louis, ci mostra che il problema sta crescendovelocemente. L accelerazione degli ultimi anni è solo destinata ad aumentare, perché lagenerazione dei baby boom sta iniziando ad andare in pensione (purtroppo, mi trovo adessere nella condizione di poter beneficiare della Social Security, se voglio andareanticipatamente "in pensione"). Tenete a mente, questa è solo la Social Security,lassistenza sanitaria è di gran lunga peggiore.La stessa storia può essere raccontata, per molti paesi in tutto il mondo sviluppato. GliStati Uniti sono in condizioni peggiori rispetto allEuropa nel suo insieme, anche se moltipaesi Europei sono in una situazione peggiore rispetto agli USA. E non dimentichiamo ilGiappone. Ma torniamo al nostro punto iniziale.Sono ribassista su gran parte del mondo sviluppato, perché i governi della maggior partedella nazioni "sviluppate" hanno semplicemente generato troppo debito. Intendo dire che illoro debito è ormai troppo grande, per poterne uscire. Trovare una soluzione sul debito,
  4. 4. nella migliore delle ipotesi, significherà una crescita debole e nel peggiore dei casi sitradurrà in depressioni. Absolute Return Partners di Niels C. Jensen - www.arpllp.com - è la società partner di John Mauldin per il mercato Europeo. Horo Capital - www.horocapital.it - è il partner di Absolute Return Partners per il mercato Italiano. Tel. 02 89096674 - rcarraro@horocapital.itUn breve viaggio intorno al mondoDiamo un rapido sguardo a tutto il mondo. Leuro zona che è parte dellEuropa, è sullabuona strada per diventare un disperato caso economico. Gran parte del continente èsulla buona strada per un vera (deflazione), depressione. Il Regno Unito sta per iniziare unpercorso di crescita contrastata per il resto del decennio, ma dato il controllo del suosistema monetario, potrà provare a gonfiare lentamente la sua via duscita, consentendouna crescita nominale delleconomia e imbrigliando la spesa. Il processo non sarà privo dimomenti difficili.I paesi Scandinavi sono in linea di massima OK, in quanto le loro economie hanno giàaffrontato la crisi del debito (Svezia) o stanno controllando il proprio destino monetario.Detto questo, la Finlandia sarà un interessante caso di studio. Ha una solida basefinanziaria, e ha un deficit fiscale molto basso (hanno spesso il bilancio in attivo). Leuropotrebbe essere visto come unancora indesiderata da molti finlandesi, soprattutto seladesione alla zona euro richiedesse significative tasse e garanzie da parte del governo. Ifinlandesi hanno chiaramente manifestato la loro opposizione ai salvataggi, e saràinteressante vedere come questa piccola nazione, abbastanza conservativa (in termini dibilancio), si comporterà con i suoi partner meridionali che sono meno esigenti.Il Canada ha affrontato la sua crisi del debito nei primi anni 90. Un governo abbastanzaliberale è stato eletto sulla base di un programma piuttosto di estrema sinistra, e poi nelbel mezzo di una crisi si sono dimenticati la maggior parte del programma, e così hannofatto ciò che doveva essere fatto per rimettere sotto controllo il deficit di bilancio e il debito.E il tutto ha funzionato abbastanza bene.Abbiamo parlato di Australia per un intero capitolo su Endgame. Non hanno maiveramente sofferto nella recente crisi del debito, in gran parte per la crescita del loromercato immobiliare e del commercio con la Cina. Se parli con un australiano medio,pensa che in tutto il mondo le cose stiano funzionando bene. Hanno alcuni problemi, manon hanno sperimentato niente di grave come quello che sta accadendo nel resto delmondo. Jonathan e il sottoscritto la pensano diversamente. Il loro mercato immobiliare è inuna bolla. Il loro sistema bancario è dominato dai depositi in valuta estera (sul tipo diNorthern Rock, ma non così male come lIslanda). Essi sono vulnerabili ad unrallentamento delleconomia cinese. Vorrei sottolineare che, nellultimo trimestre, lacrescita del PIL cinese è stata "visto al ribasso" al 7,6%. Che la Cina possa rallentare, nondovrebbe essere una sorpresa. Nessun paese può crescere, sempre, al 10%. Alla fine leleggi dei grandi numeri e della capitalizzazione, prendono il sopravvento. Tutto ciò che
  5. 5. viene detto è che il debito pubblico australiano e il deficit sono sotto controllo. Eventualiproblemi potrebbero essere di "normale" natura, dovuti cioè al ciclo economico.Le mie opinioni sul Giappone sono ben note. Per i nuovi lettori, mi riferisco al Giapponecome ad un “moscone alla ricerca di un parabrezza”. Hanno enormi deficit e il più altorapporto debito pubblico/PIL, poiché hanno utilizzato i risparmi degli ultimi 50 anni perfinanziare il debito pubblico. Ma il paese sta invecchiando e il tasso di risparmio prestopasserà in negativo. Tenendo conto del deficit commerciale, le prospettive sono tristi.Possono aumentare le tasse e tagliare le spese per ridurre il loro deficit del 10%, ostampare denaro. O entrambe le cose. Vedremo quello che la storia ci rivelerà. InGiappone la storia non sarà diversa dagli altri. Non applicheranno della nuova matematica,che in qualche modo possa consentire loro di evitare le conseguenze fondamentali deltroppo debito. Penso che lo yen sarà venduto in maniera massiccia.Negli Stati Uniti questo autunno ci saranno le elezioni, in parte per determinare il modo incui affrontare i nostri problemi del debito. Se metteremo il deficit sotto controllo (quello cheio chiamo, un percorso verso un bilancio in pareggio), insieme ad una riforma fiscale(vedete che sono davvero ottimista), si potrà evitare di diventare una nuova zona euro. Ciòperò implicherà un tasso di crescita, molto più basso per gran parte del resto del decennio,per i motivi che ho già a lungo descritto (e che trattiamo in maniera esaustiva nel libro),così dovremmo essere in grado di evitare di andare a sbattere contro il muro. Invece, seevitiamo di affrontare il problema, diventeremo una Spagna molto più velocemente diquanto si possa immaginare. Non sarà bello. La nostra sarà una depressione diversarispetto a quella Europea, ma comunque una depressione.Il resto del mondo in via di sviluppo, dovrà adeguarsi a questa realtà. I grandi motori dellacrescita nel mondo sviluppato, sono o stanno andando in retromarcia o hanno cominciatoad arrancare. Non sto suggerendo che il commercio si fermerà, ma rallenterà. Tuttosommato, siamo di fronte ad un contesto in forte cambiamento.Quindi, con questo scenario, diamo una breve occhiata ad alcune nuove prospettive perlEuropa che sono venute a galla dopo che il libro è stato pubblicato.Sta cominciando lEndgameMentre i problemi negli Stati Uniti, in Giappone, nel Regno Unito, e in Europa provengonodal troppo debito sovrano (governativo), ci sono delle differenze reali nel modo in cuilEndgame si concretizzerà.LEuropa ha il problema di fondo di essere ununione monetaria, senza un unione fiscale.Con questo intendiamo dire che le nazioni della zona euro hanno deciso di utilizzare lastessa moneta e la stessa banca centrale, ma hanno economie molto diverse tra loro.Alcuni paesi hanno bisogno di stimoli economici e della capacità di abbassare il valoredella loro valuta (a causa della bassa competitività della loro forza lavoro), e ci sono paesiche hanno diversi tassi di inflazione. Una sola banca centrale, non soddisfa le esigenze ditutti.Ci sono tre problemi fondamentali. Tutti e tre devono essere trattati, o non ci potrà essereun risultato equilibrato.In primo luogo, cè troppo debito sovrano nei paesi periferici quali Grecia, Spagna, Italia e
  6. 6. Portogallo. LIrlanda ha avuto una crisi bancaria mostruosa (a causa della sua bollaimmobiliare) ed è stata costretta a salvare le sue banche, e quindi ha contratto troppodebito.La Spagna ha avuto unenorme bolla immobiliare, che al suo apice, era pari al 17%delleconomia. Dato il crollo totale in questo settore, cè da meravigliarsi che ladisoccupazione sia al 23%? Ciò ha provocato il caos sul bilancio dello stato, causandodeficit molto grandi. Inoltre, il sistema bancario spagnolo è stato completamente inbancarotta per diverso tempo. Abbiamo discusso di tutto questo nel nostro libro. Ci è statosemplicemente detto, che non capivamo i problemi della Spagna. Parte della stampaspagnola, non è stata particolarmente gentile con noi. Fino a pochi mesi fa, il governospagnolo aveva ferocemente negato che ci fosse qualche problema nel suo settorebancario. Ora hanno dovuto chiedere un piano di salvataggio, da 100 miliardi di euro.Nota: Molti pensano che il cancelliere tedesco Angela Merkel, abbia ceduto alle richiesteitaliane e spagnole. Il Primo Ministro spagnolo Rajoy ha detto che il denaro sarebbe statoconcesso senza alcun vincolo. Si sbagliava. Questa settimana laccordo è arrivato con 32condizioni, alcuni delle quali implicano severe misure di austerità. La Spagna dovrebberidurre il deficit al 3%. Ora è più vicina al 9%. Saranno tra un anno al 6% del PIL, con itagli che però ridurranno le entrate fiscali peggiorando il deficit rispetto alle previsioni,questo richiederà pertanto ulteriori tagli alla spesa e così le imposte dovranno aumentare.La Merkel ha dimostrato di essere abbastanza irremovibile nelle sue richieste, e il suolivello di gradimento in Germania è salito ora al 66% per merito della sua gestione dellacrisi delleuro. Lei non vincerà alcun sondaggio in Spagna, Italia o in Grecia; ma gli elettorila riconfermeranno.La Spagna è ora sopra al 7%, per i suoi titoli a 10 anni. A due anni è ora al 4,5%. LaSpagna non può nemmeno passare ai finanziamenti a breve termin,e per alleviare lapressione del debito. Presto perderà laccesso al mercato obbligazionario. Mentre laSpagna non è la Grecia, in quanto le cause dei suoi problemi sono molto diverse, ilrisultato però è lo stesso. Troppo debito, significa la perdita di accesso al mercato. LaSpagna, presto avrà bisogno di un salvataggio importante. Diverrà, CERTAMENTEdiverrà, inadempiente per almeno una parte del suo debito. Si può utilizzare un altronome, come "ristrutturazione", ma i titolari delle obbligazioni non riavranno quello chepensavano. Chiamatelo come volete, questo sarà un default. Semplicemente la Spagnanon sarà in grado, di far fronte al suo debito.LItalia ha accumulato un rapporto debito-PIL di oltre il 120% e il suo titolo a 10 anni è inun area del 6%, che è insostenibile con lattuale bilancio, livello di tassazione e di spesa. Ilsei per cento è chiaramente al di là di quello che è, il tasso di crescita potenziale dellItalia.Moody ha appena abbassato il rating di questo paese a solo due tacche sopra il livello dijunk-bond, e ha mantenuto un outlook negativo. Sean Egan, lo aveva già declassato.In passato ho scritto dei problemi del Belgio. Troppi pochi analisti prestano attenzione alBelgio, ma ci sono dei reali problemi in quel paese.Lattacco alle Banche ZombieIl secondo problema europeo è che alle sue banche è stato concesso, se non addiritturasono state anche incoraggiate, nello sfruttare il loro capitale con un leva pari 40-1 con ildebito sovrano nel quale erano investite. Le banche hanno dovuto rinunciare alle loro
  7. 7. riserve per sottoscrivere debito pubblico, sia greco, spagnolo o tedesco, in quanto tutti"sapevano" che i paesi sviluppati non avrebbero potuto andare in default. Eccetto il fattoche ora invece si scopre, che possono farlo.Se la Grecia era lincubo bancario europeo. La Spagna sarà un incubo allennesimo.Quando lItalia comincerà ad avere problemi, apparirà come un terribile film dellorrore diserie B in cui gli zombi continuano ad arrivare e mietere povere vittime.Il problema con le banche spagnole non è il troppo debito sovrano, ma gli eccessivi cattiviprestiti immobiliari. Che poi si sono trasformati in problemi economici nazionali. E che cosahanno fatto le banche spagnole con il rigiro di denaro della BCE (il recente LTRO)? Sonostate in grado di prendere i soldi in prestito dalla BCE all1%, e hanno comprato il debitosovrano spagnolo al 4-6%. Che è stato lunico modo nel quale la Spagna, è stata in gradodi finanziare le recenti aste di obbligazioni.Un settore bancario disfunzionale, è un freno in qualsiasi nazione. E le aziende europeesono circa due volte più dipendenti dal sistema bancario, rispetto alla società statunitensi.Per inciso, io non sarei per niente sorpreso se il presidente della BCE Mario Draghi,tagliasse a zero il tasso al quale la BCE tiene i depositi delle banche o addirittura arrivassead un tasso di interesse negativo, per cercare di costringere le banche a fare un qualcosacon i loro soldi. Sarà interessante stare a guardare, e vedere cosa succede.Linnominabile problema dellEuropaE poi cè il terzo problema: gli squilibri commerciali che non vengono affrontati, tra lEuropasettentrionale (Germania, et al) e quella meridionale. Dal momento che dalla creazionedelleuro i lavoratori tedeschi sono diventati, a vari livelli, molto più produttivi rispetto ailavoratori greci, spagnoli, italiani o portoghesi. Ma questi deficit commerciali devonoessere affrontati, se si desidera che i bilanci vengano equilibrati. E questo significa deisalari più bassi nei paesi periferici o viceversa dei salari più alti in Germania e nel resto delnord, che è più produttivo.Se, in qualche modo, si trova qualche magica soluzione per affrontare i problemi deldebito sovrano e della crisi bancaria, gli squilibri commerciali resteranno comunque ancoralì. E lunico modo realistico per affrontare questo problema, è che scendano i salarinellEuropa periferica. E questo non avverrà, dalloggi al domani. In questi paesi ci saràuna persistente recessione o depressione, fino a quando i salari non si saranno adeguati.E questo, mentre tutti i governi saranno costretti a tagliare le spese.Normalmente, questi squilibri vengono gestiti con dei riequilibri valutari. Una nazione comelItalia, ha regolarmente svalutato la propria moneta. Ma ora le nazioni periferiche nonhanno alcun controllo sul valore della loro valuta (leuro), e quindi sono i salari che devonoessere riequilibrati. E dato che nessuno viene eletto dicendo a tutti i lavoratori che devonosubire un taglio del 20% della loro paga, ci sarà un lungo periodo di aggiustamento.Per non far saltare la zona euro e affinché lEuropa arrivi a formare una vera unionefiscale, tutti e tre i problemi devono essere affrontati e risolti. Non cè nessuna mezzamisura, che possa essere sufficiente. O almeno, io non ho trovato esempi nella storia.Le misure di austerità significano crescita più lenta e una economia sempre più povera,fino a quando magicamente tale riequilibrio viene raggiunto. E questo richiede tempo. Ma,
  8. 8. come vedremo, il tempo non sta dalla parte dei leader europei.Il nuovo credo dellEuropaNon è una novità che, nel tempo, lEuropa sia diventata sempre meno religiosa. Lapartecipazione alla vita religiosa è in caduta, e i sondaggi dimostrano che oggi ci sonomeno praticanti in Europa da sempre.Ma cè una nuova religione che è cresciuta, quasi senza preavviso. E questo rappresentail convergere sotto un unico tetto coloro che vogliono un Europa unita, non solo dal puntodi vista monetario ma anche con una completa unione fiscale.Questo sarebbe il trionfo della speranza sulla storia. I problemi di creazione di ununionemonetaria senza una unione fiscale, sono state ignorati sin dalla fondazione della zonaeuro. I fondatori avevano esplicitamente dichiarato che sarebbe stata la prossimagenerazione, che avrebbe dovuto affrontare lunione fiscale. Hanno reso fortementecostoso il fatto che una nazione potesse ritirarsi, e non hanno definito nessuna formalegale per poterlo fare. Dividere la zona euro sarebbe un disastro di primordine. Pensatealmeno a 7 o 8 delle piaghe bibliche.Così, i capi di governo europei e lélite del sistema delle imprese, soprattutto lélite delsistema finanziario, sono quasi religiosi nel loro insistere sul fatto che non ci può esserenessun altra soluzione, se non un unione fiscale. E in questo loro includono, anche AngelaMerkel. Lei vuole un unione fiscale alle sue condizioni ed è decisa a realizzarla, anche sequesto significa che la Germania, dopo che lunione sarà raggiunta, dovrà rinunciare aduna parte significativa della sua sovranità e perdere il controllo della zona euro. E mentrela Germania sarà quella che rappresenterà la parte più importante dellunione, sia rispettoal suo potere economico che al numero dei votanti, non rappresenterà comunque lamaggioranza. Essi perderanno la loro capacità di dettare legge su come lUE deve esseregestita, tramite il ricatto di non tirar fuori il loro libretto degli assegni.Anche Angela Merkel sa che lunione fiscale, alla fine significherà dire Eurobond e lamutualizzazione del debito. E questo significa che dovrà essere creato qualchemeccanismo, per pagare quelle obbligazioni. E a sua volta questo de facto richiederà unaautorità di tassazione, per il parlamento UE. La Germania diventerà uno stato come tutti glialtri. Importante, potente, ma solo uno stato. E soggetti, come parte della zona euro alivello di tasse, nel pagare per quelle eurobbligazioni e non importa in quali forma sarannoespresse.La Merkel e gli altri leader europei non hanno realmente preparato i loro elettori,nellaffrontare i cambiamenti in termini di sovranità. Ma sta arrivando il giorno, nel quale ileader devono arrivare molto semplicemente a raccontare alle loro popolazioni che cosastanno progettando. E questo e anche quello che noi vorremmo sapere.E questo non vale solo per la Germania. Come reagirà la Francia? Penso che sia piùdifficile venderla ai francesi piuttosto che ai tedeschi, una forte unione fiscale e il doverrinunciare ad una significativa parte della sovranità.Tutti gli Europei diventeranno Tedeschi?E infine, chiudiamo con questa riflessione. Ma la Germania crede davvero che in un
  9. 9. prossimo futuro e con unione fiscale, i greci, gli spagnoli e gli italiani pagheranno le tassecome i tedeschi? Davvero? Se i loro rispettivi governi non sono in questo momento ingrado di riscuotere le tasse, che cosa fa pensare che viceversa un autorità fiscale dellazona euro possa funzionare in modo migliore? O pensano invece che diventeràaccettabile per i tedeschi, iniziare a comportarsi come i fanno greci o gli italiani, quando sitratta di pagare le tasse?Pensate davvero che i tedeschi (o gli olandesi o i finlandesi o gli irlandesi) pagheranno leloro tasse e rimarranno indifferenti al fatto che i cittadini degli altri Stati continueranno anon farlo?Questo è il punto chiave che deve essere affrontato, e questo lo sanno molto bene sia laMerkel che gli altri dirigenti dei paesi del nord Europa. Il tema della fiducia è moltorilevante, se si desidera far parte di un unione con delle popolazioni che lo desiderano.In questo momento in Italia è in fase di costruzione un forte movimento tra coloro chevorrebbero lasciare leuro e tornare alla lira. Berlusconi ha spesso espresso questo puntodi vista, così come anche la Lega Nord, un partito politico con una presenza significativanel nord Italia. E così anche altri partiti minori. E cè presumibilmente anche qualche seriosupporto dal mondo delle imprese verso delle scelte di questo tipo, in quanto alcuniguardano ai bei vecchi tempi di quando si svalutava e si generava della facileconcorrenza.I finlandesi, così come gli olandesi, hanno la loro parte di euro-scettici. Quelli che hannoiniziato a chiedere di scrivere i controlli sono diffidenti nel porre la firma e hanno lasciandogli importi in bianco.LEuropa s trova ora di fronte ad una scelta tra un disastro di tipo A e un disastro di tipo B.Quello A è la rottura delleuro. Quello B mantiene unita la zona euro. Entrambi sonoorribilmente costosi, solo in modo diverso. Se la Germania dovesse lasciare leuro, questosignificherebbe un immediato apprezzamento del nuovo marco - e questo sarebbe ungrave colpo alla loro macchina delle esportazioni, che rappresenta il 40% della loroeconomia. La metà di tali esportazioni sono verso i loro partner europei. Se solo anche il5% delle loro esportazioni venissero perse, questo significherebbe una profondarecessione. E, da quello che ho letto, questa è una stima molto contenuta di ciò cheandrebbe perso. La Merkel e gli altri leader tedeschi, sanno lenorme prezzo che laGermania dovrebbe pagare se decidesse di lasciare la zona euro. E lo stesso vale, per glialtri paesi nordici.Ma anche il rimanere nella zona euro, comporterà dei costi enormi. La Germania saràcostretta ad aiutare la Spagna e lItalia. Oppure consentire alla BCE, in qualche modo eper un lungo periodo di tempo, di monetizzare i propri debiti. Il che avrà un significativoimpatto sul valore delleuro e porterà inflazione, qualcosa che i tedeschi temono molto. Ilministro delle Finanze tedesco Schauble dice che un 2% di inflazione è accettabile.Privatamente, però egli ammette che questa sarà almeno del 4-5%; se però saranno ingrado di contenere i paesi periferici, che hanno iniziato a prendere la droga dellamonetizzazione del debito che gli altri devono pagare. Questa è unabitudine molto difficileda smantellare.Chiudiamo con una parte di un articolo dal Financial Times di questo fine settimana, cheparla delle angosce della Germania. Questo aspetto, non è una cosa da poco. Non è
  10. 10. chiaro, almeno per me, se la zona euro si romperà o se ci sarà un unione fiscale. Credoche, a conti fatti, la zona euro dovrebbe rompersi, a causa degli enormi problemi chedevono essere affrontati nel tentativo di tenerla insieme.Ma queste reali considerazioni, non tengono conto del fervore religioso dei leader chesono eurofilo e dellélite. Essi sono totalmente impegnati nel farla funzionare. E forsesaranno in grado di trovare un modo nel quale convertire la maggioranza dei cittadinieuropei, al loro credo sullUnione europea. A questo dobbiamo solo dire amen e direanche una preghiera per loro, che qualunque cosa facciano questo avvenga in modoordinato e non contagi il resto del mondo.Il titolo dellarticolo del Financial Times è:"Gli economisti tedeschi interferiscono sul futuro delleuro."Finalmente sono usciti allo scoperto, la sobria e ben educata comunità di economistitedeschi con unaspra battaglia sul futuro delleuro."Seri docenti che dibattono di finanza pubblica e di economia monetaria si sono scambiatiaccuse nel fomentare paure nazionaliste in un dibattito da bar, secondo una fazione, einvece con una chiara falsificazione dei fatti secondo i loro avversari."Al centro del confronto cè un distinto professore, a capo di uno dei più rinomati istitutieconomici della Germania. Il suo linguaggio e i suoi forti avvertimenti sugli ampi debitieuropei garantiti dalla Germania, hanno provocato una rabbia di contro-accuse di puropopulismo, da parte dei suoi colleghi universitari."Hans-Werner Sinn, professore allUniversità di Monaco e capo dellIfo, listituto di ricercaeconomica, è stato uno dei firmatari di questa lettera aperta, pubblicata la scorsasettimana dal quotidiano conservatore Frankfurter Allgemeine, che denuncia le mosse cheil governo sta facendo verso un Unione Bancaria della zona euro."Hanno dichiarato, che non ci si dovrebbe aspettare che i contribuenti, i pensionati e irisparmiatori di quei paesi europei che stanno ancora [finanziando] debbano garantire idebiti bancari della restante parte. Hanno insistito che questa scelta non salverebbe leuroo lidea europea, ma semplicemente andrebbe a vantaggio delle istituzioni finanziarie diWall Street e di Londra, oltre che di alcuni avventati investitori tedeschi."Gli autori, dichiarano che più di 200 accademici hanno firmato la lettera. Ma tutto questoha fatto infuriare Wolfgang Schäuble, ministro delle finanze, che ha denunciato gli autoricome degli irresponsabili. Privatamente si riferisce al Prof Sinn - il cui nome significasenso - come Prof Unsinn, o senza senso."E questo ha anche creato dissenso nelle università. Circa 220 accademici hanno firmatoun contro-lettera, che dichiara che una unione bancaria è un passo essenziale nellagestione della crisi delleurozona e che questa non garantisce in alcun modo, lacollettivizzazione delle passività bancarie."Una terza missiva, è stata pubblicata nel Handelsblatt, il quotidiano finanziario, daluminari quali Bert Rürup, che a lungo ha collaborato con lex presidente del governofacendo parte dei cinque saggi (un gruppo di consulenti economici) e che condanna
  11. 11. quanto contenuto nella lettera originale come argomentazioni fortemente discutibili ecomuni clichè. Essi accusano gli autori di generare agitazione al fine di creare paure edansie, senza supportare il tutto con dei fatti che dimostrino realmente la loro tesi."Sono come i medici del pronto soccorso che dicono "di togliere lossigeno", senza peròavere nessun altra soluzione da offrire, dice Peter Bofinger professore di economia allaGöttingen University e che è anche uno dei cinque saggi. Egli sfida il Prof Sinn, nel direcon precisione dove vuole andare."Se loro credono che la Germania, ancora una volta, starebbe meglio con il marco questoè abbastanza vero. Ma loro non fanno altro che creare tutte queste paure e sensi dirabbia, senza portare altri suggerimenti."(Cliccando qui, potete leggere la restante parte dellarticolo).Cincinnati, New York e SingaporePartirò tra poche ore per Cincinnati per un veloce incontro e poi domenica vado a NewYork, dove mi riposerò e cercherò di recuperare il ritardo cumulato su alcune cose. PoiLunedì sarò su Bloomberg alle 7 del mattino con Tom Keene, che è in onda sia sulla radioche in TV. E anche in programma un intervista con Bloomberg radio, assieme al mioamico Mike Mckee tra le 10-11. Entrambi sono dei programmi molto divertenti e mipiacciono molto. Sono delle interviste interessanti e ti danno po di tempo per riflettere suun paio di idee.Lunedì notte parto per Singapore, dove terrà il discorso dapertura alla conferenza ilVenerdì. Il mio titolo provvisorio è "The Lion in the Grass". Ho lavorato su questointervento per un certo periodo di tempo. Si tratta di un nuovo intervento solo per questaconferenza, alla quale partecipano alcuni importanti banchieri centrali e degli analistiprovenienti da tutta la regione. (Leggendo lelenco degli altri relatori, mi domando se sonostato chiamato lì come comico.) La conferenza è un forum regionale della banca OCBC,con il titolo "Winds of Change Affecting Asia." E ci sono alcuni venti molto forti che soffianosul mondo. Mi aspetto di imparare molto di più, rispetto a quanto dirò.Partirò poi a tarda notte per ritornare a New York, dove rimarrò il Sabato sera per poiandare a Newport per partecipare ad una piccola riunione, per conto dellUfficio NetAssessment del Dipartimento della Difesa USA, dove si proverà ad ipotizzare degli scenarialternativi futuri. Non vedo lora che arrivi quella settimana.E davvero il momento di premere il pulsante di invio. Mi devo preparare e poi andareallaeroporto. Abbiate una grande settimana.Il tuo analista impaziente di volare con Singapore Airlines,John Mauldin
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