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La direzione del compromesso

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E\' facile classificare il deficit come qualcosa che c\'è sempre stato. I Chicken Littles non ci dicono che il deficit è in calo da decenni? Il Giappone sembra essere in grado di affrontare ampi …

E\' facile classificare il deficit come qualcosa che c\'è sempre stato. I Chicken Littles non ci dicono che il deficit è in calo da decenni? Il Giappone sembra essere in grado di affrontare ampi disavanzi e noi non siamo in alcun modo vicini al loro livello di indebitamento. Non è la "Malattia giapponese" il peggior risultato a cui stiamo guardando - è solo una lenta crescita mondiale che, anche se frustrante, non è catastrofica? E alcuni hanno chiesto deficit ancora più grandi per stimolare la crescita economica e l\'occupazione, rifacendosi a periodi in cui il governo aveva effettivamente dei disavanzi e l\'economia sembrava rispondere positivamente riprendendo ancora una volta a crescere.

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  • 1. SCENARI FINANZIARIJOHN MAULDINSTHOUGHTS FROM THE FRONTLINENewsletter settimanale - Versione Italiana a cura di Horo CapitalLa direzione del compromessodi John Mauldin | 15 settembre 2012 - Anno 3 - Numero 37In questo numero:Le conseguenze economiche di una decisione politicaEccezionalismo AmericanoIl costo di dover gestire il deficitQuale programma dei candidati risolverà il problema del deficitChicago, Atlanta, New York e Scandinavia“Come hai fatto a finire in bancarotta?”“In due modi. Gradualmente, poi improvvisamente.”– Ernest Hemingway, The Sun Also RisesCi viene spesso detto che lattuale campagna elettorale è la più importante degli ultimianni. Credo di averlo sentito dire almeno in una decina di cicli presidenziali, sin da quandoda giovane ho votato per la prima volta per McGovern. E guardandomi indietro solo una diquelle elezioni effettivamente può essere considerata in questo modo. Credo che questeelezioni abbiano il potenziale per essere una di quelle rare volte, almeno in termini dirisultati economici. In Thoughts from the Frontline (Scenari Finanziari) noi ci occupiamo dieconomia, investimenti, denaro e di finanza. Ci siamo mossi solo poche volte nel mondopolitico e facendo solo brevi riflessioni. Oggi attraversiamo quella linea grigia, ma con untaglio un po diverso esaminando le conseguenze economiche che arriveranno dalle sceltepolitiche che faremo nel mese di novembre negli Stati Uniti.Ma non è così semplice come si possa pensare, la scelta di una delle due parti nonrisolverà i mali economici della nazione. Se così fosse non ci troveremmo di fronte ad unasfida epocale, perché entrambe le parti politiche hanno avuto in questi ultimi anni un fermocontrollo delle leve del potere, ma entrambe hanno fallito nel fare quello che è diventato,almeno per questo analista economico, il tema scottante del giorno. Infatti entrambe nonhanno fatto altro che far peggiorare le cose. Oggi prenderemo in considerazione lepossibili scelte e le loro conseguenze.Le conseguenze economiche di una decisione politicaLanteprima delle conseguenze economiche dipende dal vostro punto di vista sullequestioni più importanti su cui devono essere prese delle decisioni (in termini economici).Permettetemi di presentarvi la mia lista delle top ten.1. Il deficit2. Il deficit3. Il deficit4. Il deficit
  • 2. 5. Il deficit6-10. Tutto il restoSto per essere solo leggermente irriverente. Come dobbiamo gestire il deficit che èlelemento chiave di tutto il resto. E il non affrontare il deficit porterà ad un disastro diproporzioni bibliche, lequivalente di tutte le prime otto piaghe del mondo. Chiedete allaGrecia o alla Spagna.E facile classificare il deficit come qualcosa che cè sempre stato. I Chicken Littles non cidicono che il deficit è in calo da decenni? Il Giappone sembra essere in grado di affrontareampi disavanzi e noi non siamo in alcun modo vicini al loro livello di indebitamento. Non èla "Malattia giapponese" il peggior risultato a cui stiamo guardando - è solo una lentacrescita mondiale che, anche se frustrante, non è catastrofica? E alcuni hanno chiestodeficit ancora più grandi per stimolare la crescita economica e loccupazione, rifacendosi aperiodi in cui il governo aveva effettivamente dei disavanzi e leconomia sembravarispondere positivamente riprendendo ancora una volta a crescere.E facile dire che il deficit è qualcosa che possiamo affrontare in seguito. Come ilpersonaggio di Hemingway, che alla domanda "Come hai fatto a finire in bancarotta?"Rispose: "In due modi. Gradualmente, poi improvvisamente."Per la maggior parte del tempo, i deficit non sono considerati un problema. Molte famiglie,imprese e governi fanno crescere le perdite e prendono in prestito denaro per evitare didover ridurre i loro stili di vita. In realtà il problema non è limmediato deficit, ma il debitototale. Se il debito è contenuto e il flusso di cassa è positivo, allora il deficit può essere unabuona cosa. Genererà benefici il debito che viene investito in attività generatrici di redditoo in infrastrutture che rendono una famiglia o un impresa o una nazione più efficiente nelmodo di lavorare.E quando il totale del debito diventa troppo grande che la gestione del debito stessodiventa un problema. E cioè quando i finanziatori chiedono ulteriori garanzie o interessimaggiori e poi se il debito non viene messo sotto controllo sospendono i prestiti. Per unanazione questo significa semplicemente il crollo del suo mercato obbligazionario.In un libro che abbiamo citato numerose volte, This Time Is Different, Ken Rogoff eCarmen Reinhart elencano in maniera dettagliata oltre 200 casi in cui le nazioni hannoavuto una crisi del credito. Uno dei loro punti principali è che le nazioni sembrano esserein grado di prendere in prestito soldi fino a quando arrivano a quello che loro chiamano il"Bang Moment" e in quel momento succede che il mercato obbligazionario non funzionapiù. Fino a quel momento, coloro che sono a favore di un maggior debito sostengono che"questa volta è diverso", ma non è mai così.Nelle prime pagine di Anna Karenina di Lev Tolstoj, ella dice: "Le famiglie felici sono tutteuguali, ogni famiglia infelice è infelice a modo suo." E anche i governi e le nazioni chehanno problemi di debito, ci arrivano con un loro individuale percorso. La Spagna ci hadetto, non siamo la Grecia. E certamente non lo è. La Spagna ha intrapreso un percorsocompletamente diverso nella sua crisi del debito rispetto a ciò che ha fatto la Grecia. E laFrancia, sostiene di non essere né la Grecia né la Spagna (né lItalia né il Portogallo, ecc),ma si trova nella situazione di dover riequilibrare rapidamente le proprie finanze (e sembracertamente in maniera massiccia), essi metteranno a punto un altro modo per affrontare
  • 3. una vera e propria crisi del debito, con i vigilantes obbligazionari alla loro porta.E un processo che ho descritto in Endgame. Gran parte dellEuropa sta affrontando unacrisi del debito. Non sarà un lieto fine. La Spagna e la Grecia sono inciampate in quellache può solo essere descritta come una depressione. Gran parte del resto dEuropa o è inrecessione o al punto di non ritorno, e una depressione su scala continentale è del tuttopossibile, per le motivazione che abbiamo esaminato nelle lettere precedenti.Semplicemente, lEuropa meridionale (insieme allIrlanda) hanno preso in prestito troppodenaro (per motivi diversi), tutte le banche europee hanno troppa leva (con la benedizionedelle autorità di regolamentazione), e gli europei hanno creato enormi squilibri commercialiinterni.E impossibile riequilibrare il deficit di bilancio mentre vi è un deficit commerciale enorme,soprattutto se vi è una fuga di capitali. Una svalutazione dei cambi è il meccanismo dinormale bilanciamento per un deficit commerciale ma non è attuabile per la Grecia, laSpagna e gli altri fintanto che rimangono nella zona euro. Questo porta a un significativocambiamento nel costo del lavoro come lunico modo per riequilibrare la situazione, matale soluzione non può avvenire rapidamente nei paesi periferici senza riforme strutturalipoliticamente impossibili. La zona euro non ha facili scelte da fare. Non importa quello che(come collettività lEuropa e i singoli paesi) sceglieranno di fare, questo porterà anni diestreme difficoltà economiche.Il Giappone, come sono solito dire, è un moscone alla ricerca di un parabrezza. Hannotrasmutato i risparmi di due generazioni nel più grande debito che sia mai stato contrattoper un paese, almeno tra quelli che io conosco (in termini di PIL). Si avvicina al 220% delPIL ed è in aumento a un ritmo prodigioso, circa il 10% nel 2011. Si è passati da un tassodi risparmio del 16% a circa l1%, in gran parte a causa di un invecchiamento dellapopolazione che ora vive senza risparmiare.Quando i tassi di risparmio diventeranno negativi e la situazione demografica sarà piùincerta, il Giappone potrà essere costretto a pagare tassi di interesse più elevati o astampare enormi quantità di yen o tagliare la spesa pubblica per importi altrettanto enormi.Tutte queste opzioni sono molto brutte nel breve termine. Se i tassi di interesseaumentano di appena un 2% , il Giappone dovrebbe utilizzare nel giro di pochi anni più del70% del proprio PIL solo per ripagare gli interessi passivi. Questo non è un modello dibusiness perseguibile. Oggi, non possiamo entrare nel merito delle elezioni di fine mese inGiappone, ma saranno importanti. SAVE the DATE INVESTIRE NELLA NUOVA RUSSIA - IPO, azioni e obbligazioni 3 ottobre 2012 - Milano, Palazzo Mezzanotte - Piazza degli Affari, 6 - ore 9.30/13.00 4 ottobre 2012 - Lugano, Grand Hotel Eden - Riva Paradiso, 1 - ore 9.30/13.00 R.S.V.P. - segreteria@novecentoeventi.it - Tel. +39 02 36523455Eccezionalismo Americano
  • 4. Il deficit degli Stati Uniti (quello reso pubblico) è ormai oltre il 72% del PIL e continua adaumentare."Egan-Jones Ratings Co., Venerdì [Settembre 14] ha declassato il rating sovrano degliStati Uniti ad AA- da AA sulle preoccupazioni di un nuovo round della Fed di quantitativeeasing o QE3 che avrebbe un impatto sulleconomia USA. Lagenzia di rating ha detto cheil piano della Fed di acquistare 40 miliardi di dollari al mese di titoli garantiti da ipoteca e dimantenere i tassi di interesse vicino allo zero non aumenterà il PIL, ma ridurrà il valore deldollaro e farà crescere il prezzo delle materie prime. Egan-Jones ha detto in una nota chedal 2006 ad oggi, il debito degli Stati Uniti è aumentato dal 66% al 104% e probabilmentesotto determinate circostanze a partire da oggi ed entro un anno il debito salirà al 110%, ildeficit di bilancio annuale è pari all8%,. In confronto, la Spagna ha un debito pari al68,5% del PIL e un deficit di bilancio annuo del 8,5%. (MarketWatch)(Per quel che vale, non viene considerato come debito il "Social Security Trust Fund", inquanto è una finzione contabile. Esso non esiste se non per un bilancio fittizio, così per meil debito è leggermente minore di quello di Egan-Jones, invece è giusto il loro dato suldeficit.)Non vi è un punto predefinito in cui il rapporto debito / PIL è tale, per cui una nazioneperde la propria capacità di poter prendere in prestito del denaro a tassi ragionevoli. Per laRussia è stato del 12% nel 1998. Per il Giappone, come ho sottolineato sopra è al 220%(la cifra esatta è alquanto in discussione, ma questo è abbastanza reale). Spagna haperso laccesso ai mercati senza gli interventi della BCE a meno del 68%. LItalia è al120% e ha visto i suoi tassi aumentare fino a livelli che non possono essere sostenuti.Ad un certo punto se una nazione non tiene il suo debito e il suo deficit sotto controllo,perderà laccesso al mercato delle obbligazioni a prezzi ragionevoli. Non ci sono mai stateeccezioni. Cè un punto in cui il mercato obbligazionario comincia a preoccuparsi per lacapacità di un paese di ripagare il suo debito con una valuta che ora ha un valore inferiorerispetto a quando gli è stato prestato il denaro, e quindi i tassi di interesse cominciano asalire.Non vi è alcun motivo di pensare che gli Stati Uniti saranno una eccezione a questaregola. Questo non è ciò che si intende per eccezionalismo americano.Perché penso che il deficit sia un problema? Quello che mi rende preoccupato è che nonpossiamo aspettare altri quattro anni fino a quando anche gli Stati Uniti perdono laccessoal mercato obbligazionario con tassi dinteresse bassi? Sarebbe davvero un disastro?In primo luogo, in un mondo senza Europa o Giappone, gli Stati Uniti potrebberoprobabilmente per lultima parte di questo decennio far registrare disavanzi di grandidimensioni. Abbiamo una valuta che è utilizzata come riserva nel mondo, noi siamo lasuperpotenza, il motore del libero mercato, ecc.Ma credo che lEuropa possa realmente scontrarsi con un vero e proprio muro entro la finedel 2013 o la metà del 2014, se non prima. Lo stesso vale per il Giappone. Temo che glioperatori dei mercati obbligazionari prenderanno atto delle loro perdite in Europa e inGiappone e diranno al governo degli Stati Uniti un qualcosa di simile a questo:"Abbiamo già visto i film per quanto riguarda il debito europeo e giapponese. Che non ha
  • 5. avuto un lieto fine. Il film del debito degli Stati Uniti sembra essere basato sulla stessasceneggiatura, quindi se non vi dispiace, dal momento che sappiamo come finirà, ciprepariamo ad uscire durante lintervallo".A mio parere, il disavanzo deve essere affrontato nel 2013. Se aspettiamo fino al 2014,saremo nel bel mezzo di unaltra elezione. Come vedremo di seguito, la soluzione deldeficit sta portando a compromessi politicamente impopolari per una o entrambe le parti.Mentre io sono ottimista sul fatto che si può fare qualcosa nel 2013, sono risoluto nelpensare che il 2014 sia politicamente più problematico.Entro il 2015 il debito sarà ben superiore al 90% del PIL. Come ho già scritto nelle lettereprecedenti, vi è una crescente evidenza che quando il debito di un paese arriva al 90%, ilPIL rallenta di circa l1%, il che naturalmente rende più difficile trovare la tua via duscitadal debito.In quel momento i tassi di interesse cominciano a salire e questo rende ancora più difficileil pareggio di bilancio. Sì, lo so, la Fed può mantenere i tassi bassi e stampare moneta, mala stampa di denaro in quantità non è una strategia volta a rafforzare la fiducia dei mercatiobbligazionari in termini di valore del dollaro.Non solo la ricerca di Rogoff e Reinhart, ma anche numerosi altri studi, indicano chequando la fiducia svanisce, a quel punto si innesca un processo abbastanza veloce. Einfatti quello è il momento del Bang!.Se i tassi cominciano a crescere, forse il Congresso sarà costretto a fare qualcosa. Ma aquel punto, sarà il momento per maggiori imposte e profondi tagli che ognuno di noi non ènemmeno in grado di immaginare. Le cose non possono andare più avanti così, il peggiorrisultato finale sarà una ristrutturazione.Abbiamo spesso detto che prendere denaro a prestito crea un problema per i nostri figli. Equesto è vero. Ma questo crea anche un problema per questa generazione.Gran parte dellEuropa e il Giappone stanno per cadere in una depressione a causa dellaloro mancanza di volontà di affrontare i deficit e i problemi strutturali. Il 25% didisoccupazione è una brutta, brutta realtà che si sta diffondendo in tutta lEuropameridionale. Il Giappone dovrà affrontare la propria versione di una crisi del debito, ecredo che il risultato sarà una significativa inflazione data dai suoi prezzi di importazione eun calo del tenore di vita dei suoi anziani.Forse mi sbaglio e gli Stati Uniti possono andare avanti per altri quattro anni prima diraggiungere il momento di fare Bang!. Le cose possono andare avanti a volte più a lungodi quanto si possa pensare, per ragioni che (o almeno io) non capisco. Ma lattesacertamente non rende affatto le cose più facili. I piani previsti sono in costantepeggioramento, e i costi per gli interessi saranno di altri 80 miliardi di dollari lanno per ildebito aggiuntivo. Cercando di risolvere il problema tra quattro anni si presuppone che ledecisioni saranno ancora più difficili di quelle che oggi dobbiamo prendere.Il costo di dover gestire il deficitCerchiamo di essere chiari. Per ragioni sulle quali ho scritto a lungo, ci sono dei costimolto significativi da sostenere per ridurre il deficit. Questo avrà un impatto sullattuale PIL
  • 6. annuale. Certamente non desidero che sia raggiunto lequilibrio di bilancio in un sola annoo anche in pochi anni. Mi farebbe piacere suggerire un taglio di non più del 1% del PILallanno, pari a circa $150 miliardi di dollari lanno. Così anche quel poco di crescita cherimane può produrre qualche beneficio.I tagli alle tasse o gli aumenti hanno un impatto sulleconomia. Cito un articolo preso daForbes:"Un importante analisi fatta dal primo Consiglio dei Consulenti Economici (CEA) delpresidente Barack Obama segnala che gli aumenti fiscali proposti dal presidenteavrebbero ucciso la ripresa economica e portato quasi 1 milione di americani a rimaneresenza lavoro. Queste sono le straordinarie implicazioni della ricerca accademica diChristina D. Romer che ha presieduto la CEA dal 28 gennaio 2009 – al 3 settembre 2010.In un documento dal titolo "The Macrcoeconomic Effects of Tax Changes" pubblicato dallaprestigiosa American Economic Review nel giugno del 2010 (durante il suo mandato allaCasa Bianca), lei ha dichiarato che: Sembra che nel breve gli aumenti fiscali abbiano unampio, sostenuto e un fortemente negativo impatto sulla crescita."Larticolo della AER ha avuto come co-autore il marito e collega professor UC Berkeley,David H. Romer, che ha esaminato limpatto degli aumenti fiscali e le conseguenti riduzionidella crescita economica degli Stati Uniti nel periodo 1945-2007. Uno degli aspetti piùinnovativi presenti nel documento è la focalizzazione sui cambiamenti "esogeni" generatidalle imposte, cioè quelle variazioni delle imposte che avevano sia lo scopo di aumentareil tasso di crescita economica (e non solo di frenare la recessione) come i tagli fiscali diKennedy, Reagan e Bush, che di ridurre il deficit di bilancio come ad esempio laumentodelle imposte fatte Clinton. Sono state escluse dallanalisi solo le modifiche fiscaliendogene che sono state puramente anticicliche, come gli sgravi fiscali del 1975 o quelleche sono state usate solo per compensare un altro fattore che tendeva a spostare lacrescita della produzione fuori da una situazione normale, come ad esempio la laumentodelle tasse per finanziare la guerra in Corea e lintroduzione dellimposta sui salari perfinanziare il Medicare."Una stima che i Romers fanno indica che un aumento delle tasse pari al 1% del PIL (sonocirca $160 miliardi di dollari nelleconomia di oggi) riduce nei prossimi 10 trimestri il PILreale del 3%. Inoltre, i Romers hanno usato una varietà di test statistici per tener conto dialtri fattori che possono influenzare la crescita economica nel momento in cui vengonoattuate delle variazioni fiscali, tra cui la spesa pubblica, la politica monetaria, il relativoprezzo del petrolio ed anche se il Presidente era stato un democratico o repubblicano(anche se questo non avuto alcun significato). Una sintesi del lavoro statistico svolto stimache un aumento delle tasse pari al 1% del PIL genererebbe nei prossimi 10 trimestri uncalo della produzione tra il 2,2% e il 3,6%.Loro scrivono che "In tutti i casi, leffetto delle variazioni delle imposte sulla produzionerimane ampio e statisticamente molto significativo."Quindi sembra essere molto fondata laffermazione che i cambiamenti fiscali hanno degliimpatti notevoli sulla crescita. Questo ha incluso anche lanalisi che degli shock sullacrescita hanno avuto poco effetto sulla stima dellimpatto dei cambiamenti fiscali, risultainvece importante una prova indiretta ossia che la nostra nuova misura degli shock fiscalinon è correlata ad altri fattori che influenzano la produzione.
  • 7. "Il comportamento della produzione a seguito di modifiche maggiormente esogene indicache laumento delle tasse è fortemente restrittivo. Gli effetti sono fortemente significativi,molto importanti e molto più ampi di quelli ottenuti con misure più allargate di modifichefiscali."Forbes continua sottolineando che "Nel bilancio 2013 il presidente Obama ha proposto nel2013 $103 miliardi dollari di aumento delle tasse, di cui $83 miliardi dollari di maggioriimposte sul reddito di coloro che guadagnano più di $250.000 dollari lanno pari a circa lo0,65% del PIL. Utilizzando la stima di base di Romer questa scelta dovrebbe ridurrebbe ilPIL reale di 2 punti percentuali nel corso dei prossimi 10 trimestri. Sulla base dellarelazione generale tra la crescita economica e la disoccupazione, un calo della produzioneimplica una perdita di oltre 800.000 posti di lavoro."(Nota: Ci sono quelli che non sono daccordo e spesso anche in modo vigoroso con leconclusioni del documento, ma per quanto io sappia non offrono però alcuna contro analisidei dati. Romer si è dimesso meno di due mesi dopo avere pubblicato il documento.)Le semplici nozioni di contabilità economica e la ricerca accademica indicano che i tagli dispesa avranno un effetto di contrazione del PIL per circa 4-5 trimestri. Ma se si taglia l1%lanno per 5 anni, a questo punto si è ridotto il PIL potenziale del 1% lanno per i 5 anni, ilche non aiuta la crescita di posti di lavoro.Naturalmente se gli Stati Uniti perdono laccesso a bassi costi al mercato obbligazionario,questo sarà un disastro ancora peggiore rispetto alla perdita dei posti di lavoro. Citroviamo di fronte o ad una difficile situazione o ad un enorme disastroso. Questa è lanatura dellEndgame, quando il superciclo del debito è nelle sue fasi finali. Non ci sonoscelte facili. In questo momento gli Stati Uniti hanno di fronte a loro solo alcune sceltemolto difficili. Se aspetteremo troppo a lungo nellaffrontarle, ci troveremo di fronte le sceltedisastrose dellEuropa.Quale programma dei candidati risolverà il problema del deficit?In questa lettera non ho intenzione di entrare nei dettagli su come può essere raggiunto ilpareggio di bilancio nel corso del tempo. Ci sono molti modi per arrivarci. La Simpson-Bowles (la commissione presidenziale sul debito) è un percorso. Questa propone ditogliere molte delle cosiddette spese fiscali e così ridurre effettivamente laliquota massimadel 24% e di conseguenza aumentare le tasse.Io preferirei invece che ci sbarazzassimo di quasi tutte le detrazioni fiscali, ad eccezione diquella sul credito dimposta sul reddito guadagnato per poi arrivare a diminuire laliquotapiù alta. Comunque, la maggior parte delle detrazioni fiscali favorisce quelli che hanno unreddito più elevato. Se questo mio sogno si realizzasse ci sarebbe ovviamente qualchetipo di imposta sui consumi (come lIVA), ma delle imposte sul reddito su tutti i livelli moltopiù basse e forse avremmo anche una riduzione della tassa per la Social Security equesto sarebbe un contributo ai cittadini con un basso reddito. Per quel che vale leimposte sui consumi hanno un minore impatto negativo sulleconomia rispetto alle impostesul reddito.Né la proposta di bilancio di Romney né il bilancio che Obama ha presentato al Congresso(e che non ha ottenuto nemmeno un voto favorevole da parte del suo stesso partito) èpoliticamente fattibile, ed entrambe hanno delle serie difficoltà nel provare a gestire il
  • 8. deficit.Per arrivare ad una vera e propria soluzione di bilancio bisogna arrivare ad uncompromesso, il che significa una combinazione di tagli alla spesa e aumenti delle tasse.Si deve fare i conti con i diritti e con lassistenza sanitaria. In un certo senso, lelezione èsu quanta assistenza sanitaria vogliamo e su come vogliamo pagarla. Dopo di questo,tutto il resto è "facile".Negli ultimi anni ho parlato con un sacco di membri del Congresso, senatori, membri dellostaff di entrambi i partiti. Tutti sono daccordo che deve essere fatto qualcosa e la miasensazione è che faranno qualcosa dopo queste elezioni. Le conseguenze del non farenulla sarebbero disastrose, soprattutto in considerazione delle "doppie scadenze." Difronte a tale scenario credo che il Congresso agirà.Quindi la questione diventa, ma qual è la natura di questo compromesso? E questo carolettore sarà il reale effetto economico di queste elezioni.Stiamo votando in modo "puro e semplice" sulla direzione del compromesso.Una strada è quella di avere un governo ed un bilancio ancora più enorme, invece laltra èquella di avere un governo (relativamente) più piccolo, anche se non vedo il percorso peravere un governo veramente più piccolo in termini di pressione fiscale, a meno che nondecidiamo di avere molta meno assistenza sanitaria, ma non vedo nessuno che prevedaquesto o che lo stia sostenendo.Un "sweep" da entrambe le parti sarebbe un punto di svolta, ma questo non sembraprobabile almeno secondo i sondaggi che sto guardando oggi.Come abbiamo visto nella ricerca Europea che ho citato la scorsa settimana, esiste unacorrelazione tra le dimensioni dei governi e la crescita del PIL. Il che ha un senso, inquanto i posti di lavoro realmente provengono dal settore privato. I posti di lavoro deigoverni dipendono solo dalle tasse che provengono dal settore privato. Si prega di notareche questo non è lo stesso che dire che dovremmo sbarazzarci di tutti i costi del governoper aumentare lefficienza economica - che non è certamente vero. Ma dovremmo esserein grado di comprendere quali sono i costi della spesa pubblica e la tassazione del settoreprivato.Non è una sorpresa il fatto che io sia favorevole verso una versione più ridotta delgoverno. Ma spero che mentre ci muoviamo verso un compromesso riusciamo anche afare una completa revisione della legge fiscale, e mentre semplifichiamo il processo edabbassiamo le diverse aliquote, eliminiamo anche la maggior parte delle detrazioni fiscali.E forse ci sbarazziamo di tutte le detrazioni fiscali previste per le imprese, riducendo nelcontempo la tassazione sul reddito prodotto negli USA al 15%, e al 10% quella sui redditiesteri. Ciò significherebbe le società di grandi dimensioni che cercano di nascondere ilreddito e il domicilio in diversi modi pagherebbero le tasse come le imprese locali. Sipotrebbero far scendere i tassi verso il basso ed ancora continuare a raccogliere maggioritasse ed aumentare davvero la nostra competitività economica.Se raggiungiamo il pareggio di bilancio nel corso del tempo (diciamo 5-6 anni) e abbiamoaliquote più basse, mentre eliminiamo gli speciali sgravi fiscali e le spese (e io dico chedobbiamo sbarazzarci di quasi tutto!), ed estrarre maggiormente petrolio e gas in modo
  • 9. tale da poter avviare lesportazione di energia, io sarò completamente “bull” sul mercato esenza nemmeno aspettare troppo tempo. In un tale scenario il futuro degli Stati Unitisarebbe migliore e più luminoso che mai. E questo è quello che voglio per i miei figli.E se non agiamo in modo responsabile? A quel punto avremo bisogno di prepararci achiudere i boccaporti, perché assisteremo ad una tempesta estremamente dura. Credoche lo sapremo entro la metà del prossimo anno. E sì, lo so che le nostre scelte ciporteranno a contesti di investimento completamente diversi, ma è per questo che questaelezione farà differenza. E davvero il caso di evitare una depressione.Nelle prossime settimane ho intenzione di pubblicare due interviste che ho fatto su questitemi, una con Newt Gingrich e laltra con Erskine Bowles. Penso che le troverete moltointeressanti.Mentre io preferisco il percorso per avere un governo di più piccole dimensione, la cosapiù importante però è quello di riequilibrare il bilancio. Come imprenditori dobbiamoaffrontare la realtà. Io preferisco le scelte che favoriscono maggiori risparmi e mi permettodi investire maggiormente nella crescita della mia attività, ne verremo fuori. Se nonprendiamo seriamente il tema del bilancio e del debito, ci incammineremo sicuramenteverso il disastro. Tutti assieme dobbiamo cercare di far si che i nostri deputati e senatorilavorino insieme per raggiungere il risultato.Chicago, Atlanta, New York e ScandinaviaSarò a Chicago il 19 settembre, dove parlerò al Financial Forum Network RDA Investor IlForum si terrà al Marriott Chicago Oak Brook. Levento è sponsorizzato da SteveBlumenthal e dai miei amici di CMG. Se desiderate partecipare si prega di inviare una maila Linda Cianci Linda@cmgwealth.com.E poi parlerò il 1 ottobre a New York, al 8th Annual Value Investing Congress. Saròassieme ad una serie di relatori veramente in gamba, tra cui Bill Ackman e David Einhorn.Sono stato in grado di garantire uno sconto agli "amici", se volete partecipare avrete unosconto di $1.500 sul normale prezzo di iscrizione. Per usufruire di questo sconto ènecessario iscriversi entro il 7 settembre su www.ValueInvestingCongress.com/Mauldincon il seguente codice di sconto N12JM.E poi il prossimo gennaio andrò in Scandinavia per tre giorni, è fantastico.E il momento di premere il pulsante di invio. La prossima settimana vi racconterò dellaConferenza di Casey e delle persone che ho incontrato a Palo Alto.Buona settimana. E pensate alle scelte che dovete fare.Il tuo analista che non ha nessuna intenzione di continuare a correre ancora per niente,John Mauldin
  • 10. subscribers@mauldineconomics.comCopyright 2010-2012 John Mauldin. All Rights ReservedCopyright 2010-2012 Horo Capital. Tutti i Diritti RiservatiDisclaimer: La presente pubblicazione è distribuita da Horo Capital srl. Pur ponendo lamassima cura nella traduzione della presente pubblicazione e considerando affidabili isuoi contenuti, Horo Capital srl non si assume tuttavia alcuna responsabilità in meritoall’esattezza, completezza e attualità dei dati e delle informazioni nella stessa contenutiovvero presenti sulle pubblicazioni utilizzate ai fini della sua predisposizione. Diconseguenza Horo Capital srl declina ogni responsabilità per errori od omissioni. HoroCapital srl si riserva il diritto, senza assumersene lobbligo, di migliorare, modificare ocorreggere eventuali errori ed omissioni in qualsiasi momento e senza obbligo di avviso.La presente pubblicazione viene fornita per meri fini di informazione ed illustrazione, noncostituendo in nessun caso offerta al pubblico di prodotti finanziari ovvero promozione diservizi e/o attività di investimento né nei confronti di persone residenti in Italia né dipersone residenti in altre giurisdizioni, a maggior ragione quando tale offerta e/opromozione non sia autorizzata in tali giurisdizioni. Le informazioni fornite noncostituiscono unofferta o una raccomandazione per effettuare o liquidare un investimentoo porre in essere qualsiasi altra transazione. Esse non possono essere considerate comefondamento di una decisione dinvestimento o di altro tipo. Qualsiasi decisionedinvestimento deve essere basata su una consulenza pertinente, specifica eprofessionale. Tutte le informazioni pubblicate non devono essere considerate unasollecitazione al pubblico risparmio o la promozione di alcuna forma dinvestimento néraccomandazioni personalizzate ai sensi del Testo Unico della Finanza trattandosiunicamente di informazione standardizzata rivolta al pubblico indistinto. Né Horo Capitalsrl né John Mauldin potranno essere ritenuti responsabili, in tutto o in parte, per i danni(inclusi, a titolo meramente esemplificativo, il danno per perdita o mancato guadagno,interruzione dell’attività, perdita di informazioni o altre perdite economiche di qualunquenatura) derivanti dall’uso, in qualsiasi forma e per qualsiasi finalità, dei dati e delleinformazioni presenti nella presente pubblicazione. Ogni decisione di investimento edisinvestimento è pertanto di esclusiva competenza del Cliente che può decidere di darvi omeno esecuzione con qualsivoglia intermediario autorizzato; qualsiasi eventuale decisioneoperativa presa dal Cliente in base alle informazioni pubblicate è, infatti, da considerarsiassunta in piena autonomia decisionale e a proprio esclusivo rischio. Il Contenutopresente nella pubblicazione può essere riprodotto unicamente nella sua interezza edesclusivamente citando il nome di Horo Capital srl e di John Mauldin, restandone in ognicaso vietato ogni utilizzo commerciale. Si intende per Contenuto tutte le analisi, grafici,immagini, articoli i quali sono tutti protetti da copyright. Horo Capital srl ha la facoltà diagire in base a/ovvero di servirsi di qualsiasi elemento sopra esposto e/o di qualsiasiinformazione a cui tale materiale si ispira ovvero è tratto anche prima che lo stesso vengapubblicato e messo a disposizione della sua clientela. Horo Capital srl puòoccasionalmente, a proprio insindacabile giudizio, assumere posizioni lunghe o corte conriferimento ai prodotti finanziari eventualmente menzionati nella presente pubblicazione. Innessun caso e per nessuna ragione Horo Capital srl, sarà tenuta, ad agireconformemente, in tutto o in parte, alle opinioni riportate nella presente pubblicazione.Ogni violazione del copyright in qualsiasi modo si esprima ai danni di Horo Capital srl eJohn Mauldin, sarà perseguita legalmente.
  • 11. Per iscriversi alla newsletter GRATUITA settimanale SCENARI FINANZIARI cliccare qui:www.scenarifinanziari.it/Registrazione.aspxPer modificare il proprio indirizzo email di invio della newsletter, effettuare il login suwww.scenarifinanziari.it e andare sulla pagina di registrazione.Per cancellare liscrizione alla newsletter scrivere una mail a:info@scenarifinanziari.itThoughts from the Frontline3204 Beverly DriveDallas, Texas 75205Horo CapitalIndependent Financial Advisory FirmVia Silvio Pellico, 1220121 MilanoTel. 02 89096674

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