Your SlideShare is downloading. ×
Il Debito non è una cosa di cui essere orgogliosi
Upcoming SlideShare
Loading in...5
×

Thanks for flagging this SlideShare!

Oops! An error has occurred.

×
Saving this for later? Get the SlideShare app to save on your phone or tablet. Read anywhere, anytime – even offline.
Text the download link to your phone
Standard text messaging rates apply

Il Debito non è una cosa di cui essere orgogliosi

145
views

Published on

"Nei mercati finanziari l\'attuale ciclo economico viene ancora spesso visto come se fosse possibile paragonarlo ai cicli molto brevi che abbiamo vissuto dalla seconda guerra mondiale in poi. Se …

"Nei mercati finanziari l\'attuale ciclo economico viene ancora spesso visto come se fosse possibile paragonarlo ai cicli molto brevi che abbiamo vissuto dalla seconda guerra mondiale in poi. Se questo fosse stato effettivamente il caso la soluzione sarebbe stata quella di applicare degli stimoli fiscali e monetari, fino ad arrivare a dei prestiti al settore privato e così tutto questo avrebbe prodotto un sostanziale aumento della crescita. Tuttavia ciò che viene trascurato è che il totale del rapporto debito/PIL è aumentato così notevolmente nel corso degli ultimi 75 anni che probabilmente è stato raggiunto il limite.


0 Comments
0 Likes
Statistics
Notes
  • Be the first to comment

  • Be the first to like this

No Downloads
Views
Total Views
145
On Slideshare
0
From Embeds
0
Number of Embeds
0
Actions
Shares
0
Downloads
1
Comments
0
Likes
0
Embeds 0
No embeds

Report content
Flagged as inappropriate Flag as inappropriate
Flag as inappropriate

Select your reason for flagging this presentation as inappropriate.

Cancel
No notes for slide

Transcript

  • 1. SCENARI FINANZIARIJOHN MAULDINSTHOUGHTS FROM THE FRONTLINENewsletter settimanale - Versione Italiana a cura di Horo CapitalIl debito non è una cosa di cui essere orgogliosidi John Mauldin | 8 settembre 2012 - Anno 3 - Numero 36In questo numero:Quanto può essere portato in basso, se continuate a creare regoleLa Fed sta andando alla riscossa?La correlazione tra la dimensione di un governo e la crescitaIl debito non è una cosa di cui essere orgogliosiGli eccessi di debito: Passato e PresenteLa Fed dovrebbe fornirci un QE3?Webinar, Chicago, Palo Alto, Atlanta, New York"Nei mercati finanziari lattuale ciclo economico viene ancora spesso visto come se fossepossibile paragonarlo ai cicli molto brevi che abbiamo vissuto dalla seconda guerramondiale in poi. Se questo fosse stato effettivamente il caso la soluzione sarebbe stataquella di applicare degli stimoli fiscali e monetari, fino ad arrivare a dei prestiti al settoreprivato e così tutto questo avrebbe prodotto un sostanziale aumento della crescita.Tuttavia ciò che viene trascurato è che il totale del rapporto debito/PIL è aumentato cosìnotevolmente nel corso degli ultimi 75 anni che probabilmente è stato raggiunto il limite."Ciò starebbe a significare che i governi e le banche centrali non possono più generareuna crescita elevata; e nel migliore dei casi possono solo impedire che la crescitadiminuisca velocemente. Inoltre gli inconvenienti per le banche centrali dovuti ad unaulteriore apertura dei rubinetti della liquidità continuano a crescere, mentre lefficaciadellazioni sta scemando. Pertanto anche se ci aspettiamo che la Fed intraprenda ulteriorimisure di allentamento, riteniamo che il risultato in termini di portata ed efficacia saràdeludente. Per la BCE mantenere lUEM e leuro è molto più importante. A tal fine i tassi diinteresse in Italia e Spagna devono essere rapidamente ridotti. Tuttavia le misure che laBCE ha recentemente annunciato non raggiungeranno altro che il solo obiettivo digenerare una certa tranquillità nei mercati finanziari, a meno che la Spagna e lItaliaapportino delle sostanziali riforme strutturali alle loro economie. Tuttavia vi è una granderesistenza al fatto che tali riforme vengano effettuate."- ECR ResearchI numeri sulla disoccupazione sono usciti ieri e intanto i tamburi per un ulteriorequantitative easing battono sempre più forte. I numeri non sono del tutto positivi macertamente non disastrosi. Ma qualsiasi sia la ragione, quello che si desidera sono solodegli ulteriori stimoli per spingere i mercati sempre più in alto. Oggi analizzeremo perprima cosa i numeri sulloccupazione, perché entrando più profondamente allinterno deidati potremo comprendere maggiormente le cose. Poi cercheremo di comprendere quantaefficacia possa avere un qualsiasi stimolo monetario.Oggi sono a Carlsbad alla conferenza di Casey Investment Research. Oggi ho avutomodo di ascoltare il mio buon amico il dottor Lacy Hunt durante una presentazione sullapolitica monetaria durante la quale si è mostrato particolarmente arrabbiato. Penso di averconvinto David Galland di Casey Research nel darmi la possibilità di farvi ascoltarelintervento quando questo sarà disponibile e in quel momento vi consiglierò di ascoltarlo.
  • 2. E stato uno dei migliori discorsi che io abbia mai sentito fino ad ora sulla attuale politicamonetaria e fiscale. Nella lettera di questa settimana vorrei soffermarmi su alcuni dei suoipunti e segnalarne alcuni miei. Partiamo immediatamente in quanto vi è molto daanalizzare.Quanto può essere portato in basso, se continuate a creare regoleAnalizzando i dati si scopre che 28.000 posti di lavoro sono stati creati nel settore dei bare della ristorazione. Ma quelli non sono proprio dei posti di lavoro ben retribuiti. Il mio solitopunto di vista è che almeno più di un paio di laureati si sono presi quei posti di lavoro.I dati medi sugli utili sono rimasti invariati durante tutto il mese e il dato anno su anno èsceso ad un 1,7%, che è al di sotto dellinflazione. Il numero dei lavoratori sta diminuendo.E ancora peggio le ore lavorate sono diminuite di un decimo di unora. Questo puòsembrare un dato poco significativo ma quando mettete tutte queste ore insieme, undecimo è lequivalente di centinaia di migliaia di posti di lavoro in termini di vera e propriaretribuzione e questo ovviamente ha un peso sulla spesa dei consumatori.Siamo ancora sotto di 4,7 milioni di posti di lavoro dal picco pre-recessione. Con pocomeno di 100.000 nuovi posti di lavoro che vengono aggiunti ogni mese ci vorranno almenoaltri quattro anni solo per tornare dove eravamo cinque anni fa. Il che non ridurrà cosìsignificativamente il tasso di disoccupazione anche a causa della crescita dellapopolazione.Tutto ciò ovviamente è deludente ma non cè nulla che ci dovrebbe sorprendere.Viceversa, la cosa che invece mi ha fatto sgranare gli occhi è stato il calo del tasso didisoccupazione dal 8,3% al 8,1%. Con solo 96.000 nuovi posti di lavoro come si puòprovocare una caduta del tasso di disoccupazione del 0,2%? Questo è un datoabbastanza significativo e dovrebbe aver richiesto un numero molto più vicino a 250-300.000 nuovi posti di lavoro. Inoltre la popolazione è effettivamente cresciuta di 213.000unità."Il numero dei disoccupati è diminuito di 250.000 e il tasso di disoccupazione è sceso dello0,2% al 8,1%. Ma queste diminuzioni erano per la gran parte dovute alle persone che sisono ritirate dalla forza lavoro. I flussi di dati confermano questo sospetto: 195.000persone sono passate da occupate a non parte della forza lavoro e 226.000 dadisoccupate a non essere più considerate parte della forza lavoro, entrambi i numeri sonomolto elevati rispetto agli standard storici. Il dato che considera coloro che non fanno partedella forza lavoro ma che vogliono un posto di lavoro è aumentato di 437 mila unitàarrivando a 7 milioni pari al 2,9% della popolazione, questo è il dato più elevato dellaGrande Recessione / Ciclo con un debole recupero." (The Lisco Report)Il tasso di disoccupazione U3 è sceso dal 9,1% dellagosto dello scorso anno al 8,1%dellagosto di questanno. Come possono essere comparati con i dati nel mondo reale? Lapopolazione che può essere inclusa nella forza lavoro è aumentata di 3,7 milioni dipersone e il numero di persone occupate (anche a tempo parziale) è aumentato di 2,3milioni. Come può essere che un aumento del numero di persone che sembranoovviamente disoccupate, si possa tradurre in una riduzione del tasso di disoccupazione?Per ridurre il tasso di disoccupazione il trucco è quello di ridurre maggiormente il numerodi persone che fanno parte della forza lavoro rispetto al dato totale dei nuovi posti di
  • 3. lavoro. Con le attuali regole in questo mese 368.000 persone non vengono più considerateparte della forza lavoro. La forza lavoro è costituita da coloro che sono o occupati odisoccupati, ma non vengono più considerate disoccupate le persone che non hanno piùcercato un posto di lavoro nelle ultime quattro settimane, o sono a scuola o ...Ora vi riporto un qualcosa che mi ha molto sorpreso e che oggi Lacy mi ha detto duranteuna conversazione privata mentre stavamo parlando del significativo calo dei dati dellavoro. Egli ha notato che non si viene più considerati parte della forza lavoro se non si èstati considerati disoccupati nel corso dellultimo anno. (Devo ammettere che non riesco atrovare questa cosa sul sito web del BLS. Purtroppo sono le 3 del mattino e non sarebbemolto carino disturbarlo a questora. Gli chiederò confermerà più tardi e vi riporterò inmodo preciso la cosa la prossima settimana, nel caso fosse sbagliata.)Ecco un altra cosa interessante. Ho ipotizzato che negli ultimi quattro anni una personafacesse parte della forza lavoro e che questa avesse ogni tanto cercato lavoro, ma questoè stato cambiato in uno degli anni del periodo di Clinton. Se avessimo utilizzato questovecchio metodo che a mio parere è molto più ragionevole il tasso di disoccupazionesarebbe di almeno 1% più elevato e forse molto di più. Considero il vecchio standard piùragionevole in quanto conta anche i lavoratori che sono scoraggiati, ma che vorrebbero unposto di lavoro se pensassero di poterne trovare uno.Guardate questo grafico dal database della Fed di St. Louis. Il tasso di partecipazionedella forza lavoro è in rosso e il rapporto tra occupati/popolazione è in blu. Il rapportooccupati/popolazione è tornato a dove si trovava alla fine degli anni 70. Il tasso dipartecipazione è sceso al 63,5% più o meno dove si trovava circa 30 anni fa.Inoltre si consideri che se si ha qualche forma di disabilità non si viene considerati partedel mondo del lavoro. Con il dato aprile siamo arrivati ad un totale di 5,4 milioni di personecon disabilità dallinizio del 2009. Questo è di diversi milioni al di sopra del trendprecedente. Ora ci sono quasi 9 milioni di persone con una disabilità. Ci sono molti cheogni anno fuori escono da questo dato, ma molti di questi passano dalla disabilità alla
  • 4. Social Security."Come il Congressional Budget Office spiega:" Quando le opportunità di lavoro sonoabbondanti, alcune persone che potrebbero essere qualificate per ricevere i benefici dati[lassicurazione invalidità] ritengono invece più interessante avere un lavoro ... quandoinvece le opportunità di lavoro sono scarse alcune di queste persone decidono viceversadi accedere al programma.""Lesplosiva crescita del numero di persone che richiedono di partecipare al programma didisabilità spiega in parte il calo del tasso di partecipazione della forza lavoro, sottolineanel suo blog il noto economista Ed Yardeni." (Investors Business Daily)Nel 1992 cera una persona con disabilità ogni 35 lavoratori. Ora il dato è di circa una ogni16 lavoratori.Se il dato sul trend di crescita di partecipazione al programma sullinvalidità fosse rimastoai livelli pre-recessione, la disoccupazione sarebbe almeno 1% in più e forse anche un 2%in più.
  • 5. Il vero dato di fondo è che la disoccupazione si avvicina molto al 10% e forse molto di più.Noi proprio non lo sappiamo. La sottoccupazione si trova ancora in un range del 16%. Etutto questo non considera che le persone che hanno un posto di lavoro per il quale sonodi gran lunga troppo qualificate stanno facendo molti meno soldi di quanti ne farebbero sepotessero trovare un lavoro nel loro settore. Vorrei sottolineare a tutte quelle persone chepensano che io sia troppo pessimista che John Williams di Shadow Stats che utilizza lametodologia del governo degli Stati Uniti da 30 anni a questa parte dichiara che ladisoccupazione U-6 è intorno al 23%. La differenza sta nel modo in cui si definisce ilmodello. I federali continuano a cambiare le regole e quindi non dovrebbe sorprendere ilfatto che ogni volta che viene aggiunta una nuova regola il numero di personeufficialmente conteggiate come disoccupate diminuisce. E se non si riesce a trovare unlavoro sia che si venga o meno definiti ufficialmente disoccupati, non è divertente. Absolute Return Partners di Niels C. Jensen - www.arpllp.com - è la società partner di John Mauldin per il mercato Europeo. Horo Capital - www.horocapital.it - è il partner di Absolute Return Partners per il mercato Italiano. Tel. 02 89096674 - rcarraro@horocapital.itLa Fed sta andando alla riscossa?Il problema del costante aumento della disoccupazione fa crescere la pressione sulla Fednel dover "fare qualcosa." Ma la risposta è un ulteriore quantitative easing? Ho intenzionedi citare tre parti di una ricerca che questo pomeriggio è stata portata alla mia attenzioneda parte di Lacy Hunt (direttamente dal suo PowerPoint). Tutto questo è perfettamente inlinea con la relazione di William White che ho evidenziato la scorsa settimana e che èdisponibile sul sito della Federal Reserve di Dallas.Il risultato di tutte queste difficoltà è che la politica di QE della Fed ha perso la suaefficacia ed ora può iniziare ad essere anche parte del problema. Viceversa la soluzionedovrebbe essere quella di concentrarsi sul controllo del debito pubblico.La correlazione tra la dimensione di un governo e la crescita"Dimensione dei governi e crescita: Unindagine e uninterpretazione dei fatti." AndreasBergh, Research Institute of Industrial Economics (IFN), Lund University e MagnusHenrekson, Research Institute of Industrial Economics (IFN), Lund University. Journal ofEconomic Surveys, Aprile 2011. Pagina 2, http://journalistsresource.org/wp-content/uploads/2011/08/Govt-Size-and-Growth.pdf.)Il primo studio che esamineremo mostra una chiara ed inversa correlazione tra ledimensioni di un governo e la rispettiva crescita. Ciò conferma davvero il senso comunedelle cose, ossia che il governo prende i fondi solo dalla produzione privata per finanziarela propria spesa. E mentre si può assumere che una parte della spesa pubblica èproduttiva, la maggior parte di essa ivi compresi i trasferimenti di solito non contribuiscealla produzione. Con questo non si sta sostenendo che tali trasferimenti non dovrebberoessere fatti. Si rileva semplicemente che cè un costo per la società nellincrementare la
  • 6. dimensione del governo. E questo costo è in termini di posti di lavoro, con il risultato diavere dei pessimi numeri in termini di occupazione.Detto questo gli autori fanno notare che la correlazione non è la causa e che ci sonoanche altre motivazioni per i paesi con tasse elevate e forti tassi di crescita. Per coloro chesono interessati vi ho fornito il link allo studio, anche se noi esploreremo questi aspettimolto più in profondità in una prossima lettera. Questa è una prima citazione:"Ogni conflitto tra la dimensione di un governo e la crescita economica è ampiamentespiegato da variazioni nelle definizioni e dai paesi studiati. Bergh e Henrekson hannoscritto: Un approccio alternativo – che limita lattenzione allo studio delle relazioni neipaesi ricchi, misura la dimensione dei governi come imposte totali o totale delle spese inrelazione al PIL – e questo fa emergere un quadro più coerente ... Bergh e Henreksontrovano a questo proposito una significativa correlazione negativa. In particolare unaumento di 10 punti percentuali delle dimensioni del settore pubblico è associata adun tasso annuale di minore crescita compreso tra lo 0,5% e 1%." (il grassetto è mio)Il debito non è una cosa di cui essere orgogliosiCristina Checherita e Philipp Rother, hanno scritto “The Impact of High and GrowingGovernment Debt on Economic Growth, An Empirical Investigation for The Euro Area,”European Central Bank working paper no. 1237, August 2010.http://www.ecb.int/pub/pdf/scpwps/ecbwp1237.pdfIl presente documento della BCE suggerisce che i governi devono avere i propri bilanci inordine."Checherita e Rother hanno studiato leffetto medio del debito pubblico sul PIL pro capitenei dodici paesi dellarea euro, lo studio è stato effettuato su un periodo pari a quattrodecenni a partire dal 1970. Essi confermano ed ampliano quanto è stato trovato daReinhart e Rogoff nel loro 2010 NBER paper. Un rapporto debito pubblico / PIL al di sopradel punto di critico del 90-100% ha un impatto deleterio sulla crescita a lungo termine.Inoltre hanno scoperto che vi è un impatto non lineare del debito sulla crescita superatoquesto punto critico. Una relazione non lineare significa che il debito pubblico continua asalire a livelli sempre più alti e le conseguenze negative della crescita accelerano. Irisultati in tutti i modelli mostrano una relazione non lineare statisticamente moltosignificativa tra il rapporto debito pubblico e PIL pro-capite per i 12 paesi della zona euroche sono stati inclusi nellanalisi."Inoltre i livelli di fiducia, ossia quelle che portano verso il punto di svolta sul debitosegnalano che leffetto del tasso negativo di crescita di un elevato debito possono iniziareda livelli pari al 70-80% del PIL. A causa di questi risultati Checherita e Rother hannoscritto questo ... è importante richiedere politiche di indebitamento ancora più prudenti.Checherita e Rother hanno anche dato un sostanziale contributo individuando i canaliattraverso i quali si ha un impatto sulla crescita economica in base al livello e allavariazione del debito pubblico: (1) risparmio privato, (2) investimenti pubblici, (3) fattori diproduttività totale e (4) tassi dinteresse nominali e reali a lungo termine dei debiti sovrani."Gli eccessi di debito: Passato e PresenteCarmen M. Reinhart, Vincent R. Reinhart, Kenneth S. Rogoff, National Bureau of
  • 7. Economic Research, working paper 18015. http://www.nber.org/papers/w18015Poi Lacy ha scritto delle recensioni sui recenti lavori dei nostri vecchi amici Ken Rogoff eCarmen Reinhart (che hanno scritto This Time Is Different). Questo è un ulteriorericonoscimento sul fatto che un debito pubblico eccessivo ritarderà la crescita. Riportonuovamente una frase dal suo PowerPoint:"Dopo il 1800 gli episodi caratterizzati da un rapporto debito pubblico / PIL superiori al90% per almeno cinque anni."In linea con altre ricerche più recenti, gli autori confermano che situazioni dove si ha uneccesso di debito pubblico sono associate con crescite inferiori di oltre un puntopercentuale rispetto ad altri periodi. ... mediamente in tutti i 26 casi la durata dellesituazioni di eccesso di debito è pari a 23 anni .... Gli effetti sulla crescita sono significativianche in molti altre situazioni in cui i paesi debitori sono stati in grado di garantirsi unaccesso costante ai mercati dei capitali con dei tassi reali relativamente bassi. Vale a direche gli effetti di una riduzione della crescita dovuti allelevato debito pubblico,apparentemente non vengono trasmessi attraverso gli alti tassi di interesse reali."La lunga durata smentisce lopinione comune che la correlazione è causataprincipalmente da accumuli di debito nei periodi di recessione. La lunga durata implicaanche che il debito che alla fine viene cumulato partendo da una fase di eccesso di debitosia potenzialmente enorme."Alla fine dei 23 anni ... in termini reali il PIL è inferiore del 24 per cento rispetto a quello dipartenza. Non è esattamente quello che T.S. Eliot aveva in mente quando ha scrittoQuesto è il modo in cui il mondo finisce, non con un botto ma con un lamento, malorientamento generale sembra essere applicabile ai debiti senza procurare eccessividanni."Questa ricerca documenta la prima sistematica evidenza dellassociazione tra un elevatodebito pubblico e i tassi di interesse reali. Inoltre scrivono: Contrariamente alla percezionepopolare, noi abbiamo trovato che in 11 dei 26 casi di eccesso di debito, i tassi diinteresse reali erano ad un livello basso o più o meno come durante il periodo dove siaveva un minore rapporto annuale debito / PIL. Quelli che rimangono in attesa di unsegnale di allarme da parte dei mercati finanziari attraverso dei tassi di interesse piùelevati che sono dannosi per la politica del governo e per le performance economichepotrebbe rimanere in attesa per un lungo periodo di tempo."La Fed dovrebbe fornirci un QE3?Sembra che ci sia un chiaro consenso (tra le decine di articoli che ho letto) sul fatto che laFed annuncerà il QE3 nella riunione della prossima settimana. Non ho più dubbi che unQE sia in valutazione, ma spero sinceramente che aspettino fino a dopo le elezioni. A mioavviso un altro ciclo di QE non produrrà più di tanto anche se questo renderà felice ilmercato azionario.Non si riuscirà a stimolare la spesa o si aumenterà la richiesta di ulteriori prestiti o sirenderà più facile comprare una casa. I prezzi sono già bassi e cè un eccesso di liquiditànel sistema. Pur riconoscendo che la propensione di un banchiere centrale è quella di farequalcosa (Dio non voglia che la ripresa arrivi e loro non hanno fatto niente e quindi non
  • 8. possano prendersi il merito di questo!), solo che è sconveniente farlo prima delle elezionipresidenziali. Non cè nulla in questo dato sulloccupazione che sia diverso da quello chesapevamo mesi fa.Non vedo alcuna ragione per non aspettare fino a novembre. Ledificio non è in fiamme.Oggi fare un ulteriore QE sarebbe come versare lacqua su un uomo che sta giàannegando.Si prega di notare che sono stato coerente su questo tema per decenni. La Fed non deveessere considerata una realtà politica prima di un elezione presidenziale. Mi andrebbebene un QE dopo un incidente simile a quello di Lehman se questo fosse accaduto pocoprima delle elezioni ma in questo momento non abbiamo un problema di questo genere.Leconomia sta ancora crescendo anche se lentamente. Il problema non è un problemamonetario e non può essere risolto dalla FED. La futura direzione del paese e ladimensione del deficit fiscale sarà decisa nel mese di novembre.La prossima settimana daremo uno sguardo alla elezioni e valuteremo che cosaveramente significa questa elezione. Lasciate che vi lasci un piccolo anticipo. Non sonoassolutamente preoccupato del fatto che i budget di Obama o quello di Romney venganoattuati così come sono stati proposti, perché la chance che entrambi vengano accettati èpari a zero. Il problema è la direzione del compromesso e sul fatto che su quellaapparente sfumatura si gestirà il futuro economico del paese. Restate sintonizzati.California, Chicago, New York e un po di "confusione dovuta alletà"Farò il mio primo "Fireside Chat" con Barry Ritholtz, Martedì 11 settembre alle 13:00.Questo webinar sarà ospitato dai miei amici di Investments Altegris (e moderato da JonSundt) e sarà a disposizione degli investitori accreditati e dei professionisti finanziari. Se visiete già registrati su Mauldin Circle (e vivete negli Stati Uniti), vi sarà presto inviata unamail per partecipare. Se non lavete ancora ricevuta vi invito ad andare suwww.mauldincircle.com e registrarvi in modo da poter sentire Barry e me discutere delleultime notizie e, naturalmente, delle elezioni e quale impatto avranno sugli investitori.Oggi e domani parlerò in occasione del Casey Investment Summit a Carlsbad, inCalifornia e poi a Palo Alto il 12-13 settembre ad una conferenza sugli investimentinuovamente sponsorizzata da Investments Altegris.Sarò a Chicago il 19 settembre e sarò presente al Financial Forum Network RDA Investor.Il Forum si terrà al Marriott Chicago Oak Brook. Levento è sponsorizzato da SteveBlumenthal e dai miei amici di CMG. Se volete partecipare inviate una e-mail a LindaCianci Linda@cmgwealth.com.E poi parlerò il 1 ottobre a New York, al 8th Annual Value Investing Congress. Saròassieme ad una serie di relatori veramente in gamba, tra cui Bill Ackman e David Einhorn.Sono stato in grado di garantire uno sconto agli "amici", se volete partecipare avrete unosconto di $1.500 sul normale prezzo di iscrizione. Per usufruire di questo sconto ènecessario iscriversi entro il 7 settembre su www.ValueInvestingCongress.com/Mauldincon il seguente codice di sconto N12JM.Questa settimana ho avuto un incontro con il management team di Mauldin Economics.Non posso dirvi quanto sono felice dei nostri risultati, sia come business che come servizio
  • 9. di ricerca. La prossima settimana inizierò una lettera che annuncerà alcuni cambiamentimolto significativi. Sono molto eccitato, in quanto avrò più libertà di fare ricerca emigliorare il controllo della mia vita.E il momento di premere il pulsante di invio. Ho bisogno di qualche ora di sonno prima delmio discorso. E devo dire che il buon amico David Brin, un membro della Science FictionHall of Fame, ha appena scritto un giallo chiamato Existence. Sono stato la prima personaa leggere la prima stesura. Un lungo documento di Word.La vita è bella, anche se ora tutti "torniamo a scuola" e alla nostra routine. Ora se solo sipotesse far si che il governo si facesse un po da parte.Il vostro analista sempre pronto a fantasticare su i suoi discorsi,John Mauldinsubscribers@mauldineconomics.comCopyright 2010-2012 John Mauldin. All Rights ReservedCopyright 2010-2012 Horo Capital. Tutti i Diritti RiservatiDisclaimer: La presente pubblicazione è distribuita da Horo Capital srl. Pur ponendo lamassima cura nella traduzione della presente pubblicazione e considerando affidabili isuoi contenuti, Horo Capital srl non si assume tuttavia alcuna responsabilità in meritoall’esattezza, completezza e attualità dei dati e delle informazioni nella stessa contenutiovvero presenti sulle pubblicazioni utilizzate ai fini della sua predisposizione. Diconseguenza Horo Capital srl declina ogni responsabilità per errori od omissioni. HoroCapital srl si riserva il diritto, senza assumersene lobbligo, di migliorare, modificare ocorreggere eventuali errori ed omissioni in qualsiasi momento e senza obbligo di avviso.La presente pubblicazione viene fornita per meri fini di informazione ed illustrazione, noncostituendo in nessun caso offerta al pubblico di prodotti finanziari ovvero promozione diservizi e/o attività di investimento né nei confronti di persone residenti in Italia né dipersone residenti in altre giurisdizioni, a maggior ragione quando tale offerta e/opromozione non sia autorizzata in tali giurisdizioni. Le informazioni fornite noncostituiscono unofferta o una raccomandazione per effettuare o liquidare un investimentoo porre in essere qualsiasi altra transazione. Esse non possono essere considerate comefondamento di una decisione dinvestimento o di altro tipo. Qualsiasi decisionedinvestimento deve essere basata su una consulenza pertinente, specifica eprofessionale. Tutte le informazioni pubblicate non devono essere considerate unasollecitazione al pubblico risparmio o la promozione di alcuna forma dinvestimento néraccomandazioni personalizzate ai sensi del Testo Unico della Finanza trattandosiunicamente di informazione standardizzata rivolta al pubblico indistinto. Né Horo Capitalsrl né John Mauldin potranno essere ritenuti responsabili, in tutto o in parte, per i danni(inclusi, a titolo meramente esemplificativo, il danno per perdita o mancato guadagno,interruzione dell’attività, perdita di informazioni o altre perdite economiche di qualunquenatura) derivanti dall’uso, in qualsiasi forma e per qualsiasi finalità, dei dati e delleinformazioni presenti nella presente pubblicazione. Ogni decisione di investimento edisinvestimento è pertanto di esclusiva competenza del Cliente che può decidere di darvi o
  • 10. meno esecuzione con qualsivoglia intermediario autorizzato; qualsiasi eventuale decisioneoperativa presa dal Cliente in base alle informazioni pubblicate è, infatti, da considerarsiassunta in piena autonomia decisionale e a proprio esclusivo rischio. Il Contenutopresente nella pubblicazione può essere riprodotto unicamente nella sua interezza edesclusivamente citando il nome di Horo Capital srl e di John Mauldin, restandone in ognicaso vietato ogni utilizzo commerciale. Si intende per Contenuto tutte le analisi, grafici,immagini, articoli i quali sono tutti protetti da copyright. Horo Capital srl ha la facoltà diagire in base a/ovvero di servirsi di qualsiasi elemento sopra esposto e/o di qualsiasiinformazione a cui tale materiale si ispira ovvero è tratto anche prima che lo stesso vengapubblicato e messo a disposizione della sua clientela. Horo Capital srl puòoccasionalmente, a proprio insindacabile giudizio, assumere posizioni lunghe o corte conriferimento ai prodotti finanziari eventualmente menzionati nella presente pubblicazione. Innessun caso e per nessuna ragione Horo Capital srl, sarà tenuta, ad agireconformemente, in tutto o in parte, alle opinioni riportate nella presente pubblicazione.Ogni violazione del copyright in qualsiasi modo si esprima ai danni di Horo Capital srl eJohn Mauldin, sarà perseguita legalmente.Per iscriversi alla newsletter GRATUITA settimanale SCENARI FINANZIARI cliccare qui:www.scenarifinanziari.it/Registrazione.aspxPer modificare il proprio indirizzo email di invio della newsletter, effettuare il login suwww.scenarifinanziari.it e andare sulla pagina di registrazione.Per cancellare liscrizione alla newsletter scrivere una mail a:info@scenarifinanziari.itThoughts from the Frontline3204 Beverly DriveDallas, Texas 75205Horo CapitalIndependent Financial Advisory FirmVia Silvio Pellico, 1220121 MilanoTel. 02 89096674

×