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"Una cosa è avere un parere da un punto di vista macro, ma cosa molto diversa è agire come se questo fosse corretto." ...

"Una cosa è avere un parere da un punto di vista macro, ma cosa molto diversa è agire come se questo fosse corretto."
Howard Marks, Oaktree Capital Management

Può essere frustrante ed anche un po' futile l'esperienza di essere un economista. I mercati finanziari non sempre si comportano come se ci fosse un collegamento tra i fondamentali economici e i prezzi delle azioni.

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  • SCENARI FINANZIARITHE ABSOLUTE RETURN LETTERNewsletter mensile - Versione Italiana a cura di Horo CapitalAlla ricerca del Santo Graaldi Niels Jensen | 4 dicembre 2012 - Anno 3 - Supplemento al numero 48."Una cosa è avere un parere da un punto di vista macro, ma cosa molto diversa è agirecome se questo fosse corretto."Howard Marks, Oaktree Capital ManagementPuò essere frustrante ed anche un po futile lesperienza di essere un economista. Imercati finanziari non sempre si comportano come se ci fosse un collegamento tra ifondamentali economici e i prezzi delle azioni, questo è un argomento che ho trattato nellalettera dello scorso ottobre 2012. Infatti se ritenete validi i risultati di un recente studio diVanguard, dal quale emerge che un insieme di statistiche forniscono maggior valorerispetto al trend di crescita del PIL o al trend di crescita degli utili in termini di capacità diprevedere i rendimenti del mercato azionario (grafico 1).Grafico 1: I parametri di misurazione maggiormente conosciuti sono normalmentescarsamente correlati con i rendimenti azionari futuriFonte: "Previsioni dei rendimenti azionari", Vanguard, ottobre 2012 (via Mebane Faber)Utilizzando i dati del mercato Americano che partono dal 1926, Vanguard ha analizzato la
  • potenzialità di previsione di tutta una serie di parametri. La conclusione piuttostodeprimente alla quale sono arrivati - almeno dal punto di vista di un economista - è che piùo meno si arriva ad una gran perdita di tempo assegnando un qualche valore a tutto ciòche avviene nelleconomia reale. Di tutti i parametri testati da Vanguard solo i P/E ratiosembrano spiegare in modo ragionevole una certa parte dei futuri (reali) rendimenti delmercato azionario, ma questo solo se si è disposti ad avere una visione molto a lungotermine (10 anni nello studio di Vanguard).Sto scrivendo la Absolute Return Letter dal mese di ottobre 2003. Almeno il 75% (non hocontrollato) di tutte lettere si sono concentrate su vari aspetti macro delleconomia e moltedi queste hanno provato a fare delle previsioni sui prezzi azionari, tassi di interesse, prezzidelle materie prime e sulle valute. Ho sprecato il mio e, soprattutto, il vostro tempo in tuttiquesti anni?Io non la penso esattamente così, ma la mia risposta ha però bisogno di qualchechiarimento. Qui in Absolute Return Partners quando strutturiamo i portafogli per i nostriclienti noi distinguiamo tra tre diversi orizzonti temporali - il breve termine (i prossimi mesi),il medio termine (da pochi mesi a pochi anni) e il lungo termine (molti anni). La maggiorparte dei fondi comuni di investimento, fondi pensione e compagnie di assicurazioneallocano la maggior parte del loro capitale a medio termine, il che rende questo spaziomolto affollato e in assoluto lo spazio più affollato e di solito in quello più efficiente è piùdifficile generare alpha.Il breve termine è spesso governato dagli investitori più aggressivi. Gli hedge funddominano questo spazio e spesso a scapito degli investitori privati. Il lungo termine è ilmeno affollato, ed è in realtà assolutamente quello meno affollato anche nel contestoattuale. Come ho più volte sottolineato nel corso degli ultimi due anni, una delleconseguenze più evidenti della crisi finanziaria è il desiderio di detenere liquidità. Questoha spinto in assoluto, e mai più di ora, la maggior parte del capitale verso il breve e ilmedio termine, creando nel contesto delle opportunità molto interessanti per gli investitoriche possono mantenere una visione di più lungo termine.Nonostante i risultati di Vanguard e anche di altri mantengo la mia visione che ho a lungosostenuto, ossia che è possibile individuare delle tendenze economiche a lungo termineche possono avere un impatto significativo sui prezzi degli asset, tuttavia leffetto èmisurabile solo nel vero lungo termine (2). Ora non si può costruire dei portafogli avendoin mente solo il lungo termine. Se lo facessimo saremmo quasi certamente buttati fuori dalbusiness molto prima che le nostre idee si siano concretizzate.Quindi in pratica i portafogli dei nostri clienti di solito sono costituiti da una spina dorsaleche riflette i temi di investimento strategico di più lungo termine che abbiamo individuato, epoi da una parte core che viene circondata da altri strumenti che vengono inseriti inrelazione a come valutiamo le finestre di breve e medio termine in termini di attrattività. Nelresto di questa lettera voglio condividere con voi alcuni dei fattori che stiamo guardando inquesto momento nel decidere la composizione dei portafogli sia per il breve che per ilmedio termine. La lettera è più lunga del solito ma non disperatevi. Sto usando molti piùgrafici rispetto al solito e questi grafici occupano un sacco di spazio.Absolute Return Partners - www.arpllp.com - è il partner di John Mauldin per il mercato Europeo.
  • Horo Capital - www.horocapital.it - è il partner di Absolute Return Partners per il mercato Italiano.Il flusso dei fondiCominciamo con uno dei più importanti fattori che nel breve termine guidano leperformance - il flusso dei fondi. Dalla fine del 2007 escludendo i fondi dei mercatiemergenti, in tutto il mondo quasi $600 miliardi sono stati tolti dai fondi azionari comuni.Nello stesso periodo meno di $200 miliardi di dollari sono stati spostati nei fondi azionaridei mercati emergenti con una perdita netta di circa $400 miliardi di dollari. Allo stessotempo più di $1.000 miliardi dollari si sono diretti verso i fondi obbligazionari globali (2).Ora cerchiamo di fare un analisi ad un livello un più approfondito fornendo una fotografiapiù precisa dei flussi nel periodo 2011-12 (grafico 2). Quindi non sorprende che dati gliscarsi rendimenti a partire dallinizio del 2011 circa $260 miliardi dollari abbiano lasciato ifondi del mercato monetario, gran parte dei quali hanno probabilmente trovato la lorostrada nei fondi obbligazionari in quanto gli investitori hanno cercato dei rendimenti piùelevati. Sono fluiti dallinizio del 2011 un totale di $450 miliardi nei fondi obbligazionari agestione attiva e negli ETF obbligazionari.Grafico 2: Flussi netti di fondi di alcuni specifici strumenti di investimentostatunitensi ($bn)Fonte: The Leuthold group (via Mebane Faber)Con il grafico 3 si può anche vedere che i $450 miliardi dollari di flussi sono stati destinatiquasi interamente alle obbligazioni societarie. Nel 2011 in quelle definite investmentgrade, invece questanno il mix nei flussi tra gli investment grade e gli high yield è stato dicirca 50/50. Si tratta di una considerevole quantità di denaro che è entrata in una assetclass che a volte ha dimostrato di essere molto meno liquida di quanto gli investitorivorrebbero che fosse.Grafico 3: La forte ricerca di rendimenti da parte degli investitori ha compresso glispread View slide
  • Fonte: http://www.zerohedge.com/news/2012-11-14/four-charts-corporate-bond-managers-fear-mostPerò questa è solo una parte della storia. I fondi comuni di investimento sonoprevalentemente detenuti dagli investitori privati, quindi cerchiamo di vedere se siamo ingrado di avere unidea di ciò che invece hanno fatto fino ad ora gli investitori istituzionali.Purtroppo non ho accesso alla stessa quantità di dettagli, ma sappiamo per gentileconcessione di Barclays Capital che i fondi pensione e le società di assicurazione europeesono stati negli ultimi anni dei venditori netti di titoli azionari e al tempo stesso hannoaumentato la loro esposizione verso le obbligazioni (Grafico 4). A differenza degliinvestitori privati sono stati però grandi compratori di debito pubblico. Ho il sospetto manon ne ho la prova che gran parte degli acquisti di titoli di Stato siano arrivati dallItalia edalla Spagna, dove si sa che le più importanti istituzioni locali sono state acquirenti delproprio debito governativo. Solo il tempo ci dirà se questa sarà stata la scelta giusta.Grafico 4: Asset Allocation dei fondi pensione e delle compagnie di assicurazioneeuropeeFonte: "European Credit Alpha", Barclays Capital, November 2012Per gentile concessione della Banca dInghilterra capita anche di sapere quali sono stati igestori di fondi istituzionali che hanno modificato le loro esposizioni. Dalla scorsa estate i View slide
  • gestori dei fondi istituzionali hanno posto maggiormente laccento sulle azioni, mentre laloro esposizione nelle obbligazioni è un po diminuita anche se rimangono comunquesempre sovrappesati (grafico 5).Chart 5: Allocazione per asset class dei gestori di fondi globaliFonte: "Rapporto sulla stabilità finanziaria", novembre 2012, Banca dInghilterra. Il graficoespone dove i fondi sono in sovrappeso (dati positivi) o sottopeso (dati negativi) inciascuna classe di investimento rispetto allasset allocation storica.Questi sono una grande quantità di dati su ciò che è già accaduto. Ma che cosa mipossono trasmettere questi dati in termine di ciò che potrebbe accadere in futuro? Più chealtro si conferma quello che già sapevo - che vi è un forte interesse da parte sia degliinvestitori privati che istituzionali per tutto ciò che offre un rendimento decente. Tuttavia cisono già i primi segnali che gli investitori istituzionali hanno iniziato a perdere un po diinteresse per le obbligazioni e hanno incominciato a mettere i soldi nelle azioni. Viceversafino ad ora non sembra che gli investitori privati siano nuovamente risaliti sul treno. Se lastoria si ripete lo faranno sicuramente. Alla fine!Si dice anche che il principe Carlo (che è stato CEO di Citigroup) avesse ovviamenteragione quando nel 2007 diceva che "fino a quando si sente la musica, ci si può semprealzare e iniziare a ballare." Non ho idea di quando si fermerà la musica nei mercatiobbligazionari ma ad un certo punto succederà. E sempre successo e così sarà anchequesta volta. Quando succederà la corsa verso luscita diventerà una fuga precipitosa e aquel punto gli investitori in obbligazioni high yield si renderanno conto che si trovavano inun area molto più affollata di quanto non avessero mai immaginato.Struttura delle ScadenzeUn altro fattore che seguiamo molto da vicino è la struttura delle scadenze del debito cheè in circolazione. Essere costretti a rifinanziare il proprio debito nel bel mezzo di una crisifinanziaria non è necessariamente la posizione più invidiabile se si è anche attore, ilRegno Unito ha per ora evitato gran parte della turbolenza con la quale hanno avuto a chefare in Europa i paesi periferici e questo è stato dovuto in parte, ma non solo, al fatto chela struttura del suo debito è molto più lunga rispetto allaltra parte del mondo sviluppato
  • (grafico 6).Grafico 6: Scadenze medie ponderate del debito sovrano (in anni)Fonte: FMI Rapporto sulla stabilità finanziaria globale, ottobre 2012Nel mercato del debito societario gli emittenti hanno approfittato delle condizioni moltofavorevoli di rifinanziamento del 2011-12. Inoltre nel mercato degli high yield non è solostato rifinanziato il debito esistente, ma è anche stato emesso una considerevole quantitàdi nuovo debito per la maggior parte con scadenza 2018-20 (grafico 7).Grafico 7: Distribuzione delle scadenze nelle obbligazioni High Yield US ($ miliardi),variazioni a partire dal 2009Fonte: "U.S. Credit Alpha”, Barclays Capital, Novembre 2012Nel mercato dei prestiti a leva la maggior parte del debito è stato rifinanziato fino al 2016-19, ma però non è stato emesso molto nuovo debito (grafico 8). Che cosa significa e cosaci dice tutto questo? Che a parità di altre condizioni se (e quando) ci sarà un incidente inquello che ritengo essere un mercato degli high yield fortemente sopravvalutato, questonon sarà però generato da un frenetico programma di rifinanziamento.
  • Grafico 8: Distribuzione delle scadenze del debito High Yield US ($ miliardi),variazioni a partire dal 2009Fonte: "US Credit Alpha ", Barclays Capital, novembre 2012In realtà io sono molto più preoccupato per il crescente utilizzo della leva finanziaria. Aseguito del crollo del 2008-09 nel mercato degli high yield e nel settore dei prestiti a leva,le strutture che fornivano leva sono scomparse quasi da un giorno allaltro. Non eraassolutamente raro fino a quel momento un uso della leva finanziaria pari a 5-6 volte equesto ha reso la situazione particolarmente difficile quando tutti hanno voluto venirnefuori nello stesso momento. Non ho ancora dei dati per dimostrarlo ma i contatti che ho quinel mercato di Londra mi dicono che almeno due banche mondiali hanno incominciatonuovamente a fornire leva ad un livello significativo.Attività dei Fondi HedgeOra cerchiamo di cambiare marcia e guardare agli hedge fund e alle loro attività. I fondihedge vengono utilizzati in quanto sono piccoli e si muovono con agilità, marappresentano una parte microscopica degli asset che sono in gestione e una quota nonmolto grande dei volumi che sono trattati durante le negoziazioni. Questo haeffettivamente permesso loro di muoversi con molta rapidità generando durante questoprocesso una rispettabile quantità di alfa.Niente di più. Tutto quello che dovete fare è leggere i report sulla ricerca di grandi societàdi Wall Street come Morgan Stanley e Goldman Sachs. Considerando che la loro ricercaveniva scritta per poi essere utilizzata dai gestori di fondi comuni di investimento e dairesponsabili degli investimenti dei fondi pensione e delle compagnie di assicurazione, orainvece è ormai più che evidente che il loro target di riferimento è la comunità degli hedgefund. Ovviamente nulla di tutto questo sarebbe così importante se i fondi hedgeproducessero dei buoni rendimenti ma purtroppo non è così.Grafico 9: I fondi Long/Short Equity da diverso tempo non generano più un alphapositivo
  • Fonte: "Il 2013 Playbook", Morgan Stanley Research, novembre 2013Forse tutto questo necessita di un qualche chiarimento. Molti degli hedge fundeffettivamente producono quello che dichiarano di raggiungere, ma i fondi equitylong/short - che rappresentano il maggior numero di strategie nel settore degli hedge funde che sono oltre il 50% di tutti gli asset in gestione nellarea degli hedge funds - stannovivendo un momento particolarmente terribile. In un recente studio di Morgan Stanley èemerso che la generazione di alpha (cioè la sovraperformance) nellarea dei fondi equitylong/short recentemente è effettivamente diventata negativa (grafico 9) e questorappresenta un forte grido di dolore rispetto al lontano periodo doro dei fondi hedge dicirca 10-15 anni fa.Ci sono molte ragioni che hanno causato tutto questo. Lelevata correlazione presentenellambiente, il sovraffollamento, un pool di talenti che si rapidamente diradato e delleelevate commissioni hanno fatto si che la fortuna di girasse, ovviamente tutto questo hacausato una sorta di crisi per lindustria nel suo complesso con il risultato di avere unpatrimonio in gestione in diminuzione (grafico 10).Grafico 10: La crescita del patrimonio in gestione degli hedge fund dalla fine del2007 alla fine del 2011Fonte: "Le 10 principali tendenze che stanno cambiando la gestione degli investimenti",HSBC, settembre 2012 (via Mebane Faber)
  • Quali sono le conseguenze di questi pessimi risultati? Nonostante gli scarsi rendimenti chesono stati recentemente generati è probabile che questo settore possa continuare acrescere per molti anni a venire. Dopo tutto solo il 2,5% di tutte le asset class in gestionein tutto il mondo (circa $80 trilioni di dollari) viene gestita da gestori di fondi hedge per cuivi è una particolare abbondanza di spazio per questo settore possa continuare a crescere.Detto questo, le strategie di investimento oggi soffrono dellattuale fenomeno di fortecorrelazione tra qualsiasi tipo di asset class rischiosa e questo probabilmente continuerà agenerare una contrazione del patrimonio in gestione, viceversa gli investitori più intelligentidestineranno invece parte del portafoglio verso strategie più esoteriche nel settore deglihedge fund dove lo spazio per generare alpha è ancora sostanziale e la concorrenza con ifondi long only è minima.Offerte primarie e secondarieIl 2012 è stato un buon anno per i sottoscrittori degli aumenti di capitale. Con il mese disettembre, lofferta totale generata dagli aumenti di capitale è stata pari a $168 miliardisiamo sulla strada giusta per superare il massimo storico di $214 miliardi dollari che si eraraggiunto nel 2009 (grafico 11). Il quadro è molto simile anche nel mercato degli high yieldche dovrebbe avere la certezza di raggiungere nel 2012 un nuovo record storico (grafico12).Che cosa ci dice tutto questo in termini di futuro comportamento del mercato? Al fine dirispondere a questa domanda abbiamo bisogno di considerare nellanalisi anche il settoredel private equity. Allinizio del 2012 questo settore ha raccolto quasi $1 trilione dipotenziali investimenti, cioè disponibili ma non ancora investiti in capitali (grafico 13). Ho ilsospetto ma per ora non ho nessuna prova, che i gestori di private equity arriveranno al2013 con almeno $800 miliardi di dollari di potenziali investimenti non ancora effettuati.Quando si combinano questi dati con la consapevolezza che gran parte degli investimentidi capitale disponibili si riferiscono a fondi di private equity che hanno iniziato la loro attivitàdiversi anni fa, siamo convinti che i gestori di questi fondi si troveranno quanto prima difronte ad un dilemma particolarmente interessante. Decideranno di rinunciare al capitaleper il quale gli investitori hanno preso un impegno sapendo che a quel punto le loro fee siridurranno di conseguenza, o dovrebbero a quel punto farsi avanti e fare delleacquisizioni? Ho il sospetto di sapere qual è il risultato più probabile. Ovviamente questopesa a favore di una maggiore esposizione verso il mercato azionario.Grafico 11: Il 2012 è stato un anno molto significativo per gli aumenti di capitale
  • Fonte: The Leuthold Group (via Mebane Faber). I numeri degli anni precedenti sono statirettificati al fine di includere i primi 9 mesi dellanno.Grafico 12: Le emissione di obbligazioni high yield hanno raggiunto nel 2012 ilmassimo storicoFonte: http://soberlook.com/2012/11/2012-high-yield-debt-issuance-hits-all.html:Grafico 13: Le società di private equity dispongono di una notevole quantità dicapitale non investito
  • Fonte: "Global Private Equity Report 2012", Bain & CompanyLimportanza dei dividendiTra gli investitori vi è una crescente consapevolezza che in realtà i dividendi forniscono nelcorso del tempo un contributo significativo al rendimento totale, anche se questi varianomolto di anno in anno e anche di decennio in decennio. In condizioni di mercatoparticolarmente esuberanti (come ad esempio il 1990) i dividendi contano di meno, mentrein contesti con ritorni particolarmente bassi (ad esempio il 1970) i dividendi possonorappresentare una parte importante del rendimento totale (grafico 14). Noto anche con uncerto entusiasmo che i dividendi hanno dato un contributo significativo ai rendimentiazionari di tutto il mondo, quindi questo non è solo un fenomeno statunitense (grafico 15).Grafico 14: Dal 1930 i dividendi hanno rappresentato oltre il 40% del rendimentoFonte: "The 2013 Playbook", Morgan Stanley Research, novembre 2013Grafico 15: Scomposizione dei rendimenti azionari a partire dal 1970
  • Fonte: SocGen Cross Asset ResearchMa perché cè tutto questo entusiasmo per i dividendi? Perché i bilanci societari sonogeneralmente in ottima forma e quindi forniscono alle tesorerie aziendali molto spazio dimanovra. E poiché i pay-out ratio sono vicini a minimi storici (grafico 16). Quando sulletesorerie aziendali risuonerà il fatto che dopo anni di abbandono i dividendi sonoeffettivamente ancora una volta ricercati, i pay-out ratio cominceranno a risalire e gliinvestitori premieranno le imprese che pagheranno un dividendo di tutto rispetto.Grafico 16: I pay-out ratio sui dividendi sono vicini ai minimi storiciFonte: “The 2013 Playbook”, Morgan Stanley Research, November 2013Legge di WristonInfine una nota sulla legge di Wriston. Il primo riferimento ad essa può essere fatto risaliread un articolo del 2006 sulla rivista Forbes scritto da Karlgaard Rich; ma io comunqueringrazio Alexander Ineichen di Ineichen Research and Management AG per avermelafatta conoscere. Potete trovare maggiori informazioni sul lavoro di Alexander qui.Walter Bigelow Wriston (1919-2005) è stato Presidente e CEO di Citibank dal 1967-1984 enel suo periodo di massimo splendore e forse anche stato il banchiere più influente delmondo. E stato anche un attento osservatore dei mercati e del comportamento umano in
  • generale e a questo proposito una volta fece la seguente osservazione in merito aimovimenti dei capitali e da allora questa è conosciuta come la legge di Wriston sulcapitale o solo come la legge Wriston :"Il capitale andrà sempre dove viene considerato il benvenuto e rimane dove viene bentrattato."In un contesto di crisi come quello attuale dove i governi sono disposti ad adottare misuresempre più disperate per placare lelettorato le sagge parole di Walter Wriston nondovrebbero essere ignorate. Questo dovrebbe entrare immediatamente nella mente delPresidente Hollande quando minaccia di nazionalizzare le attività francesi di ArcelorMittal,a meno che egli sia già preparato per garantire dei posti di lavoro ai francesi? Il capitaleandrà davvero dove si sentirà di essere il benvenuto - è sicuro - e tutti i paesi inclusaanche la Francia hanno bisogno di attirare qualsiasi centesimo di investimenti esteridurante lattuale crisi.Se i multipli sugli utili tedeschi e francesi sono molto simili (e lo sono) e se lo spread tra ilBund a 10 anni e lOAT è di soli 65 punti base (come lo è attualmente), io so dove andrà ilmio capitale ed io non sono probabilmente il solo che sta giungendo alla medesimaconclusione.ConclusioneOra come facciamo a mettere insieme tutto questo? Vorrei cominciare con quello di cuinon ho parlato. La lista di argomenti trattati in questa lettera (senza nessun ordine inparticolare) che a mio avviso sono importanti quando si vogliono determinare leprospettive dei prezzi delle asset class nel breve-medio termine. Questo però non significache lelenco sia completo. Per cominciare non voglio svelare tutti i miei segreti. In secondoluogo la lettera è già troppo lunga. In terzo luogo alcuni fattori sono così complessi chesolo un breve cenno non gli renderebbe giustizia.Per esempio non ho menzionato il QE e le altre iniziative di politica monetaria, comeOperation Twist e OMT. In questi anni la politica monetaria ha avuto un forte impatto suiprezzi degli asset ed è probabile che questa continuerà a svolgere un ruolo importante. Ètuttavia un soggetto così complicato che merita una lettera solo per se stessa.Non ho discusso dellincertezza politica. E un dato di fatto che lincertezza influisce sullacrescita economica e sui prezzi degli asset. Le imprese investono di meno, i consumatorispendono di meno e la propensione al rischio degli investitori diminuisce quando cèincertezza sulle regole.Né ho parlato delle conseguenze non intenzionali. Ad esempio la politica monetaria negliStati Uniti sempre di più si manifesta come inflazione nei paesi Asiatici - ed in particolarein quei paesi la cui moneta è strettamente legata al valore del dollaro. La scorsa settimanaho saputo che un posto auto a Hong Kong è stato recentemente venduto per la piccolasomma di $387.000. A proposito in USD non HKD. I mutui ipotecari per il settoreresidenziale sono attualmente offerti a circa 2,1-2,2% di interesse annuo, però conlinflazione al consumo che sta viaggiando ad un valore pari a quasi il doppio di quellivello. Tutto perché Hong Kong ha deciso di fissare i tassi di interesse seguendo la politicadegli Stati Uniti in quanto le due valute sono tra loro legate. Sono però abbastanza vecchioda ricordare ancora la bolla immobiliare che è avvenuta in Giappone alla fine degli anni
  • 1980, ma non abbastanza vecchio per aver perso il senso dellolfatto e riesco a sentirepuzza di bruciato anche da molto lontano.Riassumendo le mie precedenti conclusioni, ora faccio le seguenti osservazioni:1. I titoli high yield non sono mai stati così costosi se si comparano con i titoli azionari(grafico 17).Grafico 17: I rendimenti degli utili aziendali negli Stati Uniti ora sono più elevati delrendimento degli High YieldFonte: "Il 2013 Playbook", Morgan Stanley Research, novembre 20132. Gli investitori che sono fortemente interessati ai titoli con reddito devono pertantoprendere in considerazione i titoli azionari con elevati dividendi come alternativa alleobbligazioni corporate, ma allo stesso tempo devono ricordarsi che le società nelle qualiinvestono hanno bisogno di mantenere un bilancio di buona qualità per poter mantenere eforse anche aumentare il dividendo nel tempo.3. Gli investitori interessati a cavalcare londa del buy-out (che è una previsione e non undato certo) dovrebbero concentrarsi sul valore/qualità del mercato in cui i fondi di privateequity avranno maggiori probabilità di essere maggiormente attivi.4. Se si investe in hedge fund facendo ciò che più della metà di tutti gli investitorispeculativi fanno (cioè investire in strategie tipo "vanilla" come i fondi long/short equity)questa scelta potrebbe benissimo portare ad una delusione. Investire negli hedge piùesoterici e quindi nelle strategie meno affollate si ha la possibilità di raggiungere deimigliori risultati.Un felice 2013. Torneremo su o intorno a questi temi il prossimo 1° febbraio.Niels C. Jensen© 2002-2012 Absolute Return Partners LLP. All rights reserved© 2012 versione italiana a cura di Horo Capital. Tutti i diritti riservati1 Nel nostro nuovo sito web che sarà lanciato nel corso dei prossimi giorni discuteremo
  • alcuni di questi temi dinvestimento. Si noti che al tempo stesso il nostro URL cambierà dawww.arpllp.com a www.arpinvestments.com. Ci sono alcune ragioni tecniche per cui ilvecchio sito continuerà a funzionare anche nei prossimi giorni.2 Queste informazioni provengono dallultimo Rapporto sulla stabilità finanziaria del FMI. Èpossibile trovare il grafico a pagina 5 della nostra lettera di novembre 2012.Disclaimer: La presente pubblicazione è distribuita da Horo Capital srl. Pur ponendo lamassima cura nella traduzione della presente pubblicazione e considerando affidabili isuoi contenuti, Horo Capital srl non si assume tuttavia alcuna responsabilità in meritoall’esattezza, completezza e attualità dei dati e delle informazioni nella stessa contenutiovvero presenti sulle pubblicazioni utilizzate ai fini della sua predisposizione. Diconseguenza Horo Capital srl declina ogni responsabilità per errori od omissioni. HoroCapital srl si riserva il diritto, senza assumersene lobbligo, di migliorare, modificare ocorreggere eventuali errori ed omissioni in qualsiasi momento e senza obbligo di avviso.La presente pubblicazione viene fornita per meri fini di informazione ed illustrazione, noncostituendo in nessun caso offerta al pubblico di prodotti finanziari ovvero promozione diservizi e/o attività di investimento né nei confronti di persone residenti in Italia né dipersone residenti in altre giurisdizioni, a maggior ragione quando tale offerta e/opromozione non sia autorizzata in tali giurisdizioni. Le informazioni fornite noncostituiscono unofferta o una raccomandazione per effettuare o liquidare un investimentoo porre in essere qualsiasi altra transazione. Esse non possono essere considerate comefondamento di una decisione dinvestimento o di altro tipo. Qualsiasi decisionedinvestimento deve essere basata su una consulenza pertinente, specifica eprofessionale. Tutte le informazioni pubblicate non devono essere considerate unasollecitazione al pubblico risparmio o la promozione di alcuna forma dinvestimento néraccomandazioni personalizzate ai sensi del Testo Unico della Finanza trattandosiunicamente di informazione standardizzata rivolta al pubblico indistinto. Né Horo Capitalsrl né Absolute Return Partners LLP potranno essere ritenuti responsabili, in tutto o inparte, per i danni (inclusi, a titolo meramente esemplificativo, il danno per perdita omancato guadagno, interruzione dell’attività, perdita di informazioni o altre perditeeconomiche di qualunque natura) derivanti dall’uso, in qualsiasi forma e per qualsiasifinalità, dei dati e delle informazioni presenti nella presente pubblicazione. Ogni decisionedi investimento e disinvestimento è pertanto di esclusiva competenza del Cliente che puòdecidere di darvi o meno esecuzione con qualsivoglia intermediario autorizzato; qualsiasieventuale decisione operativa presa dal Cliente in base alle informazioni pubblicate è,infatti, da considerarsi assunta in piena autonomia decisionale e a proprio esclusivorischio. Il Contenuto presente nella pubblicazione può essere riprodotto unicamente nellasua interezza ed esclusivamente citando il nome di Horo Capital srl e di Absolute ReturnPartners LLP, restandone in ogni caso vietato ogni utilizzo commerciale. Si intende perContenuto tutte le analisi, grafici, immagini, articoli i quali sono tutti protetti da copyright.Horo Capital srl ha la facoltà di agire in base a/ovvero di servirsi di qualsiasi elementosopra esposto e/o di qualsiasi informazione a cui tale materiale si ispira ovvero è trattoanche prima che lo stesso venga pubblicato e messo a disposizione della sua clientela.Horo Capital srl può occasionalmente, a proprio insindacabile giudizio, assumere posizionilunghe o corte con riferimento ai prodotti finanziari eventualmente menzionati nellapresente pubblicazione. In nessun caso e per nessuna ragione Horo Capital srl, saràtenuta, ad agire conformemente, in tutto o in parte, alle opinioni riportate nella presentepubblicazione. Ogni violazione del copyright in qualsiasi modo si esprima ai danni di HoroCapital srl e Absolute Return Partners LLP, sarà perseguita legalmente.
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